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Ancora un geometra presidente di giuria in un concorso di progettazione

10 marzo 2014

Al Presidente del CNAPPC
Arch. Leopoldo Frery

Al Presidente dell’Ordine degli APPC di Modena
Arch. Anna Allesina

Al Sindaco del Comune di Cavezzo (MO)
Dott. Stefano Draghetti

Il Movimento “Amate l’architettura” che si occupa sin dalla sua nascita (Roma-2009) delle problematiche inerenti l’architettura e la professione dell’architetto, è anche molto attento a quelle che sono le “COMPETENZE PROFESSIONALI” di chi è abilitato con titolo Accademico (Architetti ed Ingegneri) ad elaborare progetti di varia natura e dimensione e di chi avendo  invece un Diploma (Geometri e Periti edili) non ha l’abilitazione per farlo. Il nostro Movimento non si occupa di tutto ciò per uno strumentale “spirito polemico”, ma perché questo è quello che da anni sanciscono ormai molte sentenze della Corte di Cassazione che purtroppo, per motivi di varia “natura”, vengono spesso disattese e di cui alleghiamo quella più recente, la N. 19292 del 2009, che il CNAPPC  diramò a tutti i Consigli dell’Ordine degli Architetti  d’Italia.

Nella sentenza allegata si potrà constatare che è fatto divieto assoluto ad un Professionista in possesso di solo Diploma:
– di progettare opere in cemento armato,
– di assumere posizioni di coordinamento rispetto ad un Professionista in possesso di Titolo Accademico,
– di assumere l’incarico di Responsabile Unico del Procedimento (ex art. 10 del D.lg. n. 163/2006 il cui comma 5 richiede “titolo di studio” adeguato alla natura dell’intervento da realizzare).

Per queste ragioni, con la presente,  si chiede al Presidente del CNAPPC ed al Presidente dell’Ordine degli APPC di Modena di prospettare, al Sindaco del Comune di Cavezzo, di modificare il documento del Bando del “CONCORSO DI PROGETTAZIONE DEL NUOVO MUNICIPIO DI CAVEZZO”, laddove è previsto che  un Professionista con il solo Diploma di Geometra, che oltretutto è già Responsabile del Servizio Lavori Pubblici e Patrimonio, assuma l’incarico di Responsabile Unico del Procedimento e addirittura di  Presidente della Giuria  di Esperti che dovrà valutare i progetti che parteciperanno al Concorso.

Arch. Giorgio Mirabelli
Vicepresidente di
“Amate l’architettura” – Movimento per l’architettura contemporanea

Qui potete scaricare la sentenza: 11923-878-09-sentenza-comp-profes

Lettera aperta al Presidente ed ai Consiglieri dell’Ordine degli Architetti P. P. C. di Roma e provincia

Al Presidente dell’Ordine degli Architetti P.P.C.di Roma

Arch. Amedeo Schiattarella

Piazza Manfredo Fanti 47

00185 – Roma

e p.c. al Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Roma

Via Vittorio Emanuele Orlando 83

00185 – Roma

al Presidente del Collegio Provinciale dei Geometri e Geometri Laureati di Roma

Piazzale Val Fiorita 4f

00144 – Roma

al Presidente di INARCASSA

Via Salaria 229

00199 – Roma

alla Redazione della rivista AR

Piazza Manfredo Fanti 47

00185 – Roma

alla Redazione della Rivista INARCASSA

Via Salaria 229

00199 – Roma

Roma, 5 Gennaio 2013

Lettera aperta al Presidente ed ai Consiglieri dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Roma e provincia

Egregio Presidente,

sono un architetto iscritto all’Ordine da circa trentatrè anni ed in quest’ultimo anno a causa della grave, drastica riduzione degli incarichi mi sono visto costretto ad ipotizzare possibilità di lavoro diverse da quelle abituali; quindi mi sono iscritto al corso per i Consulenti Tecnici di Tribunale.

Durante tale corso ho potuto riscontrare per l’ennesima volta quanto la nostra professione sia poco considerata ed addirittura vilipesa in totale dispregio perfino dell’art. 2233 del Codice Civile. Sono esterrefatto ed indignato nel constatare che chi mi dovrebbe rappresentare e tutelare consente ad un organismo dello Stato, nella fattispecie il Ministero della Giustizia con Decreto del 30/05/2002, di valutare le prestazioni professionali a vacazione di architetti, ingegneri e geometri pari ad  € 8,15 lordi!!!

Mi chiedo cosa stessero facendo i presidenti, i consiglieri degli ordini succitati quando è stata approvata una norma così iniqua ed anacronistica da divenire offensiva.

Ed il rimedio meschino e lassista, maleodorante di elemosina, dell’artificioso “gonfiamento” dei rimborsi delle spese posto abitualmente in atto con la pietosa ed ipocrita connivenza dei signori giudici risulta ancora più illecito e mortificante della norma succitata!

Occorre assolutamente impedire che si distrugga la dignità culturale del tecnico professionista! In altre parole La invito ad organizzare insieme ai nostri “cugini” ingegneri e geometri uno sciopero vero di tutte le attività peritali per i tribunali; e tale sciopero dovrà durare fino alla determinazione di un reale, proporzionato “equo compenso” per l’opera svolta.

Ed inoltre, cosa hanno fatto gli stessi presidenti e consiglieri quando è stato approvato il cosiddetto “Decreto Bersani” (D.L. n° 223 del 2006) che aboliva “i minimi tariffari inderogabili” per gli iscritti agli albi professionali?…. E’ cosa ben diversa “il prodotto” di un’impresa commerciale dal “prodotto” del professionista tecnico che in quanto “persona pensante unica” produce un risultato unico ed irripetibile, non standardizzabile.

Mi risulta che si siano opposti seriamente ed in modo concreto, ad esempio, gli ordini degli avvocati, dei geologi, arrivando ad investire del problema organismi quali il TAR, il Consiglio di Stato, la Corte di Giustizia Europea,… e che l’Ordine dei giornalisti abbia addirittura fatto promulgare nello scorso mese di Dicembre 2012 una legge detta dell’ “equo compenso”….. Non mi risulta che abbia fatto nulla di tutto questo l’Ordine degli Architetti di Roma.

Ma ancora mi chiedo cosa è stato fatto da questo Ordine nel 2010 per evitare che fosse buttata al macero la legge relativa al “fascicolo di fabbricato” che, se opportunamente modificata e ridimensionata, avrebbe dato un validissimo contributo ad esempio al riordino di tutta la documentazione catastale, (cosa utile ed indispensabile per evitare le iniquità determinatesi con le imposizioni ICI e IMU), ed alla conclusione delle decine di migliaia di istanze di “condono edilizio” ancora aperte per ignoranza e “svogliatezza” dei proprietari, e ancora al monitoraggio delle situazioni statiche di un patrimonio edilizio non sempre recente e spesso martoriato da interventi pericolosi, arbitrari ed illeciti.

E mi domando ancora cosa hanno fatto i miei (!?!) presidenti e consiglieri per impedire, o arginare, o almeno modificare sensibilmente il raffazzonato testo della legge regionale denominata “Piano Casa” (L. n° 10 del 13/08/11 Regione Lazio e Delibera n° 9 del 30/01/12 Comune di Roma), normative che si fondano sui beceri e corrotti principi di un branco di approfittatori ignoranti cresciuti sotto l’egida di leggi approssimative e decisamente inique che hanno consentito barbari condoni edilizi e fiscali.

E’ con questi colpevoli, ingiustificabili silenzi che l’Ordine tutela l’ambiente, il paesaggio il patrimonio edilizio (già profondamente deturpato da “verandine”, “gazebi”, superfetazioni, addizioni, escrescenze tumorali degne di un nomadismo profondamente corrotto), il decoro architettonico ed urbano,… è con questi comportamenti che l’Ordine tutela la mia/nostra “paternità” di progettista?

Ed ancora mi chiedo quali azioni abbia concertato (mi rendo conto di aver utilizzato una parola assolutamente esagerata!) l’Ordine per ridurre le umilianti code che hanno inizio anche alle sei del mattino presso uffici quali Agenzia del Territorio, Condono edilizio, IX Dipartimento, Archivi del Comune di Roma, ACEA?… azioni utili ad estirpare il conseguente fenomeno delle pesanti “mance”, obbligatorie di fatto, per ottenere in tempi non biblici qualsiasi documento… e le meste attese del venerdì mattina (unica mezza giornata concessa!) presso la Soprintendenza ai Beni Architettonici, ecc..

Occorre che l’Ordine interloquisca con gli Uffici della Pubblica Amministrazione e con quelli di una Roma “pseudo” Capitale portando avanti il semplice e sano concetto che l’impiegato che lavora poco e male, oltre a danneggiare i propri colleghi, ritarda lo sviluppo generale, causando enormi danni morali ed economici alla collettività.

Tutto ciò è avvenuto ed avviene contemporaneamente ad uno scorretto, ingiusto aggravio di compiti ed obblighi che hanno aumentato a dismisura le responsabilità civili, penali ed i costi di gestione del tecnico professionista, ad esclusivo vantaggio di una pletora di tecnici statali e comunali benevolmente definibili svogliati o latitanti.

Il perdurare di atteggiamenti e situazioni di così grave degrado della professione mi costringe, mio malgrado, a chiederLe ufficialmente di ridurre drasticamente il tempo e le energie profusi per organizzare convegni, simposi e commemorazioni che forse vedono la partecipazione di personaggi altisonanti, ma che non risolvono minimamente i problemi quotidiani e le necessità primarie degli iscritti.

Non ci può essere “cultura” degna di questo nome se, di fatto, non esiste il rispetto della semplice DIGNITA’ umana e professionale, ribadisco “dignità” e non “decoro”.

Egregio Presidente, da quanto letto fin qui Le sarà certamente chiaro che non mi sento né rappresentato, né ancor meno tutelato dal mio Ordine e per questo La invito formalmente e La esorto a promuovere ed a porre in atto (ove opportuno unitamente ai presidenti ed ai consiglieri degli Ordini professionali “parenti” al nostro), tutte quelle azioni serie ed incisive assolutamente necessarie a ristabilire il corretto ruolo e, soprattutto, la dignità dell’architetto nell’ambito sociale di una Roma solo ufficialmente capitale e di una Italia sempre più miseramente discutibile.

Ormai sono svariati mesi che il telefono di studio non squilla,… qualsiasi tipo di committenza è sparita,… dissolta dalla crisi economica e dal clima di dubbiosa e generale sfiducia.

E allora, egregio Presidente ed egregi Consiglieri, Vi rivolgo un’ultima domanda: quando, fra qualche mese, io come molti miei colleghi avremo esaurito i nostri risparmi, avventurosamente mantenuti in questi ultimi anni, quali azioni avete predisposto per mantenere in vita la mia e la nostra professione? Sono stati ipotizzati unitamente ad INARCASSA programmi di sostegno momentaneo, oppure improvviserete una colletta per un cappuccino e cornetto al bar dell’Acquario Romano?

Auspicando che questa lettera venga resa pubblica attraverso i canali abitualmente utilizzati dall’Ordine e, quindi, scuotere i miei colleghi da un fin troppo lungo ed inaccettabile torpore, resto in attesa di una puntuale risposta privata e pubblica ed invio distinti saluti.

Arch. Fabrizio Faggioni

I geometri si mobilitano …. e a noi ci smobilitano!

Le affermazioni, di fine estate, del Presidente del Consiglio Nazionale dei Geometri Fausto Savoldi sono davvero preoccupanti nella loro stravaganza:

  • Si autodefiniscono i migliori e i più bravi nella direzione dei lavori: “la direzione dei lavori per la quale non abbiamo sul mercato concorrenti con la nostra esperienza“;
  • chiedono che gli vengano eliminati i limiti di competenza nel settore della progettazione edilizia;
  • vogliono che gli siano riconosciute specializzazioni anche nell’ambiente e nel paesaggio;
  • annunciano una manifestazione Nazionale il 26 settembre a Roma.

Ognuno può chiedere quello che vuole, ma c’è un limite a tutto, non si può pretendere la luna e soprattutto bisogna conoscere i propri limiti.

Sono anni che, noi di amate l’architettura, chiediamo ai Presidenti Nazionali di Architetti, Ingegneri e Geometri di riformare le competenze professionali in Italia, fino ad oggi ci sono state soltanto parole e promesse.

Dal canto loro, il Presidente Nazionale dei geometri cerca in ogni modo di rivendicare competenze che nessuna legge gli riconosce (come dimostra questa lettera), noi Architetti, invece, non abbiamo nessun organo che ci tuteli e che si preoccupi di reprimere e denunciare i continui casi di esercizio abusivo della professione.

Qualcuno ci dovrà spiegare perché il nostro Consiglio nazionale e i nostri Ordini provinciali ci ripetono continuamente che non possono comportarsi da sindacati e non possono difendere i nostri interessi, ma devono tutelare la collettività, mentre il Consiglio nazionale dei geometri e i Collegi provinciali non fanno altro che difendere la loro categoria anche contro tutte le leggi e sentenze che impediscono ai geometri di progettare!!!

Non si capisce se siamo stupidi noi o troppo bravi loro, ma rimane il fatto che ogni giorno in Italia vengono presentati progetti firmati da geometri regolarmente approvati dagli uffici tecnici e tutti naturalmente contro ogni normativa e quindi illegali.

Oggi sono stato a Santa Severa, (località balneare nelle vicinanze di Roma), tutte le nuove costruzioni in corso, anche di importanti dimensioni, sono firmate da geometri e sono, ovviamente, tutti degli obbrobri!!

Quello che il Presidente Nazionale dei geometri continua a non capire o a far finta di non capire è che progettare non significa tirare su due muri e un solaio, ma è una questione molto più complessa, come ho avuto modo già di esprimere in una lettera al Corriere della Sera, quindi continuare a insistere sul fatto che i geometri sono in grado di progettare è soltanto un insulto alla cultura e alla storia del nostro paese.

L’Italia è stata rovinata da edilizia senza qualità e senza “Progetto” ad opera di geometri, ingegneri e anche alcuni architetti, con la differenza che, mentre esistono un gran numero di bravi architetti che potrebbero fare bellissimi progetti, ma che spesso non hanno la possibilità di esprimere il loro potenziale, non esistono geometri in grado di fare buoni progetti, ma non perché i geometri sono una “razza” inferiore, ma semplicemente perché non hanno la formazione culturale che gli permette di svolgere un compito complesso come quello della Progettazione.

Non si può confondere la creazione di spazi che costituiscono l’ambiente in cui viviamo con l’esecuzione di compiti tecnici ben diversi e il presidente dei geometri Savoldi dovrebbe conoscere la differenza tra la direzione dei lavori e la direzione di cantiere prima di fare affermazioni di cui sopra.

Nessuno vuole essere migliore degli altri, ognuno è bravissimo nel suo ruolo, a patto che non voglia fare ciò che spetta ad altri, nessun infermiere si sogna di fare il medico, nessun odontotecnico (o quasi) si mette a fare il dentista, insomma i geometri sono bravissimi a fare ciò che hanno studiato e speriamo che il presidente Savoldi lo capisca una volta per tutte.

Un discorso a parte meritano il nostro Consiglio Nazionale degli Architetti e i nostri ordini provinciali, invece di continuare a non fare niente per reprimere l’esercizio abusivo dei geometri nella progettazione e di continuare a ripetere che non possono difendere la nostra categoria perché devono fare gli interessi della collettività, ci vengano a spiegare se distruggere il nostro paese, con l’edilizia senza progetto, significa fare l’interesse dei cittadini.

Finiamola una volta per tutte con tutta questa ipocrisia, dopo l’ennesima vergogna della falsa riforma degli Ordini (DPR 148 2011), abbiate il coraggio di riconoscere l’inutilità degli attuali Ordini professionali e relativi Consigli nazionali fate un passo indietro e

DIMETTETEVI TUTTI !!!!

Dopo 2 anni ci riprovano con il ddl 1865 per ampliare le competenze dei geometri

Sapevamo che prima o poi ci avrebbero riprovato, 2 anni fa nel mese di febbraio del 2010 per mano, (ironia della sorte) di un architetto, la Senatrice Vicari, i geometri hanno fatto presentare un disegno di legge che ampliava in maniera indiscriminata le loro competenze.

Ci fu subito un’insurrezione da parte della nostra comunità di architetti e ingegneri, in cui Amate l’Architettura, insieme a Spazi Contemporanei, fu in prima linea con una raccolta di firme, (più di 1500) e una lettera aperta ai Presidenti Nazionali degli Architetti, Ingegneri e Geometri, il decreto venne sospeso e molti pensavano di avercela fatta.

Oggi sono di nuovo all’attacco, ero sicuro che prima o poi ci avrebbero riprovato, hanno fatto calmare le acque e quando nessuno se lo aspettava, (sono tutti presi dai gravissimi problemi che affliggono la nostra professione, che in questi ultimi due anni si sono aggravati drammaticamente), hanno ripresentato il disegno di legge che  verrà esaminato il 17 aprile presso l’8ª Commissione permanente (Lavori pubblici, comunicazioni) – relatore Sen. Cosimo Gallo.

Che cosa ha fatto in questi 2 anni il Consiglio Nazionale degli Architetti per risolvere il problema delle competenze professionali?

Che fine ha fatto il tavolo tecnico con geometri e periti tanto declamato il 25 febbraio 2010?

La comunità facebook è già in subbuglio, il gruppo amo l’architettura propone di inviare una lettera a ogni presidente provinciale degli architetti, bisogna intervenire subito non c’è più tempo.

Vi invito a :

Noi crediamo che non sia questo il modo corretto di agire, ma riteniamo ormai non più rinviabile il momento di porre fine a inutili polemiche e di mettere mano al riordino delle competenze professionali.

L’Italia è l’unico paese europeo dove esiste un conflitto tra figure professionali che dovrebbero avere un ruolo ben distinto in quanto provengono da un percorso formativo completamente diverso. Ogni manufatto edilizio, dal più semplice al più complesso, dovrebbe essere seguito da architetti, ingegneri e geometri agendo insieme con ruoli ben distinti, (basterebbe studiare l’etimologia delle parole architetto, ingegnere e geometra per comprenderne il ruolo).

Un Geometra Presidente di Giuria in un Concorso di Architettura

E’ arrivato il momento  di porre fine a questa situazione di illegalità diffusa in materia di competenze professionali in Italia in merito agli architetti, ingegneri, geometri e periti edili.

La lettera di amate l’Architettura al presidente Nazionale dei geometri ha costretto gli ordini professionali e i sindacati a occuparsi dei geometri, bisogna battere sul ferro finché è caldo, per questo vi proponiamo un caso emblematico successo in una giuria di un concorso di architettura, si allegano anche  alcune immagini inequivocabili di esercizio abusivo della professione da parte di alcuni geometri.

FINALMENTE GIUSTIZIA E’ FATTA!

UN GEOMETRA PRESIDENTE DI GIURIA DI UN CONCORSO DI ARCHITETTURA!!!

Era ora! Stavamo da tempo aspettando con ansia questo evento e finalmente è accaduto.

In un ameno Comune della Provincia di Lecce di nome Poggiardo, nella bellissima terra salentina, nel 2009 si indice un concorso di idee per la riqualificazione di una piazza denominata Piazza del Popolo, con scadenza il 30 di Aprile del 2009.

La Commissione Giudicatrice (art. 9 del Bando) deve essere di 5 membri e quindi dopo soli 6 mesi (sic!!)(la scelta deve essere stata molto sofferta), ad Ottobre 2009 l’Ordine degli Ingegneri e degli Architetti di Lecce nominano i rispettivi rappresentanti: l’Ing. Bruno Todisco e l’Arch. Lucia Patrizia Scarlino.

Passano altri 10 mesi appena e ad Agosto 2010 la Commissione è al completo con la nomina, da parte dell’Amministrazione Comunale di Poggiardo, dell’Ing. Germano De Santis e dell’Arch. Augusto Merico. Ne manca uno?

Oh! Scusate che sbadato mi dimenticavo del Geom. Raffaele Zappatore, Capo del Settore Tecnico del Comune di Poggiardo, già nominato Responsabile del Procedimento per il Concorso stesso, e quindi quale migliore soluzione, su una linea di continuità, che nominarlo come quinto membro della Commissione con, naturalmente, la carica di Presidente?

Non vi sembra splendida questa configurazione dove i tanto bistrattati geometri, consumano finalmente la loro “vendetta” piazzando il loro “eroe” Zappatore a capo di una Commissione di un Concorso di architettura che ha come altri componenti due architetti e due ingegneri?

“APPLAUSI PREGO”. Ma non finisce qui.

Quando si erano perse oramai le tracce di questo Concorso, improvvisamente (come risulta dai verbali) a Dicembre 2010 la Commissione comincia a riunirsi e a Febbraio 2011 decide di non assegnare il primo premio  (12.000 Euro) perché il Gruppo (A.T.P.) vincitore risultava, al controllo dei documenti amministrativi, formato da un Capogruppo (Arch. Donald Miggiano) e da due componenti (Geom. Marco Rizzo e Geom. Giuseppe Pede), che secondo l’art. 6 del Bando non possiedono, giustamente, i requisiti non essendo iscritti né all’Ordine degli Ingegneri né a quello degli Architetti.

Immediata la nota dell’Arch. Miggiano alla Commissione (Marzo 2011) nella quale dichiara che ai fini dell’assegnazione del premio è irrilevante se i due Geometri Rizzo e Pede siano “Componenti”  o “Collaboratori” nel Gruppo, ma che in ogni caso sono effettivamente solo dei collaboratori.

A questo punto la Commissione decide di confermare la non assegnazione del Primo Premio e di demandare alla Giunta Municipale la decisione definitiva in merito.

La Giunta con deliberazione Aprile 2011 accoglie l’istanza dell’Arch. Miggiano ritenendo doverosa l’assegnazione del Primo Premio. Fine della storia.

Brevi Considerazioni con formulazioni di quesiti:

a) Se nella recente sentenza della Cassazione n. 19292 del 17. 12. 2009 sulle competenze professionali Architetti/Ingegneri e Geometri la Suprema Corte ribadisce  che “ ….I professionisti, dotati di titolo accademico ed iscritti ai rispettivi Albi NON POSSONO, nell’espletamento dell’attività professionale di propria competenza, ASSUMERE UNA POSIZIONE SUBORDINATA rispetto ai professionisti in possesso del solo diploma” ed ancora che non ci può essere per un tecnico diplomato  “….conferimento degli incarichi di Responsabile Unico del Procedimento ex art. 10 del D.L. n. 163/2006 (il cui comma 5° richiede titolo di studio adeguato alla natura dell’intervento da realizzare”

Come è possibile che un Geometra sia contemporaneamente Capo dell’Ufficio Tecnico del Comune, Responsabile del Procedimento per un Concorso di Architettura e Presidente della Commissione del Concorso stesso con due architetti e due ingegneri come componenti, senza che né l’Ordine degli Ingegneri, né quello degli Architetti di Lecce, ma cosa ancora più grave, nemmeno i nostri colleghi  abbiano avuto niente da dire? Ed allora la domanda sorge spontanea : Ignoranza o dolo?

b) Alla fine di tutta la storia non è stata nemmeno la Commissione a proclamare il vincitore, bensì una riunione della Giunta Comunale.

Ma non facevano prima a dare un incarico diretto?

Concludo rivolgendomi agli amici di Amate l’Architettura perché questo delle competenze professionali è uno dei problemi più importanti da affrontare. Difficile, spinoso e con una corporazione, quella dei Geometri, molto più agguerrita e determinata di noi architetti. Ci troviamo in una situazione paradossale e tragica dovendo essere, da una parte, competitivi tra di noi che siamo circa 140.000 in Italia (un terzo di tutta l’europa comunitaria) e nello stesso tempo dobbiamo difenderci dall’assalto di una figura professionale che non esiste in nessun’ altro paese e che pretende di avere delle competenze che secondo legge non può avere.

geometri

Lettera aperta al Presidente Nazionale dei Geometri Savoldi

Amate l’Architettura ha risposto alla gravissima lettera del Presidente Nazionale dei Geometri Fausto Savoldi in cui si rivendica la possibilità da parte dei Geometri di progettare edifici in cemento armato, definendo faziose e inopportune le sentenze della Cassazione e minacciando gli Ordini professionali di Architetti e Ingegneri a non intromettersi inviando comunicazioni fuorvianti alle Amministrazioni interessate.

Non mi sembra che ci siano state prese di posizioni da parte di CNA, CNI, Ordini professionali e Sindacati, la cosa è molto grave.

In Italia non si può più rimandare la questione delle competenze professionali, bisogna mettere mano a una nuova legge condivisa con tutte le categorie, ma nel frattempo non ci si può nascondere dietro pareri di parlamentari o cavilli da azzeca-garbugli la legge e le sentenze della Cassazione vanno rispettate.

Inutile dire che fino ad ora non abbiamo avuto alcun riscontro della nostra lettera dal Presidente dei Geometri Savoldi e dai Presidenti di CNA e CNI.

Avevamo già inviato una lettera ai Presidenti nazionali di Architetti, Ingegneri e Geometri, in cui si riteneva ormai non più rinviabile il momento di porre fine a inutili polemiche e di mettere mano al riordino delle competenze professionali, ma dopo un primo incontro tutto è finito nel nulla.

Speriamo che si voglia finalmente fare qualcosa.

Alleghiamo la lettera:

Geometra Fausto Savoldi

Presidente del Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati

Piazza Colonna, 361   00187  Roma

Fax 06 48912336

presidenza@cng.it cng@cng.it

p.c.

Architetto Leopoldo Freyrie

Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti PPC

Via di Santa Maria dell’Anima, 10   00186 Roma

Fax  06 6879520

direzione.cnappc@archiworldpec.it – direzione.cnappc@archiworld.it

Ingegnere Giovanni Rolando

Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri

Via IV Novembre, 114   00187 Roma

Fax  06 69767048

segreteria@cni-online.it – tuttoingegnere@legalmail.it – segreteria@ingpec.eu

Oggetto: Competenze professionali Architetti/Ingegneri e Geometri

Gentile Geometra Savoldi

La sua recente lettera del 04/05/2011 in merito alle competenze professionali dei geometri ci ha lasciato basiti, Lei parla di faziose utilizzazioni delle Sentenze della Corte di Cassazione e mal motivate prese di posizione da parte degli Ordini degli Ingegneri e Architetti.

Lei per fare chiarezza allega il parere di un noto parlamentare che esamina in maniera imparziale e distaccata la questione, dobbiamo dedurre che la Corte di Cassazione opera in maniera faziosa a favore degli Ingegneri e Architetti.

Crediamo che le Sue affermazioni siano talmente gravi da rendere necessario un chiarimento e una presa di posizione da parte dei Presidenti di CNACNI.

Noi di amate l’architettura non crediamo che questo sia il modo corretto di procedere in merito alle competenze professionali, Le ricordiamo che, in data 15/02/2010, Le avevamo inviato una lettera in cui si riteneva ormai non più rinviabile il momento di porre fine a inutili polemiche e di mettere mano al riordino delle competenze professionali.

L’Italia è l’unico paese europeo dove esiste un conflitto tra figure professionali che dovrebbero avere un ruolo ben distinto in quanto provengono da un percorso formativo completamente diverso. Ogni manufatto edilizio, dal più semplice al più complesso, dovrebbe essere seguito da architetti, ingegneri e geometri  agendo insieme con ruoli ben distinti.

Vogliamo anche evidenziare che il problema della progettazione non è soltanto un problema di conoscenze tecniche, come abbiamo già espresso in una lettera inviata al Corriere della Sera, chi pensa che i geometri possano o debbano progettare i piccoli o minori edifici e gli architetti quelli grandi e importanti commette un gravissimo errore.

L’architettura è la disciplina che ha come scopo l’organizzazione dello spazio in cui vive l’essere umano.

Per progettare bisogna avere una conoscenza di discipline umanistiche e tecniche, bisogna saper ascoltare il luogo, capire il contesto e molto altro, l’Architetto dovrebbe essere l’autore principale di un progetto dove partecipano varie figure tecniche tra cui gli ingegneri e i geometri.

Vi invitiamo pertanto nuovamente  a sedervi attorno ad un tavolo, con il massimo spirito di collaborazione, per discutere le problematiche delle competenze e per aggiornare Leggi che regolamentano la professione, (RD n.2537 del 1925 e RD n. 274 del 1929), vecchie, obsolete e non più rapportabili alla società odierna. Provate a immaginare quanto sia cambiata la società dal 1925 ad oggi.

Nel frattempo bisogna rispettare la legge attuale e le Sentenze della Cassazione in merito.

Ci auguriamo che vogliate accogliere il nostro appello nell’interesse di tutti i quasi 500.000 professionisti italiani tra architetti, ingegneri e geometri, ma soprattutto nell’interesse di tutti i cittadini italiani perché il raggiungimento della qualità architettonica e della sicurezza è un valore che appartiene alla collettività.

Roma  14-06-2010

Amate l’Architettura

Movimento per l’Architettura Contemporanea

www.amatelarchitettura.com

info@amatelarchitettura.com

Il Presidente

Antonio Marco Alcaro


Meglio tardi che mai

Dopo ben 9 mesi !!! dalla sentenza della Cassazione n. 19292/2009,  finalmente l’Ordine degli Architetti di Roma, insieme agli altri Ordini della Regione Lazio, ha diramato una circolare a tutti gli Enti interessati in merito alle competenze professionali tra architetti, ingegneri e geometri, (leggi la circolare del 12 maggio 2010).

Ci siamo già occupati del tema in precedenti articoli (vedi link), abbiamo anche inviato una lettera ai Presidenti Nazionali di Architetti, Ingegneri e Geometri per chiedere l’apertura di un tavolo tecnico per la ridefinizione delle competenze professionali, nel mese di aprile si sono riuniti per la prima volta dopo molti anni, speriamo che si arrivi in tempi rapidi ad una soluzione condivisa da tutte le categorie interessate.

Per il momento ci auguriamo che venga rispettata la sentenza della Cassazione:

l’integrale progettazione, compresa quella edilizia e/o architettonica, e non solo il calcolo e la progettazione strutturale, di costruzioni anche modeste comportanti l’impiego del cemento armato, rientra nella competenze esclusiva dell’ingegnere e dell’architetto.

La circolare della Federazione degli Ordini Architetti PPC del Lazio è indirizzata alle seguenti  istituzioni:

Ai Sindaci dei Comuni della Regione Lazio – LORO SEDI
Ai Responsabili del Servizio Edilizia/Urbanistica dei Comuni Regione Lazio – LORO SEDI
Agli Uffici Decentrati del Genio Civile della Regione Lazio – LORO SEDI
Agli ATER della Regione Lazio – LORO SEDI
Alle Comunità Montane della Regione Lazio – LORO SEDI
Alle Aziende Sanitarie USL della Regione Lazio – LORO SEDI
Ai Consorzi Sviluppo Industriale della Regione Lazio – LORO SEDI
Ai Consorzi di Bonifica della Regione Lazio – LORO SEDI
Al Consiglio Nazionale Ingegneri – ROMA
Al Consiglio Nazionale Architetti – ROMA
Alla Federazione Regionale Ordini Ingegneri del Lazio – LATINA
A tutti gli Iscritti agli Ordini degli Architetti del Lazio – LORO SEDI

Vogliamo credere che prendano in considerazione la richiesta della Federazione, ma soprattutto ci auguriamo che i Consigli degli Ordini degli Architetti PPc del Lazio mantengano ciò che hanno scritto nella circolare, ovvero:

In difetto, questi Ordini Provinciali si vedranno costretti ad esperire, presso le sedi deputate, tutte le azioni necessarie non solo alla tutela dei valori della professione dell’architetto, ma anche a protezione dell’interesse pubblico, alla salvaguardia del profilo etico della professione e dei diritti del cittadino.