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Non solo Fuksas

12 maggio 2009

Parliamo di architettura e magari anche di altri architetti non solo di Fuksas che già riempie le pagine di molti giornali. Più o meno una settimana fa, in uno dei lunedì dell’architettura organizzati dall’Inarch, c’è stata una mini celebrazione di Anselmi in occasione della presentazione di un numero di Metamorfosi - quaderni di architettura n° 70 del 2008, che devo dire, è stata una delle serate PIU’ VIVE tra quelle organizzate dall’Inarch.

san-pio-malafede

Anselmi ha un’aspetto così “dimesso” ed un atteggiamento “apparentemente” umile che non fa di certo pensare ad un’Archistar, ma, indipendentemente dal tipo di architettura che realizza ha una cura per le sue “creature” che pare di vederle già finite quando le racconta. FORZA DELLA SEMPLICITA’. L’argomento principe della serata è stata la chiesa di S. Pio in via di Malafede in corso di realizzazione. La chiesa, afferma Anselmi, è avulsa dal contesto caratterizzato dalla presenza delle palazzine di Caltagirone. A trovare tutte le giustificazioni ed i riferimenti iconografici utilizzati dall’architetto, come sempre succede, ci pensano gli altri ed in questo caso l’architetto Andriani, egregiamente devo dire, si è presa l’incombenza di spiegarceli. Come succede anche nel mondo dell’arte, spesso gli “altri” RIESCONO, EFFICACEMENTE, COME IN QUESTO CASO, A TROVARE più riferimenti di quelli che il progettista o l’artista avevano pensato. Al di là di TALI considerazioni IN questa architettura SI MANIFESTA in modo EVIDENTE una grande attenzione al progetto ED alla sua realizzazione ED UNA ASSOLUTA sinergia con gli strutturisti per la “creazione” di una ossatura portante che VALORIZZASSE AL MEGLIO LE CARATTERISTICHE dell’opera (le immagini illustrate riguardavano per la maggior parte LA struttura portante e, IN PARTICOLARE, la realizzazione di una copertura unica con un rivestimento “gaudiano”).
DA ULTIMO, MA non meno importante, E’ RISULTATA EVIDENTE l’attenzione a che IL progetto FOSSE REALIZZABILE a costi finali accettabili. La “battuta” sui costi che abbiamo ascoltato si riferiva alla chiesa di Meier.
L’aspetto finale, simile ad una duna o a una manta, risulterà meno “spigoloso” della chiesa recentemente realizzata da Fuksas a Foligno, ma non so se creerà lo stesso putiferio! Che piaccia o meno NEL linguaggio architettonico DI ANSELMI, MUTEVOLE E MUTATO nel tempo a seconda del tema trattato, APPARE una QUALITA’ dell’architettura PENSATA, PROGETTATA E REALIZZATA che fanno di LUI un “ARTIGIANO ECCELLENTE” E QUINDI, SECONDO ME, UN VERO “MAESTRO”.
Una visita al cantiere sarebbe decisamente interessante.
Organizziamola!