Articoli marcati con tag ‘paesaggio urbano’

CALL 100 parole: “COSA FARÀ L’ARCHITETTO NEL POST-COVID?”- Riflessioni di Nicola Rossi

17 Giugno 2020

Incontro tra percorsi porticati a Garrovillas, Spagna (da B. Rudofsky, Architecure Without Architects: a Short Introduction to Non-Pedigreed Architecure, University of New Mexico Press, 1980)

 

La pandemia ha esasperato la frontierizzazione in atto città/stanza, aperto/chiuso, moltitudine/individuo; separati dalla soglia di casa, due assoluti: il virulento mondo e il rassicurante (si fa per dire) io. Per l’architetto è tempo di credere: al ruolo politico che gli compete (il progetto esprime -consapevolmente o meno- un’idea di società) e al potere performativo dell’oggetto delle sue fatiche: lo spazio.

La città reagirà a nuovi assedi se l’avremo rinforzata con fibre nuove, il cui sedime è già disponibile: la miriade di sfridi tra spazio pubblico e privato, sottili quanto basta per risultare impenetrabili all’avventore frettoloso. Parafrasando G. Clément, è tempo di addentrarsi nella penombra del “terzo paesaggio” urbano: una concatenazione di atri, corti e giardini di dimensioni modeste in grado di inspessire, fino a renderla luogo, la soglia tra “mio” e “tuo”; di articolare, a seconda dello stato di salute della città, gradienti opposti di privacy e di apertura; di suggerire variabili prossemiche; di offrire in ogni tempo una risposta materiale in termini di relazione.

testo e foto di Nicola Rossi
Editing di Emmanuele Lo Giudice

THE TIDE: un nuovo parco pubblico lineare (o quasi)

2 Novembre 2019

Il Tide può giocare un ruolo unico nell’unire i Londinesi” Amy Frearson, direttore editoriale di Dezeen.

A Londra la nuovissima destinazione sul fiume è arrivata e aperta a tutti. Si tratta dei primi 5km di una strada panoramica con sculture, passaggi sopraelevati, aree di sosta e naturalmente caffetterie e ristoranti a cavallo del Meridiano di Greenwich.

E’ passato un decennio da quando l’High Line è stato aperto a New York e da allora gli architetti di tutto il mondo hanno cercato di replicarlo. Il parco di Greenwich, con il primo chilometro aperto al pubblico il 5 Luglio di quest’anno, non ne è una replica fedele, pur condividendone gli “ingredienti” vincenti come la presenza di percorsi sopraelevati a 9 mt di altezza tra le numerose rampe, scalinate e terrazze.

Questo parco attraverserà tutti e sette i nuovi quartieri della penisola con “un linguaggio ed un design unici” come ha detto Matthew Dearlove, capo della progettazione presso Knight Dragon, l’azienda che sta costruendo le opere della Penisola. Inoltre questo parco ha un waterfront di 2,5 km. Il che può attrarre i Londinesi a venire in quest’area, di solito solo frequentata per via dell’O2, ovvero il Millennium Dome, e indurli addirittura a spendere una giornata qui.

Una grande attrattiva è rappresentata da alcuni significativi pezzi d’arte installati da poco per arricchire il parco. Sono:

Mermaid (La Sirena), 2017, già esposta a Venezia;

Head in the Wind (Testa nel Vento), 2019, una sensuale opera pop appositamente realizzata per il parco,

Siblings (Fratelli), 2019, una grafica molto colorata applicata agli edifici, un bel contrasto con il grigio del tempo londinese.

Seafood Disco (Discoteca di Pesce), 2019, un tavolo da picnic di 27 m nell’area barbecue aperta agli abitanti del quartiere e ai visitatori.

Un altro interessante aspetto è costituito dal The Jetty, un giardino comune fluttuante, una sorta di grande serra dove è possibile frequentare workshop di giardinaggio, acquistare piante e/o semi e fermarsi alla caffetteria interna.

Ci sono molti sottili dettagli che lasciano pensare come poco sia stato lasciato al caso arricchendo sensibilmente il progetto. Si vedano ad esempio:

piante autoctone che coesistono assieme alle specie esotiche, ci sono le betulle bianche ed i pini, l’erba alta ed i fiori di campo;

sedute di legno (sedie, panche e sdraio), luogo ideale da cui godere il tramonto sull’acqua;

punti di ascolto per la meditazione dislocati lungo il percorso e, più in generale, dispositivi per rilassare chi frequenta il parco.

Un disegno ricorrente a strisce bianche e nere a terra assicura di non perdere mai la strada. Tuttavia in futuro il concetto di parco con un inizio ed una fine diverra’ via via sempre piu’ sfuocato.

Il Tide ha il potenziale di diventare qualcosa di mai visto a Londra e nel mondo, un parco che appartiene al suo tempo e proiettato verso il futuro

Testo e fotografie di Vita Cofano (2019).
Editing: Giulio Paolo Calcaprina