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E’ ora di mandare a casa la Muratorio – firma anche tu

16 Febbraio 2014

Negli ultimi anni si sono moltiplicate le manifestazioni di insofferenza verso la presidente di Inarcassa Paola Muratorio.

L’accelerazione delle manifestazioni di insofferenza si è avuta da quando è stata varata la famigerata riforma Inarcassa del 2012, la peggiore e più iniqua riforma che si potesse concepire, nella quale i maggiori sforzi vengono chiesti ai contribuenti più deboli.

Da un sistema ad aliquota variabile in cui chi pagava di più versava di più siamo passati ad un’aliquota unica uguale per tutti. A questo si è aggiunto un aumento netto del 44% del contributo minimo che mette in ginocchio tutta la categoria e produce un ribaltamento di pressione contributiva per cui, chi contribuisce meno, ha una pressione in termini di percentuali molto più alta di chi contribuisce di più. Se per esempio si fattura un utile di 10’000 € , soglia molto spesso neanche raggiunta da molti professionisti, si versano comunque 2.275,00€ che si traduce in una pressione previdenziale di quasi il 23% 9 punti percentuale in più di chi fattura 100’000€ ….

La stessa riforma ha portato il contributo minimo da € 1.600 a €3.000 annui, anche in assenza di reddito.

Quando Inarcassa scrive sul suo sito:””Grazie ad un sistema innovativo e all’avanguardia raggiungiamo una sostenibilità strutturale, ossia un equilibrio permanente tra entrate contributive e uscite previdenziali, a garanzia di tutti gli iscritti, che va ben oltre i 50 anni richiesti dal Decreto ‘Salva Italia’.” Viene da chiedersi, ma non c’era il margine per fare una riforma più equa e sostenibile?

link al sito Inarcassa

E’ palese che la scelta politica di Inarcassa che ha guidato questa riforma è stata di scoraggiare i piccoli contribuenti invitandoli a cancellarsi. E proprio questo sta accadendo, silenziosamente, un mare di esodati privati del diritto al lavoro stanno cancellandosi da Inarcassa. E’ questa la soluzione per rimettere a posto il bilancio?

E ancora: perché non si è cercato di mettere a maggior frutto il patrimonio immobiliare che attualmente ha una resa ai limiti del ridicolo invece di fare operazioni finanziarie in borsa che hanno prodotto perdite per quasi 300 milioni di euro solo nel 2009?

(fonte sole 24ore: Link al sito del Sole 24Ore)

A queste considerazioni, che i lettori più attenti già conoscono, se ne stanno aggiungendo di nuove, legate alle tante, troppe, cariche che la Muratorio sta assumendo: ella infatti, oltre ad essere, come già detto, la presidente di Inarcassa (€150.000 annui al netto di rimborsi e spese di rappresentanza) da 15 anni (in Inarcassa è invece da soli 40 anni), dall’aprile 2013 è consigliere del gruppo ENEL (€ 50.000 lordi annui) dal 20 dicembre 2013 è anche presidente di Enel Gas nel CDA di Enel Green Power.

Queste cariche multiple che la Muratorio ha assunto hanno portato la sua gestione di Inarcassa ad un punto per il quale sorgono spontanee alcune domande:

  • se, leggendo la ripartizione del patrimonio Inarcassa, ci sono all’interno di esso diverse voci di azioni ENEL e la Muratorio fa parte di ENEL, non c’è conflitto di interessi? Come facciamo noi iscritti a sapere che ella fa gli interessi nostri anziché quelli di ENEL?
    Link al sito Inarcassa

  • se una delle principali affiliate di ENEL Green Power vende migliaia di certificazioni su Groupon a 34€, devastando così un mercato che è attualmente una risorsa per moltissimi piccoli professionisti, e la Muratorio ricopre una carica altissima in ENEL Green Power ma non utilizza il suo potere per influire su queste scelte, non c’è conflitto di interessi?

Tutto quanto abbiamo descritto è assolutamente legale, ma eticamente inaccettabile.

E’ per questo che noi, sentiamo il dovere di sostenere la raccolta di firme di richiesta di dimissioni di Paola Muratorio lanciata, meritoriamente, da Gianluigi D’Angelo, architetto di Pescara.

Link alla petizione

Sospendere immediatamente l’aumento dei contributi minimi – una petizione

Sta girando in rete questo testo da inviare al ministro competente. Chi volesse aderire non deve fare altro che copiare il testo e inviarlo tramite PEC (o raccomandata).

“Al Sig. Onorevole Prof. Enrico Giovannini Ministro Lavoro e Politiche sociali

Via Veneto, 56 – 00187 Roma
Tel. 06 48161636-7
Fax 06 4821207
segreteriaministrogiovannini@lavoro.gov.it

E p.c. al Presidente del Consiglio dei Ministri Enrico Letta
E al Vice Presidente del Consiglio dei Ministri Angelino Alfano
Palazzo_Chigi @Palazzo_Chigi .it

OGGETTO:RICHIESTA URGENTE DI SOSPENSIONE DELL’AUMENTO DEI CONTRIBUTI MINIMI AD INARCASSA- CASSA PREVIDENZIALE ARCHITETTI E INGEGNERI
Gent.mo Sig. Onorevole Ministro Prof. Enrico Giovannini,
sono ormai mesi che cerchiamo di dialogare con il C.d.a. di Inarcassa ma visto che le nostre istanze non sono state fino ad ora ascoltate, nonostante una petizione firmata da oltre 3.500 professionisti “No all’aumento dei contributi minimi Inarcassa a 3000 euro”, ci troviamo nostro malgrado a rivolgerci a Lei per una questione di giustizia , buonsenso ed equità sociale.
Il problema è il seguente:la recente riforma previdenziale Inarcassa (Cassa Nazionale di Previdenza ed Assistenza per gli Ingegneri ed Architetti Liberi Professionisti) – approvata da parte del Ministero delle Politiche Sociali il 19 novembre 2012 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n°285 del 06 dicembre 2012 -modifica il sistema da retributivo a contributivo e, a partire dal 2013, prevede un aumento consistente della quota minima del contributo previdenziale da versare in due rate, entro il 31 luglio 2013 ed il 30 settembre 2013.
Tali contributi minimi l’anno scorso erano di €2.105,00
mentre quest’anno sono di € 2.910,00
ovvero € 805,00 euro in più,
ricordando che la quota è da versare obbligatoriamente anche a fatturato zero.
Inarcassa ha attuato le seguenti pseudo “agevolazioni”:
posticipare il pagamento della prima rata dal 30 giugno al 31 luglio
Rateizzazione straordinaria dei contributi minimi 2013 con pagamento in 36 mesi con un Tasso di interesse annuo del 4,5% (interesse che si commenta da sé).

Come altre categorie di lavoratori anche noi siamo colpiti duramente dalla crisi economica, abbiamo subito un calo notevole del lavoro e del fatturato, il settore delle costruzioni è in grave sofferenza ,il mercato immobiliare è fermo e ogni giorno in tutta Italia chiudono studi professionali, compresi i più affermati, e il problema colpisce tutti i professionisti a prescindere dall’età.
Siamo cittadini italiani che desiderano contribuire alla ricostruzione del nostro paese proprio per formazione e vocazione insita alla nostra professione intellettuale, ma non può esserci richiesto un sacrificio che, sommandosi agli altri che già stiamo sostenendo, diventa eccessivo e finisce per soffocare la nostra attività e la nostra stessa esistenza
CHIEDIAMO PERTANTO
DI SOSPENDERE IMMEDIATAMENTE TALE AUMENTO E RIPRISTINARE I MINIMI CONTRIBUTIVI DEL 2012 IN ATTESA DI UN MIGLIORAMENTO DEL CONTESTO ECONOMICO E LAVORATIVO
Roma …………….

Cordiali saluti
Architetto ………………..
n……….. O.A.P.P.C. della Provincia di …………….”

Inarcassa, una riforma non sostenibile

Teatro Comunale di Vicenza, I° Marzo 2013: “Enrico, ricordati che fuori dal Comitato dei Delegati tu sei nessuno!” con questa frase espressa verso di me dal Vice Presidente si avvia alla conclusione l’assemblea con gli Iscritti indetta da Inarcassa (Cassa di Previdenza degli Ingegneri ed Architetti) indetta per illustrare la riforma previdenziale appena varata.
Pertanto ti avverto sin d’ora, caro lettore, che le domande che mi sono posto non hanno nessun significato e peggio, le risposte che mi sono dato non hanno nessun valore. Preciso anche che le mie riflessioni non generano nessuna “aspettativa nei confronti di Inarcassa”.

Che la riforma riduca le pensioni è intuibile da tutti, ma io mi chiedo:quanto verrà ridotta la pensione?
La risposta è un drammatico taglio delle pensioni, allorquando la riforma sarà a regime, cioè per tutti coloro che si iscrivono dal I° gennaio 2013, di oltre il 50% rispetto alle attuali.

La riforma è sostenibile … per gli Iscritti?
In sintesi per un fondo pensione la sostenibilità si basa sulla capacità di gestire con efficienza il patrimonio versato dagli iscritti. Per gli iscritti la sostenibilità è invece un concetto più complesso perché si associa all’equità, alla dignità, in definitiva alla stabilità nel lungo periodo in termini sociali. Se gli iscritti pagano i contributi, li tengono vincolati per trent’anni e se li vedono restituire con un rendimento dell’1%, c’è il forte rischio che il sistema non sia più socialmente stabile nel lungo periodo. Infatti come reagiranno i giovani e i futuri iscritti,  quando si renderanno conto della pessima resa attribuita ai loro versamenti? Si chiederanno: perché mai mi devo iscrivere obbligatoriamente ad Inarcassa?

Ma a partire dal prossimo anno, non è l’1,5% il tasso minimo garantito con cui verranno capitalizzati i contributi versati e quindi restituiti come pensione?
E’ vero: l’1,5 % è il tasso minimo promesso. Però non tutti i contributi concorrono a generare la futura pensione. Il contributo soggettivo nella sua interezza sì, invece quello integrativo solo per una parte. In altri termini, al massimo il 77%  dei contributi raccolti, verrà impiegato per creare le future pensioni di tipo contributivo a ripartizione.

E la capacità gestionale dell’Ente?
Si azzera in partenza la ricerca di una gestione competitiva e meritocratica degli investimenti, l’unica premiante per le nostre pensioni. E visto che l’Europa non è una società  collettivistica chiusa, l’eventuale fuga dall’Italia, attraverso le società di ingegneria, dei migliori redditi dei Colleghi professionisti, causerà un ulteriore taglio delle pensioni, dovuta alla riduzione delle entrate contributive e quindi del patrimonio investibile.

E’ stato il ministro Elsa Fornero con l’imposizione della sostenibilità a 50 anni, ad obbligare Inarcassa a varare questa riforma “innovativa”?
La sostenibilità di un ente previdenziale non può mai essere misurata in anni. Ipotizziamo che un bilancio prospettico determini che  Inarcassa esaurisca ogni riserva patrimoniale fra 51 anni. A quella data,  permarrebbero ancora in vita almeno metà degli attuali iscritti o i loro superstiti. Che senso avrebbe, per questa moltitudine di professionisti, continuare a rimanere, oggi, associati? Il ministro ha imposto non tanto un nuovo sistema previdenziale bensì uno stress test, una verifica di robustezza. Gli stress test, come quando li hanno imposti alle banche, servono a prevenire i collassi del sistema. Gli stress test devono essere superabili, altrimenti anziché consolidare il sistema, ottengono l’effetto opposto di quello che intendevano prevenire e cioè il collasso del sistema: la corsa agli sportelli (per le banche) e il rifiuto a pagare i contributi (per gli Enti di previdenza).  Con la riforma del 2008, cioè appena quattro anni fa, Inarcassa aveva aumentato – più del 50% – gli oneri previdenziali. Lo stress test sarebbe stato facilmente superato riducendo qualche dissimmetria nelle prestazioni, ad esempio correlandole al progressivo aumento della longevità. Infatti la sopravvivenza, non solo dell’Iscritto ma dello stesso ente previdenziale privato di noi liberi professionisti,  non può prescindere  dall’adeguatezza dei ritorni pensionistici e dalla capacità di tenere sotto controllo il proprio debito.

Enrico Oriella – Ingegnere Delegato Inarcassa per la provincia di Vicenza.

Altri contributi sono pubblicati qui.

#rete150k for dummies

Nei giorni scorsi abbiamo lanciato molte informazioni sull’edizione 2013 di #rete150k utilizzando tutti i nostri canali mediatici, dai segnali di fumo alla rete. Capiamo che ciò che per noi è chiarissimo nell’organizzazione dell’evento, non lo è invece per chi ci segue ma vorrebbe saperne di più.

Ecco a voi quindi una “giuda minima” di 150k.

INNANZITUTTO IL MANIFESTO

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CHE SIGNIFICA E-QUALITY?

Con il termine E-Quality abbiamo voluto mettere in relazione due termini che riteniamo dei presupposti fondamentali per l’Architettura:
EQUITA’=QUALITA’
Questa edizione vuole approfondire e mettere in evidenza il fatto che non può esserci Qualità nell’Architettura se non si creano le condizioni di Equità.
Ci muoviamo quindi alla ricerca di maggiore Equità negli appalti, nella rappresentanza, nella gestione del territorio e in tutte le forma dove la professione di Architetto è chiamata ad esprimersi e ad esercitarsi.

QUANTI EVENTI SONO PREVISTI?

Sono previsti 2 eventi. Il primo domani (giovedì 18 aprile 2013):
l’ANTEPRIMA 150K, alle ore 17,00 presso la Città dell’Altra Economia (Campo Boario a Testaccio, Roma). Dove verranno presentati i primi temi e iniziative su cui formare gruppi di lavoro.
L’EVENTO 150K il 18 maggio sarà un confronto pubblico sui primi risultati  del lavoro dei gruppi sui temi definiti durante l’anteprima.

DOVE POSSO COLLABORARE AI TEMI E PARTECIPARE AI GRUPPI?

Per la discussione dei temi abbiamo creato una piattaforma telematica che funziona come un social network www.150k.it (qui trovate le istruzioni per iscrivervi).
La cosa migliore è ovviamente venire all’Anteprima e partecipare, anche proponendo idee nuove o collaborando a sviluppare le proposte di altri partecipanti.
Siete tutti inviati a partecipare, in ogni momento.
150k è una rete dinamica che intende aggregare più forze possibile.

QUANTI TEMI SONO ATTIVI?

Al momento sulla piattaformna sono attivi 2 temi di discussione
ARCHITETTURA E POLITICA – Con un sottogruppo dedicato alla Legge per l’Architettura
ARCHITETTURA E PROFESSIONE – con un sottogruppo dedicato alla rappresentanza degli architetti.
Un terzo tema sarà discusso durante l’Anteprima e sarà dedicato alla TRASFORMAZIONE DEL TERRITORIO.

E’ PREVISTO UNO STREAMING?

Si, a questo link .
Per seguire lo streaming ci si deve iscrivere al sito e bisogna (dopo l’iscrizione) fare una ricerca con la chiave “rete150k”.

POSSO COMMENTARE TRAMITE TWITTER?

Per i più aggiornati all’uso dei social network abbiamo lanciato l’hashtag: #rete150k con il quale sarà possibile commentare in diretta lo streaming su Twitter. Se non sapete cosa sia un hashtag, questa informazione non fa per voi…..
Lanciate le vostre proposte e i vostri commenti in diretta!

QUALI ALTRI CONTATTI CI SONO?

email: info@150k.it
Skype: architetti150k
Account FB: Centocinquanta K Architetti

POSSO INTERVENIRE DA FUORI ROMA?

Per chi volesse intervenire, ma non può venire a Roma, è possibile (dietro prenotazione per ragioni logistiche) farlo in audio conferenza su skype (nome account “architetti 150k”).

MA TUTTO QUESTO LO FATE GRATIS?

Stiamo cercando Sponsor (dei quali daremo conto di volta in volta). Per chi intendesse sostenere economicamente la nostra iniziativa (che è interamente autofinanziata) abbiamo aperto una sottoscrizione sul sito di crowdfunding Produzioni dal Basso.
Chiediamo una quota minima di 20€ di contributo con i quali vorremmo finanziare i costi dell’organizzazione.
I costi saranno debitamente rendicontati.
Ad ogni contribuente regaleremo una publicazione dlla casa editrice Deleyva.

CHI ALTRI VI SOSTIENE?

L’Accademica di Brera
Carteinregola
Deleyva editore, che fornirà le pubblicazioni in regalo a chi aderisce alla raccolta fondi.

POSSO ORGANIZZARE UN EVENTO 150K?

Si, è nostra intenzione allargare il più possibile la rete anche accogliendo le proposte e la collaborazione attiva di associazioni e colleghi che si riconoscono nei nostri principi.

That’s all folks.

Vi aspettiamo.

Torna la rete 150K edizione E-QUALITY

2_150k_equality-2013_manifesto

Lettera aperta al Presidente ed ai Consiglieri dell’Ordine degli Architetti P. P. C. di Roma e provincia

Al Presidente dell’Ordine degli Architetti P.P.C.di Roma

Arch. Amedeo Schiattarella

Piazza Manfredo Fanti 47

00185 – Roma

e p.c. al Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Roma

Via Vittorio Emanuele Orlando 83

00185 – Roma

al Presidente del Collegio Provinciale dei Geometri e Geometri Laureati di Roma

Piazzale Val Fiorita 4f

00144 – Roma

al Presidente di INARCASSA

Via Salaria 229

00199 – Roma

alla Redazione della rivista AR

Piazza Manfredo Fanti 47

00185 – Roma

alla Redazione della Rivista INARCASSA

Via Salaria 229

00199 – Roma

Roma, 5 Gennaio 2013

Lettera aperta al Presidente ed ai Consiglieri dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Roma e provincia

Egregio Presidente,

sono un architetto iscritto all’Ordine da circa trentatrè anni ed in quest’ultimo anno a causa della grave, drastica riduzione degli incarichi mi sono visto costretto ad ipotizzare possibilità di lavoro diverse da quelle abituali; quindi mi sono iscritto al corso per i Consulenti Tecnici di Tribunale.

Durante tale corso ho potuto riscontrare per l’ennesima volta quanto la nostra professione sia poco considerata ed addirittura vilipesa in totale dispregio perfino dell’art. 2233 del Codice Civile. Sono esterrefatto ed indignato nel constatare che chi mi dovrebbe rappresentare e tutelare consente ad un organismo dello Stato, nella fattispecie il Ministero della Giustizia con Decreto del 30/05/2002, di valutare le prestazioni professionali a vacazione di architetti, ingegneri e geometri pari ad  € 8,15 lordi!!!

Mi chiedo cosa stessero facendo i presidenti, i consiglieri degli ordini succitati quando è stata approvata una norma così iniqua ed anacronistica da divenire offensiva.

Ed il rimedio meschino e lassista, maleodorante di elemosina, dell’artificioso “gonfiamento” dei rimborsi delle spese posto abitualmente in atto con la pietosa ed ipocrita connivenza dei signori giudici risulta ancora più illecito e mortificante della norma succitata!

Occorre assolutamente impedire che si distrugga la dignità culturale del tecnico professionista! In altre parole La invito ad organizzare insieme ai nostri “cugini” ingegneri e geometri uno sciopero vero di tutte le attività peritali per i tribunali; e tale sciopero dovrà durare fino alla determinazione di un reale, proporzionato “equo compenso” per l’opera svolta.

Ed inoltre, cosa hanno fatto gli stessi presidenti e consiglieri quando è stato approvato il cosiddetto “Decreto Bersani” (D.L. n° 223 del 2006) che aboliva “i minimi tariffari inderogabili” per gli iscritti agli albi professionali?…. E’ cosa ben diversa “il prodotto” di un’impresa commerciale dal “prodotto” del professionista tecnico che in quanto “persona pensante unica” produce un risultato unico ed irripetibile, non standardizzabile.

Mi risulta che si siano opposti seriamente ed in modo concreto, ad esempio, gli ordini degli avvocati, dei geologi, arrivando ad investire del problema organismi quali il TAR, il Consiglio di Stato, la Corte di Giustizia Europea,… e che l’Ordine dei giornalisti abbia addirittura fatto promulgare nello scorso mese di Dicembre 2012 una legge detta dell’ “equo compenso”….. Non mi risulta che abbia fatto nulla di tutto questo l’Ordine degli Architetti di Roma.

Ma ancora mi chiedo cosa è stato fatto da questo Ordine nel 2010 per evitare che fosse buttata al macero la legge relativa al “fascicolo di fabbricato” che, se opportunamente modificata e ridimensionata, avrebbe dato un validissimo contributo ad esempio al riordino di tutta la documentazione catastale, (cosa utile ed indispensabile per evitare le iniquità determinatesi con le imposizioni ICI e IMU), ed alla conclusione delle decine di migliaia di istanze di “condono edilizio” ancora aperte per ignoranza e “svogliatezza” dei proprietari, e ancora al monitoraggio delle situazioni statiche di un patrimonio edilizio non sempre recente e spesso martoriato da interventi pericolosi, arbitrari ed illeciti.

E mi domando ancora cosa hanno fatto i miei (!?!) presidenti e consiglieri per impedire, o arginare, o almeno modificare sensibilmente il raffazzonato testo della legge regionale denominata “Piano Casa” (L. n° 10 del 13/08/11 Regione Lazio e Delibera n° 9 del 30/01/12 Comune di Roma), normative che si fondano sui beceri e corrotti principi di un branco di approfittatori ignoranti cresciuti sotto l’egida di leggi approssimative e decisamente inique che hanno consentito barbari condoni edilizi e fiscali.

E’ con questi colpevoli, ingiustificabili silenzi che l’Ordine tutela l’ambiente, il paesaggio il patrimonio edilizio (già profondamente deturpato da “verandine”, “gazebi”, superfetazioni, addizioni, escrescenze tumorali degne di un nomadismo profondamente corrotto), il decoro architettonico ed urbano,… è con questi comportamenti che l’Ordine tutela la mia/nostra “paternità” di progettista?

Ed ancora mi chiedo quali azioni abbia concertato (mi rendo conto di aver utilizzato una parola assolutamente esagerata!) l’Ordine per ridurre le umilianti code che hanno inizio anche alle sei del mattino presso uffici quali Agenzia del Territorio, Condono edilizio, IX Dipartimento, Archivi del Comune di Roma, ACEA?… azioni utili ad estirpare il conseguente fenomeno delle pesanti “mance”, obbligatorie di fatto, per ottenere in tempi non biblici qualsiasi documento… e le meste attese del venerdì mattina (unica mezza giornata concessa!) presso la Soprintendenza ai Beni Architettonici, ecc..

Occorre che l’Ordine interloquisca con gli Uffici della Pubblica Amministrazione e con quelli di una Roma “pseudo” Capitale portando avanti il semplice e sano concetto che l’impiegato che lavora poco e male, oltre a danneggiare i propri colleghi, ritarda lo sviluppo generale, causando enormi danni morali ed economici alla collettività.

Tutto ciò è avvenuto ed avviene contemporaneamente ad uno scorretto, ingiusto aggravio di compiti ed obblighi che hanno aumentato a dismisura le responsabilità civili, penali ed i costi di gestione del tecnico professionista, ad esclusivo vantaggio di una pletora di tecnici statali e comunali benevolmente definibili svogliati o latitanti.

Il perdurare di atteggiamenti e situazioni di così grave degrado della professione mi costringe, mio malgrado, a chiederLe ufficialmente di ridurre drasticamente il tempo e le energie profusi per organizzare convegni, simposi e commemorazioni che forse vedono la partecipazione di personaggi altisonanti, ma che non risolvono minimamente i problemi quotidiani e le necessità primarie degli iscritti.

Non ci può essere “cultura” degna di questo nome se, di fatto, non esiste il rispetto della semplice DIGNITA’ umana e professionale, ribadisco “dignità” e non “decoro”.

Egregio Presidente, da quanto letto fin qui Le sarà certamente chiaro che non mi sento né rappresentato, né ancor meno tutelato dal mio Ordine e per questo La invito formalmente e La esorto a promuovere ed a porre in atto (ove opportuno unitamente ai presidenti ed ai consiglieri degli Ordini professionali “parenti” al nostro), tutte quelle azioni serie ed incisive assolutamente necessarie a ristabilire il corretto ruolo e, soprattutto, la dignità dell’architetto nell’ambito sociale di una Roma solo ufficialmente capitale e di una Italia sempre più miseramente discutibile.

Ormai sono svariati mesi che il telefono di studio non squilla,… qualsiasi tipo di committenza è sparita,… dissolta dalla crisi economica e dal clima di dubbiosa e generale sfiducia.

E allora, egregio Presidente ed egregi Consiglieri, Vi rivolgo un’ultima domanda: quando, fra qualche mese, io come molti miei colleghi avremo esaurito i nostri risparmi, avventurosamente mantenuti in questi ultimi anni, quali azioni avete predisposto per mantenere in vita la mia e la nostra professione? Sono stati ipotizzati unitamente ad INARCASSA programmi di sostegno momentaneo, oppure improvviserete una colletta per un cappuccino e cornetto al bar dell’Acquario Romano?

Auspicando che questa lettera venga resa pubblica attraverso i canali abitualmente utilizzati dall’Ordine e, quindi, scuotere i miei colleghi da un fin troppo lungo ed inaccettabile torpore, resto in attesa di una puntuale risposta privata e pubblica ed invio distinti saluti.

Arch. Fabrizio Faggioni

Notizie da inarcassa n.9

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cari amici e colleghi

prosegue il servizio di informazione su tutto ciò che avviene all’interno di Inarcassa.

Insieme a Babbo Natale è arrivata l’approvazione definitiva da parte dei Ministeri della nostra riforma previdenziale, la famosa sostenibilità a 50 anni imposta dal Governo Monti,  che entrerà in vigore a partire dal 01 gennaio 2013.

Nel comunicato di presentazione inviato agli iscritti e pubblicato sul sito inarcassa (vedi link), si cerca di indorare la pillola, ma la realtà, soprattutto per le giovani generazioni, è molto più amara di ciò che viene descritto:

La Riforma, garantendo agli iscritti previdenza e assistenza nel nome dell’equità tra le generazioni, salvaguarda le aspettative solidaristiche del sistema previdenziale: dal mantenimento della pensione minima per gli iscritti meno abbienti“.

Non credo che si possa parlare di equità tra le generazioni quando:

– un iscritto di 35/40 anni di oggi, andrà in pensione non prima dei 70 anni e, a parità di contributi versati con un pensionato di oggi, avrà una pensione ridotta del 60%;

– un iscritto di 62 anni di oggi, potrà andare in pensione a 63 anni con una riduzione minima del 5,8 %.

Inoltre la pensione minima sarà mantenuta, ma non per i meno abbienti, come si dice nel comunicato, ma  soltanto per coloro che avranno avuto negli ultini 20 anni di attività un reddito medio superiore a 10.500 euro, tutti gli altri (attualmente quasi 1/3 degli architetti iscritti) non avranno diritto alla pensione minima.

Colpisce la differenza dei termini usati nel Regolamento:

prima: “la pensione minima non potrà essere inferiore a ……..”

oggi: “la pensione minima non potrà essere superiore a ………”.

La verità è che la solidarietà non è sostenibile con un rapporto di 1/3 di non abbienti, se non cambia la situazione lavorativa degli architetti italiani, fra 30 anni avremo più di 30.000 colleghi con una pensione “sociale”.

Qualche volta bisognerebbe avere il coraggio di raccontare la realtà  nuda e cruda, senza per questo creare allarmismi.

Se volete conoscere nel dettaglio la riforma andate su questo link.

Se non vi siete scoraggiati abbastanza, vi ricordo che il 31 dicembre 2012 scade il pagamento del saldo 2011, non vi verrà inviato il MAV, ma dovete stamparvelo su inarcassa on line, in alternativa si può pagare entro il 30 aprile 2012 con un interesse dilatorio del 2% fisso.

Per chi vuole conoscere anche gli altri fatti accaduti nei CND di ottobre e novembre può leggere questa breve sintesi:

– nel CND di ottobre, il Presidente di inarcassa ci ha informato dell’inserimento delle Casse private negli indici Istat, ciò perché lo Stato può così contabilizzare un saldo attivo di 50 miliardi nel bilancio, la cosa assurda è che in virtù di tale inserimento siamo obbligati al contenimento della finanza pubblica (Spending Review), e i risparmi che siamo tenuti ad ottenere devono essere versati allo Stato!!!

E’ una vera ingiustizia contro la quale le Casse private faranno ricorso.

Esiste un serio rischio di far confluire le Casse private nell’INPS, che per noi non sarebbe per niente un affare.

1) Poi si è passati alla trattazione dei criteri di individuazione e ripartizione del rischio degli investimenti.

Ci sono stati gli interventi degli esperti che ci hanno spiegato il contesto economico che ci obbliga a essere più prudenti negli investimenti anche a costo di un minor rendimento, bisogna diminuire il rischio cambio, che nel 2011 ci ha fatto perdere molti soldi, inoltre viene evidenziata la difficoltà della gestione e del rendimento del patrimonio immobiliare dovuta all’aumento della tassazione (IMU), calo del mercato e crisi dell’edilizia.

Tutto ciò porta alla seguente proposta di modifica dell’Asset Allocation:

Monetario  2% invariato

Obbligazionario  aumentato dal 41,5% al 48,5%

Azionario  diminuito dal 20% al 15,5%

Alternartivi  11,5% invariato

Immobiliare  diminuito dal 25% al 22,5%

Dopo una breve discussione in cui sono state espresse alcune perplessità, in particolare sulla diminuzione degli investimenti immobiliari in questo periodo, dove il mercato permetterebbe di fare buoni affari, si è passati alla votazione che è passata a maggioranza.

Non è facile capire cosa sia più giusto fare in questo momento nel campo immobiliare, sono convinto che si potrebbero acquisire immobili ad ottimi prezzi e che nel lungo periodo acquisterebbero un grande valore, ma se nel frattempo abbiamo difficoltà a gestirli e a mantenerli rischiamo di rimetterci.

Per quanto riguarda l’aumento dell’obbligazionario e la riduzione dell’azionario sono sicuramente favorevole, bisogna capire se l’obbligazionario è davvero più sicuro e meno rischioso dell’azionario.

2) Si è passati poi alla votazione in merito ai contributi da destinare alla promozione della professione (da statuto sono lo 0,34 del contributo integrativo), per il 2013 l’importo a disposizione è pari a 640.000 euro, si decide di destinarli: alla Fondazione Inarcassa, ai prestiti d’onore ai giovani iscritti con età inferiore ai 35 anni, alle professioniste madri con figli in età prescolare o scolare, ai finanziamenti agevolati.

3) Si è passati poi alla votazione del Comitato di Coordinamento del CND che dovrà migliorare la gestione dei Comitati e facilitare il rapporto tra i delegati e il Consiglio di Amministrazione.

Sono stati eletti i seguenti delegati:

Architetto Salvatore Gugliara

Architetto Stefano Navone

Architetto Fulvio Nasso

4) Si è passati poi alla discussione in merito alla revisione dello Statuto, dove si è affrontato il tema di un’eventuale gestione separata inarcassa richiesta da molti, la maggior parte dei delegati, come il sottoscritto, hanno espresso la loro contrarietà a un’ipotesi del genere, ma non abbiamo chiuso la questione rimandando la decisione.

Poi si è discusso del tema della riduzione dei delegati e delle nuove regole elettorali, esiste una necessità di riduzione del numero dei componenti del CND, esiste anche una forte discrepanza tra delegati che rappresentano più di 2500 iscritti e delegati che rappresentano, in alcuni casi, anche poche decine di iscritti.

Non sarà facile arrivare a una soluzione condivisa perché esiste una forte resistenza da parte dei delegati delle piccole province che non vogliono perdere il loro ruolo.

– Nel CND di Novembre è stato approvato il bilancio preventivo 2012.

1) Il Presidente ci ha informati sull’esito del ricorso al Tar e al Consiglio di Stato sull’inserimento nel paniere ISTAT, è stato bocciato, si è deciso quindi di riccorrere in sede Europea. A ciò si aggiunge la propsta shock del Ministro Riccardi che vorrebbe obbligarci a vendere il nostro patrimonio immobiliare agli inquilini ad 1/3 del prezzo di mercato, siamo sotto ricatto del Governo e doppiamente tassati, la cosa assurda è che da un lato ci obbligano alla sostenibilità a 50 anni dall’altro se ne inventano di ogni per toglierci soldi.

Spero che l’ADEP che rappresenta le Casse private, faccia sentire in maniera forte e decisa la propria voce.

2) Prima del CND si è svolto un convegno al MAXXI di Roma, organizzato dalla neo Fondazione di Inarcassa, primo evento concreto della stessa, il Presidente della Fondazione Architetto Andrea Tomasi ha denunciato la grave situazione in cui si trovano oggi i professionisti in Italia: la scomparsa delle tariffe, la concorrenza sleale e illegale dei dipendenti pubblici, la mancanza di una legge per l’Architettura e molto altro.

I politici che hanno partecipato hanno fatto la loro solita passerella pontificando su tutto e il contrario di tutto, ma fondamentalmete lontani anni luce dalle nostre esigenze. Il Senatore Grillo ha poi esaltato il Project financing, che a mio avviso è la più grande truffa di questi decenni.

La Fondazione di Inarcassa potrebbe dare un contributo importante al sostegno della nostra professione, ma bisogna cominciare a fare azioni concrete, non è più il tempo delle chiacchiere.

3)  Per quanto riguarda l’approvazione del Bilancio preventivo 2013 emergono i seguenti dati: i redditi dei professionisti sono in calo anche per il prossimo anno (il CNA ha calcolato una perdita del 26% negli ultimi 5 anni), ma l’effetto della riforma, con l’aumento notevole dei contributi minimi, farà aumentare le entrate complessive, inoltre i nuovi iscritti porteranno quote “fresche”, il risultato sarà un avanzo economico di circa 700 milioni di euro con il patrimonio che supererà i 7 miliardi di euro.

Nel mio intervento ho fatto notare al CDA che il bilancio di previsione non tiene conto del grande numero di iscritti che saranno costretti a cancellarsi da inarcassa perché non saranno in grado di pagare i contributi minimi, questo fenomeno, sebbene, parzalmente ammortizzato dalle nuove iscrizioni, avrà sicuramente un impatto notevole nei conti di inarcassa.

Il Presidente, nella sua risposta, mi ha confermato una sensazione che avevo da tempo, esiste una volontà di “entità superiori” di fare una sorta di selezione naturale, ovvero un professionista che ha un reddito e un fatturato sotto un certo livello (10.000/15.000 reddito  25.000/30.000 fatturato) non potrà più essere iscritto alla Cassa e all’Albo e si dovrà trovare un altro lavoro, naturalmente nessuno gli impedirà di mantenere la propria iscrizione, se non il fatto di non riuscire più a pagare i contributi previdenziali, l’Assicurazione professionale, la Formazione continua e molto altro.

Ho l’impressione che la cosa non preoccupi più di tanto la maggior parte dei delegati inarcassa.

Inoltre ho chiesto che venga fatto un progetto serio e strutturato sul sistema informatico di gestione di inarcassa che è ormai diventato l’unico strumento con cui gli iscritti si confrontano: dichiarazioni on line obbligatorie, gestione MAV, richiesta DURC, accertamento con adesione, ravvedimento operoso e molto altro.

Il Presidente mi ha risposto che è in previsione un progetto, non a breve temine, ma nei prossimi anni, come si dice meglio tardi che mai.

Per la parte che riguarda gli investimenti, il bilancio preventivo si basa sui dati disponibili per il 2012 dove c’è stata un’inversione di tendenza tra i rendimenti degli investimenti immobiliari che sono crollati e i rendimenti degli investimenti mobiliari che sono in ripresa.

Mi auguro che il rendimento gestionale lordo annuo previsto dell’intero patrimonio sia corrispondente alle stime fatte, ma ho qualche dubbio.

Dopo un breve dibattito il bilancio preventivo 2013 è stato approvato con una larga maggioranza, ho paura che sarà uno degli ultimi bilanci così positivi perché, passato l’effetto della riforma, i redditi non saliranno nel breve periodo e i nuovi iscritti serviranno appena a bilanciare l’aumento del costo delle pensioni.

Notizie utili:

–  Il Parlamento ha respinto la possibilità per i professionisti, (a differenza delle imprese a cui è stata concessa), di poter compensare i debiti previdenziali e fiscali con i crediti con le Stazioni Appaltanti;

–  A seguito delle nuove procedure che intendono ottenere un risparmio nella gestione della carta, non verrà più inviato per posta il bolletino M.A.V. delle prossime rate, a partire da quella di settembre, ma dovrà essere generato e stampato tramite l’apposita procedura su Inarcassa On line.