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Rispetto della legge sulla rielegibilità nei consigli degli Ordini degli architetti!

27 settembre 2017

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Siamo convinti che la candidatura dell’Arch Ridolfi alle prossime elezioni per il rinnovo del Consiglio dell Ordine di Roma PPC sia stata presentata in aperta violazione della normativa vigente che limita a 3 il numero massimo di mandati consecutivi.

La nostra lettera aperta ai commponenti della lista Noi-Architetti, a parte un commento sul nostro blog, sembra essere caduta nel vuoto.

Abbiamo quindi deciso di lanciare una petizione da inviare al Consiglio Nazionale degli Architetti PPC, per solelcitarlo ad esprimersi sulla questione e dichiarare “prima delle elezioni” se l’arch Ridolfi è eleggibile oppure no e a invalidare la sua candidatura.

La petizione è relativa al caso specifico di Roma che conosciamo bene, ma ci risulta che situazioni analoghe si stiano verificando in diversi ordini provinciali; per cui invitiamo anche gli iscritti di altre parti di Italia a sottoscrivere la petizione in maniera da sollecitare una presa di posizione da parte del CNA che possa dire la parola fine a questo genere di abusi.

Questo il testo della petizione.

“Gli Ordini professionali, come altre amministrazioni con funzioni di pubblica utilità, sono governati da Consigli che vengono rinnovati ogni 4 anni tramite elezioni.
Per un principio di trasparenza e democrazia, regolato dall’art. 2, comma 4, del DPR N. 169/2005 e dell’art. 2, comma 4-septies, del DL N. 225/2010, non si può essere eletti per più di 3 mandati consecutivi.
L’arch. Alessandro Ridolfi, presidente uscente dell’Ordine degli Architetti p.p.c. di Roma è stato eletto Consigliere, con cariche di tesoriere e, successivamente, di vice presidente ed infine di presidente per 5 mandati consecutivi, fin dal 1999.
 Ora, a seguito dell’entrata in vigore del D.P.R. N. 169/2005, nella corrente tornata elettorale, si è candidato per la sesta volta consecutiva alle elezioni, la quarta dall’entrata in vigore del DPR 169/2005, consapevole della sua ineleggibilità.
Con la presente chiediamo al Consiglio Nazionale degli Architetti p.p.c., massima autorità di controllo degli architetti, di invalidare la candidatura dell’arch. Ridolfi con l’autorità del potere di surroga dato dalla mancata indizione delle elezioni nei tempi stabiliti per legge.
La candidatura dell’arch. Ridolfi rappresenta un affronto ai principi di alternanza, alla base delle regole democratiche, sottintesi dalla legge. L’eventuale elezione dello stesso, inoltre rappresenterebbe un grave danno per l’Ordine stesso e per tutti i suoi iscritti a causa dei sicuri ricorsi ai tribunali amministrativi che ne scaturirebbero con la conseguenza di una paralisi amministrativa dell’organo e di un molto probabile annullamento delle elezioni con evidente danno erariale.”

Questo è il link alla petizione.

Tuscia felix

3 settembre 2014

La Tuscia Viterbese è la più grande risorsa paesaggistica del Lazio. Grazie ad uno sviluppo industriale limitato, alla sua economia prevalentemente agricola e, soprattutto ad un sistema viario poco sviluppato, i paesi dell’Altro Lazio, con l’eccezione di Viterbo, hanno avuto uno sviluppo edilizio assai limitato. Soprattutto, è mancata la speculazione edilizia nei termini delle altre province, soprattutto quella di Latina.

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Perché è una risorsa? Come può essere valorizzata?
Può essere valorizzata scegliendo di affiancare all’economia agricola, già presente, una tipologia di turismo selezionata che affianchi l’economia esistente.

In realtà è un lavoro che è già in atto almeno da due decenni, ma girovagando per questi paesi si notano differenze vistose nell’approccio al problema.

Ci sono centri come Tuscania e Barbarano Romano che hanno fatto del turismo l’obiettivo principale (Tuscania per il suo patrimonio artistico, Barbarano perché è inserito al centro del Parco Regionale Marturanum) e hanno agito di conseguenza.

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Nel caso di Barbarano, per esempio, il centro storico, che è costruito su uno sperone circondato da forre e boschi, le nuove costruzioni sono state localizzate fuori dalla vista del centro ed è stata approntata una regolamentazione sui materiali e gli interventi compatibili con il patrimonio storico.
L’alluminio anodizzato, tanto per chiarirci, è sparito dal panorama della cittadina.

Ci sono infine piccoli centri come S.Martino al Cimino che vantano natali illustri (la ristrutturazione del borgo fu affidata al Borromini) e sono rimasti pressoché intatti.
Queste sono tre eccellenze, dunque, ma cosa hanno in meno Sutri, Civita Castellana, Soriano nel Cimino e Ronciglione (e non solo queste)? Solo e semplicemente una maggiore attenzione e pianificazione dell’attività edilizia, con un occhio di riguardo all’impatto sul paesaggio.
Quando gli amministratori riusciranno a superare gli interessi dei privati (costruisco qui perché mi conviene) in un ottica di valorizzazione del bene comune avvieranno una economia come quella della Toscana, che ha fatto dell’eccellenza e della sostenibilità il suo brand.

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In altre realtà, tempi, sensibilità, sono stati sperimentati interventi volti a coniugare i requisiti funzionali moderni con un richiamo alla tradizione locale.
Una sperimentazione significativa, in questo senso, è stato il quartiere Italia a Terni (città industriale, un contesto differente dalle cittadine citate prima) progettato da Mario Ridolfi.

Amate l’Architettura, anche nell’ottica di sensibilizzazione verso queste tematiche, affianca l’Associazione Stella Errante in un’escursione nella Tuscia Viterbese e nel Ternano, che si terrà il 13 settembre 2014.

Sarà presente anche un rappresentante del nostro Movimento che introdurrà a queste tematiche.
Per informazioni sul viaggio:

Qui un link al nostro album fotografico su Flickr