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STUDIO AZZURRO_IMMAGINI SENSIBILI – Passato nel futuro Una retro…prospettiva

18 Aprile 2016

Palazzo Reale, Milano

VideoAmbienti. Luci d’inganni e Lucidi inganni.

Il primo spazio di VideoAmbiente in cui si entra ci porta al 1984, anno in cui a Palazzo Fortuny, a Venezia, prende vita la prima istallazione di Studio Azzurro concepita come un’intera scena totale, come un luogo del fatto e non solo della rappresentazione.

Il progetto è quello de “Il Nuotatore (va troppo spesso a Heidelberg)”, e lo spazio è definito da una prevalente luminescenza azzurra che avvolge lo spettatore e lo accompagna nella visione del percorso che fa un nuotatore, in cui il tempo è scandito da gesti ripetuti, affaticati ed infiniti, interrotti all’improvviso da cento microeventi della durata di pochi istanti,

gettati come una manciata di coriandoli nel corso dell’unico riferimento temporale possibile, il modulo di un’ora determinato dalla lunghezza massima del nastro”

Un ambiente saturo di colore azzurro.

Azzurro come il nome che lo Studio ha scelto di darsi 35 anni fa, Azzurro come un’entità, all’inizio astratta, che nel corso degli anni acquisisce identità e diventa, essa stessa, l’alimento che nutre il loro percorso progettuale lontano e svincolato dal sistema dell’arte tradizionale, Azzurro come

…”è Azzurra l’atmosfera creativa che avvolge il nostro lavoro.

Non identifica la solidità di un gruppo,

ma la leggerezza di una visione che ci accomuna e

che costruiamo giorno per giorno”

Il viaggio ha inizio.

Lo spettatore diventa “spett’attore”.

La mostra racconta una serie di progetti selezionati che hanno segnato la storia di Studio Azzurro dagli anni ’80 fino ad oggi. Ogni sala ospita un Videoambiente, interattivo a seconda del progetto presentato, ed una sequenza di tavole grafiche dove si leggono le idee progettuali da cui nascono i lavori eseguiti, da “Facce di Festa”, film di 60′ in 16mm presentato alla Rassegna L’altro Cinema Europeo a Venezia nel 1980, a “Sipario Elettronico” Ivrea 1985, continuando con “La camera astratta” Opera VideoTeatrale del 1987, “Il Giardino delle Cose” Milano 1992, “Il soffio sull’Angelo” Università degli Studi di Pisa 1997, e le più recenti “Le zattere dei sentimenti” Berlino 2002, “Tarocchi” una sezione della grande Mostra dedicata a Fabrizio De Andrè del 2008 e “Isse_Il Cerchio” studio per danza, gesti e narrazione video Milano 2015.

Questi, solo per citarne alcuni.

Immagini Sensibili. Ambienti sensibili.

Gli ambienti costruiti reagiscono alla presenza fisica ed ai gesti delle persone, avviando così un’esperienza interattiva che varia nel passaggio da una sala all’altra.

“Intorno alla metà degli anni novanta

abbiamo cominciato ad occuparci di interattività in campo artistico.

E’ stata una rivelazione.

Il ruolo del pubblico era già uno dei temi che fondava la poetica del nostro lavoro”

Una poetica che fonda le sue basi sulla socialità, un principio che la costruzione di un “luogo” fa sì che ci sia animando condivisione tra le persone che vi si approcciano, a differenza di una singola “postazione” che richiama, invece, l’individualità della propria esperienza.

Una poetica che incentra la propria ricerca sulle conseguenze che nascono dall’approccio del visitatore al luogo, dove è lo spettatore che con le sue azioni, crea l’esibizione dell’opera.

E’ il gesto diretto dello spettatore che spinge alla relazione tra le differenti azioni che intervengono nell’azione: il vedere, il toccare, il sentire.

“Il corpo e i suoi gesti tornano ad essere

mezzo effettivo di esplorazione dello spazio e strumento conoscitivo primario,

con cui accedere ad una consapevolezza e responsabilizzazione nuove

nei confronti dell’opera”

Tavoli_Perchè queste mani mi toccano?_Triennale Milano 1995

Tavoli_Perchè queste mani mi toccano?_Triennale Milano 1995

Coro_Mole Antonelliana Torino 1995

Coro_Mole Antonelliana Torino 1995

Io non mi lascerò calpestare,

dice il pavimento della sala di Maat,

poiché sono silenzioso e sacro.

Inoltre io non conosco

IL NOME DEI TUOI PIEDI

che si apprestano a calpestarmi.

Parla dunque!

Libro dei Morti degli Antichi Egizi

La mostra si chiude con un nuovo progetto creato apposta per questa esperienza a Palazzo Reale.

La VideoInstallazione interattiva per specchi sensibili è ambientata nella Sala delle Cariatidi e prende il nome di “Miracolo a Milano“.

In questo “ambiente sensibile” lo spettatore, una volta giunto davanti ad uno dei quattro grandi specchi installati, vede, dopo pochi secondi, la sua immagine sparire per far posto a quella di una persona che gli racconta una breve storia della propria vita, a un “Portatore di Storie”.

Questa volta non è lo spettatore che decide a chi rivolgersi o su cosa interagire, ma è la casualità dell’identità della persona che appare che stabilisce l’interazione, così come l’imprevedibilità del cambiamento di vita di alcune persone che, in un tempo di crisi come quello che stiamo vivendo, si sono trovate a far fronte a necessità basilari che prima facevano parte dello svolgersi naturale all’interno della propria condizione economica ed esistenziale.

Miracolo a Milano_Palazzo Reale Milano 2016

Miracolo a Milano_Palazzo Reale Milano 2016

E’ questo il motivo per cui una volta finito il racconto, la persona che parla si sente quasi alleggerita della propria confidenza fatta, e, con un salto, si solleva verso l”alto fino a raggiungere il cielo.

Esplorazione, incontro, interazione, ascolto, osservazione, empatia, curiosità.

C’è tutto in questo viaggio esplorativo,

in questo “salto nel sogno del possibile“…

Foto e riprese dei filmati: Raffaella Matocci
Editing: Giulio Pascali

Entrare Fuori e CorvialeUrbanLab – due passeggiate nell’architettura

17 Gennaio 2012
Segnalo due iniziative di Urban Experience che utilizzeranno come sfondo delle azioni due ambienti architettonici romani.
A Santa Maria della Pietà e dentro il Museo della Mente (allestito da Studio Azurro) per Entrare Fuori e a Corviale per il per un Walk Show in occasione del  CorvialeUrbanLAB.
1. Entrare Fuori nasce dall’affermazione di un paziente psichiatrico, è diventato il motto del Museo della Mente ed oggi viene rilanciato in un progetto di cultura dell’innovazione, per riflettere sul paradosso di chi, internato in un manicomio, si misurava con il mondo esterno. Fuori c’era un mondo in cui integrarsi: si entrava in una società che si evolveva includendo.
Le azioni di Urban Experience nel parco del Santa Maria della Pietà, l’ex-manicomio di Roma, permetteranno di entrare nella memoria di quel mondo separato, emblema dell’alterità e dell’evoluzione di una società che può interpretare le differenze come risorsa.
Questi percorsi saranno caratterizzati dal performing media: walk show, passeggiate radioguidate per valorizzare il territorio attraverso i nuovi media, esplorando uno spazio pubblico utilizzando smartphone, un gioco radiofonico in cui si tratterà della memoria del Santa Maria della Pietà, del suo genius loci. Non si farà spettacolo ma emergerà lo spettacolo della città, creando le condizioni percettive per rilevare le qualità dei luoghi.
Per gli estimatori di Studio Azzurro sarà un’occasione per visitare il Museo della Mente.
Il 19 gennaio alle 17,30 è previsto un Talk-Lab su Performing Media per la cultura dell’innovazione, un seminario di studio con applicazioni di visual thinking per esplicitare le nuove potenzialità della creatività connettiva.
Per la partecipazione (gratuita) ai walk show (18, 19 e 20 gennaio ore 16:00) è vivamente consigliata laprenotazione sul social network a questo link .
2. A Roma, a Corviale, il 20 gennaio, a mezzanotte, torna il WALK SHOW   per il  CorvialeUrbanLAB. Dopo l‘intervento del dicembre scorso, svolto di mattina, per coinvolgere i bambini delle scuole elementari, si ripropone, questa volta a mezzanotte (!) il  “Walk show nel Serpentone” a cura di Urban Experience nell’ambito dei MArteAwards. Si tratta di una passeggiata radioguidata (si parte dal Mitreo, Via M.Mazzacurati 61 alle ore 24)  basata su soluzioni whisper radio all’interno di uno dei condomini più lunghi d’Europa: il cosiddetto “serpentone” di Corviale. Il percorso radioguidato avrà come voci guida alcuni conduttori di Urban Experience, esperti di storia dell’arte di Workinproject, architetti e rappresentanti delle associazioni e delle comunità del quartiere. Lungo l’itinerario saranno utilizzati dei mobtag, codici digitali che permetteranno agli smart phone di linkare a dei video che hanno documentato un particolare percorso emozionale. Tra i repertori video in streaming, da ascoltare in cuffia mentre si esplora il Serpentone, sono previsti anche le documentazioni dell’attività educativa svolta da Workinproject per CorvialeUrbanLab, con i bambini del quartiere, attraverso il restyling ludico-creativo delle architetture di Corviale.