Articoli marcati con tag ‘MAXXI’

walk show - riflessioni sportive

6 settembre 2011

In occasione del ICAM Education Group Conference, ospitato dal MAXXI a Roma dal 7 al 9 Settembre 2011, (in cui parteciperanno i responsabili del settore educativo dei principali musei di Arte contemporanea e Architettura internazionali), con il coordinamento del Dipartimento Educazione, le Associazioni Amate L’Architettura e Urban Experience presentano il Walk Show “RIFLESSIONI SPORTIVE (SPORTING REFLECTION)”, passeggiata radioguidata condotta attraverso il quartiere Flaminio riflettendo sul rumore di fondo (sportivo) di un museo diffuso dell’architettura.

Il percorso sarà animato da collegamenti multimediali con l’ausilio di qrcode (mobtag) performance artistiche di Francesca Fini, paesaggi sonori di Emanuela Bonella e video di Tiziana Amicuzi.

Alla passeggiata parteciperanno Paolo Desideri, Pippo Ciorra, Maurizio Crocco, Carlo Infante e Simone Capra (studio stARTT).

Il percorso partirà dal MAXXI sul lato di via Masaccio e attraverserà il quartiere raggiungendo l’Auditorium incontrando le architetture di figure chiave della storia dell’architettura italiana quali Nervi, Moretti e Berarducci.

Google map del percorso

link al percorso

flaminio

Programma/percorso

Tutta la presentazione si svolge come un Walk Show sin dall’inizio.

La parte iniziale si svolgerà all’interno della sala archivio del MAXXI.

Ai partecipanti saranno distribuite le radioline sin dall’inizio.

Per la parte espositiva iniziale saranno proiettati contributi video e diapositive.

Moderatore/conduttore Giulio Pascali

ore 14,30

  • Presentazione Urban Experience (UE) 4 minuti (Massimiliano Cammuso);

Le possibilità performative tra la rete le tecnologie e la realtà urbana, video 2 min max con le attività specifiche di UE;

  • Presentazione di Amate l’Architettura (AlA) 4 minuti (Maja Gavric), Il decalogo, Le lezioni nelle scuole, video 2 min max;
  • Il Walkshow Architettura 2.0, 2 min (Giulio Pascali), descrizione del format e dell’esperienza specifica, video (meno di un Min);

ore 14,45

Partenza uscita dal lato di via Masaccio, Simone Capra dello studio stARTT  illustra Whatami;

ore 14,50

Esemplificazione di applicazione con realtà aumentata;

ore 14,52

Il vuoto urbano accanto al MAXXI (breve cenno), interventi dei responsabili del MAXXI sui possibili utilizzi. Conversazione aperta sul quartiere Flaminio (partecipano Desideri, Ciorra, Crocco);

ore 14,55

Mario Ceroli, la scultura GOAL (Italia ’90) lancio in cuffia di radiocronaca di partite (contributi sonori a cura di Emanuela Bonella);

mobtag con rilancio a contenuti multimediali (link a un video su Mario Ceroli);

ore 15,00

Palazzetto dello Sport, l’opera di Nervi, conversazione con Paolo Desideri, Pippo Ciorra, Maurizio Crocco, incursione dentro il palazzetto, mob tag su Nervi, materiale tratto dall’archivio del MAXXI, invio su smartphone di stralci di video su Nervi, Interviste immagini del cantiere, ecc;

ore 15,10

Via Canada, Il villaggio Olimpico, le tre architetture del dopoguerra viste su edifici “ordinari”, Modernismo “classico”, Postmoderno, Hi tech.

Il Flaminio come Museo a cielo aperto dell’architettura, dal Paleocristiano al Decostruttivismo;

continua la conversazione Desideri – Ciorra - Crocco;

installazione di Francesca Fini;

ore 15,20

Il villaggio Olimpico e il viadotto di Corso Francia, lungo il viadotto Preludio alla performance di Francesca Fini, mobtag superfici rigate, il padiglione Philips, contenuti multimediali;

ore 15,25

la chiesa di S. Valentino di Berarducci, mobtag con rilancio a video e/o immagini del Ponte S.Angelo (a cura di Tiziana Amicuzi);

ore 15,35

Piazza Grecia performance di Francesca Fini (5 min);

ore 15,45 attraversamento del Villaggio Olimpico, mash-up sonoro sul tema dei 5 punti dell’architettura moderna (a cura di Emanuela Bonella);

ore 16,00

arrivo all’Auditorium, Hash tag da attivare per la conversazione su twitter, #flaminio #icam #maxxi.

Partecipanti, Organizzazione

Giulio Pascali (coordinatore)

Tiziana Amicuzi (elaborazione video, presentazione UE)

Emanuela Bonella (elaborazione paesaggi sonori, presentazione UE)

Maja Gavric (presentazione Al’A)

Giulio Paolo Calacaprina (presentazione Al’A)

Giorgio Mirabelli (presentazione Al’A)

Luigi Longo (presentazione Al’A)

Lucilla Brignola (presentazione Al’A)

Massimiliano Cammuso (mob tag e contenuti crossmediali)

Francesca Fini (performance artistiche)

Andrea Felice (contenuti)

Partecipanti, attivi

Giulio Pascali (moderatore)

Alberto Giampaoli (talker, vuoto urbano))

Marco Alcaro (talker generico)

Maurizio Crocco (talker San Valentino)

Francesca Fini (+2 performer)

Paolo Desideri (talker esperto Nervi e Moretti)

Carlo Infante (talker edutainment)

Studio stARTT (installazione Yap)

Carlo Massarini (partecipante)

Partner media

Il Giornale dell’Architettura

Site Specific, quando il condominio dice no!

8 gennaio 2011

Molto emblematica la vicenda di una delle opere ideate da uno dei vincitori del «Premio Italia Arte Contemporanea» in mostra al Maxxi.

In pratica l’opera di Piero Golia creata apposta per questo Premio “Oh my God this is so awsome (monkey picture)” che prevedeva la realizzazione di una gigantesca freccia dipinta su una parete antistante al museo non ha potuto essere realizzata, perché? Semplice, per una banale bega di condominio.

Una ripicca!

Cioè, i vicini di casa del museo si ritenevano danneggiati dalla presenza del museo di fronte alle loro abitazioni, questo perché durante i lavori di realizzazione hanno subito danni alla loro autorimessa. Così quando si è presentata loro la possibilità di creare a loro volta un disagio al vicino si sono evidentemente fregati le mani e hanno deciso di cimentarsi anche loro nello sport nazionale dell’Italia iperlocalistica, il potere del divieto.

Complimenti ai condomini per i senso di buon vicinato!

Chissà perche mi viene in mente Paperino nelle sue disavventure contro il vicino Anacleto

Per approfondire sull’arte “Site Specific”

Finalmente MAXXI !!!!

19 novembre 2009

Io ci sono andata…

E penso sia un luogo interessantissimo.

Lo spazio coinvolgeva lo spettatore nella performance del corpo di ballo di Sasha Waltz.

Immaginate che i corpi si adagiavano sui piani inclinati delle pareti altissime, volavano con funi sospese ai setti verticali della copertura e  disegnavano il perimetro ondulato delle sale con i loro corpi.

maxxi-15

La performance non poteva essere “guardata” frontalmente, perchè i corpi creavano delle sculture e ogni persona avrà avuto una visione diversa, da 20 m. in alto affacciandosi e guardando giù o dal basso guardando i corpi improvvisamente fuggire in tutte le direzioni per poi legarsi strettamente e sollevarne uno solo il più in alto possibile….e lo spazio era lo strumento di questo movimento, con un’acustica perfetta.

Ma il movimento dei corpi in confronto al movimento dello spazio museale sembrava “artificiale”.

E’ stata una strana sensazione, forse solo mia, personale, ma provo a spiegarla: era come vedere il movimento di una parte all’interno di uno spazio in movimento. I ballerini si muovevano lentissimamente quasi come manichini in lontananza e la gente si muoveva da una parte all’altra richiamata dai suoni , e alla fine sembrava quasi che tutte le persone presenti facessero parte del corpo di ballo.

maxi-25

Gli artisti ( perchè tali li considero, per la capacità tecnica ed espressiva) non si muovevano all’interno di una scenografia, ma interagivano con gli spazi… nella parte con un solaio inclinato facevano scivolare dei piatti di porcellana bianca, creando un suono e talvolta un rumore familiare di cocci. Non c’erano elementi aggiunti, ( anzi no, uno, alla fine della performance, un lunghissimo nastro di margherite gialle posate con estrema cura dalle ballerine, unico elemento naturale presente..e anche questo mi fa riflettere…) loro “usavano” l’architettura: intonaci, gradini, balaustre, vetrate, pavimenti, scale, vuoti, ascensori, montacarichi.

Il montacarichi. Ecco, questo è stato l’elemento che forse più mi ha colpito….perchè credetemi un montacarichi può avere un’anima e danzare con l’apertura e chiusura delle porta scorrevoli.

Ecco credo sia questa l’architettura, l’arte più completa anche se possiede solo un po’ di cemento e una matita…. la matita. Credo sia l’invenzione più importante per un architetto, lo strumento che ci permette di trasferire, di far capire quello che abbiamo avuto il dono di immaginare. Zaha Hadid evidentemente riesce a realizzare esattamente quello che con una semplice matita disegna.

Tutto il resto viene dopo, è fondamentale, lo sappiamo bene, perchè mi rendo conto che la capacità tecnica libera e rende realizzabile tutto esattamente come viene pensato, altrimenti verrebbe appesantito, svilito, corrotto. Ma mai nulla riesce a darmi la stessa sensazione, non saprei descriverla compiutamente…poesia, musica, pittura, cinema, scultura, nulla di ciò che l’essere umano può creare riesce ad emozionarmi come lo spazio architettonico… che sia un piccolo, piccolissimo dettaglio…o uno spazio immenso… credo  sia fondamentale, perchè ci viviamo dentro…e non parlo quindi del museo, ok, siamo stati bravi a realizzarlo finalmente a Roma ( e credo che la città da adesso non sarà più la stessa) ma parlo degli spazi in cui lavoriamo, dormiamo, studiamo, mangiamo, parlo dello spazio che racchiude la nostra vita.

Alla fine il museo si lascia indietro le pareti, che in un certo senso condizionano i nostri passi e ci lancia nel vuoto della vetrata sospesa sui tetti di Roma e del quartiere Flaminio, quasi a farci da rampa di lancio per volare via anche noi.

Mi sembrava di sognare ad occhi aperti.

maxxi31