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Le geometrie condominiali di Gian Paolo Bartalesi

15 Giugno 2019

Una sera di pioggia tornando a casa tra il Colosseo e San Giovanni per far prima mi addentro nelle viuzze verso il Celio, stradine tranquille di palazzi abitati e pur vivaci della Roma che conosco.

Negozietti vintage, vinerie con tavolini per pochi amici insieme a ristorantini per turisti e gallerie d’arte, una colpisce la mia attenzione.

Un portoncino che non avevo mai notato e che ora invece mi invita con suoni di voci ed una luce calda. Entro, è il finissage di una mostra di fotografie e in un attimo sono dentro, contemporaneamente, a tanti androni, tutti insieme, tutti di Roma, salendo e scendendo le tante scale fotografate, anch’esse in un attimo, dal talento naturale che è Gian Paolo Bartalesi.

Scale in tutte le fogge, sempre leggere anche quando le chiama “vortici” o “vertigini”e, conferma un’ammiratrice, ” Non c’è mai un senso d’angoscia!”

Lui è prodigo di spiegazioni e gratitudine non solo a chi gli regala complimenti ma alla vita che, racconta, gli ha dato, attraverso la difficoltà economica, un bel lavoro da pony express ed insieme la possibilità di “vedere” le sue “geometrie nascoste” per i Condomini di tutta Roma.

Non è un fotografo e ci tiene a dirlo, io credo invece di sì.

Non per la tecnica o per la reflex che non può permettersi, fa tutto con il telefonino ed una compattina un po’ vecchiotta, ma perchè il suo occhio lucido e sensibile è certamente la miglior macchina fotografica che possa avere.

L’immagine è prima di tutto in chi la guarda ed anch’io sono grata al momento in cui sono entrata in quel portoncino per il regalo ricevuto dai miei occhi.

L’allestimento e tutte le stampe per questa sua prima personale alla Galleria Arca di Noesis sono state realizzate da un fotografo professionista molto appassionato di recupero di vecchie lastre, Carlo Rondinelli, che ha rispettato l’impronta immediata delle foto annullando quasi completamente la post-produzione.

Nel mondo tanto artefatto e virtuale a cui siamo ormai tutti abituati queste “geometrie” sono invece immagini reali che rimangono però ancora più fantastiche e a tutto volume nella mente.

Nelle foto di Gian Paolo Bartalesi il mondo gira, il moto perpetuo della natura non fermato in uno scatto ma, al contrario, diventa movimento ampliato come in un giro di danza a rendere panneggi morbidi il cemento armato, il ferro, il legno ed il marmo delle scale di Roma che il nostro occhio, prima dei nostri piedi, percorre e precorre veloce andando al centro dell’universo di ognuno di noi.

Gian Paolo Bartalesi pubblica le sue fotografie sul suo profilo Facebook.

Foto ©Gian Paolo Bartalesi

post-produzione e fotomontaggi di Carlo Rondinelli.

Tutti i diritti sono riservati

 

Stazione Oriente, atmosfere da fantascienza.

PREMESSA.

Questo articolo è basato esclusivamente su impressioni personali ed è strutturato come un gioco di arbitrari accostamenti visivi. Ogni riferimento a scritti, monografie sul maestro e riferimenti bibliografici è puramente casuale.

Di Santiago Calatrava si è scritto tanto. Tutti conoscono il suo riferimento alle forme organiche, l’influenza che ha avuto su di lui l’opera di Le Corbusier, il suo essere contemporaneamente (come il grande Corbu) artista ed architetto, tanto da disegnare a mano e dipingere le sue opere prima di trasporle in disegno tecnico, infatti tutti conoscono la storia di “Turning Torso”, l’edificio ispirato ad una scultura ideata da Calatrava, eppure, come in tutti progettisti e gli artisti, esiste una parte non definibile, un magma culturale e visivo, un humus culturale, che abbiamo sedimentato soprattutto nella parte della formazione giovanile e alla quale facciamo inconsciamente riferimento, esprimendola nelle opere della maturità.

Visitando la Stazione Oriente a Lisbona, opera anch’essa del maestro, inaugurata nel 1998, in occasione dell’Expo internazionale di Lisbona di quell’anno, si riceve una impressione diversa da quella provata in altre sue opere: un effetto straniante, metafisico.

Occorre dire che l’opera in realtà sembra divisa in due opere distinte: la parte superiore che rientra nella produzione corrente calatraviana: bianche strutture riferibili alle opere dell’architettura del ferro ottocentesca, ennesima variante di temi presenti in molte altre opere e la parte sottostante, in calcestruzzo a vista, dove invece spazi, atmosfere e uso della luce naturale sono un unicum tra le opere del maestro.

Grandi archi, volte, pilastri sovradimensionati e modellati, costoloni e passerelle aeree. Per non parlare di straordinari corridoi e passaggi in cui la luce, delicatamente distribuita dalle coperture o immessa morbidamente da pozzi di luce, modella le superfici in modo straniante donando, appunto, un’aria metafisica ad intere parti del complesso.


Una ricchezza tale di atmosfere e scenografie che attiva la mente e la memoria: dove può avere attinto, il Maestro, un patrimonio visivo e atmosferico così ricco? Forse la risposta va cercata al di fuori dell’ambito, seppur non ristretto, della Storia dell’Archtettura.

Grazie a questi scatti fotografici balza agli occhi che la stazione sembra un set di un film di fantascienza.
Potrebbe sembrare, superficialmente, che il riferimento possa essere Blade Runner, il film che nel 1982 ha cambiato la fantascienza e l’immaginario di tutti noi passando dalla visione di un futuro positivista ad un futuro apocalittico e decadente.

Eppure le architetture di Blade Runner sono cupe, un po’ retrò, non descrivono spazi e volumi ampi. Nelle scenografie del film la luce non modella le superfici, è piuttosto una scheggia artificiale che si incunea dentro, ferisce, gli interni che sembrano caverne decò.

Non è facile trovare un riferimento preciso, eppure l’atmosfera da Science Fiction pervade tutti gli scatti.

Come spunto di riflessione, confrontiamo un film da appassionati del genere del 1971 di George Lucas, un po’ dimenticato, chiamato in italiano l’uomo che fuggì dal futuro e in lingua originale THX1138, con le foto della stazione. Siamo proprio sicuri che l’inconscio di Calatrava non abbia attinto a lontane letture o visioni di fantascienza?

 

 

 

 

 

Tutte le foto della Stazione Oriente sono di Giulio Paolo Calcaprina, © tutti i diritti d riproduzione sono riservati.
I fotogrammi del film THX1138 sono immagini trovate su internet.

 

Un’Architettura di Roma in Una Parola a Settimana – An Architecture of Rome in a Word a Week

3 Gennaio 2018

Il progetto ha lo scopo innanzitutto egoistico di spronarmi a uscire in maniera costante per Roma a conoscere nuove architetture o approfondire quelle già viste. La macchina fotografica è lo strumento per “congelare” quello che vedo osservando le architetture. Quando scatto uso il punto di vista, l’inquadratura, la tecnica che più penso possa rappresentare quel volume (o porzione di città). Anche in fase di postproduzione con i programmi di fotoritocco mi concentro su questo. La parola, infine, che appongo “in filigrana” sull’immagine, è davvero la prima che mi è venuta in mente sul luogo mentre ho scattato. Va da sé che lo scopo successivo, ma non secondario, è la comunicazione e la diffusione degli scatti così predisposti, per avvicinare i non addetti al settore dell’architettura e per un’occasione di riflessione con i colleghi architetti. Direi che, se dovesse esserci un preambolo al titolo del progetto, questo sarebbe proprio: “amate l’architettura!”.

Ogni settimana sarà aggiunta una nuova foto. La prima pubblicazione è stata fatta il 20 marzo 2017.

 

 

01 – Ubicazione su pianta per funzione
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La maggior parte degli edifici/spazi oggetto degli scatti sono di natura religiosa, cristiana in primis. Questo non solo perchè facilmente accessibili, rispetto a quelli con altre funzioni, ma soprattutto perchè Roma è capitale mondiale indiscussa della cristianesimo. Grazie ai mecenati religiosi grandi architetti del passato e del presente hanno potuto dare sfogo al loro estro creativo.


02 – Ubicazione su pianta per periodo storico

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Ciò che spicca subito è che non ci sono a Roma esempi di architettura gotica. Per il resto il progetto si è volutamente concentrato sull’architettura contemporanea di cui ci sono più esempi rispetto a quelli di altri periodi storici, eccezion fatta per l’architettura Romana antica.

 

 

FOTO 52 – Appia Antica

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C’è strada e strada, benché tutte portino a Roma, a quel che si dice.

(Léon Bloy)

 

FOTO 51 – PalaEur

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Non bisogna domandarsi dove sono gli extraterrestri, ma dove sono gli oggetti fabbricati da loro. (Arthur C. Clarke)

 

FOTO 50 – Galleria Sciarra

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Tutta la varietà, tutta la delizia, tutta la bellezza della vita è composta

d’ombra e di luce. (Lev Tolstoj)

 

 

FOTO 49 – Tempio Maggiore

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La vita è un’enorme tela: rovescia su di essa tutti i colori che puoi.

(Danny Kaye)

 

 

FOTO 48 – Ponte Settimia Spizzichino

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Tensione è chi pensi che dovresti essere. Pace è chi sei.

(Proverbio cinese)

 

 

FOTO 47 – Chiesa Sacro Cuore del Suffragio

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Renzo, vide quella gran macchina del Duomo sola sul piano, come se sorgesse in un deserto; e si fermò su due piedi, dimenticando tutti i suoi guai, a contemplare anche da lontano quell’ottava meraviglia di cui aveva tanto sentito parlare fin da bambino

(Alessandro Manzoni)

 

 

FOTO 46 – Stazione FS Tiburtina

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I ponti uniscono separazioni, come una stretta di mano unisce due persone.

I ponti cuciono strappi, annullano vuoti, avvicinano lontananze.

(Mauro Corona)

 

 

FOTO 45 – Villa Giulia

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L’eleganza non è farsi notare, ma farsi ricordare
(Giorgio Armani)

 

 

FOTO 44 – Murales Piazza della Marina

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C’è un qualche scarto fra quello che profondamente siamo e quello che semplicemente pensavamo pensiamo d’essere. Ed è lì che si insinua, in quelle crepe in quelle fessure, tutto ciò che non è libertà. (Friedrich Nietzsche)

 

FOTO 43 – Chiesa di San Valentino al Villaggio Olimpico

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Alto e largo quanto un uomo con le braccia aperte, il quadrato sta, nelle più antiche strutture e nelle immagini rupestri dei primi uomini, a significare l’idea di recinto, di casa, di paese

(Bruno Munari)

 

 

FOTO 42 – Museo Ara Pacis

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Il destino è uno scrigno come altri non ne esistono, aperto e contemporaneamente chiuso, si guarda dentro e si può vedere quanto è successo, la vita passata, destino ormai compiuto, ma di quanto dovrà accadere non si ottiene niente, solo qualche presentimento, qualche intuizione
(Jose Saramago)

 

41 – Museo MAXXI

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La gente pensa che l’edificio più appropriato abbia forma di rettangolo… Ma il mondo non è un rettangolo. (Zaha Hadid)

FOTO 40 – Ponte della Musica

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Ho tirato su
Le mie quattro ossa
E me ne sono andato
Come un acrobata
Sull’acqua
(Giuseppe Ungaretti)

 

 

FOTO 39 – Murales Via Decio Murie

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Il bambino che non gioca non è un bambino, ma l’adulto che non gioca ha perso per sempre il bambino che ha dentro di sé. (Pablo Neruda)

 

 

FOTO 38 – Macro Via Nizza

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Il talento è la diversità, l’unicità. Non è facile individuarla e spesso viene sottovalutata.
(Claudia Mori)

 

 

FOTO 37 – Murales in Via Arceia e via Treia

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… le città vivaci, diverse, intense contengono i semi della loro rigenerazione, con l’energia sufficiente a portare i problemi fuori da se stesse. (Jane Jacobs)

 

 

FOTO 36 – Chiesa Dio Padre Misericordioso

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D’altra parte io stesso, fin dall’inizio, ho cercato di ricreare uno spazio che fosse mistico invitando proprio a guardare il cielo. (Richard Meier)

 

 

FOTO 35 – Chiesa del Santo Volto del Gesù

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Nel momento in cui partiamo in cerca dell’amore, anche l’amore muove per venirci incontro. E ci salva. (Paulo Coelho)

 

 

FOTO 34 – Ponte dell’Industria

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Muoversi, vivere, non pensare!
(Luigi Pirandello)

 

 

FOTO 33 – Murales edificio direzione ATAC

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Alcune persone vogliono rendere il mondo un posto migliore. Io voglio solo rendere il mondo un posto più bello. Se non ti piace, puoi dipingerci sopra! (Bansky)

 

 

FOTO 32 – Chiesa di San Gaspare del Bufalo

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La nave dormiva.
Il mare si stendeva lontano,
immenso e caliginoso,
come l’immagine della vita,
con la superficie scintillante
e le profondità senza luce.
(Joseph Conrad)

 

 

FOTO 31 – Basilica di S. Andrea della Valle

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Guardare il mondo dalla Cupola è indescrivibile. Si ha il senso di fragilità del pianeta Terra, con la sua atmosfera sottilissima, e dell’incredibile bellezza di questo gioiello sospeso nel velluto nero dello spazio. (Luca Parmitano)

 

 

FOTO 30 – Palazzo Spada

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La magia è un ponte che ti permette di passare dal mondo visibile in quello invisibile.
E imparare le lezioni di entrambi i mondi.
(Paulo Coelho)

 

 

FOTO 29 – Basilica di Santo Stefano Rotondo al Celio

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Quando si considera un’esistenza come quella di Roma, vecchia di oltre duemila anni e più, e si pensa che è pur sempre lo stesso suolo, lo stesso colle, sovente perfino le stesse colonne e mura (…) ci si sente compenetrati dei grandi decreti del destino.
(Goethe)

 

 

FOTO 28 – Complesso monumentale di S. Agnese fuori le mura

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Anime semplici abitano talvolta corpi complessi
(Ennio Flaiano)

 

 

FOTO 27 – Stazione S. Giovanni Linea C

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Qualunque cosa si faccia, si ricostruisce sempre il monumento a proprio modo; ma è già molto adoperare pietre autentiche.
(Marguerite Yourcenar)

 

 

FOTO 26 – Chiesa di S. Carlo alle Quattro Fontane

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Unite gli estremi, e avrete il vero centro.
(Friedrich Schlegel)

 

 

FOTO 25 – Chiesa di Sant’Ivo alla Sapienza

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Ricordati che ovunque tu vada sei sempre al centro del cielo.
(Petronio Attico)

 

 

FOTO 24 – Chiesa Ortodossa Santa Caterina di Alessandria

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Le mie città nascono da incontri: il mio con un angolo della terra, quello dei miei piani imperiali con gli incidenti della mia esistenza d’uomo….
(Marguerite Yourcenar)

 

 

FOTO 23 – Palazzo della Civiltà Italiana

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Creare irrealtà che confermano il carattere allucinatorio del mondo, come è dottrina presso tutti gli idealisti. (Jorges Luis Borges)

 

 

FOTO 22 – Accademia d’Egitto di Belle Arti

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Tutti i popoli sono bambini di fronte agli egizi e, di conseguenza, tutta la storia è nata in Egitto. Ma i figli ingrati, hanno dimenticato il proprio Padre.
(Vasilij Vasil’ evic Rozanov)

 

 

FOTO 21 – Radisson Blu Es Hotel

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O che stazione molto importante:

udite la voce dell’altoparlante?

Dal marciapiede numero nove

parte il rapido per Ognidove.

(Gianni Rodari)

 

 

FOTO 20 – Complesso parrocchiale San Pio da Pietralcina

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Le rispose l’angelo: “Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio”. (Vangelo di Luca)

 

 

FOTO 19 – Agenzia Spaziale Italiana

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E finalmente io ti domando, oh uomo sciocco: Comprendi tu con l’immaginazione quella grandezza dell’universo, la quale tu giudichi poi essere troppo vasta?
(Galileo Galilei)

 

 

FOTO 18 – Chiostro Lateranense

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Dolci colonne, dai
Capelli fasciati di luce,
Ornati d’uccelli veri
Che camminano intorno,

Dolci colonne, o
L’orchestra dei fusi!
Ognuno immola il
Silenzio all’unisono.
(Paul Valéry)

 

 

FOTO 17 – Villa Gordiani

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Roma caput mundi regit orbis frena rotundi
(Federico Barbarossa)

 

 

FOTO 16 – Istituto per la Cultura Giapponese

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Una grossa lucciola
in vibrante tremolio
s’allontana – penetrante
(Issa)

FOTO 15 – Casa del Girasole

Il termine “sostanza” designa sia la materia (che è potenza), sia la forma (che è atto perfetto), sia il composto dell’una e dell’altra.(Aristotele)

 

 

FOTO 14 – Battistero Lateranense

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In principio Dio creò il cielo e la terra. Ora la terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque.
(Bibbia – Genesi)

 

 

FOTO 13 – Basilica di S.Agostino

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E così acconcio se n’andò nella piazza nuova di Santa Maria Novella. E cominciò a saltabellare e a fare un nabissare grandissimo su per la piazza, e a sufolare e ad urlare e a stridere a guisa che se imperversato fosse.
(Giovanni Boccaccio)

 

 

FOTO 12 – Villino Ximenes

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Qui delle divertite passioni
per miracolo tace la guerra,
qui tocca anche a noi poveri la nostra parte di ricchezza
ed è l’odore dei limoni.
(Eugenio Montale)

 

 

FOTO 11 – Nuova Fiera di Roma

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Fà delle due braccia
due ali d’angelo
e porta anche a me un pò di pace
e il giocattolo del sogno.
(Alda Merini)

 

 

FOTO 10 –Tempietto di San Pietro in Montorio

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Potrei vivere nel guscio di una noce, e sentirmi re dello spazio infinito.
(William Shakespeare)

FOTO 9 – Basilica di S. Maria in Cosmedin

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Tu che inclinasti i cieli nell’ineffabile tua incarnazione;
io bacerò i tuoi piedi incontaminati
e di nuovo li detergerò con i capelli del mio capo
(Cassia)

 

 

FOTO 8 – Casa dell’Architettura (ex Acquario Romano)

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L’arte del decorare consiste nel fare nelle case altrui quello che non si sognerebbe mai di fare nella propria. (Le Corbusier)

 

 

FOTO 7 – Casina delle Civette

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Ogni volta che qualcuno dice “Io non credo nelle fate” da qualche parte c’è una fata che cade morta. (Peter Pan)

 

 

FOTO 6 – Complesso Edilizio Città del Sole

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Il ritmo è qualcosa che si ha o non si ha, ma quando lo avrete, avrete tutto. (Elvis Presley)

 

 

FOTO 5 – Terme Diocleziane e Chiesa di S. Maria degli Angeli

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Roma… è una somma di almeno sette città con anime diverse. (Gigi Proietti)

 

 

FOTO 4 – Autorimessa e Mercato Metronio

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Tutte queste costruzioni devono avere requisiti di solidità, utilità e bellezza (Vitruvio)

 

 

FOTO 3 – Grande Moschea di Roma

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Egli vede nel deserto desolato il più amico degli amici, e cammina per la sua via, là dove cammina sul suo capo la Madre degli astri risplendenti a grappoli per il cielo. (Abu I-Faraj al-Isfahani)

 

 

FOTO 2 – Via Bernardo Celentano

PITTORESCO

Giorno di primavera: si perde lo sguardo in un giardino largo tre piedi. (Masaoka Shiki)

 

 

FOTO 1 – S’Andrea al Quirinale

ELLISSE

Quello che mi attira è la linea curva, libera e sensuale. La linea curva che ritrovo nelle montagne del mio paese, nel corso sinuoso dei suoi fiumi, nelle nuvole del cielo, nel corpo della donna amata. L’universo intero è fatto di curve. (Oscar Niemeyer)

 

The project aims primarily and selfishly to encourage me to go out constantly for Rome to learn about new architectures or to deepen those already seen. The camera is the tool to “freeze” what I see by observing the architecture. When I shoot I use the point of view, the shot, the technique that I think can represent most that volume (or portion of the city). Even in the post-production phase with the photo editing programs I focus on this. Finally, the word that I put “in filigree” on the image, is really the first that came to my mind on the place while was shoting. It goes without saying that the next but not secondary aims are to communicate and disseminate the shots so arranged, to bring the non-professionals closer to the architectural sector and for an opportunity for reflection with fellow architects. I would say that if there were a preamble to the title of the project, this would be precisely: “love architecture!” (Amate l’Architettura translated in English).

A new photo will be added every week. The first publication was made on March 20, 2017.

 

01 – Location on plan by function

Most of the buildings / spaces covered by the shots are religious, primarily Christian. This is not only because they are easily accessible, compared to those with other functions, but above all because Rome is the undisputed world capital of Christianity. Thanks to religious patrons, great architects of the past and present were able to give vent to their creative flair.

 

02 – Location on plan by historical period

What stands out immediately is that there are no examples of Gothic architecture in Rome. Otherwise the project has deliberately focused on contemporary architecture of which there are more examples than in other historical periods, except for ancient Roman architecture.

 

PHOTO 52 – Ancient Appia

There is road and road, although all of them lead to Rome, according to what is said. (Léon Bloy)

 

PHOTO 51 – PalaEur

We must not ask ourselves where the extraterrestrials are, but where the objects manufactured by them are. (Arthur C. Clarke)

 

PHOTO 50 – Galleria Sciarra

All the variety, all the delight, all the beauty of life is made up of shadow and light. (Lev Tolstoj)

 

PHOTO 49 – Main Temple

Life is a huge canvas: turn all the colors you can onto it. (Danny Kaye)

 

PHOTO 48 – Settimia Spizzichino Bridge

Tension is who you think you should be. Peace is who you are. (Chinese proverb)

 

PHOTO 47 – Sacred Heart Church of the Suffrage

Renzo saw that great machine of the Duomo alone on the floor, as if it were rising in a desert; and stopped on his feet, forgetting all his troubles, to contemplate even from afar that eighth wonder of which he had heard so much since he was a child. (Alessandro Manzoni)

 

PHOTO 46 – Tiburtina FS Station

Bridges unite separations, as a handshake unites two people. Bridges sew tears, cancel voids, draw distances closer. (Mauro Corona)

 

PHOTO 45 – Villa Giulia

Elegance is not to be noticed, but to be remembered. (Giorgio Armani)

 

PHOTO 44 – Piazza della Marina murals

There is some gap between what we deeply are and what we simply thought we think we are. And it is there that insinuates, in those cracks, all that is not freedom. (Friedrich Nietzsche)

 

PHOTO 43 – Church of San Valentino in the Olympic Village

As tall and wide as a man with open arms, the square is, in the oldest structures and cave images of the first men, to signify the idea of ​​fence, home, country. (Bruno Munari)

 

PHOTO 42 – Ara Pacis Museum

Destiny is a treasure chest like others, do not exist, open and closed at the same time, you look inside and you can see what has happened, past life, destiny now accomplished, but of what will have to happen nothing is obtained, only some presentiment, some intuition. (Jose Saramago)

 

PHOTO 41 – MAXXI Museum

People think that the most appropriate building has a rectangle shape … But the world is not a rectangle. (Zaha Hadid)

 

PHOTO 40 – Bridge of Music

I pulled up
My four bones
And I’m gone
Like an acrobat
Waterfront.
(Giuseppe Ungaretti)

 

PHOTO 39 – Decio Murie Street murals

The child who does not play is not a child, but the adult who does not play has lost the child within him forever. (Pablo Neruda)

 

PHOTO 38 – Nizza Street MACRO

Talent is diversity, uniqueness. It is not easy to identify it and is often underestimated. (Claudia Mori)

 

PHOTO 37 – Areceia Street and Treia Street murals

… the lively, diverse, intense cities contain the seeds of their regeneration, with enough energy to bring the problems out of themselves. (Jane Jacobs)

 

PHOTO 36 – Church of God the Merciful Father

On the other hand, I myself, from the beginning, tried to recreate a space that was mystical by inviting people to look at the sky. (Richard Meier)

 

PHOTO 35 – Church of the Holy Face of Jesus

The moment we leave in search of love, love also moves to meet us. And it saves us. (Paulo Coelho)

 

PHOTO 34 – Industry Bridge

Move, live, don’t think! (Luigi Pirandello)

 

PHOTO 33 – Murals of the ATAC Management Building

Some people want to make the world a better place. I just want to make the world a more beautiful place. If you don’t like it, you can paint on it! (Banksy)

 

PHOTO 32 – Church of San Gaspare del Bufalo

The ship was asleep.
The sea stretched far,
immense and hazy,
like the image of life,
with the sparkling surface
and the depths without light.
(Joseph Conrad)

 

PHOTO 31 – Basilica of S. Andrea della Valle

Looking at the world from the dome is indescribable. There is a sense of fragility of the planet Earth, with its subtle atmosphere, and the incredible beauty of this jewel suspended in the black velvet of space. (Luca Parmitano)

 

PHOTO 30 – Palazzo Spada

Magic is a bridge that allows you to move from the visible world into the invisible one.
And learn the lessons of both worlds. (Paulo Coelho)

 

PHOTO 29 – Basilica of Santo Stefano Rotondo al Celio

When one considers an existence like that of Rome, over two thousand years old and more, and one thinks that it is still the same soil, the same hill, often even the same columns and walls (…) one feels interpenetrated by the great decrees of fate. (Goethe)

 

PHOTO 28 – Monumental complex of S. Agnese outside the walls

Simple souls sometimes inhabit complex bodies. (Ennio Flaiano)

 

PHOTO 27 – S. Giovanni Station Line C

Whatever you do, you always rebuild the monument in your own way; but it is already a lot to use authentic stones. (Marguerite Yourcenar)

 

PHOTO 26 – Church of S. Carlo alle Quattro Fontane

Join the extremes, and you will have the real center. (Friedrich Schlegel)

 

PHOTO 25 – Church of Sant’Ivo alla Sapienza

Remember that wherever you go you are always in the center of the sky. (Petronius Atticus)

 

PHOTO 24 – Saint Catherine Orthodox Church of Alexandria

My cities are born from encounters: mine with a corner of the earth, that of my imperial plans with the accidents of my existence as a man … (Marguerite Yourcenar)

 

PHOTO 23 – Palace of Italian Civilization

Create unrealities that confirm the hallucinatory character of the world, as is the doctrine of all idealists. (Jorges Luis Borges)

 

PHOTO 22 – Egyptian Academy of Fine Arts

All peoples are children before the Egyptians and, consequently, the whole story was born in Egypt. But ungrateful children have forgotten their Father. (Vasili Vasil ‘evic Rozanov)

 

PHOTO 21 – Radisson Blu Es Hotel

Oh what a very important station:
do you hear the voice of the speaker?
From the sidewalk number nine
the rapid for Everywhere.
(Gianni Rodari)

 

PHOTO 20 – San Pio da Pietralcina Parish Complex

The angel replied: “The Holy Spirit will descend on you, the power of the Most High will cast his shadow over you. He who is born will therefore be holy and called the Son of God.” (Gospel of Luke)

 

PHOTO 19 – Italian Space Agency

And finally I ask you, oh foolish man: Do you understand with imagination that greatness of the universe, which you then judge to be too vast? (Galileo Galilei)

 

PHOTO 18 – Lateran Cloister

Sweet columns, come on
Light-bandaged hair,
Adorned with real birds
Who walk around,

Sweet columns, or
The orchestra of the spindles!
Everyone immolates the
Silence in unison.
(Paul Valéry)

 

PHOTO 17 – Villa Gordiani

Roma caput mundi regit orbis frena rotundi. (Federico Barbarossa)

 

PHOTO 16 – Institute for Japanese Culture

A big firefly
in vibrant flicker
moves away – penetrating
(Issa)

 

PHOTO 15 – Sunflower House

The term “substance” designates both matter (which is power), and form (which is perfect act), and the compound of both. (Aristotle)

 

PHOTO 14 – Lateran Baptistery

In the beginning, God created heaven and earth. Now the earth was shapeless and deserted and darkness covered the abyss and the spirit of God hovered over the waters. (Bible – Genesis)

 

PHOTO 13 – Basilica of S.Agostino

And so he went to the new square of Santa Maria Novella. And he began to jump and make a huge nabissare up the square, and to sufolate and to scream and screech like what if raged it was. (Giovanni Boccaccio)

 

PHOTO 12 – Villino Ximenes

Here some amused passions
miraculously the war is silent,
here also the poor share our share of wealth
and it’s the smell of lemons.
(Eugenio Montale)

 

PHOTO 11 – New Rome Fair

Make two arms
two angel wings
and bring me some peace too
and the dream toy.
(Alda Merini)

 

PHOTO 10 – Small temple of San Pietro in Montorio

I could live in the shell of a nut, and feel myself king of infinite space. (William Shakespeare)

 

PHOTO 9 – Basilica of S. Maria in Cosmedin

You who inclined the heavens in your ineffable incarnation;
I will kiss your pristine feet
and again I will cleanse them with my boss’s hair
(Cassia)

 

PHOTO 8 – House of Architecture (ex Roman Aquarium)

The art of decorating consists in doing in the homes of others what one would never dream of doing in one’s own. (Le Corbusier)

 

PHOTO 7 – Casina delle Civette

Every time someone says “I don’t believe in fairies” somewhere there is a fairy who falls dead. (Peter Pan)

 

PHOTO 6 – City of the Sun Building Complex

Rhythm is something you have or don’t have, but when you have it, you will have everything. (Elvis Presley)

 

PHOTO 5 – Diocletian Baths and Church of S. Maria degli Angeli

Rome … is a sum of at least seven cities with different souls. (Gigi Proietti)

 

PHOTO 4 – Garage and Metronio Market

All these constructions must have requirements of solidity, utility and beauty. (Vitruvius)

 

PHOTO 3 – Great Mosque of Rome

He sees the friend of friends in the desolate desert, and walks his way, where the Mother of the stars shining in clusters through the sky walks on her head. (Abu I-Faraj al-Isfahani)

 

PHOTO 2 – Via Bernardo Celentano

Spring day: you lose your gaze in a three-foot wide garden. (Masaoka Shiki)

 

PHOTO 1 – S. Andrea al Quirinale

What attracts me is the curved line, free and sensual. The curved line that I find in the mountains of my country, in the sinuous course of its rivers, in the clouds of the sky, in the body of the beloved woman. The whole universe is made of curves. (Oscar Niemeyer)

 

Foto: Vita Cofano

Editing: Giulio Pascali, Daniela Maruotti

 

 

Diario di viaggio di una “flâneur” metropolitana. Imma Tuccillo Castaldo

Imma Tuccillo Castaldo, una laurea in Filosofia, una seconda in Scienze geologiche in corso, un master Universitario in Politiche dell’Incontro e Mediazione Culturale; molta passione e  talento  per l’immagine e la fotografia, che intende come strumento  da mettere al servizio della conoscenza scientifica, posta a sua volta al servizio dell’arte fotografica.

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L’interesse per la mineralogia e la geomorfologia, così come gli anni di perfezionamento nell’ambito dei Diritti Umani, svolto prevalentemente  come human rights advocacy consultant  ed educatore, sono esperienze che porta  nel  suo lavoro fotografico che vanta pubblicazioni prestigiose e riconoscimenti internazionali.
Roma caput mundi e Babelyulin è un diario di viaggio che fa parte del  progetto più ampio Flâneur nel XXI° secolo, in cui  Tuccillo Castaldo è lei stessa una  “ Flâneur” metropolitana, prendendo a prestito il termine introdotto per la prima volta da Baudelaire,  che successivamente Walter Benjamin adottò per definire – da un’ottica marxista – la figura moderna dell’osservatore urbano. In questo lavoro, infatti, Tuccillo Castaldo, osservatrice analitica del tessuto urbano, mette insieme  le descrizioni sociali ed estetiche della città che sintetizza attraverso una visione altra, dell’architettura. Costruisce una realtà simultanea attorno alla necessità di prevedere rivelazioni sorprendenti, sequenze spaziali inedite, come una delle modalità per avvicinarsi ed interpretare la costruzione e gli edifici.

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Usa la  tecnica della multi esposizione in numero variabile, da un minimo di tre a un massimo di dieci immagini, senza mai ricorrere al fotomontaggio in post processing  per arrivare a realizzare immagini prossime all’ icomena: scardina identità e riconoscibilità iconica dei luoghi e delle architetture, che  tornano ad essere tali solo dopo un  processo di ricomposizione,  che avviene nella memoria dell’osservatore.

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Il viaggio inizia dalla storia, dalla tensione tra poteri secolari e temporali: tra naturalità e artificialità,  la monumentalità e la stratificazione storica di  Roma si confrontano con quelle standardizzate di ispirazione comunista di Lyulin, sobborgo residenziale di Sofia, quartiere operaio costruito dai regimi comunisti  negli anni Settanta. Il risultato, interessantissimo, mostra un immaginario della realtà sublime e di  grande intensità espressiva .

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Maniscalchi

27 Gennaio 2012

maniscalco“Fino all’inizio del novecento c’erano le carrozze con i cavalli. Poi sono arrivate le automobili e le carrozze sono scomparse. Oggi le macchine inquinano e il traffico cittadino è un problema, ma nessuno si sognerebbe di tornare alle carrozze con i cavalli.”

Questo articolo di Giovanni De Mauro, sembra una perfetta metafora di come a mio parere dovrebbe essere affrontata la battaglia in difesa della professione che sta sorgendo.

Con il lancio dell’Assemblea dei 150k Architetti abbiamo voluto mettere sul tavolo della discusisone una serie di problemi che, a detta dei più, impediscono il regolare svolgimento dell’attività professionale. Quello che però mi pare manchi profondamente in questa discussione è una seria riflessione sulle  contesto sociale in cui si richiede che questa professione debba esercitarsi. Quello che mi pare nessuno (o pochi) si chieda è se la figura dell’Architetto, nella forma e nel ruolo con cui siamo abituati a conoscerlo da secoli, abbia ancora senso di esistere o se non sia in realtà necessario ripensare completamente sia le modalità operative (il modo in cui si progetta) e sia la sua collocazione all’interno dei processi di trasformazione urbana (non più soggetto autonomo ma componente paritario di un sistema di interessi ed esigenze).

L’assunto di fondo su cui tutti noi conveniamo è che la nostra società, il nostro sitema di gestione delle trasformazioni urbane, non appaiono in grado di garantire lo sviluppo economico e culturale del territorio secondo livelli di qualità adeguati alle necessità della società stessa.

Per molti di noi (architetti) la figura cardine in grado di fornire risposte a questo bisogno di qualità urbana è l’Architetto che con la sua capacità progettuale e il suo senso critico, se messo in condizioni di operare (progettare) senza le storture di mercato che tutti lamentiamo (concorrenza con altri professionisti, monopolio delle imprese, assenza di concorsi aperti, monopolio culturale, ecc.), sarebbe in grado di attivare un automatico miglioramento della qualità urbana.

Si tratta di un assunto che non è dimostrabile in senso assoluto e che tradisce una visione ottocentesca della professione; l’architetto inteso come demiurgo salvifico della società che nel suo splendido isolamento è portatore di soluzioni a problemi che probabilmente solo lui è in grado di vedere.

Ora il problema di fondo è che questa società non sembra intenzionata a farsi salvare dall’Architetto né sembra vedere i problemi nella stessa ottica con cui li vede l’Architetto; anzi, una certa parte di questa società sembra vedere nell’Architetto proprio una parte del problema. Questa ultima opinione è condivisa anche da molti architetti che ovviamente si ritengono “diversamente Architetti”, inventando con ciò una nuova forma di disabilità.

Il problema così come viene posto è un po’ come voler decidere se viene prima l’uovo o la gallina. Se la società non ci fa lavorare come facciamo a dimostrare che siamo utili alla società? ma se prima non dimostriamo che siamo utili alla società come fa la società a decidere di farci lavorare? (aiuto! chiamate un geometra!)

Chiedo l’aiuto da casa e rilancio l’articolo di De Mauro. Secondo capoverso.

“Per tutto il novecento la Kodak è stata sinonimo di macchine fotografiche e pellicole. Poi sono arrivati gli apparecchi digitali e gli smartphone. La Kodak non ha saputo adattarsi, anche se aveva una storia e un marchio che le avrebbero consentito di farlo. E la scorsa settimana ha chiuso. Oggi nessuno accetterebbe una legge che proibisse le macchine fotografiche digitali per salvare la Kodak e l’industria degli apparecchi analogici. Prima c’erano i giornali nelle edicole, i film nelle sale cinematografiche, gli album nei negozi di dischi, i libri in libreria.”

In tutto questo, nonostante la produzione di macchine fotografiche sia cambiata (e sia cambiato anche il modo con cui le foto vengono prodotte e condivise) non è venuta meno l’importanza e la bellezza della Fotografia.

Nonostante per strada non ci siano più cavalli, la gente ha sempre bisogno di mezzi di trasporto; se al cavallo si è sostituita l’automobile, al maniscalco si è sostituito il carrozziere, ma è rimasta la necessità di qualcuno in grado di “riparare” il mezzo.

Parafrasando; se l’evoluzione culturale e i conseguenti miglioramenti tecnologici stanno modificando le modalità con cui la società si avvicina ai temi dell’architettura, quello che è in discussione non è l’Architetura in sé, quanto le modalità con cui la sua trasformazione viene gestita.

Purtroppo tra i tanti contributi che vedo emergere per l’assemblea molti sembrano andare acriticamente verso una banale semplicistica riaffermazione di vecchi schemi professionali illudendosi che la semplice imposizione legale della figura del professionista basti a garantire il lavoro agli architetti.

L’obbiettivo finale non è il professionista, e nemmeno la professione; l’obbiettivo finale è l’Architettura!

Concludo quindi esortando l’architetto “maniscalco” a interrogarsi se sia più utile combattere per il mantenimento forzoso delle vecchie care botteghe  (magari con una bella legge ad hoc) o se non sia invece più proficuo ragionare su come trasformarsi rapidamente in architetto “carrozziere”.

NB – foto tratta da http://gabriele-racconta.blogspot.com/2010/07/la-centelena.html

Premiazione Concorso fotografico Finding Flaminio

29 Novembre 2010

Finalmente i risultati del concorso Finding Flaminio, organizzato nell’ambito della Festa dell’Architettura di Roma.

Sabato 18 dicembre 2010 alle ore 17.00 presso il Museo Andersen a Roma in via Pasquale Stanislao Mancini, 20, si svolgerà la premiazione del Concorso FINIDING FLAMINIO, organizzato dal Movimento Amate L’Architettura.

Il concorso è stato organizzato come evento collaterale nell’ambito della Festa dell’Architettura di  Roma ed ha avuto come soggetto il quartiere Flaminio, le sue architetture e i suoi nodi critici urbani.

Il progetto è stato presentato attraverso un percorso di 6 tappe corrispondenti ad altrettanti monumenti (MAXXI, Stadio Flaminio, Auditorium, Villaggio Olimpico, chiesa di San Valentino, Palazzetto dello sport,  che ha condotto i partecipanti a visitare le più importanti architetture moderne e contemporanee presenti nel quartiere e i principali nodi individuati dal Movimento Amate l’Architettura sui quali invitare i cittadini a riflettere sulle opportunità di miglioramento urbano.

Il concorso ha avuto un notevole riscontro di pubblico registrando più di cento partecipanti con quasi quattrocento foto in concorso.

La giuria del concorso è composta da rappresentanti del mondo della fotografia, dell’architettura e della cultura:

Tommaso Ausili (fotografo)

Anna Maria Bianchi (rappresentante del Comitato Flaminio)

Leonardo Ferrantini (regista)

Maja Gavric (rappresentante di Amate l’Architettura)

Silvia Massotti (fotografo)

Stefania Vannini (Responsabile Dipartimento Educazione del MAXXI)

Saranno premiati:

– il miglior click scattato ad una delle sei architetture individuate (Premio Electa);

– il miglior click scattato nelle aree critiche (Premio Mimmo Ferrari);

– la miglior sequenza fotografica (Premio Amate L’Architettura).

Le foto in concorso sono visibili pressi il sito www.amatelarchitettura.com/ff/.