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Appello per Piazzale della Radio a Roma

Continuano gli errori della Giunta Alemanno nella gestione urbanistica e architettonica della nostra città.

Appello per fermare la procedura di approvazione di un parcheggio interrato che stravolgerebbe l’assetto di Piazzale della Radio a Roma.

Non ha fatto tesoro l’amministrazione della vicenda del Pup di Via Enrico Fermi, che da più di un anno ha creato un’ insanabile contrapposizione tra Comune e  Municipio da un lato, e residenti  dall’altro.  Lo stesso copione rischia adesso di ripetersi a qualche centinaio di metri, in Piazzale  della Radio, oggetto del progetto di un parcheggio interrato di circa 500 posti auto, che sta per essere sottoposto al vaglio degli uffici comunali all’insaputa della maggior parte deigli abitanti del quartiere.

Ma a parte il solito interrogativo sull’utilità di un’opera, che è sì vicino alla Stazione Trastevere, ma anche vicino a  un altro Pup in via di ultimazione (Via Rolli) e a un’area,  tra viale Marconi e il  lungo Tevere, che  ha ampi spazi ancora non edificati ed incolti, dove potrebbero essere pianificati interventi molto meno impattanti, per il Pup di Piazzale  della Radio  c’è un’altra aggravante. Infatti  a giudicare dal rendering del progetto presentato nel 2009, che fino a poco tempo fa campeggiava anche sul sito del XV Municipio, l’assetto della piazza verrebbe completamente stravolto, senza alcuna consultazione preliminare né tantomeno processo partecipativo con i cittadini.   Le decine di alberi esistenti, tra cui una ventina di platani di prima grandezza,  verrebbero tagliati o spostati, devastando   una delle poche aree verdi fruibili  della zona. In cambio verrebbe costruita una struttura avveniristica per spettacoli all’aperto, con gradinate per ospitare decine di persone  in una zona densamente abitata.  E in mezzo verrebbe piazzata un’estesa vasca piena d’acqua, decisamente  sconsigliabile in uno spazio che dovrebbe accogliere anche bambini piccoli. E realisticamente,  miracoli  della computer grafica a parte, nell’area si impianterebbero  alberelli  e  cespugli, con  poca ombra per tutti .

C’è da chiedersi se, ammesso che i cittadini siano  favorevoli al parcheggio, non preferirebbero che in superficie  si realizzasse  un normalissimo giardino pubblico, con panchine per gli anziani e giochi per i bambini. E magari usare i soldi riservati alla sistemazione faraonica per lavori più urgenti e indispensabili nel quartiere.  Ma  c’è da chiedersi anche se non sarebbe obbligatorio e comunque opportuno, per uno spazio pubblico così importante ed esteso,  avviare un concorso d’idee per la sua sistemazione, come del resto accade per tutte le opere di questo tipo in tutte le grandi città italiane ed europee.

Il Coordinamento dei Comitati NO PUP e il Comitato No PUP Fermi, insieme a Cittadinanzattiva Lazio Onlus, Amate l’architettura, Coordinamento Residenti Città Storica, Quinto Stato, Respiro verde, Salviamo il paesaggio, Urban Experience, ha inviato un appello al Sindaco Aleamnno, al delegato ai parcheggi Vannini, all’assessore Visconti e  al presidente del XV Municipio Paris, chiedendo di fermare immediatamente le procedure di approvazione del progetto e di aprire un confronto con le associazioni e la  cittadinanza.

piazzale-della-radio-22

TESTO DELL’APPELLO:

Alla c.a. di

On.  Gianni Alemanno

Sindaco di Roma Capitale

Commissario Straordinario per l’Emergenza Traffico e Mobilità

Fax: 06/67103590- 06/6794759

On. Gianni Paris

Presidente del XV Municipio

Fax:

On. Alessandro Vannini

Consigliere delegato al   Piano Urbano Parcheggi

Fax: 06/671070712

On. Marco Visconti, Assessore all’Ambiente di Roma Capitale

Fax:  06/671071254

Ing.  Angela Mussumeci

UOP Pianificazione delle Infrastrutture Destinate al Parcheggio

Fax: 06/671070712

Dipartimento tutela ambientale e del verde-Protezione civile di Roma Capitale

All’attenzione del Dott. Tommaso Profeta

All’attenzione del Dott. Paolo prosperi

Fax: 06/77205724

Appello per Piazzale della Radio

Roma, 20 luglio 2012

Il Comitato di Via Fermi e il Coordinamento dei  Comitati No PUP, insieme a Cittadinanzattiva Lazio onlus,  da tempo si impegnano  per un Piano Urbano  Parcheggi più  a misura di cittadini  e di città , mettendo in discussione non solo le scelte che riguardano la realizzazione dei singoli interventi, ma i criteri generali  posti dall’amministrazione  a tutela della sicurezza dei cittadini, dell’ambiente e del bene pubblico.

Per  questo non possiamo che esprimere  una grande preoccupazione, oltre che delusione, nell’apprendere che sta proseguendo l’iter procedurale per la realizzazione di altri due parcheggi,  a poche centinaia  di metri di distanza dal Pup di via Fermi, in piazzale della Radio e in Piazza Meucci, senza che, come è accaduto per  Via Fermi, nessuno abbia ritenuto necessario confrontarsi preventivamente con i residenti e con cittadini del quartiere sulla necessità e sulle modalità di tali interventi.

E  noi vorremmo che non si ripetesse lo stesso copione seguito    dall’amministrazione per Via Fermi, che ha portato ad un conflitto pressoché insanabile  con i residenti, in particolare con il  Municipio,  che   dovrebbe essere  il punto di riferimento primario del rapporto tra cittadini e istituzioni.

Da tempo ripetiamo che, al di là della sigla “NO PUP”, non siamo contro i parcheggi “a prescindere”, ma vogliamo che, al contrario di quanto accaduto fino a oggi,  diventino un elemento strettamente collegato a un piano generale della mobilità  e dei  trasporti per la città e alle esigenze della sosta e della viabilità  delle aree interessate dai lavori.  E soprattutto  vogliamo che siano portati avanti nel rispetto delle regole e dei diritti dei cittadini.

Diritti che prevedono, come stabilito  dalla Delibera n. 57/2006, che gli abitanti del quartiere siano chiamati,  non solo ad esprimersi, ma a partecipare attivamente all’elaborazione dei  progetti urbanistici, soprattutto quelli  che stravolgono  completamente l’assetto  di piazze e spazi pubblici importanti, eliminando alberature, inserendo nuovi elementi architettonici, cambiando addirittura la natura degli  spazi e della loro fruizione.  Tutto questo non si dovrebbe poter fare senza un confronto con i cittadini interessati dalle trasformazioni, soprattutto quando queste sono introdotte in funzione della costruzione di un parcheggio con decine di box privati, che non porta loro  alcun beneficio diretto,  ma  anzi può causare notevoli problemi.

Ci riferiamo in particolare al progetto  del  parcheggio interrato di quasi 500 posti in  Piazza della Radio, che dopo una prima presentazione  nel corso di un’iniziativa nel 2009,   è rimasto  per anni  sul  sito del XV Municipio,  anche se ultimamente non ve n’è più traccia.   Ma  se sarà confermato che  il rendering  pubblicato su Arvalia  è effettivamente il progetto su cui saranno chiamati a breve a esprimere il proprio parere i rappresentanti di istituzioni, uffici ed  enti comunali, vogliamo fin d’ora sollevare  una lunga  serie di obiezioni di  merito e di metodo, condivise  con altre associazioni cittadine che insieme a noi  si impegnano per la difesa delle regole e del territorio e che sottoscrivono l’appello.

Cominciamo con le considerazioni di  merito: se è vero che i parcheggi inseriti nel Piano Commissariale dovrebbero essere  opere “di pubblica utilità” e  che l’intervento  potrebbe essere funzionale  alla Stazione Trastevere, bisogna considerare  che proprio a ridosso della stazione, in Via Rolli,  è in via di completamento un altro  parcheggio di 241 posti. E soprattutto che l’area tra viale Marconi e il  lungo Tevere ha ampi spazi ancora non edificati ed incolti, dove potrebbero essere pianificati interventi molto meno impattanti.

Vale la pena  di abbattere e rimuovere decine  di alberi della piazza, tra cui una ventina di platani di prima grandezza,  devastando   una delle poche aree verdi fruibili  della zona ? Qual’è l’interesse prevalente della collettività?

Ma prescindere dalla valutazione sulla opportunità della realizzazione del parcheggio,  su cui dovrebbero esprimersi anche  i residenti e i cittadini del quartiere, vogliamo mettere in discussione soprattutto il metodo che si vuole applicare per la stesura e l’approvazione  del progetto della sistemazione superficiale.  Perché  una trasformazione così radicale di uno spazio pubblico, che tra l’altro richiede un notevolissimo investimento economico,  non può essere valutata e approvata che attraverso una procedura condivisa e trasparente.

Già da una prima  analisi  del rendering di quello  che potrebbe essere il futuro assetto   della piazza,  si possono porre  vari interrogativi:

Se  è veramente prevista la costruzione di una faraonica struttura destinata ad ospitare spettacoli all’aperto, con  maxi schermo e gradinate  per accogliere decine  di persone: non sarebbe meglio sentire anche il parere degli abitanti delle centinaia di appartamenti che circondano la piazza, sul rischio di  rumorosità fuori controllo  nelle ore notturne?

E se ci sarà una  grande vasca piena d’acqua,  non potrebbe diventare un pericolo  per i bambini che , fino  a prova contraria, dovrebbero essere i principali utenti delle aree verdi?

E una simile struttura,  come tutte le opere che richiedono una costante e costosa manutenzione, non  rischia di diventare  in poco tempo  uno dei tanti monumenti al degrado urbano di cui è già sufficientemente costellata la città?

Chi ha pensato tutto questo? A vantaggio di chi?

E  soprattutto, chi gli ha detto che questo era quello di cui avevano bisogno i cittadini del  quartiere?

Non sarebbe meglio confrontarsi con i diretti interessati per capire se a Piazzale  della Radio è più utile una sistemazione così costosa e pretenziosa o se piuttosto basterebbe un normale  spazio verde, con panchine per gli anziani e  giochi per i  bambini, possibilmente all’ombra, quindi con una zolla sufficiente a ospitare alberi veri?

Non sarebbe meglio che la cittadinanza potesse esprimersi anche su come investire  l’eventuale –  e  molto consistente – cifra  degli oneri concessori del parcheggio,  e magari  optare per una sistemazione  meno costosa  per destinare la somma risparmiata  a lavori più urgenti e necessari per il quartiere?

E se invece la scelta dovesse essere comunque quella di rivoluzionare la piazza con soluzioni avveniristiche,  senza nulla togliere alla professionalità del progettista, non sarebbe obbligatorio e comunque opportuno, per uno spazio pubblico così importante ed esteso,  avviare un concorso d’idee per la sua sistemazione, come del resto accade per tutte le opere di questo tipo in tutte le grandi città italiane ed europee?

Comitato NO PUP Fermi
Coordinamento Comitati NO PUP

Cittadinanzattiva Lazio Onlus

Amate l’architettura

Coordinamento Residenti Città Storica

Quinto Stato

Respiro verde

Salviamo il paesaggio

Urban Experience

Per informazioni:

Riccardo Micheli

Anna Maria Bianchi 335/6930035

In difesa del Mercato Metronio

30 Maggio 2012

Ieri alle 18.00, al Mercato Metronio c’è stata una fortissima partecipazione all’iniziativa degli Operatori del Mercato in difesa dello stesso contro la delibera del Comune di Roma che ne prevede l’abbattimento per la realizzazione di maggiori cubature.

Amate L’Architettrua, insieme all’associazione Urban Experience e al Quinto Stato, ha aderito con entusiasmo alla manifestazione portando il suo contributo nell’oganizzazine e nella partecipazione.
Il comune denominatore della manifestazione è stato quello di sollecitare la politica e in generale tutti gli attori principaliche hanno a che fare con il governo del territorio a riflettere più a fondo sulle possibilità di rinnovamento della città offerte dalla ricerca di nuovi utilizzi e nuovi modi d’uso dell’esistente.

L’opera di Morandi, personaggio simbolo della rivoluzione socio culturale che ha portato l’Italia dentro il fenomeno del boom economico degli anni sessanta, è emblematica per l’approccio metodologico concettuale che mira alla giustapposizione di elementi costuittivi strutturalmente e formalmente distinti, eppure assemblati sempre in soluzioni compositive finali estremamente unitarie. E’ il caso di edifici che fondono al loro interno funzioni diverse come il cinema Maestoso o lo stesso Mercato Metronio che incorpora al suo interno una autorimessa e uno spazio dedicato a mercato rionale; anche gli innumerevoli ponti da lui realizzati fanno dell’assemblaggio degli elementi funzionali una delle sue caratteristiche peculiari. Guardando la modalità con cui gli elementi del progetto vengono composti tra di loro, la pieghettatura catturaluce delle due facciate simmetriche e l’elegante rampa elicoidale che richiama le soluzioni d’angolo di natura classica, potremmo parlare molto opportunamente di mash-up compositivo ante litteram.

morandi

Una architettura nata nel 1957 (significativamente l’anno in cui fu lanciata la 500) che si inserisce a pieno titolo nel solco delle tantissime “Palazzine romane” realizzate in quel ventennio. Una scuola di pensiero, una metodologia compositiva che si affianca a personalità come quella di Nervi, Moretti o Musumeci che hanno saputo rilanciare ben oltre i confini nazionali le loro invenzioni formali, fornendo un contributo essenziale alla diffusione del Made in Italy nel mondo.

Morandi ha saputo studiare a fondo una tecnologia relativamente nuova (il cemento armato) inventandone nuovi modi d’uso (fino a brevettare il suo sistema costruttivo) spingendone le potenzialità fino ai limiti più estremi facendo della sua innovazione l’elemento compositivo più caratteristico.

Oggi siamo voluti scendere in campo contro una filosofia speculativa puramente fine a se stessa, contro una modalità di gestione della città che rifiuta di prendere coscienza dei propri elementi costitutivi (delle proprie stesse potenzialità),  o anche solo di immaginare un modello di città coerente con le sfide dell’esistenza contemporanea ci sta offrendo, una mentalità che si affida ad interventi tabula rasa che non sanno o non vogliono riflettere a fondo su quale possa essere un modo diverso di ripensare la città stessa.
Oggi invitiamo a ragionare sulla reinvenzione dei modi d’uso della città così com’è, a partire dalla disponibilità dei suoi spazi già esistenti, a partire dalla disponibilità dei cittadini stessi a fare rivivere spazi e luoghi che, seppure appartenenti ad un passato recente, sono entrati a fare parte del paesaggio geografico dei nosti quartieri, della nostra memoria microcosmica.
La storia di Morandi ci invita ripartire dal suo stesso atteggiamento di ricerca, dalla sua capacità di indagare gli elementi e le loro forme, dando loro la naturale espressività, partendo dalla loro funzione e dalla loro naturale potenzialità e reinventività.
Tra i tanti intervenuti sia durante il Walk Show organizzato da Urban Experience, che dopo nei discorsi non possiamo non ricordare Maurizio Morandi (figlio di Riccardo e lui stesso Architetto Urbanista), Rosalia Vittorini, Presidente dell’ associazione Do.co.mo.mo., il Quinto Stato (che hanno rilanciato una identica battaglia per il 4 giugno alla Città dell’Altra Economia), Riccardo D’Aquino che ha portato il suo progetto di riqualificazione del Mercato, Urban Experience stessa.
Un contributo importante che ha dato il senso di una volontà ampia, che va oltre le specifiche esigenze di protesta, che ha unito soggetti e personalità diverse, architetti artisti performer con negozianti e semplici abitanti di quartiere; un contributo fondamentale soprattutto se letto alla luce della proposta fatta dall’Assessore al Bilancio della Provincia Antonio Rosati, che ha lanciato la proposta all’Assessore al Commercio di Roma Bordoni di trovare insieme le soluzioni economiche per rilanciare i mercati rionali.

Intanto le firme in difesa del Mercato possono essere raccolte presso la tabaccheria di Via Magnagrecia, 58 (rivendita 462).