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Amate l’Architettura aderisce all’appello del Quinto Stato contro il ddl Fornero per una nuova idea di lavoro e welfare

I lavoratori autonomi in Italia non hanno alcuna garanzia, il nostro futuro è incerto, oggi non abbiamo un reddito dignitoso e domani non avremo una pensione, il nostro lavoro intellettuale non viene riconosciuto e vuole essere confuso con il mercato.

Non possiamo più assistere immobili alla nostra distruzione, dobbiamo reagire, per questo Amate l’Architettura ha aderito all’appello del Quinto Stato contro il ddl Fornero per una nuova idea di lavoro e welfare, che sarà presentato a Roma:

Sabato 5 Maggio, ore 09,30

presso la Città dell’Altra Economia
Largo Dino Frisullo – Ex Mattatoio

vedi link

Questo è il momento di promuovere, oltre i confini delle singole categorie, la consapevolezza di un obiettivo comune, una coalizione del lavoro indipendente e precarizzato.

Vi invitiamo a partecipare e a sottoscrivere l’appello.

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Basta ingiustificata precarietà e inammissibile sfruttamento

Condividiamo in pieno le parole del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e denunciamo da tempo lo sfruttamento dei giovani professionisti al contrario del Consiglio Nazionale degli Architetti che difende gli sfruttatori.

Il Movimento “Amate l’Architettura” e il Comitato Iva Sei Partita rispondono alla lettera del Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti  Freyrie in merito alla regolarizzazione delle finte partite iva.

Le motivazioni del Presidente Freyrie sono incomprensibili e sbagliate, non si può continuare a ignorare l’esistenza e il perdurare di un fenomeno di sfruttamento dei giovani professionisti.

Dai dati raccolti tramite il sito www.ivaseipartita.it emerge infatti che il 71%, di chi ha compilato il questionario, non si considera un lavoratore autonomo e l’81% ha aperto la partita iva perchè imposta da parte dal datore di lavoro, il 75% non ha nessuna forma di contrattazione scritta e il 71% non può concordare gli orari di lavoro.

La Presidenza del CNA esprime la sua contrarietà senza addurre nessun dato reale del fenomeno, nessuno vuole costringere i professionisti a diventare dipendenti, non si deve confondere la collaborazione tra professionisti con la sottomissione tra datore di lavoro e dipendente.

SCARICA LA LETTERA E INVIALA ANCHE TU AL  CNA

Leggi la lettera:


Architetto Leopoldo Freyrie

Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti PPC

Via di Santa Maria dell’Anima,10   00186 Roma

Fax  06 6879520

direzione.cnappc@archiworldpec.it – direzione.cnappc@archiworld.it

e p.c.

Sen. Mario Monti

Presidente del Consiglio dei Ministri

Prof. Elsa Fornero

Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali

Dott. Corrado Passera

Ministro dello Sviluppo Economico e delle Infrastrutture

Prof. Avv. Paola Severino

Ministro della Giustizia

Roma  30-03-2012

Oggetto: Chiarimenti in merito alla Sua lettera del 27/03/2012Prot. 0000402

Gentile Architetto Freyrie,

Non capiamo la Sua contrarietà alla norma di regolarizzazione delle finte partite iva, inserita nel disegno di legge sulla riforma del lavoro, e non condividiamo la Sua lettera al Governo italiano.

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha recentemente dichiarato: “Basta ingiustificata precarietà e inammissibile sfruttamento, le giovani generazioni, sulle quali grava già un debito pubblico che tende a diventare un fardello insopportabile, devono poter accedere al mercato del lavoro in modo che non siano penalizzate da ingiustificate precarietà o da forme inammissibili di sfruttamento”.

Nelle parole del Presidente Napolitano appare drammaticamente urgente, necessario e non più rimandabile la cessazione delle ingiustizie nel mondo del lavoro, tra cui le finte partite iva.

Sembra che Lei non conosca la realtà italiana: esistono migliaia di giovani professionisti che vengono sfruttati da studi medio grandi e da società di ingegneria che li obbligano a comportarsi da dipendenti, tenendoli però a partita iva con stipendi da fame.

Non si capisce il perché, o forse è chiaro: si vuole confondere le idee facendo ipotesi che non hanno nulla a che vedere con la norma, come quella che il cliente dovrebbe essere obbligato ad assumere il suo architetto di fiducia.

Nella Sua lettera, Lei ipotizza di risolvere gli abusi ricorrendo alla vigilanza sul rispetto delle norme deontologiche, non da parte degli attuali Ordini Professionali, ma dei futuri Ordini riformati nel senso della terzietà: in questo modo ammette candidamente l’effettiva incapacità di svolgere il proprio compito degli attuali Ordini per conflitto d’interesse, rimanda la soluzione del problema a future ed eventuali nuove Istituzioni, e ignora che questo fenomeno interessa anche professionisti che lavorano per srl e imprese non tenute a rispettare il codice etico dell’Ordine, ma la legge dello Stato.

Lei prima dichiara che: “gli iscritti agli Albi hanno un’autonomia tecnica e professionale che contrasterebbe con i doveri del dipendente nei confronti del datore di lavoro, basato sul principio dell’assoggettamento“, e poi che: “due quinti dei nostri iscritti sono dipendenti“, cadendo in un’evidente contraddizione.

Questa norma, volta a presumere, salvo prova contraria, il rapporto di effettiva dipendenza tramite tre parametri, non vieta collaborazioni oltre i sei mesi e non obbliga nessun professionista a diventare dipendente, ma lo garantisce dallo sfruttamento, conferendogli il potere di difendersi dagli abusi e quindi il potere contrattuale di decidere le modalità della sua prestazione. E’ necessario infatti, se si ha a cuore la qualità dell’architettura italiana, riequilibrare il mercato della progettazione: se oggi nelle gare pubbliche ci sono professionisti che fanno sconti dell’80% è anche perché possono contare su una moltitudine di giovani colleghi che vengono sottopagati e costretti a lavorare a partita iva.

Gli studi medio piccoli possono tranquillamente continuare a lavorare senza allarmismi: devono semplicemente non confondere il rapporto di collaborazione, che ci può essere con altri colleghi, con il rapporto di dipendenza, che si basa sul principio dell’assoggettamento, come da Lei giustamente ricordato.

Con i migliori saluti.

Amate l’Architettura

Movimento per l’Architettura Contemporanea

www.amatelarchitettura.com

info@amatelarchitettura.com

Ivaseipartita

www.ivaseipartita.it

info@ivaseipartita.it

Andare…camminare…lavorare

A CAUSA DELLA NEVE L’INIZIATIVA E’ STATA SPOSTATA ALLA PRIMA DOMENICA DI MARZO.

Domenica 4 marzo ore 12.00 presso il mercatino inov(attivo) di piazza Carlo Forlanini a Monteverde – Roma, si svolgerà un’iniziativa di ivaseipartita e amate l’architettura, un dibattito sul tema del lavoro atipico.

Precarietà e flessibilità sono temi fondamentali nel dibattito contemporaneo che interessano il nostro vivere sociale ed individuale. Due paradigmi della condizione attuale, in cui l’incertezza e il disorientamento portano troppo spesso a dare per acquisite delle scelte non condivise e di cui ci sentiamo spettatori passivi. Il lavoro, i rapporti sociali, gli spazi delle nostre città ci appaiono come elementi estranei e incoerenti in cui fatichiamo a riconoscerci.

Negli ultimi venti anni il mondo del lavoro è stato completamente stravolto: il lavoro non è più inteso in modo statico e univoco, ma piuttosto come un percorso che dovrebbe accompagnare l’evolversi della nostra formazione, dei nostri interessi, della nostra vita.

Purtroppo questa idea della flessibilità, nel nostro paese, è diventata precarietà persistente; contratti a chiamata, contratti a progetto, finti stage, finte partite iva e lavoro in nero, sono le forme più ricorrenti usate ed abusate, che nascondono solamente uno svilimento del ruolo sociale dell’individuo.

Una riforma del lavoro, tema di estrema attualità ed urgenza, deve necessariamente ristabilire l’equilibrio tra le parti e contrastare qualsiasi forma di illecito per garantire un futuro a tutti.

Venite a trovarci per portare la vostra testimonianza, prendere informazioni sul mondo del lavoro atipico e sulle nostre attività.

05-febbraio2012