Clarisse Merle, è una studentessa d’architettura e moda che ha a cuore l’ambiente, così le è venuta l’idea di trasformare i vecchi abiti in speciali mattoni sostenibili, capaci di garantire isolamento termico e acustico. Si chiamano FabBRICK e promettono di far riflettere la velocissima industria della moda.
Rassegna
Giovanni Alessi fondò l’azienda nel 1921 ad Omegna, ma all’inizio dell’attività le produzioni non avevano ancora quel carattere umoristico ed elegante allo stesso tempo che contraddistingue oggi le collezioni Alessi nel mondo. Ci pensò Alberto Alessi, nipote di Giovanni, che entrato in azienda negli anni ’70 ne rivoluzionò il linguaggio, chiamando numerosi designer e progettisti per accrescere il valore estetico dell’azienda.
Esponente di punta delle Fabbriche del design italiano, per festeggiare i cento anni di attività Alessi ha deciso di lanciare 12 nuovi prodotti (uno al mese) o versioni inedite dei grandi classici Alessi, firmati dai più celebri designer italiani come Mari, Castiglioni, Mendini, Sottsass ed altri.
E’ partita l’edizione 2021 della Biennale di Venezia. Come di consueto proliferano le critiche e le discussioni di chi ha già avuto occasione di visitarla. Per chi deve ancora andare e vuole farsi una idea autonoma o semplicemente disporre di un elenco per organizzare la propria visita, vi consigliamo la lista redatta da Archdaily.
Sul modello olandese del “woonerf” olandese, ovvero area condivisa, a Roma si progetta la riqualificazione e pedonalizzazione di un quadrante del centro che comprende via Alessandria e piazza fiume dove passa uno snodo importante del traffico romano. La decisione finale è influenzata anche dal peso del processo partecipativo dei cittadini.
Un viaggio attraverso la Toscana per toccare con mano gli interventi di rigenerazione urbana cofinanziati dai fondi europei che hanno l’obiettivo di rendere i quartieri più vivibili e attrattivi, socialmente ed economicamente più vivaci.
Sorge ad Ognina, quartiere nella zona nordorientale di Catania, la prima torre residenziale che supera le limitazioni dettate dal PRG ed è a basso impatto energetico.
Il piano regolatore di Catania, datato 1969 e mai aggiornato, fissa l’altezza massima degli edifici a 24 metri. Dopo 50 anni circa è stato possibile realizzare edifici che superassero quel limite imposto dal PRG entrando in deroga e così lo studio siciliano Base51 architettura ha potuto realizzare tre edifici alti, nel rispetto delle nuove normative antisismiche ed energetiche.
La sfida di queste architetture riguarda, inoltre, anche l’aspetto della sostenibilità energetica in quanto gli edifici sono classificati NZEB (Nearly Zero Energy Buliding), innovazione e peculiarità che sottolineano l’importanza di questo intervento edilizio.
Il mondo cambia, la società con lui, e pone nuove esigenze, nuovi stimoli a cui occorre dare risposte anche esplorando nuove forme e modi di fare Architettura.
Se ne è parlato nel corso del Webinar di lunedì scorso, organizzato dal LIS in collaborazione con Amate l’Architettura.
In particolare Daniele Mancini ci ha segnalato l’esperienza della “Buca Toscanini”, una esperienza che riesce a mettere in connessione in maniera convincente la “polifonia” della città (per usare un temine di Massimo Canevacci) a partire dalle istanze partecipative, caratteristiche di questo periodo storico, ma senza perdere di vista il prodotto finale architettonico. Segnaliamo quindi molto volentieri questo articolo che approfondisce l’esperienza.
A Copenhagen un progetto ambizioso per riqualificare l’area dismessa del porto di Nordhavn e renderlo unquartiere attivo della città, immancabilmente a misura d’uomo.
Inaugurata in Uganda la seconda struttura ospedaliera di Emergency in Africa, interamente dedicata alla chirurgia pediatrica e progettata dallo studio Renzo Piano Building Workshop, in collaborazione con TAMassociati e la Building division di Emergency.
L’Europa si è posta obiettivi importanti a sostegno di progetti che mirano alla sostenibilità ambientale, alla digitalizzazione e all’istruzione per uscire dalla crisi economica causata dalla pandemia. I maggiori investimenti sono destinati alla transizione ecologica, idea fondamentale del progetto, che diventa sia opportunità economica che necessità irrinunciabile.
Nonostante le maggiori energie e risorse siano rivolte ai temi Green, non si prevedono iniziative per gli spazi pubblici e per i luoghi destinati alla socialità inclusiva.

