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Notizie da inarcassa n.7

inarcassanews

cari amici e colleghi

prosegue il servizio di informazione su tutto ciò che avviene all’interno di Inarcassa.

Tra pochi giorni saremo chiamati, noi Delegati, ad approvare una riforma epocale del nostro sistema previdenziale, la famosa sostenibilità a 50 anni imposta dal Governo Monti con il D.L. 201/2011 “Salva Italia”, art. 24, comma 24.

E’ finito il tempo in cui si andava in pensione a 55 anni, si versava relativamente poco  e la pensione  ce la pagava pantalone, d’ora in poi le pensioni ce le dobbiamo pagare da soli.

Prima potevi versare anche 10 e prendevi 20/30, da domani verseremo 20 e prenderemo 18 se ci va bene.

Ci apprestiamo a votare questa riforma in un clima infuocato in cui, le “vecchie generazioni”, che costituiscono la maggioranza dei delegati, si apprestano a dare battaglia alle “nuove generazioni”, che sono la minoranza dei delegati, perché non vogliono cedere su nulla che li colpisce, come il contributo minimo per i pensionati che continuano a lavorare e perfino sul contributo di solidarietà del 1/2% chiesto a tutti i pensionati che ha puramente un valore simbolico in quanto non incide minimamente nel calcolo della sostenibilità.

E’ triste assistere al cinismo, (i cinici costituivano una corrente filosofica che portava alle estreme conseguenze il pensiero individualistico e utilitaristico), di coloro che, con una pensione media di 30.000 euro, attualmente erogata da inarcassa, sono indifferenti alla prospettiva di molti di noi che si vedranno tagliare, con la nuova riforma,  la propria pensione del 40/50%.

A tutto ciò si aggiunge la forte diatriba tra Presidente di Inarcassa e un delegato, chiamando in causa Ministri e quant’altro,  in merito alla richiesta, firmata da 60 delegati, tra cui il sottoscritto, di organizzare una riunione straordinaria del Comitato Nazionale dei Delegati per discutere in maniera più ampia della riforma della sostenibilità a 50 anni.

Senza entrare nel merito dello scontro, non si può non riflettere sul fatto che così facendo peggioriamo soltanto la nostra situazione.

Sembra di assistere all’equipaggio di una nave che si mette a litigare sulla rotta da percorrere e non si accorge che la nave sta affondando, non è il momento di litigare, è il momento di essere uniti se vogliamo che la nostra categoria di architetti e ingegneri liberi professionisti continui ad esistere.

In questi pochi mesi dall’entrata in vigore del Decreto che ci impone la sostenibilità, non ho capito perché la Presidenza di Inarcassa ha cercato di limitare al massimo la possibilità di dibattito, sul tema della riforma, in sede di CND.

Su tre comitati che si sono svolti da gennaio a oggi, soltanto uno ha avuto all’ordine del giorno la riforma della sostenibilità, quello di febbraio, e su due giorni di CND + uno di tavoli di lavoro, la discussione vera e propria tra i delegati è stata limitata a poche ore di una mattina invernale in cui la neve ha fatto scappare tutti prima per paura di rimanere bloccati, dopo aver respinto una mozione in cui si chiedeva di non ritenere conclusa la discussione in merito alla riforma.

Tutto il resto del tempo è stato dedicato agli interventi degli esperti che ci hanno esposto le loro tesi sul contributivo.

Non credo che poche ore possano considerarsi sufficienti a elaborare e digerire una riforma così profonda e radicale del nostro sistema previdenziale, una riforma come questa si fa una volta ogni 30/40 anni!!

Nel CND di maggio a Palermo, abbiamo perso tutto il tempo ad approvare un  nuovo Regolamento per il CND, di cui vi parlerò in fondo, che poteva essere benissimo rimandato in seguito.

Il CND di giugno, in cui abbiamo approvato il bilancio, è stato preceduto dai tavoli in cui si è parlato della riforma, ma i tavoli sono divisi e non vi è una discussione unitaria, inoltre non hanno valore deliberativo ma semplicemente consultivo e difficilmente portano a risultati concreti.

Non credo che un maggior dibattito avrebbe peggiorato la proposta di riforma, al contrario avrebbe potuto dare maggior forza alla bozza predisposta dal Consiglio di Amministrazione.

Tra pochi giorni mi troverò a votare una riforma senza sapere se ci sono alternative valide, esiste una proposta elaborata da alcuni delegati, ma non è completa, non è stato possibile metterla a confronto con quella del CDA non abbiamo gli elementi per valutare.

Mentre vi scrivo ci è arrivata una comunicazione di integrazione all’ordine del giorno per presentare la proposta alternativa, ma sembrerebbe un inutile “contentino”.

In questi mesi ci è stato detto che il passaggio dal sistema retributivo al sistema contributivo è ormai inevitabile, ma il Ministro Fornero ha dichiarato pochi giorni fa, in Commisione Parlamentare di controllo (vi invito ad ascoltare il file audio), che la sostenibilità si può fare anche con un sistema retributivo, appropriatamente congegnato, che tenga conto di tutti gli anni di contribuzione opportunamente capitalizzati.

Credo che la Presidenza di inarcassa non debba temere il dibattito tra i delegati, è vero che la troppa democrazia crea confusione, ma si potrebbere perdere molto meno tempo in procedure esageratamente formaliste e burocratiche, cercando dare maggiore spazio alle discussioni importanti, in tutto ciò ognuno deve fare la sua parte e alcuni delegati dovrebbero mettere da parte risentimenti personali e pensare all’interesse comune.

Dobbiamo essere in grado di dare delle risposte ai giovani che intravedono una prospettiva in cui la loro pensione media sarà di 8.000/10.000 euro a fronte di una pensione media attuale di 30.000 euro, è evidente che il problema maggiore è il crollo dei redditi, ma non si può non porsi il problema dell’adeguatezza delle prestazioni delle generazioni future.

Il Ministro Fornero infatti, nell’audizione in Commisione Parlamentare, ha anche ribadito che la riforma deve preoccuparsi dell’equità intergenerazionale guardando in prospettiva alle prestazioni future, ha poi aggiunto che sarebbe utile limitare i costi di gestione e di governance delle casse, non mi sembra che quest’ultima parte sia stata inserita nella proposta del CDA.

La Fornero ha anche parlato di unificare le casse private per diversificare il rischio, ma per noi sarebbe una grande fregatura, la maggiorparte delle casse private sta peggio di noi, ha poi concluso che la sostenibilità si può fare con una gestione mista a ripartizione ma in parte a capitalizazzione considerando i rendimenti reali del patrimonio.

Il nostro grande problema è il debito latente che la nostra cassa ha accumulato negli anni, come tutti gli enti previdenziali pubblici e privati,  concedendo e promettendo, (vi ricordo che in Italia i diritti acquisiti sono tutelati dalla costituzione e non si possono rimuovere), pensioni generose a chi ha versato ben poco rispetto a quello che prende o prenderà.

Il debito previdenziale latente ammonta a circa 25 miliardi di euro, ho chiesto al Presidente di inarcassa come pensano di coprire questo debito, mi è stato risposto che il contributo del 4% delle Società di ingegneria + il 2% (50% del nostro contributo integrativo) + il rendimento del patrimonio serviranno a coprire sia il debito previdenziale che la solidarietà (inabilità, invalidità, assistenza sanitaria, etc.).

Credo che sia una previsione molto ottimistica, considerando il calo vertiginoso dei nostri redditi, l’inevitabile diminuizione di iscritti che ci sarà nei prossimi anni in seguito alla crisi e la difficile situazione finanziaria che ha causato, nel 2011, un rendimento netto gestionale negativo del nostro patrimonio mobiliare (-2,81% su circa 4,5 miliardi di euro tab. 22 relazione Collegio Revisori dei Conti).

Se spalmiamo il debito di 25 miliardi di euro nei prossimi 30/40 anni  dovremmo recuperare ogni anno circa 700 milioni di euro, la vedo difficile a meno che nella riforma che ci apprestiamo a varare, oltre al porre fine all’emorragia che ha causato questo debito, ci siano una serie di correttivi che di fatto distribuiscono il debito su tutti gli iscritti attuali e futuri oltre quel 2% (50% del contributo integrativo), stimato e in tutto ciò non è difficile comprendere che i più giovani saranno maggiormente penalizzati.

Insomma una grande confusione, vi saprò dire come è andata a finire tra pochi giorni.

Per chi vuole conoscere anche gli altri fatti accaduti nei CND di maggio e giugno può leggere questa breve sintesi:

– nel CND di maggio, svoltosi a Palermo è stato approvato il nuovo Regolamento per le riunioni del Comitato Nazionale dei Delegati, l’argomento era stato discusso, una prima volta, nel corso del precedente anno, era stato nominato un comitato ristretto che ha lavorato sul tema per poi definire degli indirizzi al Cda che ha elaborato successivamente una bozza da approvare nella riunione di maggio.

Molti delegati si auspicavano che questo nuovo Regolamento, avrebbe potuto essere un’occasione importante per dare maggior autonomia al Comitato dei Delegati e togliere alcune funzioni al Presidente, il Cda, al contrario, aveva tutto l’interesse a diminuire l’autonomia del CND con la scusa di snellire le procedure e velocizzare i processi.

Come in tutte le cose, in medio stat virtus, ovvero se da un lato è evidente che le procedure attuali dei CND sono molto burocratiche, quasi “borboniche” rendendo molto difficile e spesso interminabile lo svolgimento dei lavori, dall’altro l’egemonia del Presidente di Inarcassa nella gestione dei CND è molto forte e ciò fa si che il nostro ruolo di delagati sembri a volte quello di notai e non di componenti attivi di un’Assemblea che ha potere “legislativo”.

Sarebbe stato meglio per tutti trovare un giusto compromesso, ma non è stato così il Cda è andato avanti come un treno travolgendo tutti e tutto, ha imposto il suo Regolamento impartendo, alla “sua maggioranza” di delegati, un ordine di scuderia ben preciso: il Regolamento deve essere approvato così come proposto, non deve passare alcun emendamento.

Abbiamo così assistito, per due giorni, ad una penosa processione di alcuni delegati, una dozzina al massimo, che si sono alternati sul palco ripetutamente per esporre i loro emendamenti, più di 100, che venivano sistematicamente bocciati dalla maggioranza dell’Assemblea con l’aggravante che molti delegati non si preoccupavano nemmeno del contenuto dell’emendamento, ma votavano a prescindere contro perché così bisognava fare.

Non è stato un bello spettacolo, sarebbe stato più logico, come aveva proposto il delegato ingegneri di Matera, ritirare tutti gli emendamenti, avremmo almeno guadagnato tempo prezioso.

Io credo che una diminuizione del numero dei delegati e delle nuove procedure, possano in futuro risparmiarci questi spiacevoli episodi.

Unica nota positiva è stata l’approvazione di un emendamento a cui tengo molto, (il solo significativo a passare), che prevede, in caso di votazione di una commissione, di un comitato o quant’altro, la possibilità di esprimere una sola preferenza, ciò è importantissimo perché si evitano le “nomime” e rende le votazioni più vere.

Si impedisce, infatti, il meccanismo delle liste precostituite e stabilite a tavolino, che di fatto tolgono qualsiasi autonomia e riducono di fatto la democrazia in una votazione.

Vi ricordo che la mia elezione a delegato di Roma è stata possibile proprio grazie a quasto meccanismo, dove su 4 delegati da eleggere gli iscritti potevano esprimere una sola preferenza, impedendo di fatto qualsiasi meccanismo di “lobbies” da parte di Ordini, Associazioni, Sindacati etc., la mia candidatura era indipendente non appoggiata dai “poteri forti”.

Grazie alla preferenza unica, ho potuto competere ad armi pari risultando il più votato, se fosse stato possibile il meccanismo delle liste, quattro preferenze invece di una, avrei dovuto vedermela da solo contro quattro e non sarei stato eletto.

Trovo molto più democratico avere la possibilità di esprimere una sola preferenza.

– Nel CND di Giugno è stato approvato il bilancio consuntivo 2011, senza dilungarmi troppo nell’esposizione dello stesso, vi faccio soltanto alcune considerazioni, lo stesso bilancio può essere descritto in maniera positiva o negativa dicendo in ambedue i casi la verità:

1) estratto dal Comunicato Stampa del Cda seguito all’approvazione del Bilancio (vedi link): “Chiude con un avanzo economico di 357.787.450 euro il bilancio 2011 di Inarcassa. Un risultato positivo …….. raggiunto in un anno che verrà ricordato per la crisi del debito europeo e gli impatti sull’economia globale. A determinare il risultato è stato sostanzialmente il margine della gestione caratteristica …… che si è attestato a 376.462.000 euro, riallineandosi, dopo la flessione del 2010, con i risultati degli anni precedenti. Tale margine è stato guidato dalle entrate contributive, che nel 2011 hanno registrato una crescita rispetto al 2010 (+12,4%), dovuta in sostanza all’incremento dell’aliquota del contributo soggettivo sostenuto dagli associati (dal 10% all’11,5%) e all’andamento positivo delle iscrizioni, nonostante la crisi abbia inciso significativamente sul reddito medio di entrambe le categorie professionali. Le uscite previdenziali ……….. confermano i valori tendenziali previsti nel Bilancio Tecnico.
Effetti positivi, in termini economici, sono derivati dalle azioni poste in essere per il contenimento dei costi di gestione. ……………. La gestione finanziaria ha prodotto proventi netti per 94.257.868 euro, dato sostanzialmente in linea con il 2010 e significativamente superiore alle stime di budget. …………… la solida struttura del portafoglio ha consentito, in un anno molto difficile, di proteggere il patrimonio, contenendo gli effetti dell’erosione delle redditività senza intaccarlo.”;

2) Il bilancio consuntivo 2011 si chiude con 434 milioni di euro in meno rispetto alle previsioni del bilancio tecnico 2009, vi è una differenza di 150 milioni di euro in meno rispetto al bilancio di previsione 2011, l’utile del 2011 ha subito una riduzione del 20% rispetto all’utile dell’anno precedente nonostante le nuove iscrizioni del 2011 siano state di 7190 iscritti rispetto alle 1600 nuove pensioni erogate nello stesso anno, (quindi 7 che versano e 1,5 che prende), la gestione del patrimonio mobiliare ha subito una perdita non prevista nel bilancio preventivo;

Tutto ciò dimostra che si può vedere il bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno, dovrebbe far riflettere e preoccupare la cospicua riduzione delle entrate dovute alla crisi dei redditi degli architetti e degli ingegneri, forse sarebbe più utile, nei confronti della comnuicazione esterna, non cercare di attenuare le nostre evidenti difficoltà derivanti dalla situazione dei redditi dei professionisti, ma al contrario evidenziarle per denuciare una situazione di estrema gravità a cui il governo dovrebbe assolutamente mettere mano.

Un capitolo a parte merita la gestione del patrimonio mobiliare, colpisce vedere, per la prima volta per quanto mi riguarda, un dato negativo nella gestione del nostro patrimonio, la situazione finanziaria mondiale ci deve far riflettere sui nostri investimenti, se passiamo al sistema contributivo diventa fondamentale far crescere al meglio il nostro patrimonio, ho l’impressione che qualcosa di meglio si possa fare rispetto a ciò che è stato fatto fino ad oggi.

Colpisce anche, nel bilancio, il pesante importo dei crediti che inarcassa vanta nei confronti degli iscritti che non sono in regola con il pagamento dei contributi, 260 milioni di euro circa che attualmente sono in bilancio, ma difficilmente verranno recuperati, se non una piccola parte.

L’obiettivio del Cda è di far prescrivere tali crediti e di conseguenza anche gli anni di contribuzione, bisogna riflettere su cosa sia più opportuno fare, sicuramente andrebbero recuperati i contributi integrativi evasi, che sono soldi che l’iscritto ha percepito dal cliente ma non ha versato.

Ci sono due fattori da tenere conto nella prospettiva di mandare in prescrizione tali crediti: le numerose sentenze che hanno dato ragione all’iscritto, non in regola con il pagamento dei contributi, di poter usufruire di benefici da inarcassa, e la preoccupante situazione sociale che si verrà a creare quando un gran numero di professionisti non avrà diritto a percepire la pensione.

Tutto dipenderà da come riusciremo a difendere il nostro lavoro intellettuale di architetto e ingegnere, in questo difficile compito si è impeganta a dare il suo contributo, la neonata Fondazione di Inarcassa che è stata presentata ufficialmente all’ultimo CND di giugno con un dibattito con il giornalista Antonio Polito.

Vi invito a visitare il sito della Fondazione  (vai al link).

Notizie utili:

– Le ultime norme del Governo, obbilgano Inarcassa a seguire le procedure pubbliche nell’assegnazione degli inacrichi e degli appalti di lavori, ciò renderà molto più lunghe, con maggiori costi per noi, l’esecuzione dei lavori sul nostro patrimonio immobiliare;

–  fumata nera da parte del Governo in merito alla possibilità di poter compensare i debiti degli iscritti con i crediti con le Stazioni Appaltanti, sarebbe un passo importante per consentire di mettersi in regola a tutti i colleghi che hanno importanti crediti con le Amministrazioni e non riescono a pagare i contributi;

– Inarcassa ha stipulato una convenzione con Willis per l’assicurazione professionale obbligatoria, le condizioni e i prezzi sono molto convenienti, vai al link;

– è partito il progetto della rivista di Inarcassa on line, consulta il primo numero;

– a breve sarà presentato un concorso di idee, riservato ai giovani iscritti, per la sistemazione dell’ingresso della sede dell’Inarcassa a via Salaria;

– la Banca Popolare di Sondrio, in seguito a nuove normative ci obbliga a utilizzare una società per le stime del nostro patrimonio immobiliare, impedendoci, di fatto, di far lavorare nostri colleghi architetti e ingegneri nell’espletamento delle stesse.

Vi ricordo che il 30/06/2012 è scaduto il versamento della prima rata dei contributi del 2012, se non avete pagato, potete avvalervi del ravvedimento operoso con sconti sulle sanzioni fino al 70%, per maggiori informazioni vai al link.

A seguito delle nuove procedure che intendono ottenere un risparmio nella gestione della carta, non verrà più inviato per posta il bolletino M.A.V. delle prossime rate, a partire da quella di settembre, ma dovrà essere generato e stampato tramite l’apposita procedura su Inarcassa On line.

Inarcassa organizza incontri su sostenibilità a 50 anni, ma non nelle grandi città

In questi giorni la direzione di Inarcassa ha inviato una comunicazione a tutti gli iscritti (che si allega in fondo) per comunicare una serie di incontri con gli associati sul tema della sostenibiltà a 50 anni, che comporterà ulteriori pesanti sacrifici.

Se l’obiettivo era condividere il più possibile con gli iscritti la riforma, non si capisce perché gli incontri non si possano fare nelle grandi città, più facilmente raggiungibili e dove ci sono un maggior numero di associati.

La collega Angela Rosa, ha scritto una lettera al Presidente di Inarcassa Paola Muratorio, in risposta alla comunicazione ricevuta.

Testo della lettera:

All’Attenzione dell’Arch. Paola MURATORIO

PRESIDENTE CASSA NAZIONALE
DI PREVIDENZA ED ASSISTENZA
PER GLI INGEGNERI ED ARCHITETTI
LIBERI PROFESSIONISTI
Via Salaria, 229 – 00199 Roma
segreteria.presidenza@inarcassa.it

Oggetto: Risposta alla Sua del 26 marzo 2012 – Protocollo: 106/PRES./2012 relativa alla Sostenibilità a 50 anni – incontri con gli associati

Gent.ma Presidente Arch. Paola Muratorio,
a seguito della comunicazione di cui all’oggetto, in considerazione del fatto che il tema riveste fondamentale importanza per la vita futura gli iscritti, Le chiedo di fissare gli incontri presso i Capoluoghi di Provincia e non in sedi decentrate, di effettuare collegamenti in videoconferenza presso le sedi degli Ordini o delle Università, affinché venga raggiunta la massima conoscenza del problema e per dar modo agli iscritti di poter intervenire in tempo reale per prospettare soluzioni alternative e compatibili con l’attuale crisi del settore.
Il mio suggerimento è che prima di chiedere altri sacrifici vengano: tagliate le spese e le consulenze, adeguati gli stipendi dei dirigenti e che le soluzioni proposte vengano sottoposte al voto di tutti gli iscritti e non solo dai delegati che, in questo frangente, non rappresentano più gli elettori vista la situazione che si è venuta a creare con il governo Monti non eletto dai cittadini.
A una situazione di emergenza bisogna rispondere con un’equa ridistribuzione delle risorse economiche.

Rimango in attesa di un Suo cortese riscontro
Cordiali saluti
Angela Rosa

E’ stata fatta anche una petizione per sottoscrivere la lettera della collega:

SOTTOSCRIVI LA PETIZIONE

LETTERA DI INARCASSA:

PRESIDENZA Protocollo: 106/PRES./2012 Roma, 26 marzo 2012

Oggetto: Sostenibilità a 50 anni – incontri con gli associati Gentile Collega,

il D.L. n. 201 del 6 dicembre 2011 impone alle Casse Professionali di adottare, entro il prossimo 30 settembre, misure volte ad assicurare l’equilibrio tra entrate contributive e spesa per prestazioni pensionistiche secondo bilanci tecnici riferiti ad un arco temporale di cinquant’anni.

In assenza di queste garanzie, tale norma prevede, con decorrenza dal 1° gennaio 2012, l’introduzione del metodo di calcolo contributivo, in forma pro rata (e un contributo di solidarietà dell’1% a carico dei pensionati nel 2012 e 2013).

Inarcassa si sta preparando ad una riforma importante e necessaria per rispondere ai dettami di sostenibilità richiesti dal Governo, ma anche di equità inter e intra generazionale e di adeguatezza delle prestazioni.

Al fine di condividere con gli associati che vorranno partecipare alle riunioni le linee di intervento, abbiamo definito un calendario di incontri per aree geografiche, in capoluoghi di provincia strategici per posizione:

Orari e luoghi degli incontri saranno resi noti appena disponibili nella pagina del sito dedicata agli “Incontri” (VEDI LINK).

Con i nostri migliori saluti.

IL PRESIDENTE

(Dott. Arch. Paola Muratorio)

IL VICE PRESIDENTE

(Dott. Arch. Giuseppe Santoro)