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Come si difende la dignità della professione

Il giorno 19 aprile corrente mese, in sede di assemblea di bilancio consuntivo, unica sede insieme alla assemblea di bilancio preventivo che l’Ordine di Roma concede agli iscritti per un confronto pubblico, il sottoscritto ha aspramente criticato l’operato del Presidente e del Consiglio per non avere agito nei tempi opportuni contro l’affidamento di una consulenza, a titolo gratuito, in corso d’opera, per la modifica del progetto relativo alla sistemazione di piazza S.Silvestro, da parte dell’amministrazione capitolina, al prof. Paolo Portoghesi.

Tale illecito, così da noi definito dalla descrizione della vicenda data dai giornali, fu rilevato da Amate l’Architettura e fu evidenziato in una lettera spedita al Presidente dell’Ordine circa 6 mesi fa, cioè in tempo per bloccare il progetto prima che venisse eseguito.

Tuttavia l’Ordine ha preso posizione tardivamente, cioè a piazza finita (perciò inutilmente), solo pochi giorni fa, dopo un commento critico di Umberto Croppi, ex assessore alle politiche culturali del Comune di Roma.

Questo è quanto ho contestato al presidente Schiattarella in assemblea e a questo mi è stato risposto di: “stare attento a quello che si dice perché noi abbiamo verificato la procedura e risulta tutto regolare“.

Bene, avete verificato ed è tutto in ordine.

Illustre Presidente la condizione che permette di affermare che “….risulta tutto regolare..” discende dall’aver verificato, Lei caro collega, che a Portoghesi è stato affidato un incarico  con parcella inferiore a 20.000,00 euro (e non gratuito). Solo in questo caso il Codice prevede la possibilità di affidamento diretto senza pubblicità e senza gara.

E allora, caro Presidente, in questi casi si fa una dichiarazione pubblica, anche a pagamento, nella quale si chiede al Comune di Roma di rettificare quanto dichiarato dal sindaco Alemanno (la consulenza a titolo gratuito di Paolo Portoghesi) perché, così come è stato dichiarato dal sindaco, si raffigura un illecito amministrativo, in quanto il Codice dei Contratti pubblici (Decreto Legislativo 12 aprile 2006, n. 163) non prevede la “consulenza” negli appalti pubblici, tanto meno a titolo gratuito.

Che si veicolino informazioni di questo genere è lesivo del decoro della professionalità degli architetti perché si svaluta il giusto valore al loro lavoro.

E’ questo, caro presidente Schiattarella, un problema deontologico, ben più grave dell’offrire la propria prestazione professionale a pochi euro su Groupon (come nel caso della collega Fastoso, unico caso di intervento rapido, sanzionatorio e implacabile che Lei si è concesso su questo tema).
Non ci venga solo a dire che è tutto in ordine (o in Ordine?), ma si adoperi per difendere efficacemente il decoro professionale di noi architetti romani, di fronte ad una amministrazione pubblica che lo ha ripetutamente violato.

Piazza San Silvestro: avevamo denunciato tutto sei mesi fa

Il Movimento “Amate l’Architettura”, in merito alle presunte irregolarità sulle modalità di incarico all’Architetto Portoghesi per la sistemazione di Piazza San Silvestro, aveva denunciato tutto e segnalato all’Ordine degli architetti nel mese di ottobre 2011, (vedi post).

In questi giorni sono apparse numerose agenzie di stampa che riportano dichiarazioni di politici e personalità in cui si sollevano dubbi e perplessità in merito alla sistemazione di Piazza San Silvestro:

Ciò che più stupisce è la dichiarazione del Presidente dell’Ordine degli Architetti di Roma Schiattarella (vedi link) a cui noi di Amate l’Architettura avevamo segnalato il caso nel mese di ottobre 2011, ma senza alcun seguito da parte sua.

Probabilmente, dopo aver partecipato alla manifestazione di RETE ATTIVA PER ROMA, (dove compare ancora tra i testimonial), per rilanciare la candidatura a sindaco di Roma di Alemanno, il Presidente dell’Ordine si è accorto che qualcosa non va nella gestione degli incarichi a Roma.

Noi ce ne siamo accorti da tempo e abbiamo ripetutamente denunciato all’Ordine le problematiche, chiedendo anche di aprire dei procedimenti deontologici nei confronti degli architetti che hanno accettato incarichi gratuiti contro legge dal Comune, ma si sa i docenti universitari non si toccano e infatti a distanza di più di un anno non è avvenuto assolutamente nulla.

La situazione a Roma degli incarichi pubblici è drammatica, non si fanno più concorsi, non si fanno neanche le gare tutto è in mano a Risorse per Roma, Zetema e qualche incarico diretto.

Possibile che nessuno faccia qualcosa?

Guardate questo incarico di Risorse per Roma, vi sembra normale che si possa dare attraverso una società del Comune di Roma un incarico diretto di 280.000 € a un collega architetto ?

Bisogna fermare questi continui abusi con la complicità delle Istituzioni che dovrebbero garantire il rispetto delle leggi.

Alleghiamo la nostra comunicazione del 09 ottobre 2011, inviata anche al Presidente dell’Ordine, che deve averla letta con 6 mesi di ritardo:

Amate l’Architettura segnala che l’incarico del Sindaco Alemanno  all’Architetto Portoghesi è contro legge !!!

Con l’aggravante dell’incarico gratuito inventato da Alemanno e sperimentato già in via Giulia e con Renzo Piano.

Le procedure per l’affidamento di incarichi pubblici di progettazione stabilite dal CODICE DEI CONTRATTI – (DLgs. n. 163/2006) – l’Art. 91. comma 8, determinano che:

E’ vietato l’affidamento di attività di progettazione ……….. a mezzo di contratti a tempo determinato o altre procedure diverse da quelle previste dal presente codice.

Nelle Linee Guida per l’affidamento dei servizi attinenti all’Architettura ed all’Ingegneria dell’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici di LavoriServizi e forniture – (Determinazione n. 5 del 27 Luglio 2010) – si ricorda che:

In relazione all’affidamento di attività di supporto alla progettazione,  si ribadisce quanto affermato  con la deliberazione  n. 76/2005 in merito al fatto che  la  “consulenza” di ausilio alla progettazione di opere pubbliche nel quadro  normativo nazionale non è contemplata.

Peraltro, la consulenza alla progettazione non appare riconducibile alle  attività a supporto del responsabile unico del procedimento. Pertanto, gli eventuali soggetti  esterni individuati possono supportare il responsabile unico del procedimento  nelle sue attività di coordinamento e vigilanza sulla progettazione, fermo  rimanendo che la progettazione è compito di esclusiva competenza del progettista.

Inutile dire che l’Ordine degli Architetti non è intervenuto, i Sindacati, l’Autorità di Vigilanza e le Istituzioni preposte al controllo non hanno mosso un dito per denunciare questo ennesimo scandalo.

Non si può continuare ad assistere a continue infrazioni della legge senza che nessuno intervenga, le istituzioni dormono mentre i professionisti stanno morendo.

L’illegalità dell’incarico a Portoghesi è soltanto la cima dell’iceberg, qui ci troviamo di fronte ad un operazione completamente sbagliata da tutti i punti di vista, quello culturale, urbanistico, legale, architettonico.

Perché non c’è una sola piazza o strada del centro storico di Roma che sia stata riqualificata mediante l’uso di un concorso di progetazione aperto a tutti?

Nonostante il REGOLAMENTO DI ATTUAZIONE DEL CODICE DEI CONTRATTI – D.P.R. N. 207/2010 Art. 252 Comma 3, prevede che: Quando la prestazione riguarda la progettazione di lavori di particolare rilevanza sotto il profilo architettonico, ambientale, storico-artistico, conservativo, nonché tecnologico, ai sensi dell’articolo 3, comma 1, lettera l), le stazioni appaltanti riportano nel bando di gara di aver valutato, in via preliminare, l’opportunità di applicare la procedura del concorso di progettazione o quella del concorso di idee ai sensi dell’articolo 91, comma 5, del codice.

E’ possibile che da 20 anni ad oggi la sistemazione delle più belle piazze del mondo deve essere affidata ai tecnici comunali dell’Ufficio Progetti Città Storica?

E’ possibile che tra 17.000 Architetti di Roma non ci siano nessuno capace di far meglio?

Amate l’Architettura

Movimento per l’Architettura Contemporanea



Schiattarella è nella squadra di Alemanno?

Oggi, 25 marzo 2012, è nata ufficialmente la “Rete Attiva per Roma“, una nuova Associazione per rilanciare la candidatura a sindaco di Roma di Alemanno.

La manifestazione si è svolta a Roma negli Studi De Paolis sulla Tiburtina, erano presenti volti più o meno noti del mondo dello spettacolo come Giorgio Albertazzi, Lino Banfi, Stefano Moccia, dello sport, come Petrucci e Pescante ma soprattutto della politica che appoggiano la candidatura di Alemanno a Roma, come riportato sui vari quotidiani on line (repubblica, corriere della sera).

Era presente il pdl romano al gran completo più l’udc, una manifestazione, quindi, di esclusivo significato politico.

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Tra Moccia, Lino Banfi e la Meloni era presente il nostro Presidente dell’Ordine Amedeo Schiattarella che ha fatto anche un intervento sul futuro della nostra città e sul ruolo dell’Ordine degli Architetti di Roma per migliorare la città.

Il Messaggero di venerdì cita il nostro Presidente tra gli aderenti alla rete attiva, nel sito di romacapitalenews viene inserito tra i testimonial dell’associazione per il sindaco Alemanno,

E’ inutile ricordare che ciascuno è libero di avere le proprie idee politiche, fino a ieri il nostro Presidente non ha mai nascosto, ma anzi ha sempre dichiarato, sbagliando secondo me, la sua propensione al centro sinistra.

Possibile che non si rende conto che un Presidente di un Istituzione pubblica come l’Ordine degli Architetti, che rappresenta 17.000 iscritti non si deve schierare in maniera pubblica dal punto di vista politico?

Possibile che non si rende conto che partecipare ad una “manifestazione politica” che serve a rilanciare la ricandidatura di Alemanno a Sindaco di Roma, come quella di oggi significa far capire all’esterno che i 17.000 architetti romani stanno con Alemanno?

Possibile che non capisce che quando partecipa a simili manifestazioni non può andarci come singolo cittadino ma ci va come Presidente di un Ordine di 17.000 persone?

Il fatto, poi, che il Segretario dell’Ordine di Roma faccia parte del Consiglio Direttivo di Rete attiva X Roma non è un’attenuante, ma se mai un’aggravante.

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Negli ultimi anni siamo abituati alle azioni o all’assenza di azioni del nostro Presidente che hanno mancato di opportunità e adeguatezza, saranno gli iscritti a giudicarne il comportamento alle prossime elezioni.

Per parlare di Architettura, uno dei temi di cui vorremmo occuparci maggiormente come amate l’architettura, ma siamo spesso costretti a parlare di altro perché non si può far finta di niente, dobbiamo evidenziare una frase del sindaco Alemanno nel suo discorso di oggi alla presentazione di rete attiva X Roma:

Come si può non volere case vivibili, progettate da un grande architetto, al posto delle torri di Tor Bella Monaca?

Il grande architetto sarebbe Leon Krier (se vogliamo essere pignoli non si è mai laureato in architettura, ma questo non significa nulla), le case vivibili le avete mai viste?

Soltanto per questa frase un architetto che si rispetti non doveva partecipare alla convention del sindaco.

La situazione di Tor bella Monaca è complessa, ce ne siamo già occupati come amate l’architettura, ma concentrandoci soltanto sull’architettura, ci rendiamo conto che ci vogliono propinare un progetto del genere ?

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Assemblea di bilancio dell’Ordine di Roma: la Fondazione a tutti i costi

Lunedì 19 marzo si è svolta, presso l’Acquario romano, l’Assemblea di bilancio preventivo dell’Ordine degli Architetti di Roma, una riunione che si preannunciava molto accesa già dalla lettera che il Cesarch ha inviato ai propri iscritti alcuni giorni prima e che ha costretto il Presidente Schiattarella a “precettare” tutti gli uomini possibili.

Nell’ordine del giorno è stato inserito, oltre all’approvazione del bilancio preventivo 2012, la costituzione della Fondazione dell’Ordine.

La Fondazione, che è pagata con i soldi degli iscritti, è stata imposta dal Presidente dell’Ordine che  ha respinto tutte le proposte che sono state fatte, tra cui:

– rimandare la nascita della Fondazione a settembre, quando si conoscerà nell’ambito della riforma degli Ordini, la nuova norma sulla formazione permanente;

– discutere in assemblea le modalità di creazione della Fondazione, tra cui i finanziamenti, le nomine dei membri del Consiglio di Amministrazione, le finalità, permettendo agli iscritti di esprimere le proprie considerazioni ;

– coinvolgere il Centro Studi degli Architetti dell’Ordine di Roma (il Cesarch) nato più di 20 anni fa come organo indipendente per gestire la formazione e voluto dall’Assemblea degli iscritti, nella creazione della Fondazione;

– separare la votazione del bilancio da quella della Fondazione.

Tutto è stato inutile, il nostro Presidente, incollato alla poltrona da quasi 15 anni, ha detto no!! decide lui per tutti noi e poi ci fa sapere, la Fondazione è l’ultimo baluardo a cui attaccarsi per conservare una poltrona nei prossimi anni.

Dopo alcuni interventi appassionati, si è passati velocemente alla votazione del bilancio, i “precettati” avevano fretta di andare via, il Presidente da vecchio politico esperto ha blindato la Fondazione non permettendo una votazione a parte ma inserendola nella votazione del bilancio, su 145 presenti, 96 hanno votato a favore e 48 contro, (non si ricorda negli ultimi 20 anni un numero così alto di voti contrari).

Tra coloro che hanno votato a favore, se si tolgono i consiglieri dell’Ordine (15), i responsabili delle società dell’Ordine (acquario romano srl, prospettive edizioni srl), i dipendenti delle società, i consulenti, i componenti delle commissioni dell’ordine, i collaboratori, quelli già nominati nella fondazione, (tutte persone che percepiscono uno stipendio, un rimborso spese o un gettone dall’Ordine) e quelli a cui è stato già promesso qualcosa, non rimane praticamente nessuno !!

Il problema principale è che i nostri colleghi non partecipano alle Assemblee di bilancio e fanno molto male perché permettono a una “minoranza” che non ha più alcun consenso tra gli iscritti, di fare il bello e cattivo tempo gestendo in maniera privatistica i nostri soldi.

L’unica cosa che possiamo fare è informare gli iscritti nella speranza di una maggiore partecipazione, la rete ci può aiutare, segnaliamo il post dell’Associazione iva sei partrita molto attiva tra i giovani colleghi.

Pubblichiamo l’intervento in Assemblea della nostra collega Eleonora Carrano che ha avuto un lungo applauso da coloro che partecipavano liberamente alla riunione e che non ha avuto alcuna risposta esauriente dal nostro Presidente:

Premesso che:

il R.D. 23 ottobre 1925, n. 2537 Approvazione del regolamento per le professioni d’ingegnere e di architetto (2). Pubblicato nella Gazz. Uff. 15 febbraio 1926, n. 37.(2) Modifiche ed integrazioni alla disciplina dell’ordinamento,sono state apportate dal D.P.R. 5 giugno 2001, n. 328.

Visto che:

Sezione II – Del Consiglio dell’Ordine di Approvazione del regolamento per le professioni d’ingegnere e di architetto art37.

Il  consiglio dell’Ordine, oltre alle funzioni  attribuitegli  dal  presente regolamento dovrebbe determinare  il contributo annuale da corrispondersi da ogni iscritto per il funzionamento dell’Ordine per le seguenti funzioni:

1) vigilare sul mantenimento della disciplina fra gli iscritti

2) prendere i provvedimenti disciplinari;

3) curare che siano repressi l’uso abusivo del titolo di ingegnere e di architetto e l’esercizio abusivo della professione.

4) determinare  il contributo annuale da corrispondersi da ogni iscritto per il funzionamento dell’ordine,

5) compilare ogni triennio la tariffa professionale (ora abolita, n.d.r.)

6) dare i pareri che fossero richiesti dalle pubbliche amministrazioni su argomenti attinenti alle professioni di ingegnere e di architetto.

SI OSSERVA CHE

1) quanto riportato all’Ordine del giorno, ovvero: “costituzione della fondazione dell’ordine” è in assoluta discordanza con quanto previsto dal r.d. 23 ottobre 1925, n. 2537,  così come del resto lo sono la costituzione di s.r.l.  quali la “prospettive edizioni s.r.l.”  e  “acquario romano srl” finanziate con il contributo annuale degli iscritti e delle quali l’Ordine si è dotato da circa un decennio.

2) Ancora più grave è la modalità con la quale questo Consiglio costituito da sole 15 persone abbia  inteso far passare la costituzione di una  “fondazione” mettendola al voto all’ordine del giorno come costituisse fatto e diritto, senza informare e consultare  previamente i suoi 17.000 iscritti circa l’utilità e l’opportunità dell’iniziativa dal momento che – ci sembra di capire – tale fondazione dovrebbe essere avviata con il contributo degli iscritti.

3) Vogliamo ricordare che, quando fu costituito il CesArch nel 1991/1992 l’allora Presidente e Consiglio, indissero  una riunione tra gli iscritti all’Ordine e,  solo successivamente, dopo aver illustrato, discusso e accettato le proposte pervenute dagli iscritti, organizzarono una nuova riunione per la costituzione notarile del CesArch, con la presenza e sottoscrizione dell’atto costitutivo di un discreto  numero di colleghi.

4) Ma tale anomalia è solo l’ultima di una serie di cui questo Consiglio  si rende protagonista. Anche la singolare costituzione delle SRL (finanziate  in parte o totalmente?) con il contributo annuale degli iscritti che dovrebbero costituire una opportunità per tutti, sono appannaggio di pochi eletti. La scorsa assemblea, era stato messo in evidenza come fosse assolutamente inopportuno che la direzione della casa editrice Prospettive edizioni, così come la gestione della stampa della discussa rivista AR (a metà tra il bollettino e la pretesa di una rivista con contenuti culturali) con costi di produzione esosi denunciati in più occasioni a questo Consiglio, fosse diretta da ben 10 anni dallo stesso professionista in totale assenza di un costruttivo contraddittorio nella figura  di un suo comitato scientifico.

5) Si era infatti portato ad esempio  in assemblea, (pag.22 del verbale del 28.04.2011)  il caso spagnolo ove in regime di trasparenza assoluta, a cadenza biennale, viene messa a concorso sia la direzione della rivista che della casa editrice indicando con inequivocabile chiarezza, quali saranno i compensi per le attività previste. La sottoscritta, si era persino adoperata -inutilmente, va detto – per far pervenire a questo Consiglio  il bando di concorso (sic!) Ovviamente, il Consiglio non ha recepito le ampiamente condivise istanze di quanti sono intervenuti in assemblea e non ha seguito, né l’esempio spagnolo né nessun altro che garantisca agli iscritti una democratica e meritocratica alternanza della gestione della rivista e della  casa editrice.

6) Ad oggi infatti, dopo oltre un decennio, agli iscritti all’ordine di Roma, non è dato  conoscere -di grazia – quanto l’arch. Presta (e la sua consorte) da 10 anni alla guida della Prospettive Edizioni srl, percepisca in qualità di direttore della medesima casa editrice, né quanto gli venga corrisposto come Presidente del Consiglio di Amministrazione della Prospettive Edizioni srl. In questa sede lo gradiremmo  sapere.

7) A seguito delle critiche espresse in assemblea, questo Consiglio, dopo oltre un decennio, con delibera del 20 luglio 2011 ha acconsentito ad istituire una Commissione scientifica (sebbene il presidente Schiattarella avesse dichiarato già nell’assemblea del 28.04.2011 pag.28-29 che “in consiglio era già stato nominato il comitato tecnico scientifico” ) ebbene, a distanza di 8 mesi dalla nomina  di  tale  Comitato scientifico per la Società Prospettive Edizioni, composto da 6 membri, si è purtroppo già persa ogni traccia prima ancora che entrasse in azione  a quanto pare, visto  che  lo stesso, neppure è menzionato nel sito ufficiale di Prospettive edizioni. http://www.prospettivedizioni.it/

8) a proposito dei costi di produzione della discussa rivista AR, già sottoposti  in passato all’attenzione di questo Consiglio perchè  “ fuori mercato”:  si rileva un andamento degli stessi,  quanto meno schizofrenico, per il costo della sola stampa,  passata dai 120.000 euro nel 2003, ai 178.000 del 2009, ai 100.000 del 2011 ai 127.000 euro attuali, senza che questi abbiano una qualche sincronia con l’incremento o meno degli iscritti (attualmente 17.000 ma nel 2003 erano 13.000), gradiremmo chiarimenti in merito.

9) Va inoltre precisato che, quanto affermato dal presidente Schiattarella nell’assemblea del 28.04.2011 alla pag.29 ovvero che “il costo editoriale  di AR è  pari a zero” non risponde alla realtà dei fatti.  Infatti, per l’attività di redazione di AR, la sig.ra Aprosio percepisce circa 16.000 euro annui che vanno a sommarsi ai costi della sola stampa – quest’anno stimati intorno a circa 110.000 euro ma nel 2009 erano 178.000 euro  – di  una rivista che peraltro non ha il gradimento della maggior parte degli iscritti.

10) Sempre nel nome della trasparenza, sarebbe opportuno che il Consiglio informasse gli iscritti della circostanza che vede un professionista prestare la sua opera in un  incarico fiduciario  presso l’Ordine – quale è quello di gestire il denaro degli iscritti – condannato  in sede di commissione deontologica a ben due provvedimenti disciplinari. Ricordiamo quanto pronunciato dall’allora Garante Stefano Rodotà, respingendo la richiesta della legge sulla  privacy che «non ha modificato la disciplina legislativa relativa al regime di pubblicità degli albi professionali e alla conoscibilità degli atti connessi,  e che tali albi sono destinati per loro stessa natura e funzione ad un regime di piena pubblicità, anche in funzione della tutela dei diritti di coloro che a vario titolo hanno rapporti con gli iscritti agli albi».

11) Per concludere, in linea con quanto espresso sopra e con riferimento al  R.D. 23 ottobre 1925, n. 2537 e successivi, in merito al preventivo del bilancio proposto dal consiglio dell’Ordine ci chiediamo: _ perchè mai gli iscritti dovrebbero finanziare  tale “mediarch” euro 25.000? (preventivo  pag. 3 )

_ cosa sono le “Azioni esterne promozione e tut. Profess.” alla pag 4 capitolo B.1.6) – SPESE TUTELA PROFESS. per la cifra di euro  452.309,06? in cosa differisce dalla voce “Promozione internalizzazione” ?

_ e perchè mai sotto la voce B.1.6) – SPESE TUTELA PROFESS. Compare il “Fondo pubblicazioni- volumi di architettura” per euro 40.000?  Perchè gli iscritti, privi persino della supervisione di un comitato scientifico operativo, dovrebbe voler finanziare tali “volumi di architettura”?

_ e come mai questa voce non è comparsa fino al 2011, sebbene la casa editrice Prospettive srl esista dal 2001? come finanziava i volumi pubblicati?

_ fa parte della tutela professionale, per es, finanziare un libro di un consigliere dell’Ordine in carica?

_ Alla pag.5 “B.2) USCITE IN CONTO CAPITALE” sono stati stanziati 50.000 euro, sarà mica il fondo per la futura fondazione? Altrimenti, in quale di capitolo di spesa compare la costituzione della “Fondazione” posta  all’ordine del giorno che si chiede agli iscritti di votare e nel cui bilancio di previsione, tale voce neppure compare?

_ alla pag.3, le SPESE PER IL PERSONALE ammontano alla straordinaria cifra di  euro 788.000,00 come è possibile, se l’Ordine ha solo 14 dipendenti? Vengono per caso pagati, con questi denari anche i dipendenti della srl “Acquario Romano”? Per la legge sulla trasparenza, vorremmo pubblicati in rete i nomi del personale e quanto questi percepiscano singolarmente.

Un anno di amate l’architettura

31 Dicembre 2011

Il 2011 è finito, anno nefasto per la professione, noi di amate l’architettura ci siamo impegnati per denunciare casi di clamorose illegalità e mancanze di intervento da parte delle Istituzioni, l’architettura e gli Architetti sono diventati sempre più inutili socialmente.

Ci impegneremo nel 2012 per invertire la tendenza che porta al declino della professione dell’architetto e dei liberi professionisti, indispensabili per la qualità dell’architettura nel processo di trasformazione del territorio, promuovendo una mobilitazione tra i professionisti, le Associazioni, gli Enti e le Istituzioni nel campo dell’architettura, si comincia il 3 febbraio 2012 con 150K ARCHITETTI.

UN ANNO DI AMATE L’ARCHITETTURA:
  • nel mese di gennaio abbiamo segnalato l’illegalità diffusa nell’assegnazione degli incarichi pubblici in Italia, lamentando la latitanza dell’Ordine degli Architetti e del Consiglio Nazionale;
  • nel mese di gennaio abbiamo segnalato i paradossi del progetto di Alemanno di demolire Tor Bella Monaca di cui non si parla più;
  • nel mese di febbraio abbiamo denunciato la vergogna del decreto milleproroghe che ha portato a tre, il limite dei mandati per i Consiglieri dell’Ordine, limite recentemente emanato (prima non esisteva), permettendo a coloro che siedono sulla stessa poltrona da 15 anni e più di ripresentarsi alle prossime elezioni e successivamente abbiamo evidenziato le incongruenze, tra le dichiarazioni in merito, del Presidente Schiattarella;
  • nel mese di febbraio abbiamo denunciato il caso di via Giulia inviando una lettera al Sindaco Alemanno e al Consiglio dell’Ordine, con il risultato che non si è dato seguito all’iniziativa e il Sindaco ha annunciato un concorso aperto a tutti;
  • nel mese di marzo abbiamo denunciato alcune incongruenze del bilancio dell’Ordine segnalando alcune questioni relative alla casa Editrice Prospettive Edizioni, i primi effetti sono stati una riduzione dei costi di alcune voci e l’approvazione di un regolamento interno per gli incarichi dell’Ordine;
  • nel mese di marzo abbiamo segnalato alcune incongruenze nelle prime dichiarazioni pubbliche del neo Presidente del CNA Leopoldo Freryie;
  • nel mese di aprile abbiamo segnalato il caso dell’architetto Fastoso dove l’Ordine è prontamente intervenuto a differenza di via Giulia, dove non ci risulta alcuna presa di posizione nei confronti dei docenti universitari come segnalato da Progetti e Concorsi;
  • nel mese di maggio abbiamo appoggiato l’iniziativa di Progetti e Concorsi in merito alla Legge per l’Architettura inviando alcuni nostri suggerimenti;
  • nel mese di maggio abbiamo segnalato la nascita di un nuovo blog e Associazione ivaseipartita che si occupa del problema delle finte partite iva in Italia;
  • nel mese di maggio abbiamo segnalato il caso della Presidenza della giuria di un concorso di architettura svolta da un geometra;
  • nel mese di maggio abbiamo inviato una lettera al presidente Nazionale dei Geometri per rispondere alle sue gravi affermazioni fatte in una sua comunicazione ai Collegi provinciali, la lettera è stata una delle tante azioni nei confronti del CNA, CNI e CNG per indurli ad occuparsi del problema delle competenze professionali, recentemente si sono impegnati ad aprire un tavolo di concertazione aspettiamo i fatti;
  • nel mese di giugno abbiamo organizzato un evento sul ponte della Musica di Roma per salutare una nuova architettura della città di Roma, fenomeno sempre meno frequente da quando c’è Alemanno;
  • nel mese di luglio abbiamo denunciato il caso di Pietralata dove l’Università ha incaricato due Dipartimenti della facoltà di Architettura di Roma di progettare un’opera da 100 milioni di euro contro ogni normativa, il rettore ha risposto ad una nostra lettera a cui daremo seguito con un’altra comunicazione per andare in fondo alla questione a differenza dell’Ordine che si è comportato da Ponzio Pilato;
  • nel mese di ottobre abbiamo denunciato il caso di Piazza san Silvestro a Roma dove il Sindaco Alemanno ha dato un incarico illegittimo a Portoghesi, nessuno si è preoccupato più di tanto, approfondiremo la questione con l’Autorità di Vigilanza;
  • nel mese di novembre abbiamo segnalato il caso dell’Architetto Zampolini, esprimendo le nostre perplessità sulla latitanza degli ordini in merito alla deontologia professionale, è nato un polverone sui quotidiani nazionali;
  • nel mese di dicembre abbiamo segnalato il caso del Comune di Manziana che ha bandito una gara per un incarico gratuito, il Comune ha ritirato il bando;
  • nel mese di dicembre abbiamo segnalato il caso di ex presidente dell’OICE che ha vinto una gara con l’80% di ribasso quando in precedenza aveva condannato nettamente i professionisti che facevano questi ribassi;

Continueremo nel 2012 ha compiere le nostre azioni per il bene della collettività e per la qualità dell’architettura che è un valore culturale che appartiene a tutti.

Non sempre le nostre azioni hanno avuto un risultato concreto, ma i rappresentanti di Istituzioni, Ordini, Università e Consigli Nazionali d’ora in poi sanno di essere osservati e controllati in quello che fanno, ma soprattutto in quello che non fanno.

Comune di Manziana: incarico “gratuito”

Era facilmente prevedibile che sarebbe andata a finire così, tutto è iniziato il 04 luglio 2006 con il famigerato decreto Bersani (DL n. 223 /2006) , che si prefiggeva di tutelare i consumatori, promuovere la concorrenza, snellire le pratiche burocratiche, poi sono arrivate le manovre estive, la crisi economica, il pressing dei poteri forti (banche, confindustria, massoneria, speculatori), la campagna di aggressione agli ordini e ai professionisti da parte dei mass media e il gioco è fatto.

Si comincia con incarichi con il 60%/70% di ribasso e poi si arriva all’incarico gratuito, Bersani & Co possono ritenersi soddisfatti sono riusciti a promuovere a tal punto la concorrenza che il consumatore può rivolgersi tranquillamente al professionista in maniera gratuita, peccato che non ci sono riusciti con le compagnie telefoniche, le banche, le assicurazioni, le compagnie energetiche, le compagnie petrolifere e via scorrendo.

Mi sarebbe tanto piaciuto avere un contratto telefonico a canone gratuito, in realtà l’unica categoria colpita è stata quella dei professionisti perché gran parte delle disposizioni “sacrosante” nei confronti delle banche, assicurazioni etc sono state aggirate come avviene sempre in Italia.

Non credete che un Comune possa fare un bando per un incarico gratuito?

Purtroppo è tutto vero, se non ci credete scaricate il bando.

COMUNE DI MANZIANA -Provincia di Roma- AREA LAVORI PUBBLICI

largo G. Fara, l – 00066 Manziana (Roma)

Prot. n. 26054 del 16/11/2011

INDAGINE DI MERCATO

OGGETTO: indagine di mercato per individuare il/i tecnico/i a cui affidare direttamente

INCARICO GRATUITO

di verifica della progettazione esecutiva, prot.24826 del 28/10/2011, dei lavori di consolidamento statico plesso scolastico di via Pisa’.

“I professionisti verranno scelti dal Responsabile del Procedimento, a suo insindacabile giudizio, tenendo conto del principio di rotazione, parità di trattamento, non discriminazione proporzionalità e trasparenza”

L’INCARICO È GRATUITO

Il Responsabile dell’ Area LL.PP.

ing. Piera Bocci

Bisogna anche avere dei requisiti minimi per partecipare, ma non preoccupatevi è garantita la rotazione.

Ci congratuliamo con l’Ordine degli Architetti di Roma e provincia che è prontamente intervenuto inviando una diffida il 25 novembre in cui si fa notare la palese violazione sia del D.Lgs. 163/2006 Codice dei Contratti Pubblici, sia dall’art.2233 del Codice Civile, sia dalle norme di deontologia professionale .

La diffida dell’Ordine a cui si sono aggiunte quella del sindacato Inarsind e di altri ha avuto un effetto immediato, in quanto il responsabile dei LLPP del Comune Ing. Piera Bocci ha annullato la procedura di bando con nota prot. 27354 del 30 novembre facendo sostanzialmente marcia indietro sull’iniziativa.

Questo ci dimostra che quando l’Ordine interviene con forza e con tempestività si riesce, in soli 5 giorni, ad annullare procedure che rischiano di alimentare un sistema a catena che ci porta alla distruzione del ruolo del professionista.

Non riusciamo a capire, allora, perché nel caso di via giulia (da noi segnalato quasi un anno fa) e di piazza San Silvestro a Roma (segnalato nel mese di ottobre), l’Ordine non sia intervenuto, nonostante le nostre sollecitazioni.

Si tratta in entrambi i casi di incarico gratuito.

Il mancato rispetto sia del D.Lgs. 163/2006 Codice dei Contratti Pubblici, sia dall’art.2233 del Codice Civile, sia dalle norme di deontologia professionale come vale nel Comune di Manziana dovrebbe valere anche nel Comune di Roma, o no?

Si è detto che, nel caso di via giulia, non si è trattato di un incarico ma di una consultazione.

In verità i professionisti incaricati hanno fatto un progetto con l’impiego di risorse e mezzi, sono stati fatti rendering di buona qualità, plastici, elaborati complessi, hanno lavorato i collaboratori, non credo gratis, è stata fatta una mostra, quindi non si capisce perché non dovrebbe essere considerato un incarico.

Nel caso di Portoghesi, la piazza la stanno realizzando, ci sono tanto di fotografie del sindaco con il maestro che presentano il progetto, il progetto di Portoghesi è completamente diverso da quello fatto inizialmente dai tecnici dell’Ufficio Progetti Città Storica, non si può negare che è stato un incarico e non si può negare nemmeno che sia stato un incarico gratuito.

Se vogliamo cambiare le cose dobbiamo imparare a smettere di essere forti con i deboli e deboli con i forti.

COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA

Art. 3.

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

Esiste ancora la Deontologia Professionale ?

L’articolo del Fatto Quotidiano di Luigi Franco di alcuni giorni fa, ha riacceso un dibattito in merito alla deontologia professionale, argomento che avrei voluto affrontare da molto tempo.

Quando mi sono iscritto all’Ordine, insieme al timbro, mi sono state consegnate le norme deontologiche, era un testo bellissimo di cui mi sono subito innamorato, ma oggi non è più lo stesso è stato più volte rimaneggiato e sono stati eliminati punti importantissimi come quello relativo alla pubblicità e altri che garantivano le qualità morali del professionista.

In merito vi è anche un giallo perché gli iscritti all’Ordine di Roma non sanno con precisione a quali norme si devono rifare, in quanto il CNA ha recentemente cambiato le norme, eliminando punti fondamentali come quelli sulle incompatibilità, l’Ordine di Roma non le ha adottate, facendo riferimento ad alcuni regolamenti che attribuiscono agli Ordini provinciali l’autonomia in merito, ma il CNA si richiama ad una sentenza della Cassazione che dice il contrario, ne risulta una grande confusione.

Nella mia esperienza più che decennale con l’Ordine degli Architetti di Roma e non solo, mi sono sempre chiesto come mai i casi di condanna, (sospensione o radiazione), fossero così limitati o quasi inesistenti, con il tempo ho capito che qualcosa non funziona.

Se ne sono accorti anche a Palermo dove è nato recentemente il Comitato Professionisti liberi impegnato a far rispettare la legalità anche tra i professionisti, hanno redatto un Manifesto e incalzano gli Ordini Professionali affinché intervengano nei confronti dei Professionisti condannati e non rispettosi delle norme deontologiche.

Il Libro DisOrdini di Alessandro Maria Calì, (un ex presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Palermo), mi ha confermato e chiarito una serie di aspetti importanti sul tema della deontologia professionale, vi cito una frase illuminante: “Se vogliamo dimostrare a chi dice che gli Ordini sono inutili che si sbaglia, allora dobbiamo fare in modo che esercitino con maggiore efficacia il ruolo di magistratura interna. Se continuiamo a non radiare nessuno allora il rischio è che vincano i fautori dell’abolizione degli Ordini. Nessun Ordine potrà più dire: se la sentenza non è definitiva noi non possiamo fare niente“.

Non credo che ci sia niente di più attuale in questa affermazione, in un momento dove gli Ordini e i Professionisti sono sotto il tiro incrociato della politica, dei mass media, dei poteri forti e dell’economia, non a caso spuntano libri come: “I veri intoccabili” di Franco Stefanoni, dove ci dipingono come una casta, dicono: “il 44% degli Architetti e figlio di Architetti” “una macchina del privilegio, con meccanismi e regole scritte e non scritte“.

Il neo Ministro  Fornero ha recentemente affermato: “.…. non si può prescindere dall’abolizione delle ingiustificate posizioni di privilegio che perdurano tra molte categorie difficilmente annoverabili tra i bisognosi, come i liberi professionisti con le loro casse e i politici con i loro vitalizi.”

E’ chiaro che non si rendono conto della realtà, vi ricordo che nel 2010 un terzo degli architetti liberi professionisti, ha guadagnato meno di 10.000 euro (dati inarcassa), ma è altrettanto chiaro che gran parte della responsabilità di questa situazione è nostra e di chi ci ha rappresentato sia a livello nazionale che locale.

Nel tempo non abbiamo più fatto quello per cui eravamo nati e questo ci ha fatto perdere di credibilità, ma soprattutto ha fatto svanire, nella consapevolezza dei cittadini,  l’utilità sociale e il ruolo che gli ordini avevano nella tutela della popolazione.

Se non si fa la deontologia, come può il cittadino, quando si rivolge ad un professionista, essere sicuro che si rivolgerà ad un tecnico di specchiate qualità morali?

Negli ultimi anni gli Ordini si sono preoccupati di aumentare gli iscritti, di fare iniziative culturali, mostre, pubblicazioni, conferenze, presentazioni di libri, case editrici, radio, video, rapporti con l’Università, ……. ma hanno dimenticato di fare ciò per cui erano stati creati, (R.D. 23 OTTOBRE 1925, n. 2537) ovvero: art. 37 :

Il Consiglio dell’Ordine, oltre alle funzioni attribuitegli dal presente regolamento o da altre disposizioni legislative o regolamentari:

1) Vigila sul mantenimento della disciplina fra gli iscritti affinché il loro compito venga adempiuto con probità e diligenza.

2) Prende i provvedimenti disciplinari.

3) Cura che siano repressi l’uso abusivo del titolo di ingegnere e di architetto e l’esercizio abusivo della professione, presentando, ove occorra, denuncia all’autorità giudiziaria.

4) Determina il contributo annuale da corrispondersi da ogni iscritto per il funzionamento dell’Ordine, ed eventualmente per il funzionamento del Consiglio Nazionale, nonché le modalità del pagamento del contributo.

5) Compila ogni triennio la tariffa professionale, la quale, in mancanza di speciali accordi, s’intende accettata dalle parti e ha valore per tutte le prestazioni degli iscritti nell’Ordine.

6) Dà i pareri che fossero richiesti dalle pubbliche amministrazioni su argomenti attinenti alle professioni di ingegnere e di architetto.

I punti 1-2-3 sono i più importanti, ma evidentemente si sono persi nella notte dei tempi, non conviene occuparsi di deontologia, competenze professionali, incompatibilità e soprattutto non conviene punire, non porta voti.
Molti Presidenti degli Ordini si sono comportati come i nostri politici, si sono preoccupati di acquisire voti e consensi evitando tutto ciò che va in direzione opposta.
Da anni l’Ordine di Roma ignora le nostre numerose segnalazioni sui docenti universitari a tempo pieno e su altri casi di non rispetto delle norme deontologiche.
Il punto 6 si è perso con la nostra credibilità, le Amministrazioni pubbliche e i politici non ci chiedono pareri nemmeno quando legiferano su argomenti che ci riguardano, il punto 5 l’abbiamo perso già da tempo.
Il titolo dell’articolo del Fatto Quotidiano, (vi ricordo che i titoli dei giornali non li fanno quelli che scrivono l’articolo), va proprio in quella direzione di attacco agli Ordini professionali e il Presidente dell’Ordine degli Architetti di Roma Schiattarella ha voluto replicare con questa lettera, nonostante avesse già espresso il suo pensiero rispondendo alle domande del giornalista.
La replica mi ha colpito per alcune frasi:
Per quanto riguarda il supposto lassismo o malfunzionamento degli Ordini posso solo far rilevare che in ambito deontologico noi possiamo prendere provvedimenti solo dopo aver acquisito gli atti documentali e che non sempre la magistratura li fornisce tempestivamente. Per darLe un’idea, nel caso citato nell’articolo gli atti sono stati richiesti alla Procura competente sin dal Maggio 2010 senza aver avuto, a tutt’oggi, riscontro alcuno
Mi sembra curioso che un’Ordine come quello di Roma che ha discreti mezzi (5 milioni di euro di bilancio), abbia fatto una richiesta un anno e mezzo fa alla magistratura e in mancanza di risposta non abbia proceduto in altri modi, andando per esempio a richiedere direttamente in loco la sentenza di patteggiamento di maggio 2011.

l’Ordine che rappresento non prende lezioni da nessuno: da diversi anni, infatti, siamo protagonisti di una aspra battaglia per restituire senso al nostro ruolo istituzionale di tutela degli interessi collettivi. Per anni ci siamo battuti per una riforma delle professioni che affronti in modo organico il tema delle competenze, dell’immissione dei giovani iscritti nel mercato del lavoro, delle regole nell’affidamento degli incarichi delle opere pubbliche.

Una battaglia ignorata sistematicamente sia da gran parte della classe politica che dalla stampa

E’ un’ammissione di un fallimento di cui bisognerebbe prendere atto prima o poi.

In questi giorni parlando con colleghi e rappresentati di Ordini, mi sono stati prospettati tutti i problemi che impediscono il buon funzionamento della deontologia:

  • mancanza di mezzi per fare indagini;
  • non obbligatorietà dell’azione disciplinare (a differenza della magistratura);
  • mancanza di risposta o lentezza della magistratura a recapitare gli atti;
  • responsabilità a cui sono sottoposti i Consiglieri dell’Ordine in caso di errore;
  • numero elevato di casi a cui non si riesce a stare dietro;
  • difficoltà di acquisire prove;

Io credo che se vogliamo salvare gli Ordini non ci possiamo nascondere dietro un dito, sono tutti problemi risolvibili, soprattutto per un Ordine che spende centinaia di migliaia di euro per le attività più disparate e smettiamola di usare la magistratura come scudo, prendiamoci le nostre responsabilità, rispettiamo l’art. 37 comma 2 del nostro Regolamento e recuperiamo la nostra credibilità nei confronti dei cittadini, della politica, dei mass media ma soprattutto nei confronti di noi stessi.