Articoli marcati con tag ‘amatel’architettura’

CALL 100 parole: “COSA FARÀ L’ARCHITETTO NEL POST-COVID?” Riflessioni di Duccio Santini

3 Luglio 2020

COSA FARA’ L’ARCHITETTO NEL POST-COVID?

Progetterà edifici:
mobili
costruiti in fabbriche
montati e non murati
si appoggeranno sul terreno e non metteranno radici
il microclima interno sarà affidato alla coibentazione dei diaframmi posti tra interno ed esterno e non a macchine
non progetterà macrostrutture ma sommatorie di moduli flessibili per qualsiasi utilizzo
si userà solamente suolo già costruito demolendo le costruzioni prive di qualità
si innesteranno nuove strutture nei ruderi di edifici industriali dismessi, evitando di tentare costose ricostruzioni vincolanti
il restauro dovrà riguardare solo edifici di pregio e interesse storico artistico

 

Testo di: Duccio Santini
Immagine di: Duccio Santini
Editing: Giulia Gandin

 

CALL 100 parole: “COSA FARÀ L’ARCHITETTO NEL POST-COVID?” Riflessioni di Dario Canciani

22 Giugno 2020

Ogni epoca storica presenta desideri e problematiche proprie. All’architetto spetta il compito di trovare le forme adeguate e specifiche contribuendo al soddisfacimento dei primi ed alla soluzione dei secondi. Avendo sperimentato in questi giorni la nostra fragilità ma anche la nostra capacità creativa, l’architetto dovrebbe abbandonare l’impulso autoreferenziale nella ricerca della “forma per la forma”, per dedicarsi alla sensorialità, alla circolarità, al recupero del costruito, al consumo zero, all’impegno sociale, cioè ad una architettura a bassissimo impatto sul pianeta, esattamente come fa un uccello quando si costruisce il nido. In estrema sintesi quindi auspico un passaggio da una archi-star arrogante ad un architetto GENTILE

CALL 100 parole: “COSA FARÀ L’ARCHITETTO NEL POST-COVID?” Riflessioni di Valentina Radi

18 Giugno 2020

Copertina:“Giuramento di Vitruvio”2017 ©Ordine degli Architetti PPC di ReggioEmilia. Da un’idea del prof. Salvatore Settis, ha preso vita dall’incontro fra il prof. Paolo Clini coordinatore scientifico del Centro Studi Vitruviani di Fano, e l’arch. Andrea Rinaldi presidente dell’Ordine degli Architetti PPC di Reggio Emilia, che l’ha reso effettivo. Elaborato nell’abito della ricerca: Vitruvio e l’abitare contemporaneo, ideata e coordinata dall’arch. Valentina Radi

 

L’ARCHITETTO NEL POST-COVID? Potrà unirsi sinergicamente a tutti i colleghi della penisola, ed oltre, in un’unisona adesione ippocratica, culturalmente e simbolicamente fondata sui valori della mediterraneità. Virtù essenziali già presenti nel De Architectura: etica, cura, transdisciplinarità e riferimenti progettuali che oggi esprimono il bene comune, del paesaggio e la qualità dell’opera, capaci di attraversare ogni tempo e accadimento. Intenzioni e azioni da condividere e perseguire insieme a tutti gli attori coinvolti nel progetto. Possibilità per l’architettura di ricostituire un coeso scenario attraverso cui mostrare perché l’architetto è colui che si occupa dello studio dello spazio, forma e relazione fra le sue parti, facendone comprendere l’importanza. Ammettendo la condivisione di scelte in una visione democratica che lo confermi guida.

Testo: Valentina Radi
Immagine: Ordine degli Architetti di Reggio emilia
Editing: Emmanuele Lo Giudice

 

Biblioteca di emergenza – Phaidon – Atlante mondiale dell’architettura del XX secolo – segnalazione di Marco Ferrario

7 Aprile 2020

In questi tempi di crisi, che coinvolge pesantemente molti colleghi architetti, e che ci costringe a rimanere chiusi in casa, non ci rimane che riscoprire le nostre biblioteche. Mandateci una foto dei libri che vi fa piacere segnalare, con le foto della copertina, due pagine interne, e un breve estratto del testo. Noi le rilanceremo qui sul nostro blog.

Phaidon, Atlante mondiale dell’architettura del XX secolo, ed. Electa 2013

 

 

 

L’Atlante mondiale dell’architettura del XX secolo analizza lo scambio globale di idee e forme architettoniche esplorandolo da diversi punti di vista”.

 

 

Biblioteca di emergenza – Rudolf Wittkower – Principi architettonici nell’Età dell’Umanesimo – segnalazione di Santina Maratela

6 Aprile 2020

In questi tempi di crisi, che coinvolge pesantemente molti colleghi architetti, e che ci costringe a rimanere chiusi in casa, non ci rimane che riscoprire le nostre biblioteche. Mandateci una foto dei libri che vi fa piacere segnalare, con le foto della copertina, due pagine interne, e un breve estratto del testo. Noi le rilanceremo qui sul nostro blog.

R. Wittkower, Principi architettonici nell’Età dell’Umanesimo, ed. Einaudi 1990

 

 

 

“Progettando le ville e i palazzi Palladio seguì alcune norme precise, dalle quali non si allontanò mai. Esigeva una sala posta sull’asse centrale dell’edificio, e un’assoluta simmetria tra gli ambienti minori ai suoi lati“. pag. 72

 

 

Biblioteca di emergenza – Le Corbusier – Quando le cattedrali erano bianche, Viaggio nel paese dei timidi – segnalazione di Alessandra Levo

5 Aprile 2020

In questi tempi di crisi, che coinvolge pesantemente molti colleghi architetti, e che ci costringe a rimanere chiusi in casa, non ci rimane che riscoprire le nostre biblioteche. Mandateci una foto dei libri che vi fa piacere segnalare, con le foto della copertina, due pagine interne, e un breve estratto del testo. Noi le rilanceremo qui sul nostro blog.

Le Corbusier, Quando le cattedrali erano bianche, Viaggio nel paese dei timidi, ed. C. Marinotti 2003

 

 

 

“Nella costruzione, tutto è contraddizione, ostilità, dispersione, divergenza di vedute, affermazione di scopi diversi, stasi. Lo paghiamo caro: costruire è un’impresa di lusso, tanto che la maggior parte delle persone abita delle tane“. pag. 260

 

 

Biblioteca d’emergenza – Vittorio Gregotti, Architettura e postmetropoli

15 Marzo 2020

In questi tempi di crisi, che coinvolge pesantemente molti colleghi architetti, e che ci costringe a rimanere chiusi in casa, non ci rimane che riscoprire le nostre biblioteche. Mandateci una foto dei libri che vi fa piacere segnalare, con le foto della copertina, due pagine interne, e un breve estratto del testo. Noi le rilanceremo qui sul nostro blog.

Uno degli ultimi libri di una delle più interessanti figure del panorama architettonico italiano: Vittorio Gregotti  (10 agosto 1927 – 15 marzo 2020)

 

Vittorio Gregotti, Architettura e postmetropoli, ed. Einaudi, 2011

 

…”è evidente che la “città delle reti” è qualcosa di sospeso, senza limiti e centro, qualcosa che non fa più riferimento al suolo, all’idea di fondazione, a quella di luogo, e alla sua organizzazione significativa ma a quella di relazione immateriale .” pag. 60