L’Istituto Archeologico Germanico rinnova la sua sede romana costruita nel 1962, ricercando la convivenza degli adeguamenti progettuali con lo spirito originale dell’edificio.
Se ne parla in questo articolo pubblicato su Domus

Il restauro del Moderno non è un tema nuovo […].è nuova invece l’attenzione che il tema sta sollevando in Italia, in questo recente periodo di agevolazioni e superbonus, ma anche di ripristini e adeguamenti che stanno orizzontalmente coinvolgendo gran parte del patrimonio edilizio nazionale.
L’Istituto Archeologico Germanico di Roma è un caso di rilievo, è un edificio che nasce nel 1962 quando l’istituzione di antica fondazione, fino ad allora ubicata nelle strutture della comunità ecumenica di via Sardegna, decide di rinnovare la sua sede romana, tra le più antiche ed importanti: il progetto nasce con Annibale Vitellozzi – nome legato ad architetture romane come la Stazione Termini o il Palazzetto dello Sport – Karl Georg Siegler e Enzo Giannini per ospitare, tra le molte risorse, una importante biblioteca archeologica di 1300 riviste e 240.000 volumi, che includono i 5000 della collezione Parthey (filologia classica con edizioni del Seicento e Settecento) e i 6000 del fondo Platneriano di storia delle città italiane.

