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Don Quijote, The lord of La Mancha!

13 Giugno 2012

1° parte

Sapete quanto sia duro oggi vivere da architetti in Italia!   Ce n’è abbastanza per uscire pazzi.

Siamo tra l’incudine di un lavoro, solo in Italia così poco definito: ti puoi trovare a realizzare  dal docfa per un accatastamento, alla perizia per il tribunale, alla definizione di un condono, cose per le quali effettivamente è estremamente necessaria una serrata formazione di architetto.

Peró non finisce qui!

Se fosse solo questo forse gli architetti dopotutto potrebbero mettersi l’anima in pace.

httpv://www.youtube.com/watch?v=TMH7qkgViVs&feature=relmfu

Ma la tortura italiana è cosa più complessa e sofisticata. Una goccia cinese. Una di quelle cosè da cui non se ne esce mai, quelle domande con risposte che generano di nuovo la stessa domanda e così via nell’inferno della demenza!

Ecco dicevamo che se non bastasse lavorare su cose per le quali forse non valeva la pena neanche studiare, arriva a martellare con incessante cadenza e con straordinaria frequenza un accadimento, o meglio un accanimento, che fa riaccendere la gastrite all’architetto. Un incarico diretto dato dal pubblico, un restauro di un palazzo storico di un ingegnere, un centro commerciale con annesse residenze progettato da un geometra, un’assicurazione professionale, perchè effettivamente questi architetti ormai i lavori li prendono al 80% di ribasso e forse si rischia troppo ora, un politico che dichiara che la soluzione per un quartiere degradato sia la sua distruzione e in luogo di esso un bel paesotto di plastica, un aumento dei costi previdenziali minimi mentre si cerca di sopravvivere e allora per aiutarti ti tirano una ciambella di piombo, gli ordini professionali che si attrezzano a farti pagare la formazione continua mentre già si fatica a pagare lo stesso ordine, una proposta di legge per ampliare le competenze dei geometri (relatore un architetto).

Ma la ciliegia sulla torta, l’accadimento che fa scattare l’applauso e a far scadere tutto finalmente nella ridicola farsa è l’intervista post terremoto al politico. Con il terremoto si evidenziano le criticità dei sistemi costruttivi edificati al massimo ribasso e controllati da tecnici che di fatto sono stati esautorati dal sistema di produzione architettonica, tecnici a cui si affidano la direzione dei lavori di imprese che lavorano al 40% di ribasso d’asta. Impossibile dirigerle per il verso giusto. Viene il terremoto e crollano scuole, ospedali, convitti pubblici la colpa non è del sistema penoso che ha generato quegli edifici, ma del fatto (questa l’idea geniale del politico) che lo stato non deve essere responsabile. E perció ecco l’assicurazione contro le calamità naturali!!!

Stavolta lo stomaco non ce la fa!!!  Dallo stomaco passa al cervello. E lo shock è notevole. Un elettro-shock ! E vai al tappeto.

Eppure quando tutto intorno diventa incolore, quando la realtà parla solo di interesse privato, quando tutto ciò che vediamo è un vomitevole arricchirsi e un incentrare tutta la propria vita intorno all’avere e non all’essenza delle cose…allora proprio allora sorge forte nell’animo di chi ha a cuore l’essere e non l’avere, per chi ha a cuore il percorso e non il punto d’arrivo, per chi crede che si possa fondare una nuova società basata sul bene comune e non sul proprio, per chi crede che tendere una mano sia un valore, per chi crede nella forza delle idee, per chi crede che seguire una stella non sia tempo perso, anche quando le tue gambe non ce la fanno più, non è importante quanto sia lontana quella stella, non ‘e importante se irrangiungibile, l’importante è il l’idea, allora si ha il DOVERE DI SOGNARE DI STAR MEGLIO…IL DOVERE E L’OBBLIGO DI SOGNARE

Ed io allora inizio a sognare e dico che si può fare, che la democrazia deve essere possibile e che forse c’è la possibilità di cambiare la nostra situazione, che è un dovere seguire quel forse, non importa il risultato della nostra azione importa averci provato e aver fatto ciò che andava fatto anche se si sapeva che la stella fosse irrangiugibile, anche se si sapeva di combattere contro i mulini a vento.

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2ªparte:

dove un attore mette in scena un vecchio nobiluomo spagnolo Don Alonso Quijano. La sua indignazione per ciò che vedeva della sua realtà fatta di traditori, ladri, profittatori, assassini, lo porta alla fine a perdere la ragione  e alla fine a compiere i più strani progetti mai immaginati, a diventare un cavaliere errante e andare in giro per il mondo a cercare avventura e il suo nome e’…..

DON QUIJOTE DE LA MANCHA!!!!!

httpv://www.youtube.com/watch?v=BSRhLuf4h0E&feature=relmfu

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C’è un solo modo di dar senso alle nostre vite ed è quello di avere capacità di sognare, avere capacità di vedere più in là del proprio orizzonte. In fondo noi architetti non siamo stati formati proprio per avere la capacità di vedere oltre? E oggi noi non dobbiamo smettere di sognare. Sognare è cosa che dà molto fastidio alla realtà, perché essa potrebbe essere cambiata e forse in meglio. La paura dei sani che per questo odiano i pazzi, i visionari. Ma le visioni aiutano a vivere la tristezza della realtà e ne diventano l’alternativa pura, l’essenza dell’uomo, la sola cosa per cui valga veramente, VERAMENTE, la pena di vivere.

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To dream the impossible dream

httpv://www.youtube.com/watch?v=QnRK8eho8IE&feature=related

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Ed è per questo che decidiamo di firmare la petizione per un’assemblea straordinaria, decidiamo di essere vicino al Don Quijote de La Mancha. Scegliamo il sogno della democrazia, scegliamo il sogno, scegliamo il debole al prepotente, scegliamo di combattere una battaglia che sappiamo già essere persa, scegliamo la stella che sappiamo di non poter raggiungere mai, scegliamo di combattere per i diritti, non importa se tutto questo sia senza speranza, non importa quanto sia senza speranza..scegliamo di accompagnare i Don Quijote fino alla fine dei nostri giorni.

I Sancho Panza—–> Alessandro  Ridolfi e  Christian Rocchi

CONSIGLIERI DELL’ORDINE DEGLI ARCHITETTI DI ROMA E PROVINCIA

150K ARCHITETTI – 8 febbraio 2012 – Roma

Nonostante il maltempo, mercoledì 8 febbraio 2012 si svolgerà l’Assemblea aperta 150K ARCHITETTI

Appuntamento alle ore 17.00 presso la Sala Convegni della Citta’ dell’Altra Economia

Largo Dino Frisullo – Campo Boario (ex Mattatoio) Roma

guarda la mappa

mappa

Il Movimento “Amate l’Architettura” invita alla mobilitazione:

Professionisti, Associazioni, Enti e Istituzioni, per invertire una tendenza in atto che vede il declino dell’architetto e dell’Architettura e per rispondere con forza alla totale assenza della politica che ha emarginato la figura dell’architetto relegandolo al ruolo di mero strumento dei propri interessi e della speculazione.

Chi non potrà essere presente sul posto potrà seguire l’iniziativa on line su:   http://www.livestream.com/rete150k

L’Assemblea punterà ad obiettivi definiti, chiari, e raggiungibili quali:

presentare proposte concrete e di riforma su: Liberalizzazioni, Ordini professionali, Legge per l’Architettura, Codice dei contratti, Formazione universitaria, Competenze professionali, Procedure dei concorsi;

creare una rete di Professionisti e Associazioni che, nel manifestare il proprio disagio, possa disporre di un ampio e determinato potere contrattuale in grado di incidere sulle scelte dei nostri organi di rappresentanza e del mondo politico.

150K

Se anche un ex Presidente dell’OICE fa l’80% di ribasso…

17 Dicembre 2011

Ormai succede proprio di tutto, dopo la gara gratuita di Manziana, un’altra tragicomica vicenda, figlia del decreto Bersani&Co, segnalata dal sito lavoripubblici.it in un interessante articolo di Paolo Oreto.

La Cassa Nazionale di Previdenza dei Ragionieri e Periti Commerciali, bandisce una gara, naturalmente al massimo ribasso, per l’affidamento di servizi in merito alla certificazione della regolarità catastale del patrimonio immobiliare dell’Ente.

L’importo a base d’asta è di 514.850,00 euro, la gara viene aggiudicata alla società di ingegneria Lenzi Consultant srl che ha fatto un ribasso dell’80% offrendo per l’incarico 100.050,80 euro, la società è iscritta all’OICE.

L’OICE è l’Associazione di categoria, aderente a Confindustria, che rappresenta le organizzazioni italiane di ingegneria, architettura e consulenza tecnico-economica, l’Associazione ha sempre condannato il sistema del massimo ribasso, colpevolizzando sia chi fa la gara, sia chi partecipa facendo ribassi enormi, come si può vedere dall’intervista rilasciata dal suo ex Presidente l’architetto Braccio Oddi Baglioni.

Ora voi vi chiederete di chi è la Lenzi Consultant srl ?

Socio e amministratore unico è colui che il 30 novembre 2009 affermava, in merito alla dignità professionale di chi partecipa con ribassi eccessivi: “il meccanismo di aggiudicazione al prezzo più basso porta a premiare i concorrenti che, pur sapendo di non poter realizzare la prestazione in conformità alla normativa vigente nel rispetto dei costi industriali, decidono di acquisire comunque l’incarico, riservandosi, dopo la sottoscrizione del contratto, di ridiscutere le condizioni e di impugnare ogni punto appellabile con lo scopo di ridefinire il corrispettivo. L’alternativa è la produzione di progetti di scarsa qualità tecnica ed architettonica, incompleti e comunque non conformi alla normativa“.

Si è proprio lui!!! l’arch. Braccio Oddi Baglioni, socio ed amministratore unico della Lenzi Consultant s.r.l., sarebbe facile dire: si predica bene e si razzola male, ma purtroppo, in Italia, siamo abituati a vedere politici, rappresentanti di Istituzioni, di Enti e figure rappresentative a fare il contrario di quello che dicono.

Il vero problema è: se uno come Oddi Baglioni, con una società che nasce addirittura nel 1800, è costretto a fare un ribasso dell’80% per aggiudicarsi una gara, vuol dire che siamo messi proprio male, male, male!!!!

E chi ci rimette sono proprio i giovani, al contrario di quello che si proponeva Bersani, perché una società che fa un lavoro di 500.000 euro con 100.000 euro, la prima cosa che taglia è il compenso dei propri collaboratori, che in taluni casi sono costretti ad assumersi anche delle responsabilità.

Insomma un fallimento totale di una legge che si proponeva di dare spazio ai giovani eliminando il monopolio dei soliti noti e che invece ha prodotto la continuità dei soliti noti, che però devono fare forti ribassi, squalificando la professione e eliminando definitivamente qualsiasi possibilità per un giovane di lavorare.

Oggi il web, a differenza del passato dove tutto rimaneva nascosto, può fare girare le informazioni, come quella che abbiamo appena denunciato, e girando le informazioni forse qualcosa può cambiare, dipende anche da noi.

Aspettiamo eventuali repliche da parte dell’architetto Braccio Oddi Baglioni.