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Il caso (purtroppo non unico) dello studio milanese PiuArch

In pieno periodo pandemico lo scorso aprile è stata fatta richiesta dai soci fondatori dello studio di progettazione PiuArch di accedere al bonus per le partite Iva da parte dei collaboratori ai quali sarebbe stato decurtato lo stipendio dello stesso quantitativo del bonus per far risparmiare l’azienda. Peccato che PiuArch ha triplicato gli utili.
Sempre più spesso i giovani architetti si interfacciano con cattive condizioni lavorative, come orari prolungati, stipendi bassi e stage non retribuiti.

Se ne parla in questo articolo pubblicato su Il Fatto Quotidiano

IL caso (purtroppo non unico) dello studio milanese PiuArch

Chiedendo ai freelance di cedere il bonus Inps varato ad aprile dello scorso anno dal governo Conte-bis per i liberi professionisti privi di ammortizzatori sociali, i titolari dicevano: “Vi chiediamo di accedere per tutti quelli che possono”, perché “la gran parte di voi può accedervi”. “Questo significa – continuava Tricario nell’audio – che voi richiederete questo bonus e percepirete il vostro stipendio decurtato di 600 euro nel momento in cui lo prederete” e “in sostanza continuando a prendere quello che prendete” e “lo studio risparmierà su tutti quelli che possono permettersi di richiederlo”. Viene definito uno uno “sforzo che chiediamo a tutti quanti” per non lasciare a casa le persone da maggio 2020.

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