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London Design Festival

11 dicembre 2018

Il London Design Festival è celebrazione annuale di tutto ciò che riguarda il design, un festival la cui missione è dimostrare che Londra è la capitale mondiale del design!

 

Londra a Settembre, ogni anno dal 2007, per ben 9 giorni, ha un suo Festival del Design (LDF)

 

Il programma è composto da installazioni, mostre, seminari la maggioranza di essi gratuiti e aventi come protagonisti designers e artisti, aziende, organizzazioni e nazioni.

Il design in tempi insospettabili ha creato soluzioni alle molteplici sfide che ci siamo trovati ad affrontare ed ora c’è bisogno ancora delle abilità e del pensiero innovativo che i designer sanno offrire

Questo Festival è pensato dai suoi organizzatori come un’opportunità unica per scoprire ciò che la comunità internazionale del design sta producendo o ancora sviluppando.

Oltre a poter navigare sul sito è possibile sfogliare la guida cartacea completamente gratuita data in distribuzione presso i principali luoghi espositivi. Come sempre ho cercato di esplorare esempi delle diverse tipologie di evento in modo da avere un’idea completa del festival. Di seguito una pIù dettagliata descrizione al fine di far conoscere una manifestazione che non è solo per addetti ai lavori ma che apre per tutti un mondo di riflessioni sui più disparati argomenti.

 

  • Informazioni Storiche

Fondazione:

Sir John Sorrell e Ben Evans nel 2003 vollero creare un evento per promuovere la creatività della città, attirando pensatori, professionisti, rivenditori e educatori del paese.

Frequenza:

Annuale

Tema 2018:

Gli Stati Emozionali

 

  • Informazioni Utili

Posizione principale:

Il Victoria & Albert Museum è la residenza ufficiale e il fulcro del Festival

Altri luoghi:

11 Distretti del Design (aree della città) partecipano al Festival (es. Bankside, Clerkenwell, Fitzrovia, Marylebone, Mayfair, Regent St e St James, Shoreditch)

4 Rotte del Design

Numeri:

Oltre 450.000 persone da oltre 75 paesi

Circa 400 eventi e mostre organizzati da oltre 300 organizzazioni

Oltre 2.000 aziende internazionali di design

Premi:

Una giuria composta da designer affermati, commentatori del settore e vincitori precedenti sceglie i destinatari della La Celebrazione del Design in Terra Britannica in quattro categorie. Le categorie della London Design Medal

includono:

  • Panerai London Design Medal
  • Medaglia di innovazione del design
  • Medaglia dei talenti emergenti
  • Medaglia di realizzazione a vita

 

  • Organizzazione

Il festival è così suddiviso:

  • London Design Biennale
  • Progetti di riferimento
  • Al Victoria and Albert Museum
  • 100% Design
  • Decorex international
  • Design Junction
  • Focus/18
  • London Design Fair

 

  • Tipi Di Evento (Esempi)
  • Progetti di riferimento
  • Multiply. Waugh Thistleton Architects e ARUP hanno collaborato con il Consiglio di Esportazione di Latifoglie Americane per creare una installazione modulare interattiva che sensibilizza sia sul bisogno di case che sui cambiamenti climatici.
  • Al V&A Museum

Principali

Henrik Vibskow ha creato una struttura luminosa e dinamica fatta di pennelli colorati e “cipolle” di tessuto rosso per creare una forte impressione tattile.

·       Dazzle.

Lo studio Pentagram si è ispirato a un tipo di camouflage sperimentale usato durante la Prima Guerra Mondiale sulle superfici delle navi per confondere il nemico.

Installazioni

Studenti, designer industriali, architetti, urbanisti, artisti, programmatori e il vasto pubblico sono stati chiamati a unire, reimmaginare, violare e hackerare brevetti esistenti su Amazon che sono un sistema chiuso. Soprattutto, le presentazioni sono incoraggiate a pensare a interventi radicali che sfidano l’essenza di Amazon, considerando il ruolo sociale che la tecnologia potrebbe potenzialmente in qualsiasi futuro.

  • Conversazioni, dibattiti e laboratory
  • Destinazioni del Design
  • Distretti del Design
  • Rotte del Design
  • Al Centro
  • A Est
  • A Ovest
  • Portobello Pavilion.

Il curatore Tim Burke questo come uno spazio culturale temporaneo che ospita laboratori e dibattiti.

·       Colour Transfer.

L’artista Liz West ha creato una radiante scultura che copre la parte inferiore del viadotto per sperimentare l’impatto positivo del colore e della luce.

  • A Nord
  • A Sud

Il Festival del design di Londra del 2018 è stata un’occasione per celebrare ulteriormente la creatività e l’innovazione della Capitale UK che continua ad attrarre le migliori aziende e talenti da tutto il mondo a dimostrazione che è aperta al design e a qualsivoglia input dai creativi di tutti i ceti sociali. A dispetto della delicata situazione politica, quindi, Londra rimane inevitabilmente un fulcro attorno a cui continuano a ruotare, attraverso tutti i campi del design, da quello degli ambienti e degli spazi, a quello del prodotto e della comunicazione, le più disparate culture, compreso il design sociale.

500 eventi e un mese di architettura a Londra, un festival che diverte e fa riflettere!

13 settembre 2018

Anche quest’anno si è svolto a Londra, per tutto Giugno, il Festival Dell’architettura (FDA) https://www.londonfestivalofarchitecture.org/ , arrivato alla sua 11a edizione.

Oltre 500 eventi si sono svolti per tutta la città, la maggioranza di essi gratuiti e aventi per tema l’identità http://designstudioarchitects.co.uk/what-is-architectural-identity-part-i/.

Il maggiore festival di architettura annuale del mondo ha  avuto circa 500 mila partecipanti che si sono divisi tra mostre e installazioni, conferenze e dibattiti, studi aperti, tour, attività familiari, proiezioni di film, spettacoli per studenti e serate di architettura sull’importanza dell’architettura e del design a Londra oggi.

L’architettura  https://www.archdaily.com/773971/architecture-is-121-definitions-of-architecture “è  l’arte e la scienza di assicurarsi che le nostre città e edifici in realtà si adattino al modo in cui vogliamo vivere le nostre vite”. Si dice che una buona pianificazione e architettura dovrebbero permettere alle persone di prosperare, di imprimere il proprio carattere nel loro vicinato. Non dovrebbe controllare, definire o imporre determinati stili di vita.

Dopo aver navigato adeguatamente sul sito e studiato le tante opzioni a disposizione, ho cercato di visitare eventi di diverse tipologie, in modo da avere un’idea d’assieme del festival. Di seguito ho cercato di fornirne una dettagliata descrizione al fine di divulgare una manifestazione che, per quanto possa sembrare ludica e di nicchia, è un momento culturale importante per la comprensione delle tendenze in architettura e dei vincoli sociali, storici, politici che sono alla sua base.

  • Informazioni Storiche

Fondazione:

Peter Murray https://www.petermurraylondon.com/about.html

 

Frequenza:

Nato nel 2004 come biennale, visto l’enorme successo, il festival ha dal 2012 una frequenza annuale

 

Temi:

  • 2004 – Gentrificazione e Rigenerazione https://www.che-fare.com/percorso/rigenerazione-urbana/
  • 2006 – Cambiamento (transitorietà e coerenza, paesaggio rurale e urbano)
  • 2008 – FRESCO (pensieri freschi, idee fresche, talento fresco, collaborazioni e culture fresche come possibilità future)
  • 2010 – La Citta’ Accogliente (esplorare tre aree chiave di Londra)
  • 2012 – La Citta’ Giocosa (come i Giochi Olimpici stavano cambiando la città) https://www.dezeen.com/tag/london-2012-olympic-architecture/
  • 2013 – Un Tempo Per L’architettura (focalizzarsi sull’intera città)
  • 2014 – Capitale (esplorare i punti di riferimento dell’architettura storica e moderna della città)
  • 2015 – Work In Progress (uno sguardo al futuro di una città in costante stato di cambiamento e rigenerazione)
  • 2016 – Comunita’ (in concomitanza col referendum sulla Brexit)
  • 2017 – Memoria (di persone, edifici, luoghi e esperienze)
  • 2018 – Identità

 

  • Informazioni Utili

Posizione:

L’ubicazione del festival è “trasversale alla città” e riguarda soprattutto le zone centrali ma anche le periferie.

Media Partner Ufficiali:

The Architects’ Journal, Dezeen

 

  • Organizzazione

Il festival è suddiviso in tre categorie principali:

  • Punti salienti
  • Nucleo
  • Frangia

 

I 6 architetti finalisti del concorso di design per migliorare un triangolo pedonale fuori dalla stazione di London Bridge spiegano le loro idee di progetto. Lo scopo del concorso di design è quello di migliorare esteticamente lo spazio fuori dalla London Bridge Station e anche migliorare il wayfinding in quest’area in cui può essere difficile muoversi. Lo scopo dell’evento è di ascoltare ciò che la comunità locale pensa dei progetti e  ciò che pensa sia importante migliorare nel panorama stradale.

  • Passeggiate e tour

Il Festival dell’architettura di Londra del 2018  è stata un’occasione per sottolineare la sua storia frammentata, fatta da  gruppi culturali distinti, ma con un’identità collettiva (di persone, edifici, luoghi ed esperienze). La sua storia è viva ovunque: dal muro romano della City ai vecchi toponimi e al modello di strada medievale ,sempre della City, alle influenze di secoli di immigrazione e multiculturalità. Il risultato è una bellissima e peculiare fusione. Questo potrebbe essere un monito ed un esempio per l’Italia dove l’identità storica e culturale del passato è molto forte e coerente ma dove non si può dire lo stesso del presente. Con l’aiuto degli architetti si potrebbe pensare di facilitare l’integrazione dei nuovi gruppi di emigrati la cui presenza è ormai ineludibile consolidata.

 

Photo: Vita Cofano
Editing: Daniela Maruotti

Design per le strade di Clerkenwell a Londra, una tre giorni internazionale da imitare!

4 giugno 2018

Alcuni giorni fa, 22-24 Maggio, si è svolta a Londra la 9a edizione della Clerkenwell Design Week https://www.clerkenwelldesignweek.com/.

Coloro che si sono registrati hanno potuto accedere gratuitamente ad uno tra i più chiacchierati ed attesi eventi annuali di design del mondo. E questo perché non ci si trovano “soltanto” le più innovative soluzioni di designhttps://www.dezeen.com/design/ ma si può assistere anche a incontri con prestigiosi relatori e installazioni appositamente realizzate.

Il design – https://it.wikipedia.org/wiki/Disegno_industriale, lungi dall’essere un settore di nicchia e/o per addetti ai lavori, è vita quotidiana. Ogni momento usiamo oggetti che costituiscono l’arredo della nostra casa o del luogo di lavoro. La loro usabilità ed il loro aspetto, sebbene a volte inconsciamente, condiziona le 24 ore di ogni nostra giornata. Per questo il design è un argomento vivo e di interesse per tutti.

Ho fatto un giro per la CDW ascoltando le testimonianze di alcuni venditori, uno in particolare veniva da New York, e “provando” alcune delle installazioni. Di seguito ho cercato di fornire una dettagliata descrizione del festival, con l’aiuto della guida e della mappa che vengono rilasciate a tutti i visitatori. Lo scopo è la divulgazione di una realtà che, per quanto apparentemente possa sembrare semplice, è un indotto di cultura e di economia che potremmo replicare in qualche modo efficacemente in Italia.

  • Informazioni Storiche

Posizione: La scelta di Clerkenwell – https://www.foxtons.co.uk/local-life/clerkenwell/ è dovuta al fatto che in quest’area del quartiere di Islington, a Nord di Londra, pare ci sia la più grande concentrazione di aziende e architetti per miglio quadrato rispetto a qualsiasi altra parte del pianeta, rendendo questo posto uno dei più importanti centri di design al mondo. In passato Clerkenwell è stata associata al movimento Arts and Crafts e nei secoli XVIII e XIX è stata colonizzata da lavoratori immigrati che hanno creato i loro laboratori. Una colonizzazione parallela dell’area da parte dei creativi ha avuto luogo negli anni ’90.

  • Informazioni Utili

Categorie Di Prodotti:

  • mobili

mobili da interni, cucine e bagni, mobili da esterni, arredo contract, arredi d’ufficio, acustica

  • illuminazioni
  • superfici

piastrelle, parquet, moquette

  • accessori

oggettistica, piante e muri verdi

Segnaletica Del Festival: totem (verticale) e strisce continue (orizzontale) di colore fucsia – http://www.archiexpo.it/cat/edifici-pubblici/altri-elementi-segnaletici-AK-345.html

Eventi Correlati: convenzioni con 25 caffè, bar e ristoranti, promozione di prodotti, apertura ai visitatori di agenzie di branding, studi di architettura e di artigiani

  • I Numeri

Estensione: 6,5 kmq

Spazi A Disposizione: circa 100

Eventi: più di 300

Marchi Espositori: più di 300

Visitatori: oltre 30.000

 

  • Cosa Aspettarsi (Esempi)

le sette principali sono state: Campi di Design (Spa Fields); Piattaforma (Casa di Detenzione); Progetto (Giardino della Chiesa di St James –https://www.islington.gov.uk/~/media/sharepoint-lists/public-records/leisureandculture/information/adviceandinformation/20172018/20170717stjamesgardensenhancementsfeasibilitystudy.pdf; Elementi (Piazza di St John – http://www.british-history.ac.uk/survey-london/vol46/pp115-141); Collezione Britannica (Cripta sul verde); Dettaglio (L’Ordine di San Giovanni) e Luce (tessuto notturno)

  • Conversazioni

Il principale festival indipendente del design del Regno Unito è fondamentalmente una mostra dei principali marchi di mobili, illuminazione e superfici di tutto il mondo, oltre che locali. Si potrebbe pensare in Italia, universalmente riconosciuta come patria del buon design, di creare eventi gemelli ugualmente gratuiti che, come già accade per il Fuorisalone del Mobile a Milano e da quest’anno a Forlì, portino il design in città, tra la gente, tra le attività commerciali delle strade e viuzze. Realtà come il distretto della Sedia (Friuli Venezia Giulia) e quello del Mobile imbottito (Puglia e Basilicata) ad esempio dovrebbero dare visibilità e voce ai professionisti del design, promuovere le aziende del settore, collaborare con le scuole, creare sinergie e contaminazioni. Solo così anche queste realtà di design potranno essere “realizzate” al 100%, potenziando il loro nome ma anche quello di chi li circonda e li ospita.

 

Foto: Vita Cofano

Editing: Daniela Maruotti

Hotel Mediterraneo, la macchina del tempo

12 maggio 2018

Open House Roma: “interessante!”. L’ho scoperta un paio d’anni fa, quando un amico ha partecipato con un appartamento di cui aveva curato la ristrutturazione.

Un bel “Mi piace” alla pagina facebook, iniziative, aggiornamenti, finché un bel giorno appare la richiesta di volontari per l’edizione 2018. “Sarà per gli studenti”, mi dico, poi leggo i requisiti e non ci sono limiti di età, curioso: a 53 anni mi imbatto continuamente in limiti e divieti, più di quando ne avevo 17!

Invio il modulo di partecipazione e me ne dimentico, ma un bel giorno arriva la mail di convocazione, ritrovarsi in un’aula universitaria dopo decenni è strano, all’ex mattatoio poi, evocativo.

Mi assegnano l’Hotel Mediterraneo, ma cosa avrà di interessante questo albergo? Tutto! Una bellissima scoperta.

Oggi quasi tutti gli hotel appartengono a catene internazionali, il Mediterraneo invece è un rarissimo esempio di albergo ancora gestito dalla famiglia, i Bettoja, proprietaria dalle origini, e si nota in ogni dettaglio, in ogni scelta.

E’ una bella mattina di maggio quando varco la soglia dell’imponente edificio razionalista, ed è come attraversare uno stargate: mi trovo all’istante in un’atmosfera fine anni ’30, gli arredi, le poltroncine, le lampade di cristallo, gli imponenti lampadari, tutto è stato disegnato dallo stesso architetto Mario Loreti progettista dell’albergo, costruito nell’ambito del grandioso piano E42, in occasione dell’Esposizione Universale del 1942, che non si tenne mai. Tutto è originale dell’epoca.

A sinistra si trova l’ampia e luminosa Sala delle Mappe, con un’immensa mappa del Mar Mediterraneo a tutta parete, disegnata da Capizzano su decine di pergamene, recentemente restaurate, e girando lo sguardo non si può non notare un originale orologio da tavolo Art Decò. Scandisce regolarmente il tempo da ottant’anni ed è di una modernità impressionante.

Proseguendo nell’esplorazione degli ambienti, noto sulle pareti i pregevoli intarsi in legno con scene di argomento vario, fino ad imbattermi in un rebus, un grande disegno circolare ad intarsio, un vero rebus rimasto sino ad oggi irrisolto.

Giungo alla saletta bar, con il magnifico bancone originale e la copertura in mosaico celeste con stelle dorate, a figurare il cielo notturno. I salottini con tavoli e poltroncine d’epoca perfettamente restaurati.

In questi spazi sono state girate le scene di molti film, tra cui “The young Pope”, la serie “Il paradiso delle signore” e “Paul Getty”: un set cinematografico dal vero.

Di grande interesse architettonico è poi la scala, formata da lastre di marmo calacatta parzialmente sovrapposte l’una all’altra, in una struttura autoportante, con la balaustra di colonnine sagomate in marmo rosso levanto. Nonostante la massiccia presenza del marmo, l’impressione che se ne trae è di grande leggerezza ed eleganza.

Sullo stesso piano si apre la Sala delle Polene che mostra, quasi a reggere il soffitto, una serie di polene in legno tutte diverse una dall’altra; le lampade a muro sono sorrette da piccole raffinate sirene ed infine due grandi lampadari circolari, con decorazioni di argomento marinaro, a ricordare il nome dell’albergo.

La sala ristorante, un tempo ristorante “21” con accesso anche dall’esterno, colpisce immediatamente per il bellissimo mosaico sull’intera parete di fondo, anch’esso ad opera dell’artista Capizzano. Anche qui tutte le lampade, in vetro di Murano lavorato e colorato, sono originali dell’epoca, disegnate da Loreti e prodotte da Fontana Arte.

Originali anche gli arredi delle camere, dove l’innovazione tecnologica e la conservazione degli elementi storici convivono in modo pregevole.

In ultimo non posso non menzionare la terrazza al decimo piano, dalla quale si gode una vista su Roma a 360°, unica, poiché vi ricordo è il palazzo più alto di tutta la zona.

Al momento di lasciare l’edificio ho provato una leggera inquietudine, troverò di nuovo tutto al proprio posto, o si è trattato di una magnifica illusione?

SUGGESTIONI

Le foto sono di Viviana Cammalleri e Giulio Paolo Calcaprina. Tutti i diritti sono riservati.

Storia dell’Architettura per Fotomontaggio – LA CITTA’ INDIFFERENZIATA

1 maggio 2018

Pubblichiamo i risultati del Corso di “Storia dell’Architettura Contemporanea 1” (Docente: Mattia Darò) per l’Anno accademico 2017-2018, presso l’Istituto Europeo del Design di Roma, corso triennale in Interior Design.

Il corso è stato affrontato in una prima parte attraverso sei lezioni frontali tematiche articolate su 6 diversi temi caratterizzanti la storia dell’architettura contemporanea, dal 1750 a oggi.

LA CITTA’ INDIFFERENZIATA (LA CULTURA DELLA METROPOLI)/EUR

La cultura urbana dello sviluppo delle città contemporanee secondo i modelli culturali della modernità affermatisi come idea di un paesaggio metropolitano: dall’autoritarismo del barone Haussman all’esplosione del manhattanismo via il Plan Voisin.

Ossessione dell’architettura è la reiterazione degli elementi della composizione che poi diventano un paesaggio ben preciso. Un chiaro episodio di città indifferenziata romana è l’EUR, quartiere nato per essere un’esposizione mai avvenuta e poi divenuto quartiere direzionale: Abbandonati fa dialogare alcuni edifici simbolo dell’EUR con alcuni progetti di Sant’Elia, così radicati nell’ìmmaginario degli architetti; Biagini immagina la brandizzazione contemporanea del Palazzo della Civiltà Italiana; Di Vito invece ne immagina una katastilosi e quindi una sua “ruderizzazione” per avvicinarlo sempre più al suo riferimento iconico, il Colosseo; Migliaccio e Mucci immaginano e progettano uno skyline del “colosseo quadrato” immerso nel paesaggio archelogico dei fori imperiali; Moroni e Siamanna ridisegnano Piazza Venezia, uno dei luoghi più simbolici di Roma, sostituendo al Vittoriano proprio il Palazzo della Civiltà Italiana.

Filippo Maria Abbandonati

 

Giulia Biagini

 

Messua Di Vito

 

Giorgio Migliaccio e Ludovica Mucci

 

Benedetta Maria Moroni e Serena Sciamanna

 

 

Storia dell’Architettura per Fotomontaggio – Contestuale Riflessivo

31 marzo 2018

Pubblichiamo i risultati del Corso di “Storia dell’Architettura Contemporanea 1” (Docente: Mattia Darò) per l’Anno accademico 2017-2018, presso l’Istituto Europeo del Design di Roma, corso triennale in Interior Design.

Il corso è stato affrontato in una prima parte attraverso sei lezioni frontali tematiche articolate su 6 diversi temi caratterizzanti la storia dell’architettura contemporanea, dal 1750 a oggi.

CONTESTUALE RIFLESSIVO/CASA PAPANICE

La riflessione sulla disciplina stessa, tema spesso perseguito spesso in antitesi dei presupposti della modernità: dall’inquinamento decorativo dei precursori dei grattacieli Adler e Sullivan al postmodernismo via la alpine architecture di Bruno Taut

Osservare come metodo per progettare. L’esperienza di Paolo Portoghesi è senz’altro emblematica in questo tipo di approccio compositivo. Casa Papanice fa parte di una serie di lavori che mette assieme la sua passione critica per il barocco romano (per Borromini in particolare) con il suo approccio progettuale: Biagini mimetizza la palazzina in una foresta di canne di bambù simili al sistema di canne della facciata; Lucchetti scherza con l’interno della casa riconducendolo alla sala di controllo del film Star Trek; Moroni e Sciamanna sostituiscono un edificio della barocca Piazza Sant’Ignazio con il profilo di Casa Papanice; Russo dissolve la pianta architettonica in una composizione di Kandinsky.

Giulia Biagini

Giorgio Lucchetti

Benedetta Maria Moroni e Serena Sciamanna

Rebecca Russo

 

Storia dell’Architettura per Fotomontaggio – Trascendenza

31 marzo 2018

Pubblichiamo i risultati del Corso di “Storia dell’Architettura Contemporanea 1” (Docente: Mattia Darò) per l’Anno accademico 2017-2018, presso l’Istituto Europeo del Design di Roma, corso triennale in Interior Design.

Il corso è stato affrontato in una prima parte attraverso sei lezioni frontali tematiche articolate su 6 diversi temi caratterizzanti la storia dell’architettura contemporanea, dal 1750 a oggi.

TRASCENDENZA PROGRAMMATICA/UNITA’ ORIZZONTALE DI LIBERA

La modernità ha segnato l’affermazione della ragione, che nei suoi capolavori è confluita in un funzionalismo trascendente : dall’enciclopedismo di Durand all’invenzione dell’infrastruttura del tempo libero del Centre Pompidou via le dom-komuna.

L’anima matematica degli architetti diventa trascendentale quando oltrepassa la ragionevolezza della logica. L’unità di abitazione orizzontale, progetto di Adalberto Libera, possiede questo spirito basti pensare che il rigore compositivo si confronta con l’ispirazione del tessuto delle casbah viste da Libera in un suo viaggio in Marocco: Migliaccio e Mucci ridefiniscono i giardini del Quirinale immergendoci l’unità orizzontale; Napolitano e Sacco la posizionano invece sulla sommità di un’edificio astratto; Russo immerge l’unità nella dimensione onirica della “Notte stellata” di Van Gogh.

Giorgio Migliaccio e Ludovica Mucci

Raffaella Napolitano e Anna Sacco

Rebecca Russo