ANTHEA PREZIOSI
ANTHEA PREZIOSI
LOCALITÀ: RAGUSA, Sicilia (IT)
COSTRUZIONE: 2016
STUDIO: DAAA Haus sede di Ragusa
PROGETTISTI: Daniele Migliorisi, Mario Castello, Giorgio Occhipinti, Vincenzo Occhipinti
Passeggiando per la Via Roma a Ragusa, “salotto buono” della celebre cittadina siciliana, salta all’occhio un piccolo edificio che sembra racchiuso da un prezioso scrigno architettonico.
L’intervento, realizzato dallo studio di progettazione internazionale Daaa Haus, ha avuto come obiettivo principale la riqualificazione architettonica di un immobile risalente a metà del secolo scorso che, oltre ad essere testata d’angolo della lunga cortina edilizia che si affaccia sulla via principale del centro storico, si interpone tra la suddetta cortina di edifici storici e un palazzo di 7 piani risalente agli anni ’60.
Riqualificare e “ricucire” per restituire decoro urbano a un contesto storico di pregio fortemente impattato dagli interventi degli anni ’60 e ’70 del secolo scorso: una sfida resa ancora più ardua dalla lunga lista di vincoli e limitazioni imposti dalla normativa vigente per gli interventi in centro storico. A ciò si aggiungono le esigenze della committenza, che richiedeva un ambiente elegante in cui i gioielli fossero protagonisti, con un’illuminazione studiata ad hoc per valorizzare questo tipo di prodotti.
L’ispirazione è nata dalla presenza, all’interno del contesto in cui si è intervenuti, di edifici con caratteri del periodo Liberty. Partendo quindi dal linguaggio stilistico delle gioiellerie di quel periodo, le cui facciate sono scandite da un preciso ritmo geometrico, i progettisti hanno ricreato la stessa armonia utilizzando un linguaggio contemporaneo.
L’edificio è stato avvolto da una pelle in corten attraversata da una successione di elementi lineari in metallo laccato di colore chiaro, che adagiandosi sul metallo scuro creano un motivo geometrico sui prospetti. Al contrasto cromatico si aggiunge la contrapposizione tra le superfici piene che caratterizzano il livello inferiore, e la trasparenza dei pannelli microforati che ricostruiscono la sagoma del volume al primo piano, incapsulando la terrazza esistente. All’interno di questo spazio è stato predisposto un piccolo giardino pensile, le cui piante fanno capolino attraverso la foratura dei pannelli e arricchiscono di rimando tutta la zona.
Il ritmo della partitura che regola i prospetti cattura l’occhio del visitatore e lo accompagna all’interno, dove le linee chiare proseguono imprimendosi sul pavimento in Bolon e risalendo poi le pareti con una morbida curva, definendo così gli spazi in cui prendono posto le teche espositive per i gioielli. All’interno di questo sistema realizzato artigianalmente, si è fatto in modo di inserire i corner imposti dalle aziende Isola Bella e UNOde50.
Il risultato dell’intervento è un’architettura in cui esterno ed interno sono uniti da questo prezioso intreccio geometrico che disegna gli spazi e stabilisce le funzioni.
Una particolare attenzione è stata posta anche all’aspetto dei consumi e della sostenibilità ambientale: l’illuminazione, studiata per valorizzare i gioielli in esposizione, sfrutta la tecnologia LED a basso consumo, mentre l’impianto di riscaldamento/condizionamento è costituito da un sistema di ultima generazione del tipo ad espansione diretta ad alta efficienza con sfruttamento di quota rinnovabile dell’energia primaria.
L’opera è stata giudicata dalla Commissione Centri Storici e dalla Sovrintendenza che l’hanno esaminata come ponderata e rispettosa del contesto in cui si pone, talmente ben integrata da dar l’impressione di esserci sempre stata.

















