Articoli marcati con tag ‘Consiglio dell’Ordine di Roma’

Elezioni di Roma, chiediamo di organizzare un incontro aperto a tutti i candidati

25 settembre 2017

In vista del rinnovo del consiglio dell’Ordine di Roma abbiamo notato una certa latitanza, da parte delle istituzioni, nel creare le condizioni per un confronto aperto tra tutti i candidati.

Sarà stata colpa del commissariamento oppure dell’agenda troppo fitta di chi avrebbe il dovere di occuparsi di queste cose. In ogni caso abbiamo deciso di provare a sollecitare il Consiglio reggente e a proporci come moderatori super partes.

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Riportiamo qui di seguito la lettera che abbiamo inviato al Consiglio dell’Ordine degli Architetti PPC di Roma e al Presidente del Comitato Tecnico Scientifico della Casa dell’Architettura, Arch. Alfonso Giancotti.

“Spettabile Consiglio dell’Ordine degli Architetti p.p.c. di Roma,
approssimandosi le elezioni per il rinnovo del Consiglio dell’Ordine, in
qualità di iscritto e di presidente di “Amate l’Architettura – Movimento per
l’Architettura Contemporanea”, associazione che fin dal 2009 si occupa della
promozione ed il miglioramento dell’Architettura italiana, anche a livello
istituzionale, con la presente vi chiedo formalmente la disponibilità della
Casa dell’Architettura per un incontro plenario con tutti i candidati alle
prossime elezioni e con gli iscritti interessati, affinché essi possano
illustrare i loro programmi elettorali e possano rispondere ad eventuali
quesiti posti dagli iscritti interessati.
Non avendo un diretto interesse alle prossime elezioni, se non quello di una
massimo coinvolgimento degli iscritti all’Ordine, vi comunico che oltre ad
organizzare l’incontro e a promuoverlo sui nostri canali, oltre quelli
dell’Ordine, l’associazione che presiedo è anche disponibile a moderare le
presentazioni ed eventuali contribuiti.
Vi chiediamo una cortese e pronta risposta per avere il tempo minimo per
organizzare l’evento in tempo utile, possibilmente nella prossima settimana.
Vi saluto distintamente.
arch. Giulio Paolo Calcaprina”
Attendiamo fiduciosi qualche risposta.

COMUNICATO

3 settembre 2016

 

Gentili lettori e colleghi architetti, il 26/08/2016 il presidente dell’Ordine degli Architetti di Roma, Alessandro Ridolfi, ha intrapreso una iniziativa di solidarietà alle popolazioni terremotate pubblicando in un comunicato una richiesta generica di invio progetti e proposte per i luoghi colpiti da sisma, specificandone le modalità di invio.
Amate l’Architettura ritiene questa iniziativa lesiva della dignità degli architetti e delle popolazioni interessate perché contraria ad ogni buona regola progettuale, in quanto mancante di una opportuna analisi preventiva dei luoghi, ed in quanto non espressamente richiesta, in questi termini, dalle popolazioni sinistrate.
Per questo motivo, il 30 agosto, abbiamo inviato una PEC al Presidente ed ai Consiglieri, chiedendone l’immediata rinuncia all’iniziativa ed la rimozione dal sito della comunicazione, nonché la dovuta informazione agli iscritti, riservandosi azioni nelle opportune sedi se tutto ciò non sarebbe avvenuto entro 48 ore.
Per tutta risposta l’Ordine ha integrato inizialmente il testo dell’annuncio con una specifica che non rettificava, nella sostanza, l’iniziativa, ma ha ingenerato ulteriore confusione. Poi, a 5 giorni di distanza dall’annuncio, è stata ulteriormente modificata la comunicazione, togliendo i riferimenti diretti ai “progetti da inviare”, senza tuttavia comunicare la rettifica ai 20.000 iscritti.
In queste ore molti architetti stanno inviando un esposto alla Commissione deontologica dell’Ordine di Roma perché tale iniziativa potrebbe avere violato ben 12 articoli del codice deontologico degli Architetti, ma ancora di più ha violato il rispetto dei morti del sisma dando adito a critiche di opportunismo levatesi da moltissimi colleghi e testate specializzate.
Nel tempo a venire vi terremo informati sull’esito della vicenda.
Se qualche collega architetto, indignato come noi, intendesse condividere il nostro operato, ci contatti sulla pagina Facebook o all’indirizzo info@amatelarchitettura.com

 

Architetti nuovi poveri

2 febbraio 2016

La difficile condizione lavorativa degli Architetti è sempre più sulle pagine dei giornali italiani ed anche noi, sul nostro canale facebook, assistiamo a dei veri e propri fenomeni virali di rete ogni volta che rilanciamo l’argomento.
Come associazione stiamo cercando di muoverci nella realtà innanzi tutto promulgando il dibattito per trovare, però, soluzioni e proposte che possano avere un peso ed un ascolto politico vero.
A questo link vi proponiamo il primo stralcio di una video-intervista a due giovani architetti Paola Ricciardi e Marco Lombardini, rispettivamente consigliere dell’Ordine di Roma e delegato Inarcassa di Roma.

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Le ragioni del nostro sostegno ad “Amate il Cambiamento”

21 settembre 2013

E’ ormai di dominio pubblico la presentazione della lista Amate il Cambiamento, sostenuta dal Movimento Amate l’Architettura.

Non abbiamo però, finora, spiegato le ragioni della nostra scelta.

Dobbiamo premettere che, contrariamente a quanto alcuni pensano, non è stata una scelta facile quella di presentarsi o no alle elezioni.

Il nostro Movimento è nato inizialmente per promuovere l’architettura contemporanea ma, con il tempo (e non ce n’è voluto molto), ci siamo resi conto che non si può parlare di Architettura (contemporanea) se non ci sono le condizioni per la professione di architetto, come accade in Italia.

Preso coscienza di questo, abbiamo indirizzato la nostra azione maggiormente su un piano sociale: rispetto delle regole, definizione delle competenze, condizioni della professione.

Se si vuole cambiare una società, si deve operare nel proprio raggio d’azione.

Se in queste elezioni si sono presentati ben 108 candidati (di cui 30 legati al Consiglio uscente e 78 antagonisti) vuole dire che abbiamo operato bene ed una piccola parte del merito è nostra.

Se a fine luglio è stata convocata un’assemblea aperta sui temi più scottanti dell’Ordine e della professione è anche perché noi l’abbiamo chiesta ben un anno prima, con una sottoscrizione di 555 iscritti all’Ordine.

Se tutte le liste, perfino quelle legate al Consiglio uscente (Diritto all’Architettura e Next arch), si sciacquano la bocca parlando di trasparenza è perché sono anni che facciamo battaglie, all’interno dell’Ordine, in suo nome.

Ci chiediamo come possano invocarla candidati che sono attivi da molti anni (anche 12!!) nella gestione – opaca – dell’Ordine.

E’ per i motivi esposti che da molto tempo abbiamo messo sotto la lente d’ingrandimento il funzionamento dell’Ordine di Roma.

Progressivamente ci siamo resi conto che in più di un decennio questa istituzione è stata trasformata in un meccanismo autoreferenziale, dove venivano promosse iniziative di vario genere senza consultare la base, gli iscritti.

Ha bisogno di una TV o di una radio un Ordine? E di una casa editrice che “casualmente” pubblica i libri scritti dai propri consiglieri? E tutta la sarabanda di mostre, manifestazioni, vernissage e kermesse a chi hanno giovato? E’ migliorata la reputazione dell’architetto nell’immaginario collettivo?

E’ vero che l’Ordine, vecchia istituzione fascista ingessata nella capacità gestionale, ha bisogno, in alcuni casi, di utilizzare società partecipate per gestire più agilmente strutture e attività, ma perché queste società non devono rispondere anche all’ultimo degli iscritti? Perché gli accessi agli atti vengono rifiutati (provate a farlo, a noi l’hanno negati) in quanto società private, pur se partecipate dall’Ordine, pagate cioè con i soldi nostri, vostri.

E che dire della Fondazione, fatta approvare a forza assieme al bilancio, finanziata con 50.000 euro presi dalle nostre tasche, senza neanche divulgare lo Statuto. Come se fosse un segreto di stato.

Questo Statuto è talmente indecente che permette la situazione – paradossale – di non fare decadere i Consiglieri e il presidente dimissionari dal Consiglio dell’Ordine.

E’, in estrema sintesi, un’istituzione emanata dall’Ordine, finanziata dagli iscritti ma completamente fuori dal controllo dell’Ordine.

Cari colleghi, qui c’è gente che ci tratta come sudditi mentre queste istituzioni dovrebbero essere al nostro servizio.

E ancora, mentre il Consiglio uscente suonava i suoi valzer come l’orchestrina del Titanic, il governo, con l’odiosa connivenza degli Ordini e del CNAPPC (link), varava riforme insostenibili per gli architetti e l’Inarcassa metteva in essere la più iniqua riforma tra le possibili.

Cosa è stato fatto per sostenere almeno i più deboli tra gli iscritti? Nulla!

E’ l’indignazione per tutto questo e altro la ragione per cui ci siamo impegnati a sostenere una lista e al contempo è la voglia di passare dalla fase di critica alla fase propositiva, di metterci in gioco in prima persona.

L’azione che abbiamo promosso vuole essere un paradigma del modo con cui vogliamo gestire l’Ordine: un modo inclusivo ed aperto.

Nella lista ci sono solo tre rappresentanti di Amate l’Architettura. Tutti gli altri candidati, tra i quali spicca una significativa presenza di giovani colleghi, condividono la nostra visione e vogliono come noi, in piena autonomia, modificare radicalmente questa istituzione.

Cari colleghi, avete l’occasione di passare dalla generica lamentela alla possibilità di rinnovare completamente un’istituzione allo sbando.

Per questi motivi vi chiediamo di sostenere, come stiamo facendo noi, la lista “Amate il Cambiamento”.

Giulio Paolo Calcaprina, presidente di Amate l’Architettura.

Il Presidente dell’Ordine di Roma si dimette, e il Consiglio?

Rimaniamo sconcertati e perplessi di fronte alle dimissioni annunciate da Amedeo Schiattarella lo scorso lunedì.

Dimissioni espresse sotto forma di una lettera contraddittoria, corriva e non istituzionale, nella quale il quasi ex Presidente vorrebbe farci capire che, dopo 14 anni vissuti combattendo contro tutto e tutti, si dimette a causa “un piccolo gruppo di componenti della nostra comunità” la cui colpa sembra essere stata semplicemente quella di sollevare delle obbiezioni su dei temi che lui stesso ci ricorda.

Sono mesi infatti che al nostro Ordine viene chiesto di aprire un confronto libero e aperto “sulla formazione permanente, sulla Fondazione, sulle quote di iscrizione, sui bilanci dell’Ordine, sulle priorità che l’Ordine si è dato, sulle forme ed i modi della sua organizzazione”; invano.

Questa ridicola resa preventiva appare un po’ come l’azione del bambino che si porta via la palla in mezzo a una partita dopo che gli hanno fischiato il fallo.

In genere le dimissioni si rassegnano quando non ci sono più le condizioni per portare avanti il proprio ruolo, per il fallimento del proprio programma o perché non si hanno più i necessari requisiti morali per rivestire una carica istituzionale.

Una lettera di dimissioni dovrebbe spiegare questo.

Nulla di tutto ciò compare nella lettera di Amedeo Schiattarella. In assenza di motivazioni credibili queste dimissioni non possono che apparire come un riposizionamento strategico.

Quali che siano le motivazioni resta il fatto che le questioni sollevate costituiscono aspetti cruciali che sono nella completa responsabilità del Consiglio dell’Ordine e che interessano direttamente e in prima persona la comunità degli architetti romani; questioni sulle quali è stata negata qualsiasi forma di libero confronto.

Eppure sin dal lontano 1999, Schiattarella veniva eletto presidente con un programma che prometteva: “apertura agli iscritti delle sedute del Consiglio, pubblicazione dell’ordine del giorno, pubblicazione delle delibere ed Assemblee periodiche per la verifica del programma”.

Solo il mancato rispetto di queste promesse elettorali sarebbe stato sufficiente, per noi, a dare sostanza alle dimissioni del Presidente. Non c’era bisogno di tante giustificazioni.

A questo punto la logica e l’etica richiederebbero che l’architetto Amedeo Schiattarella rassegnasse le dimissioni anche da tutti gli incarichi che riveste in virtù della sua carica, prima tra tutte la Presidenza della Fondazione. Noi ci aspettiamo questo gesto.

Ci aspettiamo inoltre le dimissioni dell’intero Consiglio dell’Ordine che, avallando tutte le scelte politiche di questa presidenza, è stato corresponsabile della gestione di questi anni.

L’opacità della gestione economica del bilancio dell’Ordine e soprattutto delle società a responsabilità limitata che fanno capo all’Ordine, la mancanza di procedure degne di una amministrazione pubblica nell’affidamento degli incarichi, senza una selezione per merito e per titoli, sono responsabilità che ricadono pienamente sui consiglieri che hanno votato a favore di questi provvedimenti.

La difficoltà di accesso alle informazioni sulla gestione interna dell’Ordine, che abbiamo riscontrato direttamente in questi anni e che abbiamo verbalizzato nelle assemblee di bilancio, è inammissibile.

Forse non è un caso che queste dimissioni arrivino a poca distanza dall’accesso agli atti, che abbiamo effettuato alla fine dello scorso anno, relativo al compenso delle spese legali per il ricorso sulla mancata elezione del presidente Schiattarella al CNA. Ricorso pagato con il denaro di tutti gli iscritti ma che, come dice la motivazione del respingimento del ricorso da parte del TAR, relativo all’interesse di un singolo.

Un fatto gravissimo al quale daremo seguito nelle sedi opportune.

Una iniziativa condotta con l’avallo del Consiglio.

E’ per questo motivo riteniamo doveroso che, a seguito delle dimissioni del presidente Schiattarella, seguano le immediate dimissione anche da parte di tutto il Consiglio in carica e venga commissariato l’Ordine.