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Notizie da inarcassa n.9

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cari amici e colleghi

prosegue il servizio di informazione su tutto ciò che avviene all’interno di Inarcassa.

Insieme a Babbo Natale è arrivata l’approvazione definitiva da parte dei Ministeri della nostra riforma previdenziale, la famosa sostenibilità a 50 anni imposta dal Governo Monti,  che entrerà in vigore a partire dal 01 gennaio 2013.

Nel comunicato di presentazione inviato agli iscritti e pubblicato sul sito inarcassa (vedi link), si cerca di indorare la pillola, ma la realtà, soprattutto per le giovani generazioni, è molto più amara di ciò che viene descritto:

La Riforma, garantendo agli iscritti previdenza e assistenza nel nome dell’equità tra le generazioni, salvaguarda le aspettative solidaristiche del sistema previdenziale: dal mantenimento della pensione minima per gli iscritti meno abbienti“.

Non credo che si possa parlare di equità tra le generazioni quando:

– un iscritto di 35/40 anni di oggi, andrà in pensione non prima dei 70 anni e, a parità di contributi versati con un pensionato di oggi, avrà una pensione ridotta del 60%;

– un iscritto di 62 anni di oggi, potrà andare in pensione a 63 anni con una riduzione minima del 5,8 %.

Inoltre la pensione minima sarà mantenuta, ma non per i meno abbienti, come si dice nel comunicato, ma  soltanto per coloro che avranno avuto negli ultini 20 anni di attività un reddito medio superiore a 10.500 euro, tutti gli altri (attualmente quasi 1/3 degli architetti iscritti) non avranno diritto alla pensione minima.

Colpisce la differenza dei termini usati nel Regolamento:

prima: “la pensione minima non potrà essere inferiore a ……..”

oggi: “la pensione minima non potrà essere superiore a ………”.

La verità è che la solidarietà non è sostenibile con un rapporto di 1/3 di non abbienti, se non cambia la situazione lavorativa degli architetti italiani, fra 30 anni avremo più di 30.000 colleghi con una pensione “sociale”.

Qualche volta bisognerebbe avere il coraggio di raccontare la realtà  nuda e cruda, senza per questo creare allarmismi.

Se volete conoscere nel dettaglio la riforma andate su questo link.

Se non vi siete scoraggiati abbastanza, vi ricordo che il 31 dicembre 2012 scade il pagamento del saldo 2011, non vi verrà inviato il MAV, ma dovete stamparvelo su inarcassa on line, in alternativa si può pagare entro il 30 aprile 2012 con un interesse dilatorio del 2% fisso.

Per chi vuole conoscere anche gli altri fatti accaduti nei CND di ottobre e novembre può leggere questa breve sintesi:

– nel CND di ottobre, il Presidente di inarcassa ci ha informato dell’inserimento delle Casse private negli indici Istat, ciò perché lo Stato può così contabilizzare un saldo attivo di 50 miliardi nel bilancio, la cosa assurda è che in virtù di tale inserimento siamo obbligati al contenimento della finanza pubblica (Spending Review), e i risparmi che siamo tenuti ad ottenere devono essere versati allo Stato!!!

E’ una vera ingiustizia contro la quale le Casse private faranno ricorso.

Esiste un serio rischio di far confluire le Casse private nell’INPS, che per noi non sarebbe per niente un affare.

1) Poi si è passati alla trattazione dei criteri di individuazione e ripartizione del rischio degli investimenti.

Ci sono stati gli interventi degli esperti che ci hanno spiegato il contesto economico che ci obbliga a essere più prudenti negli investimenti anche a costo di un minor rendimento, bisogna diminuire il rischio cambio, che nel 2011 ci ha fatto perdere molti soldi, inoltre viene evidenziata la difficoltà della gestione e del rendimento del patrimonio immobiliare dovuta all’aumento della tassazione (IMU), calo del mercato e crisi dell’edilizia.

Tutto ciò porta alla seguente proposta di modifica dell’Asset Allocation:

Monetario  2% invariato

Obbligazionario  aumentato dal 41,5% al 48,5%

Azionario  diminuito dal 20% al 15,5%

Alternartivi  11,5% invariato

Immobiliare  diminuito dal 25% al 22,5%

Dopo una breve discussione in cui sono state espresse alcune perplessità, in particolare sulla diminuzione degli investimenti immobiliari in questo periodo, dove il mercato permetterebbe di fare buoni affari, si è passati alla votazione che è passata a maggioranza.

Non è facile capire cosa sia più giusto fare in questo momento nel campo immobiliare, sono convinto che si potrebbero acquisire immobili ad ottimi prezzi e che nel lungo periodo acquisterebbero un grande valore, ma se nel frattempo abbiamo difficoltà a gestirli e a mantenerli rischiamo di rimetterci.

Per quanto riguarda l’aumento dell’obbligazionario e la riduzione dell’azionario sono sicuramente favorevole, bisogna capire se l’obbligazionario è davvero più sicuro e meno rischioso dell’azionario.

2) Si è passati poi alla votazione in merito ai contributi da destinare alla promozione della professione (da statuto sono lo 0,34 del contributo integrativo), per il 2013 l’importo a disposizione è pari a 640.000 euro, si decide di destinarli: alla Fondazione Inarcassa, ai prestiti d’onore ai giovani iscritti con età inferiore ai 35 anni, alle professioniste madri con figli in età prescolare o scolare, ai finanziamenti agevolati.

3) Si è passati poi alla votazione del Comitato di Coordinamento del CND che dovrà migliorare la gestione dei Comitati e facilitare il rapporto tra i delegati e il Consiglio di Amministrazione.

Sono stati eletti i seguenti delegati:

Architetto Salvatore Gugliara

Architetto Stefano Navone

Architetto Fulvio Nasso

4) Si è passati poi alla discussione in merito alla revisione dello Statuto, dove si è affrontato il tema di un’eventuale gestione separata inarcassa richiesta da molti, la maggior parte dei delegati, come il sottoscritto, hanno espresso la loro contrarietà a un’ipotesi del genere, ma non abbiamo chiuso la questione rimandando la decisione.

Poi si è discusso del tema della riduzione dei delegati e delle nuove regole elettorali, esiste una necessità di riduzione del numero dei componenti del CND, esiste anche una forte discrepanza tra delegati che rappresentano più di 2500 iscritti e delegati che rappresentano, in alcuni casi, anche poche decine di iscritti.

Non sarà facile arrivare a una soluzione condivisa perché esiste una forte resistenza da parte dei delegati delle piccole province che non vogliono perdere il loro ruolo.

– Nel CND di Novembre è stato approvato il bilancio preventivo 2012.

1) Il Presidente ci ha informati sull’esito del ricorso al Tar e al Consiglio di Stato sull’inserimento nel paniere ISTAT, è stato bocciato, si è deciso quindi di riccorrere in sede Europea. A ciò si aggiunge la propsta shock del Ministro Riccardi che vorrebbe obbligarci a vendere il nostro patrimonio immobiliare agli inquilini ad 1/3 del prezzo di mercato, siamo sotto ricatto del Governo e doppiamente tassati, la cosa assurda è che da un lato ci obbligano alla sostenibilità a 50 anni dall’altro se ne inventano di ogni per toglierci soldi.

Spero che l’ADEP che rappresenta le Casse private, faccia sentire in maniera forte e decisa la propria voce.

2) Prima del CND si è svolto un convegno al MAXXI di Roma, organizzato dalla neo Fondazione di Inarcassa, primo evento concreto della stessa, il Presidente della Fondazione Architetto Andrea Tomasi ha denunciato la grave situazione in cui si trovano oggi i professionisti in Italia: la scomparsa delle tariffe, la concorrenza sleale e illegale dei dipendenti pubblici, la mancanza di una legge per l’Architettura e molto altro.

I politici che hanno partecipato hanno fatto la loro solita passerella pontificando su tutto e il contrario di tutto, ma fondamentalmete lontani anni luce dalle nostre esigenze. Il Senatore Grillo ha poi esaltato il Project financing, che a mio avviso è la più grande truffa di questi decenni.

La Fondazione di Inarcassa potrebbe dare un contributo importante al sostegno della nostra professione, ma bisogna cominciare a fare azioni concrete, non è più il tempo delle chiacchiere.

3)  Per quanto riguarda l’approvazione del Bilancio preventivo 2013 emergono i seguenti dati: i redditi dei professionisti sono in calo anche per il prossimo anno (il CNA ha calcolato una perdita del 26% negli ultimi 5 anni), ma l’effetto della riforma, con l’aumento notevole dei contributi minimi, farà aumentare le entrate complessive, inoltre i nuovi iscritti porteranno quote “fresche”, il risultato sarà un avanzo economico di circa 700 milioni di euro con il patrimonio che supererà i 7 miliardi di euro.

Nel mio intervento ho fatto notare al CDA che il bilancio di previsione non tiene conto del grande numero di iscritti che saranno costretti a cancellarsi da inarcassa perché non saranno in grado di pagare i contributi minimi, questo fenomeno, sebbene, parzalmente ammortizzato dalle nuove iscrizioni, avrà sicuramente un impatto notevole nei conti di inarcassa.

Il Presidente, nella sua risposta, mi ha confermato una sensazione che avevo da tempo, esiste una volontà di “entità superiori” di fare una sorta di selezione naturale, ovvero un professionista che ha un reddito e un fatturato sotto un certo livello (10.000/15.000 reddito  25.000/30.000 fatturato) non potrà più essere iscritto alla Cassa e all’Albo e si dovrà trovare un altro lavoro, naturalmente nessuno gli impedirà di mantenere la propria iscrizione, se non il fatto di non riuscire più a pagare i contributi previdenziali, l’Assicurazione professionale, la Formazione continua e molto altro.

Ho l’impressione che la cosa non preoccupi più di tanto la maggior parte dei delegati inarcassa.

Inoltre ho chiesto che venga fatto un progetto serio e strutturato sul sistema informatico di gestione di inarcassa che è ormai diventato l’unico strumento con cui gli iscritti si confrontano: dichiarazioni on line obbligatorie, gestione MAV, richiesta DURC, accertamento con adesione, ravvedimento operoso e molto altro.

Il Presidente mi ha risposto che è in previsione un progetto, non a breve temine, ma nei prossimi anni, come si dice meglio tardi che mai.

Per la parte che riguarda gli investimenti, il bilancio preventivo si basa sui dati disponibili per il 2012 dove c’è stata un’inversione di tendenza tra i rendimenti degli investimenti immobiliari che sono crollati e i rendimenti degli investimenti mobiliari che sono in ripresa.

Mi auguro che il rendimento gestionale lordo annuo previsto dell’intero patrimonio sia corrispondente alle stime fatte, ma ho qualche dubbio.

Dopo un breve dibattito il bilancio preventivo 2013 è stato approvato con una larga maggioranza, ho paura che sarà uno degli ultimi bilanci così positivi perché, passato l’effetto della riforma, i redditi non saliranno nel breve periodo e i nuovi iscritti serviranno appena a bilanciare l’aumento del costo delle pensioni.

Notizie utili:

–  Il Parlamento ha respinto la possibilità per i professionisti, (a differenza delle imprese a cui è stata concessa), di poter compensare i debiti previdenziali e fiscali con i crediti con le Stazioni Appaltanti;

–  A seguito delle nuove procedure che intendono ottenere un risparmio nella gestione della carta, non verrà più inviato per posta il bolletino M.A.V. delle prossime rate, a partire da quella di settembre, ma dovrà essere generato e stampato tramite l’apposita procedura su Inarcassa On line.

Notizie da inarcassa n.8

inarcassanews1

cari amici e colleghi

La “fatidica” riforma della sostenibilità a 50 anni, imposta dal Governo Monti, è stata approvata!!

Siamo passati al sistema contributivo, cercherò di essere breve, ma vi devo raccontare come è andata.

Tutto si è svolto come da copione, i delegati “anziani“, che sono la maggior parte, si sono messi sulle barricate per far passare emendamenti a loro favore e non far passare emendamenti a loro sfavore.

Alla fine è stato approvato il testo predisposto dal Consiglio di Amministrazione con alcune modifiche emendate che non hanno stravolto la bozza iniziale presentata.

Prima di passare alla votazione della bozza presentata dal cda, dopo numerose richieste al Presidente di Inarcassa, è stato discusso il punto 2 dell’ordine del giorno , in cui è stata presentata una proposta alternativa di riforma a 50 anni elaborata da alcuni delegati.

La proposta era a un livello embrionale e difficilmente valutabile, l’inserimento di questo punto all’ordine del giorno si è rivelato, come avevo previsto nella precedente newsletter, un inutile contentino che non ha portato ad alcun risultato.

E’ un peccato che il CND abbia potuto contribuire così poco alla redazione della bozza di riforma, sarebbe stato più giusto un maggiore confronto e dibattito.

Dopo un breve dibattito, si è passati subito alla votazione degli emendamenti presentati.

Abbiamo dovuto assistere, nostro malgrado, ad una poco edificante difesa di privilegi da parte di coloro che sono già in pensione o ci andranno nei prossimi 5/6 anni e che non subiranno quasi nulla da questa riforma, di fronte alla stragrande maggioranza di iscritti che, tra le tante penalizzazioni, si vedrà ridurre la propria pensione del 40/50%.

La maggior parte dei Delegati di inarcassa ha più di 30 anni di contribuzione o è già in pensione, e quando è stata votata la riforma, molti hanno pensato esclusivamente ai loro interessi personali, questo non fa bene alla democrazia di inarcassa, ma la colpa di tutto ciò è principalmente di voi iscritti, che non vi impegnate direttamente, non partecipate alle votazioni dei delegati e non seguite le attività del vostro ente di previdenza che gestisce i vostri soldi.

Ciò permette che ci siano sempre le stesse persone da 20/30 anni a gestire il vostro futuro.

Vorrei essere chiaro sul fatto che la riforma doveva essere fatta, non si poteva non fare o rimandare, ma si potevano bilanciare i pesi in maniera diversa tra le generazioni di iscritti, si potevano introdurre elementi nuovi.

La cosa che mi ha fatto arrabiare maggiormante è stata quella di non aver potuto presentare una mia proposta sui contributi minimi che, dal prossimo anno, aumenteranno del 30% circa.

Il nostro “ottuso” regolamento dei CND prevede che, in caso di più emendamenti sullo stesso articolo, si debba procedere votando quello più lontano dal testo presentato dal cda, se viene approvato l’emendamento, tutti gli altri decadono e non possono essere nemmeno discussi, anche se trattano argomenti diversi e non in contrasto fra loro.

In merito all’articolo sui contributi minimi, erano stati presentati vari emendamenti, tutti per cercare di eliminare o diminuire il contributo minimo per i pensionati, introdotto dalla bozza del cda, soltanto il sottoscritto aveva presentato un emendamento per cercare di ridurre l’impatto del forte aumento improvviso dei contributi minimi, la mancanza di altri emendamenti su questo tema la dice lunga sulla percezione della realtà che hanno la maggior parte dei delegati.

Alla fine abbiamo trascorso quasi mezza giornata per discutere sul contributo minimo dei pensionati, che riguarda meno di 15.000 persone con un importo medio di pensione annua di 30.000, e non ho potuto , nemmeno per un minuto, esporre la mia proposta che riguarda 160.000 iscritti, di cui tra gli architetti nel 2011 il 50% ha guadagnato meno di 15.000 euro, poiché è stato votato un emendamento che riduce del 50% il contributo minimo dei pensionati.

E’ triste non poter esercitare la propria funzione di delegato per colpa di un regolamento assurdo ed è ancora più triste constatare che la quasi totalità dei delegati non si è posta il problema dell’aumento dei contributi minimi.

La verità è che la media dell’età, ma soprattutto la media dei redditi dei delegati è molto più alta della media dell’età e dei redditi degli iscritti a inarcassa.

La mia proposta prevedeva, come nel sistema francese, la possibilità di non pagare per alcuni anni il contributo minimo, ma soltanto in percentuale al proprio reddito e di poter recuperare in seguito la cifra mancante o di dover aspettare 2/3 anni in più per andare in pensione.

In questo momento di fortissima crisi per gli architetti, che a settembre dovranno pagarsi anche l’assicurazione obbligatoria e la formazione obbligatoria, non era proprio il caso di aumentare così i contributi minimi.

Ho paura che molti colleghi non saranno in grado di pagare, l’anno prossimo,  3.000,00 euro di contributo minimo, ma questo non sembra un problema per molti delegati che pensano che un professionista che abbia un reddito di 10.000/15.000 euro, non sia un vero professionista, ma uno che fa l’architetto per hobby essendo mantenuto dal marito/moglie, o che abbia un’altra attività e che sia iscritto a inarcassa soltanto per ricevere la pensione, o che sia un evasore fiscale.

Nessuno si è posto il problema che, con questa riforma, gli iscritti che guadagnano poco saranno costretti a cancellarsi da inarcassa e quelli che guadagnano molto si faranno le loro società professionali che sono esenti dal contributo soggettivo, con il risultato che rimarranno ben pochi a pagare le pensioni agli attuali e prossimi pensionati.

Non è stato possibile presentare anche un altro mio emndamento, in cui chiedevo di differenziare per classi di reddito l’importo del contributo di maternità, come mi era stato richiesto da molti iscritti.

Anche qui il regolamento ha fatto la sua parte, emendamento non ricevibile perché non avevo indicato le cifre, che solitamente vengono stabilite dal Cda che è in possesso dei dati. (Il Ministero mi ha poi dato ragione facendo togliere dalla riforma la tabella con le cifre del contributo di maternità).

Tutto ciò mi fa sentire inutile, ma continuerò a portare avanti le mie battaglie nell’interesse di tutti gli iscritti.

Per spiegarvi in breve la riforma, vi indico i punti essenziali:

– passaggio al sistema contributivo pro rata, ovvero a partire dal 1 gennaio 2013;

– aumento immediato dei contributi minimi a 3.000,00 euro (soggettivo+integrativo+ maternità);

– introduzione di un contributo soggettivo facoltativo fino al’8%

– aumento del massimale del reddito su cui si paga l’aliquota piena del 14,5% a 120.000 euro di reddito, oltre non si paga più il 3%;

– contributi minimi anche per i pensionati, ma in forma ridotta del 50%;

– contributo di solidarietà per due anni ai pensionati del 1% e in alcuni casi del 2%;

– riconoscimento agli iscritti agevolati della contribuzione piena ai fini del montante;

– aliquota di retrocessione sull’integrativo: 50% del contributo integrativo con alcuni tetti di massimale;

– sparizione graduale della pensione di anzianità;

– aumento graduale età pensione di vecchiaia, 70 anni a regime con possibili aumenti in base alle aspettative di vita;

– aumento graduale dell’anzianità minima da 30 a 35 anni;

– mantenimento per 5 anni PPC poi uscita a 70 anni senza vincoli di anzianità contributiva;

– pensione minima solo per coloro che avranno ottenuto negli ultimi 20 anni della loro attività almeno un reddito medio di 10.500 euro circa.

Avrei voluto fortemente approvare la riforma, era necessario farlo  perché non possiamo continuare ad accumulare un debito sulle future generazioni, la bozza del cda conteneva anche molti aspetti positivi, come il riconoscimento della contribuzione piena ai giovani sotto i 35 anni che usufruiscono dell’agevolazione sui contributi minimi; ma non potuto dare il mio voto, soprattutto dopo quello che è successo in CND e anche perché si poteva e si doveva:

1) contrattare con il governo e non subirne passivamente le richieste;

2) equilibrare meglio il peso della riforma, penalizzando in misura  minore coloro che hanno meno di 15 anni di contributi e aumentando il coinvolgimento di coloro che hanno più di 20 anni di contribuzione;

3) coinvolgere maggiormente i pensionati nella riforma;

4) non aumentare in maniera così forte e improvvisa i contributi minimi;

5) aumentare maggiormente l’età pensionabile a fronte di importi maggiori delle pensioni;

6) ridurre più drasticamente i privilegi a coloro che andranno in pensione nei prossimi 3/4 anni;

7) utilizzare meglio il rendimento del patrimonio nel calcolo della sostenibilità;

Adesso aspettiamo l’approvazione del Ministero e poi la riforma sarà applicata.

Buone vacanze a chi se le può permettere e anche a chi non se le può permettere.


Notizie da inarcassa n.6

inarcassanews

cari amici e colleghi

prosegue il servizio di informazione su tutto ciò che avviene all’interno di Inarcassa.

In questi mesi ci sono state importanti novità che cambieranno radicalmente il nostro sistema previdenziale, naturalmente le novità sono soltanto negative.

Il Governo Monti ha inserito nel D.L. 201/2011 “Salva Italia”, art. 24, comma 24, una norma che obbliga le Casse di previdenza, come Inarcassa, ad avere una sostenibilità a 50 anni senza nemmeno poter considerare il patrimonio.

A tal proposito Inarcassa ha organizzato una serie di incontri in alcune città italiane per presentare la riforma della sostenibilità a 50 anni, a seguito di  nostre richieste è stato inserito in calendario un incontro a Roma:

il 9 maggio alle ore 15.30 presso l’Hotel Quirinale in via Nazionale, 7

a cui vi prego di essere presenti, in particolar modo dopo le polemiche alla mancanza di incontri nelle grandi città.

In merito alla sostenibilità vi ricordo che appena 5 anni fa, ci avevano richiesto una sostenibilità a 30 anni che ha comportato grossi sacrifici con pesanti aumenti dei contributi e riduzioni delle pensioni (vedi link).

La richiesta del governo Monti è stata una doccia fredda che nessuno si aspettava e che ha colto di sorpresa i vertici delle Casse.

L’Adepp, (l’associazione che rappresenta le Casse dei liberi professionisti), ha provato inizialmente ad esprimere il proprio dissenso ma con scarsi risultati, non sono riusciti nemmeno a farsi ricevere dal Ministro Fornero.

Hanno ottenuto soltanto un rinvio della scadenza da marzo a settembre 2012.

E’ deprimente constatare, ogni volta, la nostra incapacità nel farci ascoltare a differenza di altre categorie, (vedi tassisti).

Stiamo assistendo impotenti allo smantellamento della libera professione, che ha avuto una grandissima importanza nella storia dei 150 anni d’Italia.

Il problema principale è la mancanza del lavoro per gli architetti e se continua così sarà inutile parlare ancora di pensioni e di sistema previdenziale a fronte di un reddito che non c’è più.

Il passaggio dal sistema retributivo al sistema contributivo è ormai inevitabile, ci troviamo di fronte ad un bivio:

  • da una parte il mantenimento dei nostri livelli pensionistici raddoppiando però i nostri contributi;
  • dall’altra il mantenimento del livello dei contributi dimezzando le nostre pensioni.

Per avere un’idea in cifre:

– oggi, con il sistema retributivo, la pensione annua per chi ha un reddito medio, nei migliori 30 anni di contribuzione di 22.000 euro (attuale reddito medio degli architetti italiani) è di 14.500 euro circa.

– domani, con il sistema contributivo, la pensione annua per chi ha un reddito medio, nei migliori 30 anni, di contribuzione di 22.000 euro (attuale reddito medio degli architetti italiani) sarà  di 7.500 euro circa.

La soluzione che si adotterà, in ogni caso, comporterà gravi sacrifici.

Nel mese di dicembre alcuni delegati, tra cui il sottoscritto, hanno chiesto al Consiglio di Amministrazione di Inarcassa di convocare, il prima possibile, una riunione straordinaria del Consiglio Nazionale dei delegati per discutere subito della problematica.

Il Presidente ha convocato il CND il 9 e 10 febbraio dove sono intervenuti numerosi esperti, tra cui il prof. Nisticò e il prof. Trudda, che ci hanno fatto un panegirico del sistema contributivo esaltandone le qualità e cercando di convincerci che non ci penalizzerebbe.

Peccato che, fino a pochi mesi fa, tutti, tra cui il Presidente di Inarcassa, ci parlavano malissimo del contributivo.

In realtà la maggioranza degli iscritti avrà forti penalizzazioni.

Nel CND, dopo gli interventi degli esperti, che sono durati forse troppo, si è aperta la discussione tra i delegati, ma non è stato dato sufficiente spazio al dibattito, soprattutto in un momento così importante per il nostro futuro.

Noi delegati avremmo voluto poter fare delle proposte concrete in merito alle azioni da intraprendere, per rispondere alle richieste del governo Monti, ma non siamo stati nelle condizioni di farle perché non siamo in possesso dei dati per poter fare delle valutazioni di previsione.

Abbiamo soltanto potuto fare delle raccomandazioni al Consiglio di Amministrazione che dovrà elaborare la proposta definitiva che dovremo votare al prossimo CND nel mese di giugno, probabilmente una riforma così pesante per gli iscritti avrebbe avuto bisogno di maggior tempo per la discussione.

Nel mio intervento in CND ho espresso le mie preoccupazioni ad un passaggio al sistema contributivo puro, in cui verrebbero a mancare tutti i principi di solidarietà che un Ente Previdenziale dovrebbe avere.

Scomparirebbe la pensione minima, (attualmente di circa 10.500 euro all’anno) e molti colleghi rischieranno di prendere 200/300 euro al mese di pensione, sparirebbero molti agevolazioni e contributi.

In questo caso l’Inarcassa diventerebbe un normale Ente di assicurazione che accantona i soldi versati da ogni iscritto e li restituisce quando va in pensione, non avrebbe più senso quindi una struttura con 300 dipendenti che oggi ci costa circa 30 milioni di euro all’anno:

– 15 milioni (dipendenti)

– 4,5 milioni (organi statutari: CND, Consiglio di Amministrazione, Giunta Esecutiva)

– 10 milioni (gestione: consulenze, informatica, call center, convegni, rivista, varie).

Per questi motivi, credo che sia giusto trovare un giusto compromesso tra il sistema retributivo e quello contributivo, apportando delle modifiche che possano migliorare la sostenibilità, come:

  • aumentare l’età pensionabile da 65 a 70 anni;
  • eliminare la pensione di anzianità;
  • modificare l’attuale sistema di reversibilità (oggi una ventenne che sposa un architetto di 80 anni, continua a percepire la pensione, dopo la morte dell’iscritto, senza limiti di tempo e di reddito);
  • chiedere un contributo di solidarietà a tutti gli attuali pensionati;
  • chiedere il contributo minimo anche ai pensionati iscritti;
  • portare al 15% il contributo soggettivo (attualmente è il 14,5%) e quello integrativo al 5%;

Sono tutte proposte che potrebbero diminuire l’impatto devastante di un contributivo puro che si basa soltanto sui versamenti effettuati e di fatto dimezzerebbe le nostre pensioni, favorendo soltanto coloro che hanno redditi molto elevati (circa il 5% degli iscritti).

In realtà ci si dimentica che se si passa al contributivo, molti di noi percepiranno anche meno di quello che hanno versato perché bisognerà pagare il debito previdenziale che si è accumulato in questi ultimi 30 anni, ovvero le pensioni di tutti coloro che hanno versato molto meno di quello che stanno percependo di pensione, (in alcuni casi si arriva ad un rapporto di 1 a 5).

La grande ingiustizia è che oggi ci sono iscritti che percepiscono una pensione che corrisponde al 130/140% dell’importo medio del reddito che hanno percepito durante tutto il periodo lavorativo (perché prima si calcolava l’importo della pensione considerando i migliori 5 anni degli ultimi 10) e domani ci saranno iscritti che prenderanno il 40% dell’importo medio del reddito che hanno percepito durante tutto il periodo lavorativo.

Con la solita storia dei diritti acquisiti, siamo di fronte ad una grande ingiustizia tra generazioni.

Non ho idea di quanto, delle mie raccomandazioni al Cda, verrà preso in considerazione, ho paura ben poco, del resto in questo primo anno e mezzo di esperienza come delegato Inarcassa, mi sto convincendo sempre di più della inutilità di un organo come il CND, composto da più di 200 delegati tra architetti e ingegneri che dovrebbe decidere le sorti della nostra cassa, ma che in realtà non serve quasi a nulla e costa quasi 3 milioni di euro all’anno.

Diventa sempre più urgente un suo radicale rinnovamento e ridimensionamento.

Vi saprò dire come andrà a finire in merito al sistema contributivo o retributivo nel mese di luglio.

Per chi vuole conoscere anche gli altri fatti accaduti nei CND di novembre e febbraio può leggere questa breve sintesi:

– nel CND di novembre è stato approvato il bilancio preventivo 2012, la relazione del bilancio è solitamente preceduta da lunghi interventi di esperti che ci riempiono di numeri e grafici con l’obiettivo di convincerci che tutto va bene. L’ottimismo è importante, ma forse a volte bisognerebbe essere più realistici, soprattutto in un periodo di crisi come quello in cui viviamo.

Ciò che più mi ha colpito in questi due anni, è stato constatare spesso enormi differenze in alcuni capitoli di bilancio tra il preventivo e il consuntivo, ciò dimostra che la “scienza esatta” che ci vogliono propinare gli esperti, che relazionano il bilancio, in realtà non è altro che un terno al lotto.

Mi ricordano i consulenti finanziari che ci consigliano gli investimenti facendoci le previsioni di ciò che avverrà, comportandosi di fatto come coloro che vendono i numeri del lotto in televisione.

In questi ultimi anni la tendenza del Consiglio di Amministrazione, nella predisposizione dei bilanci preventivi, è stata quella di sottovalutare o minimizzare la crisi che ha colpito la nostra professione (riducendo in 3 anni del 25% i nostri redditi).

Spesso abbiamo chiesto in CND di rendere più realistiche le previsioni senza essere ascoltati, poi, in sede di consuntivo, le previsioni vengono puntualmente smentite.

Alcuni mesi fa abbiamo approvato un asset allocation in cui si prevedeva, per gli investimenti mobiliari, un utile lordo di circa il 4,5%, oggi i dati a disposizione ci dicono che, probabilmente, il consuntivo 2011 si chiuderà con un utile degli investimenti mobiliari di circa lo 0,8%, considerato che investiamo mediamente 4 miliardi di euro, non è un grosso risultato, nonostante la crisi (con conto arancio avremmo preso minimo il 4%).

Il mio può sembrare un discorso semplicistico e demagogico, però non si può negare che gli investimenti potrebbero essere gestiti meglio, se poi leggiamo le notizie di stampa come quelle relative al presidente della cassa dei medici che è stato indagato in merito a investimenti dell’ente, cominciamo a preoccuparci, le società coinvolte poi come Idea Fimit e Mangustarisk hanno a che fare anche con inarcassa.

Il problema è che noi delegati non abbiamo nessuna possibilità di controllare gli investimenti, ma siamo tenuti ad approvare i bilanci.

– Nel CND di Novembre ci sono stati alcuni problemi in merito agli incarichi che Inarcassa conferisce ad architetti o ingegneri, il 12 novembre è stata inviata una lettera anonima ai delegati, agli Ordini professionali e alla procura, da parte di un  gruppo di architetti di Firenze che ci accusava di essere una casta e di aver dato un incarico per un immobile di Firenze a un delegato di Pistoia. La maggior parte dei delegati si sono indignati per l’uso di una lettera anonima, ma non hanno ritenuto importante entrare nel merito della questione.

Alla fine si è capito che l’incarico è stato dato a un collega che divide lo studio con un delegato, ma di fatto lavora insieme. Il Direttore generale di Inarcassa si è giustificato con il fatto che colui che ha vinto la gara ha una partita iva diversa dal delegato.

Non credo che si debbano cercare false giustificazioni, sicuramente il delegato non doveva far partecipare il suo collega di studio, ma la cosa che più mi ha colpito è stata la votazione dei delegati che di fronte a una mozione in cui chiedevamo di rendere pubblici tutti gli incarichi di Inarcassa, hanno in maggioranza votato contro, con l’alibi della lettera anonima, facendoci fare una pessima figura nei confronti degli iscritti.

Personalmente avevo espresso la richiesta di rendere pubblici gli incarichi di Inarcassa nel primo incontro che ho avuto con il presidente di Inarcassa, in campagna elettorale in cui avevo riscontrato il consenso della Muratorio.

Per fortuna il presidente Muratorio ha dichiarato, subito dopo la votazione, che ci avrebbe comunque inviato gli incarichi degli ultimi 5 anni e così ha fatto dopo alcune settimane.

Dall’analisi dei dati che ci sono finalmente pervenuti, si evince che la quasi totalità degli incarichi di Inarcassa, fino a un anno fa, venivano fatti in maniera fiduciaria anche quelli di importi notevoli, i beneficiari degli incarichi si ripetono spesso ricevendo nell’arco di 5 anni più incarichi, alcuni con importi sicuramente importanti.

Oggi, con le ultime norme del Governo, Inarcassa è obbligata a comportarsi negli incarichi come se fosse un Ente pubblico attenendosi alla normativa per gli appalti, non so se è un bene o un male, conoscendo l’attuale codice degli appalti.

Sicuramente si dovrebbe migliorare nei bandi, nelle procedure e in molto altro, ricordandosi di essere un Ente che dovrebbe tutelare i propri iscritti.

– Inarcassa ha chiesto di poter compensare i debiti degli iscritti con i crediti con le Stazioni Appaltanti, sarebbe un passo importante per consentire di mettersi in regola a tutti i colleghi che hanno importanti crediti con le Amministrazioni e non riescono a pagare i contributi, non sembra che il Governo abbia molta voglia di ascoltarci;

– è stata costituita e riconosciuta ufficialmente la Fondazione di Inarcassa, speriamo che possa fare qualcosa di buono per la nostra professione e non sia il solito carrozzone per spartire poltrone;

– è stato dato ampio spazio sui mass media alla vicenda dell’immobile situato a Roma, venduto ad un Parlamentare e ricomprato lo stesso giorno dalla Cassa Psicologi ad un prezzo maggiorato di 80 milioni di euro, l’immobile era gestito dal Fondo Omega di Idea Fimit in cui Inarcassa aveva delle importanti quote, il Presidente di Inarcassa ci ha rassicurati informandoci che Inarcassa ha guadagnato il 23% con l’immobile in oggetto, siamo contenti, ma noi delegati, soprattutto oggi che tutti gli investimenti immobiliari di Inarcassa passano tutti attraverso un fondo, non abbiamo nessuna possibilità di controllare ciò che avviene;

– L’accertamento con adesione che ha permesso, a tutti coloro che avevano dei debiti nei confronti di Inarcassa, di mettersi in regola con uno sconto del 30% delle sanzioni applicate, ha avuto una bassa affluenza, probabilmente per via dei tempi troppo ristretti, in una situazione di grave crisi economica, che sono stati concessi agli iscritti per pagare.

– è stata fatta una nuova convenzione per la polizza di assicurazione divenuta ormai obbligatoria con il nuovo Decreto del Governo, le condizioni e i prezzi sono molto convenienti;

– la rivista di Inarcassa dopo 40 anni diventerà on line, soltanto a richiesta quella cartacea.

– sarà indetto un concorso di idee, probabilmente riservato ai giovani iscritti, per la sistemazione dell’ingresso della sede dell’Inarcassa a via Salaria;

– con la manovra estiva del 2011 il Governo aumenta i controlli sulle casse private, sia in merito agli investimenti che alla gestione dei dipendenti e molto altro, ci troviamo dunque ad essere un ente privato che ha mantenuto soltanto le fregature del privato, tipo la tassazione sui nostri investimenti mobiliari e immobiliare che vengono però fatti dai nostri soldi che sono stati già tassati, e le fregature del pubblico, (burocrazia, lentezza etc), non credo che sia molto giusto.

Vi ricordo che il bolletino M.A.V. non verrà più inviato per posta agli iscritti ma dovrà essere generato e stampato tramite l’apposita procedura su Inarcassa On line, ciò comporterà un risparmio per Inarcassa ma sarà più facile dimenticarsi di pagare entro i termini previsti.

Vi ricordo che il 30/04/2012 scade il pagamento dei contributi con l’interesse fisso del 2% per chi non ha pagato il 31/12/2011.

Bisogna però stare attenti a non ritardare di un solo giorno rispetto al 30/04/2012 perché in tal caso verranno applicate le sanzioni e gli interessi a partire dal 01/01/2012.


Inarcassa organizza incontri su sostenibilità a 50 anni, ma non nelle grandi città

In questi giorni la direzione di Inarcassa ha inviato una comunicazione a tutti gli iscritti (che si allega in fondo) per comunicare una serie di incontri con gli associati sul tema della sostenibiltà a 50 anni, che comporterà ulteriori pesanti sacrifici.

Se l’obiettivo era condividere il più possibile con gli iscritti la riforma, non si capisce perché gli incontri non si possano fare nelle grandi città, più facilmente raggiungibili e dove ci sono un maggior numero di associati.

La collega Angela Rosa, ha scritto una lettera al Presidente di Inarcassa Paola Muratorio, in risposta alla comunicazione ricevuta.

Testo della lettera:

All’Attenzione dell’Arch. Paola MURATORIO

PRESIDENTE CASSA NAZIONALE
DI PREVIDENZA ED ASSISTENZA
PER GLI INGEGNERI ED ARCHITETTI
LIBERI PROFESSIONISTI
Via Salaria, 229 – 00199 Roma
segreteria.presidenza@inarcassa.it

Oggetto: Risposta alla Sua del 26 marzo 2012 – Protocollo: 106/PRES./2012 relativa alla Sostenibilità a 50 anni – incontri con gli associati

Gent.ma Presidente Arch. Paola Muratorio,
a seguito della comunicazione di cui all’oggetto, in considerazione del fatto che il tema riveste fondamentale importanza per la vita futura gli iscritti, Le chiedo di fissare gli incontri presso i Capoluoghi di Provincia e non in sedi decentrate, di effettuare collegamenti in videoconferenza presso le sedi degli Ordini o delle Università, affinché venga raggiunta la massima conoscenza del problema e per dar modo agli iscritti di poter intervenire in tempo reale per prospettare soluzioni alternative e compatibili con l’attuale crisi del settore.
Il mio suggerimento è che prima di chiedere altri sacrifici vengano: tagliate le spese e le consulenze, adeguati gli stipendi dei dirigenti e che le soluzioni proposte vengano sottoposte al voto di tutti gli iscritti e non solo dai delegati che, in questo frangente, non rappresentano più gli elettori vista la situazione che si è venuta a creare con il governo Monti non eletto dai cittadini.
A una situazione di emergenza bisogna rispondere con un’equa ridistribuzione delle risorse economiche.

Rimango in attesa di un Suo cortese riscontro
Cordiali saluti
Angela Rosa

E’ stata fatta anche una petizione per sottoscrivere la lettera della collega:

SOTTOSCRIVI LA PETIZIONE

LETTERA DI INARCASSA:

PRESIDENZA Protocollo: 106/PRES./2012 Roma, 26 marzo 2012

Oggetto: Sostenibilità a 50 anni – incontri con gli associati Gentile Collega,

il D.L. n. 201 del 6 dicembre 2011 impone alle Casse Professionali di adottare, entro il prossimo 30 settembre, misure volte ad assicurare l’equilibrio tra entrate contributive e spesa per prestazioni pensionistiche secondo bilanci tecnici riferiti ad un arco temporale di cinquant’anni.

In assenza di queste garanzie, tale norma prevede, con decorrenza dal 1° gennaio 2012, l’introduzione del metodo di calcolo contributivo, in forma pro rata (e un contributo di solidarietà dell’1% a carico dei pensionati nel 2012 e 2013).

Inarcassa si sta preparando ad una riforma importante e necessaria per rispondere ai dettami di sostenibilità richiesti dal Governo, ma anche di equità inter e intra generazionale e di adeguatezza delle prestazioni.

Al fine di condividere con gli associati che vorranno partecipare alle riunioni le linee di intervento, abbiamo definito un calendario di incontri per aree geografiche, in capoluoghi di provincia strategici per posizione:

Orari e luoghi degli incontri saranno resi noti appena disponibili nella pagina del sito dedicata agli “Incontri” (VEDI LINK).

Con i nostri migliori saluti.

IL PRESIDENTE

(Dott. Arch. Paola Muratorio)

IL VICE PRESIDENTE

(Dott. Arch. Giuseppe Santoro)

Inarcassa: vinta la battaglia per i giovani iscritti

13 Novembre 2011

Si è conclusa positivamente la battaglia iniziata l’8 settembre 2010 con una mia lettera al Consiglio di Amministrazione di inarcassa (sottoscritta da altri 20 delegati inarcassa), per porre l’attenzione sul pesante e inaspettato aumento dei contributi per alcuni giovani iscritti, circa 2500.

Era successo che, appena rientrati dalle vacanze, alcuni nostri giovani colleghi avevano avuto una brutta sorpresa: perdita improvvisa dell’agevolazione di due terzi dei contributi per i primi tre anni di iscrizione, frutto di una decisione del precedente Comitato dei Delegati, che aveva approvato una modifica dello Statuto in merito ai neoiscritti con meno di 35 anni.

Il Consiglio di Amministrazione di Inarcassa nella riunione del 22 luglio 2010 aveva deliberato di applicare la nuova norma a tutti gli iscritti, togliendo di fatto l’agevolazione a tutti coloro che avevano compiuto 35 anni, pertanto molti colleghi avevano ricevuto a settembre una rata di ben 1500 euro!!! invece che 300 euro.

Alla mia lettera, il Presidente  di Inarcassa Muratorio, aveva risposto inviando a tutti i Delegati una lettera di chiarimento, le motivazioni espresse non mi avevano del tutto convinto e pertanto avevo scritto nuovamente ai Consiglieri di Amministrazione con un’altra comunicazione del 12 settembre, in seguito era nato un comitato di giovani colleghi, colpiti dalla nuova norma, con cui sono state fatte una serie di riunioni.

Il Vicepresidente di inarcassa, architetto Santoro, si è subito mostrato disponibile ricevendo più volte i giovani colleghi accompagnati dai delegati romani.

Successivamente è nato un dibattito nel Comitato Nazionale dei Delegati, in cui dopo, una raccolta di firme, siamo riusciti a far mettere l’argomento all’ordine del giorno del successivo CND.

Dopo un lavoro fatto tra i delegati, grazie soprattutto al contributo dei neodelegati, si è riusciti a far rivedere la norma e a votare un emendamento che ha modificato nuovamente lo Statuto salvando i diritti di coloro che si erano iscritti alla cassa entro il 31 dicembre 2009.

Oggi dopo una lunga battaglia è giunta l’agognata approvazione dei Ministeri Viglianti, con tempi più rapidi del previsto, poco più di un anno, siamo riusciti a porre rimedio a una spiacevole vicenda, che aveva messo in grosse difficoltà numerosi colleghi.

E’ un fatto estremamente positivo, vuol dire che qualcosa sta cambiando nella cassa e che ci sono buone prospettive di cambiamento, il nuovo sistema sanzionatorio e la possibilità di mettersi in regola con l’accertamento con adesione, lo dimostra.

I giovani iscritti che hanno già pagato il contributo per intero e che rientrano nella nuova modifica statutaria (devono essere iscritti entro il 31 dicembre 2009) avranno un credito che gli verrà scalato nel calcolo dei contributi futuri.

Antonio Marco Alcaro

Delegato Inarcassa Roma

Notizie da inarcassa n.4

27 Ottobre 2011

inarcassanews

Prosegue il servizio di informazione su tutto ciò che avviene all’interno di inarcassa.

ULTIMI AGGIORNAMENTI:

Vi ricordo che il 31 ottobre scade il termine per l’invio della dichiarazione annuale, da quest’anno la dichiarazione si può fare esclusivamente in via telematica tramite Inarcassa On line a cui bisogna essere registrati.

Un’altra novità è che il bolletino M.A.V. non verrà più inviato per posta agli iscritti ma dovrà essere generato e stampato tramite l’apposita procedura su Inarcassa On line, ciò comporterà un risparmio per Inarcassa ma sarà più facile dimenticarsi di pagare entro i termini previsti.

Sono entrate finalmente in vigore le modifiche statutarie che hanno ridotto le sanzioni e hanno introdotto nuove agevolazioni nel sistema sanzionatorio, le nuove regole non valgono per il passato, ma c’è un importante novità: è stato introdotto l’Accertamento con adesione che permette, a tutti coloro che hanno dei debiti nei confronti di inarcassa, di mettersi in regola con uno sconto del 30% delle sanzioni applicate.

Gli iscritti che non sono in regola con il pagamento dei contributi sono tantissimi, questa è un’occasione unica per regolarizzare la propria posizione. Inarcassa ha inviato una comunicazione a tutti i professionisti che presentano irregolarità contributive, entro 30 giorni dal ricevimento della stessa bisogna aderire utilizzando la procedura descritta, trascorsi i 30 giorni non si potrà più accedere allo sconto del 30%.

Anche quest’anno il CDA di inarcassa, su indicazione del Comitato dei Delegati, ha deliberato di consentire che il conguaglio dei contributi previdenziali relativi al 2010, previsto per il 31/12/2011, possa essere versato entro il 30/04/2012 con l’applicazione di un interesse fisso del 2%.

Bisogna però stare attenti a non ritardare di un solo giorno rispetto al 30/04/2012 perché in tal caso verranno applicate le sanzioni e gli interessi a partire dal 01/01/2012.

ULTIME RIUNIONI DEL CND:

1) Nella riunione del Comitato Nazionale Delegati del 13 e 14 ottobre, il Presidente, Architetto Paola Muratorio, ci ha informato sulle ultime novità:

a) E’ stato nominato un nuovo dirigente come responsabile unico del patrimonio immobiliare e mobiliare di inarcassa dott. Granata (44 anni).

b) La manovra estiva del Governo ha esteso i controlli dello Stato sugli investimenti di Inarcassa, il nostro ente di previdenza è privato, ma è soggetto a diversi adempimenti e controlli statali che ci fanno sembrare un ministero.

c) Un altro effetto della manovra finanziaria è la beffa dell’aumento dal 12,5% al 20% delle tasse sugli investimenti di inarcassa, vi ricordo che subiamo una doppia tassazione in quanto i nostri contributi sono tassati due volte, prima sul patrimonio inarcassa poi sulle pensioni.

d) E’ stato redatto il nuovo bando europeo per la nuova polizza sanitaria che dovrà essere concluso entro l’anno.

e) Il vicepresidente architetto Santoro ci ha informati sullo stato dei lavori di via Po a Roma che si concluderanno entro il mese di novembre, mentre andrà avanti ancora per diversi mesi la realizzazione del  parcheggio sottostante. Inoltre ci ha informato sulla soluzione del caso di un immobile inarcassa a Firenze da tempo occupato e finalmente liberato.

f) Sono stati nominati dal CDA gli altri due membri della neo nata Fondazione Inarcassa, sono l’arch. Andrea Tomasi e l’ing. Mauro Di Martino, il Comitato dei delegati aveva già eletto l’architetto Felice De Luca, l’ingegnere Flaminio Benetti e l’ingegnere Marco Senese, il Consiglio della Fondazione ha nominato presidente l’architetto Andrea Tomasi.

2) Si è passati poi alla discussione dei criteri generali cui deve uniformarsi l’Amministrazione di Inarcassa:

In merito alla individuazione e ripartizione del rischio degli investimenti, il dott. Granata ha fatto una panoramica sul tema, con lo scopo, come fanno tutti i consulenti finanziari, di rassicurarci sugli investimenti mobiliari.

Si è discusso in CND e sono state fatte alcune mozioni per provare a modificare l’asset allocation recentemente votato, ma la maggioranza dei delegati non ha ritenuto opportuno apportare cambiamenti.

Credo che sia stato un errore poiché, con quello che sta succeddendo nell’economia mondiale, non è prudente avere l’80% del patrimonio investito in beni mobiliari e soltanto il 20% in beni immobiliari.

Sono state poi votate le modalità con cui intervenire nella promozione e sviluppo dell’esercizio della libera professione, il CND ha deliberato di concedere il 40% dei fondi a disposizione (615.000 euro) in finanziamenti agevolati e prestiti e il 60% alla Fondazione Inarcassa.

In merito alla Fondazione si sono scatenate forti polemiche da parte dei Sindacati, credo che non sia il momento di litigare, ma la drammaticità della situazione in cui versano i professionisti architetti italiani, ci dovrebbe far pensare che soltanto uniti si potrà raggiungere qualche obiettivo, diamo tempo alla Fondazione per capire se sarà la solita bufala o se porterà a casa qualche risultato.

Il CDA è stato abilissimo a far votare ai delegati, spesso senza farsene accorgere, le proprie proposte, in questo primo anno di delegato mi sono reso conto che è molto difficile riuscire a far votare un punto all’ordine del giormo in maniera diversa da quello che ci viene sottoposto dal Consiglio di Amministrazione, pertanto il Comitato dei delegati rischia di diventare un  mero organo di convalida di ciò che produce il CDA senza avere poteri decisionali.

Si è poi deciso di far confluire il progetto Inarcommunity nella Fondazione Inarcassa.

3) Si è poi discusso su varie modifiche ai Regolamenti per le riunioni del CND e sulle modalità di votazione dei delegati, sono modifiche importanti che hanno tempi lunghi di approvazione, cercheremo di far approvare la riduzione del numero dei delegati e molte altre riforme importantissime per il futuro della cassa, ma non sarà facile.

4) Infine si è discusso sulla parcelizzazione dello Statuto e Regolamento, ogni modifica del nostro Statuto richiede lunghissime procedure di approvazione da parte dei Ministeri Vigilanti anche per questioni non fondamentali, ciò causa una lentezza nella gestione di Inarcassa con non pochi problemi.

La soluzione è quella di separare una parte dello Statuto per renderne più facili le modifiche, il CND ha approvato e ha demandato il CDA a definire la proposta da votare nel prossimo CND.

Antonio Marco Alcaro

Delegato Inarcassa Roma


Notizie da inarcassa n.3

inarcassanews

cari amici e colleghi prosegue il servizio di informazione su tutto ciò che avviene all’interno di inarcassa.

Per leggere le precedenti newsletter vai al link.

INCONTRO CON I VERTICI DELLA CASSA

Il 20 aprile alle ore 17.00 presso l’NH Hotel in Corso d’Italia, 1Roma, si svolgerà un’incontro tra inarcassa e gli iscritti di Roma, l’incontro, richiesto dal sottoscritto e dall’ing. Croce ai sensi dell’art. 46 dello Statuto, è molto importante perché permette agli associati di chiedere chiarimenti in merito alle questioni e alle problematiche previdenziali e assistenziali.

Vi invito pertanto a partecipare numerosi si potranno inviare quesiti all’indirizzo incontri@inarcassa.it

L’incontro sarà preceduto alle ore 15,30 da un tavolo di creatività di Inarcommunity, il social network di Inarcassa.

1) Nella riunione del Comitato Nazionale Delegati del 24 e 25 Marzo, il Presidente, Architetto Paola Muratorio, ci ha informato sulle ultime novità:

a) Con Decreto interministeriale del 27 dicembre 2010 è stata approvata la modifica allo Statuto che, già da quest’anno, rende obbligatorio l’invio telematico della dichiarazione dei redditi e dei volumi d’affari  con termine unico al 31 ottobre di ogni anno.

Pertanto dimenticatevi la raccomandata ad agosto, basta compilare la dichiarazione attraverso Inarcassa On line, coloro che ancora non sono iscritti al servizio on line devono farlo al più presto, la procedura è stata molto semplificata dall’utilizzo della posta elettronica certificata.

Vi ricordo inoltre che attraverso Inarcassa On line, (che ha una nuova veste grafica), è possibile accedere a molti servizi utili tra cui il rilascio immediato della certificazione di regolarità contributiva.

Scomparirà anche la modulistica stampata tra cui il MAV che non verrà più inviato per posta ma si scaricherà direttamente su Inarcassa On line, tutto ciò porterà a un risparmio di alcune centinaia di migliaia di euro per inarcassa.

b) La situazione delle polizze sanitarie nelle Casse professionali ha reso inevitabile un aumento dei premi e alcune modifiche ai testi di polizza in vigore, la Cattolica resterà per il 2011 e nel 2012 verrà effettuata una nuova gara europea per l’assegnazione. I Consiglieri di Amministrazione di inarcassa ritengono che, nonostante gli aumenti, la nostra polizza sia ancora competitiva sul mercato.

c) Il cantiere di via Po, fermo per anni, sta procedendo speditamente, sono stati aggiornati alcuni capitoli di spesa relativi ai lavori e sono in corso trattative con un’importante azienda per l’affitto dell’immobile.

d) E’ stato presentato il nuovo servizio di news inarcassa a cura dell’architetto Giuseppe Santoro.

2) Si è passati poi alla discussione di un tema molto importante punto 5 all’odg:

Organismo di rappresentanza, sviluppo e sostegno dell’attività libero professionale dell’ingegnere e dell’architetto: esame progetto definitivo;

Nella giornata che ha preceduto il CND si sono svolti dei tavoli di lavoro sull’argomento al fine di facilitarne la discussione in Assemblea.

La Cassa ha ritenuto necessaria e non più rinviabile la costituzione di un Organismo per la difesa della categoria del libero professionista architetto e ingegnere.

La situazione della nostra categoria oggi in Italia la conosciamo tutti, può sembrare strano che un Ente che si occupa di previdenza si debba impegnare per fare un lavoro che spetterebbe ai Consigli Nazionali di Architetti e Ingegneri e ai Sindacati, ma la realtà la conosciamo bene e pertanto al fine di evitare la scomparsa dei liberi professionisti e la conseguente scomparsa della loro cassa di previdenza abbiamo deciso di muoverci subito con azioni concrete.

La discussione in CND si è articolata sulle modalità di creazione di questo organismo, dopo una giornata di interventi si è deciso:

– che la forma giuridica dell’Organismo sia una Fondazione di partecipazione;

– che lo Satuto preveda la possibilità per i Consigli Nazionali CNA e CNI e Sindacati di aderire successivamente come soci di capitale;

– che lo Statuto preveda la partecipazione come aderenti a istituzioni e Associazioni culturali che si occupano della professione di ingenere e architetto;

– che lo statuto preveda la partecipazione su base volontaria di iscritti ad inarcassa con la qualifica di sostenitori.

3) Nella seconda giornata si è parlato della modifica degli articoli 22.4 e 23.4 dello Statuto: esame bozza finale; e della modifica dell’art. 42, commi 2 e 3 dello Statuto.

In merito all’art. 42 il Consiglio di Amministrazione ha proposto la modifica della norma che ha permesso a coloro che erano iscritti in data anteriore al 29 gennaio 1981 di andare in pensione con l’anzianità minima di 20 anni e con il metodo di calcolo retributivo, l’obiettivo è quello di fissare un termine per usufruire di questa agevolazione che è molto vantaggiosa se paragonata alle attuali norme che regolano la pensione per i giovani iscritti.

La modifica è stata approvata, nonostante le proteste dell’ing. Brodolini, con alcuni emendamenti che hanno inserito una finestra di alcuni anni per continuare ad usufruire di tale agevolazione, terminata la quale si chiude la questione definitivamente.

In merito alla modifica degli articoli 22.4 e 23.4 dello Statuto, che riguarda le agevolazioni per i giovani iscritti, si è passati alla votazione del testo di modifica dello statuto proposto dal CdA, la questione va avanti da molti mesi (vedi link).

Il CdA ha posto la questione della copertura economica proponendo di suddividere il costo stimato, di 2.500.000 euro circa, su tutti gli iscritti con una quota supplettiva di 10 euro per due anni.

La proposta è stata fortemente respinta dai Delegati in quanto non è mai stato posto un problema simile e non si può creare un pericoloso precedente, per trovare una mediazione ho presentato una mozione che prevedeva l’utilizzo dei fondi risparmiati dalla modifica dell’art. 42, ma la mozione non è stata accettata per motivi procedurali.

Abbiamo allora proposto di dividere la votazione tra modifica dello statuto e decisionein merito alla copertura economica, il presidente dell’Assemblea ha accettato e si è passati alla votazione della modifica dello Statuto che è stata approvata.

In merito alla copertura economica si è passati alla votazione della mozione presentata da Oriella che prevede di ripartire il costo all’interno del bilancio di inarcassa senza ulteriori addebiti sugli iscritti.

Il Presidente Paola Muratorio ha dichiarato che in questo modo i Ministeri Vigilanti non approveranno la modifica.

Si è passati alla votazione che ha avuto esito positivo, ora tutto dipende da come gli uffici presenteranno la proposta ai Ministeri Vigilanti, il Direttore Generale si è impegnato a fare in modo che la modifica venga approvata.

4) In merito agli altri punti all’odg si è deliberato su:

– regolamento inabilità temporanea;

– regolamento generale per il sostegno a favore di professionisti a seguito di danni

causati da eventi calamitosi;

– aggiornamento dei coefficienti di capitalizzazione da applicare per il calcolo dell’onere di riscatto e ricongiunzione che sono stati aumentati.

VI RIASSUMO LE SCADENZE PER IL 2011:

30 aprile

saldo del conguaglio dei contributi previdenziali relativi all’anno 2009 con l’applicazione di un interesse dilatorio nella misura dell’1% fisso, (per chi non ha effettuato il versamento al 31/12/2010).

30 giugno

pagamento 1a  rata contributi minimi e contributo di maternità

31 agosto

versamento contributo integrativo professionisti non iscritti con partita IVA e Società di Ingegneria

30 settembre

pagamento 2a  rata contributi minimi e contributo di maternità

31 ottobre

presentazione Dich. 2010 (art. 36 dello Statuto) per via telematica tramite Inarcassa On line

31 dicembre

pagamento conguaglio contributo soggettivo ed integrativo relativo all’anno 2010 (artt. 22 e 23 dello Statuto)