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Ripensare la Formazione Continua Obbligatoria degli Architetti: l’esperienza di Playchef® Design#Contest

19 Gennaio 2017

L’ associazione RES Architettura e l’Ordine degli Architetti p.p.c. di Napoli hanno promosso un concorso di design nell’ambito del food design. La formula innovativa del concorso (la creazione di una filiera ideatore-consumatore), l’attenzione formativa verso i partecipanti (viene fornito uno starter kit ai partecipanti per formare sulle tecnologie a disposizione per la creazione dei prototipi) e l’apertura ad un campo di applicazione del progetto meno frequentato dagli architetti, soprattutto al sud, ha motivato il nostro patrocinio ed una attiva partecipazione ad esso, anche in fase ideativa. Il riscontro che sta avendo la conferenza di presentazione del contest, valida anche come corso di formazione in streaming, con crediti formativi (450 download in 1 settimana!), ci ha dato conferma della validità dell’azione intrapresa. Questa esperienza ci apre a riflessioni sulla qualità e sulle modalità della Formazione Continua Obbligatoria, spesso ridotta al ruolo di avvilenti “marchette” sia da alcuni Ordini Professionali sia da altri operatori del settore. Abbiamo chiesto all’arch. Laura Palazzo, di RES Architettura, di illustrarci sinteticamente la filosofia dell’iniziativa.

Ordine Architetti (79)_redux

Il concorso|corso playchef® design#contest , rivolto ad architetti, designer e studenti di architettura e design, ideato da RES Architettura e promosso dall’Ordine degli Architetti P.P.C. di Napoli è anche un modulo formativo innovativo ed articolato.

playchef® nasce con l’intento di essere, prima di tutto, una operazione culturale: promuove conoscenza e approfondimento in un settore specifico, il Food Design, affronta e crea una filiera nell’ambito del design autoprodotto, ideatore – artigiano/realizzatore – piattaforma “equa” di vendita” ed è anche un modello, una modus operandi innovativo, che nella cooperazione e nel confronto trova la sua modalità esplicativa nonché il suo fine, didascalico. Il seminario di lancio, arricchito da un importante focus su brevetti e suggestivi video che raccontano le filosofie aziendali e le modalità produttive delle aziende partner di concorso, è una opportunità formativa gratuita, scaricabile sulla piattaforma im@teria con il codice ARNA22122016155433T03CFP00300, accreditata dal cna con 3 cfp e resa possibile grazie all’impegno ed all’intuizione del giovanissimo Dipartimento Formazione dell’OAPPC di Napoli, istituito a giugno 2016.
In pochi mesi l’OAPPC di Napoli, con l’obiettivo di consentire il completamento del fabbisogno formativo dell’intero triennio gratuitamente on line, raggiunge traguardi importanti dimostrando che anche le
criticità, l’obbligo di aggiornamento professionale, possono con l’impegno essere trasformate in opportunità.

Si sta portando avanti un modello formativo innovativo, accessibile e facilmente fruibile per consentire agli architetti di acquisire crediti necessari e contemporaneamente trovare occasioni di approfondimento e spunti di riflessione per la professione.


Fin da subito è stato chiaro che playchef “poteva” rappresentare un forte stimolo e generare interesse. Grazie ad ottime sinergie già collaudate tra Ordine Architetti ed associazionismo professionale in cui, con un forte lavoro inclusivo, sono confluite importanti energie sia produttive, che progettuali , che divulgative, oggi iniziamo a raccogliere i primi
riscontri.

L’obiettivo è stimolare il dibattito culturale intorno alla professione di Architetto e realizzare oggetti|progetti che possano arricchire e contribuire a sistematizzare la disciplina del Food Design.

Il falso problema dei docenti professionisti. È lo studente che deve fare esperienza, non il professore!

6 Febbraio 2013

A seguito della vicenda, molto spiacevole, che ha visto protagonista l’arch Peluffo, reo di avere esercitato la professione durante il periodo di prova da ricercatore, Luigi Prestinenza Puglisi ha avviato una discussione proprio sul rapporto tra docenza e professione.

Il tema è noto da tempo e mi ricordo che è sempre stato molto dibattuto; come spesso accade nelle istituzioni italiane se ne parla molto ma difficilmente poi si interviene per modificare seriamente il sistema.

A questo link trovate la versione dei fatti dell’arch Peluffo che, mentre evidenzia alcune incongruenze del mondo universitario, propone come ricetta salvifica il riavvicinamento del mondo universitario al mondo professionale.

La sostanza della discussione consiste in questo: se l’esperienza professionale è un elemento essenziale e imprescindibile per chi vuole fare (o insegnare) architettura, allora perchè vietare ai professori di esercitare la professione?

Al contrario: un professore che ha intrapreso una carriera esclusivamente universitaria (senza mai svolgere la professione) potrà mai avere le competenze minime necessarie per insegnare una materia che per definizione si esplica nel “fare”?

È un po’ come chiedersi se è nato prima l’uovo o la gallina.

Nella dialettica tra la teoria e la prassi (quindi tra la ricerca pura e la pratica concreta del progetto) appare persino banale ricordare come tra i due estremi non ci dovrebbe essere soluzione di continuità.

Non ci può essere evoluzione tecnica e culturale senza quella “volontà di astrazione” che solo una mentalità sperimentale (quindi anche fortemente teorica) esprime; parimenti, poiché l’architettura è un’arte che si manifesta nella realtà fisica e materiale, un architetto (anche il più visionario), deve necessariamente sapersi confrontare con la pratica costruttiva: deve saper fare stare le cose in piedi, deve saper tradurre le idee in progetto, il progetto deve essere funzionale ad un cantiere, l’opera compiuta infine deve funzionare (nel senso più ampio del termine) nella realtà urbana in cui viene realizzata.

Non può esserci architettura senza entrambe queste due componenti: un eccesso di astrazione teorica è fonte di velleitarismo; una formazione eccessivamente fondata sulla pratica porta ad una cristallizzazione omologante del progetto.

Serve quindi, sia nella didattica che nella pratica quotidiana, una buona dose di idealismo associata ad una solida competenza costruttiva; se così non fosse, cosa ci renderebbe diversi da un qualsiasi geometra o da un ingegnere.

L’ipotesi di LPP e Peluffo è che, mancando totalmente la pratica professionale negli ambienti scolastici, questa mancanza si possa colmare consentendo ai professori di svolgere l’attività professionale.

Le nostre università in effetti non sembrano brillare né per l’insegnamento pratico, né tantomeno per la ricerca teorica sperimentale. Solo che mentre la mancanza di ricerca teorica è in qualche modo mascherabile o comunque inquadrabile all’interno del sistema universitario, la mancanza di insegnamento pratico è molto più evidente; il sistema poi sembra costruito apposta per allontanare il più possibile qualsiasi rapporto con la professione.

Come racconta Peluffo il docente che intende esercitare viene penalizzato sia sul piano economico che su quello della carriera. Conseguentemente molti docenti cercano (e trovano) sistemi e metodi per eludere almeno formalmente le limitazioni istituzionali (sarebbe interessante avere qualche dettaglio in più su questo aspetto, sarà per la prossima volta). Tutto ciò si tramuta in una diffidenza generalizzata tra il mondo dell’accademia e quello della professione.

Come dargli torto?

Una buona parte del mondo professionale vede l’Università come una fonte di concorrenza sleale: dotazioni hardware e software gratis; forza lavoro a basso costo, se non gratuita; capacità di influenza sui risultati dei concorsi; influenza nella definizione delle normative; senza contare la rendita di posizione che conferisce il titolo accademico (meritatamente). Un mondo ostile a cui è precluso ogni accesso.

Simmetricamente l’Università sembra sempre più chiusa in se stessa, isolata in un limbo autarchico fatto di idee che si riflettono continuamente su se stesse. Una realtà costruita come un labirinto di specchi che rifiuta il contatto con il mondo esterno; troppo rischioso introdurre corpi estranei. Troppo rischioso persino introdurre nuove idee (altro che ricerca teorica); le quali necessitano di essere prima sdoganate all’estero; necessitano di essere addomesticate dalla moda; necessitano di divenire maniera, argomento per lezioni accademiche. Una sperimentazione senza sperimentazione, senza rischi. Per questo universo conta solo l’architettura “alta”, quella che passa nelle riviste, che poi sono gestite dallo stesso sistema, oppure quella che vince i concorsi (pochi, autogestiti, poco realizzati). Architetture limbiche che, anche se realizzate, appaiono incapaci di farsi modello ripetibile su vasta scala; opere splendide, splendidamente isolate dalle “opere minori”, che però caratterizzano il tessuto diffuso del paesaggio urbano; “quella non è architettura”, si dice, “quella è edilizia”.

Ma è appunto l’edilizia, il campo in cui si ritroverà ad esercitare la maggioranza dei laureati. È appunto nel campo della professione ordinaria che si gioca la vera partita della credibilità di una professione (fatta anche di professori e accademie). È nell’edilizia che risiedono i maggiori margini di miglioramento per fare architettura. Ma se questo fonte deve restare sotto il presidio dei professionisti, le armi per combattere questa guerra non possono che arrivare dalle università.

In questo contesto, figure come Peluffo appaiono in realtà molto più contigue con il mondo accademico di quanto non vogliano fare credere. Qui mi si conceda, è al Peluffo in quando simbolo che mi riferisco, non alla specifica vicenda; mi riferisco alla metafora dei tanti professor Peluffo che come Peluffo tentano di accreditarsi attraverso la professione, finendo per ibridarsi in questo incongrua figura non riconosciuta né accettata da nessuna delle due parti.

L’idea aprioristica che un docente sia migliore se esercita la professione è frutto evidente dello stesso gioco di specchi di cui è prigioniera l’Università. Nella discussione non è raro sentir precisare che quando ci si riferisce alla attività professionale non si intende la professione dei praticoni: “non sia mai! a tutto c’è un limite!”

Questa distinzione tradisce una visione fortemente crociana dell’architettura.

Un visione a cui piace distinguere il mondo tra buoni e cattivi; tra cultura ufficiale e non ufficiale; tra speculazione e opera d’arte; tra arte maggiore e arte minore. Una cultura ancorata alla certificazione del bello e delle competenze: senza l’esame di stato non sei architetto ma senza la pubblicazione non fai architettura. Da una parte il mondo accademico, il solo degno di essere preso in considerazione, dall’altra il resto del mondo, tagliato fuori.

Se i criteri di giudizio con i quali accreditiamo la professionalità del professore devono assomigliare in tutto e per tutto ai criteri di valutazione delle carriere universitarie allora appare evidente la futilità di tutta la discussione. L’Accademia accetta l’estraneo solo se promette di non rompere (gli specchi). Peluffo, con la sua denuncia tardiva, non appare come uno che ha voluto realmente rompere il gioco; piuttosto dà l’idea di uno che ha provato maldestramente ad entrare nel labirinto e, solo a causa della sua goffagine (o eccesso di orgoglio), ne è stato allontanato. Adesso la discussione avviata da Luigi Prestinenza Puglisi appare come un semplice tentativo di ampliare il campo di gioco; aggiungere qualche specchio in più a condizione che si ristabiliscano in fretta le regole di accesso.

Se vogliamo veramente abbattere il confine tra il mondo accademico e la professione non è concedendo un po’ di “libera uscita” ai professori che si risolve il problema e nemmeno accettando l’ingresso dei professionisti al gioco; bisogna lavorare per smontare pezzo per pezzo l’intero labirinto.

Per questo occorre spostare il punto di vista della questione.

Il problema non è verificare se un docente può vantare esperienze concrete di progettazione e realizzazione, quanto verificare e sistematizzare il travaso di queste competenze dal professore allo studente.

Non chiediamoci quindi se per insegnare, un docente debba possedere determinate competenze pratiche, ma se uno studente debba acquisire quelle competenze, e se per questo processo di acquisizione non debba essere previsto in maniera organica all’interno del sistema scolastico universitario. Allora apparirà evidente come la preparazione professionale del professore acquista senso solo nella misura in cui è necessaria per la formazione dello studente.

È lo studente che deve fare esperienza, non il professore; per questo obbiettivo il semplice svolgere attività professionale da parte del docente, non è sufficiente. Anzi, se questa professionalizzazione non è inquadrata in un sistema ben preciso rischia di avere scarsa utilità; rischia cioè di essere una competenza fine a se stessa, funzionale solo al tornaconto (economico e di prestigio) di chi la esercita.

Supponiamo che la formazione di un laureato sia un racconto; avremmo un inizio, uno svolgimento della storia e un finale. Le nostre università non contemplano né l’inizio (la teoria) né il finale (la pratica): solo un lento reiterato svolgimento. La qualità del racconto però non migliora se inseriamo il finale in un punto a caso della storia.

Detto questo ecco alcune domande sulle quali invito a riflettere.

L’insegnamento della professione di architetto è veramente solo un fatto di esperienza, o deve anche prevedere una parte formativa più teorica? Dando per scontata una risposta affermativa, in che misura i due aspetti si devono integrare? Perchè questo deve necessariamente tradursi in un docente “tuttologo”? Non sarebbe meglio coinvolgere direttamente i professionisti “puri” per la parte pratica della formazione?

Se invece l’esperienza professionale dovesse risultare così centrale nella formazione allora l’università è inutile? Cosa ci distingue dalle altre professioni più “pratiche”?

Se l’esperienza professionale è una conditio sine qua non per determinare la competenza del docente, quali sono le modalità più efficaci per valutare queste competenze e fare si che esse vengano trasmesse agli studenti?

In quale punto del percorso formativo ritiene più opportuno prevedere l’inserimento della pratica costruttiva? Se l’obbiettivo finale è trasmettere esperienza agli studenti, non sarebbe meglio fargli “fare” esperienza, piuttosto che raccontargliela?

Quale è il sistema didattico migliore per la formazione degli architetti di domani? La formazione si deve esaurire con il ciclo universitario? O forse l’Università non è che un tassello di un percorso molto più ampio? Ma in questo caso, l’esperienza professionale non potrebbe continuare a rimanere un percorso estraneo alla formazione universitaria?

Ecco, mi sembra che se non si affrontano questi interrogativi, le questioni sollevate da LPP (e da Peluffo) siano destinate a rimanere un puro esercizio accademico: materia buona per le favole.

Formazione, un giro d’affari da 34 milioni… usiamoli per formare professionisti

17 Luglio 2012

Dalla lettura della bozza di regolamento sulla formazione che sta circolando, pur nella consapevolezza che si tratta di una bozza ampiamente emendabile, possiamo cominciare a farci una idea di cosa comporterà per gli iscritti l’obbligo di formazione previsto dalla riforma e tentare delle proposte di miglioramento.

Dalla bozza leggiamo che: “L’unità di misura dell’attività di ASPC è il credito formativo professionale (CFP) che corrisponde, se non diversamente specificato, ad un’ora di formazione. (…) L’iscritto ha l’obbligo di (…) acquisire annualmente 30 CFP” (in alternativa troviamo 90 CFP per triennio, ma la sostanza non cambia); anche se le modalità di acquisizione dei CFP potranno essere varie, indicativamente si considera che 1 CFP equivalga a 1 ora di formazione; quindi ogni iscritto sarà tenuto a svolgere annualmente un equivalente di 30 ore di lezione. A naso sembrerebbe un ordine di grandezza ragionevole; si parla di una settimana all’anno che ciascun professionista dovrebbe dedicare alla formazione. Occorre inoltre tenere presente che per attività definite “abilitanti” (ovvero quelle che già oggi richiedono una formazione obbligatoria o un aggiornamento periodico) si ipotizza un rapporto di 1 CFP per ogni 8 ore; questa formazione però conferisce una abilitazione specifica integrativa già ad oggi esistente (i professionisti sono già oggi tenuti a svolgere questo genere di formazione) e quindi la considero ininfluente rispetto alle mie considerazioni.

Considero quindi ragionevole ipotizzare 30 h di formazione annua per ciascun iscritto.

Questo dato ci consente di delineare l’ordine di grandezza economico degli aspetti formativi. Prendiamo ad esempio i corsi di formazione di carattere professionalizzante promossi dall’Ordine, troviamo corsi sul catasto a 200€ per 16 ore di  lezione, corsi sulla prevenzione incendi a 380 € per 40 ore di lezione, corsi per CTU a 300 € per 28 ore, corsi per Coordinatori della Sicurezza nei cantieri a 300 € per 40 ore di lezione. In media questi corsi erogano formazione ad un costo pari a circa 9,5 €/h. L’Ordine di Roma, come noto, ha deliberato l’istituzione di una Fondazione che ha tra i suoi scopi dichiarati quello di offrire agli iscritti una formazione a costi calmierati; quindi ipotizzo una riduzione del 20% ed ottengo un costo orario medio pari a 7,6 €/h, che moltiplicate per 30 fanno 228 € all’anno.

A partire dall’anno prossimo ciascun architetto che vuole esercitare la professione dovrà tenere in conto di dedicare circa una settimana del suo tempo alla formazione con un impegno economico di circa 228 € all’anno.

Se moltiplichiamo questo valore per il numero di iscritti troviamo che a Roma (17.000 iscritti) il mercato della formazione ha un potenziale di 3,8 milioni di euro; a livello nazionale  (150.000 iscritti) il potenziale è pari a 34,2 milioni di euro. Di fatto stiamo raddoppiando l’onere di iscrizione.

Parliamo di “giro d’affari”, in quanto esisteranno forme e modalità di acquisizione dei CFP, molto diversificate che non necessariamente comporteranno l’esborso diretto di moneta sonante o un impegno temporale così netto. Nella bozza si propongono le seguenti tipologie di attività formativa:

– Corso Formativo Qualificante per l’acquisizione di competenze originali ed innovative in un determinato settore.
– Corso Formativo Tecnico-strumentale per l’apprendimento di specifiche competenze utili
al miglioramento della prestazione professionale (lingua, software, strumenti, ecc.).
– Corso Formativo Abilitante su materie di carattere obbligatorio finalizzata all’acquisizione di
abilitazioni specifiche (sicurezza in cantiere, certificazione energetica, acustica, prevenzione incendi, ecc.)
– Partecipazione a Convegni, seminari, tavole rotonde.
– Partecipazione a eventi di Comunicazione su Prodotti (caratteristiche, prestazioni, modalità di posa, ecc. –
generalmente in collaborazione con le ditte produttrici).
– Attività Formative alternative quali visite a mostre, fiere, viaggi di studio, eventi speciali, ecc.

Secondo la bozza il Presidente dell’Ordine di riferimento potrà inoltre validare (una volta sola) la certificazione dei CFP per:

a) relazioni e/o docenze in convegni, seminari, corsi e master
b) docenze presso istituti universitari o enti equiparati
c) docenze presso scuole secondarie di secondo grado o enti equiparati
d) partecipazione attiva a commissioni e gruppi di lavoro istituiti o riconosciuti dal CNAPPC e/o
dagli Ordini territoriali
e) partecipazione in qualità di membro effettivo a commissioni giudicatrici di concorsi, per gli
esami di Stato, premi di architettura

Aggiungiamo anche quanto previsto dalla schema di decreto:

“Con apposite convenzioni stipulate tra i consigli nazionali e le università possono essere stabilite regole comuni di riconoscimento reciproco dei crediti formativi professionali e universitari”.
“L’attività di formazione è svolta dagli ordini e collegi anche in cooperazione o convenzione con altri soggetti”.

Considerazioni.

Definizione dei ruoli tra diverse istituzioni. Non risultano al momento definiti chiaramente e univocamente i compiti e i ruoli dei vari soggetti in campo. In sostanza il Ministero i Consigli nazionali e gli organi provinciali possono concorrere, sotto varie forme e titoli a definire regole e modalità di attribuzione dei CFP. Oltre a generare rischio di conflitto tra diverse istituzioni (che notoriamente non collaborano tra loro) vi è il serio rischio di generare diseguaglianze tra diversi Ordini e professionisti. Se si lasciano eccessivi margini di manovra tra i diversi Ordini il rischio è che si instaurino fenomeni di concorrenza al ribasso tra le diverse realtà locali (si pensi a quanto già avviene oggi con l’esame di stato, dove molti aspiranti architetti emigrano verso sedi dove l’esame di stato risulta più facile).

Conflitto di interessi. CNA e Ordini avranno sia il compito di definire le regole di attribuzione dei CFP (validando e certificando le specifiche iniziative) che quello di erogare direttamente le attività di formazione. Sulla carta si tratta di un grosso conflitto di interessi che dovrebbe essere chiarito e normato. Il fatto che gli Ordini provinciali siano una istituzione di carattere elettivo non garantisce agli iscritti una gestione super partes delle attività per almeno due ragioni. La prima di carattere pragmatico è relativa alla effettiva rappresentatività dei consigli provinciali (che esprimono al massimo il 25% degli iscritti); anche ribadendo che la responsabilità di questa scarsità di partecipazione è principalmente in capo agli assenti (il 75% dei non votanti alle elezioni), questo non è un motivo sufficiente per attribuire acriticamente ai consigli eletti “l’indipendenza ideologica” necessaria di fronte a situazioni complesse come questa; a maggior ragione non possiamo attribuire la medesima indipendenza ai Consigli Nazionali (che non sono eletti direttamente). I ripetutti riferimenti alle istituzioni universitarie non sembrano aiutare alla rimozione di tale conflitto.

Cultura della formazione. I redattori della bozza sembrano essere stati attenti a non dimenticare ogni possibile attività formativa, mantenendo bene aperta l’intera casistica delle attività di tipo tradizionale. Il modello di riferimento è chiaramente quello universitario (non a caso impostate secondo il criterio dei Crediti Formativi). Teoricamente sarà possibile recepire CFP anche partecipando a mostre ed eventi, a convegni, svolgendo docenze, partecipando a commissioni, ecc.; anche le parti più specificamente professionalizzanti sono trattate con il sistema tradizionale della lezione accademica (segui una lezione, studi un libro, ottieni il credito). La bozza sembra applicare il sistema formativo universitario al mondo dell’esercizio professionale creando di fatto uno dei maggiori ossimori della riforma. In pratica per garantire agli utenti che un professionista è in grado di svolgere adeguatamente il proprio mestiere stiamo adottando lo stesso sistema adottato dalle istituzioni note per essere tra le meno professionalizzanti al mondo.
Quando sei neolaureato devi faticare per fare esperienza e crearti una professionalità sul campo, integrando le nozioni prevalentemente teoriche ricevute nell’università; con questa bozza, invece di valorizzare quello sforzo di compensazione (dando valore all’esperienza sul campo) si rinforza in maniera burocratica la metodologia che si è già dimostrata poco efficace nel formare profesionisti.

Non è mia intenzione criticare il modello universitario, quanto evidenziare che per organizzare la formazione che ha come obbiettivo diretto la professione, occorre fare uno sforzo di immaginazione che superi i tradizionali schemi didattici.

Cosa manca?

A mio parere il grande assente di questa bozza (e in generale di tutta la riforma) è paradossalmente l’esperienza pratica. Manca la professione.
Manca la volontà di approfittare di questa “opportunità” offertaci per ripensare radicalmente il modello di apprendimento formativo agendo in maniera complementare e integrativa rispetto alle forme educative più tradizionali. Manca il coraggio di invertire il processo di apprendimento della professione di architetto, per definizione estremamente concreta, e di riportare l’esperienza pratica al centro della formazione. Non si riesce a riformare l’università nel senso di una maggiore professionalizzazione: in compenso si lavora sodo per una accademizzazione della professione.

Secondo il prof Francesco Antinucci vi sono due modelli fondamentali di apprendimento: quello percettivo-motorio e quello simbolico-ricostruttivo, ognuno con specifiche caratteristiche. Il meccanismo fondamentale dell’apprendimento simbolico-ricostruttivo è quello di “decodificare simboli e ricostruire nella mente ciò a cui essi si riferiscono” e questo richiede uno sforzo immenso di comprensione e concettualizzazione. Il secondo modo di apprendere, quello percettivo-motorio, sostiene Antinucci, “non avviene né attraverso l’interpretazione di testi, né attraverso la ricostruzione mentale. Avviene invece attraverso la percezione e l’azione motoria sulla realtà”. L’individuo percepisce la realtà con i sensi e interagisce e interviene su di essa. “L’apprendimento percettivo-motorio avviene in un continuo scambio di input (percettivi) e output (motori) con l’esteno”. Al contrario, “(…) nell’apprendere simbolico-ricostruttivo il lavoro avviene totalmente all’interno della mente: senza alcuno scambio con l’esterno che non sia l’input di simboli linguistici” (testo tratto da www.maecla.it)

Il prof Antinucci mette in seria discussione soprattutto l’efficacia del modello accademico tradizionale adottato sistematicamente dalla nostre istituzioni scolastiche (comprese quelle universitarie), proponendo una rimodulazione delle modalità di fare formazione che si fondi prevalentemente sull’esperienza. In occasione del convegno “Nativi Digitali” tenutosi presso il Tempio di Adriano, il professore ha provocatoriamente ricordato come l’architetto del Tempio di Adriano fosse di fatto un analfabeta; ovvero una persona che secondo i canoni della riforma sarebbe incapace di “di garantire la qualità ed efficienza della prestazione professionale, nel migliore interesse dell’utente e della collettività” (v. schema di decreto). Il concetto è chiaro, non si mette in discussione l’importanza dello studio attraverso i libri di testo le dispense e la classica lezione monodirezionale, ma se ne ridimensiona profondamente il ruolo, conferendo all’esperienza pratica una importanza ben più sostanziosa.

La maggior parte degli architetti e dei professionisti potrebbero confermare quanto l’apprendimento sul campo sia fondamentale alla crescita professionale, quanto l’esperienza sia “severa maestra”. Aggiungo quanto sia importante nell’esercizio della professione l’imitazione costruttiva, ovvero la ripetizione criticamente meditata di forme e metodologie che si rivelano funzionali. Quanti di noi per capire come comportarsi di fronte ad una qualsiasi pratica, come primo passo interpellano un collega alla ricerca di esperienze istruttive?

Appare evidente quindi l’incoerenza di una bozza di regolamento che pretende di certificare una competenza professionale escludendo totalmente proprio quell’elemento formativo che più è efficace alla crescita professionale: l’esperienza. Una incoerenza ancora più evidente se si osserva come tra gli esonerati dalla formazione permanente vi siano i neolaureati (cioè quelli che più di tutti per definizione hanno minori competenze prefessionali) e i colleghi che non esercitano, mentre gli aspetti formativi più pratici sono relegati alle dimostrazioni tecniche di prodotti (cioè solo alla formazione che deriva da sponsorizzazioni). Chi lavora (e quindi sta acquisendo competenze sul campo) è invece per definizione lacunoso ed obbligato a certificare la sua competenza.

Proposta

A questo punto della riforma non possiamo certo sottrarci dalla applicazione della Formazione Permanente. Possiamo però approfittare per rendere questo obbligo una opportunità rendendola più efficace e soprattutto molto più utile al miglioramento della professionalità di ciascun iscritto.

Possiamo approfittarne per valorizzare in maniera netta la professionalità acquisita sul campo.

Sul piano dei contenuti occorre attribuire in maniera drastica una maggiore peso alle attività di carattere propriamente tecnico e professionale (dalla redazione del progetto allo svolgimento delle procedure autorizzative, fino alle pratiche costruttive).

Sul piano della metodologia formativa ritengo necessario prevedere una didattica basata prevalentemente sulla CONDIVISIONE DELLE ESPERIENZE; basata cioè sulla organizzazione di incontri pubblici durante i quali viene data la possibilità agli iscritti di esporre le loro esperienze professionali mettendole a disposizione dei colleghi condividendone problemi, difficoltà e soluzioni adottate.
In questo caso i partecipanti attivi (quelli che portano i loro contributi) potrebbero avere diritto a ricevere CFP integrativi; i partecipanti passivi avrebbero la possibilità di selezionare in maniera interattiva gli argomenti di maggiore interesse professionale, ma soprattutto avrebbero la possibilità di fare tesoro delle esperienze concrete accumulate dai colleghi. Ovviamente la condivisione avverrebbe in maniera completamente gratuita.
Il compito degli Ordini a questo punto sarebbe esclusivamente quello di organizzare gli incontri e di vigilare sulla loro conduzione. Il controllo sulla qualità e la utilità funzionale degli incontri avverrebbe direttamente in funzione dei feed back e delle adesioni alle esperienze proposte (con modalità partecipative). I partecipanti preselezionerebbero i colleghi che propongono le esperienze più interessanti ed eviterebbero gli incontri di scarso interesse secondo i meccanismi ormai già collaudati di molti Social Network.

Con questa metodologia si otterebbe un abbattimento dei costi di docenza, una valorizzazione delle professionalità esistenti, una maggiore reattività alle reali esigenze formative degli iscritti e una magiore aderenza dei contenuti alle esigenze pratiche della professione; inoltre si eliminerebbe in maniera drastica la discrezionalità nella selezione dei contenuti e dei docenti (riducendo il rischio di creare un mercato parallelo di scambi e favori). Non sottovaluterei infine l’effetto aggregante che una formazione organizzata in questa modalità potrebbe genererare.

Insomma se questa riforma deve portare oneri per la professione, lavoriamo in maniera che questi oneri portino valore condiviso!

Ultimora da Edilportale.

“L’obbligatorietà della frequenza – secondo Palazzo Spada – irrigidisce le modalità di svolgimento del tirocinio; meglio, secondo i giudici, che la frequenza sia facoltativa. Inoltre, il CdS ritiene irragionevole la norma del Regolamento che consente alle associazioni di iscritti agli albi di organizzare i corsi di formazione liberamente, e impone agli altri soggetti l’obbligo di essere autorizzati dal Ministero. L’unica cosa importante, secondo i giudici, è la qualità dei corsi, da garantire mediante la fissazione di requisiti minimi validi per tutti (compresi ordini e collegi).

Anche per la formazione continua permanente, il CdS chiede che l’attività di formazione non sia riservata agli ordini e collegi (art. 7, comma 4) ma sia estesa a tutti i soggetti sulla base di requisiti minimi dei corsi.”

Grande successo al Forum sulla formazione organizzato dall’Ordine di Roma: 8 presenti su 17244 iscritti

Non era difficile prevedere che gli iscritti all’Ordine di Roma non avrebbero partecipato ad un Forum organizzato in quel modo.

Il 17 giugno, 554 iscritti all’Ordine di Roma hanno chiesto ufficialmente un’Assemblea straordinaria per discutere: della Fondazione, delle società dell’Ordine e della riforma degli Ordini.

L’Ordine che è un Ente pubblico e, in quanto tale, è obbligato a rispondere, non ha dato fino ad oggi alcuna risposta alla nostra richiesta, ma ha pensato bene di organizzare dei Forum su temi quali: la formazione, la deontologia, la previdenza (quest’ultimo non molto pertinente con le sue funzioni).

L’iscritto, che non è stupido, ha ritenuto di non perdere tempo per sentire aria fritta, parlare di formazione continua quando ormai i giochi sono praticamente fatti, non ha alcun senso, farlo poi con una modalità diversa dall’Assemblea, che ha valore deliberativo, (quello che si decide e si vota si deve poi fare), rende ancora più inutili questi Forum.

A ciò si aggiunge una modalità “sovietica” di organizzazione del Forum, interventi di 5 minuti ciascuno senza possibilità di replica, obbligatoria la prenotazione dell’intervento in cui bisogna anticipare il testo scritto, (vedi link), divieto di fatto all’iscritto di potersi esprimere con il proprio voto in un Assemblea, insomma siamo iscritti a un Ordine professionale dove la partecipazione degli iscritti in maniera attiva non è ben voluta ma è quasi temuta.

forum

Un Presidente di un Ordine che ha “paura” dei propri iscritti, non può svolgere serenamente il proprio ruolo.

Se il Consiglio di un Ordine, invece di aprirsi al dialogo con i propri iscritti, pensa soltanto a conservare la propria poltrona, arroccandosi sempre di più in un fortino sarà sempre di più isolato e non reggerà a lungo all’assedio.

Gli architetti sono sempre più disperati, non sono più disposti a pagare una quota di iscrizione per un Ordine che usa molti di quei soldi per attività che nulla hanno a che fare con le funzioni che sono state attribuite agli Ordini dal Regio Decreto n. 2537 del 1925.

Ci stanno distruggendo e il CNA, il massimo che sa fare è mandare una letterina al Ministro.

Perché alla prossima Assemblea dei Presidenti degli Ordini non propongono di dimettersi tutti contemporaneamente per far capire al governo la gravità della situazione?

Qui o si fa una vera riforma degli Ordini e non questa presa in giro del DPR di questi giorni, o gli iscritti si mobiliteranno per mandare a casa tutti coloro che ci rappresentano.

Gli architetti italiani sono ormai degli Zombies

Un recente articolo di Ilenia Cicirello pubblicato su lavoripubblici.it, ci dimostra ancora una volta, ciò che ormai denunciamo da tempo, la scomparsa degli architetti liberi professionisti in Italia.

Nell’articolo si fa riferimento a un piano Nazionale predisposto dal Governo all’interno del Decreto Sviluppo per lo sviluppo e la riqualificazione delle città, in cui sono citati tutti tranne i professionisti.

La cabina di regia è formata da rappresentanti di Regioni, Ministeri, Società di Investimento ma si sono guardati bene dal coinvolgere il mondo dei professionisti.

Il futuro è ormai nelle mani delle grandi società, delle imprese di costruzione e nessuno vuole perdere più tempo con qualcuno che svolge un lavoro intellettuale, tutto si basa sul mercato.

Nel frattempo gli Ordini professionali e il nostro CNA si preoccupano di come poter mettere ulteriori tasse e gabelle sui professionisti e fare soldi con la formazione continua obbligatoria, ci si mette poi anche la Fornero a darci il colpo di grazia con la cassa di previdenza, a luglio verrà approvata una riforma che dimezzerà le nostre pensioni aumentando i contributi minimi da versare e togliendo di fatto la pensione minima.

Il fantomatico Decreto che doveva riformare gli Ordini professionali, creati nel ventennio fascista con un regolamento del 1925, si riduce all’inserimento dell’assicurazione obbligatoria, alla formazione continua per tutti gli iscritti all’ordine, alla completa liberalizzazione della pubblicità e di conseguenza della deontologia all’inserimento del tirocinio obbligatorio, per il momento gratuito, di tutti i nuovi iscritti.

Non vengono risolti minimamente i problemi relativi alle competenze professionali, agli incarichi pubblici, ai concorsi di progettazione, alla formazione universitaria, alla legge per l’architettura, alle normative pazze e a molto altro.

I professionisti ringraziano e si organizzano per trovare un altro lavoro dopo aver studiato diversi anni e aver provato a fare la libera professione.

La cosa che più ci rattrista è vedere colleghi, che siedono da decenni sulla poltrona di Consigliere o Presidente di un Ordine o di un Consiglio Nazionale, impiegare il loro tempo, non nel cercare di risolvere i nostri problemi opponendosi a una politica sempre più cieca di fronte all’Architettura, ma nel trovare il sistema per cacciare un iscritto che non è in regola con l’assicurazione professionale o con la formazione obbligatoria, poi i colleghi delinquenti che compiono reati nessuno li tocca e continuano a lavorare indisturbati.

Serve una mobilitazione di tutti gli iscritti se non vogliamo morire lentamente.

555 ISCRITTI, chiedono un’Assemblea straordinaria all’Ordine di Roma

Spett.le:  Consiglio dell’Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia

Oggetto: richiesta di un’Assemblea straordinaria dell’Ordine.

Gentili Consiglieri,

in questo momento di grave crisi per la professione, crediamo importante e doveroso ascoltare la richiesta di 555 iscritti, che ritengono indispensabile l’organizzazione di un’Assemblea straordinaria dell’Ordine, anche se il DL 382 del 1944 prevede un numero equivalente a 1/4 degli iscritti, (vi ricordiamo che nel 1944 l’Ordine aveva circa 500 iscritti e pertanto il Regolamento è quanto mai obsoleto).

Del resto, se l’Ordine stesso ha giudicato molto soddisfacenti il numero di, 42 contributi e 343 schede compilate per il processo partecipato alla costituzione della Fondazione, non vediamo come si possa ignorare un numero molto più alto di iscritti che chiedono un vero processo partecipato e non una finzione.

Chiediamo, pertanto, di organizzare un’Assemblea Straordinaria degli iscritti con il seguente ordine del giorno:

1.  Fondazione dell’Ordine.

Discussione in merito alla necessità di costituire una fondazione. Finalità, Statuto, Finanziamenti.

2.  Trasparenza, alternanza e apertura nella gestione degli incarichi all’interno dell’Ordine e delle Società partecipate.

3.  Riforma degli Ordini.

Proposte e possibili scenari del Sistema ordinistico in seguito alle nuove indicazioni di legge.

Si allega l’elenco dei richiedenti e si spera nella vostra buona educazione al fine di avere, almeno in questa occasione, una risposta alla presente richiesta.

Cordiali saluti

555 iscritti

Roma 18/06/2012

ANTONIO MARCO ALCARO   iscrizione ordine n. 12005

MARGHERITA ALEDDA iscrizione ordine n. 11210

BARBARA ANNUNZIATA iscrizione ordine n. 16982

ALESSIO BONETTI iscrizione ordine n. 15501

LUCILLA BRIGNOLA iscrizione ordine n. 8911

GIULIO PAOLO CALCAPRINA iscrizione ordine n. 12247

LAURA CALDERONI iscrizione ordine n. 16406

MORENO CAPODARTE iscrizione ordine n.   3921

ELEONORA CARRANO iscrizione ordine n. 14049

ILARIA DELFINI iscrizione ordine n. 13601

GIOVANNI DURANTI iscrizione ordine n. 14360

CLAUDIA FANO iscrizione ordine n. 11837

ANDREA FELICE iscrizione ordine n.   8916

MAJA GAVRIC iscrizione ordine n. 17752

ALBERTO GIAMPAOLI iscrizione ordine n.   9808

ANDREA IACOVELLI iscrizione ordine n. 12485

GIORGIO MIRABELLI iscrizione ordine n. 11044

GIULIO PASCALI iscrizione ordine n. 11822

PAOLA RICCIARDI iscrizione ordine n. 20150

ANGELA VICINO  iscrizione ordine n. 10469

ALESSIA PALOMBO   iscrizione ordine n. 19250

ROBERTA BOCCA  iscrizione ordine n. 7250

ENRICO MILONE  iscrizione ordine n. 1443

LUCIANO SPERA  iscrizione ordine n. 5178

MIRCO FALCONI  iscrizione ordine n. 8222

NIHAR MICHELE MARIO TANA  iscrizione ordine n. 16445

STEFANIA COCHI  iscrizione ordine n. 13745

ANDREA MONTIRONI  iscrizione ordine n. 20150

ALESSANDRA MUNTONI  iscrizione ordine n. 2078

GIANLUCA ANDREOLETTI   iscrizione ordine n. 11347

STEFANIA ALDINI  iscrizione ordine n. 16627

MAURIZIO MATURI iscrizione ordine n. 3895

LUIGI FIORAMANTI iscrizione ordine n. 8534

SIMONA MIZZONI  iscrizione ordine n. 20219

SIMONE BRANDI  iscrizione ordine n. 14890

MICHELE NICOLA RUGGIERO  iscrizione ordine n. 14344

MASSIMILIANO SPADAZZI  iscrizione ordine n. 11734

ANDREA CARDONE  iscrizione ordine n. 8953

FRANCESCA PERINELLI iscrizione ordine n. 12139

FRANCESCO RAMUNDO iscrizione ordine n. 11515

SUSAN BERARDO iscrizione ordine n. 17637

MARIA ACRIVOUILIS  iscrizione ordine n. 14152

PATRIZIA BENEDETTI  iscrizione ordine n. 9746

FEDERICO DI VINCENZO iscrizione ordine n. 15518

FRANCESCO LAI   iscrizione ordine n. 16886

VALERIA CARAMAGNO  iscrizione ordine n. 16142

AURELIA D’ANDRIA  iscrizione ordine n. 1307

GINEVRA CRISTINA SPURIO SCHIAVONI  iscrizione ordine n. B221

GIAMPIERO ANGELUCCI  iscrizione ordine n. 7864

OSCAR SANTILLI  iscrizione ordine n. 4091

FRANCESCO MAZZA  iscrizione ordine n. 2801

NICOLA LUIGI PANETTA  iscrizione ordine n. 12718

MARIO PORRECA  iscrizione ordine n. 6377

MAURIZIO CROCCO  iscrizione ordine n. 9158

FRANCESCA CORTESE  iscrizione ordine n. 17733

MARCO CRISANTI iscrizione ordine n. 10002

BARBARA LO GIUDICE  iscrizione ordine n. 15237

GIANLUCA ADAMI iscrizione ordine n. 14031

CARLO MURATORI  iscrizione ordine n. 4781

FERDINANDO IZZO  iscrizione ordine n. 10315

MONICA FILIPPINI  iscrizione ordine n. 6168

AGAPITO FORNARI  iscrizione ordine n. 6798

ROBERTO ZOMPI  iscrizione ordine n. 12904

ASSIA DEL FAVERO  iscrizione ordine n. 11987

SARA DE GROSSI iscrizione ordine n. 17296

ELEONORA LUCANTONI iscrizione ordine n. 19960

SARA DINI  iscrizione ordine n. 9907

FRANCESCA DE SANCTIS  iscrizione ordine n. 20186

ANNA SMONE  iscrizione ordine n. 8345

CRISTINA ONORATI  iscrizione ordine n. 13376

SALVATORE CANGIALOSI  iscrizione ordine n. 15538

DORANNA ELETTO  iscrizione ordine n. 15563

CRISTIAN CAPUANI  iscrizione ordine n. 17882

ADRIANA FEO  iscrizione ordine n. 11261

MARIA GIULIA SIMEONE  iscrizione ordine n. 14801

MIRKO MERLETTI  iscrizione ordine n. 19530

RICCARDO GRASSO  iscrizione ordine n. 17226

FURIO VALERIO MONTI  iscrizione ordine n. 3950

ANNA CIVITA PIERETTI  iscrizione ordine n. 16918

LUIGI ARMANDO GEMMO  iscrizione ordine n. 5052

CINZIA MAURIELLO  iscrizione ordine n. 14595

FEDERICA FALAPPA  iscrizione ordine n. 15849

ENRICO ALONZI  iscrizione ordine n. 19166

ALESSIO SANTUCCI  iscrizione ordine n. B491

ETTORE MARIA MAZZOLA  iscrizione ordine n. 10344

AUGUSTO DOLCE  iscrizione ordine n. 6057

LAURA PAPI  iscrizione ordine n. 9624

DANIELA LUISA MONTUORI  iscrizione ordine n. 8640

TIZIANA PESCOSOLIDO  iscrizione ordine n. 13533

AMEDEO GAMBINO  iscrizione ordine n. 16846

LAURA PANE  iscrizione ordine n. 9686

GIUSEPPE NUDI  iscrizione ordine n. 14557

CHIARA CAPRETTI  iscrizione ordine n. 16383

PAOLA MARINO  iscrizione ordine n. 12528

GAETANO CENCI  iscrizione ordine n. 15677

LAURA MICOCCI  iscrizione ordine n. 9500

FERRUCCIO MICOCCI  iscrizione ordine n. 1074

CHIARA TIBERTI  iscrizione ordine n. 20293

GIUSEPPE DE NITTIS  iscrizione ordine n. 13568

FABIO TURBOLENTE  iscrizione ordine n. 13296

VILMA DELFINI  iscrizione ordine n. 5733

ALESSANDRA PISEDDU  iscrizione ordine n. 9755

ROMOLO BELVEDERE  iscrizione ordine n. 5663

RICCARDO ABRAMO  iscrizione ordine n. 5260

ROMINA PERITORE  iscrizione ordine n. 19359

STEFANIA CAMPO  iscrizione ordine n. 11274

CAMILLA THERMES  iscrizione ordine n. 13284

EUGENIO TENNERIELLO  iscrizione ordine n. 16888

ISA GIOVANNA CIAMPELLETTI  iscrizione ordine n. 6779

FERNANDA MAXIA  iscrizione ordine n. 2981

ALESSANDRO STELLA  iscrizione ordine n. 13151

GIORGIO MITROTTA  iscrizione ordine n. 5376

FABRIZIO ENA  iscrizione ordine n. 6864

EMILIO RIVETTI  iscrizione ordine n. B132

GIOACCHINO CIANCAGLIONI  iscrizione ordine n. 3327

EMANUELA GINESI iscrizione ordine n. 9897

GIOVANNI DI FRANCO  iscrizione ordine n. 15365

GIANNI BALDI  iscrizione ordine n. 9533

EMANUELA GUERRUCCI  iscrizione ordine n. 11820

LETIZIA LICASTRO  iscrizione ordine n. 11607

MASSIMILIANO BENGA  iscrizione ordine n. 13245

MARIA DANIELA PEDICINI  iscrizione ordine n. 12701

SILVIA MARINAI  iscrizione ordine n. 14617

ANDREA GUIDI  iscrizione ordine n. 19247

GUSTAVO GRASSI  iscrizione ordine n. 6871

GABRIELLA CENTOFANTI  iscrizione ordine n. 12142

DIONYSIA AIKATERINI DRAKOU  iscrizione ordine n. 20938

LUISA BENATO  iscrizione ordine n. 4324

MARCO BONI  iscrizione ordine n. B226

MASSIMO VEGNI  iscrizione ordine n. 2706

SIRIANA CANIGGIA  iscrizione ordine n.6757

LOREDANA ANTONACCIO  iscrizione ordine n. 11033

MICHELA MARZOLI  iscrizione ordine n. 14461

ALESSANDRO MOCCIA  iscrizione ordine n. 7751

FRANCESCO PEZZINI  iscrizione ordine n. 7125

MARCO DI MARCO  iscrizione ordine n. 11328

MATTEO GRIMALDI  iscrizione ordine n. 14896

ESTER FANALI  iscrizione ordine n. 15279

FRANCESCO LIPARI  iscrizione ordine n. 18452

FRANCESCA DI MARTINO  iscrizione ordine n. 5922

LUCIANO DE LUCA  iscrizione ordine n. 9261

FEDERICO ANSELMI  iscrizione ordine n. 8977

TIZIANA IACOBACCI  iscrizione ordine n. 17391

LAVINIA TOSELLI   iscrizione ordine n. 19318

GIORGIO PAPALE   iscrizione ordine n. 2086

MAURIZIO MILIA   iscrizione ordine n. 11780

GIULIA MEOZZI   iscrizione ordine n. 18640

GELINDO FORLINI   iscrizione ordine n. 8983

UMBERTO AVALLONE   iscrizione ordine n. B219

ALESSANDRO TRABALLANO  iscrizione ordine n. B220

ANTONIO ZONFRILLO   iscrizione ordine n. 10705

GULGIELMO BARDARO GRELLA   iscrizione ordine n. B240

FURIO EMILIANI   iscrizione ordine n. 9943

CLAUDIA CLEMENTINI   iscrizione ordine n. 19556

PATRIZIA MARASCO   iscrizione ordine n. 17206

ELEONORA GUGLIELMI   iscrizione ordine n. 17772

GIUSEPPINA DI GIULIO   iscrizione ordine n. 8268

ELISABETTA VIRDIA   iscrizione ordine n. 10037

ALESSANDRO MARIA ANGELETTI   iscrizione ordine n. 5133

FRANCESCO PEZZINI   iscrizione ordine n. 7125

FAUSTA MECARELLI   iscrizione ordine n. 8468

DIOMIRA PIRO   iscrizione ordine n. 10769

FERNANDO TORNISIELLO   iscrizione ordine n. 7837

LUCIANO MORONCELLI   iscrizione ordine n. 9423

EMANUELA MENTUCCIA   iscrizione ordine n. 15683

PAOLO BONI   iscrizione ordine n. 16850

MARCO FALIERO   iscrizione ordine n. 21067

CARLO CASTELLI   iscrizione ordine n. 9216

PAOLA VENTURINI   iscrizione ordine n. 8272

FABIO BALDINI   iscrizione ordine n. 13143

VERA CECILIA DE MOURA LEME   iscrizione ordine n. 11206

EMILIA ANTONUCCI   iscrizione ordine n. 14672

GABRIELE FASSINA   iscrizione ordine n. 17625

ARCANGELO DI CESARE   iscrizione ordine n. 11129

ISABELLA MANNINO   iscrizione ordine n. 16645

MARTINO PIRELLA  iscrizione ordine n. 13115

VALERIO TACCONE   iscrizione ordine n. 18105

DUNIA MICHELETTO   iscrizione ordine n. 17458

ALESSANDRO OTTAVIANI   iscrizione ordine n. 12597

DANIELE SERRETTI   iscrizione ordine n. 14868

TERESA RICCARDI   iscrizione ordine n. 11241

GIAMBATTISTA PAGLIARULO   iscrizione ordine n. 4462

ALESSANDRO ANNUNZIATA   iscrizione ordine n. 15962

MASSIMO FAMIGLINI   iscrizione ordine n. 4583

FRANCESCO D’AMBROSIO   iscrizione ordine n. 16755

NIVES BARRANCA   iscrizione ordine n. 16763

FEDERICA DE MARZI   iscrizione ordine n. 13178

HOSSEIN MAHOUTIPOUR   iscrizione ordine n. 9276

MARCO SARDELLA   iscrizione ordine n. 13205

VALERIA CARADONNA   iscrizione ordine n. 16312

AURELIO SEVERINI   iscrizione ordine n. 12421

STEFANO CAVINATO   iscrizione ordine n. 4695

MARIA LETIZIA MANCUSO   iscrizione ordine n. 3390

MONICA GUERRA   iscrizione ordine n. 14421

MARGHERITA SOLDO   iscrizione ordine n. 11719

MARIELLA TESSE   iscrizione ordine n. 13914

SCILLA IACUTONE  iscrizione ordine n. 17509

MARINA CHECCHI  iscrizione ordine n. 15913

TIZIANA SILVANI  iscrizione ordine n. 3888

ROBERTA AMOROSI   iscrizione ordine n. 11305

SOFIA SCRIPILLITI   iscrizione ordine n. 16988

VIVIANA VIGNOLI    iscrizione ordine n. 13176

ERSILIA JOSEFINA DI CESARE   iscrizione ordine n. 11041

SERGIO TARANTELLI  iscrizione ordine n. 4844

PIETRO BAUSANO   iscrizione ordine n. 5869

SANDRO TOZZI   iscrizione ordine n. 16551

ROBERTO COLAIORI  iscrizione ordine n. 6745

ANTONIO FUSCO  iscrizione ordine n. 3332

STEFANO SANTINI  iscrizione ordine n. 9852

FABRIZIO DE SANTIS  iscrizione ordine n. B44

NICOLA MITOLA  iscrizione ordine n. 19106

FRANCESCA BALDUZZI  iscrizione ordine n. 15704

MARIA MUSCO  iscrizione ordine n. 8478

GIOVANNA BASSI  iscrizione ordine n. 4443

CHIARA SCANDALETTI  iscrizione ordine n. 14011

ILARIA OLIVIERI  iscrizione ordine n. 19256

CRISTINA MOLFETTA  iscrizione ordine n. 14403

ANDREA ROSSETTI  iscrizione ordine n. 11517

PAOLA DE SANTIS  iscrizione ordine n. 9314

AURELIO TAMBURRINI  iscrizione ordine n. 16614

ANDREA STIPA  iscrizione ordine n. 9189

FABIO TURRI   iscrizione ordine n. 15275

SILVIA PALOMBI  iscrizione ordine n. 12627

MICHELA MULIERI  iscrizione ordine n. 12042

MARIA CARLA ARRIGO  iscrizione ordine n. 14719

GIULIA RONCORONI   iscrizione ordine n. 13897

LIVIA EUSEBI  iscrizione ordine n. 9151

SABRINA FEDERICI  iscrizione ordine n. 12483

PASQUALE D’AMATO  iscrizione ordine n. 9350

ROBERTO SACCO  iscrizione ordine n. 17066

MICHELE MODICA BOSINCO  iscrizione ordine n. 15585

CRISTINA MURA  iscrizione ordine n. 18476

ALESSANDRO DE VITO  iscrizione ordine n. 16631

MONICA INGAGLIO  iscrizione ordine n. 11885

FRANCO PIRONE  iscrizione ordine n. 6546

VANESSA ZERTANNA  iscrizione ordine n. 12242

MAURO FILIPPI  iscrizione ordine n. 4464

CLAUDIO FIORAMANTI  iscrizione ordine n. 12106

PAOLA FERMANI  iscrizione ordine n. 10058

GIANLUCA CHITI  iscrizione ordine n. 13482

CHIARA CECCARELLI  iscrizione ordine n. 20370

MARIA DE SANTIS  iscrizione ordine n. B242

SETTIMIO NARCISO FASANO  iscrizione ordine n. 8319

ELISABETTA FULIGNI  iscrizione ordine n. 16070

MARCO SANTACESARIA  iscrizione ordine n. 7476

BARBARA ROSSETTI  iscrizione ordine n. 11478

ENRICO CALCARA   iscrizione ordine n. 7475

NICOLA VALLARELLI   iscrizione ordine n. 15341

LAURA ORTENZI   iscrizione ordine n. 16995

MOIRA MELONI   iscrizione ordine n. 16072

LEONARDO RUBINI   iscrizione ordine n. 12536

ANTONIO CORRENTI   iscrizione ordine n. 13790

RAFFAELLA MARROCCO   iscrizione ordine n. 14386

STEFANIA DE NOTARPIETRO   iscrizione ordine n. 17329

DANIELA MARTELLOTTI   iscrizione ordine n. 11982

GIORDANA SPAZIANI   iscrizione ordine n. 20614

LARA BONVINO   iscrizione ordine n. 13896

FRANCESCA VERONICA RUBATTU  iscrizione ordine n. 15639

ROBERTA FORTUNA  iscrizione ordine n. 18238

MARTA PUTELLI  iscrizione ordine n. 16404

ARIANNA MARINO  iscrizione ordine n. 19731

MARIA CRISTINA QUINTIERI  iscrizione ordine n. 10334

CARLO PEISER  iscrizione ordine n. B25

ALESSANDRA DE MATTEO  iscrizione ordine n. 13194

ELEONORA AFAN DE RIVERA COSTAGUTI  iscrizione ordine n. 18323

RICCARDO MORICHETTI  iscrizione ordine n. 12191

MAURIZIO SCHITO  iscrizione ordine n. 9764

RENZO BERNARDINI  iscrizione ordine n. 17638

DANIELA FERRAGNI  iscrizione ordine n. 4769

BRUNO ROCCO FACCIOLO  iscrizione ordine n. 15592

ALESSANDRA ZARFATI  iscrizione ordine n. 7237

ETTORE GIROLAMI  iscrizione ordine n. 13509

LUISA PETRUZZI  iscrizione ordine n. 17718

MASSIMO VEGNI  iscrizione ordine n. 2706

RAFFAELLA SASSO  iscrizione ordine n. 20759

SIMONA COLLALTI  iscrizione ordine n. 15102

MASSIMO MURGIA  iscrizione ordine n. 8663

FEDERICA GRECO  iscrizione ordine n. 14390

LEONARDO SCARCELLA  iscrizione ordine n. 9844

PAMELA ZAMBOTTI  iscrizione ordine n. 10442

COSIMO VITO DE NORA  iscrizione ordine n. 6908

ENRICO GIUSEPPE MORRA  iscrizione ordine n. 4478

GIUSEPPE PARISIO  iscrizione ordine n. 10230

GIUSEPPE CURATOLO  iscrizione ordine n. 6971

ANNA RITA EMILI  iscrizione ordine n. 9570

GUERRINO BONCI  iscrizione ordine n. 12248

ANDREA ZACCHEO  iscrizione ordine n. 11481

MARCELLO BUZI  iscrizione ordine n. 7877

VINCENZO DIANA  iscrizione ordine n. 7745

EMANUELA VECCHIO   iscrizione ordine n. 14959

BRUNO D’AMATO   iscrizione ordine n. 3167

VIOLA CAMILLUZZI  iscrizione ordine n. B400

ALESSIA MOGLIANI  iscrizione ordine n. 16038

MASSIMO COCCIOLITO  iscrizione ordine n. 15093

ANGELO PONZI  iscrizione ordine n. 14983

MARIA ROSA FANUELE  iscrizione ordine n. 9653

FABIO BARILARI  iscrizione ordine n. 11464

ANTONIO APORTONE  iscrizione ordine n. 6353

SIMONA GRAZIANI  iscrizione ordine n. 12822

MARGHERITA GIUFFRE’  iscrizione ordine n. 14634

SECONDINO RICCI  iscrizione ordine n. 14301

UGO GIULIANI  iscrizione ordine n. 14113

MAURIZIO GALEAZZI  iscrizione ordine n. 12821

DANIELA DI PERNA  iscrizione ordine n. 14301

SABRINA NARDINI  iscrizione ordine n. 13063

MARA DI CARLO  iscrizione ordine n. 12898

ALESSIO SCARALE  iscrizione ordine n. 14265

CLAUDIO CANESTRARI  iscrizione ordine n. 2315

VIRGINIO MELARANCI  iscrizione ordine n. 8314

GIORGIO ROSSETTI  iscrizione ordine n. 12352

FRANCESCA D’ANGELO  iscrizione ordine n. 13973

IRENE SABATINO  iscrizione ordine n. 17079

DOMENICO MARCELLI  iscrizione ordine n. 15205

FERDINANDO FRANCIOSINI  iscrizione ordine n. 4151

DANIELE NEGRI  iscrizione ordine n. 12123

MARIA CRISTINA ORSI  iscrizione ordine n. 11783

FRANCESCO SORRENTINO  iscrizione ordine n. 12944

GABRIELLA MARIA CARLA SOLA  iscrizione ordine n. 11194

SARAH TESTERINI  iscrizione ordine n. 11990

GABRIELE COCOZZA  iscrizione ordine n. 14090

GIANFILIPPO REBECCHINI  iscrizione ordine n. 17528

ARNALDO CANOCCHI  iscrizione ordine n. 12835

ALBERTO GAZZE’  iscrizione ordine n. 5829

STEFANIA BRUTI  iscrizione ordine n. 10050

GRAZIANO CAPITINI  iscrizione ordine n. 18304

STEFANIA SACRIPANTI  iscrizione ordine n. 18136

DANIELE DI LORETO  iscrizione ordine n. 16837

MAURO ANFOLSI  iscrizione ordine n. 15020

DANILO SPAGNUOLO  iscrizione ordine n. 16718

LAURA MARCHESI  iscrizione ordine n. 11767

ENRICO D’AGOSTINO  iscrizione ordine n. 10437

ANTONIO ROSSI  iscrizione ordine n. 4129

ALBERTO PIETROFORTE   iscrizione ordine n. 11482

FRANCESCO DE LA VILLE SUR ILLON  iscrizione ordine n. 4726

GIANNI CUOCO  iscrizione ordine n. 4656

VALERIA EMANUELE   iscrizione ordine n. 12379

SIMONA RENDA  iscrizione ordine n. 14556

MARIA ELISABETTA CATTARUZZA  iscrizione ordine n. 10592

CARLO VALORANI  iscrizione ordine n. 10593

ANGELO PALLONI  iscrizione ordine n. 10858

MICHELA MERONE   iscrizione ordine n. 12591

PATRIZIA MAGNANIMO   iscrizione ordine n. 18685

LUCIANO MORONCELLI   iscrizione ordine n. 9423

ALESSANDRO SBORDONI  iscrizione ordine n. 17951

ANTONIO AQUILINO  iscrizione ordine n. 14096

DOMIZIA MANDOLESI  iscrizione ordine n. 8399

ANGELICA FORTUZZI  iscrizione ordine n. 12377

SABINA BRINATI  iscrizione ordine n. 13128

SILVIA GUZZINI  iscrizione ordine n. 16278

LUCIA FRATTO  iscrizione ordine n. 13951

FRANCO MANNARINO  iscrizione ordine n. 8027

FRANCO TEGOLINI  iscrizione ordine n. 1581

STEFANIA LOI  iscrizione ordine n. 11793

BRUNELLO BERARDI  iscrizione ordine n. 1720

MATTEO VILLANI  iscrizione ordine n. 16789

CHIARA ALIPPI  iscrizione ordine n. 15963

MARIA BARRANCA  iscrizione ordine n. 10298

TECLA MAZZARELLA  iscrizione ordine n. 15120

VALERIA RUTELLA  iscrizione ordine n. 14501

FLORENCE LE PRIOL   iscrizione ordine n. 17766

CRISTINA CANCI   iscrizione ordine n. 13129

ANNA MARIA CIANI   iscrizione ordine n. 8514

SEFANO CELESTINI CAMPANARI  iscrizione ordine n. 14006

ALBERTO CAVALLARI  iscrizione ordine n. 7508

ERIKA ORAZIETTI  iscrizione ordine n. 17641

DAVIDE PATERNA  iscrizione ordine n. 18818

GIUSEPPE GIMIGLIANO  iscrizione ordine n. 13770

ALESSIO CILIBERTI  iscrizione ordine n. 17262

MARCO ROSATO  iscrizione ordine n. 11886

MAIA GATTELLA  iscrizione ordine n. 17260

ELISABETTA PROCIDA  iscrizione ordine n. 12457

GIAN FRANCO DI LORETO  iscrizione ordine n. 7081

LORETO POLICELLA  iscrizione ordine n. 5507

ROSALIA BONANATA  iscrizione ordine n. 13559

RICCARDO D’AQUINO  iscrizione ordine n. 7943

GIOIA MARIA BARCHIESI GHENZI  iscrizione ordine n. 7944

FRANCESCO NARDI  iscrizione ordine n. 17587

MAURO OLEVANO  iscrizione ordine n. 13851

FRANCESCO CORRENTI  iscrizione ordine n. 1970

SIMONETTA PASCUCCI  iscrizione ordine n. 8541

ARNALDO MARINO  iscrizione ordine n. 5218

GIOVANNA RANDOLFI   iscrizione ordine n. 14223

ALESSANDRA FIDANZA  iscrizione ordine n. 16053

LUCA MILAN  iscrizione ordine n. 13633

CARLOTTA GIANNESSI  iscrizione ordine n. 12533

EMILIANO ANTOCI  iscrizione ordine n. 12659

MONICA MOLINARO  iscrizione ordine n. 15739

SAVERIA PISANO  iscrizione ordine n. 10008

ANNA CHECCHI  iscrizione ordine n. 16315

GABRIELE MANNINO  iscrizione ordine n. 13879

LILIANA MAURIELLO  iscrizione ordine n. 13308

MICHELA PASQUARELLI  iscrizione ordine n. 12391

ALESSANDRA DI TOMMASO  iscrizione ordine n. 17353

CARLO MAURIZIO SOCRATE LIZZINI  iscrizione ordine n. 16114

ANTONELLA LOBOSCO  iscrizione ordine n. 16224

LUCA ANTONACCI  iscrizione ordine n. 12184

PHANIA VALENTE  iscrizione ordine n. 17200

GRAZIELLA VITALIANO iscrizione ordine n. 8888

PAOLA GIORGIOLI  iscrizione ordine n. 13286

DANIELA BIANCO iscrizione ordine n. 15605

PASCALE CARBONE  iscrizione ordine n. 18767

SIMONA ARAGNO iscrizione ordine n. 13452

MARIA GRAZIA TRILLO’  iscrizione ordine n. 8432

ALESSANDRO DE SANCTIS  iscrizione ordine n. 13137

LORENZA BARTOLAZZI iscrizione ordine n. 12785

GIUSEPPA GULINO  iscrizione ordine n. 10740

NELLY MARIA CARCELEN  iscrizione ordine n. 18558

VIVIANA FABIETTI  iscrizione ordine n. 18170

VALENTINA ROSSETTI  iscrizione ordine n. 13155

ALESSIA RAHO  iscrizione ordine n. 14852

EMANUELA BONELLA  iscrizione ordine n. 17894

DIEGO SABATINO  iscrizione ordine n. 14913

FLAVIA SCANZANI  iscrizione ordine n. 8931

LUCA SCANDALETTI  iscrizione ordine n. 14444

PAOLA ROSATI  iscrizione ordine n. 3871

ROSA SINISI  iscrizione ordine n. 7336

GIOVANNI FAVILLA  iscrizione ordine n. 13015

MARIA GIUSEPPINA TRADARDI  iscrizione ordine n. 5189

MICHELE LEONARDI  iscrizione ordine n. 13168

GABRIELE MAZZEI  iscrizione ordine n. 19233

SILVANA PASQUALI  iscrizione ordine n. 5912

MIRELLA CONTESTABILE  iscrizione ordine n. 11372

MARTA MORCIANO  iscrizione ordine n. 16707

MANUELA GARGARI  iscrizione ordine n. 9019

LUISA PETRUZZI  iscrizione ordine n. 17718

MARINA RUFINI  iscrizione ordine n. 15808

CRISTINA MARZIALE  iscrizione ordine n. 10115

MASSIMO SPIGARELLI  iscrizione ordine n. 6142

ANNA MARIA SARDELLA  iscrizione ordine n. 8743

FLORINDO PETACCHIA  iscrizione ordine n. 6468

DAVIDE LUCENTE   iscrizione ordine n. B293

LAURA FERRETTI  iscrizione ordine n. 6726

GIOVANNI DI FRANCO   iscrizione ordine n. 15365

ILARIA DELSERE   iscrizione ordine n. 16465

FRANCESCO BIANCHI   iscrizione ordine n. 2082

LORENA TACCALITI  iscrizione ordine n. 12331

DIEGO ANGELONI  iscrizione ordine n. 16084

GIANLUIGI TRIPALDI  iscrizione ordine n. 16262

ALESSANDRA PREZZI  iscrizione ordine n. 18805

GIAMPIERO ROCCHI  iscrizione ordine n. 5546

PIETRO CELLINI  iscrizione ordine n. 19312

DANILO NOVELLI  iscrizione ordine n. 14873

MASSIMO GROSSI  iscrizione ordine n. 10848

ANTONIO MARINCOLA  iscrizione ordine n. 11440

ELEONORA BURZICHELLI  iscrizione ordine n. 11015

LAURA FORTUNATO  iscrizione ordine n. 14786

GIUSEPPE ARECCHI  iscrizione ordine n. 16194

CLAUDIA SABINA GIORDANO  iscrizione ordine n. 11202

ALESSANDRO DI SILVESTRO  iscrizione ordine n. 13233

PASQUALE CASCELLA  iscrizione ordine n. 5323

ALESSANDRO MAZZA  iscrizione ordine n. 12590

FRANCESCA RAGANATO  iscrizione ordine n. 16164

ALFONSO TUTORE  iscrizione ordine n. 17746

MARIA VINCENZA SIGNORILE  iscrizione ordine n. 11687

FEDELE MORETTI  iscrizione ordine n. 16359

SANDRO SCROCCA  iscrizione ordine n. 7492

CRISTINA DE SIMONE  iscrizione ordine n. 15319

ADRIANO PALMARINI  iscrizione ordine n. 14215

RENATO PASQUALE LASTORIA  iscrizione ordine n. 13556

ROBERTO TRANQUILLI  iscrizione ordine n. 5434

MARIO DI FRANCESCO  iscrizione ordine n. 8398

FRANCESCO NOLLI  iscrizione ordine n. 9464

FABIANA DORE  iscrizione ordine n. 15245

FABIO MAZZELLA  iscrizione ordine n. 9081

FABRIZIA MASCOLO  iscrizione ordine n. 15296

EMANUELE MIUCCI  iscrizione ordine n. 12570

SILVIA SANTINI  iscrizione ordine n. 9685

DOMENICO PULLINO  iscrizione ordine n. 20755

ELENA MIGLIACCIO  iscrizione ordine n. 15234

MARIA FANO  iscrizione ordine n. 6107

DANIELA FERRAGNI  iscrizione ordine n. 4769

SIMONE FORTI  iscrizione ordine n. 16605

FABRIZIO LATINI  iscrizione ordine n. 16372

CHIARA BONAVENTURA  iscrizione ordine n. B592

GIANFRANCO MARZIALE  iscrizione ordine n. 2476

GILBERTO PUTIGNANO  iscrizione ordine n. 14807

GIULIA MENEGOTTO  iscrizione ordine n. 20523

FABRIZIO ASSELTA  iscrizione ordine n. B72

LEONARDO BUSIRI VICI  iscrizione ordine n. 9593

MARCO CASALI  iscrizione ordine n. 13796

GLORIA COLTELLACCI  iscrizione ordine n. 12310

MASSIMILIANO CRISTOFARI  iscrizione ordine n. 17936

GIAN PIERO MURGIA  iscrizione ordine n. 7491

DIEGO DE CONCA  iscrizione ordine n. 14332

MARIO BRINI  iscrizione ordine n. 4120

FRANCESCO BUONGARZONI  iscrizione ordine n. 19199

FABRIZIO PANICO  iscrizione ordine n. 16474

GIOVANNI ANGELO LAGOZINO  iscrizione ordine n. 12686

LUIGI SECONDO GIOGGI  iscrizione ordine n. 3268

MARCO RUCCI  iscrizione ordine n. 15400

LORENZO FRANCINI  iscrizione ordine n. 15926

GRAZIELLA SERRA  iscrizione ordine n. 18836

ALESSANDRA APOS  iscrizione ordine n. 20469

FAUSTO CACCHI  iscrizione ordine n. 20444

ANTONIO CONFALONE  iscrizione ordine n. 18194

FRANCESCO D’ANGELO  iscrizione ordine n. 7275

MARCO TAGLIANI  iscrizione ordine n. 20444

GIORGIO MITTIGA  iscrizione ordine n. 7008

GUIDO BORGOGELLI  iscrizione ordine n. 6556

GIANNI ROSSI  iscrizione ordine n. 11346

GUGLIELMO BARDARO GRELLA  iscrizione ordine n. B240

MARIA MICHELA PEPE  iscrizione ordine n. 11444

GUGLIELMO MALIZIA  iscrizione ordine n. 18057

GIULIA ROTELLI  iscrizione ordine n. 20530

RICCARDO BONACCHI   iscrizione ordine n. 7463

GAETANO INGAGLIO   iscrizione ordine n. 2354

SANDRO BALSAMA’   iscrizione ordine n. 8693

SANDRO TOZZI  iscrizione ordine n. 16551

MARIANO GUGLIELMO NANIA   iscrizione ordine n. 6935

PAOLO FRACASSO  iscrizione ordine n. 9806

ANNA POGLIAGA  iscrizione ordine n. 9354

SILVIO CECCUCCI  iscrizione ordine n. 9296

GIUSEPPE PAPILLO  iscrizione ordine n. 8745

MARIA D’OTTAVIO  iscrizione ordine n. 13518

ARIANNA PANFILI  iscrizione ordine n. 18977

ALESSANDRA BORZI  iscrizione ordine n. 17076

FRANCESCO TERENZIO  iscrizione ordine n. 6512

PAOLO BASSINO  iscrizione ordine n. 7366

SARA PALMIERI  iscrizione ordine n. 19502

MICAELA D’EMILI  iscrizione ordine n. 20517

GIANCARLO MARRA  iscrizione ordine n. 10981

MARCO RAMASSOTTO  iscrizione ordine n. 15167

MARIA GIOVANNA PASINI  iscrizione ordine n. 14139

FABIO PASCARELLA  iscrizione ordine n. 11759

MASSIMO VALENTE  iscrizione ordine n. 7049

LUCIANO BRACCIANI  iscrizione ordine n. 5783

MARIA LUDOVICA SICILIANI  iscrizione ordine n. 9768

IVANO ALVITI  iscrizione ordine n. 10277

CRISTINA MORASCHINI  iscrizione ordine n. 12595

VIERI BANDINELLI  iscrizione ordine n. 13157

BRUNO SETTE  iscrizione ordine n. 2808

FRANCO MUTO iscrizione ordine n. 7630

ANGELO GELSUMINO iscrizione ordine n. 8537

ENRICO DE CURTIS iscrizione ordine n. 15095

RITA SANTILLI iscrizione ordine n. 3892

GAIA SOLUSTRI iscrizione ordine n. 6198

EMANUELE ROSA iscrizione ordine n. 12704

ASSUNTA GUIDI iscrizione ordine n. 12834

ESMERALDA VALENTE iscrizione ordine n. 12176

RICCARDO ALESSANDRONI iscrizione ordine n. 11931

BENITO VALENTE iscrizione ordine n. 5067

SIMONA MUCCARI iscrizione ordine n. 14916

RAFFAELLO GIANNETTI iscrizione ordine n. 8355

ERIKA TERLINI iscrizione ordine n. 18904

PAOLO CORTI iscrizione ordine n. 11979

NICOLA AFAN DE RIVERA COSTAGUTI iscrizione ordine n. 6536

PAOLA PIMPINI iscrizione ordine n. 11112

TIZIANA CIOCCARELLI iscrizione ordine n. 8363

MASSIMO CARDONE  iscrizione ordine n. 12932

MATILDE COSTA iscrizione ordine n. 8682
FRANCESCO BELLARDI  iscrizione ordine n. 10052
MARIA TERESA CAPUTO iscrizione ordine n. 10111
ANGELICA ZOLLA   iscrizione ordine n. 13504

ALESSANDRO RIDOLFI iscrizione ordine n. 12006

CHRISTIAN ROCCHI iscrizione ordine n. 12592

Assemblea di bilancio dell’Ordine di Roma: la Fondazione a tutti i costi

Lunedì 19 marzo si è svolta, presso l’Acquario romano, l’Assemblea di bilancio preventivo dell’Ordine degli Architetti di Roma, una riunione che si preannunciava molto accesa già dalla lettera che il Cesarch ha inviato ai propri iscritti alcuni giorni prima e che ha costretto il Presidente Schiattarella a “precettare” tutti gli uomini possibili.

Nell’ordine del giorno è stato inserito, oltre all’approvazione del bilancio preventivo 2012, la costituzione della Fondazione dell’Ordine.

La Fondazione, che è pagata con i soldi degli iscritti, è stata imposta dal Presidente dell’Ordine che  ha respinto tutte le proposte che sono state fatte, tra cui:

– rimandare la nascita della Fondazione a settembre, quando si conoscerà nell’ambito della riforma degli Ordini, la nuova norma sulla formazione permanente;

– discutere in assemblea le modalità di creazione della Fondazione, tra cui i finanziamenti, le nomine dei membri del Consiglio di Amministrazione, le finalità, permettendo agli iscritti di esprimere le proprie considerazioni ;

– coinvolgere il Centro Studi degli Architetti dell’Ordine di Roma (il Cesarch) nato più di 20 anni fa come organo indipendente per gestire la formazione e voluto dall’Assemblea degli iscritti, nella creazione della Fondazione;

– separare la votazione del bilancio da quella della Fondazione.

Tutto è stato inutile, il nostro Presidente, incollato alla poltrona da quasi 15 anni, ha detto no!! decide lui per tutti noi e poi ci fa sapere, la Fondazione è l’ultimo baluardo a cui attaccarsi per conservare una poltrona nei prossimi anni.

Dopo alcuni interventi appassionati, si è passati velocemente alla votazione del bilancio, i “precettati” avevano fretta di andare via, il Presidente da vecchio politico esperto ha blindato la Fondazione non permettendo una votazione a parte ma inserendola nella votazione del bilancio, su 145 presenti, 96 hanno votato a favore e 48 contro, (non si ricorda negli ultimi 20 anni un numero così alto di voti contrari).

Tra coloro che hanno votato a favore, se si tolgono i consiglieri dell’Ordine (15), i responsabili delle società dell’Ordine (acquario romano srl, prospettive edizioni srl), i dipendenti delle società, i consulenti, i componenti delle commissioni dell’ordine, i collaboratori, quelli già nominati nella fondazione, (tutte persone che percepiscono uno stipendio, un rimborso spese o un gettone dall’Ordine) e quelli a cui è stato già promesso qualcosa, non rimane praticamente nessuno !!

Il problema principale è che i nostri colleghi non partecipano alle Assemblee di bilancio e fanno molto male perché permettono a una “minoranza” che non ha più alcun consenso tra gli iscritti, di fare il bello e cattivo tempo gestendo in maniera privatistica i nostri soldi.

L’unica cosa che possiamo fare è informare gli iscritti nella speranza di una maggiore partecipazione, la rete ci può aiutare, segnaliamo il post dell’Associazione iva sei partrita molto attiva tra i giovani colleghi.

Pubblichiamo l’intervento in Assemblea della nostra collega Eleonora Carrano che ha avuto un lungo applauso da coloro che partecipavano liberamente alla riunione e che non ha avuto alcuna risposta esauriente dal nostro Presidente:

Premesso che:

il R.D. 23 ottobre 1925, n. 2537 Approvazione del regolamento per le professioni d’ingegnere e di architetto (2). Pubblicato nella Gazz. Uff. 15 febbraio 1926, n. 37.(2) Modifiche ed integrazioni alla disciplina dell’ordinamento,sono state apportate dal D.P.R. 5 giugno 2001, n. 328.

Visto che:

Sezione II – Del Consiglio dell’Ordine di Approvazione del regolamento per le professioni d’ingegnere e di architetto art37.

Il  consiglio dell’Ordine, oltre alle funzioni  attribuitegli  dal  presente regolamento dovrebbe determinare  il contributo annuale da corrispondersi da ogni iscritto per il funzionamento dell’Ordine per le seguenti funzioni:

1) vigilare sul mantenimento della disciplina fra gli iscritti

2) prendere i provvedimenti disciplinari;

3) curare che siano repressi l’uso abusivo del titolo di ingegnere e di architetto e l’esercizio abusivo della professione.

4) determinare  il contributo annuale da corrispondersi da ogni iscritto per il funzionamento dell’ordine,

5) compilare ogni triennio la tariffa professionale (ora abolita, n.d.r.)

6) dare i pareri che fossero richiesti dalle pubbliche amministrazioni su argomenti attinenti alle professioni di ingegnere e di architetto.

SI OSSERVA CHE

1) quanto riportato all’Ordine del giorno, ovvero: “costituzione della fondazione dell’ordine” è in assoluta discordanza con quanto previsto dal r.d. 23 ottobre 1925, n. 2537,  così come del resto lo sono la costituzione di s.r.l.  quali la “prospettive edizioni s.r.l.”  e  “acquario romano srl” finanziate con il contributo annuale degli iscritti e delle quali l’Ordine si è dotato da circa un decennio.

2) Ancora più grave è la modalità con la quale questo Consiglio costituito da sole 15 persone abbia  inteso far passare la costituzione di una  “fondazione” mettendola al voto all’ordine del giorno come costituisse fatto e diritto, senza informare e consultare  previamente i suoi 17.000 iscritti circa l’utilità e l’opportunità dell’iniziativa dal momento che – ci sembra di capire – tale fondazione dovrebbe essere avviata con il contributo degli iscritti.

3) Vogliamo ricordare che, quando fu costituito il CesArch nel 1991/1992 l’allora Presidente e Consiglio, indissero  una riunione tra gli iscritti all’Ordine e,  solo successivamente, dopo aver illustrato, discusso e accettato le proposte pervenute dagli iscritti, organizzarono una nuova riunione per la costituzione notarile del CesArch, con la presenza e sottoscrizione dell’atto costitutivo di un discreto  numero di colleghi.

4) Ma tale anomalia è solo l’ultima di una serie di cui questo Consiglio  si rende protagonista. Anche la singolare costituzione delle SRL (finanziate  in parte o totalmente?) con il contributo annuale degli iscritti che dovrebbero costituire una opportunità per tutti, sono appannaggio di pochi eletti. La scorsa assemblea, era stato messo in evidenza come fosse assolutamente inopportuno che la direzione della casa editrice Prospettive edizioni, così come la gestione della stampa della discussa rivista AR (a metà tra il bollettino e la pretesa di una rivista con contenuti culturali) con costi di produzione esosi denunciati in più occasioni a questo Consiglio, fosse diretta da ben 10 anni dallo stesso professionista in totale assenza di un costruttivo contraddittorio nella figura  di un suo comitato scientifico.

5) Si era infatti portato ad esempio  in assemblea, (pag.22 del verbale del 28.04.2011)  il caso spagnolo ove in regime di trasparenza assoluta, a cadenza biennale, viene messa a concorso sia la direzione della rivista che della casa editrice indicando con inequivocabile chiarezza, quali saranno i compensi per le attività previste. La sottoscritta, si era persino adoperata -inutilmente, va detto – per far pervenire a questo Consiglio  il bando di concorso (sic!) Ovviamente, il Consiglio non ha recepito le ampiamente condivise istanze di quanti sono intervenuti in assemblea e non ha seguito, né l’esempio spagnolo né nessun altro che garantisca agli iscritti una democratica e meritocratica alternanza della gestione della rivista e della  casa editrice.

6) Ad oggi infatti, dopo oltre un decennio, agli iscritti all’ordine di Roma, non è dato  conoscere -di grazia – quanto l’arch. Presta (e la sua consorte) da 10 anni alla guida della Prospettive Edizioni srl, percepisca in qualità di direttore della medesima casa editrice, né quanto gli venga corrisposto come Presidente del Consiglio di Amministrazione della Prospettive Edizioni srl. In questa sede lo gradiremmo  sapere.

7) A seguito delle critiche espresse in assemblea, questo Consiglio, dopo oltre un decennio, con delibera del 20 luglio 2011 ha acconsentito ad istituire una Commissione scientifica (sebbene il presidente Schiattarella avesse dichiarato già nell’assemblea del 28.04.2011 pag.28-29 che “in consiglio era già stato nominato il comitato tecnico scientifico” ) ebbene, a distanza di 8 mesi dalla nomina  di  tale  Comitato scientifico per la Società Prospettive Edizioni, composto da 6 membri, si è purtroppo già persa ogni traccia prima ancora che entrasse in azione  a quanto pare, visto  che  lo stesso, neppure è menzionato nel sito ufficiale di Prospettive edizioni. http://www.prospettivedizioni.it/

8) a proposito dei costi di produzione della discussa rivista AR, già sottoposti  in passato all’attenzione di questo Consiglio perchè  “ fuori mercato”:  si rileva un andamento degli stessi,  quanto meno schizofrenico, per il costo della sola stampa,  passata dai 120.000 euro nel 2003, ai 178.000 del 2009, ai 100.000 del 2011 ai 127.000 euro attuali, senza che questi abbiano una qualche sincronia con l’incremento o meno degli iscritti (attualmente 17.000 ma nel 2003 erano 13.000), gradiremmo chiarimenti in merito.

9) Va inoltre precisato che, quanto affermato dal presidente Schiattarella nell’assemblea del 28.04.2011 alla pag.29 ovvero che “il costo editoriale  di AR è  pari a zero” non risponde alla realtà dei fatti.  Infatti, per l’attività di redazione di AR, la sig.ra Aprosio percepisce circa 16.000 euro annui che vanno a sommarsi ai costi della sola stampa – quest’anno stimati intorno a circa 110.000 euro ma nel 2009 erano 178.000 euro  – di  una rivista che peraltro non ha il gradimento della maggior parte degli iscritti.

10) Sempre nel nome della trasparenza, sarebbe opportuno che il Consiglio informasse gli iscritti della circostanza che vede un professionista prestare la sua opera in un  incarico fiduciario  presso l’Ordine – quale è quello di gestire il denaro degli iscritti – condannato  in sede di commissione deontologica a ben due provvedimenti disciplinari. Ricordiamo quanto pronunciato dall’allora Garante Stefano Rodotà, respingendo la richiesta della legge sulla  privacy che «non ha modificato la disciplina legislativa relativa al regime di pubblicità degli albi professionali e alla conoscibilità degli atti connessi,  e che tali albi sono destinati per loro stessa natura e funzione ad un regime di piena pubblicità, anche in funzione della tutela dei diritti di coloro che a vario titolo hanno rapporti con gli iscritti agli albi».

11) Per concludere, in linea con quanto espresso sopra e con riferimento al  R.D. 23 ottobre 1925, n. 2537 e successivi, in merito al preventivo del bilancio proposto dal consiglio dell’Ordine ci chiediamo: _ perchè mai gli iscritti dovrebbero finanziare  tale “mediarch” euro 25.000? (preventivo  pag. 3 )

_ cosa sono le “Azioni esterne promozione e tut. Profess.” alla pag 4 capitolo B.1.6) – SPESE TUTELA PROFESS. per la cifra di euro  452.309,06? in cosa differisce dalla voce “Promozione internalizzazione” ?

_ e perchè mai sotto la voce B.1.6) – SPESE TUTELA PROFESS. Compare il “Fondo pubblicazioni- volumi di architettura” per euro 40.000?  Perchè gli iscritti, privi persino della supervisione di un comitato scientifico operativo, dovrebbe voler finanziare tali “volumi di architettura”?

_ e come mai questa voce non è comparsa fino al 2011, sebbene la casa editrice Prospettive srl esista dal 2001? come finanziava i volumi pubblicati?

_ fa parte della tutela professionale, per es, finanziare un libro di un consigliere dell’Ordine in carica?

_ Alla pag.5 “B.2) USCITE IN CONTO CAPITALE” sono stati stanziati 50.000 euro, sarà mica il fondo per la futura fondazione? Altrimenti, in quale di capitolo di spesa compare la costituzione della “Fondazione” posta  all’ordine del giorno che si chiede agli iscritti di votare e nel cui bilancio di previsione, tale voce neppure compare?

_ alla pag.3, le SPESE PER IL PERSONALE ammontano alla straordinaria cifra di  euro 788.000,00 come è possibile, se l’Ordine ha solo 14 dipendenti? Vengono per caso pagati, con questi denari anche i dipendenti della srl “Acquario Romano”? Per la legge sulla trasparenza, vorremmo pubblicati in rete i nomi del personale e quanto questi percepiscano singolarmente.