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Mercoledì 8 febbraio 2012: si parte con 150K ARCHITETTI

Si parte con 150K ARCHITETTI !!!!!

Invitiamo tutti a partecipare, intervenendo all’Assemblea o inviando il proprio contributo via mail a info@amatelarchitettura.com

C O M U N I C A T O    S T A M P A


Il Movimento “Amate l’Architettura” promuove l’Assemblea aperta

150K ARCHITETTI

Mercoledì 8 febbraio 2012  alle ore 17.00

Sala Convegni della Città dell’Altra Economia

Largo Dino Frisullo, Campo Boario (ex Mattatoio) - Roma

Per il recupero della dignità della professione dell’architetto, per l’accesso e la tutela dei giovani nel mondo della professione, per incarichi pubblici all’insegna della trasparenza, per una Legge sull’Architettura, per una Cassa previdenziale equa.

Il Movimento invita alla  mobilitazione: Professionisti, Associazioni, Enti e Istituzioni, per invertire una tendenza in atto che vede il declino dell’architetto e di tanti altri liberi professionisti che, nel processo di trasformazione del territorio, sono indispensabili per una maggiore qualità dell’architettura nel nostro paese.

L’Assemblea sarà il punto di partenza per altre iniziative che dovranno rispondere con forza alla totale assenza della politica che ha portato alla deriva e ha emarginato la figura dell’architetto, relegandolo al ruolo di mero strumento operativo dei propri interessi e della speculazione.

L’Assemblea punterà ad obiettivi definiti, chiari, e raggiungibili quali:

  • presentare proposte concrete e di riforma su: Liberalizzazioni, Ordini professionali, Legge per l’Architettura, Codice dei contratti, Formazione universitaria, Competenze professionali, Procedure dei concorsi;
  • creare una rete di Professionisti e Associazioni che, nel manifestare il proprio   disagio, possa disporre di un ampio e determinato potere contrattuale in grado di incidere sulle scelte dei nostri  organi di rappresentanza e del mondo politico.

Questo incontro vuole essere un deciso tentativo di riportare all’ordine del giorno il dibattito sulla crisi della nostra Professione e sull’Architettura, per affrontare, in questo momento storico, il cambiamento in atto nel mondo del lavoro e per rispondere alla domanda di rinnovamento che investe l’intera società Italiana.

Parteciperanno i rappresentanti di: Ordini professionali, Consigli Nazionali, Università, Sindacati, Associazioni di categoria e singoli Professionisti.

scarica il comunicato stampa

MANIFESTO 150K ARCHITETTI

Per porre l’attenzione sull’insostenibile condizione professionale degli architetti in Italia, e promuovere una mobilitazione allargata a tutti i professionisti convinti del bisogno di una maggiore qualità architettonica nel processo di trasformazione del territorio

il Movimento “Amate l’Architettura” ha formulato

10 Domande per “CAMBIARE”

1) PERCHE’ solo in Italia è diventato impossibile esercitare dignitosamente la professione dell’architetto e dell’Ingegnere nel rispetto di quanto stabilito dagli artt. 4 e 36 della nostra Costituzione? (Art. 4 - La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Art. 36 -. Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa.).

2) PERCHE’ solo in Italia si è raggiunto il numero incredibile di circa 150.000 architetti, pari a quasi un terzo di tutti gli architetti europei?

3) PERCHE’ solo in Italia ci sono figure professionali che, nonostante l’esistenza di leggi e sentenze che definiscono le loro competenze, continuano a svolgere impunemente attività riservate solo all’architetto e all’ingegnere?

4) PERCHE’ si permette ai Professori universitari a tempo pieno e addirittura ad interi Dipartimenti delle Università italiane di esercitare anche la libera professione, contravvenendo alle leggi vigenti?

5) PERCHE’ si è voluta creare ed immettere su un mercato del lavoro già saturo e caotico, la figura del Laureato Junior senza definirne precise competenze e professionalità?

6) PERCHE’ si accetta che neolaureati e giovani professionisti “a Partita IVA” lavorino negli studi professionali in condizione di dipendenza senza alcuna tutela?

7) PERCHE’ la nostra cassa previdenziale (Inarcassa) non trova un modo per sostenere quei tanti professionisti che, senza reddito per mancanza di lavoro, sono comunque obbligati a versare un pesante contributo pensionistico?

8) PERCHE’ solo in Italia il pagamento delle parcelle professionali non viene tutelato legandolo direttamente ai tempi reali del processo progettuale e della realizzazione delle opere?

9) PERCHE’ solo in Italia gli incarichi, soprattutto per le opere pubbliche, sono assegnati al massimo ribasso, ledendo la dignità professionale e contribuendo a ridurre la qualità del Progetto, dell’ Architettura e dei Servizi affidati?

10) PERCHE’ gli Ordini professionali, il CNA, il CNI e i Sindacati, oltre alle inutili esternazioni di facciata a mezzo stampa, nulla di concreto hanno mai conseguito in termini di tutela della dignità, della professionalità e del diritto al lavoro dei loro iscritti e quindi oggi qual è il loro ruolo e la loro funzione?

scarica il manifesto

S C H E D A   I N F O R M A T I V A

150K ARCHITETTI

Il Movimento invita alla mobilitazione Professionisti, Associazioni, Enti e Istituzioni, per invertire una tendenza in atto che vede il declino dell’architetto e di tanti altri liberi professionisti che, nel processo di trasformazione del territorio, sono indispensabili per una maggiore qualità dell’architettura nel nostro paese.

OBIETTIVI

- Presentare proposte concrete e di riforma su Liberalizzazioni, Ordini professionali, Legge per l’Architettura, Codice dei contratti, Formazione universitaria, Competenze professionali, Procedure dei concorsi;

- Creare una rete di Professionisti ed Associazioni che nel manifestare il proprio disagio possa disporre di un ampio e determinato potere contrattuale per incidere sulle scelte dei nostri organi di rappresentanza e del mondo politico;

DESCRIZIONE DELL’INIZIATIVA

L’iniziativa si incentra su tre distinte azioni organizzate in due fasi:

FASE RICOGNITIVA

1) Creazione di una piattaforma telematica nella quale si possano raccogliere idee, suggerimenti, domande, denunce sull’attuale situazione dell’architettura e degli architetti in Italia.

2) Organizzazione di una Assemblea aperta a tutti coloro che hanno a cuore il problema, per Mercoledì 8 febbraio 2012

FASE PROPOSITIVA

3) Dare vita, di seguito all’Assemblea, a gruppi di lavoro con riflessioni e proposte sui temi emersi nella fase ricognitiva.

La piattaforma telematica utilizzerà la tecnologia ThinkTag e sarà aperta a tutti. Per accedere sarà necessario creare un account. La piattaforma è concepita come un luogo di incontro e di discussione tra tutti coloro che vogliono sostenere la rete 150K architetti.

Su di essa saranno ospitati:

- tutti gli interventi di coloro che vorranno parlare all’Assemblea;

- tutte le domande e le questioni poste dai partecipanti all’iniziativa;

- i gruppi di lavoro che, per questioni organizzative, saranno divisi (per ora) tra le seguenti 5 aree tematiche:

A). Riforma degli Ordini professionali:

Ragionare, nell’ambito delle liberalizzazioni annunciate, su proposte relative al mantenimento o all’abolizione dell’Ordine degli architetti, focalizzando le attuali inefficienze.

B). Incarichi professionali nelle opere pubbliche:

Analisi del sistema concorsuale, del sistema degli appalti dei servizi e delle opere pubbliche, che oggi non privilegiano la qualità dell’architettura;

Proposta di legge sull’architettura partendo da quella presentata dal Sole 24Ore - Progetti e Concorsi.

C). Sistema di formazione degli architetti:

Analisi per l’adeguamento del sapere e per la formazione dei giovani alle richieste del mercato e della professione e definizione delle competenze tra i tecnici italiani.

D. Tutela dei neolaureati e dei giovani architetti:

Dall’ingresso al lavoro al praticantato per soffermarsi, soprattutto, sulla mancanza di tutele per i giovani dipendenti.

E. Nuove modalità nella gestione del territorio:

Tema apparentemente slegato rispetto a quello della professione, ma nella realtà la pianificazione urbanistica e l’architettura sono oggi categorie marginali, se non assenti, nelle dinamiche di trasformazione del territorio, con le conseguenze che tutti possiamo vedere, e di cui purtroppo pochi si rendono conto;

Potranno, naturalmente, essere aggiunte nuove aree tematiche di discussione, non comprese nelle 5 tematiche espresse.

RETE 150K ARCHITETTI

FINALITA’ DELL’INIZIATIVA E MODALITA’ OPERATIVE

L’Assemblea aperta, prevista nella Sala Convegni della Città dell’Altra Economia a Testaccio a Roma, Campo Boario, mercoledì 8 febbraio 2012 alle ore 17.00, avrà una durata di circa 3 ore e verrà organizzata con un criterio “orizzontale”.

Qualsiasi persona potrà iscriversi a parlare avendo a disposizione il medesimo tempo di intervento, che sarà calibrato in funzione del numero delle prenotazioni. In tutti i casi dovranno essere necessariamente interventi concisi e compresi nell’ambito dei 5/10 minuti. Gli interventi potranno essere su qualsiasi argomento e saranno inseriti nell’ambito dell’area tematica più attinente.

Sarà richiesto di inviare gli interventi ai moderatori del sito web in modo che possano essere inseriti in una sezione consultabile da tutti. Non sarà operata alcun tipo di censura sugli interventi e saranno molto graditi anche interventi di orientamento differente che possano dar modo di sviluppare un dibattito sull’argomento.

Qualora, per ragioni logistiche, qualcuno dovesse essere impossibilitato a presenziare fisicamente all’Assemblea aperta, potrà inviare un video di durata non superiore al consentito o, nel caso più restrittivo, un documento scritto che sarà letto durante i lavori dell’Assemblea o semplicemente sarà inserito nel sito web. I documenti pervenuti e gli interventi effettuati saranno riuniti in un primo dossier che sarà fornito sia a tutti i mezzi di comunicazione che alle Istituzioni.

L’Assemblea sancirà la nascita di gruppi di lavoro, di carattere volontario, che lavoreranno prioritariamente su pagine predisposte sul web, sulle aree tematiche individuate ed eventualmente su altre sollecitate dagli intervenuti che, in un tempo definito dovranno analizzare i temi individuati e, preferibilmente, produrre proposte condivise.

Al termine dei lavori saranno valutate tutte le opportunità di pubblicazione del materiale e di circolazione nelle sedi già citate.

Per qualsiasi informazione scrivere a: info@amatelarchitettura.com


150K ARCHITETTI

Per porre l’attenzione sulla insostenibile condizione professionale degli architetti in Italia, e promuovere una mobilitazione allargata a tutti i professionisti convinti del bisogno di una maggiore qualità architettonica nel processo di trasformazione del territorio,

il Movimento “Amate l’Architettura”ha formulato

10 Domande per “CAMBIARE”

1) PERCHE’ solo in Italia è diventato impossibile esercitare dignitosamente la professione dell’architetto nel rispetto di quanto stabilito dagli artt. 4 e 36 della nostra Costituzione?

2) PERCHE’ solo in Italia si è raggiunto il numero incredibile di circa 150.000 architetti, pari a quasi un terzo di tutti gli architetti europei?

3) PERCHE’ solo in Italia ci sono figure professionali che, nonostante l’esistenza di leggi e sentenze che definiscono le loro competenze, continuano a svolgere impunemente attività riservate solo all’architetto e all’ingegnere?

4) PERCHE’ si permette ai Professori universitari a tempo pieno e addirittura ad interi Dipartimenti delle università italiane di esercitare attività riservate alla libera professione, contravvenendo alle leggi vigenti?

5) PERCHE’ si è voluta creare ed immettere su un mercato del lavoro già saturo e caotico, la figura dell’Architetto Iunior senza definirne precise competenze e professionalità?

6) PERCHE’ si accetta che neolaureati e giovani architetti “a partita IVA” lavorino negli studi professionali in condizioni di dipendenza senza alcuna tutela.

7) PERCHE’ la nostra cassa previdenziale (Inarcassa) non trova un modo per sostenere quei tanti professionisti che, senza reddito per mancanza di lavoro, sono comunque obbligati a versare un pesante contributo pensionistico?

8) PERCHE’ solo in Italia il pagamento delle parcelle professionali degli architetti non ha alcuna tutela?

9) PERCHE’ solo in Italia gli incarichi professionali, soprattutto per le opere pubbliche, sono assegnati al massimo ribasso, ledendo la dignità professionale e contribuendo a ridurre la qualità del Progetto, dell’Architettura e dei Servizi affidati?

10) PERCHE’ gli Ordini professionali, il CNA e i Sindacati, oltre alle esternazioni di facciata a mezzo stampa, nulla di concreto hanno mai conseguito in termini di tutela della dignità, della professionalità e del diritto al lavoro degli architetti e quindi oggi qual è il loro ruolo e la loro funzione?

A queste domande vorremmo aggiungere tutte quelle che i colleghi interessati vorranno formulare.

A queste domande vogliamo trovare delle risposte per uscire da una situazione che non possiamo più accettare, promuovendo un’assemblea, aperta a tutti, che intendiamo organizzare all’inizio del 2012.

Sono anni che gli architetti avvertono il disagio crescente per le condizioni di lavoro in cui operano.

L’aggravarsi delle condizioni economiche, sociali e culturali del paese ha fatto precipitare la professione d’architetto in una crisi senza precedenti.

AVVERTIAMO L’URGENZA DI AGIRE.

Non possiamo nascondere inoltre, le responsabilità di una intera classe politica che, negli ultimi 15-20 anni, ha agito in direzione opposta al conseguimento della qualità nell’architettura.

Abbiamo l’intenzione di creare una rete di architetti, che esprima con chiarezza il proprio disagio, per costruire un’agenda sui temi della professione e della trasformazione del territorio, da imporre sia ai nostri organi di rappresentanza che al mondo politico e governativo.

C’è bisogno del contributo di tutte le realtà associative e culturali che la nostra professione esprime.

LA NOSTRA INIZIATIVA.

Proponiamo una giornata di incontro aperto a tutti gli architetti che hanno idee da proporre e che hanno intenzione di confrontarsi e mettersi in gioco insieme ad altri professionisti.

Partiremo dalle 10 domande che noi di Amate L’Architettura abbiamo formulato come spunto di discussione iniziale.

Accoglieremo tutte le ulteriori domande che i partecipanti riterranno opportuno aggiungere.

Chiederemo a tutti i partecipanti alla giornata di fornire le loro proposte.

Campus Universitario Pietralata: risponde il Rettore che ci vuole far credere che è tutto a posto

Il Rettore della Sapienza risponde, dopo tre mesi, alla lettera che il Presidente dell’Ordine degli Architetti di Roma era stato costretto a scrivere dopo la nostra denuncia del 28 luglio scorso.

Il nostro Ordine ci comunica:

“Con riferimento alla nota del 27 luglio 2011,
pubblichiamo la comunicazione che ci è pervenuta dal Rettore Luigi Frati, che ringraziamo per aver dato seguito alla nostra richiesta, nella quale sono esplicitate le modalità di affidamento dell’incarico di progettazione Preliminare, Definitiva e, infine, Esecutiva del progetto del Campus Universitario di Pietralata.

Nella stessa nota sono altresì indicati gli estremi della Delibera dell’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici di Lavori, Servizi e Forniture mediante la quale è stato governato, da parte dell’Università Sapienza l’affidamento di questo incarico di Progettazione “interna” ai sensi dell’ex art.62 DL 163/2006″

Quindi  è tutto a posto, sono state rispettate le regole, possiamo dormire tranquilli !!!!

Allora quello che il Presidente dell’Ordine aveva scritto il 12 luglio erano tutte “idiozie”:

“Prot. 24/1411 del 12 luglio 2011

Circolare a

i Comuni della Provincia di Roma

Oggetto: Sentenza del Consiglio di Stato: le Università non possono progettare.

Si segnala per i provvedimenti di competenza, la sentenza del Consiglio di Stato, n.10 del 3 giugno 2011 che esclude le Università da qualsiasi attività che non sia istituzionale, di studio, ricerca e insegnamento.

In particolare le Università non possono partecipare a gare per affidamento di incarichi di progettazione e di altre prestazioni professionali relative a lavori pubblici o privati, né ricevere simili incarichi per affidamento diretto.

Per tali ragioni, le Università, secondo le indicazioni della suddetta sentenza, non possono pertanto costituire società a scopo esclusivamente lucrativo e cioè privo di qualsiasi collegamento con il perseguimento delle finalità istituzionali proprie delle Università stesse.

La sentenza chiarisce anche che non è legittima, da parte delle Università, la costituzione di società il cui unico fine sia quello di operare sul mercato in diretta concorrenza con i privati, come nel caso in cui l’oggetto sociale sia lo svolgimento di servizi di progettazione a favore di committenti pubblici; in altre parole alle Università non è più consentito creare società di progettazione per partecipare a gare di progettazione.

Questa sentenza, inoltre, conferma la posizione da anni sostenuta da questo Ordine.

Cordiali saluti

di Arch. Amedeo Schiattarella, Presidente Ordine Architetti PPC Roma e Provincia”

Dobbiamo dedurre che l’Ordine ha sostenuto per anni posizioni sbagliate perché le Università “ECCEZIONALMENTE” possono progettare, almeno così sembra dal comunicato del Rettore Frati, in realtà, anche se la Sentenza del Consiglio di Stato fa riferimento agli incarichi ricevuti da terzi e non da se stessi, dice anche che le Università non possono svolgere alcuna attività che non sia istituzionale, di studio, ricerca e insegnamento, allora c’è un’evidente contraddizione.

Il Presidente Schiattarella non ha fatto una piega alla replica del Rettore, anzi ha creato ancora più confusione citando un articolo sbagliato del D.Lgs. 163/2006 (62 invece che 92) e facendo credere che quell’articolo spiega come le Università possono dare gli incarichi “interni”.

Facciamo ordine:

il Rettore, dimenticando il Codice degli Appalti e le sentenze del Consiglio di Stato,  si attacca a una Deliberazione n. 11 del 02/04/2008 dell’Autorità per la Vigilanza sui contratti pubblici che dice:

Eccezionalmente, in caso di accertata carenza da parte dei RUP della indisponibilità della struttura tecnica interna a svolgere attività di progettazione ed altre attività connesse afferenti le Università, tali incarichi possono essere affidati ai dipartimenti interni con conseguente remunerazione ai sensi dell’art.92 D.Lgs.12 aprile 2006 n. 163, trattandosi di progettazione interna

dopo aver detto:

Il D.Lgs. 12 aprile 2006, n. 163 non contempla la possibilità per un’amministrazione, mediante la stipula di una convenzione con una Università, di avvalersi delle strutture di quest’ultima per lo svolgimento di progettazioni ed altre attività connesse, non essendo le Università annoverate tra i soggetti di cui all’art.33 (SIIT, centrali di committenza, amministrazioni provinciali) del medesimo D.Lgs. 163/2006.”

Da notare che il Rettore nella sua lettera cita in corsivo la delibera dell’Autorità ma la modifica leggermente pro domo sua.

Non è chiaro se la delibera faccia riferimento soltanto alle Università o soltanto alla progettazione di opere afferenti le Università, comunque in parole povere vuol dire che un’Amministrazione pubblica eccezionalmente se deve affrontare un progetto complesso e non ha un ufficio tecnico interno adeguato a fare la progettazione può dare l’incarico diretto senza gara ai dipartimenti interni, ma trattandosi di progettazione interna il corrispettivo deve essere quello stabilito dall’art. 92 dlgs 163/2006 ovvero l’incentivo del 2%.

I docenti Universitari non sono dipendenti interni degli uffici della Sapienza, ma svolgo un altro ruolo.

Perché un libero professionista è costretto per importi superiori a 100.000 euro a stipulare una fideiussione onerosa per svolgere l’incarico e loro no?

Si profila un comportamento anticostituzionale perché vi è un’evidente disparità di trattamento.

Siete convinti che i dipartimenti e i docenti siano stati pagati con l’incentivo del 2%?

Perché il Rettore non ci mostra le fatture?

Chiediamo apertamente al Presidente dell’Ordine di richiedere, ai sensi della Legge 241/1190, il disciplinare d’incarico in cui risultano gli importi e le modalità dei compensi.

La struttura tecnica interna non può essere adatta o meno a svolgere la progettazione a secondo delle convenienze dell’Università.

Se il Rettore fa riferimento alla delibera dell’Autorità di Vigilanza ci deve spiegare come mai nel caso della progettazione delle residenze e servizi correlati (per un importo di 15/20 milioni di euro) per gli studenti della Scuola Superiore di Sudi avanzati della Sapienza - Complesso Regina Elena - DM n. 26-27-127/2011 L338/2000, l’ufficio tecnico interno della Sapienza è stato in grado di fare il progetto come risulta dalle firme per la progettazione, strutture, direzione lavori e sicurezza, di ingegneri dipendenti dello stesso ?

E’ evidente che ci stanno prendendo in giro, ma non siamo più disposti a subire passivamente continui soprusi da chi, con la tranquillità dello stipendio fisso a fine mese pagato sempre da noi, fa concorrenza sleale agli architetti che tentano disperatamente di fare la libera professione.

E dove la mettiamo la sentenza del Consiglio di Stato n. 10/2011 ?

E’ quel “eccezionalmente” che ci frega, d’ora in poi usatelo anche voi quando vi contestano qualcosa di sbagliato.

Il dato che ci dovrebbe allarmare è che il nostro Ordine, in una situazione drammatica di lavoro per i liberi professionisti architetti romani, non faccia una piega nei confronti di una Università che realizza una serie di opere da 100 milioni di euro, affidando con un incarico diretto a due Dipartimenti della Facoltà di Architettura la progettazione preliminare e definitiva senza fare un concorso e facendo la progettazione esecutiva con un appalto integrato, coprendo le false giustificazioni del Rettore che con metodi da azzeccagarbugli cerca di confondere le acque.

Faremo esposto all’Autorità per la Vigilanza sui contratti pubblici che, con ambigue e contraddittorie deliberazioni, non fa che alimentare una situazione di grave illegalità diffusa che riguarda il mondo dei docenti a tempo pieno che, tanto per ricordare, non potrebbero fare la libera professione.

Tanto per citarne uno lungolago di bracciano

L’Ordine afferma che le Università non possono progettare e Alemanno presenta un’opera da 100 milioni di euro progettata dall’Università

Sembra fatto apposta: martedì 26 luglio l’Ordine degli Architetti di Roma pubblica una circolare inviata a tutti i comuni della Provincia di Roma in cui si afferma che le Università non possono progettare facendo riferimento alla sentenza del Consiglio di Stato n. 10 del 3 giugno 2011,il giorno dopo il Sindaco di Roma Gianni Alemanno, il Rettore dell’Università Sapienza Luigi Frati, l’Assessore ai Lavori Pubblici Fabrizio Ghera e alcuni docenti a tempo pieno in cravattino, presentano il progetto per il Campus universitario di Pietralata, un’opera da 100 milioni di euro progettata da due Dipartimenti della Facoltà di Architettura di Roma Sapienza, in barba a tutte le norme!!!

pietralata4

Il Progetto prevede la realizzazione di: residenze per studenti, campus bio medico, nuove facoltà e centri di ricerca, nuova sede dell’istat, palazzetto dello sport da 1500 posti, attrezzature sportive, riqualificazione di fabbriche dismesse e di edifici abusivi, nuova sede del mercato e nuovi collegamenti stradali.

L’iter  è stato  lungo e complesso, (ne parleremo in seguito), quello che più colpisce è che viene realizzata un’opera così importante per la città di Roma e gli architetti romani e non solo sono completamente tagliati fuori, perché la progettazione preliminare e definitiva viene affidata direttamente senza alcuna gara, dal rettore della Sapienza, a due dipartimenti della facoltà di Architettura di Roma Sapienza, (il Comparto 1 Nord assegnato per la progettazione al Dipartimento ARCOS e il Comparto 2 Sud assegnato per la progettazione al  Dipartimento DiAR). vedi link

Il Dipartimento DIAR per non dare nell’occhio ha articolato la progettazione su due piani principali: quello vero e quello finto ovvero sperimentazione progettuale sotto forma di workshop dei dottorandi. La prima è stata guidata dal responsabile scientifico Raffaele Panella, la seconda da Lucio Valerio Barbera. Entrambe hanno lavorato insieme ad un comitato scientifico del DiAR presieduto da A. Terranova e costituito da L.V.Barbera, A. Greco, R.Panella, G.Rebecchini, P.O.Rossi, R.Secchi.

Per confondere maggiormente le acque, avevano fatto anche un Concorso di idee “A qualcuno piace campus”, riservato ai giovani sotto i 30 anni.

Ci piacerebbe sapere dove vanno a finire i soldi delle parcelle (si parla di alcuni milioni di euro) ai dipartimenti? ai docenti? a entrambi? ai dottorandi? in beneficenza?

Naturalmente poi tutte le progettazioni esecutive e le realizzazioni sono aggiudicate con bandi a procedura ristretta/appalti integrati in cui si affida anche la gestione, come per le residenze universitarie affidate a ecosfera.

Inutile ricordare che l’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici di Lavori, Servizi e Forniture e il Consiglio di Stato hanno ribadito che i Dipartimenti e i docenti a tempo pieno non possono svolgere incarichi (vedi la Deliberazione 179 del 26/06/2002sentenza del Consiglio di Stato n. 10 del 3 giugno 2011).

Ora io mi chiedo il Consiglio di Stato emette una sentenza importante, l’Ordine degli Architetti invia una Circolare in cui dice: “ le Università non possono partecipare a gare per affidamento di incarichi di progettazione e di altre prestazioni professionali relative a lavori pubblici o privati, né ricevere simili incarichi per affidamento diretto“, ma l’Università se ne frega e continua a fare i suoi comodi.

Noi architetti a chi ci dobbiamo rivolgere per farci tutelare?

ai Sindacati?

all’Ordine?

alla magistratura?

al mago merlino?

Noi di amate l’architettura faremo subito un esposto all’Autorità di vigilanza sui Contratti Pubblici di Lavori, Servizi e Forniture e ci auguriamo che l’Ordine, oltre a inviare circolari, intervenga in sede giudiziaria per denunciare questo scandalo.

La cosa strana è che in un articolo dell’espresso del 2007 si parla di: “ un ricorso al Tar  contro la procedura seguita dalla Sapienza di affidare la progettazione delle nuove sedi ad alcuni professori di Architettura e di Ingegneria. Un incarico deciso senza alcun bando pubblico. Una procedura difesa dal rettore della Sapienza, Renato Guarini, che parla solo di «attività di ricerca universitaria» e non di «incarichi professionali». L´attività di progettazione, comunque, costerà solo per gli onorari circa 20 milioni di euro. Ora anche su queste parcelle d´oro la Procura vuole vederci chiaro“.

Possibile che tutto sia finito nel nulla?

230.000 metri cubi sono ricerca universitaria?

Ci auguriamo che gli organi competenti intervengano per ridimensionare questo strapotere delle Università.

Per tornare al campus di Pietralata non vi avevo detto una cosa importante, i 230.000 metri cubi se li progetteranno e realizzeranno da soli, ai noi comuni mortali ci danno la possibilità di progettare il parco che sarà affidato con un concorso internazionale.

Seguiremo la vicenda e vi terremo informati.

CRONOSTORIA DEL PROGETTO PIETRALATA DAL SITO DELL’UNIVERSITA’

In base alla convenzione del 23 marzo, nei prossimi tre anni saranno realizzati edifici per circa 230 mila metri cubi e 71.640 metri quadri di superficie: un vasto complesso per la ricerca con residenze per studenti e docenti, nel cuore del sistema direzionale che si va sviluppando. Nel campus troveranno dunque posto, oltre alle residenze, strutture di ricerca clinica e degenza con un polo internazionale di biotecnologie mediche. “Una seconda città universitaria di fatto”, ha detto il rettore Frati. Il tutto comporterà un investimento di circa 100 milioni di euro.

La Nuova sede della Sapienza a Pietralata risale a una precisa scelta del Piano di Decongestionamento dell’Ateneo romano, approvato dal Senato Accademico il 28 Maggio 1999 e il 1 Giugno 1999 dal Consiglio di Amministrazione dello stesso Ateneo, e definitivamente approvato dal MIUR tre anni dopo (D.M. n. 44 dell’11/03/03). Tale scelta rendeva concreta la volontà di radicare una parte importante dell’Ateneo nell’area che più delle altre aveva mostrato di essere parte attiva nello sviluppo produttivo e sociale della Capitale: Roma Est.
La scelta dell’insediamento di Pietralata fu poi trasferita al PAG, il Piano di Assetto Generale, che presiede allo sviluppo urbanistico e edilizio dell’Ateneo sul territorio del Comune di Roma, approvato il 16 aprile 2003, consentendo l’avvio della fase attuativa. L’approvazione del Piano della Sapienza, sancita dall’unanimità dei consensi dall’assemblea consiliare capitolina, segna una fase nuova dei rapporti tra l’Università e la Città preparata da un lavoro intenso di contatti e di scelte condivise che inizia con il Protocollo d’intesa siglato il 13 Gennaio 1997 tra il MURST, la Regione Lazio, il Comune e la Provincia di Roma. Questa fase prosegue felicemente con il Protocollo del 20 Aprile 1998 firmato dal Comune e dalla Sapienza, e trova una conclusione importante con il Protocollo del 6 Aprile 2000 che chiama in causa tutti gli enti territoriali proprio sulle scelte fatte dal Piano di Decongestionamento.
Il carattere strategico dell’area dell’ex SDO di Pietralata per l’urbanistica romana e il coinvolgimento nel programma dell’Amministrazione centrale dello Stato, hanno richiesto una vasta concertazione anche con quest’ultima.

Questa consultazione è iniziata nell’aprile 2000, ed ha fatto registrare importanti successive intese (9 settembre 2003) tra il Comune di Roma, la Provincia e alcune rilevanti istituzioni statuali ed enti di rilievo nazionale, tra le quali l’ISTAT.
Nel corso della concertazione la richiesta della Sapienza di un lotto di 90 mila mq di SUL nell’area in questione era stata inizialmente ridimensionata e limitata a 60 mila mq, per poi attestarsi sui 71.640 mq attuali, assegnati definitivamente alla Sapienza con Delibera consiliare del 26 luglio 2006.

Sull’area oggi è operativo il Piano Particolareggiato del Comprensorio di Pietralata, curato dall’Ufficio Sistema Direzionale Orientale, poi divenuto Ufficio Progetti metropolitani del Comune di Roma. Questo P.P. è stato adottato dal Comune di Roma l’11 luglio 1997 e approvato con D.R.L. n 79 del 24 gennaio 2001; esso è stato frutto di una progettualità alla quale hanno partecipato illustri esponenti della cultura architettonica italiana ed europea. Nell’area più direttamente interessata alla centralità direzionale (Area A), il Comune di Roma ha elaborato un “Progetto Unitario” in forma di schema planivolumetrico, all’interno del quale si situa il progetto del Comparto 2. Tale progetto è stato approvato dalla A.C. con Delibera di Giunta n 169 del 30/03/04 ed è stato altresì approvato dalla Conferenza di Servizi ex art. 4 della legge 396/90 in data 1/08/05.
In questo modo si sono create le premesse giuridiche e materiali per l’intervento in oggetto.
La Progettazione Preliminare e Definitiva della Nuova sede della Sapienza dI Pietralata viene affidata al Dipartimento di Architettura e Costruzione - ArCoS e al Dipartimento di Architettura - DiAR con Decreto Rettorale del 12 ottobre 2006.
Con successiva lettera del 26 ottobre il ProRettore per l’Edilizia ha stabilito che l’area della Sapienza è articolata in due Comparti equipollenti di circa 35.820 mq: il primo a Nord - Comparto 1 - la cui progettazione sarà curata da ArCos, il secondo, che guarda alla città a Sud – Comparto 2 - che sarà curato progettualmente dal DiAR, nei modi che ci apprestiamo a illustrare.
Il Decreto Rettorale del 15 dicembre 2006 esplicita, infine, i contenuti del progetto destinando il Comparto Sud - che viene fissato definitivamente in mq 36.640 - alla Facoltà di Farmacia e alla realizzazione di Laboratori di Biotecnologia o altri laboratori sperimentali dell’area medico-farmaceutica. Nella stessa data, un secondo Decreto Rettorale ribadisce la scelta funzionale sopra indicata nel contesto di un primo piano generale programmatico che riguarda le Facoltà, nonché i Dipartimenti e le strutture didattiche e di ricerca correlate. Il Decreto avverte molto responsabilmente che il piano programmatico diverrà un vero e proprio piano edilizio definitivo solo quando si potrà contare effettivamente sui nuovi spazi
La situazione della Facoltà di Farmacia è del tutto singolare per la molteplicità dei siti ai quali essa deve ricorrere per svolgere la sua funzione istituzionale, segnatamente quella didattica. La evidente criticità nella dotazione di spazi giustifica la preoccupazione delle Autorità accademiche espressa nella scelta programmatica di predisporre spazi del tutto nuovi nei quali trasferire le funzioni della Facoltà. L’indicazione dei Laboratori di Biotecnologia, rafforzata dal richiamo all’area medico-farmaceutica, è evidente espressione della volontà di voler attuare una politica della Sapienza rivolta ai segmenti innovativi della ricerca incentrata sulle nuove tecnologie applicate alla biologia nelle sue diverse espressioni.
Si tratta in sostanza di costituire un Polo delle Biotecnologie della Sapienza (PBS) in grado di valorizzare il grande patrimonio di cervelli, di esperienze e di strutture ora disperse sul territorio, con le sinergie che sono realizzabili attraverso la multidisciplinarità. Contemporaneamente, solo una forte concentrazione delle strutture di ricerca in questo settore può competere a livello nazionale e europeo trovando le giuste sinergie con le pubbliche istituzioni le strutture produttive private. Una parte dei laboratori riteniamo possa essere anche reso disponibile proprio per i privati. E’ questa una opportunità unica per la città di Roma e per la Sapienza, irripetibile almeno nel tempo medio guardando alle restanti opportunità insediative dell’Ateneo
Al presente Progetto Preliminare spetta il delicato compito di definire i termini della fattibilità del programma insediativo previsto, realizzando un organismo in grado di rispondere alle domande presenti con l’impiego delle tecnologie più avanzate, ma dotato anche di quella duttilità necessaria a far fronte a futuri sviluppi, nient’affatto ipotizzabili oggi sia per la oggettiva novità delle aree scientifiche coinvolte, sia per l’instabilità del quadro economico e istituzionale della ricerca scientifica.

Il nuovo insediamento, inoltre, deve adattarsi alla struttura urbanistica ipotizzata per la nuova Centralità di Pietralata, che presenta un carattere contraddistinto da una elevata densità e da estesi vincoli che limitano fortemente le tipologie, le altezze degli edifici e i rapporti di confinanza.
Questo insieme di presupposti e di vincoli, d’altra parte, rappresenta anche la garanzia che la Nuova sede della Sapienza di Roma Est diventi realmente un pezzo di città viva, in grado di dialogare con le strutture urbane e i cittadini che vi insistono: il contrario esatto della cittadella degli studi recintata e preclusa alla città che ha caratterizzato il progetto Piacentiniano della Città Universitaria.

Università e incarichi diretti a gogò

Venerdì scorso si è svolta, nella sede dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia dell’Aquila, una Conferenza stampa per denunciare la decisione, da parte della Struttura Tecnica di Missione, di conferire l’incarico per la Progettazione e Gestione dei piani di ricostruzione dell’Aquila e dei Centri Minori alle Università.

La decisione, oltre che in contrasto con le normative vigenti, è gravissima perché le Università sono fatte per insegnare e per fare ricerca non per progettare e fare Direzione Lavori facendo concorrenza sleale ai liberi professionisti.

Ci vorrebbe una mobilitazione da parte di tutti, i liberi professionisti italiani sono sotto il fuoco incrociato, l’obiettivo è quello di farci scomparire.

Alla Conferenza stampa hanno partecipato il Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri e altri 3 Consiglieri Nazionali oltre alla Federazione degli Ordini Abruzzesi, ma perché noi architetti non facciamo mai sentire la nostra voce? Il nostro CNA è impegnato con le elezioni, ma gli Ordini provinciali ?

La situazione degli incarichi è diventata sempre più vergognosa, in tutta Italia da Milano (Expo 2015) alla Sicilia (Ponte di Messina),  si moltiplicano incarichi diretti, tutti effettuati da società a carattere privato ma con capitale interamente pubblico, non capisco la differenza ma si sa in Italia le leggi prima si fanno e poi si trova l’inganno.

La situazione a Roma è davvero vergognosa, non si fa più un concorso serio da anni, l’Amministratore delegato dell’Ente EUR dice che bisogna risparmiare e si fa in casa il progetto per la nuova area del Velodromo, Alemanno incarica Krier, non si sa in che modo si vocifera “a gratis”, di ricostruire il quartiere Tor Bella Monaca, sotto il laghetto dell’EUR si realizza uno dei più grandi Acquari Italiani ma non si sa chi lo progetta, Campidoglio 2 è stato bloccato e non si hanno più notizie , si annunciano da mesi gli Stati Generali della Città ma si continuano a rimandare.

Un professionista che opera a Roma è allo sbando, una città in mano ai Costruttori, tra normative incomprensibili che cambiano in continuazione, competenze professionali non rispettate, concorrenza sleale da parte di Università e Società di ingegneria.

Ma l’Ordine degli Architetti di Roma dove é ?

Forse è impegnato a organizzare la prossima Festa dell’Architettura