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Professional day: un flop annunciato

E’ stato davvero desolante partecipare alla manifestazione di oggi a Roma all’Auditorium della Conciliazione.

Il professional day era stato annunciato da tempo, ma la totale mancanza di comunicazione e le modalità di organizzazione dell’evento, senza coinvolgere minimamente gli ordini provinciali, le associazioni, gli iscritti, avevano fatto capire in anticipo che sarebbe stato un fallimento.

Per il solito balletto di gelosie, invidie, giochi di potere, i Consigli nazionali non hanno collaborato con gli ordini provinciali, le casse non si sono impegnate a fare un’adeguata comunicazione agli iscritti, nessuno ha mandato una sola mail agli iscritti per invitarli a partecipare, sembrava che tutti avessero l’interesse a far fallire la manifestazione, è stata la dimostrazione dell’inutilità di questi organismi che ci rappresentano e che ci costano.

Tutto mi sarei aspettato, ma vedere che il CUP (Comitato Unitario Professioni) che coordina più di 20 tra Federazioni e Consigli Nazionali che rappresentano tutti i professionisti italiani (2.100.000 persone) non sia riuscito, in un momento come questo di fortissimo attacco alle professioni, a riempire una sala di 1.000 persone, dimostra la totale assoluta mancanza di rappresentatività.

Gli iscritti non si sentono minimamente rappresentati da un organismo che non condividono, del resto gli ordini non rappresentano soltanto i liberi professionisti, ma anche i dipendenti pubblici e privati e altri.

Sul sito del CUP fino a ieri scrivevano:” Si svolgerà in tutta Italia il prossimo 1 marzo la più grande manifestazione di ogni tempo dei professionisti ordinistici con sedi in tutte le città d’Italia, in collegamento con la sede centrale di Roma”.

Oggi dovrebbero scrivere il più grande flop di tutti i tempi, altro che giornata dei professionisti è stato il funerale dei professionisti, sembrava di stare sul Titanic che affonda con la banda che continua a suonare.

E’ stato davvero desolante arrivare alle 10.00 e vedere la sala praticamente vuota, alle 10.40 sono iniziati i lavori con meno di 500 persone presenti e abbiamo assistito alla passerella dei Presidenti Nazionali che hanno fatto la loro vetrina senza fare affermazioni degne di nota, i consulenti del lavoro hanno parlato più di tutti ben 4 interventi, del resto il Presidente del CUP Marina Calderone è Presidente Nazionale dei Consulenti del Lavoro.

Hanno sfilato: biologi, agronomi, periti tecnici, notai, ingegneri, architetti, commercialisti, giornalisti, farmacisti, medici, veterinari, un gran calderone organizzato non a caso dalla Calderone, in cui sono state accostate professioni che non hanno nulla in comune con problemi e esigenze completamente diverse.

I pochi politici intervenuti hanno fatto dichiarazioni scontate e di facciata, non c’è stato un solo intervento decente e in linea con una manifestazione che doveva rappresentare il forte disagio che stanno vivendo in Italia i professionisti.

Naturalmente non ne hanno parlato i telegiornali, i siti web dei quotidiani, come se non fossimo esistiti.

  • Bisognava gridare con forza l’importanza delle professioni intellettuali in Italia che dovrebbero rimanere libere e non sotto ricatto di un padrone;
  • bisognava denunciare con forza la drammaticità della condizione in cui versano migliaia di giovani professionisti;
  • bisognava denunciare con forza l’assurdità delle leggi che ci riguardano;
  • bisognava rivendicare con forza l’enorme differenza tra un attività professionale e un’attività commerciale;

bisognava fare molto altro, ma niente di tutto questo, qualche video intervista, qualche giovane buttato li per caso, ma una manifestazione davvero inutile.

L’intervento del nostro Presidente del CNA è stato poi disarmante, tutto ciò che è stato capace di dire in quei pochissimi minuti a disposizione (2 o 3) è che noi architetti dobbiamo rinunciare a qualcosa e che in Italia se si interviene sugli edifici esistenti con tecnologie bioclimatiche si possono risparmiare 8 centrali nucleari.

E’ la dimostrazione che siamo alla frutta.

Noi architetti non abbiamo nessuno che ci rappresenta, gli ordini, i Consigli Nazionali sono degli zombie che camminano, noi di amate l’architettura ci stiamo provando a creare qualcosa che ci possa rappresentare, la rete 150K nasce per questo, facciamoci le nostre proposte e presentiamocele da soli, non possiamo farci più tutelare da questi personaggi che si sono visti oggi a Roma, è necessario però l’impegno di tutti se vogliamo salvarci.

Non voglio essere pessimista, ma ho l’impressione che siamo una razza in via di estinzione, c’è chi, come ultimo atto disperato, si rivolge al Presidente della Repubblica, ma ormai ci vorrebbe un miracolo!!!