PALAZZINA IN VIA MONTANELLI.
INDIRIZZO: VIA MONTANELLI ANGOLO VIA NICOTERA, ROMA
COSTRUZIONE: 1960 circa
USO: ABITAZIONI CIVILI
PROGETTO: VENTURINO VENTURA ARCHITETTO.
PHOTO@ Giulio Paolo Calcaprina (2023)
Venturino Ventura è stato un eccellente professionista che ha realizzato molte architetture a Roma tra gli anni ’50 e ’70 del ‘900. Fortemente ispirato dallo stile organico di Frank Lloyd Wright, V.V. rielabora i temi wrightiani in un lessico molto personale fatto di balconi e terrazze molto aggettanti, integrazione con alberi e piante, pensiline, pilastri sottili, ampie vetrate a tutta altezza, tetti a falda contenenti i piani attici. Grande sperimentatore il suo stile si è molto evoluto negli anni, raggiungendo risultati di grande livello.
La palazzina di via Nicotera è forse la sua opera più bella tra le residenze, dove la verticalità tipica della palazzina romana si espande in grande terrazze circolari in cemento che dialogano con il giardino e le piante circostanti. La palazzina sembra immersa nel verde. Altri elementi caratterizzanti sono le facciate caratterizzate da finestre di disegno tipicamente wrightiano, nonché le fioriere che corrono su tutta la facciate, in cemento decorato, anche queste ispirate all’architettura del grande maestro americano.
Stranamente con minore fortuna critica rispetto a colleghi che hanno operato a Roma nello stesso periodo come Moretti e Piccinato, negli ultimi anni la sua opera è oggetto di una complessiva rivalutazione.
































Capolavoro, un architetto che meriterebbe n posto in cima alls grande architettura italiana del ‘900, come sostiene il maestro Franco Purini
Concordiamo con il suo giudizio. Nel nostro piccolo stiamo cercando di valorizzare la sua opera.
Bellissima, si fa notare passandole accanto a piedi come un edificio eccezionale nel panorama cittadino, un dialogo tra uomo, natura, forme, materiali definito in ogni dettaglio.
Non conoscevo questo architetto e lo trovo straordinario. Il foro che attraversa la grande terrazza circolare per dialogare rispettosamente con il pino mi sembra emblematico della sua maturità compositiva. È un peccato che sia un ‘dimenticato’. Trovo che la sua vicenda sia simile a quella di un altro grande maestro (anch’egli romano e ingiustamente obliato): Oreste Martelli Castaldi, architetto di eccezionale talento e raffinato interprete del magistero wrightiano