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Più che di un medico, Roma ha bisogno di un architetto.

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I due anni di “politica marziana” del dimissionario sindaco Marino ci hanno permesso di focalizzare meglio le dinamiche della Capitale, grazie proprio a quello che è stato e non è stato fatto.

Marino ha contribuito a portare in luce le dinamiche perverse della gestione degli appalti, delle partecipate comunali, dei potentati mafiosi.

Questo gli va riconosciuto.

Marino ha avuto anche il merito di spingere fortemente verso una partecipazione cittadina allo sviluppo della città. Noi di Amate l’Architettura abbiamo avuto esperienze dirette in due occasioni: nell’area delle ex caserme di via Guido Reni (Qui i nostri sette articoli sulla vicenda delle ex caserme: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7) e per i cosiddetti piazzali est e ovest della stazione Tiburtina.

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Purtroppo la sua azione non è andata molto oltre, sicuramente anche a causa della assoluta inadeguatezza delle persone che compongono il suo partito a Roma.

Colpisce tuttavia, sui mezzi di informazione, l’assenza da tutti i commenti su una questione che a noi risulta lampante: questa consiliatura, come tutte le precedenti degli ultimi 30 anni, non ha mai proposto un’idea di città.

Sembra un discorso un po’ astratto, da architetti frustrati, ma a pensarci bene per una città, con problemi enormi e pochi soldi per risolverli, il modo migliore di razionalizzare le soluzioni è progettarle, possibilmente con soluzioni creative.

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Facciamo un esempio facile facile.

Il problema dei problemi dell’Urbe è il traffico. Il traffico si risolve con un trasporto pubblico efficiente (non con i parcheggi in centro!) con i disincentivi ad utilizzare mezzi privati ad elevato impatto ambientale (l’automobile) e con l’incentivo ad utilizzare quelli privati sostenibili.

Riguardo a questo punto è dimostrato dall’esperienza di altri contesti che la creazione di una rete efficiente di ciclabili, unita alla possibilità di utilizzo con bici dei mezzi pubblici, può scaricare un minimo di un 20% – 30% del traffico. L’unica proposta pervenuta in questi due anni, mentre andavano in malora le ciclabili esistenti, è stata quella di creare un circuito cittadino, il GRAB con l’unione di parchi, ciclabili esistenti e un paio di chilometri di ciclabile nuova.

Peccato che questo circuito sia un anello fine a se stesso, un percorso di svago per i fine settimana.

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Ben altra cosa era un progetto di ciclabili su sette strade consolari romane uniti a due percorsi anulari di congiunzione, presentato da #salvaiciclisti e rete mobilità nuova. Un vero progetto di mobilità alternativa, che dovrebbe essere integrato da un piano di riassetto urbano.

Durante questo periodo abbiamo assistito ad operazioni puntuali di immagine (la chiusura di via dei Fori Imperiali senza un piano di riassetto del centro storico), di speculazione (il nuovo stadio della Roma su aree a verde pubblico e privato e su terreno golenale, gravato con cubature incredibili non attinenti allo sport) e addirittura ad iniziative personali contrarie ai risultati di processi partecipativi già avviati, come nel caso del fermo di un anno a causa del sostegno del sindaco al progetto di un parco lineare sulla ex sopraelevata.

Roma ha grandi problemi ma altrettante potenzialità inespresse, come nel caso dei mercati rionali, (dove abbiamo partecipato al convegno “Un mercato non è solo un mercato” organizzato Carteinregola, presente l’Assessore Caudo) e ad un altro dal titolo: “Portare con se la biodiversità: piante e popoli che si muovono” del CNR, all’Expo di Milano 2015 (qui lo storify del nostro contributo) .

Torniamo a pensare ad una idea di città, coinvolgendo la gente, le associazioni e soprattutto quelli che le sanno progettare, gli architetti.

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Area ex caserme Guido Reni. Noi lasciamo il laboratorio.

Cari lettori,

dopo l’esito della 1a Fase del Concorso “Progetto Flaminio”, con la scelta dei 6 finalisti che oramai tutti conoscerete, l’assessore Caudo, con alcuni membri della Commissione giudicatrice “guidata” dal Prof. Garofalo, hanno indetto una riunione per il 17 Marzo scorso, all’interno delle Caserme, per presentare al Laboratorio di partecipazione il famoso DPP (Documento di Progettazione Preliminare) che non era stato fornito ai partecipanti della 1° Fase ed era stato, per noi, uno degli elementi più importanti di contestazione insieme alla formula scelta per il Concorso.

La riunione, alla quale eravamo presenti, è stata molto “vivace” specialmente per gli appunti fatti da Cittadinanza attiva (Riccardo D’Aquino) e da noi di A l’A, tanto che non avevamo mai visto l’assessore Caudo così nervoso e contrariato. Punto principale della contestazione il fatto che l’Amministrazione avrebbe consegnato ai finalisti del Concorso tutto il documento del Laboratorio per intero (fatto positivo), ma da parte loro non ci sarebbe stata alcuna indicazione di carattere urbanistico-architettonico, per lasciare alla sensibilità dei progettisti la più ampia gamma di possibilità espressive. Come dire “abbiamo fatto lavorare per 6 mesi circa 15 associazioni e movimenti di cittadini che hanno prodotto un documento corposo e di grande qualità che vi consegniamo, però voi potete fare quello che vi pare“. Come minimo ci si aspettava che almeno alcune parti importanti del documento sarebbero state fatte proprie dall’Amministrazione.

Dopo la riunione ci siamo fermati a parlare per un bel po’ con il Prof. Garofalo fuori dalle caserme e lì si è capito che per grandi linee la strada da percorrere era stata già tracciata e che non c’era spazio per eventuali “correzioni”. Oltretutto per il lunedì successivo 23 Marzo era stato già fissato un appuntamento dei 6 finalisti con la Giuria del Concorso, al quale, come promesso da Caudo, ma non compreso nel Bando del concorso, sarebbero potuti intervenire anche i rappresentanti del Laboratorio per un incontro con i 6 finalisti di circa 45 minuti con un massimo di 7/8 domande, in totale, da porre.

A questo punto, facendo seguito a tutto il nostro percorso all’interno del Laboratorio e la dura posizione contraria, presa sulla formula e sulla “natura” del Concorso messo in atto, interessando, è bene ricordare, anche l’Ordine degli Architetti, si è presa la decisione di abbandonare il Laboratorio comunicandola tempestivamente sia all’Assessore Caudo che al Presidente del II° Municipio Gerace, di cui vi alleghiamo in calce il testo inviato.

Abbiamo infine rese pubbliche le nostre perplessità in un’intervista su La7 resa a Vittoria Iacovella, andata in onda il 21/03/2015.

All’Assessore alla Trasformazione urbana di Roma

Giovanni Caudo

Al Presidente del II° Municipio

Giuseppe Gerace

Oggetto: Laboratorio di Partecipazione (Progetto Flaminio)

Egr. Assessore ed Egr. Presidente

Dopo l’incontro avvenuto lo scorso 17 Marzo, per un normale e corretto principio di coerenza e di onestà intellettuale, “amate l’architettura”, da noi rappresentata, ritiene di dover interrompere un percorso che non è più compatibile con quanto da noi espresso e documentato sia all’interno che all’esterno del Laboratorio.

Riteniamo doveroso, sia a livello personale che di movimento, ringraziaVi per averci dato la possibilità di partecipare ad una occasione fino ad oggi per noi unica e straordinaria sotto tutti gli aspetti. Cogliamo l’occasione per ringraziare anche tutto il Gruppo tecnico di Risorse per Roma guidato dall’Arch. Maurizio Geusa

Buon proseguimento e Buon lavoro

Cordialmente
Giorgio Mirabelli e Lucilla Brignola
“Amate l’Architettura”

Lettera aperta all’Assessore alla Trasformazione Urbana di Roma, Giovanni Caudo

Alla C. A.

di

Giovanni Caudo

Assessore alla Trasformazione Urbana

e pc

Comitati del Flaminio – Villaggio Olimpico

Roma, 4 novembre 2014

Gentile Assessore Caudo,

abbiamo appreso, a margine dell’ultimo incontro nel Laboratorio di Via Guido Reni, che le procedure per l’avvio del Concorso Internazionale per il Progetto del Masterplan dell’area degli ex Stabilimenti Militari, sono già in fase avanzata e che, dopo aver firmato gli accordi con CDP, sono stati “individuati” dall’Assessorato, insieme ad altri soggetti come Ordini degli Architetti ed Università, dei gruppi di progettisti (15 ci sembra di aver capito) da ridurre poi a 6/7. Tutto come nella norma quando si sceglie la procedura ristretta ad inviti.

Alcune delle nostre Associazioni che aderiscono a Carteinregola hanno seguito i lavori del tavolo partecipativo, collaborando alla stesura del documento che farà parte delle linee guida  poste a base del Concorso, soprattutto per sostenere un’iniziativa che inaugurava una nuova stagione della partecipazione della cittadinanza e delle realtà territoriali alle trasformazioni urbane. Infatti abbiamo  considerato il progetto delle “ex caserme” un primo passo significativo e, se vogliamo, anche “simbolico” dello stile della nuova Amministrazione. Per questo, già negli elaborati che abbiamo allegato alle nostre proposte per  le linee guida, avevamo voluto sottolineare l’importanza della trasparenza e dell’impiego di  criteri innovativi e democratici anche nella messa  a punto dei meccanismi di selezione dei partecipanti che sarebbero stati ammessi al Concorso Internazionale di progettazione.

In questa direzione è andato in particolare l’impegno di “Amate l’Architettura” che è un movimento di architetti nato anche per sostenere quelle “buone pratiche”, adottate ormai normalmente in Europa, che offrono a tutti i professionisti della progettazione la possibilità di partecipare e poi di vincere sulla base della competenza e della forza delle idee. Basta andare sul sito di Europaconcorsi per rendersene conto, ma a volte basta anche guardare a realtà più piccole e vicine, come il Molise, che oggi mette a Concorso la progettazione della nuova Sede regionale a Campobasso utilizzando la procedura del Concorso aperto, cambiando metodo rispetto a 4 anni fa quando invece era stato indetto un Concorso ristretto ad inviti, a cui poi non è stato dato nessun seguito. Noi riteniamo importante e significativo, oltre che altamente democratico, che una selezione prima di tutto debba favorire la partecipazione di giovani talenti, visto la drammatica situazione lavorativa che viviamo, e non perpetuare quei meccanismi che troppo spesso più che il merito premiano le capacità di relazione e di visibilità dove spesso trasparenza e correttezza professionale sono purtroppo solo degli “accessori” ininfluenti. Per cui ci preoccupa  la  scelta, seppur corretta dal punto di vista normativo, della procedura ristretta ad inviti, non sappiamo con quali criteri (Curriculum? Fatturati?) e/o in base a quali altri titoli, fatta insieme agli Ordini degli Architetti ed alle Università, ai quali, tra l’altro, da tempo attribuiamo  gestioni poco trasparenti e poco adeguate qualitativamente alle Istituzioni rappresentate. Le chiediamo quindi urgentemente un incontro per presentarLe le nostre  proposte, sperando che ci siano ancora dei margini per far sì che anche questa parte del progetto rifletta lo stesso spirito che abbiamo seguito finora con entusiasmo.

A solo titolo informativo ci teniamo a comunicarLe che per il Concorso Internazionale del Nuovo Museo “Guggenheim” di Helsinki, già da noi citato nei documenti presentati, benchè indetto da una fondazione privata che non era tenuta a fare un Concorso, è stata invece preferita la procedura aperta in due fasi per poter poi scegliere i 6 progetti finali che si contenderanno la vittoria. I progetti che hanno partecipato alla I° Fase appena conclusa sono stati più di 1.700 con un successo di rilievo mondiale non solo organizzativo ma anche di trasparenza e di democrazia. Noi possiamo in questo momento solo immaginare l’importanza, anche dal punto di vista politico, e l’impatto che avrebbe una partecipazione di 300/400 gruppi al Concorso per la Città della Scienza. Probabilmente, la sua più forte obiezione potrebbe essere: “Noi non siamo in grado di gestire organizzativamente, ma soprattutto economicamente, un Concorso di queste dimensioni”.

Noi siamo convinti del contrario e siamo disposti ad aiutarla ed a supportarla anche da un punto di vista organizzativo con lo stesso spirito e lo stesso impegno che abbiamo profuso nel Laboratorio di Via Guido Reni. Per quanto riguarda invece l’aspetto economico, riferito ai costi di un Concorso così impegnativo, Lei ha sempre sostenuto che tutti i costi per il Concorso Internazionale saranno a carico della Cassa Depositi e Prestiti. Quindi sarebbe anche importante che l’Amministrazione Comunale, con operazioni di questo genere, cominciasse ad avere qualche ritorno anche sotto l’aspetto dell’immagine, ultimamente un po’ sbiadita.

Cordialmente

Anna Maria Bianchi Carteinregola

Giorgio Mirabelli e Lucilla Brignola “Amate l’Architettura”

Laboratorio del processo di partecipazione – Ex caserme di Via Guido Reni, una proposta di concorso internazionale

Dopo la pubblicazione dello schema di proposta per il recupero dell’area delle ex caserme di Via Guido Reni, pubblichiamo oggi la seconda parte del nostro contributo, già presentato al Comune il 15 maggio 2014, che prevede l’organizzazione di un concorso di idee internazionale per la selezione dei progettisti incaricati di progettare il recupero dell’area.

La proposta è stata elaborata da Giorgio Mirabelli, Lucilla Brignola e Santo Marra.

Come sempre siamo aperti ai vostri contributi e suggerimenti.

(qui trovate il pdf del documento)

Qui trovate il post relativo alla nostra proposta di masterplan per il recupero dell’area.

Qui trovate il link a tutti i contributi proposti dalle associazioni che stanno partecipando al laboratorio.

IL CONCORSO

Il Movimento “amate l’architettura”, da tempo impegnato sul tema dei Concorsi di architettura in Italia, si  è fatto promotore della “costruzione” di una rete di Associazioni e di Movimenti di architettura e di architetti con l’obiettivo di realizzare una giornata di studio/convegno a Roma, nel prossimo mese di Settembre, sulle tematiche dei Concorsi di architettura, per affrontare il “nodo” dello strumento concorsuale come unico metodo democratico fondato sulla qualità del progetto. Nella stessa sede, verrà presentato un “documento standard operativo” che verrà discusso e quindi in seguito proposto agli Enti pubblici per unificare i processi concorsuali. In linea con questa attività, “amate l’architettura” intende presentare all’Assemblea, come primo contributo all’interno del “Processo di partecipazione”, il proprio modello ideale del Concorso internazionale di architettura per il Progetto Urbanistico del Quartiere della Città della Scienza. Il modello sarà ispirato agli indicatori qualitativi elaborati da Nib-Rating (progetto nato per la valutazione dei Concorsi), frutto della collaborazione tra professionearchitetto.it (portale di informazione tecnica e culturale degli architetti) e newitalianblood.com (portale dell’omonima associazione nata per dare voce ai giovani architetti).

IL MASTERPLAN

“amate l’architettura” pone la sua azione primaria al servizio della promozione di una maggiore qualità dell’architettura per contrastare la mediocre e purtroppo diffusa pratica costruttiva odierna, operando verso una crescente sensibilizzazione della società su queste tematiche. Nella piena convinzione di dovere intervenire con urgenza per ricostruire rapporti fra istituzioni, professionisti e fruitori finali, improntati ad una maggiore correttezza e responsabilità, il movimento propone riflessioni e apre spazi di confronto su alcune sfide urgenti in ambito sociale, ecologico ed economico a cui l’Architettura può e deve dare risposte. In questo contesto è prioritaria la difesa del progetto e del diritto alle idee, nell’intento di diffondere la consapevolezza che la buona architettura conviene a tutti. In quest’ottica “amate l’architettura” è disponibile, all’interno del processo partecipativo ed in collaborazione con gli altri soggetti, a fornire indicazioni per una lettura più attenta del masterplan, quindi a proporre soluzioni, sul piano strategico-culturale, per l’assetto urbanistico e per la ri-qualificazione eco-sostenibile del patrimonio edilizio, dei parchi e della mobilità, che contribuiscano alla stesura di linee guida per la definizione di un cosiddetto “SMART/Plan”, obiettivo del “Concorso internazionale per il Progetto Urbano Flaminio”.

Format per il Concorso Internazionale di Architettura

Premessa

In Architettura i concorsi, di progettazione e di idee, sono l’unico strumento competitivo per la ricerca della qualità attraverso il valore dei progetti, essenziali per innescare, mediante la competizione, processi di innovazione all’interno della poetica architettonica. Per questo le consultazioni devono essere aperte e trasparenti, garantire giurie qualificate, pretendere bandi semplici ed allo stesso tempo inappuntabili, fondarsi su una seria programmazione dell’opera da realizzare e, soprattutto, devono avere sempre riguardo della dignità professionale dei partecipanti. Un concorso di architettura può risultare di ottimo o di pessimo livello applicando qualsiasi procedura o legge vigente. Il discrimine, data per scontata la buona fede degli organizzatori, risiede soltanto nella professionalità, nell’esperienza e nell’interpretazione delle “regole”. L’efficacia delle procedure concorsuali si può misurare sin dall’inizio attraverso:

un’accorta composizione della Giuria che deve condividere ab-origine il bando;

una corretta concezione del bando, avvalendosi di un esperto programmatore di concorsi;

una seria programmazione strategica e tecnica (mediante un adeguato DPP).

Alla fine di questo percorso è necessaria solo una giusta determinazione per la realizzazione dell’opera e per il

successivo affidamento in gestione. Operazione demandata ad una trasparente attività della politica.

Giuria

La Giuria misura la qualità/affidabilità di un concorso, in quanto garante del suo buon esito. Per questo la sua composizione deve essere esplicitata nel bando con nominativi di esperti e/o di chiara fama. Diversamente il concorso pone motivi di esitazione, allorchè la composizione della Giuria diviene sempre meno precisata e/o specificata, rendendo non consigliabile la partecipazione ad un bando. Qui di seguito proponiamo un’idea di Giuria composta da figure che, a nostro avviso, dovrebbero rappresentare quelle doti di competenza professionale, serietà, prestigio, qualità artistica e culturale, tali da offrire ampia garanzia sulle scelte che saranno effettuate. In questo esempio, per maggiore chiarezza e comprensione, alle figure individuate sono stati affiancati dei nomi che sono da ritenersi puramente indicativi.

1. Presidente della Giuria Sen. Arch. Renzo Piano

Autore dell’Auditorium Parco della Musica nonché del Masterplan “Parco della Musica e delle Arti” per la riqualificazione di via Guido Reni e di tutto l’asse Ponte della Musica-MAXXI-Auditorium, che prevedeva una nuova sede del Teatro dell’Opera proprio nell’ex Stabilimento militare. Recentemente nominato Senatore a vita, con il suo progetto sociale “Rammendare le periferie” prescrive la necessità di intervenire con priorità assoluta sui territori marginali e degradati, siti dismessi e/o da bonificare, con l’irrimandabile obiettivo di recuperare questi luoghi a nuovi spazi di socialità. La rivitalizzazione di queste aree urbane non può non toccare i temi dell’efficienza energetica e della rigenerazione ecosostenibile di edifici e/o di interi quartieri.

2. Rappresentante dell’Amministrazione Capitolina – Arch. Maurizio Geusa

Dirigente dell’ U.O (Unione Operativa) Riqualificazione di ambito urbano e riuso del patrimonio pubblico nonché R.U.P. (Responsabile Unico del Procedimento) per il Progetto Urbano Flaminio.

3. Rappresentante del MIBAC – Arch. Rita Paris (Soprintendenza Speciale Beni Archeologici di Roma)

Gli immobili militari risultano prevalentemente assoggettati alla disciplina prevista dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio di cui al D. Lgs. 22.1.2004, n. 42, pertanto, sarà necessario verificare con la Direzione Regionale del MIBAC. e le competenti Soprintendenze che gli scenari di trasformazione e valorizzazione risultino pienamente coerenti con le esigenze di salvaguardia dei beni oggetto di tutela.

4. Componente dell’ Assemblea di Partecipazione per il Progetto Urbano Flaminio

Riteniamo che la presenza nella Giuria di un componente dell’Assemblea del Processo partecipativo, scelto dalla stessa Assemblea, tra i rappresentanti dei vari Comitati e Associazioni dei cittadini, non potrà che rendere ancora più credibile sotto l’aspetto della democrazia della partecipazione il percorso che l’Amministrazione ha voluto e fortemente sostenuto.

5. Esperto di chiara fama sull’Energia rinnovabile – Prof. Jeremy Rifkin

Guru dello sviluppo sostenibile e di nuove generazioni di sistemi orizzontali diffusi di produzione di energia da fonti rinnovabili da adottare nella riqualificazione del patrimonio edilizio esistente. Convinto che bisogna avere abitazioni autosufficienti ed energeticamente attive, non come opzione ma come obbligo, per far sì che il settore delle costruzioni che oggi è il primo fattore di riscaldamento del pianeta diventi parte della soluzione.

6. Paesaggista – Prof. Arch. Franco Zagari

Figura centrale nella cultura del progetto del paesaggio contemporaneo in Italia e all’estero, affianca l’attività progettuale alla didattica e alla ricerca teorica. I suoi temi privilegiati sono lo spazio pubblico urbano e il giardino. Come consulente di Renzo Piano si è occupato della consulenza urbanistica e degli spazi esterni per l’Auditorium Parco della Musica di Roma.

7. Architetto di chiara fama e prestigio internazionale – Prof. Arch. Richard Burdett

Professore di architettura e urbanistica alla London School of Economics and Political Science, Direttore della Biennale Architettura 2006, succede a Renzo Piano nell’Urban Lab di Genova come nuovo consulente urbanistico della città. Cresciuto e formatosi a Roma ha, tra l’altro, relazionato al Convegno “Roma 2010-2020: Nuovi modelli di trasformazione urbana”.

Bando

La corretta concezione di un bando misura la capacità/consapevolezza dell’Ente promotore a gestire la procedura concorsuale. Gli indicatori di peculiarità del bando forniscono la misura del gradimento dello stesso ovvero dell’ accessibilità a parteciparvi.

a) Aperto a tutti senza vincoli curriculari/esperienziali/reddituali

b) Tempi congrui di consegna elaborati (min. 60 gg)

c) Numero di elaborati congrui

d) Incarico al vincitore

e) Chiarezza e semplicità burocratica di partecipazione

f) Valore dei premi congrui (min. 3 premi, rimborso per tutti gli invitati alla 2^ fase)

Programmazione

Il livello di programmazione strategica e tecnica misura la capacità/volontà dell’Ente promotore a gestire tutta l’operazione per la realizzazione dell’intervento. Gli indicatori sintetizzano i requisiti essenziali che una programmazione deve contenere per dimostrare la fattibilità delle opere e la reale intenzione a realizzarle, nonché la loro previsione di migliore funzionamento a beneficio della collettività, nei tempi e nei modi desiderati.

a) Opera programmata e senza vincoli inibitori (DPP con indirizzi documento di partecipazione)

b) Disponibilità dell’immobile su cui si interviene

c) Quadro delle esigenze ben specificato

d) Opera finanziata (o finanziabile)

e) Tempi di esecuzione dell’opera previsti

f) Individuazione dell’eventuale soggetto per la gestione

Fermi i requisiti dati dagli indicatori esposti, si propone un Concorso Internazionale aperto a tutti, in forma anonima, a due fasi. La Prima Fase, come se fosse un Concorso di Idee, accessibile con la presentazione di n.2 tavole in formato A1 ed una relazione di max 20 pagine formato A4. Questo per avere il massimo coinvolgimento e partecipazione, ricevere il maggior numero di idee progettuali e selezionare le 10 proposte da sviluppare nella Seconda Fase. Seconda Fase che, come un Concorso di Progettazione, servirà per ottenere il Progetto preliminare con un numero di elaborati prefissati, quindi confrontabili. I 10 progettisti scelti ed invitati alla Seconda Fase dovranno avere tutti un congruo rimborso spese se presenteranno un progetto valutabile. Tra questi progettisti saranno scelti i tre progetti primi classificati, i cui premi saranno calcolati in base al valore del corrispettivo del Progetto Preliminare. Se ipotizziamo un intervento complessivo di circa 250 mln di euro possiamo prevedere un corrispettivo di circa 2,5 mln di euro per la Progettazione Preliminare. Il montepremi del Concorso potrebbe quindi essere di circa 260 mila euro, cosi distribuito:

1^ Premio 90 mila euro (importo che verrà poi detratto dalla Parcella professionale)

2^ Premio 40 mila euro

3^ Premio 25 mila euro

Agli altri 7 invitati alla 2^ Fase spetteranno 15 mila euro cadauno.

Laboratorio del processo di partecipazione – Caserme Guido Reni, la nostra proposta

Come avevamo anticipato, Amate L’Architettura sta partecipando al Laboratorio del processo di partecipazione per il Recupero delle Caserme di Via Guido Reni al Flaminio. Dopo una prima fase di interlocuzione i nostri rappresentanti Giorgio Mirabelli, Lucilla Brignola e Santo Marra hanno elaborato una proposta e la hanno presentata nel corso del laboratorio.

Si tratta di uno schema che condividiamo volentieri con tutti quelli che ci seguono e che vorranno darci il loro contributo. Il processo è ancora aperto e la partita tutta da giocare.

Buona partecipazione!

(qui trovate il pdf)

Qui trovate il link a tutti i contributi proposti dalle associazioni che stanno partecipando al laboratorio.

Il MasterPlan o SmartPlan?

Esiste una proposta, elaborata qualche anno fa dall’Arch. Renzo Piano, che riguarda forse la parte più significativa del Quartiere Flaminio, uno dei più interessanti e forse più belli di Roma, in quanto caratterizzato da una serie di impianti e strutture di notevole valenza architettonica. La proposta fu presentata su richiesta dell’allora Sindaco Rutelli, sotto la cui Amministrazione iniziarono i lavori per l’Auditorium-Parco della musica, fu poi accettata dal sindaco Veltroni e perfino dal Sindaco Alemanno. In pieno stile mitteleuropeo, l’Arch. Piano aveva previsto:

“Un grande Parco, denominato “Parco delle Arti”, che, partendo da Villa Glori, attraverso la “Porta delle Arti al Flaminio”, con un Passerella pedonale arrivava all’Auditorium, inglobando poi nel verde il grande Viale De Coubertin fino a comprendere le “architetture sportive” di Nervi padre e figlio, Palazzetto dello Sport e Stadio Flaminio.

Tutti i parcheggi necessari sarebbero stati posizionati in una Piastra sotterranea con la scomparsa totale delle auto in superficie, e per completare i servizi alla musica, nell’area dismessa delle Caserme di Via Guido Reni, era stato previsto il nuovo Teatro dell’Opera.

Via Guido Reni diventava un Boulevard ciclopedonale con un tram che arrivava fino al quartiere Prati, passando sul Ponte della Musica, ed era stata anche prevista una connessione con il Foro Italico, pur se limitata solo all’Accademia della Scherma, già destinata a Museo dello Sport.

Le destinazioni d’uso previste, per valorizzare l’operazione immobiliare pubblico-privata, erano simili a quelle attuali, solo che al posto del Museo della Scienza c’èra il Teatro dell’Opera.

Non era chiaro il ruolo di Piazza Mancini che pur compresa nella proposta rimaneva un po’ isolata e senza una vera definizione e destinazione funzionale, mentre sia il Lungotevere che il Villaggio Olimpico restavano fuori da questa “rigenerazione” che aveva come protagonista assoluto la sistemazione a “verde” delle aree da riqualificare.

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Masterplan della Proposta dell’Arch. Renzo Piano

Calcolo dotazione Standars urbanistici in base alle Superfici previste secondo lo schema fornito

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Residenziale = 29.000 mq + 6.000 mq (Alloggi sociali) = 35.000 mq x 3,2 (h) = 112.000 mc

112.000 mc / 80 (mc/ab.) = 1.400 ab. X 22 mq/ab = 30.800 mq

Nella Città Consolidata gli Standards possono essere dimezzati e quindi abbiamo 11 mq/ab = 15.400 mq di cui:  7.700 mq di Verde Pubblico

5.250 mq di Servizi Pubblici

2.450 mq di Parcheggi pubblici

A questi bisognerebbe aggiungere gli Standards per il Museo, per il Commerciale ed il Ricettivo 4mq/ ogni 10 mq di cui il 50% possono essere parcheggi: Museo 27.000 mq + Commerciale 5.000 mq + Ricettivo 5.000 mq = 37.000 mq /10 x 4 = 14.800 mq di cui 7.400 mq possono essere parcheggi.

Quindi se questi calcoli non sono sbagliati dovremmo avere una quantità di standards pari a 7.700 mq (Verde) + 5.250 mq (Servizi) = 12.950 mq quota per il Residenziale + 7.400 mq (Verde + Servizi) quota per il Museo, il Ricettivo ed il Commerciale, per un totale di 20.350 mq che è di molto inferiore ai 14.000 mq di “Attrezzature pubbliche di quartiere” previsti nella Delibera di Variante.

Mancano naturalmente i 2.450 mq + 7.400 mq = 9.850 mq di parcheggi totali che crediamo siano stati previsti nella piastra interrata sotto l’Area di intervento.

C’è da aggiungere però che nella Variante approvata, dei 14.000 mq destinati alle “Attrezzature pubbliche di quartiere” non viene specificato quanto sia il Costruito o la Sul prevista per queste funzioni.

Ma nella riunione del 15 Maggio scorso abbiamo appreso dall’Arch. Geusa che all’interno dei 14.000 mq, per le Attrezzature pubbliche di quartiere sono stati previsti circa 2.000 mq.

Strutture militari

Gli immobili di questo tipo risultano prevalentemente assoggettati alla disciplina prevista dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio di cui al D. Lgs. 22.1.2004, n. 42, pertanto, sarà necessario verificare con la Direzione Regionale ai BB.AA.CC. e le competenti Soprintendenze che gli scenari di trasformazione e valorizzazione risultino pienamente coerenti con le esigenze di salvaguardia dei beni oggetto di tutela.

Secondo quanto riferito verbalmente dall’arch. Geusa, la Soprintendenza ha però certificato, dopo sopralluogo avvenuto qualche mese fa, una assoluta mancanza di interesse storico ed architettonico delle strutture e dell’impianto complessivo delle Caserme.

Sarebbe in ogni caso importante conoscere quanto dichiarato dalla Soprintendenza ed inotre avere:

– Un rilievo dell’Area e degli edifici;

– Sapere se esiste anche una valutazione tecnico-strutturale e dello stato di conservazione dei manufatti e delle strutture;

– Sapere se c’è una volontà di recuperare (se ci fossero le condizioni) almeno quelle strutture e quegli edifici più significativi dal punto di vista architettonico-storico e meglio conservati sotto il profilo strutturale e costruttivo, aldilà di un intrinseco ed effettivo valore storico-architettonico-ambientale.

Se tutto ciò fosse possibile e conveniente si potrebbe recuperare il carattere identitario del luogo attraverso la riqualificazione, almeno in parte, dell’impianto architettonico e tipologico-distributivo. Quantomeno si potrebbe lasciare la facoltà di decidere se recuperare o meno alcune strutture ai progettisti che parteciperanno al Concorso di architettura.

Queste, secondo noi, sono indicazioni importanti che deve fornire l’Assemblea in un senso o nell’altro.

Master Plan

A nostro avviso bene ha fatto l’Amministrazione Comunale a ripartire dal Master Plan che aveva elaborato Renzo Piano facendo proprie alcune di quelle scelte, come quella, certo la più importante, dell’ asse che da Villa Glori -“Porta delle Arti” arriva fino a Monte Mario, sull’altra sponda del Tevere, attraverso il Ponte della Musica. (Volendogli cambiare nome come suggerito dall’Assessore Caudo, lo si potrebbe chiamare Ponte delle Arti e/o della Cultura).

Su questa direttrice, inglobando le strutture sportive del Palazzetto dello sport e dello Stadio Flaminio e la Piazza Apollodoro, si arriva poi in Via Guido Reni ed al Maxxi, con di fronte l’area delle Caserme. Come già detto, al posto del Museo della Scienza, nella proposta di Renzo Piano era stato previsto un Teatro dell’Opera diviso dalle strutture residenziali-commerciali-ricettive da una grande piazza in continuità con quella opposta del Maxxi, ipotesi che trova conferma in quella proposta oggi dal Comune.

Il Quadrante troverebbe così una nuova connotazione dove verrebbero esaltate le varie “vocazioni” e potenzialità che ha questo “brano” di città che a nostro avviso oggi è sicuramente uno dei quartieri più importanti di Roma, non solo per il notevole patrimonio architettonico che già esiste, ma anche per quello che sarà realizzato su questa area. Residenze, Sport (Palazzetto dello sport, Stadio Flaminio, Stadio Olimpico, Foro italico), Arte (Maxxi, Auditorium), Cultura, Musica, Festa del Cinema (Auditorium), Città della Scienza, fino a spingerci verso Piazzale Flaminio/Piazza del Popolo, dove all’altezza del Borghetto Flaminio troviamo il Polo museale Explora ed una sezione della Facoltà di Architettura.

PROPOSTA

Area totale =                            51.000 mq        Costruito 72.000 mq di Sul

Area privata =                          24.000 mq        Costruito 45.000 mq di Sul

(Residenze + Alloggi sociali 17.000 mq-2/3 Piani + Commerciale 5.000 mq + Ricettivo 2.000 mq-2/3 Piani)

Area pubblica edificata =        12.000 mq        Costruito 29.000 mq di Sul

(Museo della Scienza 10.000 mq-3 Piani + Servizi pubblici 2.000 mq)

Area pubblica  =                     15.000 mq

(Piazze, Percorsi pedonali e Sistemazioni a verde)

Rispetto alle destinazioni previste nella Variante di Roma Capitale le differenze della nostra proposta (Planimetria Generale dell’area dell’intervento allegata – Tav. 1) consistono:

1. Nella diminuzione dell’area privata che da 27.000 mq passerebbe a 24.000 mq, ma non cambierebbe la Sul di costruito che resterebbe di 45.000 mq. Le quantità previste di 29.000 mq di Residenziale, 6.000 mq di Alloggi sociali, 5.000 mq di Commerciale e 5.000 mq di Turistico/Ricettivo, resterebbero immutate trovando una diversa definizione architettonica anche in altezza ed arrivando ad un massimo di tre piani, permettendo il passaggio di circa 3.000 mq di area a destinazione privata in quella a destinazione pubblica.

2. Nella previsione di 2.000 mq di “Servizi pubblici di quartiere” che avrebbero dovuto trovare posto nei 14.000 mq di “Attrezzature pubbliche di quartiere” per le quali, però, come già detto, nel Documento di Variante non c’è alcuna quantità di Sul prevista.

3. In una Area pubblica che quindi passerebbe da 24.000 mq previsti nella Variante, con 27.000 mq di Sul, ad un totale di 27.000 mq con 29.000 mq di Sul.

In sintesi le Proposte finali contenute in questo Secondo documento, sono state solo rettificate, ma non si discostano, nella sostanza, da quelle presentate nel Primo documento che sono:

a. Il ricorso al “Concorso di Architettura in due fasi” che sia democraticamente e con trasparenza accessibile a tutti, garantendo che il vincitore sarà chi avrà elaborato il progetto migliore sia sotto il profilo urbanistico-architettonico che sotto quello importantissimo della fattibilità e della sostenibilità dell’opera. Non comprendiamo cosa voglia dire la frase: “Non chiameremo le Archistar, ma saranno 4/5 gruppi internazionali a competere” che l’assessore Caudo ed il suo staff ripetono spesso. Ma soprattutto non abbiamo compreso con quale criterio e da chi saranno scelti questi gruppi e dove sarebbe “la novità” rispetto ai soliti Concorsi ad inviti che si sono fatti fino ad oggi. Crediamo che gli esiti ed i successivi sviluppi che hanno avuto i Concorsi per il MAXXI e per la “Nuvola” di Fuksas (specialmente sotto l’aspetto del costo finale delle opere che sono state realizzate con finanziamenti pubblici) siano sufficienti per pensare di cambiare rotta e dare un preciso segnale di trasparenza e di corretta preparazione per poter gestire un Concorso di architettura a carattere internazionale.

b. Inoltre Riteniamo che la presenza nella Giuria di un componente dell’Assemblea del Processo partecipativo, scelto dalla stessa Assemblea, tra i rappresentanti dei vari Comitati e Associazioni dei cittadini, non potrà che rendere ancora più credibile sotto l’aspetto della democrazia della partecipazione il percorso che l’Amministrazione ha voluto e fortemente sostenuto.

c. Una modifica, crediamo, non molto significativa che faccia prevalere la Superficie Pubblica rispetto a quella Privata, senza peraltro modificare la Sul del costruito, che sicuramente andrà incontro ad un sentire molto “radicato” all’interno dei Movimenti e delle Associazioni dei cittadini del territorio.

d. La possibilità di recuperare il carattere identitario del luogo attraverso la riqualificazione, almeno in parte, di alcune strutture e dell’impianto architettonico e tipologico-distributivo. Quantomeno si potrebbe lasciare la facoltà di questa decisione ai progettisti che parteciperanno al Concorso di architettura.

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Processo di partecipazione al “Progetto Urbano Flaminio” – Amate l’Architettura ci sarà.

È ufficialmente partito il tanto atteso processo di partecipazione per la riqualificazione delle Caserme di via Guido Reni, progetto al quale gli arch.tti G. Mirabelli e L. Brignola, in rappresentanza di “Amate l’Architettura”, sono stati invitati a partecipare.
Questo compito sarà per noi molto importante e lo porteremo avanti con impegno per lasciare il nostro contributo in questo brano di città “puntellato” da grandi opere che purtroppo non hanno avuto il merito di riqualificare e riorganizzare il quartiere.
Più volte, nel corso di questi ultimi anni coordinando attività in quella zona, ci siamo resi conto di quale tesoro architettonico nasconda e di quanta potenzialità inespressa abbia quel quartiere e sarebbe un peccato, in questo momento storico, non mettere a disposizione le nostre competenze a servizio della cittadinanza.

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Il 25 Marzo u. s. al Cinema Tiziano abbiamo preso parte al secondo incontro che ha ufficialmente aperto e costituito l’Assemblea pubblica per il “Processo Partecipativo” sul progetto di “Riqualificazione dell’ex Stabilimento militare materiali elettronici e di precisione (SMMEP)” di Via Guido Reni, promosso dall’Amministrazione capitolina insieme al II° Municipio.
L’incontro è stato preceduto da un sopralluogo dell’area oggetto dell’intervento, quella delle “Caserme”, ed ai locali ricavati al suo interno che costituiranno, da questo momento, la Sede per i lavori dei tavoli di partecipazione formati dalle Associazioni, dai Comitati di quartiere e dai cittadini con i responsabili tecnici dell’Assessorato alla trasformazione del territorio guidato da Giovanni Caudo.

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Il Progetto di recupero dell’ex Caserma prevede la cessione dell’area di proprietà dell’Agenzia del Demanio a Cassa Depositi e Prestiti e la conseguente Variante al Piano Regolatore per la realizzazione di una serie di funzioni già decise dal Consiglio Comunale: Nuove residenze private (29.000 mq), Alloggi di Housing sociale (6.000 mq), Struttura ricettiva (5.000 mq), Attività commerciali (5.000 mq) e Città della Scienza (27.000 mq).
L’Amministrazione confida che La Città della Scienza e tutta la sistemazione della parte pubblica dell’area (27.000 mq di costruito/24.000 mq di area) possa essere realizzata grazie ai proventi derivanti dalla valorizzazione dell’area attraverso l’intervento del privato (45.000 mq di costruito/27.000 mq di area).

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L’iniziativa è stata coordinata dal Presidente del II° Municipio Giuseppe Gerace, coadiuvato da Luca Lo Bianco Responsabile dell’Ufficio di Gabinetto dell’Assessore Giovanni Caudo, dal Responsabile dell’U.O. Riqualificazione di ambito urbano e riuso del patrimonio pubblico di ROMA CAPITALE, nonché Responsabile del Procedimento Arch. Maurizio Geusa.
Gli interventi dei partecipanti all’Assemblea si sono concentrati principalmente sulla richiesta di Spazi pubblici per il quartiere e Servizi essenziali, Ambulatori e Guardie mediche, Centri di ritrovo per giovani e per anziani, ma anche rilocalizzazione di Istituti scolastici e Dipartimenti universitari.
Altri interventi invece hanno esternato la preoccupazione ed il timore che un ulteriore carico di funzioni (Residenze e soprattutto la Città della Scienza) possano congestionare ulteriormente la mobilità, esprimendosi perciò a favore di una riorganizzazione dei trasporti pubblici, con particolare attenzione alla riqualificazione di Piazza Mancini.
Soluzione che dovrebbe puntare ad una maggiore connessione tra i quartieri Parioli e Prati, attraverso il Ponte della Musica, e la riqualificazione del quartiere Flaminio in un’ottica complessiva che riguardi l’intero quadrante e dove trovi spazio anche una rete ciclo-pedonale verde che parta dal Villaggio Olimpico.
L’iter del processo partecipativo prevede che ognuno dei prossimi incontri avrà un solo Tavolo Tematico che, per quanto riguarda i primi due già fissati, quello dell’8 Aprile sarà dedicato ai “SERVIZI” mentre quello del 17 Aprile sarà dedicato alla “MOBILITA’”.
Dal dibattito infine è emerso anche che il primo obiettivo dell’Assemblea, attraverso il Percorso Partecipativo, è quello di definire le “Linee di indirizzo” del “Documento Preliminare” che fornirà la base al “Concorso Internazionale per il Progetto Urbanistico del Quartiere della Città della Scienza (Utilizzazione delle aree pubbliche, indicazioni sulle distribuzioni delle parti private e sulle relazioni tra le stesse).
Il secondo passo sarà la definizione del Progetto Urbano Flaminio (ossia la destinazione d’uso del Quartiere della Città della Scienza associato alle altre aree del quartiere Flaminio) per l’adozione definitiva della Variante al PRG.