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Il modo di “fare urbanistica”

2 Luglio 2011

Questa volta lo spunto per parlare di architettura (o di urbanistica, se preferite) mi è venuto dalla lettura, un pò più approfondita, di un libriccino, diciamo un “vadecumecum”, più che un catalogo, come lo chiamano qui, che distribuivano all’inaugurazione della Bouwfabriek, in Almere, il 23 di aprile scorso.

Bene. La brochure s’intitola Europakwartier west, dal nome della località dove si trova questa nuova urbanizzazione: dopo l’introduzione dell’assessore, una planimetria 1:50.000 riporta la suddivisione dei nuovi quartieri e del terreno libero, ancora da urbanizzare.

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Quindi la planimetria sale di scala, si passa credo al 25.000 (la scala non è riportata in quanto non funzionale allo scopo, che è quello di rendere chiaro dove conviene di più acquistare una casa); uno schema individua i terreni edificabili rispetto alle varie tipologie, e l’inwoner, cioè l’abitante, viene guidato nella scelta dell’abitazione che più si adatta alle sue esigenze. Tra i vari soggetti che possono dare l’avvio ad un processo produttivo, naturalmente, sono contemplati anche bouwgruppen, cioè gruppi di persone che vogliono costruire la loro abitazione privilegiando gli spazi collettivi (Villa Overgooi): www.nextarchitects.com, oppure architetti che comprano al prezzo di mercato e rivendono ad un prezzo più elevato, comprendendo all’interno del plusvalore la parcella relativa alla loro prestazione. Bene.

Senza alcuna speculazione, questi architetti esercitano la loro fantasia nell’escogitare soluzioni che vanno di nuovo incontro ai bisogni dei cittadini, disegnando per esempio spazi che nel corso degli anni, con piccole modifiche, assumono uno nuova funzione, e quindi pianificando, a fronte di un consistente investimento iniziale, un forte risparmio a lungo termine: sto parlando dell’abitazione realizzata al  Kavel 401 per la famiglia Seggelen ad Homeruskwartier Oost: www.zwijsen.net, oppure variando le soluzioni all’interno di uno stesso schema: Parkvilla Homerus, www.lendersmorselt.nl , oppure ancora presentando diverse possiblità per uno stesso schema: www.factarchitects.nl, da notare che però qui gli architetti si sono affidati ad un’agenzia immobiliare: www.leukhuizen.nl. Bene.

Dopo aver individuato le sei diverse localizzazioni, la brocure descrive le diverse tipologie di abitazioni: si va dalla casa interamente sull’acqua (una sorta di woonboot), interamente rivestita di legno ad una casa vicino alla stazione, quindi più prossima al centro, rivestita di mattoni, oppure alle case che affacciano verso il bosco, oltre il canale o verso le dune, a nord, od a sud.

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Ogni localizzazione è evidenziata in un riquadro, viene descritta con delle immagini a colori, a titolo di esempio, e rimanda sempre a delle regole ben definite, che vengono spiegate più nel dettaglio nei “kavelpassporten”, letteralmente passaporti per i lotti; questi si, veri e propri vademecum per la costruzione della città. Bene.

Segue una prospettiva a volo d’uccello con l‘indicazione schematica delle 6 nuove urbanizzazioni, e poi vengono riportate tutte le indicazioni da sapere prima di procedere alla costruzione, o meglio prima di comprare il lotto: dai costi, ai tempi ed ai modi di realizzazione, alle tecniche di riscaldamento, all’utilizzo dei pali di fondazione, o dei materiali fonoassorbenti più avanzati. Bene.

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Nel precedente post parlavo di come mi avesse colpito questo modo di procedere, ribaltato rispetto al tradizionale sistema, che va dalla teoria alla pratica. Qui si sta parlando di creare un procedimento inverso, che prevede di scrivere il piano regolatore dopo aver costruito le case…qui sta la forza dell’idea, la potenza dello sviluppo, la nuova frontiera dell’urbanistica!

E scusate se è poco!