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Un anno di amate l’architettura

31 Dicembre 2011

Il 2011 è finito, anno nefasto per la professione, noi di amate l’architettura ci siamo impegnati per denunciare casi di clamorose illegalità e mancanze di intervento da parte delle Istituzioni, l’architettura e gli Architetti sono diventati sempre più inutili socialmente.

Ci impegneremo nel 2012 per invertire la tendenza che porta al declino della professione dell’architetto e dei liberi professionisti, indispensabili per la qualità dell’architettura nel processo di trasformazione del territorio, promuovendo una mobilitazione tra i professionisti, le Associazioni, gli Enti e le Istituzioni nel campo dell’architettura, si comincia il 3 febbraio 2012 con 150K ARCHITETTI.

UN ANNO DI AMATE L’ARCHITETTURA:
  • nel mese di gennaio abbiamo segnalato l’illegalità diffusa nell’assegnazione degli incarichi pubblici in Italia, lamentando la latitanza dell’Ordine degli Architetti e del Consiglio Nazionale;
  • nel mese di gennaio abbiamo segnalato i paradossi del progetto di Alemanno di demolire Tor Bella Monaca di cui non si parla più;
  • nel mese di febbraio abbiamo denunciato la vergogna del decreto milleproroghe che ha portato a tre, il limite dei mandati per i Consiglieri dell’Ordine, limite recentemente emanato (prima non esisteva), permettendo a coloro che siedono sulla stessa poltrona da 15 anni e più di ripresentarsi alle prossime elezioni e successivamente abbiamo evidenziato le incongruenze, tra le dichiarazioni in merito, del Presidente Schiattarella;
  • nel mese di febbraio abbiamo denunciato il caso di via Giulia inviando una lettera al Sindaco Alemanno e al Consiglio dell’Ordine, con il risultato che non si è dato seguito all’iniziativa e il Sindaco ha annunciato un concorso aperto a tutti;
  • nel mese di marzo abbiamo denunciato alcune incongruenze del bilancio dell’Ordine segnalando alcune questioni relative alla casa Editrice Prospettive Edizioni, i primi effetti sono stati una riduzione dei costi di alcune voci e l’approvazione di un regolamento interno per gli incarichi dell’Ordine;
  • nel mese di marzo abbiamo segnalato alcune incongruenze nelle prime dichiarazioni pubbliche del neo Presidente del CNA Leopoldo Freryie;
  • nel mese di aprile abbiamo segnalato il caso dell’architetto Fastoso dove l’Ordine è prontamente intervenuto a differenza di via Giulia, dove non ci risulta alcuna presa di posizione nei confronti dei docenti universitari come segnalato da Progetti e Concorsi;
  • nel mese di maggio abbiamo appoggiato l’iniziativa di Progetti e Concorsi in merito alla Legge per l’Architettura inviando alcuni nostri suggerimenti;
  • nel mese di maggio abbiamo segnalato la nascita di un nuovo blog e Associazione ivaseipartita che si occupa del problema delle finte partite iva in Italia;
  • nel mese di maggio abbiamo segnalato il caso della Presidenza della giuria di un concorso di architettura svolta da un geometra;
  • nel mese di maggio abbiamo inviato una lettera al presidente Nazionale dei Geometri per rispondere alle sue gravi affermazioni fatte in una sua comunicazione ai Collegi provinciali, la lettera è stata una delle tante azioni nei confronti del CNA, CNI e CNG per indurli ad occuparsi del problema delle competenze professionali, recentemente si sono impegnati ad aprire un tavolo di concertazione aspettiamo i fatti;
  • nel mese di giugno abbiamo organizzato un evento sul ponte della Musica di Roma per salutare una nuova architettura della città di Roma, fenomeno sempre meno frequente da quando c’è Alemanno;
  • nel mese di luglio abbiamo denunciato il caso di Pietralata dove l’Università ha incaricato due Dipartimenti della facoltà di Architettura di Roma di progettare un’opera da 100 milioni di euro contro ogni normativa, il rettore ha risposto ad una nostra lettera a cui daremo seguito con un’altra comunicazione per andare in fondo alla questione a differenza dell’Ordine che si è comportato da Ponzio Pilato;
  • nel mese di ottobre abbiamo denunciato il caso di Piazza san Silvestro a Roma dove il Sindaco Alemanno ha dato un incarico illegittimo a Portoghesi, nessuno si è preoccupato più di tanto, approfondiremo la questione con l’Autorità di Vigilanza;
  • nel mese di novembre abbiamo segnalato il caso dell’Architetto Zampolini, esprimendo le nostre perplessità sulla latitanza degli ordini in merito alla deontologia professionale, è nato un polverone sui quotidiani nazionali;
  • nel mese di dicembre abbiamo segnalato il caso del Comune di Manziana che ha bandito una gara per un incarico gratuito, il Comune ha ritirato il bando;
  • nel mese di dicembre abbiamo segnalato il caso di ex presidente dell’OICE che ha vinto una gara con l’80% di ribasso quando in precedenza aveva condannato nettamente i professionisti che facevano questi ribassi;

Continueremo nel 2012 ha compiere le nostre azioni per il bene della collettività e per la qualità dell’architettura che è un valore culturale che appartiene a tutti.

Non sempre le nostre azioni hanno avuto un risultato concreto, ma i rappresentanti di Istituzioni, Ordini, Università e Consigli Nazionali d’ora in poi sanno di essere osservati e controllati in quello che fanno, ma soprattutto in quello che non fanno.

Via Giulia, le nostre disinformazioni sono utili alla comunità

Il Sindaco di Roma Alemanno fa marcia indietro sulla vicenda di via Giulia e annuncia che il Comune di Roma farà un concorso aperto a tutti per la riqualificazione dell’area (in tre anni di mandato sono stati annunciati svariati concorsi ma fatti zero).

Quindi dopo la penosa vicenda dell’incarico gratuito a i 7 Samurai, che non si può chiamare incarico ma “consultazione” altrimenti si mettono in difficoltà alcuni docenti a tempo pieno romani intoccabili, l’Amministrazione comunale rivede i suoi piani non si fa più l’appalto integrato come già previsto da tempo, ma un concorso.

Se all’annuncio del Sindaco seguiranno i fatti sarebbe una grande vittoria per l’architettura e per gli architetti romani, non si può continuare con questa logica dell’appalto integrato che è la tomba dell’architettura.

Alemanno ha dovuto rivedere i suoi piani dopo il polverone alzato da Amate l’Architettura che per prima ha sollevato il problema, inviando il 06 febbraio 2011 una lettera al Sindaco, facendo una raccolta di firme e innescando un meccanismo a catena di varie Associazioni e Comitati che portano avanti problematiche diverse come la realizzazione del parcheggio interrato su cui condividiamo le preoccupazioni e la ricostruzione filologica del tessuto di via Giulia che ci vede su posizioni diverse.

Naturalmente il merito di questo risultato è stato rivendicato fortemente dall’Ordine degli Architetti di Roma che si è disinteressato per mesi al problema non rispondendo alle nostre lettere e giudicandole come disinformazioni che fanno male alla comunità.

A giudicare dai fatti, possiamo dire che le disinformazioni qualche volta sono utili alla comunità.

Nel comunicato del Presidente dell’Ordine, che vi allego, potete vedere come la nostra Associazione è nominata più volte per aver sollevato per prima il problema o forse no, alla prossima disinformazione visto che funziona.

Un concorso per via Giulia – piazza della Moretta

Il Comune di Roma accoglie la proposta dell’Ordine degli Architetti di Roma

La scelta del progetto da realizzare per la riqualificazione di via Giulia e Piazza della Moretta avverrà tramite un concorso di progettazione aperto: il Comune di Roma ha infatti formalmente accolto la proposta avanzata dall’arch. Amedeo Schiattarella, Presidente dell’Ordine degli Architetti PPC di Roma.

A seguito di richiesta specifica dell’Ordine, l’Amministrazione Comunale ha anche chiarito che la consultazione di sette personalità italiane e straniere aveva come obiettivo quello di attivare un processo partecipativo il cui risultato farà emergere la preferenza dei cittadini su cosa fare nell’area.

Sulla base di questa indicazione, in base all’accordo, si procederà con un concorso di progettazione aperto.

“Si tratta di un nodo urbano di particolare importanza per il centro storico di Romaha dichiarato Amedeo Schiattarella – per il quale crediamo sia fondamentale procedere con un confronto concorsuale per giungere alla scelta di un progetto di qualità. Per questo, già da tempo, ci siamo attivati chiedendo al Comune di indire un concorso di progettazione aperto che conduca alla realizzazione dell’opera. Apprezziamo il fatto che l’Amministrazione abbia accolto positivamente questa proposta e dichiariamo la piena disponibilità dell’Ordine degli Architetti di Roma a supportare questa iniziativa.

L’utilizzo del concorso di progettazione quale strumento principale per promuovere la qualità delle trasformazioni del territorio e la trasparenza delle procedure è un fattore prioritario nella politica dell’Ordine di Roma. Questa occasione ci offre una ulteriore possibilità di dare concretezza a questa scelta.”

Via Giulia, era tutto falso !!! ci siamo inventati la vicenda per ansia di comparire

Cari amici e colleghi siamo stati scoperti, dobbiamo ammettere che non era vero niente sul caso di via Giulia, chi ha scoperto tutto è il Presidente dell’Ordine degli Architetti di Roma Amedeo Schiattarella.

Nella lettera inviata a Progetti e Concorsi, in risposta all’articolo di maggio scorso sul caso di via Giulia e dell’architetto Fastoso, ha dichiarato che noi facciamo “disinformazione” e “rilasciamo dichiarazioni infondate”  facendo un “danno alla comunità” e creando “allarmismo nei confronti di un istituzione” che garantisce il rispetto delle regole.

Chiediamo scusa soprattutto ai 506 colleghi che ingenuamente hanno sottoscritto la nostra petizione contro il sindaco Alemanno, in realtà non esiste alcun Sindaco Alemanno che abbia dato incarico a 7 architetti per fare un progetto su via Giulia, non esistono nemmeno gli architetti Purini, Cordeschi, Rebecchini, Aymonino sono dei personaggi dei fumetti, sul fatto poi che loro siano docenti a tempo pieno, niente di più falso, nei fumetti non esistono le Università.

La bugia più grande è stata quella che loro avrebbero lavorato gratis, niente di più falso chi li conosce sa bene che non farebbero mai qualcosa gratis. Sulle norme deontologiche che vietano certi comportamenti, non sono mai esistite sono una pura immaginazione.

In quanto poi alla mostra all’Auditorium sui progetti, non c’è mai stata è tutta un’invenzione dei giornali.

La cosa buffa è che alle nostre fandonie ci hanno creduto in tanti:

  1. il Coordinamento dei Comitati no PUP  che ha fatto un comunicato stampa
  2. il Corriere della Sera
  3. Studium Urbis
  4. i Comitati Flaminio
  5. Italia Nostra
  6. Archiwatch
  7. il gruppo Salingaros
  8. il Presidente del Consiglio del I Municipio

Addirittura alcuni il 10 giugno hanno organizzato un convegno, chi li informa ora che era tutta un’invenzione di amate l’architettura per ansia di comparire ?

Dobbiamo riconoscerlo noi di amate l’architettura abbiamo una forte ansia di comparire, qualcun’altro però ha una forte ansia di scomparire.

La prossima volta non vi fidate di noi, date ascolto a chi rappresenta un’Istituzione che è garanzia del rispetto delle regole e soprattutto voi giornalisti sprovveduti di Progetti e Concorsi, prima di pubblicare qualcosa fate “una opportuna verifica preliminare“!!!

Quanto alla presunta non volontà dell’Ordine di Roma di mettersi contro l’Università, niente di più falso, sono stati sempre aperti procedimenti contro docenti universitari a tempo pieno che fanno la libera professione in evidente contrasto con la Deliberazione 179 del 26/06/2002 dell’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici di Lavori, Servizi e Forniture.

Se volete avere l’elenco delle condanne fatte negli ultimi 10 anni dall’Ordine di Roma inviate una richiesta a: presidente@pec.architettiroma.it.

Comunque la lettera del Presidente a Progetti e Concorsi ci tranquillizza, d’ora in poi ognuno di noi potrà commettere qualsiasi reato deontologico, se lo farà in “buona fede” non avrà alcun problema.

Alla prossima disinformazione.

Lettera ai Consiglieri dell’Ordine di Roma

Sono passati quasi tre mesi dalla nostra lettera su via Giulia in cui denunciavamo il mancato rispetto delle norme Deontologiche da parte di alcuni Docenti Romani.

La lettera è stata sottoscritta da più di 500 colleghi, ma non vi è stata alcuna risposta né dai diretti interessati, né dal Presidente dell’Ordine di Roma Amedeo Schiattarella.

Riteniamo la cosa molto grave e pertanto abbiamo deciso di scrivere direttamente a tutti e 15 i Consiglieri dell’Ordine affinché si rendano conto che il loro compito, (così come stabilito dal R.D. n. 2537 del 23 Ottobre 1925), è soprattutto quello di vigilare sui comportamenti degli iscritti che non rispettano le norme Deontologiche.

La questione di via Giulia è un episodio, ma il vero problema su cui vogliamo porre l’attenzione è l’incompatibilità dei Docenti a tempo pieno rispetto alla libera professione, su questo tema la maggiorparte degli Ordini e in particolare quello di Roma hanno sempre fatto le “orecchie da mercante” e hanno nascosto la testa sotto la sabbia facendo finta di niente.

Nessun Presidente si vuole mettere contro l’Università, ma è ora di finirla, la legge deve essere uguale per tutti, come nel caso del’architetto Fastoso l’Ordine è prontamente intervenuto (vedi link) aprendo un provvedimento disciplinare, così bisogna intervenire nei riguardi dei Professori universitari.

L’architetto Fastoso e l’architetto Purini hanno gli stessi diritti e doveri.

Riteniamo che i Consiglieri dell’Ordine non possano non rispondere alle nostre sollecitazioni, in caso contrario si prefigurerebbe il reato di omissione di atti d’ufficio come prevede l’articolo 328 c.p., che sanziona il fatto causato da un pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio, che rifiuta indebitamente un atto che per ragioni del suo ufficio deve essere compiuto.

LETTERA AI CONSIGLIERI DELL’ORDINE DEGLI ARCHITETTI DI ROMA

Spett.li  Consiglieri dell’Ordine degli Architetti P.P.C. di Roma e provincia

Oggetto: sollecito chiarimento in merito alla vicenda di via Giulia segnalata con lettera del 06/02/2011

Gentili Consiglieri e colleghi, lunedì 07 febbraio 2011, abbiamo inviato una comunicazione agli Architetti Aymonino, Cordeschi, Portoghesi, Purini e Rebecchini e per conoscenza al Presidente Schiattarella e al Sindaco Alemanno in merito alla vicenda dei progetti presentati dall’Amministrazione su via Giulia.

Gli architetti interessati non hanno voluto rispondere alle nostre richieste, ma non hanno nemmeno smentito ciò che è stato pubblicato su tutti i giornali, ovvero quello di aver svolto l’incarico professionale gratuitamente.

La lettera è stata sottoscritta da più di 500 colleghi, ma il Presidente dell’Ordine non ha ritenuto opportuno risponderci né tantomeno avviare un procedimento in Deontologia a seguito della nostra segnalazione.

Il 14 aprile 2011 il Presidente dell’Ordine ha pubblicato un avviso su architettiroma.it, in cui ribadisce che: “ai sensi dell’art. 57 delle norme Deontologiche “ogni infrazione relativa ad incompatibilità, concorrenza sleale, (…) e comunque in grado di arrecare danno materiale o morale a terzi, comporta la sanzione della sospensione fino a tre mesi”; inoltre si ricorda con fermezza che:

“l’Ordine, attraverso l’attività istruttoria della propria Commissione Deontologica, continua e continuerà ad esercitare con fermezza il proprio ruolo di controllo e sanzione nei confronti di comportamenti deontologicamente scorretti.

Noi riteniamo che il caso di via Giulia si identifichi esattamente con l’infrazione realtiva ad incombatibilità e concorrenza sleale e pertanto riteniamo che l’Ordine debba esercitare con fermezza il proprio ruolo di controllo come afferma lo stesso Presidente.

Pertanto vi invitiamo ad aprire una procedura deontologica per verificare se il comportamento dei professionisti suddetti sia stato deontologicamente corretto.

Vi ricordiamo inoltre che la vostra funzione di Consiglieri dell’Ordine è regolata dal REGIO DECRETO del 23 Ottobre 1925, n. 2537  – Regolamento per le professioni d’ingegnere e di architetto, in cui l’art. 37 comma 3 attribuisce ai compiti del Consiglio dell’Ordine quello di:

”avere cura che siano repressi l’uso abusivo del titolo di ingegnere e di architetto e l’esercizio abusivo della professione, presentando, ove occorra, denuncia all’autorità giudiziaria”.

L’esercizio abusivo della professione si configura per i docenti universitari a tempo pieno che, in quanto tali,  non sono iscritti presso l’albo degli Architetti ma nell’elenco speciale ex art.11 del D.P.R. 382/1980 e pertanto non possono svolgere la libera professione. Tale incompatibilità è stata confermata dal Consiglio di Stato (Sez.II pareri n.1074\1990, n.408\1992, n.1010\1994) e dall’Autorità di vigilanza sui Lavori Pubblici, con delibera 179 del 25.6.2002.

In attesa di un vostro gentile riscontro, vi porgiamo cordiali saluti.

Roma 14/04/2011

Amate l’Architettura

Movimento per l’Architettura Contemporanea

www.amatelarchitettura.com

info@amatelarchitettura.com

Il Presidente

Antonio Marco Alcaro

SCARICA LA LETTERA

Via Giulia e i “7 Samurai”

A Roma gli Architetti lavorano gratis, la scoperta è stata fatta dal nostro Sindaco Alemanno, infatti per elaborare progetti sull’area della Moretta a via Giulia, ha pensato bene di incaricare 7 architetti a patto che lavorino gratis, i 7 Samurai hanno accettato senza battere ciglio, 5 di questi sono iscritti all’Ordine professionale di Roma.

Il Movimento “Amate l’Architettura” ha inviato una lettera aperta al Sindaco Alemanno, al Presidente dell’Ordine degli Architetti di Roma Amedeo Schiattarella e ai 5 Architetti romani chiedendo chiarimenti in merito all’incarico svolto.

Il Movimento esprime il proprio disappunto per le modalità con cui il Sindaco ha incaricato i 7 architetti, 4 dei quali non possono svolgere la libera professione perché docenti a tempo pieno. Si condanna il comportamento dei colleghi architetti che hanno lavorato gratuitamente, contravvenendo al Codice Deontologico. Noi riteniamo che questo comportamento sia da censurare perché in questi casi si dovrebbe rifiutare la propria prestazione professionale e si dovrebbe invocare il ricorso ad un concorso internazionale aperto a tutti, senza il filtro del fatturato, (non serve il fatturato per avere delle buone idee), dove  tutti i colleghi si possano confrontare senza alcuna preclusione.

Giulio Andreotti diceva: “a pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca“, allora noi ci chiediamo perché un professionista affermato dovrebbe perdere del tempo spendere dei soldi tra elaborati e plastici, impiegare i propri collaboratori per un lavoro dove non c’è compenso e dove non c’è un fine umanitario ?

Provate a chiedervelo e giudicate voi se vi sembra corretto il comportamento del Sindaco e degli Architetti interessati.

Si fa presente inoltre al Presidente dell’Ordine degli Architetti di Roma Architetto Amedeo Schiattarella che gli Architetti: Purini, Cordecschi, Aymonino e Rebecchini sono incompatibili con la libera professione, tale incompatibilità è stata confermata dal Consiglio di Stato (Sez.II pareri n.1074\1990, n.408\1992, n.1010\1994) e dall’Autorità di vigilanza sui Lavori Pubblici, con delibera 179 del 25.6.2002, in relazione agli incarichi per lavori pubblici.

E’ stata avviata una petizione on line per sottoscrivere la nostra lettera,

sottoscrivi anche tu !!!

segue la lettera

Spett.le Architetto Aldo Aymonino

Lungotevere De’ Cenci, 9

00186 Roma

seste.eng@studioseste.it – info@studioseste.it

fax: +39 06 899 28002

Spett.le Architetto Stefano Cordeschi

Via Garigliano, 72

00198 Roma

scordeschi@uniroma3.it

fax: +39 06 57332940

Spett.le Architetto Paolo Portoghesi

Via Morgi – Monte Menutello

01030 Calcata (Vt)

paoportoghesi@tin.it – paoporto@tim.it

fax 0761/596450

Spett.le Architetto Franco Purini

Via Tagliamento, 55

00198 Roma

franco.purini@virgilio.it – thermes@tin.it

fax 06 85355047

Spett.le Architetto Giuseppe Rebecchini

Via dei Banchi Nuovi, 39

00186 Roma

fax 06 6879152

e p.c.

Spett.le Presidente dell’Ordine degli Architetti P.P.C. di Roma e provincia

Architetto Amedeo Schiattarella

Piazza Manfredo Fanti, 47

00185 Roma

architettiroma@archiworld.it – presidente@architettiroma.it

fax 06 97604561

Egregio Signor Sindaco del Comune di Roma

On. Gianni Alemanno

Piazza del Campidoglio

00186 Roma

sindaco@comune.roma.it

Oggetto: chiarimenti in merito alle dichiarazioni del Sindaco Alemanno rilasciate il giorno 02 febbraio 2011 nell’ambito della presentazione delle proposte  per via Giulia.

Gentili architetti e colleghi, mercoledì 02 febbraio 2011, presso l’Ara Pacis, sono stati presentati i  progetti per riempire lo spazio vuoto di via Giulia, noto come l’area de la Moretta.

Il sindaco Gianni Alemanno ha chiuso il convegno affermando: ”sui progetti è previsto un ampio confronto con i cittadini, in questo caso sono stati coinvolti numerosi architetti che hanno presentato le loro idee gratuitamente; idee che saranno sottoposte poi a una consultazione popolare. Le proposte degli architetti e la consultazione popolare costituiranno la base per le linee guida alla gara che sarà fatta dal concessionario con criteri di trasparenza, per evitare qualsiasi errore operando su un bene unico come il centro storico di Roma

Se le affermazioni del Sindaco risultassero veritiere, sarebbe un grave danno per la dignità della professione di Architetto.

Prestare la propria professionalità gratuitamente serve a certificare, in una situazione nella quale non è configurabile il fine umanitario (perché non siamo un paese del terzo mondo), che il lavoro dell’Architetto non ha alcun valore, oltre  ad infrangere le norme  Deontologiche del nostro Ordine professionale, (Art.34 – l’iscritto deve evitare ogni forma di illecita concorrenza nei riguardi dei colleghi).

Quanto volte ci siamo sentiti dire dai nostri committenti: “archite’ ma che te devo pagà per sti quattro schizzi?”

In considerazione di ciò, invitiamo i colleghi a chiarire se davvero abbiano svolto il proprio lavoro in maniera gratuita e se il Presidente dell’Ordine ritenga corretto l’operato del Sindaco, ovvero la richiesta di prestazioni gratuite a 7 architetti, per poi far realizzare il tutto all’impresa con criteri di trasparenza tutti da dimostrare.

Noi crediamo che questo comportamento sia da censurare perché in questi casi si dovrebbe rifiutare la propria prestazione professionale e si dovrebbe invocare il ricorso ad un concorso internazionale aperto a tutti, senza il filtro del fatturato, (non serve il fatturato per avere delle buone idee), dove  tutti i colleghi si possano confrontare senza alcuna preclusione.

Infine ricordiamo che, a parte l’architetto Portoghesi che è professore emerito, tutti gli altri colleghi non sono iscritti presso l’albo degli Architetti ma nell’elenco speciale ex art.11 del D.P.R. 382/1980 in quanto Docenti a tempo e pertanto non possono svolgere la libera professione. Tale incompatibilità è stata confermata dal Consiglio di Stato (Sez.II pareri n.1074\1990, n.408\1992, n.1010\1994) e dall’Autorità di vigilanza sui Lavori Pubblici, con delibera 179 del 25.6.2002, in relazione agli incarichi per lavori pubblici.

Abbiamo inviato la presente per conoscenza al Presidente dell’Ordine degli Architetti di Roma, nella speranza che il Consiglio si occupi finalmente della questione, in caso contrario si potrebbe configurare  il reato di omissione di atti d’ufficio come prevede l’articolo 328 c.p., che sanziona il fatto causato da un pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio, che rifiuta indebitamente un atto che per ragioni del suo ufficio deve essere compiuto.

Inoltre chiediamo sempre  al Presidente dell’Ordine se sia mai stato applicato l’art.14 del Codice Deontologico che prevede: Art.14 – L’iscritto dipendente o pubblico funzionario, cui sia consentito per legge o per contratto svolgere in via eccezionale atti di libera professione, fatte salve le specifiche condizioni di incompatibilità fissate dalle vigenti norme, deve preventivamente inviare a mezzo di raccomandata al proprio Ordine copia della necessaria autorizzazione ottenuta per ogni singolo incarico.

Se esiste una norma o si fa rispettare o si elimina.

Preghiamo infine il signor Sindaco di Roma di utilizzare gli strumenti idonei a progettare la città, nel rispetto della libera concorrenza, che non diano adito a meccanismi funzionali alle logiche di scambio, che tanto hanno già penalizzato la sua amministrazione.

In attesa di un vostro gentile riscontro, vi porgiamo cordiali saluti.

Roma 06/02/2011

“Amate l’Architettura”

Movimento per l’Architettura Contemporanea

www.amatelarchitettura.com

info@amatelarchitettura.com

Una commissione per il futuro di Roma Capitale

2 Settembre 2009

In primo luogo è una operazione di partecipazione sociale e civile alla costruzione della città che coinvolge ed allarga il campo culturale, che ha la possibilità di influire alla costruzione della città; in seconda battuta si tratta di una operazione di trasparenza perché i risultati sono aperti e chiaramente accessibili (v. link); infine è bene impostato il prodotto finale, costituito da semplici schede di sintesi, che illustrano con chiarezza, chi è il proponente (così sappiamo con chi prendercela), quali sono gli obiettivi (così possiamo fare tutti i processi alle intenzioni), quale la strategia, i tempi, il budget, ecc. (così ne possiamo valutare la serietà).

Veniamo ai contenuti.

I risultati generali appaiono alla fine decisamente frammentati, a fronte di 39 idee di varia natura (si va dalla rivoluzione del sistema dei trasporti, alla educazione al pronto soccorso nelle scuole), non si riesce a individuare un filo logico conduttore, una strategia generale, spesso molte idee sono simili e in apparente concorrenza tra loro; si ha la sensazione che il lavoro sia stato condotto più per la buona volontà dei singoli proponenti, che per uno sforzo di tipo collegiale.

Le singole schede spesso peccano di genericità, soprattutto nella parte relativa ai tempi ed alle modalità di finanziamento, ma questo è un aspetto che paga il pegno della impostazione generale della commissione; si trattava di abbozzare delle idee, lo sviluppo in dettaglio, se ci sarà, verrà dopo.

Per quanto riguarda le singole idee, molte di queste hanno influenza diretta o indiretta sui temi dell’architettura.

Le proposte più interessanti sembrano venire da personalità “non architetti”; il che forse è un bene: forse scopriamo che la società civile è in realtà più illuminata degli stessi architetti; il problema è se gli architetti italiani saranno in grado di dare risposte alla società contemporanea quando questa si sveglierà dal suo torpore postmoderno e comincerà a fare domande….

Spiccano due proposte portate avanti dall’ambasciatore Umberto Vattani (ex Segretario Generale del Ministero degli Affari Esteri). L’ambasciatore è famoso per avere rivitalizzato il Palazzo della Farnesina esponendovi i capolavori dei maggiori artisti italiani del dopoguerra raccogliendoli dai magazzini polverosi dei musei italiani, dimostrando nei fatti che anche l’arte contemporanea è fatta per vivere nei luoghi pubblici a disposizione (gratuita) dei cittadini.

In sintesi cosa ha fatto? Pur avendo all’interno della commissione a disposizione altri architetti, con cui avrebbe potuto dialogare (ad es. il prof Marconi), ha pensato bene di guardarsi intorno con un orizzonte un po’ più internazionale (internazionalizzazione era negli obiettivi della commissione) e coinvolgere l’arch. Paolo Maggiora; uno che non ha problemi di contemporaneità, ma soprattutto non ha problemi di vision.

Paolo Maggiora per chi non lo sapesse, è il progettista di Caofeidian, “la Pechino dell’Innovazione, Prima Città del III Millennio e simbolo “ufficiale” della contemporaneità della Cina”, del Nuovo Centro di Buenos Aires, del progetto Laguna Verde, dove si parla di Area Megalopolitana TO-MI-GE, di City Life a Milano; ha lavorato con Peter Eisenman, Zvi Hecker; Zaha Hadid, Arata Isozaki e Daniel Libeskind e chi più ne ha più ne metta.

I due insieme hanno elaborato due proposte: “La città dell’archeostoria” e “Il Distretto dell’Internazionalità e dello Scambio Culturale”.

Il primo progetto propone di realizzare un grande Centro Internazionale di Studi e di Esposizione, individuando due poli: un “centro d’irradiazione”, prossimo all’area Fori/Palatino; un “centro urbano esterno”, prossimo all’Aeroporto Leonardo da Vinci. L’obiettivo dichiarato è quello di istituire un centro che abbia la capacità di “rendere possibile, a diverse fasce di pubblico, una piena comprensione, e quindi una maggiore e migliore visitabilità, di Roma Antica, intesa come grande fenomeno urbano che interessa il Centro, le Vie Consolari, il Tevere, Ostia e Porto”.

Il secondo progetto appare meno architettonicamente sviluppato ma resta uno spunto interessante ed ha l’ambizione di porre finalmente Roma al centro di una rete di rapporti e scambi di respiro internazionale.

Altre due proposte interessanti vengono ancora da un “Non architetto”, il prof. Michele Trimarchi (docente di Analisi ed Economia del Diritto, presidente del Teatro Stabile Abruzzese).

Il professore propone di istituire un Centro di ricerca e produzione nei settori della luce e della multimedialità “Medialuce”, e di realizzare un nuovo (“altro”) teatro per la lirica romana.

“Si pone anche per Roma la necessità di aggiornare il quadro delle sue centralità tradizionali e di individuarne delle nuove”.

L’obiettivo del progetto è dotare la città, i suoi residenti e i suoi visitatori di un grande teatro d’opera edificato ad hoc su bando internazionale; il pensiero corre immediato al teatro dell’Opera della Bastiglia a Parigi.

Il risultato principale che si attende da questo progetto è la partecipazione crescente di una domanda composita di spettatori, e l’assorbimento sistematico della domanda di lirica espressa dai turisti italiani e internazionali.

A fianco di questo obiettivo principale si deve perseguire lo scopo di una produzione culturale ampia e complessa, che renda il nuovo teatro un polo di elaborazione creativa, di formazione e di realizzazione di spettacoli d’opera, anche attraverso sinergie con altri teatri internazionali, con reti televisive e radiofoniche, con social networks.

Sospendo il giudizio sulla proposta di ricostruire il vuoto di Via Giulia; per come è pensata la ritengo una proposta decisamente di basso profilo e di sostanziale rinuncia alla progettazione. Il prof. Marconi, che conosce a fondo la storia e la stratigrafia culturale Romana è certamente una persona che se volesse saprebbe come tradurre in linguaggio contemporaneo “non invasivo” un intervento di ricucitura urbana come quello di Via Giulia.

Alla luce dell’esperienza dei campionati di nuoto, ispira un sorriso amaro leggere della proposta di fare di Roma capitale dello sport.

Concludendo: si scorge qualcosa di nuovo all’orizzonte, e quel qualcosa sembra provenire proprio dalla mitica categoria dei politici; staremo a vedere. Si vocifera già di fantomatici finanziamenti per cominciare a mettere in pratica le idee più fattibili. Se mi dicessero che realizzano un nuovo teatro dell’opera moderno e contemporaneo sarei quasi disponibile a lasciare a Marconi il suo giocattolo….

Di seguito l’elenco delle proposte più architettonicamente interessanti:

  • Sistema dei parcheggi interrati “Lungo Tevere” (Edmondo Tordi)
  • Incremento della sostenibilità ambientale degli scali aeroportuali del Lazio, con riferimento all’Ecoaeroporto di Viterbo (Marianna Li Calzi)
  • La città dell’archeostoria (CAST) (Umberto Vattani – Pier Paolo Maggiora)
  • Medialuce Centro di ricerca e produzione nei settori della luce e della multimedialità (Michele Trimarchi)
  • Programma pluriennale per la valorizzazione del capitale intellettuale di Roma (Natale Forlani)
  • Alienazioni e valorizzazioni pubbliche (Vincenzo Ricciuto)
  • Roma all’Opera: un altro teatro per la lirica romana (Michele Trimarchi)
  • Roma capitale dello sport (Luca Pancalli)
  • Decoro urbano (ACEA Spa)
  • Orientamento delle politiche urbane e dei regolamenti edilizi alla promozione delle energie rinnovabili (ACEA Spa)
  • “Taglianorme” e certezza del diritto (Luigi Tivelli)
  • Il Distretto dell’Internazionalita’ e dello Scambio Culturale (DISC) (Umberto Vattani – Pier Paolo Maggiora)
  • Multimedia Travel Guide (MTG) (Gianpiero Gamaleri)

Questo è un elenco dei principali progetti di Maggiora.

  • Caofeidian: la Pechino dell’Innovazione, Prima Città del III Millennio e simbolo “ufficiale” della contemporaneità della Cina;
  • Il Nuovo Centro di Buenos Aires: la direzionalità strategica, politica e amministrativa, della Capital Federal argentina;
  • Laguna Verde, nuova centralità dell’Area Metropolitana Torinese a Settimo Torinese, nella prospettiva della prossima Area Megalopolitana TO-MI-GE. Dialogo Progettuale in fase di implementazione a partire dai primi approfondimenti con Peter Eisenman e Zvi Hecker;
  • Jinhua: sperimentazione del primo Sistema Urbano sulla base della teoria “100 Città”;
  • 100 Città: progetto di metodo di attuazione per la realizzazione di Nuovi Sistemi Urbani per 400 milioni di contadini cinesi che accederanno alla condizione di cittadini nei prossimi vent’anni nel quadro della cooperazione intergovernativa Italia-Cina;
  • Le Nuove Arche: centro direzionale urbano dell’economia e della finanza a Verona, Dialogo “storico” con Cangrande della Scala, Andrea Mantegna e Carlo Scarpa;
  • Il complesso Susa 2 che completa il Sistema direzionale SITAF S.p.A., realizzato nei primi anni ’90;
  • CityLife: il “Nuovo Centro” di Milano sul Quartiere Storico della Fiera, con Hadid, Isozaki e Libeskind;
  • Il Comparto Centrale per i Giochi Olimpici di Torino 2006, con Isozaki;
  • La Torre della Fiera: completamento della Nuova Fiera di Milano a Rho, nel quadro del più ampio sistema territoriale Expo 2015;
  • Il Turin Health Park: la Città della Salute;
  • La Torre 18: torre del Nuovo Centro Direzionale di Brescia;
  • La Nuova Sede della Banca di Spalato;
  • Il Malpensa Business Park, con Isozaki e Rogers;
  • Minsk Tower: torre polifunzionale di 430 metri, simbolo della nuova Bielorussia;
  • LIAV, Linea Integrata Alta velocità: Sistema di Comunicazione Integrato sull’asse Torino-Milano con collegamento per Malpensa, mediante la realizzazione di un sistema ferroviario ad alta velocità nel contesto dell’adeguamento dell’autostrada A4;
  • La ex Venchi Unica: quartiere polifunzionale integrato con Mario Botta, Filippo Barbano (sociologo) e Mario Deaglio (economista);
  • Il rinnovo del comparto di Torino-Esposizioni, con Botta e Hollein

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Dopo 70 anni si chiude il buco di via Giulia, ma come ?

Dopo decenni di concorsi di idee, migliaia di esami all’Università che avevano come tema la progettazione dell’area, la giunta Alemanno ci riporta alla realtà, il buco si ricostruisce, ma non progettando un nuovo edificio, come per anni ci hanno fatto studiare  all’Università, ma ricostruendo ciò che c’era prima.

Se è così perché non si chiudono le Facoltà di Architettura ? gli Architetti non servono più a nessuno.

Pensando al progetto di Maurizio Sacripanti per il Museo di via Giulia e pensando alla ricostruzione di Paolo Marconi, mi viene la pelle d’oca.

via-giulia

p.s. qualcuno mi sa dire cosa fa e a cosa serve questa commissione Marzano ?

Riporto un’articolo di Lilli Garrone sul Corriere della Sera del 15 maggio:

Dal passato. Via Giulia cambia faccia, ecco il progetto. Il «buco» aperto dal ’39 con la demolizione. Ora il disegno di Paolo Marconi per la commissione Marzano. Rinascono palazzo Ruggia e palazzo Lais, ospiteranno un’università.  Il progetto è il n° 9 della Commissione Marzano. L’architetto Marconi: occasione unica. Erasmus coprirà il «buco» di via Giulia. Ateneo destinato agli stranieri e alloggi per studenti: si riqualifica l’area.

Via Giulia cambia faccia. Il progetto presentato al Campi­doglio dalla commissione Marzano parla di «recupero della bellezza antica». È l’unico di ur­banistica, ed è stato redatto dal professor Paolo Marconi del­l’università Roma Tre, prevede il loro utilizzo come «Universi­tà internazionale» con alloggi per professori e studenti. È un progetto di cui si parla da anni: la chiusura del «buco» metà di via Giulia, di fronte piazza del­la Moretta, con la ricostruzione dei due edifici, palazzo Ruggia e palazzo Lais, che furono de­moliti nel 1939. Furono abbat­tuti per realizzare una passeg­giata verso il Gianicolo: è rima­sto solo un vuoto, utilizzato dall’Ama come deposito.

Il progetto si chiama «Via Giulia: il recupero della bellezza antica», ed è contrassegnato dal numero «9». È l’unico di ur­banistica, riguarda il centro an­tico della capitale, ed è stato proposto ufficialmente dalla commissione presieduta da An­tonio Marzano al sindaco Gian­ni Alemanno in Campidoglio.

È un progetto di cui si parla da anni: la chiusura del «bu­co » architettonico a metà di via Giulia, di fronte piazza del­la Moretta, con la ricostruzio­ne dei due edifici, palazzo Rug­gia e palazzo Lais, che furono demoliti nel 1939. Allora, quan­do furono abbattuti, lo scopo era quello di fare una sorta di contraltare alla passeggiata del Pincio verso il Gianicolo, par­tendo da piazza Mazzini; nella realtà è rimasto solo un vuoto, che oggi viene utilizzato dal­l’Ama come deposito dei pro­pri mezzi.

La proposta per la loro ricostruzione adesso è completa: dovranno diventare una «Università internazionale» con an­nessi alloggi per docenti e stu­denti (per circa 150 posti), an­che per coloro che arrivano a Roma per fare il loro «Era­smus », lo scambio di studenti fra le varie università europee. E per questo potrebbero benefi­ciare di fondi europei, oltre ad essere realizzati in project fi­nancing: la ricostruzione preve­de alloggi per i giovani e la rea­lizzazione di book shop, di punti internet al servizio dell’università, ma anche di labora­tori d’artigianato d’arte. In un luogo che si viene a trovare a meno di 200 metri dalla ferma­ta della linea C alla Chiesa Nuo­va.

A firmare il progetto è il professor Paolo Marconi, membro della Commissione marzano e titolare di Restauro monumen­tale all’Università di architettu­ra di Roma Tre, che da 15 anni studia nei minimi dettagli que­sta ricostruzione: «Non possia­mo perdere questa occasione storica – afferma – per restitui­re alla sua bellezza e unità un complesso edilizio e paesistico così significativo per Roma e per l’Italia, rappresentato non a caso dai pittori vedutisti a co­minciare dal Seicento. Oggi ­aggiunge – abbiamo le capaci­tà progettuali e imprenditoria­li necessarie per ricostruire questi palazzi e tutta la Ripa sinistra, sulla base delle ricerche archivistiche, nonché delle fon­damenta e dei resti archeologi­ci presenti».

Il progetto redatto da Paolo Marconi prevede, infatti, oltre al riutilizzo delle fondamenta già esistenti, anche la ricostru­zione in pietre, mattoni e le­gno per i solai: «quindi – spiega – in materiale assolutamen­te ecosostenibile». «ma la cosa più importante – aggiunge – è che via Giulia torna ad essere ‘intera’, la strada romana che era ancor prima delle altre che sono venute dopo come via del Corso».

«È un programma che deve assolutamente andare avanti ­afferma il presidente della commissione Cultura del Campidoglio Federico Mollicone. ­Crediamo che la sostituzione edilizia di quadranti di pregio come quello di via Giulia è la risposta giusta per riqualifica­re la città consolidata. E verifi­cheremo come rendere fattibi­le l’opera al di là del contesto della commissiona Marzano, convolgendo il delegato al cen­tro storico Dino Gasperini».

«Abbiamo cercato di sviluppare questo tema durante l’anno di festeggiamenti per i 500 anni di via Giulia appena terminati – dice Marco Ravaglioli, presidente del ‘Comitato via Giulia 500’ che ha promosso le celebrazioni – Si tratta di un te­ma centrale dal punto di vista della salvaguardia e della valo­rizzazione del centro storico. Il ‘buco’, ma sarebbe meglio di­re lo ‘sfregio’, lungo via Giulia è una bruttura che va sanata e che una città come Roma non si può permettere». E ricordan­do proprio i laboratori d’arte previsti dal progetto (per i tem­pi: l’esecutivo sarebbe pronto entro 18 mesi dal bando di con­corso) Marco Ravaglioli ag­giunge: «Ci potrebbe trovare posto anche il liutaio di piazza de’ Ricci, Claude Lebet, noto in tutto il mondo, che sta dispera­tamente cercando uno spazio in centro…».