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Mercoledì 8 febbraio 2012: si parte con 150K ARCHITETTI

Si parte con 150K ARCHITETTI !!!!!

Invitiamo tutti a partecipare, intervenendo all’Assemblea o inviando il proprio contributo via mail a info@amatelarchitettura.com

C O M U N I C A T O    S T A M P A


Il Movimento “Amate l’Architettura” promuove l’Assemblea aperta

150K ARCHITETTI

Mercoledì 8 febbraio 2012  alle ore 17.00

Sala Convegni della Città dell’Altra Economia

Largo Dino Frisullo, Campo Boario (ex Mattatoio) - Roma

Per il recupero della dignità della professione dell’architetto, per l’accesso e la tutela dei giovani nel mondo della professione, per incarichi pubblici all’insegna della trasparenza, per una Legge sull’Architettura, per una Cassa previdenziale equa.

Il Movimento invita alla  mobilitazione: Professionisti, Associazioni, Enti e Istituzioni, per invertire una tendenza in atto che vede il declino dell’architetto e di tanti altri liberi professionisti che, nel processo di trasformazione del territorio, sono indispensabili per una maggiore qualità dell’architettura nel nostro paese.

L’Assemblea sarà il punto di partenza per altre iniziative che dovranno rispondere con forza alla totale assenza della politica che ha portato alla deriva e ha emarginato la figura dell’architetto, relegandolo al ruolo di mero strumento operativo dei propri interessi e della speculazione.

L’Assemblea punterà ad obiettivi definiti, chiari, e raggiungibili quali:

  • presentare proposte concrete e di riforma su: Liberalizzazioni, Ordini professionali, Legge per l’Architettura, Codice dei contratti, Formazione universitaria, Competenze professionali, Procedure dei concorsi;
  • creare una rete di Professionisti e Associazioni che, nel manifestare il proprio   disagio, possa disporre di un ampio e determinato potere contrattuale in grado di incidere sulle scelte dei nostri  organi di rappresentanza e del mondo politico.

Questo incontro vuole essere un deciso tentativo di riportare all’ordine del giorno il dibattito sulla crisi della nostra Professione e sull’Architettura, per affrontare, in questo momento storico, il cambiamento in atto nel mondo del lavoro e per rispondere alla domanda di rinnovamento che investe l’intera società Italiana.

Parteciperanno i rappresentanti di: Ordini professionali, Consigli Nazionali, Università, Sindacati, Associazioni di categoria e singoli Professionisti.

scarica il comunicato stampa

MANIFESTO 150K ARCHITETTI

Per porre l’attenzione sull’insostenibile condizione professionale degli architetti in Italia, e promuovere una mobilitazione allargata a tutti i professionisti convinti del bisogno di una maggiore qualità architettonica nel processo di trasformazione del territorio

il Movimento “Amate l’Architettura” ha formulato

10 Domande per “CAMBIARE”

1) PERCHE’ solo in Italia è diventato impossibile esercitare dignitosamente la professione dell’architetto e dell’Ingegnere nel rispetto di quanto stabilito dagli artt. 4 e 36 della nostra Costituzione? (Art. 4 - La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Art. 36 -. Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa.).

2) PERCHE’ solo in Italia si è raggiunto il numero incredibile di circa 150.000 architetti, pari a quasi un terzo di tutti gli architetti europei?

3) PERCHE’ solo in Italia ci sono figure professionali che, nonostante l’esistenza di leggi e sentenze che definiscono le loro competenze, continuano a svolgere impunemente attività riservate solo all’architetto e all’ingegnere?

4) PERCHE’ si permette ai Professori universitari a tempo pieno e addirittura ad interi Dipartimenti delle Università italiane di esercitare anche la libera professione, contravvenendo alle leggi vigenti?

5) PERCHE’ si è voluta creare ed immettere su un mercato del lavoro già saturo e caotico, la figura del Laureato Junior senza definirne precise competenze e professionalità?

6) PERCHE’ si accetta che neolaureati e giovani professionisti “a Partita IVA” lavorino negli studi professionali in condizione di dipendenza senza alcuna tutela?

7) PERCHE’ la nostra cassa previdenziale (Inarcassa) non trova un modo per sostenere quei tanti professionisti che, senza reddito per mancanza di lavoro, sono comunque obbligati a versare un pesante contributo pensionistico?

8) PERCHE’ solo in Italia il pagamento delle parcelle professionali non viene tutelato legandolo direttamente ai tempi reali del processo progettuale e della realizzazione delle opere?

9) PERCHE’ solo in Italia gli incarichi, soprattutto per le opere pubbliche, sono assegnati al massimo ribasso, ledendo la dignità professionale e contribuendo a ridurre la qualità del Progetto, dell’ Architettura e dei Servizi affidati?

10) PERCHE’ gli Ordini professionali, il CNA, il CNI e i Sindacati, oltre alle inutili esternazioni di facciata a mezzo stampa, nulla di concreto hanno mai conseguito in termini di tutela della dignità, della professionalità e del diritto al lavoro dei loro iscritti e quindi oggi qual è il loro ruolo e la loro funzione?

scarica il manifesto

S C H E D A   I N F O R M A T I V A

150K ARCHITETTI

Il Movimento invita alla mobilitazione Professionisti, Associazioni, Enti e Istituzioni, per invertire una tendenza in atto che vede il declino dell’architetto e di tanti altri liberi professionisti che, nel processo di trasformazione del territorio, sono indispensabili per una maggiore qualità dell’architettura nel nostro paese.

OBIETTIVI

- Presentare proposte concrete e di riforma su Liberalizzazioni, Ordini professionali, Legge per l’Architettura, Codice dei contratti, Formazione universitaria, Competenze professionali, Procedure dei concorsi;

- Creare una rete di Professionisti ed Associazioni che nel manifestare il proprio disagio possa disporre di un ampio e determinato potere contrattuale per incidere sulle scelte dei nostri organi di rappresentanza e del mondo politico;

DESCRIZIONE DELL’INIZIATIVA

L’iniziativa si incentra su tre distinte azioni organizzate in due fasi:

FASE RICOGNITIVA

1) Creazione di una piattaforma telematica nella quale si possano raccogliere idee, suggerimenti, domande, denunce sull’attuale situazione dell’architettura e degli architetti in Italia.

2) Organizzazione di una Assemblea aperta a tutti coloro che hanno a cuore il problema, per Mercoledì 8 febbraio 2012

FASE PROPOSITIVA

3) Dare vita, di seguito all’Assemblea, a gruppi di lavoro con riflessioni e proposte sui temi emersi nella fase ricognitiva.

La piattaforma telematica utilizzerà la tecnologia ThinkTag e sarà aperta a tutti. Per accedere sarà necessario creare un account. La piattaforma è concepita come un luogo di incontro e di discussione tra tutti coloro che vogliono sostenere la rete 150K architetti.

Su di essa saranno ospitati:

- tutti gli interventi di coloro che vorranno parlare all’Assemblea;

- tutte le domande e le questioni poste dai partecipanti all’iniziativa;

- i gruppi di lavoro che, per questioni organizzative, saranno divisi (per ora) tra le seguenti 5 aree tematiche:

A). Riforma degli Ordini professionali:

Ragionare, nell’ambito delle liberalizzazioni annunciate, su proposte relative al mantenimento o all’abolizione dell’Ordine degli architetti, focalizzando le attuali inefficienze.

B). Incarichi professionali nelle opere pubbliche:

Analisi del sistema concorsuale, del sistema degli appalti dei servizi e delle opere pubbliche, che oggi non privilegiano la qualità dell’architettura;

Proposta di legge sull’architettura partendo da quella presentata dal Sole 24Ore - Progetti e Concorsi.

C). Sistema di formazione degli architetti:

Analisi per l’adeguamento del sapere e per la formazione dei giovani alle richieste del mercato e della professione e definizione delle competenze tra i tecnici italiani.

D. Tutela dei neolaureati e dei giovani architetti:

Dall’ingresso al lavoro al praticantato per soffermarsi, soprattutto, sulla mancanza di tutele per i giovani dipendenti.

E. Nuove modalità nella gestione del territorio:

Tema apparentemente slegato rispetto a quello della professione, ma nella realtà la pianificazione urbanistica e l’architettura sono oggi categorie marginali, se non assenti, nelle dinamiche di trasformazione del territorio, con le conseguenze che tutti possiamo vedere, e di cui purtroppo pochi si rendono conto;

Potranno, naturalmente, essere aggiunte nuove aree tematiche di discussione, non comprese nelle 5 tematiche espresse.

RETE 150K ARCHITETTI

FINALITA’ DELL’INIZIATIVA E MODALITA’ OPERATIVE

L’Assemblea aperta, prevista nella Sala Convegni della Città dell’Altra Economia a Testaccio a Roma, Campo Boario, mercoledì 8 febbraio 2012 alle ore 17.00, avrà una durata di circa 3 ore e verrà organizzata con un criterio “orizzontale”.

Qualsiasi persona potrà iscriversi a parlare avendo a disposizione il medesimo tempo di intervento, che sarà calibrato in funzione del numero delle prenotazioni. In tutti i casi dovranno essere necessariamente interventi concisi e compresi nell’ambito dei 5/10 minuti. Gli interventi potranno essere su qualsiasi argomento e saranno inseriti nell’ambito dell’area tematica più attinente.

Sarà richiesto di inviare gli interventi ai moderatori del sito web in modo che possano essere inseriti in una sezione consultabile da tutti. Non sarà operata alcun tipo di censura sugli interventi e saranno molto graditi anche interventi di orientamento differente che possano dar modo di sviluppare un dibattito sull’argomento.

Qualora, per ragioni logistiche, qualcuno dovesse essere impossibilitato a presenziare fisicamente all’Assemblea aperta, potrà inviare un video di durata non superiore al consentito o, nel caso più restrittivo, un documento scritto che sarà letto durante i lavori dell’Assemblea o semplicemente sarà inserito nel sito web. I documenti pervenuti e gli interventi effettuati saranno riuniti in un primo dossier che sarà fornito sia a tutti i mezzi di comunicazione che alle Istituzioni.

L’Assemblea sancirà la nascita di gruppi di lavoro, di carattere volontario, che lavoreranno prioritariamente su pagine predisposte sul web, sulle aree tematiche individuate ed eventualmente su altre sollecitate dagli intervenuti che, in un tempo definito dovranno analizzare i temi individuati e, preferibilmente, produrre proposte condivise.

Al termine dei lavori saranno valutate tutte le opportunità di pubblicazione del materiale e di circolazione nelle sedi già citate.

Per qualsiasi informazione scrivere a: info@amatelarchitettura.com


150K ARCHITETTI

Per porre l’attenzione sulla insostenibile condizione professionale degli architetti in Italia, e promuovere una mobilitazione allargata a tutti i professionisti convinti del bisogno di una maggiore qualità architettonica nel processo di trasformazione del territorio,

il Movimento “Amate l’Architettura”ha formulato

10 Domande per “CAMBIARE”

1) PERCHE’ solo in Italia è diventato impossibile esercitare dignitosamente la professione dell’architetto nel rispetto di quanto stabilito dagli artt. 4 e 36 della nostra Costituzione?

2) PERCHE’ solo in Italia si è raggiunto il numero incredibile di circa 150.000 architetti, pari a quasi un terzo di tutti gli architetti europei?

3) PERCHE’ solo in Italia ci sono figure professionali che, nonostante l’esistenza di leggi e sentenze che definiscono le loro competenze, continuano a svolgere impunemente attività riservate solo all’architetto e all’ingegnere?

4) PERCHE’ si permette ai Professori universitari a tempo pieno e addirittura ad interi Dipartimenti delle università italiane di esercitare attività riservate alla libera professione, contravvenendo alle leggi vigenti?

5) PERCHE’ si è voluta creare ed immettere su un mercato del lavoro già saturo e caotico, la figura dell’Architetto Iunior senza definirne precise competenze e professionalità?

6) PERCHE’ si accetta che neolaureati e giovani architetti “a partita IVA” lavorino negli studi professionali in condizioni di dipendenza senza alcuna tutela.

7) PERCHE’ la nostra cassa previdenziale (Inarcassa) non trova un modo per sostenere quei tanti professionisti che, senza reddito per mancanza di lavoro, sono comunque obbligati a versare un pesante contributo pensionistico?

8) PERCHE’ solo in Italia il pagamento delle parcelle professionali degli architetti non ha alcuna tutela?

9) PERCHE’ solo in Italia gli incarichi professionali, soprattutto per le opere pubbliche, sono assegnati al massimo ribasso, ledendo la dignità professionale e contribuendo a ridurre la qualità del Progetto, dell’Architettura e dei Servizi affidati?

10) PERCHE’ gli Ordini professionali, il CNA e i Sindacati, oltre alle esternazioni di facciata a mezzo stampa, nulla di concreto hanno mai conseguito in termini di tutela della dignità, della professionalità e del diritto al lavoro degli architetti e quindi oggi qual è il loro ruolo e la loro funzione?

A queste domande vorremmo aggiungere tutte quelle che i colleghi interessati vorranno formulare.

A queste domande vogliamo trovare delle risposte per uscire da una situazione che non possiamo più accettare, promuovendo un’assemblea, aperta a tutti, che intendiamo organizzare all’inizio del 2012.

Sono anni che gli architetti avvertono il disagio crescente per le condizioni di lavoro in cui operano.

L’aggravarsi delle condizioni economiche, sociali e culturali del paese ha fatto precipitare la professione d’architetto in una crisi senza precedenti.

AVVERTIAMO L’URGENZA DI AGIRE.

Non possiamo nascondere inoltre, le responsabilità di una intera classe politica che, negli ultimi 15-20 anni, ha agito in direzione opposta al conseguimento della qualità nell’architettura.

Abbiamo l’intenzione di creare una rete di architetti, che esprima con chiarezza il proprio disagio, per costruire un’agenda sui temi della professione e della trasformazione del territorio, da imporre sia ai nostri organi di rappresentanza che al mondo politico e governativo.

C’è bisogno del contributo di tutte le realtà associative e culturali che la nostra professione esprime.

LA NOSTRA INIZIATIVA.

Proponiamo una giornata di incontro aperto a tutti gli architetti che hanno idee da proporre e che hanno intenzione di confrontarsi e mettersi in gioco insieme ad altri professionisti.

Partiremo dalle 10 domande che noi di Amate L’Architettura abbiamo formulato come spunto di discussione iniziale.

Accoglieremo tutte le ulteriori domande che i partecipanti riterranno opportuno aggiungere.

Chiederemo a tutti i partecipanti alla giornata di fornire le loro proposte.

Un Geometra Presidente di Giuria in un Concorso di Architettura

E’ arrivato il momento  di porre fine a questa situazione di illegalità diffusa in materia di competenze professionali in Italia in merito agli architetti, ingegneri, geometri e periti edili.

La lettera di amate l’Architettura al presidente Nazionale dei geometri ha costretto gli ordini professionali e i sindacati a occuparsi dei geometri, bisogna battere sul ferro finché è caldo, per questo vi proponiamo un caso emblematico successo in una giuria di un concorso di architettura, si allegano anche  alcune immagini inequivocabili di esercizio abusivo della professione da parte di alcuni geometri.

FINALMENTE GIUSTIZIA E’ FATTA!

UN GEOMETRA PRESIDENTE DI GIURIA DI UN CONCORSO DI ARCHITETTURA!!!

Era ora! Stavamo da tempo aspettando con ansia questo evento e finalmente è accaduto.

In un ameno Comune della Provincia di Lecce di nome Poggiardo, nella bellissima terra salentina, nel 2009 si indice un concorso di idee per la riqualificazione di una piazza denominata Piazza del Popolo, con scadenza il 30 di Aprile del 2009.

La Commissione Giudicatrice (art. 9 del Bando) deve essere di 5 membri e quindi dopo soli 6 mesi (sic!!)(la scelta deve essere stata molto sofferta), ad Ottobre 2009 l’Ordine degli Ingegneri e degli Architetti di Lecce nominano i rispettivi rappresentanti: l’Ing. Bruno Todisco e l’Arch. Lucia Patrizia Scarlino.

Passano altri 10 mesi appena e ad Agosto 2010 la Commissione è al completo con la nomina, da parte dell’Amministrazione Comunale di Poggiardo, dell’Ing. Germano De Santis e dell’Arch. Augusto Merico. Ne manca uno?

Oh! Scusate che sbadato mi dimenticavo del Geom. Raffaele Zappatore, Capo del Settore Tecnico del Comune di Poggiardo, già nominato Responsabile del Procedimento per il Concorso stesso, e quindi quale migliore soluzione, su una linea di continuità, che nominarlo come quinto membro della Commissione con, naturalmente, la carica di Presidente?

Non vi sembra splendida questa configurazione dove i tanto bistrattati geometri, consumano finalmente la loro “vendetta” piazzando il loro “eroe” Zappatore a capo di una Commissione di un Concorso di architettura che ha come altri componenti due architetti e due ingegneri?

“APPLAUSI PREGO”. Ma non finisce qui.

Quando si erano perse oramai le tracce di questo Concorso, improvvisamente (come risulta dai verbali) a Dicembre 2010 la Commissione comincia a riunirsi e a Febbraio 2011 decide di non assegnare il primo premio  (12.000 Euro) perché il Gruppo (A.T.P.) vincitore risultava, al controllo dei documenti amministrativi, formato da un Capogruppo (Arch. Donald Miggiano) e da due componenti (Geom. Marco Rizzo e Geom. Giuseppe Pede), che secondo l’art. 6 del Bando non possiedono, giustamente, i requisiti non essendo iscritti né all’Ordine degli Ingegneri né a quello degli Architetti.

Immediata la nota dell’Arch. Miggiano alla Commissione (Marzo 2011) nella quale dichiara che ai fini dell’assegnazione del premio è irrilevante se i due Geometri Rizzo e Pede siano “Componenti”  o “Collaboratori” nel Gruppo, ma che in ogni caso sono effettivamente solo dei collaboratori.

A questo punto la Commissione decide di confermare la non assegnazione del Primo Premio e di demandare alla Giunta Municipale la decisione definitiva in merito.

La Giunta con deliberazione Aprile 2011 accoglie l’istanza dell’Arch. Miggiano ritenendo doverosa l’assegnazione del Primo Premio. Fine della storia.

Brevi Considerazioni con formulazioni di quesiti:

a) Se nella recente sentenza della Cassazione n. 19292 del 17. 12. 2009 sulle competenze professionali Architetti/Ingegneri e Geometri la Suprema Corte ribadisce  che “ ….I professionisti, dotati di titolo accademico ed iscritti ai rispettivi Albi NON POSSONO, nell’espletamento dell’attività professionale di propria competenza, ASSUMERE UNA POSIZIONE SUBORDINATA rispetto ai professionisti in possesso del solo diploma” ed ancora che non ci può essere per un tecnico diplomato  “….conferimento degli incarichi di Responsabile Unico del Procedimento ex art. 10 del D.L. n. 163/2006 (il cui comma 5° richiede titolo di studio adeguato alla natura dell’intervento da realizzare”

Come è possibile che un Geometra sia contemporaneamente Capo dell’Ufficio Tecnico del Comune, Responsabile del Procedimento per un Concorso di Architettura e Presidente della Commissione del Concorso stesso con due architetti e due ingegneri come componenti, senza che né l’Ordine degli Ingegneri, né quello degli Architetti di Lecce, ma cosa ancora più grave, nemmeno i nostri colleghi  abbiano avuto niente da dire? Ed allora la domanda sorge spontanea : Ignoranza o dolo?

b) Alla fine di tutta la storia non è stata nemmeno la Commissione a proclamare il vincitore, bensì una riunione della Giunta Comunale.

Ma non facevano prima a dare un incarico diretto?

Concludo rivolgendomi agli amici di Amate l’Architettura perché questo delle competenze professionali è uno dei problemi più importanti da affrontare. Difficile, spinoso e con una corporazione, quella dei Geometri, molto più agguerrita e determinata di noi architetti. Ci troviamo in una situazione paradossale e tragica dovendo essere, da una parte, competitivi tra di noi che siamo circa 140.000 in Italia (un terzo di tutta l’europa comunitaria) e nello stesso tempo dobbiamo difenderci dall’assalto di una figura professionale che non esiste in nessun’ altro paese e che pretende di avere delle competenze che secondo legge non può avere.

geometri

Lettera aperta al Presidente Nazionale dei Geometri Savoldi

Amate l’Architettura ha risposto alla gravissima lettera del Presidente Nazionale dei Geometri Fausto Savoldi in cui si rivendica la possibilità da parte dei Geometri di progettare edifici in cemento armato, definendo faziose e inopportune le sentenze della Cassazione e minacciando gli Ordini professionali di Architetti e Ingegneri a non intromettersi inviando comunicazioni fuorvianti alle Amministrazioni interessate.

Non mi sembra che ci siano state prese di posizioni da parte di CNA, CNI, Ordini professionali e Sindacati, la cosa è molto grave.

In Italia non si può più rimandare la questione delle competenze professionali, bisogna mettere mano a una nuova legge condivisa con tutte le categorie, ma nel frattempo non ci si può nascondere dietro pareri di parlamentari o cavilli da azzeca-garbugli la legge e le sentenze della Cassazione vanno rispettate.

Inutile dire che fino ad ora non abbiamo avuto alcun riscontro della nostra lettera dal Presidente dei Geometri Savoldi e dai Presidenti di CNA e CNI.

Avevamo già inviato una lettera ai Presidenti nazionali di Architetti, Ingegneri e Geometri, in cui si riteneva ormai non più rinviabile il momento di porre fine a inutili polemiche e di mettere mano al riordino delle competenze professionali, ma dopo un primo incontro tutto è finito nel nulla.

Speriamo che si voglia finalmente fare qualcosa.

Alleghiamo la lettera:

Geometra Fausto Savoldi

Presidente del Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati

Piazza Colonna, 361   00187  Roma

Fax 06 48912336

presidenza@cng.it - cng@cng.it

p.c.

Architetto Leopoldo Freyrie

Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti PPC

Via di Santa Maria dell’Anima, 10   00186 Roma

Fax  06 6879520

direzione.cnappc@archiworldpec.itdirezione.cnappc@archiworld.it

Ingegnere Giovanni Rolando

Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri

Via IV Novembre, 114   00187 Roma

Fax  06 69767048

segreteria@cni-online.ittuttoingegnere@legalmail.itsegreteria@ingpec.eu

Oggetto: Competenze professionali Architetti/Ingegneri e Geometri

Gentile Geometra Savoldi

La sua recente lettera del 04/05/2011 in merito alle competenze professionali dei geometri ci ha lasciato basiti, Lei parla di faziose utilizzazioni delle Sentenze della Corte di Cassazione e mal motivate prese di posizione da parte degli Ordini degli Ingegneri e Architetti.

Lei per fare chiarezza allega il parere di un noto parlamentare che esamina in maniera imparziale e distaccata la questione, dobbiamo dedurre che la Corte di Cassazione opera in maniera faziosa a favore degli Ingegneri e Architetti.

Crediamo che le Sue affermazioni siano talmente gravi da rendere necessario un chiarimento e una presa di posizione da parte dei Presidenti di CNACNI.

Noi di amate l’architettura non crediamo che questo sia il modo corretto di procedere in merito alle competenze professionali, Le ricordiamo che, in data 15/02/2010, Le avevamo inviato una lettera in cui si riteneva ormai non più rinviabile il momento di porre fine a inutili polemiche e di mettere mano al riordino delle competenze professionali.

L’Italia è l’unico paese europeo dove esiste un conflitto tra figure professionali che dovrebbero avere un ruolo ben distinto in quanto provengono da un percorso formativo completamente diverso. Ogni manufatto edilizio, dal più semplice al più complesso, dovrebbe essere seguito da architetti, ingegneri e geometri  agendo insieme con ruoli ben distinti.

Vogliamo anche evidenziare che il problema della progettazione non è soltanto un problema di conoscenze tecniche, come abbiamo già espresso in una lettera inviata al Corriere della Sera, chi pensa che i geometri possano o debbano progettare i piccoli o minori edifici e gli architetti quelli grandi e importanti commette un gravissimo errore.

L’architettura è la disciplina che ha come scopo l’organizzazione dello spazio in cui vive l’essere umano.

Per progettare bisogna avere una conoscenza di discipline umanistiche e tecniche, bisogna saper ascoltare il luogo, capire il contesto e molto altro, l’Architetto dovrebbe essere l’autore principale di un progetto dove partecipano varie figure tecniche tra cui gli ingegneri e i geometri.

Vi invitiamo pertanto nuovamente  a sedervi attorno ad un tavolo, con il massimo spirito di collaborazione, per discutere le problematiche delle competenze e per aggiornare Leggi che regolamentano la professione, (RD n.2537 del 1925 e RD n. 274 del 1929), vecchie, obsolete e non più rapportabili alla società odierna. Provate a immaginare quanto sia cambiata la società dal 1925 ad oggi.

Nel frattempo bisogna rispettare la legge attuale e le Sentenze della Cassazione in merito.

Ci auguriamo che vogliate accogliere il nostro appello nell’interesse di tutti i quasi 500.000 professionisti italiani tra architetti, ingegneri e geometri, ma soprattutto nell’interesse di tutti i cittadini italiani perché il raggiungimento della qualità architettonica e della sicurezza è un valore che appartiene alla collettività.

Roma  14-06-2010

Amate l’Architettura

Movimento per l’Architettura Contemporanea

www.amatelarchitettura.com

info@amatelarchitettura.com

Il Presidente

Antonio Marco Alcaro


Meglio tardi che mai

Dopo ben 9 mesi !!! dalla sentenza della Cassazione n. 19292/2009,  finalmente l’Ordine degli Architetti di Roma, insieme agli altri Ordini della Regione Lazio, ha diramato una circolare a tutti gli Enti interessati in merito alle competenze professionali tra architetti, ingegneri e geometri, (leggi la circolare del 12 maggio 2010).

Ci siamo già occupati del tema in precedenti articoli (vedi link), abbiamo anche inviato una lettera ai Presidenti Nazionali di Architetti, Ingegneri e Geometri per chiedere l’apertura di un tavolo tecnico per la ridefinizione delle competenze professionali, nel mese di aprile si sono riuniti per la prima volta dopo molti anni, speriamo che si arrivi in tempi rapidi ad una soluzione condivisa da tutte le categorie interessate.

Per il momento ci auguriamo che venga rispettata la sentenza della Cassazione:

l’integrale progettazione, compresa quella edilizia e/o architettonica, e non solo il calcolo e la progettazione strutturale, di costruzioni anche modeste comportanti l’impiego del cemento armato, rientra nella competenze esclusiva dell’ingegnere e dell’architetto.

La circolare della Federazione degli Ordini Architetti PPC del Lazio è indirizzata alle seguenti  istituzioni:

Ai Sindaci dei Comuni della Regione Lazio - LORO SEDI
Ai Responsabili del Servizio Edilizia/Urbanistica dei Comuni Regione Lazio - LORO SEDI
Agli Uffici Decentrati del Genio Civile della Regione Lazio - LORO SEDI
Agli ATER della Regione Lazio - LORO SEDI
Alle Comunità Montane della Regione Lazio - LORO SEDI
Alle Aziende Sanitarie USL della Regione Lazio - LORO SEDI
Ai Consorzi Sviluppo Industriale della Regione Lazio - LORO SEDI
Ai Consorzi di Bonifica della Regione Lazio - LORO SEDI
Al Consiglio Nazionale Ingegneri - ROMA
Al Consiglio Nazionale Architetti - ROMA
Alla Federazione Regionale Ordini Ingegneri del Lazio - LATINA
A tutti gli Iscritti agli Ordini degli Architetti del Lazio - LORO SEDI

Vogliamo credere che prendano in considerazione la richiesta della Federazione, ma soprattutto ci auguriamo che i Consigli degli Ordini degli Architetti PPc del Lazio mantengano ciò che hanno scritto nella circolare, ovvero:

In difetto, questi Ordini Provinciali si vedranno costretti ad esperire, presso le sedi deputate, tutte le azioni necessarie non solo alla tutela dei valori della professione dell’architetto, ma anche a protezione dell’interesse pubblico, alla salvaguardia del profilo etico della professione e dei diritti del cittadino.