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Il ricorso al TAR pagato con i soldi dell’Ordine

13 febbraio 2013

Come noto, nel 2010, l’allora Presidente dell’Ordine degli Architetti di Roma Amedeo Schiattarella si è presentato come candidato alle elezioni per la presidenza del CNA senza riuscire ad essere eletto. A seguito della mancata elezione, il Consiglio dell’ordine degli architetti di Roma, il 28 marzo 2011, ha deliberato di intervenire per chiedere il ricalcolo dei voti delle elezioni del CNA.

L’Ordine di Roma si è quindi fatto promotore – appoggiato da altri Ordini territoriali italiani – del ricorso presso il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio chiedendo : “ l’annullamento del verbale prot.18643 dell’11/02/2011 con cui il Direttore Generale del Dipartimento per gli affari di giustizia del Ministero della Giustizia, ha proceduto alla proclamazione degli architetti eletti quali componenti del Consiglio Nazionale degli Architetti (..)

Il 17 ottobre 2012 il ricorso veniva dichiarato dal TAR “inammissibile”.

(Di seguito uno stralcio delle motivazioni del TAR N. 08556/2012 REG. PROV. COLL, N. 03234/201 REG. RIC:)

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Lette le motivazioni di inammissibilità, alcuni colleghi architetti hanno ritenuto doveroso accedere agli atti presso l’Ordine degli architetti di Roma, per avere chiarezza sui costi sostenuti per il ricorso. Dal verbale di Consiglio è emerso che, il presidente Schiattarella il 10/10/2011, in relazione alle spese del ricorso ad adiuvandum sulle elezioni CNA, “chiedeva al Consiglio di deliberare l’impegno di spese legali di 9.000,00 euro oltre oneri, impegnandosi a versarne personalmente altri 9.000,00 per arrivare al saldo”. Il Consiglio ha deliberato di stanziare la somma imputata al capitolo di bilancio “azione esterne di tutela e promozione professionale“, con il voto contrario di 3 consiglieri.

Alla luce delle motivazioni del TAR che evidenziano il conflitto del ricorrente con l’azione del ricorso stesso, non ci è chiaro il motivo per cui tali spese siano state addebitate agli iscritti dell’Ordine degli Architetti di Roma. Infatti, se tali costi rientrano legittimamente tra le “azione esterne di tutela e promozione professionale” a quale titolo il presidente Schiattarella si è offerto di “versarne personalmente altri 9.000,00 euro per arrivare al saldo”?

Vista l’infondatezza della stessa azione legale e alla luce della sentenza di inammisibilità, chiediamo che tali spese non gravino sul bilancio dell’Ordine e che il Presidente e i Consiglieri che hanno votato a favore, ripartiscano tra loro le spese di euro 9.000,00 oltre oneri.

Resta comunque da chiarire l’opportunità da parte del Consiglio di deliberare sull’uso di denaro pubblico per una azione legale che ha visto lo stesso ricorrente, Presidente rappresentante di Ordine provinciale, concorrere alla presidenza del CNA, per il quale la configurazione “della posizione d’interesse è intrinsecamente contraddittoria” (cit. TAR )

Sentenza TAR

(articolo modificato il 14/02/2013 h 22.40)

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(documento inserito il 16/02/2013 h 8.50)

Il Presidente dell’Ordine di Roma si dimette, e il Consiglio?

Rimaniamo sconcertati e perplessi di fronte alle dimissioni annunciate da Amedeo Schiattarella lo scorso lunedì.

Dimissioni espresse sotto forma di una lettera contraddittoria, corriva e non istituzionale, nella quale il quasi ex Presidente vorrebbe farci capire che, dopo 14 anni vissuti combattendo contro tutto e tutti, si dimette a causa “un piccolo gruppo di componenti della nostra comunità” la cui colpa sembra essere stata semplicemente quella di sollevare delle obbiezioni su dei temi che lui stesso ci ricorda.

Sono mesi infatti che al nostro Ordine viene chiesto di aprire un confronto libero e aperto “sulla formazione permanente, sulla Fondazione, sulle quote di iscrizione, sui bilanci dell’Ordine, sulle priorità che l’Ordine si è dato, sulle forme ed i modi della sua organizzazione”; invano.

Questa ridicola resa preventiva appare un po’ come l’azione del bambino che si porta via la palla in mezzo a una partita dopo che gli hanno fischiato il fallo.

In genere le dimissioni si rassegnano quando non ci sono più le condizioni per portare avanti il proprio ruolo, per il fallimento del proprio programma o perché non si hanno più i necessari requisiti morali per rivestire una carica istituzionale.

Una lettera di dimissioni dovrebbe spiegare questo.

Nulla di tutto ciò compare nella lettera di Amedeo Schiattarella. In assenza di motivazioni credibili queste dimissioni non possono che apparire come un riposizionamento strategico.

Quali che siano le motivazioni resta il fatto che le questioni sollevate costituiscono aspetti cruciali che sono nella completa responsabilità del Consiglio dell’Ordine e che interessano direttamente e in prima persona la comunità degli architetti romani; questioni sulle quali è stata negata qualsiasi forma di libero confronto.

Eppure sin dal lontano 1999, Schiattarella veniva eletto presidente con un programma che prometteva: “apertura agli iscritti delle sedute del Consiglio, pubblicazione dell’ordine del giorno, pubblicazione delle delibere ed Assemblee periodiche per la verifica del programma”.

Solo il mancato rispetto di queste promesse elettorali sarebbe stato sufficiente, per noi, a dare sostanza alle dimissioni del Presidente. Non c’era bisogno di tante giustificazioni.

A questo punto la logica e l’etica richiederebbero che l’architetto Amedeo Schiattarella rassegnasse le dimissioni anche da tutti gli incarichi che riveste in virtù della sua carica, prima tra tutte la Presidenza della Fondazione. Noi ci aspettiamo questo gesto.

Ci aspettiamo inoltre le dimissioni dell’intero Consiglio dell’Ordine che, avallando tutte le scelte politiche di questa presidenza, è stato corresponsabile della gestione di questi anni.

L’opacità della gestione economica del bilancio dell’Ordine e soprattutto delle società a responsabilità limitata che fanno capo all’Ordine, la mancanza di procedure degne di una amministrazione pubblica nell’affidamento degli incarichi, senza una selezione per merito e per titoli, sono responsabilità che ricadono pienamente sui consiglieri che hanno votato a favore di questi provvedimenti.

La difficoltà di accesso alle informazioni sulla gestione interna dell’Ordine, che abbiamo riscontrato direttamente in questi anni e che abbiamo verbalizzato nelle assemblee di bilancio, è inammissibile.

Forse non è un caso che queste dimissioni arrivino a poca distanza dall’accesso agli atti, che abbiamo effettuato alla fine dello scorso anno, relativo al compenso delle spese legali per il ricorso sulla mancata elezione del presidente Schiattarella al CNA. Ricorso pagato con il denaro di tutti gli iscritti ma che, come dice la motivazione del respingimento del ricorso da parte del TAR, relativo all’interesse di un singolo.

Un fatto gravissimo al quale daremo seguito nelle sedi opportune.

Una iniziativa condotta con l’avallo del Consiglio.

E’ per questo motivo riteniamo doveroso che, a seguito delle dimissioni del presidente Schiattarella, seguano le immediate dimissione anche da parte di tutto il Consiglio in carica e venga commissariato l’Ordine.

La bellezza salverà il mondo

L’ultima volta che ho sentito parlare di qualità architettonica, come principio guida per la nuova architettura delle opere pubbliche, con riferimenti a propositi e proposte, è stato nel palazzo della Provincia di Roma proprio dalla bocca del Presidente Zingaretti e anche del nostro Presidente Schiattarella.

Io mi trovavo li a ricevere un premio per il concorso del Liceo Farnesina, bandito con la solerte collaborazione dell’Ordine degli architetti di Roma, in quanto il Presidente voleva dare un segno tangibile che la sua presidenza tenesse alla qualità dell’architettura nelle scuole pubbliche di cui è responsabile, sempre attraverso l’esperto consiglio e consulenza del nostro ordine.

A onor del vero, bisogna dire, in continuità con le amministrazioni di Sinistra da Rutelli in poi.

I risultati sono stati esposti all’Acquario Romano e raccolti in una pubblicazione di Prospettive Edizioni, per cui ognuno può andare a vedere e farsi un idea di come l’ordine abbia condotto e messo in pratica ciò che sembrava aver appena propinato all’inconsapevole zingaro.

Pensai subito, caro Zingaretti fatti consigliare meglio la prossima volta, scegli meglio i tuoi saggi ed esperti di qualità architettonica.

In giuria non c’era nemmeno un architetto che avesse realizzato un liceo o scuola pubblica come per precedenti concorsi. Zingaretti, dopo essersi profuso in concetti molto vaghi sulla qualità architettonica, da perseguire in tutte le nuove opere pubbliche e per suo conto nella nuova edilizia scolastica, con l’aiuto e la consulenza dell’Ordine degli architetti di Roma, se ne andò repentinamente senza alcun contraddittorio e solo dopo aver proferito la parola “bellezza”, che con l’aiuto degli esperti selezionati da Schiattarella, in persona, presumo, si sarebbe raggiunta questa qualità architettonica tanto agognata, in ogni opera pubblica. (non ho memoria di alcun atto per la selezione dei saggi).

Dopo di lui anche il nostro esimio Presidente dell’Ordine si lanciò in volute enormi che ritornarono laddove erano partite.

In contrasto subito mi vennero alla mente citazioni come: “La bellezza è una promessa di felicità …., oppure, il bello è la luce del vero “

Che cosa centrava la bellezza con la qualità?

Devo dire che al sentimento di estraneità si aggiunse anche la sconsolatezza di tanta superficialità, e subito pensai ma come è possibile codificare e regolamentare la bellezza e l’estetica che sono una categoria dello spirito?

Sembrava veramente una ricerca disperata se non persa in partenza la codificazione in una sorta di manuale per la qualità, magari anche con un marchio DAC (denominazione architettonica controllata). Ecco, si controllare e riprodurre l’ architettura di qualità!

Certo bisogna riconoscere che l’architettura ha una sua tecnica e scientificità che permettono di dire e fare edifici secondo delle regole e modalità codificate che poi si sono tradotte in norme e direttive, eppure il perseguimento e l’applicazione, anche alla lettera, delle stesse regole non attribuisce all’opera architettonica statuto di opera d’arte o di qualcosa che possa essere annoverato nei libri di storia dell’architettura, o semplicemente non assicurano che l’opera sia bella, Come mai?

Ma ci ritornerò più avanti.

Pochi giorni fa, invece, ecco appunto, riapparire sul sito dell’Ordine di Roma il disegno di legge (vedi link) valido per tutti i livelli governativi che segue Zingaretti come la sua ombra!

Certo ricordando bene non era la prima volta che ne sentivo parlare c’era già un’altra Legge Regionale, quella della Puglia sulla qualità architettonica (vedi link), che a ben guardare sembra proprio ripresa pari pari, e che è stata pure bocciata in parte dalla Corte Costituzionale.

Quindi ritengo inutile commentare e cercare di capire se sia migliorabile o meno, questo disegno di legge.

Mi sembrerebbe perdere tempo su un qualcosa che nasce male e che può solo diventare peggio.

Tralascio anche il fatto che ci siano stati esperti e consulenti, ( pagati da noi?), che si siano applicati con risultati non soddisfacenti, perchè non si siano posti il problema correttamente, e cioè cercando di definire l’essenza della legge, la sua verità, depurandola da una serie di questioni intricate e di difficile comprensione perché abbracciano tematiche differenti, del tipo estetiche, etiche di diritto, amministrative, tecnologiche, architettoniche, storiche, di sostenibilità ambientale e cosi via.

Mi spiego meglio, legiferare sull’architettura è materia complicata vista anche la mole delle leggi e decreti in essere, e poi non sono un esperto, però voglio comunque evidenziare alcuni concetti che mi premono, soprattutto per aprire una riflessione.

Ma perché dopo vari tentativi per arrivare ad una legge sull’architettura, ad un certo punto, si abbandona l’idea condivisa della parola architettura e si ha l’esigenza di circoscriverla limitandosi al solo aspetto qualitativo?

La qualità è un aspetto dell’opera di architettura, ma sebbene necessario, non è sufficiente alla definizione della bellezza che è propria del capolavoro, inteso come lavoro di eccellenza, che fa da esempio.

Come ci ricorda Hume: “La bellezza non è una qualità delle cose stesse: essa esiste soltanto nella mente che le contempla ed ogni mente percepisce una diversa bellezza “.

Non sfugge quindi al legislatore ma soprattutto al consumatore questo aspetto poco irreggimentabile.

Ecco quindi farsi avanti l’idea che dopo la trasformazione della cultura in merce anche l’architettura debba a pieno titolo entrare nel mercato con la sua certificazione di qualità. E voi, non ci crederete, ma è proprio la sinistra che sdogana la cultura, essendone l’elite depositaria, a farlo, poi la destra ha fatto il resto!

Dalla Melandri (2001) a Rutelli (2006) passando per Zanda (2007) che è il primo che la introduce e che semplicemente la definisce come “esito di un coerente sviluppo progettuale”, e per il codice Urbani che si limita all’esistente, per arrivare a Bondi (2008) che la ridimensiona, togliendo anche la parola “opera d’ingegno” legata alla progettazione cosi come per il diritto d’autore per finire con l’ultima proposta di legge popolare del Ilsole24ore, che fa pragmaticamente fa sparire qualsiasi definizione riferendosi al Codice dei contratti pubblici.

Le liberalizzazioni con figli e figliastri e la riforma delle professioni poi hanno dato il colpo di grazia, eh si perché non è che si richiedono nuovi oneri per i professionisti chiedendo di abbassare le tariffe e poi si vuole avere anche più qualità!

Il resto lo sapete già o potete intuirlo facilmente , tutte queste leggi o disegni di legge passano sul tavolo dell’Ordine e vengono vidimati, condivisi, commentati senza essere studiati e compresi per poi attaccarsi alle suole di qualche politico che gira per i corridoi o nella Buvette e se li scrolla di dosso facendoli cadere in qualche camera buia.

Ma allora se proprio questo è quello che si vuole perché non fare una legge che definisca i requisiti per la qualità architettonica, cioè tutti quei requisiti che danno valore di mercato all’opera architettonica, quali per esempio la veduta, la posizione, la dimensione, il consumo zero, la sostenibilità ambientale, il consumo di CO2, l’efficienza energetica, la resistenza ai terremoti ed eventi catastrofici, i flussi , la sua manutenzione e cosi via. Ecco una bella certificazione di qualità architettonica potrebbe essere codificata e ottenuta per legge e lo Stato, Regioni, Comuni ne porrebbero i bolli e ne rilascerebbero la patente, sostituire il vecchio concetto di agibilità con una nuova tabella di parametri e valori da revisionare continuamente che cresca di anno in anno sino a diventare un castello di carte più alto della nostra casa.

Chi potrebbe opporsi in parlamento o in Regione ad un tale disegno di legge?

Le imprese e i consumatori , ma anche molti professionisti che si considerano solo dei tecnici, ne sarebbero felici, si starebbe a pieno titolo all’interno del mercato.

Si potrebbe creare una borsa dell’edilizia a parte e far partire anche la sottoscrizione di titoli azioni, derivati per dare case di qualità a tutti, ma forse questa storia la conoscete già.

Ma la vera architettura è altra cosa!

A onor del vero esiste una precedente direttiva europea che sposta il concetto verso la qualità architettonica già nel 1997 nell’assemblea dell’ O.I.A., che Veltroni rilancia con l’istituzione del nuovo Ministero dei beni culturali nel 1998, ma senza troppa convinzione, nella quale assemblea vengono esortati gli stati a dedicarsi alla definizione di una legge sull’architettura.

L’art. 2 recitava così::

” l’architettura è una prestazione intellettuale (e non un servizio);

– il progetto deve fornire la migliore soluzione alle esigenze del committente ed alle intenzioni riportate nel suo programma;

– interventi di qualità si ottengono anche favorendo la trasparenza nella selezione degli architetti o l’assegnazione dei progetti come esito di un concorso che esprima un elevato livello di esigenze;

– deve essere garantita la consultazione del committente reale, cioè dell’utente dell’edificio;

– le amministrazioni pubbliche debbono favorire l’innovazione, il miglioramento della qualità architettonica e la qualificazione professionale organizzando concorsi di progettazione e rendendone pubblici i risultati;

– i soggetti privati che ricercano la qualità architettonica attraverso concorsi possono beneficiare di agevolazioni finanziarie o fiscali;

– per poter essere alla base del progetto, le richieste del committente all’architetto devono essere esplicite, chiare ed esaustive soprattutto per quel che riguarda gli aspetti funzionali ed economici;

– il progetto ha carattere unitario e deve essere sviluppato in tutte le fasi, secondo un processo continuo, dallo stesso professionista o con la sua approvazione; è di pubblico interesse che venga garantita una realizzazione conforme al progetto”.

Per cui, ancor più serve, oggi, una legge per l’architettura e l’ambiente che contempli tutto ciò, ma che vada oltre fondandosi su di un punto di partenza comune, un nuovo e aggiornato concetto di estetica e di bellezza non più autosufficiente ma condivisa e sostenibile, partendo da una nuova ecologia dell’ambiente e soprattutto della mente.

Occorrerebbe convocare gli stati generali dell’architettura, artisti, filosofi di estetica e della scienza, antropologi, scrittori, storici, legislatori, ambientalisti, imprese e associazioni civili per individuare e favorire il formasi di questo nuovo concetto condiviso di bellezza omnicomprensivo anche di tutti quegli aspetti tecnico, scientifici e amministrativi che la nuova legge per l’architettura e l’ambiente dovrebbe riorganizzare con più efficacia.

Sicuramente è un impresa improba soprattutto viste le passate esperienze ma è meglio fallire per un obiettivo alto che per un misero tornaconto personale o di categoria.

Non dobbiamo rinunciare ad amare l’architettura, ad esserne soggiogati, stupiti e attratti dalla sua inafferrabile bellezza che, vale ricordarlo, è un sentimento intrinseco alla natura umana e perché la bellezza salverà il mondo!

L’Ordine che vorrei…. (Alcaro)

In questi ultimi anni ci sono stati grandi cambiamenti, tutti negativi purtroppo, in merito alla professione di architetto, si è parlato molto della riforma degli Ordini, ma, come ci aspettavamo, il Decreto del Governo di questa estate, (Dpr 137/2012), non si è occupato minimamente di riformare delle Istituzioni che sono state create durante il ventennio fascista.

Tutto è iniziato il 04 luglio 2006 con il famigerato decreto Bersani (DL n. 223 /2006), che si prefiggeva di tutelare i consumatori, promuovere la concorrenza, snellire le pratiche burocratiche e addirittura favorire i giovani, poi sono arrivate le manovre estive, la crisi economica, il pressing dei poteri forti (banche, confindustria, massoneria, speculatori), la campagna di aggressione agli ordini e ai professionisti da parte dei mass media e ci ritroviamo oggi in una condizione drammatica per gli architetti che rischiano di scomparire nel giro di pochi anni.

Proviamo a capire perché ci troviamo in questa condizione, esiste un disegno mondiale che spinge a far scomparire la libera professione perché essendo “libera” professione intellettuale, non si presta alle volontà dei poteri forti e crea problemi a chi ha come unico obiettivo il profitto a danno della collettività, (se si realizzano interi quartieri, come è successo a Roma, con nessuna qualità architettonica, con nessuna qualità energetica, con nessuna qualità costruttiva, senza servizi e urbanizzazione primaria e secondaria, chi ci guadagna è uno solo, chi ci rimette è la collettività).

Gli architetti non hanno potuto reagire minimamente a questa tendenza che li vuole vedere “morti”, perché non hanno nessun organo che li rappresenta.

Gli imprenditori si difendono con la Confindustria che sa fare molto bene il proprio mestiere, i commercianti hanno la Confesercenti che li tutela, gli artigiani hanno la Confartigianato, i dipendenti hanno i Sindacati, i costruttori hanno l’ANCE, i tassisti hanno le loro organizzazioni di categoria, come del resto tutti, dagli spazzini ai becchini, persino i pensionati hanno le loro organizzazioni di categoria che li tutelano.

Tra i professionisti, gli avvocati hanno un esercito in Parlamento, i geometri sono organizzatissimi e i loro Collegi e Consiglio Nazionale fanno di tutto per tutelarli, i medici sono molto potenti i loro presidenti degli ordini sono spesso alti esponenti massonici, i farmacisti sono una corazzata, i notai è inutile citarli, rimaniamo soltanto noi architetti, la categoria con il più basso reddito medio tra i professionisti e forse non è un caso, a non avere organi di rappresentanza.

Arriviamo quindi ai nostri ordini professionali, quando sono stati creati avevano dei compiti ben precisi, in Italia esistevano poche migliaia di architetti e non avevano certo bisogno di essere tutelati.

Nel corso degli anni, la maggior parte degli ordini soprattutto nelle grandi città, si sono trasformati in luoghi di potere dove coltivare il proprio orticello, dimenticandosi i compiti principali per cui sono stati istituiti dalla Legge 1395 del 1923 e successivo Regio Decreto n.2537 del 1925.

I compiti che gli sono stati attribuiti sono i seguenti:

1) vigilare sul mantenimento della disciplina fra gli iscritti affinché il loro compito venga adempiuto con probità e diligenza.

2) prendere i provvedimenti disciplinari.

3) curare che siano repressi l’uso abusivo del titolo di ingegnere e di architetto e l’esercizio abusivo della professione, presentando, ove occorra, denuncia all’autorità giudiziaria.

4) determinare il contributo annuale da corrispondersi da ogni iscritto per il funzionamento dell’Ordine, ed eventualmente per il funzionamento del Consiglio Nazionale, nonché le modalità del pagamento del contributo.

5) compilare ogni triennio la tariffa professionale, la quale, in mancanza di speciali accordi, s’intende accettata dalle parti e ha valore per tutte le prestazioni degli iscritti nell’Ordine.

6) dare i pareri che fossero richiesti dalle pubbliche amministrazioni su argomenti attinenti alle professioni di ingegnere e di architetto.

I punti 1 e 2 sono stato fortemente ridimensionati dai recenti decreti governativi, la deontologia di fatto non esiste quasi più poiché sono stati liberalizzati: pubblicità, tariffe, incompatibilità ed altri aspetti importanti della professione. In realtà, se guardiamo alle statistiche degli ultimi 20 anni, la deontologia non è mai esistita, in tutta Italia operano e continuano ad operare architetti che non garantiscono una specchiata condotta morale, come previsto dalla Legge n° 897 del 1938, (il caso Zampolini lo dimostra). Nessuno si ricorda in Italia di un architetto radiato dall’albo.

Il punto 3 dovrebbe riguardare coloro che svolgono la professione abusivamente che dovrebbero essere perseguiti dall’ordine con denunce presso l’autorità giudiziaria. Tra questi ci sono anche i professori universitari a tempo pieno che fanno la libera professione e i geometri che progettano edifici che non potrebbero progettare. Noi di amate l’architettura abbiamo più volte denunciato casi del genere all’ordine di Roma, ma non è mai stato preso alcun provvedimento per motivi che abbiamo spiegato più volte, non credo che la maggior parte degli altri ordini provinciali abbia agito diversamente, pertanto il punto 3 non è stato abolito dai decreti del governo, ma è stato di fatto abolito dagli ordini per convenienza.

Il punto 4 è stato svolto sempre meglio, aumentando sempre più la quota dell’ordine per pagare una serie di attività che la legge che ha istituito gli ordini non ha prescritto di fare, pertanto il punto 4 è stato eseguito per convenienza.

Il punto 5 è stato abolito dai decreti governativi, quindi non esiste più.

Il punto 6 negli, ultimi 20 anni, non è mai stato applicato poiché le pubbliche Amministrazioni non ci pensano minimamente a consultare gli ordini, non ci consultano nemmeno quando promulgano leggi che ci riguardano direttamente.

Ricapitolando su 6 compiti assegnati agli ordini professionali ne sono rimasti 1 e mezzo, pertanto la domanda viene spontanea:

c’è ancora qualcuno che è convinto che gli ordini, oggi in Italia, vadano bene così?

Io credo di no e allora è arrivato il momento di fare delle proposte concrete.

Quello che più mi dispiace è che, in questi ultimi mesi prima dell’approvazione del Dpr 137/2012, quasi nessun ordine ha prodotto delle proposte di riforma credibili coinvolgendo nel dibattito gli iscritti. L’unico ordine che si è adoperato in questa direzione, producendo una proposta seria e innovativa, è stato l’ordine di Firenze che, non a caso, nasce da un’esperienza importante di un gruppo di giovani colleghi (firmiamolalettera) che hanno rinnovato completamente il vecchio consiglio dell’ordine.

Tutti noi non possiamo negare che la maggior parte dei Presidenti e dei Consiglieri degli ordini svolge il proprio ruolo da decenni e non ha nessuna intenzione di mollare l’osso, basta vedere la poco edificante questione dei due mandati risolta con il milleproroghe.

Ciò dimostra che la principale preoccupazione degli Ordini e del Consiglio Nazionale nei confronti del decreto del governo, era soltanto quella di conservare la poltrona per se e per i propri discendenti, non ci dimentichiamo che nella maggior parte degli ordini il ricambio avviene per investitura e non per un reale ricambio, in questo la colpa è degli iscritti che non partecipano alle elezioni.

I messaggi di approvazione e consenso del nostro Presidente Nazionale al Dpr 137/2012 sono una prova delle mie considerazioni, lo scollamento tra gli ordini e gli iscritti è fortissimo, qualsiasi architetto medio avrebbe disapprovato e criticato fortemente questo decreto.

Se gli ordini e il Consiglio Nazionale non fanno delle proposte serie sulla loro riforma proviamo a farle noi e a far sentire la nostra voce, vi butto giù una bozza, ma vorrei che ognuno di voi dia il suo contributo con delle idee.

PROPOSTA:

Gli ordini sono degli enti pubblici che fanno capo al Ministero di Giustizia, l’iscrizione è obbligatoria in quanto non si può esercitare la professione senza essere iscritti, qui già esiste, da pochi anni, un’anomalia poiché  l’art. 90 del comma 3 del d.lgs. n.163/2006 (cd. Codice dei contratti pubblici), prevede che i dipendenti pubblici non debbano essere iscritti obbligatoriamente all’ordine, tutto nasce per motivi economici in quanto le amministrazioni pubbliche non avevano i soldi per pagare la quota di iscrizione dei loro architetti dipendenti che ne facevano richiesta. Quindi esistono dei nostri colleghi che possono progettare, seppur esclusivamente nell’ambito del proprio lavoro di dipendente, senza dover rispondere a deontologia, controlli di qualsiasi tipo, formazione continua e quant’altro. Ciò è evidentemente un paradosso.

Allora proviamo a immaginare una situazione diversa, se deve continuare ad esserci un obbligo di iscrizione per esercitare la professione, (personalmente sono d’accordo), creiamo degli Enti pubblici a livello regionale o Nazionale che si occupino della tenuta dell’albo e della deontologia, (fatta seriamente questa volta), dove tutti gli architetti: liberi professionisti, dipendenti pubblici e privati, siano obbligati ad iscriversi per lavorare, pagando una quota che non potrà essere superiore a 30 euro (ciò che paghiamo oggi per il Consiglio Nazionale).

Gli Enti regionali o l’Ente Nazionale dovrà continuare a dipendere dal Ministero di Giustizia che nominerà anche i membri che ne faranno parte.

Gli attuali ordini provinciali si dovranno trasformare in Associazioni di categoria di carattere privato dove non sarà più obbligatorio iscriversi.

Queste Associazioni avranno compiti e ruoli completamente diversi dagli attuali ordini, dovranno essere al passo con i tempi e tutelare gli interessi degli architetti e dell’architettura.

Oggi il mercato della progettazione si è globalizzato, bisogna competere con studi stranieri che sono molto più competitivi di noi, pertanto il compito delle Associazioni sarà anche quello di creare dei professionisti che possano concorrere in un mercato sempre più difficile.

Ogni architetto sarà libero di iscriversi o meno alle Associazioni di categoria, ma è chiaro che l’Associazione farà gli interessi dei liberi professionisti e quindi gli iscritti saranno in maggior parte liberi professionisti.

I compiti di queste Associazioni di categoria saranno i seguenti:

  • rappresentare e tutelare gli architetti nei confronti delle amministrazioni pubbliche e della società;
  • vigilare e denunciare i casi di esercizio abusivo della professione (tra cui geometri, docenti universitari);
  • vigilare e denunciare i casi di incarichi illegittimi, concorsi fuori legge, incompatibilità;
  • curare la formazione e l’aggiornamento professionale;
  • offrire servizi agli iscritti, (consulenze, recupero crediti, informazioni, etc)
  • dotarsi di un codice etico e professionale a cui gli iscritti si dovranno attenere;
  • dialogare con le istituzioni pubbliche e private che interessano agli architetti per agevolarli nella burocrazia (Comuni, Regioni, Università etc);
  • incentivare l’unione e la collaborazione tra professionisti;

Far parte di queste Associazioni non sarà un obbligo, ma con il passare del tempo, sarà indispensabile per lavorare, oggi non c’è alcuna selezione all’Università, chiunque si può laureare e iscriversi all’albo, ciò ha causato un sovraffollamento degli iscritti all’ordine senza alcuna garanzia di qualità per i cittadini.

Le Associazioni dovranno di fatto operare una selezione naturale dove chi non si aggiorna, chi fa sconti dell’80%, chi vende i progetti su groupon, chi fa certificazioni energetiche a 39 euro, chi non garantisce una specchiata condotta morale, chi non svolge il proprio compito in maniera professionale ….., non potrà essere iscritto e avrà qualche difficoltà in più a trovare un cliente.

I cittadini dovranno sapere che, se si rivolgono a un architetto iscritto a un’Associazione di categoria, pagheranno qualcosa in più, ma saranno garantiti da un servizio professionale di qualità, più è seria e importante l’Associazione è più si avrà garanzia di qualità.

Coloro che si troveranno in una situazione di incompatibilità come i docenti universitari, non potranno iscriversi.

Ci saranno sicuramente Associazioni più esclusive e altre meno esclusive, ma bisognerà studiare un meccanismo che garantisca una presenza uniforme sul territorio nazionale e che impedisca sovraffollamenti di Associazioni in alcune grandi città.

Le Associazioni avranno una quota di iscrizione importante, minimo 500 euro, ma garantiranno servizi di qualità, inoltre dovranno raccogliere finanziamenti privati per incrementare il proprio budget.

I componenti dell’Associazione saranno eletti dagli iscritti, che dovranno essere fieri di essere iscritti all’Associazione che li rappresenta e parteciperanno attivamente alla vita dell’Associazione, non potranno fare più di due mandati di tre anni ciascuno e ci saranno dei meccanismi di controllo e trasparenza.

Le Associazioni dovranno eleggere ogni tre anni i componenti di un Organismo centrale fondamentale, di carattere privato ma con alcuni obblighi di carattere pubblico, che sostituirà di fatto il CNA e si occuperà di rappresentare e tutelare gli architetti, in particolare liberi professionisti, presso le Istituzioni governative, Parlamento, Governo, Ministeri.

Tale organismo dovrà sedersi al tavolo di concertazione in tutto ciò che riguarda la professione dell’architetto: leggi, normative, regolamenti su: architetti, architettura, urbanistica, formazione, competenze, territorio, restauro e tutto ciò che riguarda la nostra professione.

Dovrà avere inoltre un Centro Studi (sulla scia della CGIA di Mestre) che fornirà ai mass media i dati sulla nostra professione e sul mercato dell’edilizia e un importante ufficio stampa che dovrà lavorare molto per farsi ascoltare.

La proposta è soltanto una bozza, ora tocca a voi, fate le vostre considerazioni e mandateci i vostri contributi.

Nota dell’amministrazione – qui trovate gli altri contributi di

Gianluca Adami

Lucio Tellarini

“non c’è più un convincente motivo per obbligare gli architetti ad iscriversi all’Ordine” di E.Milone e A.Schiattarella

15 settembre 2012

Il titolo di questo post è preso da una frase di un articolo di Enrico Milone e Amedeo Schiattarella, pubblicato alcuni giorni fa sul sito dell’Ordine degli Architetti di Roma.

Finalmente, il Presidente del più grande Ordine degli Architetti d’Europa, si è accorto che gli Ordini, così come sono diventati oggi in seguito alle manovre del Governo, non servono più a niente!!

Noi di amate l’architettura lo denunciamo da tempo e ora ci aspettiamo una presa di posizione forte, per esempio le dimissioni di tutto il Consiglio dell’Ordine di Roma, per far capire al Governo che questa riforma (Dpr 137/2012) è una buffonata!!!

Bisogna far capire a tutti che stanno smantellando le libere professioni, bisogna farlo capire soprattutto al nostro Presidente Nazionale Leopoldo Freyrie che continua a dire che tutto va bene e che siamo contenti di questa riforma, vedi comunicato stampa: “Il Dpr approvato dal Consiglio dei Ministri dà attuazione ad una Riforma, nel suo complesso, sostanzialmente utile; che, nel suo insieme, adegua finalmente – come da tempo richiedevamo – le nuove regole professionali a quelle europee, confermando la peculiarità  del ruolo delle professioni, nella società italiana, nei confronti dei cittadini. E’ attenta, per il tramite del tirocinio e della formazione permanente, ad un innalzamento degli standard professionali: questo si traduce – per quanto riguarda gli architetti italiani – in maggiori livelli di sicurezza dei cittadini e dell’abitat“.

Come si fa a parlare a nome di tutti gli architetti italiani, dicendo esattamente il contrario di quello che pensano tutti?

Chi gli da l’autorizzazione a parlare a nome nostro?

Ci avevano detto che bisognava fare una riforma degli Ordini professionali e tutti eravamo contenti, perché il nostro Ordine è regolamentato da una legge che ha quasi 100 anni!!

Alla fine si sono inventati un Decreto  che:

  1. non chiarisce il ruolo degli Ordini professionali;
  2. sottrae i compiti più importanti agli Ordini attuali riducendone il potere;
  3. inventa nuovi oneri per gli architetti;
  4. elimina di fatto il motivo che rende oggi obbligatoria l’iscrizione all’Ordine;
  5. conferisce maggior potere ad un organismo “abusivo” come il CNA che, secondo la legge che lo ha istituito, doveva scomparire dopo 5 anni;
  6. crea confusione in merito al tirocinio;
  7. non risolve il problema della deontologia, con una norma “gattopardesca”, hanno cambiato tutto per non cambiare nulla;
  8. istituisce una formazione obbligatoria continua che è un assurdità per il mestiere di architetto, e come obbligare un regista ad aggiornarsi per poter fare un film, (per la parte tecnica ovvero sicurezza cantieri, antincendio, sicurezza nel lavoro etc esiste già un obbligo di aggiornamento);
  9. non chiarisce cosa succederà con la riduzione delle province;
  10. non risolve il problema delle parcelle degli incarichi pubblici;
  11. liberalizza la pubblicità da parte di un professionista e impedisce il controllo agli Ordini, tutto si capisce per favorire il cittadino, (farsi truffare con una finta certificazione energetica a 39 euro è utile alla collettività;
  12. insomma una vera porcheria che hanno avuto il coraggio di chiamare: ” Regolamento recante riforma degli ordinamenti professionali“;

Ma dove sta questa benedetta riforma degli Ordini?

E’ soltanto una legge ammazzaarchiettto!!!!

Dovremmo avere il coraggio di scendere tutti in piazza e far sentire una volta per tutte le nostre ragioni.

Chiediamo a tutti i Presidenti degli Ordini degli Architetti di Italia e ai Consiglieri di dimettersi tutti in massa e di destituire il Presidente Nazionale che continua a sorprenderci con le sue dichiarazioni, fate, per una volta nella vostra vita, una cosa buona: lasciate le vostre poltrone!!

Il Presidente dell’Ordine di Roma, avrebbe fatto bene ad accogliere la nostra richiesta di Assemblea straordinaria dell’Ordine, inviata il 17 giugno, a cui non ha voluto neanche degnarci di una risposta, il momento è troppo drammatico, bisogna smetterla di pensare che le nostre azioni abbiano secondi fini, qui o ci diamo una mossa o ci dobbiamo trovare tutti un altro lavoro!!!

Se non succede nulla, saremo costretti a non pagare più la quota di un Ordine che riteniamo, come del resto ha dichiarato il suo più alto rappresentante che riveste il ruolo di Presidente da ben 14 anni, completamente inutile e dannoso!!!

555 ISCRITTI, chiedono un’Assemblea straordinaria all’Ordine di Roma

Spett.le:  Consiglio dell’Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia

Oggetto: richiesta di un’Assemblea straordinaria dell’Ordine.

Gentili Consiglieri,

in questo momento di grave crisi per la professione, crediamo importante e doveroso ascoltare la richiesta di 555 iscritti, che ritengono indispensabile l’organizzazione di un’Assemblea straordinaria dell’Ordine, anche se il DL 382 del 1944 prevede un numero equivalente a 1/4 degli iscritti, (vi ricordiamo che nel 1944 l’Ordine aveva circa 500 iscritti e pertanto il Regolamento è quanto mai obsoleto).

Del resto, se l’Ordine stesso ha giudicato molto soddisfacenti il numero di, 42 contributi e 343 schede compilate per il processo partecipato alla costituzione della Fondazione, non vediamo come si possa ignorare un numero molto più alto di iscritti che chiedono un vero processo partecipato e non una finzione.

Chiediamo, pertanto, di organizzare un’Assemblea Straordinaria degli iscritti con il seguente ordine del giorno:

1.  Fondazione dell’Ordine.

Discussione in merito alla necessità di costituire una fondazione. Finalità, Statuto, Finanziamenti.

2.  Trasparenza, alternanza e apertura nella gestione degli incarichi all’interno dell’Ordine e delle Società partecipate.

3.  Riforma degli Ordini.

Proposte e possibili scenari del Sistema ordinistico in seguito alle nuove indicazioni di legge.

Si allega l’elenco dei richiedenti e si spera nella vostra buona educazione al fine di avere, almeno in questa occasione, una risposta alla presente richiesta.

Cordiali saluti

555 iscritti

Roma 18/06/2012

ANTONIO MARCO ALCARO   iscrizione ordine n. 12005

MARGHERITA ALEDDA iscrizione ordine n. 11210

BARBARA ANNUNZIATA iscrizione ordine n. 16982

ALESSIO BONETTI iscrizione ordine n. 15501

LUCILLA BRIGNOLA iscrizione ordine n. 8911

GIULIO PAOLO CALCAPRINA iscrizione ordine n. 12247

LAURA CALDERONI iscrizione ordine n. 16406

MORENO CAPODARTE iscrizione ordine n.   3921

ELEONORA CARRANO iscrizione ordine n. 14049

ILARIA DELFINI iscrizione ordine n. 13601

GIOVANNI DURANTI iscrizione ordine n. 14360

CLAUDIA FANO iscrizione ordine n. 11837

ANDREA FELICE iscrizione ordine n.   8916

MAJA GAVRIC iscrizione ordine n. 17752

ALBERTO GIAMPAOLI iscrizione ordine n.   9808

ANDREA IACOVELLI iscrizione ordine n. 12485

GIORGIO MIRABELLI iscrizione ordine n. 11044

GIULIO PASCALI iscrizione ordine n. 11822

PAOLA RICCIARDI iscrizione ordine n. 20150

ANGELA VICINO  iscrizione ordine n. 10469

ALESSIA PALOMBO   iscrizione ordine n. 19250

ROBERTA BOCCA  iscrizione ordine n. 7250

ENRICO MILONE  iscrizione ordine n. 1443

LUCIANO SPERA  iscrizione ordine n. 5178

MIRCO FALCONI  iscrizione ordine n. 8222

NIHAR MICHELE MARIO TANA  iscrizione ordine n. 16445

STEFANIA COCHI  iscrizione ordine n. 13745

ANDREA MONTIRONI  iscrizione ordine n. 20150

ALESSANDRA MUNTONI  iscrizione ordine n. 2078

GIANLUCA ANDREOLETTI   iscrizione ordine n. 11347

STEFANIA ALDINI  iscrizione ordine n. 16627

MAURIZIO MATURI iscrizione ordine n. 3895

LUIGI FIORAMANTI iscrizione ordine n. 8534

SIMONA MIZZONI  iscrizione ordine n. 20219

SIMONE BRANDI  iscrizione ordine n. 14890

MICHELE NICOLA RUGGIERO  iscrizione ordine n. 14344

MASSIMILIANO SPADAZZI  iscrizione ordine n. 11734

ANDREA CARDONE  iscrizione ordine n. 8953

FRANCESCA PERINELLI iscrizione ordine n. 12139

FRANCESCO RAMUNDO iscrizione ordine n. 11515

SUSAN BERARDO iscrizione ordine n. 17637

MARIA ACRIVOUILIS  iscrizione ordine n. 14152

PATRIZIA BENEDETTI  iscrizione ordine n. 9746

FEDERICO DI VINCENZO iscrizione ordine n. 15518

FRANCESCO LAI   iscrizione ordine n. 16886

VALERIA CARAMAGNO  iscrizione ordine n. 16142

AURELIA D’ANDRIA  iscrizione ordine n. 1307

GINEVRA CRISTINA SPURIO SCHIAVONI  iscrizione ordine n. B221

GIAMPIERO ANGELUCCI  iscrizione ordine n. 7864

OSCAR SANTILLI  iscrizione ordine n. 4091

FRANCESCO MAZZA  iscrizione ordine n. 2801

NICOLA LUIGI PANETTA  iscrizione ordine n. 12718

MARIO PORRECA  iscrizione ordine n. 6377

MAURIZIO CROCCO  iscrizione ordine n. 9158

FRANCESCA CORTESE  iscrizione ordine n. 17733

MARCO CRISANTI iscrizione ordine n. 10002

BARBARA LO GIUDICE  iscrizione ordine n. 15237

GIANLUCA ADAMI iscrizione ordine n. 14031

CARLO MURATORI  iscrizione ordine n. 4781

FERDINANDO IZZO  iscrizione ordine n. 10315

MONICA FILIPPINI  iscrizione ordine n. 6168

AGAPITO FORNARI  iscrizione ordine n. 6798

ROBERTO ZOMPI  iscrizione ordine n. 12904

ASSIA DEL FAVERO  iscrizione ordine n. 11987

SARA DE GROSSI iscrizione ordine n. 17296

ELEONORA LUCANTONI iscrizione ordine n. 19960

SARA DINI  iscrizione ordine n. 9907

FRANCESCA DE SANCTIS  iscrizione ordine n. 20186

ANNA SMONE  iscrizione ordine n. 8345

CRISTINA ONORATI  iscrizione ordine n. 13376

SALVATORE CANGIALOSI  iscrizione ordine n. 15538

DORANNA ELETTO  iscrizione ordine n. 15563

CRISTIAN CAPUANI  iscrizione ordine n. 17882

ADRIANA FEO  iscrizione ordine n. 11261

MARIA GIULIA SIMEONE  iscrizione ordine n. 14801

MIRKO MERLETTI  iscrizione ordine n. 19530

RICCARDO GRASSO  iscrizione ordine n. 17226

FURIO VALERIO MONTI  iscrizione ordine n. 3950

ANNA CIVITA PIERETTI  iscrizione ordine n. 16918

LUIGI ARMANDO GEMMO  iscrizione ordine n. 5052

CINZIA MAURIELLO  iscrizione ordine n. 14595

FEDERICA FALAPPA  iscrizione ordine n. 15849

ENRICO ALONZI  iscrizione ordine n. 19166

ALESSIO SANTUCCI  iscrizione ordine n. B491

ETTORE MARIA MAZZOLA  iscrizione ordine n. 10344

AUGUSTO DOLCE  iscrizione ordine n. 6057

LAURA PAPI  iscrizione ordine n. 9624

DANIELA LUISA MONTUORI  iscrizione ordine n. 8640

TIZIANA PESCOSOLIDO  iscrizione ordine n. 13533

AMEDEO GAMBINO  iscrizione ordine n. 16846

LAURA PANE  iscrizione ordine n. 9686

GIUSEPPE NUDI  iscrizione ordine n. 14557

CHIARA CAPRETTI  iscrizione ordine n. 16383

PAOLA MARINO  iscrizione ordine n. 12528

GAETANO CENCI  iscrizione ordine n. 15677

LAURA MICOCCI  iscrizione ordine n. 9500

FERRUCCIO MICOCCI  iscrizione ordine n. 1074

CHIARA TIBERTI  iscrizione ordine n. 20293

GIUSEPPE DE NITTIS  iscrizione ordine n. 13568

FABIO TURBOLENTE  iscrizione ordine n. 13296

VILMA DELFINI  iscrizione ordine n. 5733

ALESSANDRA PISEDDU  iscrizione ordine n. 9755

ROMOLO BELVEDERE  iscrizione ordine n. 5663

RICCARDO ABRAMO  iscrizione ordine n. 5260

ROMINA PERITORE  iscrizione ordine n. 19359

STEFANIA CAMPO  iscrizione ordine n. 11274

CAMILLA THERMES  iscrizione ordine n. 13284

EUGENIO TENNERIELLO  iscrizione ordine n. 16888

ISA GIOVANNA CIAMPELLETTI  iscrizione ordine n. 6779

FERNANDA MAXIA  iscrizione ordine n. 2981

ALESSANDRO STELLA  iscrizione ordine n. 13151

GIORGIO MITROTTA  iscrizione ordine n. 5376

FABRIZIO ENA  iscrizione ordine n. 6864

EMILIO RIVETTI  iscrizione ordine n. B132

GIOACCHINO CIANCAGLIONI  iscrizione ordine n. 3327

EMANUELA GINESI iscrizione ordine n. 9897

GIOVANNI DI FRANCO  iscrizione ordine n. 15365

GIANNI BALDI  iscrizione ordine n. 9533

EMANUELA GUERRUCCI  iscrizione ordine n. 11820

LETIZIA LICASTRO  iscrizione ordine n. 11607

MASSIMILIANO BENGA  iscrizione ordine n. 13245

MARIA DANIELA PEDICINI  iscrizione ordine n. 12701

SILVIA MARINAI  iscrizione ordine n. 14617

ANDREA GUIDI  iscrizione ordine n. 19247

GUSTAVO GRASSI  iscrizione ordine n. 6871

GABRIELLA CENTOFANTI  iscrizione ordine n. 12142

DIONYSIA AIKATERINI DRAKOU  iscrizione ordine n. 20938

LUISA BENATO  iscrizione ordine n. 4324

MARCO BONI  iscrizione ordine n. B226

MASSIMO VEGNI  iscrizione ordine n. 2706

SIRIANA CANIGGIA  iscrizione ordine n.6757

LOREDANA ANTONACCIO  iscrizione ordine n. 11033

MICHELA MARZOLI  iscrizione ordine n. 14461

ALESSANDRO MOCCIA  iscrizione ordine n. 7751

FRANCESCO PEZZINI  iscrizione ordine n. 7125

MARCO DI MARCO  iscrizione ordine n. 11328

MATTEO GRIMALDI  iscrizione ordine n. 14896

ESTER FANALI  iscrizione ordine n. 15279

FRANCESCO LIPARI  iscrizione ordine n. 18452

FRANCESCA DI MARTINO  iscrizione ordine n. 5922

LUCIANO DE LUCA  iscrizione ordine n. 9261

FEDERICO ANSELMI  iscrizione ordine n. 8977

TIZIANA IACOBACCI  iscrizione ordine n. 17391

LAVINIA TOSELLI   iscrizione ordine n. 19318

GIORGIO PAPALE   iscrizione ordine n. 2086

MAURIZIO MILIA   iscrizione ordine n. 11780

GIULIA MEOZZI   iscrizione ordine n. 18640

GELINDO FORLINI   iscrizione ordine n. 8983

UMBERTO AVALLONE   iscrizione ordine n. B219

ALESSANDRO TRABALLANO  iscrizione ordine n. B220

ANTONIO ZONFRILLO   iscrizione ordine n. 10705

GULGIELMO BARDARO GRELLA   iscrizione ordine n. B240

FURIO EMILIANI   iscrizione ordine n. 9943

CLAUDIA CLEMENTINI   iscrizione ordine n. 19556

PATRIZIA MARASCO   iscrizione ordine n. 17206

ELEONORA GUGLIELMI   iscrizione ordine n. 17772

GIUSEPPINA DI GIULIO   iscrizione ordine n. 8268

ELISABETTA VIRDIA   iscrizione ordine n. 10037

ALESSANDRO MARIA ANGELETTI   iscrizione ordine n. 5133

FRANCESCO PEZZINI   iscrizione ordine n. 7125

FAUSTA MECARELLI   iscrizione ordine n. 8468

DIOMIRA PIRO   iscrizione ordine n. 10769

FERNANDO TORNISIELLO   iscrizione ordine n. 7837

LUCIANO MORONCELLI   iscrizione ordine n. 9423

EMANUELA MENTUCCIA   iscrizione ordine n. 15683

PAOLO BONI   iscrizione ordine n. 16850

MARCO FALIERO   iscrizione ordine n. 21067

CARLO CASTELLI   iscrizione ordine n. 9216

PAOLA VENTURINI   iscrizione ordine n. 8272

FABIO BALDINI   iscrizione ordine n. 13143

VERA CECILIA DE MOURA LEME   iscrizione ordine n. 11206

EMILIA ANTONUCCI   iscrizione ordine n. 14672

GABRIELE FASSINA   iscrizione ordine n. 17625

ARCANGELO DI CESARE   iscrizione ordine n. 11129

ISABELLA MANNINO   iscrizione ordine n. 16645

MARTINO PIRELLA  iscrizione ordine n. 13115

VALERIO TACCONE   iscrizione ordine n. 18105

DUNIA MICHELETTO   iscrizione ordine n. 17458

ALESSANDRO OTTAVIANI   iscrizione ordine n. 12597

DANIELE SERRETTI   iscrizione ordine n. 14868

TERESA RICCARDI   iscrizione ordine n. 11241

GIAMBATTISTA PAGLIARULO   iscrizione ordine n. 4462

ALESSANDRO ANNUNZIATA   iscrizione ordine n. 15962

MASSIMO FAMIGLINI   iscrizione ordine n. 4583

FRANCESCO D’AMBROSIO   iscrizione ordine n. 16755

NIVES BARRANCA   iscrizione ordine n. 16763

FEDERICA DE MARZI   iscrizione ordine n. 13178

HOSSEIN MAHOUTIPOUR   iscrizione ordine n. 9276

MARCO SARDELLA   iscrizione ordine n. 13205

VALERIA CARADONNA   iscrizione ordine n. 16312

AURELIO SEVERINI   iscrizione ordine n. 12421

STEFANO CAVINATO   iscrizione ordine n. 4695

MARIA LETIZIA MANCUSO   iscrizione ordine n. 3390

MONICA GUERRA   iscrizione ordine n. 14421

MARGHERITA SOLDO   iscrizione ordine n. 11719

MARIELLA TESSE   iscrizione ordine n. 13914

SCILLA IACUTONE  iscrizione ordine n. 17509

MARINA CHECCHI  iscrizione ordine n. 15913

TIZIANA SILVANI  iscrizione ordine n. 3888

ROBERTA AMOROSI   iscrizione ordine n. 11305

SOFIA SCRIPILLITI   iscrizione ordine n. 16988

VIVIANA VIGNOLI    iscrizione ordine n. 13176

ERSILIA JOSEFINA DI CESARE   iscrizione ordine n. 11041

SERGIO TARANTELLI  iscrizione ordine n. 4844

PIETRO BAUSANO   iscrizione ordine n. 5869

SANDRO TOZZI   iscrizione ordine n. 16551

ROBERTO COLAIORI  iscrizione ordine n. 6745

ANTONIO FUSCO  iscrizione ordine n. 3332

STEFANO SANTINI  iscrizione ordine n. 9852

FABRIZIO DE SANTIS  iscrizione ordine n. B44

NICOLA MITOLA  iscrizione ordine n. 19106

FRANCESCA BALDUZZI  iscrizione ordine n. 15704

MARIA MUSCO  iscrizione ordine n. 8478

GIOVANNA BASSI  iscrizione ordine n. 4443

CHIARA SCANDALETTI  iscrizione ordine n. 14011

ILARIA OLIVIERI  iscrizione ordine n. 19256

CRISTINA MOLFETTA  iscrizione ordine n. 14403

ANDREA ROSSETTI  iscrizione ordine n. 11517

PAOLA DE SANTIS  iscrizione ordine n. 9314

AURELIO TAMBURRINI  iscrizione ordine n. 16614

ANDREA STIPA  iscrizione ordine n. 9189

FABIO TURRI   iscrizione ordine n. 15275

SILVIA PALOMBI  iscrizione ordine n. 12627

MICHELA MULIERI  iscrizione ordine n. 12042

MARIA CARLA ARRIGO  iscrizione ordine n. 14719

GIULIA RONCORONI   iscrizione ordine n. 13897

LIVIA EUSEBI  iscrizione ordine n. 9151

SABRINA FEDERICI  iscrizione ordine n. 12483

PASQUALE D’AMATO  iscrizione ordine n. 9350

ROBERTO SACCO  iscrizione ordine n. 17066

MICHELE MODICA BOSINCO  iscrizione ordine n. 15585

CRISTINA MURA  iscrizione ordine n. 18476

ALESSANDRO DE VITO  iscrizione ordine n. 16631

MONICA INGAGLIO  iscrizione ordine n. 11885

FRANCO PIRONE  iscrizione ordine n. 6546

VANESSA ZERTANNA  iscrizione ordine n. 12242

MAURO FILIPPI  iscrizione ordine n. 4464

CLAUDIO FIORAMANTI  iscrizione ordine n. 12106

PAOLA FERMANI  iscrizione ordine n. 10058

GIANLUCA CHITI  iscrizione ordine n. 13482

CHIARA CECCARELLI  iscrizione ordine n. 20370

MARIA DE SANTIS  iscrizione ordine n. B242

SETTIMIO NARCISO FASANO  iscrizione ordine n. 8319

ELISABETTA FULIGNI  iscrizione ordine n. 16070

MARCO SANTACESARIA  iscrizione ordine n. 7476

BARBARA ROSSETTI  iscrizione ordine n. 11478

ENRICO CALCARA   iscrizione ordine n. 7475

NICOLA VALLARELLI   iscrizione ordine n. 15341

LAURA ORTENZI   iscrizione ordine n. 16995

MOIRA MELONI   iscrizione ordine n. 16072

LEONARDO RUBINI   iscrizione ordine n. 12536

ANTONIO CORRENTI   iscrizione ordine n. 13790

RAFFAELLA MARROCCO   iscrizione ordine n. 14386

STEFANIA DE NOTARPIETRO   iscrizione ordine n. 17329

DANIELA MARTELLOTTI   iscrizione ordine n. 11982

GIORDANA SPAZIANI   iscrizione ordine n. 20614

LARA BONVINO   iscrizione ordine n. 13896

FRANCESCA VERONICA RUBATTU  iscrizione ordine n. 15639

ROBERTA FORTUNA  iscrizione ordine n. 18238

MARTA PUTELLI  iscrizione ordine n. 16404

ARIANNA MARINO  iscrizione ordine n. 19731

MARIA CRISTINA QUINTIERI  iscrizione ordine n. 10334

CARLO PEISER  iscrizione ordine n. B25

ALESSANDRA DE MATTEO  iscrizione ordine n. 13194

ELEONORA AFAN DE RIVERA COSTAGUTI  iscrizione ordine n. 18323

RICCARDO MORICHETTI  iscrizione ordine n. 12191

MAURIZIO SCHITO  iscrizione ordine n. 9764

RENZO BERNARDINI  iscrizione ordine n. 17638

DANIELA FERRAGNI  iscrizione ordine n. 4769

BRUNO ROCCO FACCIOLO  iscrizione ordine n. 15592

ALESSANDRA ZARFATI  iscrizione ordine n. 7237

ETTORE GIROLAMI  iscrizione ordine n. 13509

LUISA PETRUZZI  iscrizione ordine n. 17718

MASSIMO VEGNI  iscrizione ordine n. 2706

RAFFAELLA SASSO  iscrizione ordine n. 20759

SIMONA COLLALTI  iscrizione ordine n. 15102

MASSIMO MURGIA  iscrizione ordine n. 8663

FEDERICA GRECO  iscrizione ordine n. 14390

LEONARDO SCARCELLA  iscrizione ordine n. 9844

PAMELA ZAMBOTTI  iscrizione ordine n. 10442

COSIMO VITO DE NORA  iscrizione ordine n. 6908

ENRICO GIUSEPPE MORRA  iscrizione ordine n. 4478

GIUSEPPE PARISIO  iscrizione ordine n. 10230

GIUSEPPE CURATOLO  iscrizione ordine n. 6971

ANNA RITA EMILI  iscrizione ordine n. 9570

GUERRINO BONCI  iscrizione ordine n. 12248

ANDREA ZACCHEO  iscrizione ordine n. 11481

MARCELLO BUZI  iscrizione ordine n. 7877

VINCENZO DIANA  iscrizione ordine n. 7745

EMANUELA VECCHIO   iscrizione ordine n. 14959

BRUNO D’AMATO   iscrizione ordine n. 3167

VIOLA CAMILLUZZI  iscrizione ordine n. B400

ALESSIA MOGLIANI  iscrizione ordine n. 16038

MASSIMO COCCIOLITO  iscrizione ordine n. 15093

ANGELO PONZI  iscrizione ordine n. 14983

MARIA ROSA FANUELE  iscrizione ordine n. 9653

FABIO BARILARI  iscrizione ordine n. 11464

ANTONIO APORTONE  iscrizione ordine n. 6353

SIMONA GRAZIANI  iscrizione ordine n. 12822

MARGHERITA GIUFFRE’  iscrizione ordine n. 14634

SECONDINO RICCI  iscrizione ordine n. 14301

UGO GIULIANI  iscrizione ordine n. 14113

MAURIZIO GALEAZZI  iscrizione ordine n. 12821

DANIELA DI PERNA  iscrizione ordine n. 14301

SABRINA NARDINI  iscrizione ordine n. 13063

MARA DI CARLO  iscrizione ordine n. 12898

ALESSIO SCARALE  iscrizione ordine n. 14265

CLAUDIO CANESTRARI  iscrizione ordine n. 2315

VIRGINIO MELARANCI  iscrizione ordine n. 8314

GIORGIO ROSSETTI  iscrizione ordine n. 12352

FRANCESCA D’ANGELO  iscrizione ordine n. 13973

IRENE SABATINO  iscrizione ordine n. 17079

DOMENICO MARCELLI  iscrizione ordine n. 15205

FERDINANDO FRANCIOSINI  iscrizione ordine n. 4151

DANIELE NEGRI  iscrizione ordine n. 12123

MARIA CRISTINA ORSI  iscrizione ordine n. 11783

FRANCESCO SORRENTINO  iscrizione ordine n. 12944

GABRIELLA MARIA CARLA SOLA  iscrizione ordine n. 11194

SARAH TESTERINI  iscrizione ordine n. 11990

GABRIELE COCOZZA  iscrizione ordine n. 14090

GIANFILIPPO REBECCHINI  iscrizione ordine n. 17528

ARNALDO CANOCCHI  iscrizione ordine n. 12835

ALBERTO GAZZE’  iscrizione ordine n. 5829

STEFANIA BRUTI  iscrizione ordine n. 10050

GRAZIANO CAPITINI  iscrizione ordine n. 18304

STEFANIA SACRIPANTI  iscrizione ordine n. 18136

DANIELE DI LORETO  iscrizione ordine n. 16837

MAURO ANFOLSI  iscrizione ordine n. 15020

DANILO SPAGNUOLO  iscrizione ordine n. 16718

LAURA MARCHESI  iscrizione ordine n. 11767

ENRICO D’AGOSTINO  iscrizione ordine n. 10437

ANTONIO ROSSI  iscrizione ordine n. 4129

ALBERTO PIETROFORTE   iscrizione ordine n. 11482

FRANCESCO DE LA VILLE SUR ILLON  iscrizione ordine n. 4726

GIANNI CUOCO  iscrizione ordine n. 4656

VALERIA EMANUELE   iscrizione ordine n. 12379

SIMONA RENDA  iscrizione ordine n. 14556

MARIA ELISABETTA CATTARUZZA  iscrizione ordine n. 10592

CARLO VALORANI  iscrizione ordine n. 10593

ANGELO PALLONI  iscrizione ordine n. 10858

MICHELA MERONE   iscrizione ordine n. 12591

PATRIZIA MAGNANIMO   iscrizione ordine n. 18685

LUCIANO MORONCELLI   iscrizione ordine n. 9423

ALESSANDRO SBORDONI  iscrizione ordine n. 17951

ANTONIO AQUILINO  iscrizione ordine n. 14096

DOMIZIA MANDOLESI  iscrizione ordine n. 8399

ANGELICA FORTUZZI  iscrizione ordine n. 12377

SABINA BRINATI  iscrizione ordine n. 13128

SILVIA GUZZINI  iscrizione ordine n. 16278

LUCIA FRATTO  iscrizione ordine n. 13951

FRANCO MANNARINO  iscrizione ordine n. 8027

FRANCO TEGOLINI  iscrizione ordine n. 1581

STEFANIA LOI  iscrizione ordine n. 11793

BRUNELLO BERARDI  iscrizione ordine n. 1720

MATTEO VILLANI  iscrizione ordine n. 16789

CHIARA ALIPPI  iscrizione ordine n. 15963

MARIA BARRANCA  iscrizione ordine n. 10298

TECLA MAZZARELLA  iscrizione ordine n. 15120

VALERIA RUTELLA  iscrizione ordine n. 14501

FLORENCE LE PRIOL   iscrizione ordine n. 17766

CRISTINA CANCI   iscrizione ordine n. 13129

ANNA MARIA CIANI   iscrizione ordine n. 8514

SEFANO CELESTINI CAMPANARI  iscrizione ordine n. 14006

ALBERTO CAVALLARI  iscrizione ordine n. 7508

ERIKA ORAZIETTI  iscrizione ordine n. 17641

DAVIDE PATERNA  iscrizione ordine n. 18818

GIUSEPPE GIMIGLIANO  iscrizione ordine n. 13770

ALESSIO CILIBERTI  iscrizione ordine n. 17262

MARCO ROSATO  iscrizione ordine n. 11886

MAIA GATTELLA  iscrizione ordine n. 17260

ELISABETTA PROCIDA  iscrizione ordine n. 12457

GIAN FRANCO DI LORETO  iscrizione ordine n. 7081

LORETO POLICELLA  iscrizione ordine n. 5507

ROSALIA BONANATA  iscrizione ordine n. 13559

RICCARDO D’AQUINO  iscrizione ordine n. 7943

GIOIA MARIA BARCHIESI GHENZI  iscrizione ordine n. 7944

FRANCESCO NARDI  iscrizione ordine n. 17587

MAURO OLEVANO  iscrizione ordine n. 13851

FRANCESCO CORRENTI  iscrizione ordine n. 1970

SIMONETTA PASCUCCI  iscrizione ordine n. 8541

ARNALDO MARINO  iscrizione ordine n. 5218

GIOVANNA RANDOLFI   iscrizione ordine n. 14223

ALESSANDRA FIDANZA  iscrizione ordine n. 16053

LUCA MILAN  iscrizione ordine n. 13633

CARLOTTA GIANNESSI  iscrizione ordine n. 12533

EMILIANO ANTOCI  iscrizione ordine n. 12659

MONICA MOLINARO  iscrizione ordine n. 15739

SAVERIA PISANO  iscrizione ordine n. 10008

ANNA CHECCHI  iscrizione ordine n. 16315

GABRIELE MANNINO  iscrizione ordine n. 13879

LILIANA MAURIELLO  iscrizione ordine n. 13308

MICHELA PASQUARELLI  iscrizione ordine n. 12391

ALESSANDRA DI TOMMASO  iscrizione ordine n. 17353

CARLO MAURIZIO SOCRATE LIZZINI  iscrizione ordine n. 16114

ANTONELLA LOBOSCO  iscrizione ordine n. 16224

LUCA ANTONACCI  iscrizione ordine n. 12184

PHANIA VALENTE  iscrizione ordine n. 17200

GRAZIELLA VITALIANO iscrizione ordine n. 8888

PAOLA GIORGIOLI  iscrizione ordine n. 13286

DANIELA BIANCO iscrizione ordine n. 15605

PASCALE CARBONE  iscrizione ordine n. 18767

SIMONA ARAGNO iscrizione ordine n. 13452

MARIA GRAZIA TRILLO’  iscrizione ordine n. 8432

ALESSANDRO DE SANCTIS  iscrizione ordine n. 13137

LORENZA BARTOLAZZI iscrizione ordine n. 12785

GIUSEPPA GULINO  iscrizione ordine n. 10740

NELLY MARIA CARCELEN  iscrizione ordine n. 18558

VIVIANA FABIETTI  iscrizione ordine n. 18170

VALENTINA ROSSETTI  iscrizione ordine n. 13155

ALESSIA RAHO  iscrizione ordine n. 14852

EMANUELA BONELLA  iscrizione ordine n. 17894

DIEGO SABATINO  iscrizione ordine n. 14913

FLAVIA SCANZANI  iscrizione ordine n. 8931

LUCA SCANDALETTI  iscrizione ordine n. 14444

PAOLA ROSATI  iscrizione ordine n. 3871

ROSA SINISI  iscrizione ordine n. 7336

GIOVANNI FAVILLA  iscrizione ordine n. 13015

MARIA GIUSEPPINA TRADARDI  iscrizione ordine n. 5189

MICHELE LEONARDI  iscrizione ordine n. 13168

GABRIELE MAZZEI  iscrizione ordine n. 19233

SILVANA PASQUALI  iscrizione ordine n. 5912

MIRELLA CONTESTABILE  iscrizione ordine n. 11372

MARTA MORCIANO  iscrizione ordine n. 16707

MANUELA GARGARI  iscrizione ordine n. 9019

LUISA PETRUZZI  iscrizione ordine n. 17718

MARINA RUFINI  iscrizione ordine n. 15808

CRISTINA MARZIALE  iscrizione ordine n. 10115

MASSIMO SPIGARELLI  iscrizione ordine n. 6142

ANNA MARIA SARDELLA  iscrizione ordine n. 8743

FLORINDO PETACCHIA  iscrizione ordine n. 6468

DAVIDE LUCENTE   iscrizione ordine n. B293

LAURA FERRETTI  iscrizione ordine n. 6726

GIOVANNI DI FRANCO   iscrizione ordine n. 15365

ILARIA DELSERE   iscrizione ordine n. 16465

FRANCESCO BIANCHI   iscrizione ordine n. 2082

LORENA TACCALITI  iscrizione ordine n. 12331

DIEGO ANGELONI  iscrizione ordine n. 16084

GIANLUIGI TRIPALDI  iscrizione ordine n. 16262

ALESSANDRA PREZZI  iscrizione ordine n. 18805

GIAMPIERO ROCCHI  iscrizione ordine n. 5546

PIETRO CELLINI  iscrizione ordine n. 19312

DANILO NOVELLI  iscrizione ordine n. 14873

MASSIMO GROSSI  iscrizione ordine n. 10848

ANTONIO MARINCOLA  iscrizione ordine n. 11440

ELEONORA BURZICHELLI  iscrizione ordine n. 11015

LAURA FORTUNATO  iscrizione ordine n. 14786

GIUSEPPE ARECCHI  iscrizione ordine n. 16194

CLAUDIA SABINA GIORDANO  iscrizione ordine n. 11202

ALESSANDRO DI SILVESTRO  iscrizione ordine n. 13233

PASQUALE CASCELLA  iscrizione ordine n. 5323

ALESSANDRO MAZZA  iscrizione ordine n. 12590

FRANCESCA RAGANATO  iscrizione ordine n. 16164

ALFONSO TUTORE  iscrizione ordine n. 17746

MARIA VINCENZA SIGNORILE  iscrizione ordine n. 11687

FEDELE MORETTI  iscrizione ordine n. 16359

SANDRO SCROCCA  iscrizione ordine n. 7492

CRISTINA DE SIMONE  iscrizione ordine n. 15319

ADRIANO PALMARINI  iscrizione ordine n. 14215

RENATO PASQUALE LASTORIA  iscrizione ordine n. 13556

ROBERTO TRANQUILLI  iscrizione ordine n. 5434

MARIO DI FRANCESCO  iscrizione ordine n. 8398

FRANCESCO NOLLI  iscrizione ordine n. 9464

FABIANA DORE  iscrizione ordine n. 15245

FABIO MAZZELLA  iscrizione ordine n. 9081

FABRIZIA MASCOLO  iscrizione ordine n. 15296

EMANUELE MIUCCI  iscrizione ordine n. 12570

SILVIA SANTINI  iscrizione ordine n. 9685

DOMENICO PULLINO  iscrizione ordine n. 20755

ELENA MIGLIACCIO  iscrizione ordine n. 15234

MARIA FANO  iscrizione ordine n. 6107

DANIELA FERRAGNI  iscrizione ordine n. 4769

SIMONE FORTI  iscrizione ordine n. 16605

FABRIZIO LATINI  iscrizione ordine n. 16372

CHIARA BONAVENTURA  iscrizione ordine n. B592

GIANFRANCO MARZIALE  iscrizione ordine n. 2476

GILBERTO PUTIGNANO  iscrizione ordine n. 14807

GIULIA MENEGOTTO  iscrizione ordine n. 20523

FABRIZIO ASSELTA  iscrizione ordine n. B72

LEONARDO BUSIRI VICI  iscrizione ordine n. 9593

MARCO CASALI  iscrizione ordine n. 13796

GLORIA COLTELLACCI  iscrizione ordine n. 12310

MASSIMILIANO CRISTOFARI  iscrizione ordine n. 17936

GIAN PIERO MURGIA  iscrizione ordine n. 7491

DIEGO DE CONCA  iscrizione ordine n. 14332

MARIO BRINI  iscrizione ordine n. 4120

FRANCESCO BUONGARZONI  iscrizione ordine n. 19199

FABRIZIO PANICO  iscrizione ordine n. 16474

GIOVANNI ANGELO LAGOZINO  iscrizione ordine n. 12686

LUIGI SECONDO GIOGGI  iscrizione ordine n. 3268

MARCO RUCCI  iscrizione ordine n. 15400

LORENZO FRANCINI  iscrizione ordine n. 15926

GRAZIELLA SERRA  iscrizione ordine n. 18836

ALESSANDRA APOS  iscrizione ordine n. 20469

FAUSTO CACCHI  iscrizione ordine n. 20444

ANTONIO CONFALONE  iscrizione ordine n. 18194

FRANCESCO D’ANGELO  iscrizione ordine n. 7275

MARCO TAGLIANI  iscrizione ordine n. 20444

GIORGIO MITTIGA  iscrizione ordine n. 7008

GUIDO BORGOGELLI  iscrizione ordine n. 6556

GIANNI ROSSI  iscrizione ordine n. 11346

GUGLIELMO BARDARO GRELLA  iscrizione ordine n. B240

MARIA MICHELA PEPE  iscrizione ordine n. 11444

GUGLIELMO MALIZIA  iscrizione ordine n. 18057

GIULIA ROTELLI  iscrizione ordine n. 20530

RICCARDO BONACCHI   iscrizione ordine n. 7463

GAETANO INGAGLIO   iscrizione ordine n. 2354

SANDRO BALSAMA’   iscrizione ordine n. 8693

SANDRO TOZZI  iscrizione ordine n. 16551

MARIANO GUGLIELMO NANIA   iscrizione ordine n. 6935

PAOLO FRACASSO  iscrizione ordine n. 9806

ANNA POGLIAGA  iscrizione ordine n. 9354

SILVIO CECCUCCI  iscrizione ordine n. 9296

GIUSEPPE PAPILLO  iscrizione ordine n. 8745

MARIA D’OTTAVIO  iscrizione ordine n. 13518

ARIANNA PANFILI  iscrizione ordine n. 18977

ALESSANDRA BORZI  iscrizione ordine n. 17076

FRANCESCO TERENZIO  iscrizione ordine n. 6512

PAOLO BASSINO  iscrizione ordine n. 7366

SARA PALMIERI  iscrizione ordine n. 19502

MICAELA D’EMILI  iscrizione ordine n. 20517

GIANCARLO MARRA  iscrizione ordine n. 10981

MARCO RAMASSOTTO  iscrizione ordine n. 15167

MARIA GIOVANNA PASINI  iscrizione ordine n. 14139

FABIO PASCARELLA  iscrizione ordine n. 11759

MASSIMO VALENTE  iscrizione ordine n. 7049

LUCIANO BRACCIANI  iscrizione ordine n. 5783

MARIA LUDOVICA SICILIANI  iscrizione ordine n. 9768

IVANO ALVITI  iscrizione ordine n. 10277

CRISTINA MORASCHINI  iscrizione ordine n. 12595

VIERI BANDINELLI  iscrizione ordine n. 13157

BRUNO SETTE  iscrizione ordine n. 2808

FRANCO MUTO iscrizione ordine n. 7630

ANGELO GELSUMINO iscrizione ordine n. 8537

ENRICO DE CURTIS iscrizione ordine n. 15095

RITA SANTILLI iscrizione ordine n. 3892

GAIA SOLUSTRI iscrizione ordine n. 6198

EMANUELE ROSA iscrizione ordine n. 12704

ASSUNTA GUIDI iscrizione ordine n. 12834

ESMERALDA VALENTE iscrizione ordine n. 12176

RICCARDO ALESSANDRONI iscrizione ordine n. 11931

BENITO VALENTE iscrizione ordine n. 5067

SIMONA MUCCARI iscrizione ordine n. 14916

RAFFAELLO GIANNETTI iscrizione ordine n. 8355

ERIKA TERLINI iscrizione ordine n. 18904

PAOLO CORTI iscrizione ordine n. 11979

NICOLA AFAN DE RIVERA COSTAGUTI iscrizione ordine n. 6536

PAOLA PIMPINI iscrizione ordine n. 11112

TIZIANA CIOCCARELLI iscrizione ordine n. 8363

MASSIMO CARDONE  iscrizione ordine n. 12932

MATILDE COSTA iscrizione ordine n. 8682
FRANCESCO BELLARDI  iscrizione ordine n. 10052
MARIA TERESA CAPUTO iscrizione ordine n. 10111
ANGELICA ZOLLA   iscrizione ordine n. 13504

ALESSANDRO RIDOLFI iscrizione ordine n. 12006

CHRISTIAN ROCCHI iscrizione ordine n. 12592

L’Ordine di Roma non ritiene doveroso rispondere alle richieste degli iscritti

Venerdì 11 maggio abbiamo inviato al Consiglio dell’Ordine degli Architetti di Roma una semplice richiesta di poter pubblicare sul sito ufficiale www.architettiroma.it, la notizia della sottoscrizione per la richiesta di un’Assemblea straordinaria dell’Ordine, già sottoscritta da quasi 500 iscritti.

Ci sembrava normale e logico che, il sito dell’Ordine a cui siamo iscritti, (pagato con i soldi delle nostre quote di iscrizione), dove vengono pubblicati avvisi e notizie di ogni genere e di qualsiasi organizzazione, ospitasse un annuncio di tale importanza che riguarda tutti gli iscritti.

A quanto pare il Consiglio dell’Ordine non è dello stesso avviso, infatti, nonostante il nostro sollecito del 26 maggio, non ha ritenuto nemmeno di dover rispondere dimostrando una totale mancanza di rispetto nei confronti di quasi 500 iscritti che sono comunque un terzo del numero di voti medio con cui è stato eletto, alle ultime elezioni del 2009, l’attuale Consiglio.

Ciò dimostra ancora una volta la distanza abissale tra gli iscritti, vessati nella loro condizione professionale sempre più drammatica, e il Consiglio dell’Ordine che si rinchiude sempre di più nel suo fortino per paura di confrontarsi con la realtà.

Per dovere di cronaca riteniamo opportuno sottolineare che alcuni Consiglieri non hanno condiviso questa scelta e ritengono giusta e doverosa la nostra sottoscrizione a cui aderiranno.

Non ci sarà dato, quindi, alcuno spazio sul portale dell’Ordine, ma noi continueremo a diffondere la notizia della sottoscrizione perché riteniamo doveroso un impegno e una partecipazione da parte di tutti in un momento come questo.

Le nostre richieste non sono dovute a una volontà, come molti vogliono far credere, di cercare poltrone per sostituirci agli attuali Consiglieri, ma sono dovute semplicemente al buon senso, alla ricerca di trasparenza, alla necessità di avere un ordine professionale completamente rinnovato nei suoi compiti, finalità e funzionamento.

Non ci troviamo niente di male a voler chiedere maggiori informazioni su:

  • nascita di una Fondazione pagata con i nostri soldi;
  • funzionamento di società srl, di proprietà di tutti noi, dove non ci sembra garantita sufficientemente l’alternanza degli amministratori, la trasparenza dei bilanci, l’apertura a tutti nella gestione degli incarichi.

Non ci troviamo nulla di male a voler discutere con gli iscritti di una riforma così importante come quella degli Ordini, (sono quasi 100 anni che esiste l’attuale regolamento degli Ordini), che andrà fatta entro agosto 2012.

Per tutte queste ragioni riteniamo indispensabile sottoscrivere la richiesta di un’Assemblea straordinaria dell’Ordine.

SOTTOSCRIVI anche tu, inviando una mail  dal tuo indirizzo di posta certificata, all’indirizzo:

amatelarchitettura@pec.it

scrivendo: sottoscrivo la richiesta di un’Assemblea straordinaria
nome, cognome e numero di iscrizione all’Ordine.
in alternativa puoi inviare una mail normale all’indirizzo: info@amatelarchitettura.com