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L’Ordine afferma che le Università non possono progettare e Alemanno presenta un’opera da 100 milioni di euro progettata dall’Università

Sembra fatto apposta: martedì 26 luglio l’Ordine degli Architetti di Roma pubblica una circolare inviata a tutti i comuni della Provincia di Roma in cui si afferma che le Università non possono progettare facendo riferimento alla sentenza del Consiglio di Stato n. 10 del 3 giugno 2011,il giorno dopo il Sindaco di Roma Gianni Alemanno, il Rettore dell’Università Sapienza Luigi Frati, l’Assessore ai Lavori Pubblici Fabrizio Ghera e alcuni docenti a tempo pieno in cravattino, presentano il progetto per il Campus universitario di Pietralata, un’opera da 100 milioni di euro progettata da due Dipartimenti della Facoltà di Architettura di Roma Sapienza, in barba a tutte le norme!!!

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Il Progetto prevede la realizzazione di: residenze per studenti, campus bio medico, nuove facoltà e centri di ricerca, nuova sede dell’istat, palazzetto dello sport da 1500 posti, attrezzature sportive, riqualificazione di fabbriche dismesse e di edifici abusivi, nuova sede del mercato e nuovi collegamenti stradali.

L’iter  è stato  lungo e complesso, (ne parleremo in seguito), quello che più colpisce è che viene realizzata un’opera così importante per la città di Roma e gli architetti romani e non solo sono completamente tagliati fuori, perché la progettazione preliminare e definitiva viene affidata direttamente senza alcuna gara, dal rettore della Sapienza, a due dipartimenti della facoltà di Architettura di Roma Sapienza, (il Comparto 1 Nord assegnato per la progettazione al Dipartimento ARCOS e il Comparto 2 Sud assegnato per la progettazione al  Dipartimento DiAR). vedi link

Il Dipartimento DIAR per non dare nell’occhio ha articolato la progettazione su due piani principali: quello vero e quello finto ovvero sperimentazione progettuale sotto forma di workshop dei dottorandi. La prima è stata guidata dal responsabile scientifico Raffaele Panella, la seconda da Lucio Valerio Barbera. Entrambe hanno lavorato insieme ad un comitato scientifico del DiAR presieduto da A. Terranova e costituito da L.V.Barbera, A. Greco, R.Panella, G.Rebecchini, P.O.Rossi, R.Secchi.

Per confondere maggiormente le acque, avevano fatto anche un Concorso di idee “A qualcuno piace campus”, riservato ai giovani sotto i 30 anni.

Ci piacerebbe sapere dove vanno a finire i soldi delle parcelle (si parla di alcuni milioni di euro) ai dipartimenti? ai docenti? a entrambi? ai dottorandi? in beneficenza?

Naturalmente poi tutte le progettazioni esecutive e le realizzazioni sono aggiudicate con bandi a procedura ristretta/appalti integrati in cui si affida anche la gestione, come per le residenze universitarie affidate a ecosfera.

Inutile ricordare che l’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici di Lavori, Servizi e Forniture e il Consiglio di Stato hanno ribadito che i Dipartimenti e i docenti a tempo pieno non possono svolgere incarichi (vedi la Deliberazione 179 del 26/06/2002sentenza del Consiglio di Stato n. 10 del 3 giugno 2011).

Ora io mi chiedo il Consiglio di Stato emette una sentenza importante, l’Ordine degli Architetti invia una Circolare in cui dice: ” le Università non possono partecipare a gare per affidamento di incarichi di progettazione e di altre prestazioni professionali relative a lavori pubblici o privati, né ricevere simili incarichi per affidamento diretto“, ma l’Università se ne frega e continua a fare i suoi comodi.

Noi architetti a chi ci dobbiamo rivolgere per farci tutelare?

ai Sindacati?

all’Ordine?

alla magistratura?

al mago merlino?

Noi di amate l’architettura faremo subito un esposto all’Autorità di vigilanza sui Contratti Pubblici di Lavori, Servizi e Forniture e ci auguriamo che l’Ordine, oltre a inviare circolari, intervenga in sede giudiziaria per denunciare questo scandalo.

La cosa strana è che in un articolo dell’espresso del 2007 si parla di: ” un ricorso al Tar  contro la procedura seguita dalla Sapienza di affidare la progettazione delle nuove sedi ad alcuni professori di Architettura e di Ingegneria. Un incarico deciso senza alcun bando pubblico. Una procedura difesa dal rettore della Sapienza, Renato Guarini, che parla solo di «attività di ricerca universitaria» e non di «incarichi professionali». L´attività di progettazione, comunque, costerà solo per gli onorari circa 20 milioni di euro. Ora anche su queste parcelle d´oro la Procura vuole vederci chiaro“.

Possibile che tutto sia finito nel nulla?

230.000 metri cubi sono ricerca universitaria?

Ci auguriamo che gli organi competenti intervengano per ridimensionare questo strapotere delle Università.

Per tornare al campus di Pietralata non vi avevo detto una cosa importante, i 230.000 metri cubi se li progetteranno e realizzeranno da soli, ai noi comuni mortali ci danno la possibilità di progettare il parco che sarà affidato con un concorso internazionale.

Seguiremo la vicenda e vi terremo informati.

CRONOSTORIA DEL PROGETTO PIETRALATA DAL SITO DELL’UNIVERSITA’

In base alla convenzione del 23 marzo, nei prossimi tre anni saranno realizzati edifici per circa 230 mila metri cubi e 71.640 metri quadri di superficie: un vasto complesso per la ricerca con residenze per studenti e docenti, nel cuore del sistema direzionale che si va sviluppando. Nel campus troveranno dunque posto, oltre alle residenze, strutture di ricerca clinica e degenza con un polo internazionale di biotecnologie mediche. “Una seconda città universitaria di fatto”, ha detto il rettore Frati. Il tutto comporterà un investimento di circa 100 milioni di euro.

La Nuova sede della Sapienza a Pietralata risale a una precisa scelta del Piano di Decongestionamento dell’Ateneo romano, approvato dal Senato Accademico il 28 Maggio 1999 e il 1 Giugno 1999 dal Consiglio di Amministrazione dello stesso Ateneo, e definitivamente approvato dal MIUR tre anni dopo (D.M. n. 44 dell’11/03/03). Tale scelta rendeva concreta la volontà di radicare una parte importante dell’Ateneo nell’area che più delle altre aveva mostrato di essere parte attiva nello sviluppo produttivo e sociale della Capitale: Roma Est.
La scelta dell’insediamento di Pietralata fu poi trasferita al PAG, il Piano di Assetto Generale, che presiede allo sviluppo urbanistico e edilizio dell’Ateneo sul territorio del Comune di Roma, approvato il 16 aprile 2003, consentendo l’avvio della fase attuativa. L’approvazione del Piano della Sapienza, sancita dall’unanimità dei consensi dall’assemblea consiliare capitolina, segna una fase nuova dei rapporti tra l’Università e la Città preparata da un lavoro intenso di contatti e di scelte condivise che inizia con il Protocollo d’intesa siglato il 13 Gennaio 1997 tra il MURST, la Regione Lazio, il Comune e la Provincia di Roma. Questa fase prosegue felicemente con il Protocollo del 20 Aprile 1998 firmato dal Comune e dalla Sapienza, e trova una conclusione importante con il Protocollo del 6 Aprile 2000 che chiama in causa tutti gli enti territoriali proprio sulle scelte fatte dal Piano di Decongestionamento.
Il carattere strategico dell’area dell’ex SDO di Pietralata per l’urbanistica romana e il coinvolgimento nel programma dell’Amministrazione centrale dello Stato, hanno richiesto una vasta concertazione anche con quest’ultima.

Questa consultazione è iniziata nell’aprile 2000, ed ha fatto registrare importanti successive intese (9 settembre 2003) tra il Comune di Roma, la Provincia e alcune rilevanti istituzioni statuali ed enti di rilievo nazionale, tra le quali l’ISTAT.
Nel corso della concertazione la richiesta della Sapienza di un lotto di 90 mila mq di SUL nell’area in questione era stata inizialmente ridimensionata e limitata a 60 mila mq, per poi attestarsi sui 71.640 mq attuali, assegnati definitivamente alla Sapienza con Delibera consiliare del 26 luglio 2006.

Sull’area oggi è operativo il Piano Particolareggiato del Comprensorio di Pietralata, curato dall’Ufficio Sistema Direzionale Orientale, poi divenuto Ufficio Progetti metropolitani del Comune di Roma. Questo P.P. è stato adottato dal Comune di Roma l’11 luglio 1997 e approvato con D.R.L. n 79 del 24 gennaio 2001; esso è stato frutto di una progettualità alla quale hanno partecipato illustri esponenti della cultura architettonica italiana ed europea. Nell’area più direttamente interessata alla centralità direzionale (Area A), il Comune di Roma ha elaborato un “Progetto Unitario” in forma di schema planivolumetrico, all’interno del quale si situa il progetto del Comparto 2. Tale progetto è stato approvato dalla A.C. con Delibera di Giunta n 169 del 30/03/04 ed è stato altresì approvato dalla Conferenza di Servizi ex art. 4 della legge 396/90 in data 1/08/05.
In questo modo si sono create le premesse giuridiche e materiali per l’intervento in oggetto.
La Progettazione Preliminare e Definitiva della Nuova sede della Sapienza dI Pietralata viene affidata al Dipartimento di Architettura e Costruzione – ArCoS e al Dipartimento di Architettura – DiAR con Decreto Rettorale del 12 ottobre 2006.
Con successiva lettera del 26 ottobre il ProRettore per l’Edilizia ha stabilito che l’area della Sapienza è articolata in due Comparti equipollenti di circa 35.820 mq: il primo a Nord – Comparto 1 – la cui progettazione sarà curata da ArCos, il secondo, che guarda alla città a Sud – Comparto 2 – che sarà curato progettualmente dal DiAR, nei modi che ci apprestiamo a illustrare.
Il Decreto Rettorale del 15 dicembre 2006 esplicita, infine, i contenuti del progetto destinando il Comparto Sud – che viene fissato definitivamente in mq 36.640 – alla Facoltà di Farmacia e alla realizzazione di Laboratori di Biotecnologia o altri laboratori sperimentali dell’area medico-farmaceutica. Nella stessa data, un secondo Decreto Rettorale ribadisce la scelta funzionale sopra indicata nel contesto di un primo piano generale programmatico che riguarda le Facoltà, nonché i Dipartimenti e le strutture didattiche e di ricerca correlate. Il Decreto avverte molto responsabilmente che il piano programmatico diverrà un vero e proprio piano edilizio definitivo solo quando si potrà contare effettivamente sui nuovi spazi
La situazione della Facoltà di Farmacia è del tutto singolare per la molteplicità dei siti ai quali essa deve ricorrere per svolgere la sua funzione istituzionale, segnatamente quella didattica. La evidente criticità nella dotazione di spazi giustifica la preoccupazione delle Autorità accademiche espressa nella scelta programmatica di predisporre spazi del tutto nuovi nei quali trasferire le funzioni della Facoltà. L’indicazione dei Laboratori di Biotecnologia, rafforzata dal richiamo all’area medico-farmaceutica, è evidente espressione della volontà di voler attuare una politica della Sapienza rivolta ai segmenti innovativi della ricerca incentrata sulle nuove tecnologie applicate alla biologia nelle sue diverse espressioni.
Si tratta in sostanza di costituire un Polo delle Biotecnologie della Sapienza (PBS) in grado di valorizzare il grande patrimonio di cervelli, di esperienze e di strutture ora disperse sul territorio, con le sinergie che sono realizzabili attraverso la multidisciplinarità. Contemporaneamente, solo una forte concentrazione delle strutture di ricerca in questo settore può competere a livello nazionale e europeo trovando le giuste sinergie con le pubbliche istituzioni le strutture produttive private. Una parte dei laboratori riteniamo possa essere anche reso disponibile proprio per i privati. E’ questa una opportunità unica per la città di Roma e per la Sapienza, irripetibile almeno nel tempo medio guardando alle restanti opportunità insediative dell’Ateneo
Al presente Progetto Preliminare spetta il delicato compito di definire i termini della fattibilità del programma insediativo previsto, realizzando un organismo in grado di rispondere alle domande presenti con l’impiego delle tecnologie più avanzate, ma dotato anche di quella duttilità necessaria a far fronte a futuri sviluppi, nient’affatto ipotizzabili oggi sia per la oggettiva novità delle aree scientifiche coinvolte, sia per l’instabilità del quadro economico e istituzionale della ricerca scientifica.

Il nuovo insediamento, inoltre, deve adattarsi alla struttura urbanistica ipotizzata per la nuova Centralità di Pietralata, che presenta un carattere contraddistinto da una elevata densità e da estesi vincoli che limitano fortemente le tipologie, le altezze degli edifici e i rapporti di confinanza.
Questo insieme di presupposti e di vincoli, d’altra parte, rappresenta anche la garanzia che la Nuova sede della Sapienza di Roma Est diventi realmente un pezzo di città viva, in grado di dialogare con le strutture urbane e i cittadini che vi insistono: il contrario esatto della cittadella degli studi recintata e preclusa alla città che ha caratterizzato il progetto Piacentiniano della Città Universitaria.