Articoli marcati con tag ‘partita iva’

Andare…camminare…lavorare

A CAUSA DELLA NEVE L’INIZIATIVA E’ STATA SPOSTATA ALLA PRIMA DOMENICA DI MARZO.

Domenica 4 marzo ore 12.00 presso il mercatino inov(attivo) di piazza Carlo Forlanini a Monteverde - Roma, si svolgerà un’iniziativa di ivaseipartita e amate l’architettura, un dibattito sul tema del lavoro atipico.

Precarietà e flessibilità sono temi fondamentali nel dibattito contemporaneo che interessano il nostro vivere sociale ed individuale. Due paradigmi della condizione attuale, in cui l’incertezza e il disorientamento portano troppo spesso a dare per acquisite delle scelte non condivise e di cui ci sentiamo spettatori passivi. Il lavoro, i rapporti sociali, gli spazi delle nostre città ci appaiono come elementi estranei e incoerenti in cui fatichiamo a riconoscerci.

Negli ultimi venti anni il mondo del lavoro è stato completamente stravolto: il lavoro non è più inteso in modo statico e univoco, ma piuttosto come un percorso che dovrebbe accompagnare l’evolversi della nostra formazione, dei nostri interessi, della nostra vita.

Purtroppo questa idea della flessibilità, nel nostro paese, è diventata precarietà persistente; contratti a chiamata, contratti a progetto, finti stage, finte partite iva e lavoro in nero, sono le forme più ricorrenti usate ed abusate, che nascondono solamente uno svilimento del ruolo sociale dell’individuo.

Una riforma del lavoro, tema di estrema attualità ed urgenza, deve necessariamente ristabilire l’equilibrio tra le parti e contrastare qualsiasi forma di illecito per garantire un futuro a tutti.

Venite a trovarci per portare la vostra testimonianza, prendere informazioni sul mondo del lavoro atipico e sulle nostre attività.

05-febbraio2012

Lettera di ivaseipartita ai presidenti nazionali di CNA, CNI e Ordini di Roma

11 settembre 2011

Pubblichiamo volentieri la lettera che i nostri amici di ivaseipartita hanno inviato ai Presidenti Nazionali di Architetti, Ingegneri e ai Presidenti dell’Ordine degli Architetti e degli Ingegneri di Roma.

I rappresentanti di queste Istituzioni non possono continuare a far finta di niente e a non conoscere la grave situazione di irregolarità e di sfruttamento dei giovani professionisti, (probabilmente alcuni di loro hanno nel proprio studio collaboratori a partita iva).

La crisi in cui viviamo è gravissima e colpisce  maggiormente gli architetti perché “erano già in crisi prima della crisi”, non si può obbligare i titolari di uno studio professionale ad assumere i propri collaboratori, ma si deve pretendere una certa deontologia nei confronti di colleghi.

Se no si hanno le possibilità economiche di assumere a tempo indeterminato professionisti architetti o ingegneri si possono scegliere dei collaboratori a partita iva, ma devono essere trattati da “collaboratori” e non da “dipendenti”, quindi compenso proporzionato alla parcella del titolare dello studio, libertà di orari e trattamento da collega e non da sottoposto, il contrario di quello che fanno tutti o quasi.

Speriamo che il Presidente della neo Fondazione di inarcassa, nata per tutelare i liberi professionisti architetti e ingegneri, si voglia occupare di questa penosa situazione.

LETTERA DI IVASEIPARTITA:

Al Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti,

Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori,

arch. Leopoldo Freyrie

Al Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri,

ing. Giovanni Rolando

Al Presidente dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori,

Paesaggisti e Conservatori di Roma e Provincia,

arch. Amedeo Schiattarella

Al Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della

Provincia di Roma,

ing. Francesco Duilio Rossi

Egregi Presidenti,

Siamo un gruppo di giovani architetti e ingegneri che a marzo 2011 ha creato il blog “Iva sei Partita” per denunciare e informare su una nuova figura purtroppo molto diffusa nelle nostre professioni, il “Finto Lavoratore Autonomo”.

Molti di noi si riconoscono in questa definizione perché, pur essendo titolari di Partita Iva, svolgono di fatto un lavoro di tipo subordinato, senza nessuna autonomia, con orari di lavoro prestabiliti (spesso timbrando il cartellino), in sedi stabilite dal datore di lavoro, e fatturando questa prestazione come “consulenza/collaborazione”.

Inoltre non godono di indennità di malattia, disoccupazione, ferie, mensilità aggiuntive, incentivi per l’aggiornamento professionale, trattamento di fine rapporto, non possono accedere a forme di agevolazione, tutto questo pagando in media l’8% in più di tasse di un lavoratore dipendente e percependo uno stipendio mensile inferiore a quello stabilito dalle tabelle del CCNL per i dipendenti degli studi professionali, a parità di responsabilità e competenze, senza nessuna garanzia di continuità lavorativa, senza nessuna possibilità di avviare un percorso di crescita professionale autonoma.

Questa forma di abuso nasce dalla grande convenienza nell’uso della partita iva, rispetto a rapporti di lavoro strutturati secondo la normativa: è il mercato a fare le leggi e imporre il prezzo, in totale elusione dei diritti e della qualità del lavoro, in una visione miope che frena l’innovazione e la crescita della società.

Stiamo parlando di professionisti iscritti all’Ordine di appartenenza, i cui datori di lavoro sono spesso colleghi iscritti anch’essi all’Ordine: ci  chiediamo quale ruolo possano avere in questa realtà termini come qualità, dignità, deontologia, laddove non c’è nessun controllore che arresti questo processo.

Iva sei Partita nasce con l’intento di ristabilire la capacità contrattuale del libero professionista, innanzitutto individuando l’entità del problema. Abbiamo pubblicato un questionario on-line, dal quale emerge che: il 70% dei liberi professionisti intervistati non si considera un lavoratore autonomo e non può gestire autonomamente gli orari di lavoro, il 60% è in regime di monocommittenza e nell’ 86% dei casi il rapporto di lavoro non è regolato da nessuna forma di contrattazione scritta. Il 60% ha più di 30 anni, il che evidenzia che questa realtà non riguarda solo i neolaureati, ma coinvolge un’intera generazione di professionisti.

Iva sei Partita è un luogo di informazione condiviso e promuove azioni e dibattiti per migliorare l’accesso alla professione, la tutela e la consapevolezza del lavoratore,  il rispetto delle regole.

Iva sei Partita vuole porsi come interlocutore di associazioni e istituzioni per portare all’attenzione pubblica un’anomalia che sta diventando normalità, ma di cui si parla poco, e trovare soluzioni condivise.

Iva è infine uno spazio di ricerca che indaga la società e la città contemporanee, per capire quale risposta le nostre professioni possano dare alla contrapposizione tra le istanze di flessibilità della società, che sconfinano nella precarietà, e lo spazio dell’abitare.

Siamo coscienti che l’attuale crisi economica, e gli attacchi che le nostre professioni hanno subito negli ultimi anni, hanno prodotto un abbassamento del costo del lavoro e una perdita di diritti, che sta pagando un’intera generazione di giovani architetti e ingegneri. Questa situazione è diventata ormai insostenibile, e pensiamo che la soluzione debba essere trovata nella condivisione delle problematiche e non nel conflitto.

Noi per primi dobbiamo creare i presupposti per avviare un percorso di costruzione del futuro.

Per questo motivo chiediamo agli Ordini Professionali:

- Di interessarsi alla problematica dei Finti Lavoratori Autonomi, sensibilizzando i propri iscritti e vigilando e agendo nei confronti di forme di sfruttamento del lavoro: l’abuso di contratti di collaborazione a progetto, delle consulenze e degli stage che mascherano rapporti di lavoro subordinato, di fatturazioni in regime di monocommittenza per cifre ben al di sotto dei minimi tariffari. Nell’interesse non solo di quella che è la parte più debole a livello contrattuale all’interno del rapporto lavorativo, ma della dignità dell’intera professione, il cui ruolo sociale è riconosciuto dagli Ordini stessi come di interesse collettivo.

- Di implementare e pubblicizzare il servizio di consulenza legale, perché  garantisca agli iscritti la piena consapevolezza dei propri diritti e la conoscenza delle azioni da intraprendere quando questi vengono violati.

- Di intraprendere un tavolo di discussione con gli iscritti, per affrontare il problema e portare avanti una posizione condivisa da presentare alle Istituzioni.

- Di predisporre un documento che sia di riferimento per avere, anche in Italia come nel resto d’Europa, un sistema di Contrattazione Collettiva Nazionale degli architetti e degli ingegneri.

- Di avviare azioni e dibattiti (seminari, workshop, convegni) per intraprendere un percorso di  ricerca sul ruolo della professione all’interno della società flessibile contemporanea.

Iva sei Partita si rende disponibile a collaborare affinché queste problematiche vengano affrontate concretamente. Per questo chiediamo un incontro con i Vostri rappresentanti per iniziare a tracciare un percorso nuovo, di legalità e qualità.

Iva sei Partita – architetti e ingegneri  in viaggio con Iva

www.ivaseipartita.it

ivaseipartita@gmail.com

Iva sei partita

Segnaliamo volentieri un nuovo blog che si occupa di architetti e ingegneri a partita iva che fanno i dipendenti.
Il problema sta diventando sempre più grande e nessuno se ne occupa, finalmente un’iniziativa che potrebbe dare una scossa all’immobilismo e al silenzio delle istituzioni, (Ordini professionali, Inarcassa, Governo), sul tema.
Ormai non esistono più studi di architettura che assumono i loro collaboratori, li obbligano ad aprire la partita iva e li pagano come se avessero la busta paga.
Il problema riguarda tutti i professionisti, ma in particolar modo gli architetti e gli avvocati.
Vi faccio un esempio:
una segretaria regolarmente assunta in uno studio professionale, senza alcun titolo di studio, guadagna mediamente 1200/1300 euro netti al mese, se a questa cifra si aggiunge 13° + 14° + TFR  si arriva ad una cifra netta annuale di circa 20.000 euro a cui si aggiungono le ferie pagate, i permessi la malattia e tutto il resto.
Un professionista iscritto ad un albo che ha studiato mediamente 6/7 anni se va a lavorare in uno studio percepisce mediamente meno di 1200/1300 euro ma deve aprire la partita iva, il che significa che fattura 1200+iva, non ha né 13°, né 14, né TFR, non ha ferie pagate, non ha permessi, non ha malattia, non parliamo poi della maternità.
Il risultato è che dopo aver pagato Irpef, irap, addizionali comunali e regionali, inarcassa, commercialista e molto altro gli rimangono poco più di 7.000 euro all’anno per vivere contro i 20.000 di una segretaria.
Siamo i nuovi poveri, se nessuno si occuperà di questo problema i professionisti scompariranno.
Vi allego il comunicato che ci hanno inviato Paola Ricciardi e Laura Calderoni:
Gentili redattori di Amamte l’architettura,

siamo un gruppo di architetti, e abbiamo messo on line un blog,  www.ivaseipartita.blogspot.com, il cui scopo è portare alla luce anche le condizioni lavorative di un gran numero di architetti e ingegneri, che svolgono di fatto un lavoro dipendente retribuito tramite partita iva.

Vi inviamo in allegato un comunicato stampa con i contatti del sito, in cui spieghiamo chi è Iva, cosa fa, quali sono i suoi obbiettivi, perchè vorremmo che tramite il vostro sito poteste dare rilevanza all’iniziativa.
Crediamo che sia fondamentale iniziare a parlare di quali sono le reali condizioni lavorative dei giovani ( e non solo) architetti e ingegneri, di quale è il cammino che si sta tracciando per la nostra professione, perchè non ci può essere buona architettura se chi opera in questo settore non ha diritti.

All’interno del blog è presente un questionario, attraverso il quale vogliamo arrivare a quantificare e definire un fenomeno che le statistiche ad oggi sembrano ignorare.

Per questo motivo per noi è molto importante arrivare al numero più alto possibile di ingegneri e architetti: solo se siamo in tanti possiamo inizare a farci sentire.

Grazie e un saluto,
Paola Ricciardi e Laura Calderoni

Architetti e ingegneri a Partita Iva

“Iva sei partita” è il nostro modo ironico e determinato di portare all’attenzione pubblica un problema di cui in Italia si parla ancora poco, ma che è ormai molto diffuso: quello del finto lavoro autonomo.

Vuoi lavorare? Bene, apriti la partita iva. Però hai una sede di lavoro fissa, un impegno a tempo pieno secondo orari decisi dal tuo datore di lavoro, non maturi ferie, non hai diritto a straordinari e malattia, devi portare avanti la gestione fiscale da solo, non hai diritto ad ammortizzatori sociali se perdi il lavoro e non costruisci nessuna autonomia professionale.

La beffa è che guadagni così poco che rischi di venir scambiato per un evasore.

Parliamo di architetti e ingegneri, perché questo è il nostro mondo, ma il fenomeno è esteso anche ad altre professioni che interessano campi strategici e sensibili del mercato del lavoro e della società; medici, avvocati, geologi, archeologi, giornalisti, designer, informatici ecc.

Questa condizione lavorativa più che precaria, è illegale.

Ma, essendo la norma, non lascia scampo: puoi denunciare, ma sarà difficilissimo trovare altrove condizioni diverse.

Il vantaggio a breve termine, che viene intravisto dalle imprese e agevolato dalla legge, si fonda su un “errore” interpretativo, per cui, la dialettica tra società flessibile e lavoro flessibile si traduce nel drastico taglio ai costi del lavoro, considerato come semplice merce.

Questa situazione noi per primi l’abbiamo accettata, e fatichiamo a riconoscere come, nel lungo periodo, danneggi la qualità del nostro lavoro e della nostra vita.

Iva sei partita vuole smuovere le acque. Questo non è un problema individuale, ma generale e generazionale.

Contiamoci. Sappiamo che siamo tanti: nel sito è pubblicato un questionario per  illustrare la situazione, e definirla anche dal punto di vista quantitativo.

Facciamoci sentire: una volta acquisita coscienza della nostra situazione e definiti i termini, portiamo alla luce la nostra condizione, presso gli Ordini professionali, i Sindacati, il Governo.

Definiamo i nostri obbiettivi:

- Un Contratto Nazionale per architetti e ingegneri

- Un tavolo di confronto con Ordini professionali, Sindacati, Governo

- Il rispetto delle regole esistenti

Il nostro sito: www.ivaseipartita.blogspot.com

Il link per compilare il questionario:  ivaseipartita.blogspot.com

La nostra mail: ivaseipartita@gmail.com