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Direttamente dalla Biennale di Venezia, due nuovi appuntamenti a Roma sull’Architettura Gassosa di Emmanuele Lo Giudice

10 Gennaio 2019

“Architettura Gassosa, per un nuovo realismo critico” è un libro di Emmanuele Lo Giudice nel quale viene illustrata in forma grafica un’interessante teoria per l’architettura contemporanea, che vuole dare una risposta architettonica alle trasformazioni che la società contemporanea sta vivendo in questi ultimi decenni. Come ha affermato l’architetto Elena Padovani in un suo recente articolo, l’Architettura Gassosa è “perfettamente in linea con le trasformazioni della società contemporanea e delle sue nuove forme di vita, di lavoro, di relazione e delle dinamiche sociali in atto indotte dalla rivoluzione dei sistemi di comunicazione e connessione globale: si potrebbe dire “l’architettura ai tempi del digitale”.

Ma che cosa si intende per Architettura Gassosa? Come ha spiegato a Venezia nella sua conferenza del 9 Novembre la professoressa Tiziana Migliore, vicepresidente dell’Associazione Internazionale di Semiotica Visiva: “Quando parliamo di Architettura Gassosa, noi non stiamo più facendo riferimento ad una definizione di architettura legata ad uno stato formale come nel caso degli stili, o di un’architettura definita attraverso il periodo in cui si realizza, come per esempio l’architettura fascista. Nel caso dell’architettura gassosa, noi stiamo passando ad una definizione e ad una possibilità di pensiero di un’architettura legata esclusivamente ai suoi processi.

 

Quella che ci troviamo davanti è una proposta per un’architettura che, come suggerisce il titolo stesso del libro, ricorda le proprietà tipiche di un gas: un’architettura capace di invadere gli spazi, creando sempre nuove relazioni le quali si modificano e si adattano al luogo e ai visitatori stessi. L’architettura in questo lavoro viene destrutturata e ridotta concettualmente nelle sue parti essenziali che vanno a costituire un sistema di relazioni di carattere narrativo, indipendente ed atmosferico.

Come ci ha raccontato Lo Giudice: Punto focale del progetto è la “costruzione” di una vitale essenza processuale attraverso cui raccontare, fare e pensare l’architettura contemporanea. L’architettura gassosa è l’architettura del dialogo, dello sharing, dell’interdisciplinarietà, sempre aperta e condivisa, sempre in continua attualizzazione, “in continuo update”. Non si lavora più su “solidi” oggetti monumentali, ma su un’architettura del vuoto, dello spazio che attrae e respinge le varie “particelle” che caratterizzano la sua condizione di materia fisica e spaziale. 

Presentata per la prima volta ad Aprile 2018 in Messico, in un congresso internazionale presso l’Università di Architettura di Xalapa, e pochi mesi dopo alla 16° Biennale di Architettura di Venezia, con un seminario ed un workshop nel padiglione spagnolo di Axtu Amann, l’Architettura Gassosa di Emmanuele lo Giudice, sarà questo mese tema di dibattito a Roma in due diverse occasioni.

L’11 gennaio alle 19:00 presso la Galleria Sinestetica, in viale Tirreno 70 a/b, con Elena Padovani dell’associazione Amate l’Architettura e Vincenzo Di Siena docente dell’IED di Roma, e il 27 gennaio alle 17:00 al Macro Asilo di Giorgio De Finis di Roma in via Nizza 138, con Massimo Mazzone professore dell’Accademia di Brera e Tiziana Migliore, vicepresidente dell’Associazione Internazionale di Semiotica Visiva.

Storia dell’Architettura per Fotomontaggio – IL METODO DELLA PROVOCAZIONE

4 Maggio 2018

Pubblichiamo i risultati del Corso di “Storia dell’Architettura Contemporanea 1” (Docente: Mattia Darò) per l’Anno accademico 2017-2018, presso l’Istituto Europeo del Design di Roma, corso triennale in Interior Design.

Il corso è stato affrontato in una prima parte attraverso sei lezioni frontali tematiche articolate su 6 diversi temi caratterizzanti la storia dell’architettura contemporanea, dal 1750 a oggi.

IL METODO DELLA PROVOCAZIONE/LA NUVOLA DI FUKSAS

La società mediatica e l’importanza delle avanguardie nella cultura moderna danno vita a una corrente artistica alimentata dalla riflessione e dall’uso della provocazione come metodo: dagli ready-made di Duchamp agli edifici/sculture di Frank Gehry via Robert Venturi.

Dalle avanguardie a oggi la provocazione è l’uso radicale dell’intelligenza per mettere in grande evidenza l’idea nelle discipline artistiche. La “nuvola” di Fuksas oltre ad essere uno dei progetti più contemporanei di Roma, interpreta molto bene questo tema di radicalità dell’idea in questo caso nell’interpretazione formale dell’oggetto stesso: Agrello sostituisce le nuvole di Magritte con quella di Fuksas; Biagini fa apparire la nuvola nel riflesso del casco da astronauta di Samantha Cristoforetti; Gili e Grimaldi rileggono la storia di Pinocchio nel ripensare il ventre della nuvola come quello di una balena.

 

Paola Agrello

 

Giulia Biagini

 

Gian Marco Gili e Giulia Grimaldi

Storia dell’Architettura per Fotomontaggio – LA CITTA’ INDIFFERENZIATA

1 Maggio 2018

Pubblichiamo i risultati del Corso di “Storia dell’Architettura Contemporanea 1” (Docente: Mattia Darò) per l’Anno accademico 2017-2018, presso l’Istituto Europeo del Design di Roma, corso triennale in Interior Design.

Il corso è stato affrontato in una prima parte attraverso sei lezioni frontali tematiche articolate su 6 diversi temi caratterizzanti la storia dell’architettura contemporanea, dal 1750 a oggi.

LA CITTA’ INDIFFERENZIATA (LA CULTURA DELLA METROPOLI)/EUR

La cultura urbana dello sviluppo delle città contemporanee secondo i modelli culturali della modernità affermatisi come idea di un paesaggio metropolitano: dall’autoritarismo del barone Haussman all’esplosione del manhattanismo via il Plan Voisin.

Ossessione dell’architettura è la reiterazione degli elementi della composizione che poi diventano un paesaggio ben preciso. Un chiaro episodio di città indifferenziata romana è l’EUR, quartiere nato per essere un’esposizione mai avvenuta e poi divenuto quartiere direzionale: Abbandonati fa dialogare alcuni edifici simbolo dell’EUR con alcuni progetti di Sant’Elia, così radicati nell’ìmmaginario degli architetti; Biagini immagina la brandizzazione contemporanea del Palazzo della Civiltà Italiana; Di Vito invece ne immagina una katastilosi e quindi una sua “ruderizzazione” per avvicinarlo sempre più al suo riferimento iconico, il Colosseo; Migliaccio e Mucci immaginano e progettano uno skyline del “colosseo quadrato” immerso nel paesaggio archelogico dei fori imperiali; Moroni e Siamanna ridisegnano Piazza Venezia, uno dei luoghi più simbolici di Roma, sostituendo al Vittoriano proprio il Palazzo della Civiltà Italiana.

Filippo Maria Abbandonati

 

Giulia Biagini

 

Messua Di Vito

 

Giorgio Migliaccio e Ludovica Mucci

 

Benedetta Maria Moroni e Serena Sciamanna

 

 

Storia dell’Architettura per Fotomontaggio – Contestuale Riflessivo

31 Marzo 2018

Pubblichiamo i risultati del Corso di “Storia dell’Architettura Contemporanea 1” (Docente: Mattia Darò) per l’Anno accademico 2017-2018, presso l’Istituto Europeo del Design di Roma, corso triennale in Interior Design.

Il corso è stato affrontato in una prima parte attraverso sei lezioni frontali tematiche articolate su 6 diversi temi caratterizzanti la storia dell’architettura contemporanea, dal 1750 a oggi.

CONTESTUALE RIFLESSIVO/CASA PAPANICE

La riflessione sulla disciplina stessa, tema spesso perseguito spesso in antitesi dei presupposti della modernità: dall’inquinamento decorativo dei precursori dei grattacieli Adler e Sullivan al postmodernismo via la alpine architecture di Bruno Taut

Osservare come metodo per progettare. L’esperienza di Paolo Portoghesi è senz’altro emblematica in questo tipo di approccio compositivo. Casa Papanice fa parte di una serie di lavori che mette assieme la sua passione critica per il barocco romano (per Borromini in particolare) con il suo approccio progettuale: Biagini mimetizza la palazzina in una foresta di canne di bambù simili al sistema di canne della facciata; Lucchetti scherza con l’interno della casa riconducendolo alla sala di controllo del film Star Trek; Moroni e Sciamanna sostituiscono un edificio della barocca Piazza Sant’Ignazio con il profilo di Casa Papanice; Russo dissolve la pianta architettonica in una composizione di Kandinsky.

Giulia Biagini

Giorgio Lucchetti

Benedetta Maria Moroni e Serena Sciamanna

Rebecca Russo

 

Storia dell’Architettura per Fotomontaggio – Trascendenza

31 Marzo 2018

Pubblichiamo i risultati del Corso di “Storia dell’Architettura Contemporanea 1” (Docente: Mattia Darò) per l’Anno accademico 2017-2018, presso l’Istituto Europeo del Design di Roma, corso triennale in Interior Design.

Il corso è stato affrontato in una prima parte attraverso sei lezioni frontali tematiche articolate su 6 diversi temi caratterizzanti la storia dell’architettura contemporanea, dal 1750 a oggi.

TRASCENDENZA PROGRAMMATICA/UNITA’ ORIZZONTALE DI LIBERA

La modernità ha segnato l’affermazione della ragione, che nei suoi capolavori è confluita in un funzionalismo trascendente : dall’enciclopedismo di Durand all’invenzione dell’infrastruttura del tempo libero del Centre Pompidou via le dom-komuna.

L’anima matematica degli architetti diventa trascendentale quando oltrepassa la ragionevolezza della logica. L’unità di abitazione orizzontale, progetto di Adalberto Libera, possiede questo spirito basti pensare che il rigore compositivo si confronta con l’ispirazione del tessuto delle casbah viste da Libera in un suo viaggio in Marocco: Migliaccio e Mucci ridefiniscono i giardini del Quirinale immergendoci l’unità orizzontale; Napolitano e Sacco la posizionano invece sulla sommità di un’edificio astratto; Russo immerge l’unità nella dimensione onirica della “Notte stellata” di Van Gogh.

Giorgio Migliaccio e Ludovica Mucci

Raffaella Napolitano e Anna Sacco

Rebecca Russo

Storia dell’Architettura per Fotomontaggio – Monumenti

22 Marzo 2018

Pubblichiamo i risultati del Corso di “Storia dell’Architettura Contemporanea 1” (Docente: Mattia Darò) per l’Anno accademico 2017-2018, presso l’Istituto Europeo del Design di Roma, corso triennale in Interior Design.

Il corso è stato affrontato in una prima parte attraverso sei lezioni frontali tematiche articolate su 6 diversi temi caratterizzanti la storia dell’architettura contemporanea, dal 1750 a oggi.

MONUMENTI/CORVIALE

la grande scala come dimensione che rivendica l’autonomia dell’architettura nella contemporaneità: da Boullée alla strategia XL di Koolhaas via il Monumento Continuo

L’edificio architettonico più monumentale di Roma è senz’altro Corviale (lungo 1 km per 1200 appartamenti) emblema dell’idea di un “edificio-mondo”, un quartiere in un’unica architettura. Il monumento è molto spesso definito da misure importanti e questo è stato in molti casi l’elemento osservato nelle esercitazioni: Agostino e Capurso hanno fatto diventare Corviale una nave da crociera; Florio ha creato un confronto visivo con uno degli edifici architettonici “mondo” più importanti della storia dell’architettura, l’Unité d’Habitation di Le Corbusier; Gili e Grimaldi hanno sfruttato la lunghezza dell’edificio per far diventare la copertura una pista d’atterraggio; Migliaccio e Mucci hanno posizionato Corviale a Via del Corso confrontabili per misure.

Lorenza Agostino e Manuela Capurso

Maria Vittorio Florio

Gian Marco Gili e Giulia Grimaldi

Giorgio Migliaccio e Ludovica Mucci

 

Storia dell’Architettura per Fotomontaggio – Visioni

22 Marzo 2018

Pubblichiamo i risultati del Corso di “Storia dell’Architettura Contemporanea 1” (Docente: Mattia Darò) per l’Anno accademico 2017-2018, presso l’Istituto Europeo del Design di Roma, corso triennale in Interior Design.

Il corso è stato affrontato in una prima parte attraverso sei lezioni frontali tematiche articolate su 6 diversi temi caratterizzanti la storia dell’architettura contemporanea, dal 1750 a oggi.

VISIONI/PIRANESI

Lo sviluppo della capacità visionaria degli architetti nella storia dell’architettura contemporanea: da Piranesi ad Archizoom via Yona Friedman.

Questa esercitazione ha tentato di reinterpretare il paesaggio archeologico di Roma in relazione alla contemporaneità secondo l’interpretazione piranesiana. Le rovine romane diventano il primo paesaggio della città, mentre il resto (dal tessuto rinascimental-barocco a quello più contemporaneo) fa solo da sfondo: Abbandonati immagina un paesaggio industriale che si confronta con il Colosseo; Migliaccio e Mucci enfatizzano i ruderi dell’antichità posti come object trouvé nella cornice di Piazza del Popolo; Napolitano e Sacco immaginano il progetto di una torre direttamente nell’incisione piranesiana di Piazza Navona; mentre Russo enfatizza i monumenti romani in un sacco di juta di Burri.

 

Filippo Maria Abbandonati

 

 

Giorgio Migliaccio e Ludovica Mucci

 

 

Raffaella Napolitano e Anna Sacco

 

 

 

Rebecca Russo