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Società Controllate – L’Ordine deve informare gli iscritti

L’assemblea dell’Ordine degli Architetti di Roma ha approvato il bilancio preventivo per il 2013 e ha convocato per il 23 aprile 2013 la seduta che dovrà approvare il bilancio Consuntivo.
Sappiamo tutti come l’Ordine sia titolare delle società a responsabilità limitata Prospettive Edizioni s.r.l., e Acquario Romano s.r.l. delle quali si serve come braccio operativo per le proprie attività culturali e divulgative.

Prospettive Edizioni è la “Casa editrice dell’Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia” ed è “Nata per volontà del Presidente arch. Amedeo Schiattarella, al fine di supportare la cultura e la professione degli architetti, la Casa editrice si occupa di pubblicare testi di Architettura, Urbanistica, Conservazione, Restauro, Ambiente e Arte”.
Tra le attività istituzionali della casa editrice vi è la stampa e la distribuzione di AR, il bimestrale dell’Ordine di Roma per la quale riceve uno specifico contributo dall’Ordine.
Nonostante 12 anni di attività, solo da meno di un anno la Casa editrice si è dotata di un comitato scientifico.

“L’Acquario Romano srl è il partner operativo della Casa dell’Architettura”.
“La Società provvede all’organizzazione logistica e del personale e sviluppa competenze nel settore della produzione di mostre ed eventi e fornisce servizi per eventi interni ed esterni all’edificio da cui prende il nome.”
Si tratta di una società creata dall’Ordine con lo scopo specifico di gestire la Casa dell’Architettura.
Dalla brochure:
“La struttura operativa è costituita da una società appositamente costituita, Acquario Romano s.r.l. con compiti di gestione dell’immobile e degli annessi. Il programma culturale è definito dal Comitato Scientifico, costituito secondo la convenzione tra l’Ordine degli Architetti e il Comune di Roma.
La Casa dell’Architettura potrà inoltre contare sulla operatività della Casa Editrice “Prospettive” di proprietà dell’Ordine e della sua struttura di editing e grafica, su un addetto alle relazioni esterne, oltre che ad una collaudata struttura operativa per la realizzazione e gestione di mostre e convegni, interna alla organizzazione dell’Ordine.
L’Ordine può inoltre mettere a disposizione uno spazio web già operativo che con una utenza di 68.000 visite/mese e oltre 1.490.000 pagine lette è tra i più importanti siti sull’architettura in Italia, nel quale costruire uno spazio dedicato alla Casa dell’Architettura ed interamente gestito dal webmaster dell’Ordine.”

L’Acquario Romano Srl ha anche il compito di gestire la Libreria e la caffetteria.
Le attività sono programmate da un comitato scientifico.

Last but not least, c’è sempre la Fondazione, della quale tutora si conosce poco o niente (non si conosce per esempio lo statuto), ma che a partire dalla seduta del 18 febbraio le sono state affidate “l’espletamento di tutti i corsi che riterrà di svolgere. Rimane in capo all’Ordine, come da disposizioni legislative, la titolarità dei corsi in tema di Sicurezza nei cantieri (dlgs 09.04.2008 n° 81 «Salute e Sicurezza sul Lavoro») e Prevenzione incendi (decreto del Ministero dell’Interno 05.08.2011), per i quali la Fondazione dovrà fornire tempestivamente informativa ed elenchi degli attestati conseguiti.” (qui il link, accessibile solo per gli iscritti)

Risultano evidenti i rapporti economici tra l’Ordine e questi enti interamente detenuti dall’Ordine stesso. Sembrerebbe scontato che in sede di assemblea di bilancio venissero fornite tutte le informazioni utili a conoscere le modalità di gestione economica delle due istituzioni. Questo è valido sia nel caso in cui le istituzioni ricevono fondi diretti dall’Ordine (come nel caso evidente della Prospettive Edizioni e della Fondazione), sia nel caso in cui i rapporti economici siano più indiretti ma comunque sistematici (come nel caso dell’Acquario Romano).
Eppure da anni i bilanci dell’Ordine continuano ad essere proposti ed approvati all’assemblea senza la benché minima possibilità di entrare nel merito delle due società (tralasciamo la Fondazione per il momento).
Alcuni di noi hanno quindi deciso di provare a fare chiarezza sui conti tramite un accesso agli atti richiedendo le fatture degli ultimi 5 anni delle due Srl.

“i sottoscritti arch.tti:   (…)
fanno istanza, ai sensi e per gli effetti della Legge n. 241/90 e s.m.i, affinché codesta spettabile Ordine voglia rilasciare la seguente documentazione:

– n.1 copia  delle fatture emesse negli ultimi 5 anni dalle società dell’Ordine degli Architetti di Roma “Prospettive edizioni s.r.l. “
– n.1 copia  delle fatture emesse negli ultimi 5 anni dalle società dell’Ordine degli Architetti di Roma  “Acquario Romano s.r.l.”

L’interesse giuridicamente rilevante alla ostensione della predetta documentazione amministrativa risiede nella tutela dei propri diritti e per poter valutare se vi sia stato un ingiusto danno economico e la compressione dei propri diritti.
(…)”

L’Ordine si è appellato all’articolo 24 della L. 241/1990 che riporta: “Non sono ammissibili istanze di accesso preordinate ad un controllo generalizzato dell’operato delle pubbliche amministrazioni”.
Indipendentemente dalla legittimità di questa motivazione a noi pare evidente l’ossimoro: l’Ordine non fornisce alcuna informazione sulle sue Srl però pretende che le richieste di informazione siano specifiche e circostanziate. Ma se non si hanno informazioni generali come si fa a fare una richiesta più specifica?
Ancora più incredibile però pare la precisazione finale: “l’Ordine non è materialmente in possesso della copia della documentazione fiscale delle società Acquario Romano srl e prospettive Edizioni srl”. Come dire: inutile che ci chiedete informazioni, non le sappiamo neppure noi.

Ora poichè l’Ordine risulta proprietario di entrambe le società, è evidente che il loro conto economico incida in maniera diretta sul bilancio dell’Ordine stesso, che dovrebbe tenerne conto secondo un normale criterio di redazione di Bilancio Consolidato.

Siamo quindi chiamati a votare il prossimo bilancio, approvando implicitamente anche quello di queste due società, senza conoscere minimamente la programmazione né economica, né tantomeno culturale, di questi due enti così determinanti per la gestione dell’Ordine?

Tutto questo nonostante Amate l’Architettura abbia più volte chiesto in assemblea, e da diversi anni, di ricevere informazioni in tal senso, proponendo anche soluzioni  diverse quali ad esempio quella di istituire un concorso per la gestione delle due società.

Poi si stupiscono se ci sono colleghi che non approvano i bilanci.

Qui il Link alla risposta dell’Ordine.

Assemblea di bilancio previsionale dell’Ordine di Roma – La Mozione

MOZIONE D’ORDINE PER L’ASSEMBLEA DI BILANCIO PREVISIONALE DELL’ORDINE DEGLI ARCHITETI P.P.C. DI ROMA DEL 4 MARZO 2013

Gentili colleghi,

la recente riforma degli ordini professionali emanata dal governo con il DPR 137/2012 costituisce l’ultimo atto di un processo che ha progressivamente svuotato gli Ordini delle competenze a loro attribuite dalla norma che li ha istituiti.
Giova in questa sede ricordare le parole riportate nella lettera di dimissioni dell’Arch Schiattarella:

“Con l’abrogazione delle tariffe è venuto a cadere uno dei tre compiti istituzionali conferiti per legge istitutiva dallo stato italiano al sistema ordinistico a tutela degli interessi della collettività riducendo, di fatto, la dimensione “pubblica” e di garanzia degli Ordini.
Quali interessi intendesse tutelare il mondo politico e cosa avesse in mente è risultato chiaro con la promulgazione del DPR 137 del 7 Agosto 2012 che ha completato il disegno di svuotamento progressivo del ruolo istituzionale e della funzione pubblica degli Ordini (…).
Il trasferimento dei compiti di magistratura giudicante dai Consigli degli Ordini Provinciali ad un organismo terzo nominato dal Tribunale (sia pure nell’ambito di un’ampia rosa indicata dagli Ordini stessi) e l’istituzione dell’Albo Unico Nazionale degli Architetti come luogo di raccolta degli Albi Provinciali hanno snaturato i due compiti istituzionali residui della legge istitutiva e, nei fatti, ridotto gli Ordini Provinciali a delle pure emanazioni del sistema centrale.”

Queste parole vanno confrontate con quanto riportato dal

DECRETO LEGISLATIVO LUOGOTENENZIALE 23. NOVEMBRE. 1944, N. 382.
art. 7: “Il consiglio provvede all’amministrazione dei beni spettanti all’Ordine o Collegio e propone all’approvazione dell’assemblea il conto consuntivo ed il bilancio preventivo. Il consiglio può, entro i limiti strettamente necessari a coprire le spese dell’Ordine o Collegio, stabilire una tassa annuale, una tassa per l’iscrizione nel registro dei praticanti e per l’iscrizione nell’albo, nonché una tassa per il rilascio di certificati e dei pareri per la liquidazione degli onorari.  Ferma rimanendo l’efficacia delle norme che impongono contributi a favore di enti previdenziali di categoria, nessun pagamento, oltre quelli previsti da questo decreto, può essere imposto o riscosso per l’esercizio della professione a carico degli iscritti nell’albo1”.

Ci chiediamo quindi come mai, a fronte di una progressiva riduzione delle funzioni di competenza dell’Ordine, non sia seguita una riduzione sia delle spese di funzionamento dell’Ordine, rimasto pressoché invariato rispetto agli anni precedenti, con conseguente riduzione della tassa di iscrizione annuale.

Chiediamo quindi l’inserimento all’ordine del giorno della presente Assemblea delle seguenti mozioni d’ordine:

– definizione dei costi strettamente necessaria coprire le spese di funzionamento dell’Ordine e conseguente riduzione della tassa di iscrizione.
– chiarimenti circa il pagamento di spese legali di 9.000,00 euro oltre oneri all’avv.Scoca, per il ricorso al Tar / elezioni al CNA . spesa imputata al capitolo di bilancio “azione esterne di tutela e promozione professionale”

I sottoscritti architetti iscritti all’Ordine di Roma

GIULIO PASCALI

MARGHERITA ALEDDA

LUCILLA BRIGNOLA

GIULIO PAOLO CALCAPRINA

ELEONORA CARRANO

ILARIA DELFINI

CLAUDIA FANO

GIORGIO MIRABELLI

GIANLUCA ANDREOLETTI

GIANLUCA ADAMI

CRISTIAN CAPUANI

GIOVANNI DURANTI

La prima mozione (definizione dei costi di funzionamento dell’Ordine) è stata respinta con 76 voti contrari 14 favorevoli 4 astenuti.

La seconda mozione (sul ricorso al TAR) è stata rinviata all’Assemblea di Bilancio consuntivo.

Notizie da inarcassa n.9

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cari amici e colleghi

prosegue il servizio di informazione su tutto ciò che avviene all’interno di Inarcassa.

Insieme a Babbo Natale è arrivata l’approvazione definitiva da parte dei Ministeri della nostra riforma previdenziale, la famosa sostenibilità a 50 anni imposta dal Governo Monti,  che entrerà in vigore a partire dal 01 gennaio 2013.

Nel comunicato di presentazione inviato agli iscritti e pubblicato sul sito inarcassa (vedi link), si cerca di indorare la pillola, ma la realtà, soprattutto per le giovani generazioni, è molto più amara di ciò che viene descritto:

La Riforma, garantendo agli iscritti previdenza e assistenza nel nome dell’equità tra le generazioni, salvaguarda le aspettative solidaristiche del sistema previdenziale: dal mantenimento della pensione minima per gli iscritti meno abbienti“.

Non credo che si possa parlare di equità tra le generazioni quando:

– un iscritto di 35/40 anni di oggi, andrà in pensione non prima dei 70 anni e, a parità di contributi versati con un pensionato di oggi, avrà una pensione ridotta del 60%;

– un iscritto di 62 anni di oggi, potrà andare in pensione a 63 anni con una riduzione minima del 5,8 %.

Inoltre la pensione minima sarà mantenuta, ma non per i meno abbienti, come si dice nel comunicato, ma  soltanto per coloro che avranno avuto negli ultini 20 anni di attività un reddito medio superiore a 10.500 euro, tutti gli altri (attualmente quasi 1/3 degli architetti iscritti) non avranno diritto alla pensione minima.

Colpisce la differenza dei termini usati nel Regolamento:

prima: “la pensione minima non potrà essere inferiore a ……..”

oggi: “la pensione minima non potrà essere superiore a ………”.

La verità è che la solidarietà non è sostenibile con un rapporto di 1/3 di non abbienti, se non cambia la situazione lavorativa degli architetti italiani, fra 30 anni avremo più di 30.000 colleghi con una pensione “sociale”.

Qualche volta bisognerebbe avere il coraggio di raccontare la realtà  nuda e cruda, senza per questo creare allarmismi.

Se volete conoscere nel dettaglio la riforma andate su questo link.

Se non vi siete scoraggiati abbastanza, vi ricordo che il 31 dicembre 2012 scade il pagamento del saldo 2011, non vi verrà inviato il MAV, ma dovete stamparvelo su inarcassa on line, in alternativa si può pagare entro il 30 aprile 2012 con un interesse dilatorio del 2% fisso.

Per chi vuole conoscere anche gli altri fatti accaduti nei CND di ottobre e novembre può leggere questa breve sintesi:

– nel CND di ottobre, il Presidente di inarcassa ci ha informato dell’inserimento delle Casse private negli indici Istat, ciò perché lo Stato può così contabilizzare un saldo attivo di 50 miliardi nel bilancio, la cosa assurda è che in virtù di tale inserimento siamo obbligati al contenimento della finanza pubblica (Spending Review), e i risparmi che siamo tenuti ad ottenere devono essere versati allo Stato!!!

E’ una vera ingiustizia contro la quale le Casse private faranno ricorso.

Esiste un serio rischio di far confluire le Casse private nell’INPS, che per noi non sarebbe per niente un affare.

1) Poi si è passati alla trattazione dei criteri di individuazione e ripartizione del rischio degli investimenti.

Ci sono stati gli interventi degli esperti che ci hanno spiegato il contesto economico che ci obbliga a essere più prudenti negli investimenti anche a costo di un minor rendimento, bisogna diminuire il rischio cambio, che nel 2011 ci ha fatto perdere molti soldi, inoltre viene evidenziata la difficoltà della gestione e del rendimento del patrimonio immobiliare dovuta all’aumento della tassazione (IMU), calo del mercato e crisi dell’edilizia.

Tutto ciò porta alla seguente proposta di modifica dell’Asset Allocation:

Monetario  2% invariato

Obbligazionario  aumentato dal 41,5% al 48,5%

Azionario  diminuito dal 20% al 15,5%

Alternartivi  11,5% invariato

Immobiliare  diminuito dal 25% al 22,5%

Dopo una breve discussione in cui sono state espresse alcune perplessità, in particolare sulla diminuzione degli investimenti immobiliari in questo periodo, dove il mercato permetterebbe di fare buoni affari, si è passati alla votazione che è passata a maggioranza.

Non è facile capire cosa sia più giusto fare in questo momento nel campo immobiliare, sono convinto che si potrebbero acquisire immobili ad ottimi prezzi e che nel lungo periodo acquisterebbero un grande valore, ma se nel frattempo abbiamo difficoltà a gestirli e a mantenerli rischiamo di rimetterci.

Per quanto riguarda l’aumento dell’obbligazionario e la riduzione dell’azionario sono sicuramente favorevole, bisogna capire se l’obbligazionario è davvero più sicuro e meno rischioso dell’azionario.

2) Si è passati poi alla votazione in merito ai contributi da destinare alla promozione della professione (da statuto sono lo 0,34 del contributo integrativo), per il 2013 l’importo a disposizione è pari a 640.000 euro, si decide di destinarli: alla Fondazione Inarcassa, ai prestiti d’onore ai giovani iscritti con età inferiore ai 35 anni, alle professioniste madri con figli in età prescolare o scolare, ai finanziamenti agevolati.

3) Si è passati poi alla votazione del Comitato di Coordinamento del CND che dovrà migliorare la gestione dei Comitati e facilitare il rapporto tra i delegati e il Consiglio di Amministrazione.

Sono stati eletti i seguenti delegati:

Architetto Salvatore Gugliara

Architetto Stefano Navone

Architetto Fulvio Nasso

4) Si è passati poi alla discussione in merito alla revisione dello Statuto, dove si è affrontato il tema di un’eventuale gestione separata inarcassa richiesta da molti, la maggior parte dei delegati, come il sottoscritto, hanno espresso la loro contrarietà a un’ipotesi del genere, ma non abbiamo chiuso la questione rimandando la decisione.

Poi si è discusso del tema della riduzione dei delegati e delle nuove regole elettorali, esiste una necessità di riduzione del numero dei componenti del CND, esiste anche una forte discrepanza tra delegati che rappresentano più di 2500 iscritti e delegati che rappresentano, in alcuni casi, anche poche decine di iscritti.

Non sarà facile arrivare a una soluzione condivisa perché esiste una forte resistenza da parte dei delegati delle piccole province che non vogliono perdere il loro ruolo.

– Nel CND di Novembre è stato approvato il bilancio preventivo 2012.

1) Il Presidente ci ha informati sull’esito del ricorso al Tar e al Consiglio di Stato sull’inserimento nel paniere ISTAT, è stato bocciato, si è deciso quindi di riccorrere in sede Europea. A ciò si aggiunge la propsta shock del Ministro Riccardi che vorrebbe obbligarci a vendere il nostro patrimonio immobiliare agli inquilini ad 1/3 del prezzo di mercato, siamo sotto ricatto del Governo e doppiamente tassati, la cosa assurda è che da un lato ci obbligano alla sostenibilità a 50 anni dall’altro se ne inventano di ogni per toglierci soldi.

Spero che l’ADEP che rappresenta le Casse private, faccia sentire in maniera forte e decisa la propria voce.

2) Prima del CND si è svolto un convegno al MAXXI di Roma, organizzato dalla neo Fondazione di Inarcassa, primo evento concreto della stessa, il Presidente della Fondazione Architetto Andrea Tomasi ha denunciato la grave situazione in cui si trovano oggi i professionisti in Italia: la scomparsa delle tariffe, la concorrenza sleale e illegale dei dipendenti pubblici, la mancanza di una legge per l’Architettura e molto altro.

I politici che hanno partecipato hanno fatto la loro solita passerella pontificando su tutto e il contrario di tutto, ma fondamentalmete lontani anni luce dalle nostre esigenze. Il Senatore Grillo ha poi esaltato il Project financing, che a mio avviso è la più grande truffa di questi decenni.

La Fondazione di Inarcassa potrebbe dare un contributo importante al sostegno della nostra professione, ma bisogna cominciare a fare azioni concrete, non è più il tempo delle chiacchiere.

3)  Per quanto riguarda l’approvazione del Bilancio preventivo 2013 emergono i seguenti dati: i redditi dei professionisti sono in calo anche per il prossimo anno (il CNA ha calcolato una perdita del 26% negli ultimi 5 anni), ma l’effetto della riforma, con l’aumento notevole dei contributi minimi, farà aumentare le entrate complessive, inoltre i nuovi iscritti porteranno quote “fresche”, il risultato sarà un avanzo economico di circa 700 milioni di euro con il patrimonio che supererà i 7 miliardi di euro.

Nel mio intervento ho fatto notare al CDA che il bilancio di previsione non tiene conto del grande numero di iscritti che saranno costretti a cancellarsi da inarcassa perché non saranno in grado di pagare i contributi minimi, questo fenomeno, sebbene, parzalmente ammortizzato dalle nuove iscrizioni, avrà sicuramente un impatto notevole nei conti di inarcassa.

Il Presidente, nella sua risposta, mi ha confermato una sensazione che avevo da tempo, esiste una volontà di “entità superiori” di fare una sorta di selezione naturale, ovvero un professionista che ha un reddito e un fatturato sotto un certo livello (10.000/15.000 reddito  25.000/30.000 fatturato) non potrà più essere iscritto alla Cassa e all’Albo e si dovrà trovare un altro lavoro, naturalmente nessuno gli impedirà di mantenere la propria iscrizione, se non il fatto di non riuscire più a pagare i contributi previdenziali, l’Assicurazione professionale, la Formazione continua e molto altro.

Ho l’impressione che la cosa non preoccupi più di tanto la maggior parte dei delegati inarcassa.

Inoltre ho chiesto che venga fatto un progetto serio e strutturato sul sistema informatico di gestione di inarcassa che è ormai diventato l’unico strumento con cui gli iscritti si confrontano: dichiarazioni on line obbligatorie, gestione MAV, richiesta DURC, accertamento con adesione, ravvedimento operoso e molto altro.

Il Presidente mi ha risposto che è in previsione un progetto, non a breve temine, ma nei prossimi anni, come si dice meglio tardi che mai.

Per la parte che riguarda gli investimenti, il bilancio preventivo si basa sui dati disponibili per il 2012 dove c’è stata un’inversione di tendenza tra i rendimenti degli investimenti immobiliari che sono crollati e i rendimenti degli investimenti mobiliari che sono in ripresa.

Mi auguro che il rendimento gestionale lordo annuo previsto dell’intero patrimonio sia corrispondente alle stime fatte, ma ho qualche dubbio.

Dopo un breve dibattito il bilancio preventivo 2013 è stato approvato con una larga maggioranza, ho paura che sarà uno degli ultimi bilanci così positivi perché, passato l’effetto della riforma, i redditi non saliranno nel breve periodo e i nuovi iscritti serviranno appena a bilanciare l’aumento del costo delle pensioni.

Notizie utili:

–  Il Parlamento ha respinto la possibilità per i professionisti, (a differenza delle imprese a cui è stata concessa), di poter compensare i debiti previdenziali e fiscali con i crediti con le Stazioni Appaltanti;

–  A seguito delle nuove procedure che intendono ottenere un risparmio nella gestione della carta, non verrà più inviato per posta il bolletino M.A.V. delle prossime rate, a partire da quella di settembre, ma dovrà essere generato e stampato tramite l’apposita procedura su Inarcassa On line.

Assemblea di bilancio dell’Ordine di Roma: la Fondazione a tutti i costi

Lunedì 19 marzo si è svolta, presso l’Acquario romano, l’Assemblea di bilancio preventivo dell’Ordine degli Architetti di Roma, una riunione che si preannunciava molto accesa già dalla lettera che il Cesarch ha inviato ai propri iscritti alcuni giorni prima e che ha costretto il Presidente Schiattarella a “precettare” tutti gli uomini possibili.

Nell’ordine del giorno è stato inserito, oltre all’approvazione del bilancio preventivo 2012, la costituzione della Fondazione dell’Ordine.

La Fondazione, che è pagata con i soldi degli iscritti, è stata imposta dal Presidente dell’Ordine che  ha respinto tutte le proposte che sono state fatte, tra cui:

– rimandare la nascita della Fondazione a settembre, quando si conoscerà nell’ambito della riforma degli Ordini, la nuova norma sulla formazione permanente;

– discutere in assemblea le modalità di creazione della Fondazione, tra cui i finanziamenti, le nomine dei membri del Consiglio di Amministrazione, le finalità, permettendo agli iscritti di esprimere le proprie considerazioni ;

– coinvolgere il Centro Studi degli Architetti dell’Ordine di Roma (il Cesarch) nato più di 20 anni fa come organo indipendente per gestire la formazione e voluto dall’Assemblea degli iscritti, nella creazione della Fondazione;

– separare la votazione del bilancio da quella della Fondazione.

Tutto è stato inutile, il nostro Presidente, incollato alla poltrona da quasi 15 anni, ha detto no!! decide lui per tutti noi e poi ci fa sapere, la Fondazione è l’ultimo baluardo a cui attaccarsi per conservare una poltrona nei prossimi anni.

Dopo alcuni interventi appassionati, si è passati velocemente alla votazione del bilancio, i “precettati” avevano fretta di andare via, il Presidente da vecchio politico esperto ha blindato la Fondazione non permettendo una votazione a parte ma inserendola nella votazione del bilancio, su 145 presenti, 96 hanno votato a favore e 48 contro, (non si ricorda negli ultimi 20 anni un numero così alto di voti contrari).

Tra coloro che hanno votato a favore, se si tolgono i consiglieri dell’Ordine (15), i responsabili delle società dell’Ordine (acquario romano srl, prospettive edizioni srl), i dipendenti delle società, i consulenti, i componenti delle commissioni dell’ordine, i collaboratori, quelli già nominati nella fondazione, (tutte persone che percepiscono uno stipendio, un rimborso spese o un gettone dall’Ordine) e quelli a cui è stato già promesso qualcosa, non rimane praticamente nessuno !!

Il problema principale è che i nostri colleghi non partecipano alle Assemblee di bilancio e fanno molto male perché permettono a una “minoranza” che non ha più alcun consenso tra gli iscritti, di fare il bello e cattivo tempo gestendo in maniera privatistica i nostri soldi.

L’unica cosa che possiamo fare è informare gli iscritti nella speranza di una maggiore partecipazione, la rete ci può aiutare, segnaliamo il post dell’Associazione iva sei partrita molto attiva tra i giovani colleghi.

Pubblichiamo l’intervento in Assemblea della nostra collega Eleonora Carrano che ha avuto un lungo applauso da coloro che partecipavano liberamente alla riunione e che non ha avuto alcuna risposta esauriente dal nostro Presidente:

Premesso che:

il R.D. 23 ottobre 1925, n. 2537 Approvazione del regolamento per le professioni d’ingegnere e di architetto (2). Pubblicato nella Gazz. Uff. 15 febbraio 1926, n. 37.(2) Modifiche ed integrazioni alla disciplina dell’ordinamento,sono state apportate dal D.P.R. 5 giugno 2001, n. 328.

Visto che:

Sezione II – Del Consiglio dell’Ordine di Approvazione del regolamento per le professioni d’ingegnere e di architetto art37.

Il  consiglio dell’Ordine, oltre alle funzioni  attribuitegli  dal  presente regolamento dovrebbe determinare  il contributo annuale da corrispondersi da ogni iscritto per il funzionamento dell’Ordine per le seguenti funzioni:

1) vigilare sul mantenimento della disciplina fra gli iscritti

2) prendere i provvedimenti disciplinari;

3) curare che siano repressi l’uso abusivo del titolo di ingegnere e di architetto e l’esercizio abusivo della professione.

4) determinare  il contributo annuale da corrispondersi da ogni iscritto per il funzionamento dell’ordine,

5) compilare ogni triennio la tariffa professionale (ora abolita, n.d.r.)

6) dare i pareri che fossero richiesti dalle pubbliche amministrazioni su argomenti attinenti alle professioni di ingegnere e di architetto.

SI OSSERVA CHE

1) quanto riportato all’Ordine del giorno, ovvero: “costituzione della fondazione dell’ordine” è in assoluta discordanza con quanto previsto dal r.d. 23 ottobre 1925, n. 2537,  così come del resto lo sono la costituzione di s.r.l.  quali la “prospettive edizioni s.r.l.”  e  “acquario romano srl” finanziate con il contributo annuale degli iscritti e delle quali l’Ordine si è dotato da circa un decennio.

2) Ancora più grave è la modalità con la quale questo Consiglio costituito da sole 15 persone abbia  inteso far passare la costituzione di una  “fondazione” mettendola al voto all’ordine del giorno come costituisse fatto e diritto, senza informare e consultare  previamente i suoi 17.000 iscritti circa l’utilità e l’opportunità dell’iniziativa dal momento che – ci sembra di capire – tale fondazione dovrebbe essere avviata con il contributo degli iscritti.

3) Vogliamo ricordare che, quando fu costituito il CesArch nel 1991/1992 l’allora Presidente e Consiglio, indissero  una riunione tra gli iscritti all’Ordine e,  solo successivamente, dopo aver illustrato, discusso e accettato le proposte pervenute dagli iscritti, organizzarono una nuova riunione per la costituzione notarile del CesArch, con la presenza e sottoscrizione dell’atto costitutivo di un discreto  numero di colleghi.

4) Ma tale anomalia è solo l’ultima di una serie di cui questo Consiglio  si rende protagonista. Anche la singolare costituzione delle SRL (finanziate  in parte o totalmente?) con il contributo annuale degli iscritti che dovrebbero costituire una opportunità per tutti, sono appannaggio di pochi eletti. La scorsa assemblea, era stato messo in evidenza come fosse assolutamente inopportuno che la direzione della casa editrice Prospettive edizioni, così come la gestione della stampa della discussa rivista AR (a metà tra il bollettino e la pretesa di una rivista con contenuti culturali) con costi di produzione esosi denunciati in più occasioni a questo Consiglio, fosse diretta da ben 10 anni dallo stesso professionista in totale assenza di un costruttivo contraddittorio nella figura  di un suo comitato scientifico.

5) Si era infatti portato ad esempio  in assemblea, (pag.22 del verbale del 28.04.2011)  il caso spagnolo ove in regime di trasparenza assoluta, a cadenza biennale, viene messa a concorso sia la direzione della rivista che della casa editrice indicando con inequivocabile chiarezza, quali saranno i compensi per le attività previste. La sottoscritta, si era persino adoperata -inutilmente, va detto – per far pervenire a questo Consiglio  il bando di concorso (sic!) Ovviamente, il Consiglio non ha recepito le ampiamente condivise istanze di quanti sono intervenuti in assemblea e non ha seguito, né l’esempio spagnolo né nessun altro che garantisca agli iscritti una democratica e meritocratica alternanza della gestione della rivista e della  casa editrice.

6) Ad oggi infatti, dopo oltre un decennio, agli iscritti all’ordine di Roma, non è dato  conoscere -di grazia – quanto l’arch. Presta (e la sua consorte) da 10 anni alla guida della Prospettive Edizioni srl, percepisca in qualità di direttore della medesima casa editrice, né quanto gli venga corrisposto come Presidente del Consiglio di Amministrazione della Prospettive Edizioni srl. In questa sede lo gradiremmo  sapere.

7) A seguito delle critiche espresse in assemblea, questo Consiglio, dopo oltre un decennio, con delibera del 20 luglio 2011 ha acconsentito ad istituire una Commissione scientifica (sebbene il presidente Schiattarella avesse dichiarato già nell’assemblea del 28.04.2011 pag.28-29 che “in consiglio era già stato nominato il comitato tecnico scientifico” ) ebbene, a distanza di 8 mesi dalla nomina  di  tale  Comitato scientifico per la Società Prospettive Edizioni, composto da 6 membri, si è purtroppo già persa ogni traccia prima ancora che entrasse in azione  a quanto pare, visto  che  lo stesso, neppure è menzionato nel sito ufficiale di Prospettive edizioni. http://www.prospettivedizioni.it/

8) a proposito dei costi di produzione della discussa rivista AR, già sottoposti  in passato all’attenzione di questo Consiglio perchè  “ fuori mercato”:  si rileva un andamento degli stessi,  quanto meno schizofrenico, per il costo della sola stampa,  passata dai 120.000 euro nel 2003, ai 178.000 del 2009, ai 100.000 del 2011 ai 127.000 euro attuali, senza che questi abbiano una qualche sincronia con l’incremento o meno degli iscritti (attualmente 17.000 ma nel 2003 erano 13.000), gradiremmo chiarimenti in merito.

9) Va inoltre precisato che, quanto affermato dal presidente Schiattarella nell’assemblea del 28.04.2011 alla pag.29 ovvero che “il costo editoriale  di AR è  pari a zero” non risponde alla realtà dei fatti.  Infatti, per l’attività di redazione di AR, la sig.ra Aprosio percepisce circa 16.000 euro annui che vanno a sommarsi ai costi della sola stampa – quest’anno stimati intorno a circa 110.000 euro ma nel 2009 erano 178.000 euro  – di  una rivista che peraltro non ha il gradimento della maggior parte degli iscritti.

10) Sempre nel nome della trasparenza, sarebbe opportuno che il Consiglio informasse gli iscritti della circostanza che vede un professionista prestare la sua opera in un  incarico fiduciario  presso l’Ordine – quale è quello di gestire il denaro degli iscritti – condannato  in sede di commissione deontologica a ben due provvedimenti disciplinari. Ricordiamo quanto pronunciato dall’allora Garante Stefano Rodotà, respingendo la richiesta della legge sulla  privacy che «non ha modificato la disciplina legislativa relativa al regime di pubblicità degli albi professionali e alla conoscibilità degli atti connessi,  e che tali albi sono destinati per loro stessa natura e funzione ad un regime di piena pubblicità, anche in funzione della tutela dei diritti di coloro che a vario titolo hanno rapporti con gli iscritti agli albi».

11) Per concludere, in linea con quanto espresso sopra e con riferimento al  R.D. 23 ottobre 1925, n. 2537 e successivi, in merito al preventivo del bilancio proposto dal consiglio dell’Ordine ci chiediamo: _ perchè mai gli iscritti dovrebbero finanziare  tale “mediarch” euro 25.000? (preventivo  pag. 3 )

_ cosa sono le “Azioni esterne promozione e tut. Profess.” alla pag 4 capitolo B.1.6) – SPESE TUTELA PROFESS. per la cifra di euro  452.309,06? in cosa differisce dalla voce “Promozione internalizzazione” ?

_ e perchè mai sotto la voce B.1.6) – SPESE TUTELA PROFESS. Compare il “Fondo pubblicazioni- volumi di architettura” per euro 40.000?  Perchè gli iscritti, privi persino della supervisione di un comitato scientifico operativo, dovrebbe voler finanziare tali “volumi di architettura”?

_ e come mai questa voce non è comparsa fino al 2011, sebbene la casa editrice Prospettive srl esista dal 2001? come finanziava i volumi pubblicati?

_ fa parte della tutela professionale, per es, finanziare un libro di un consigliere dell’Ordine in carica?

_ Alla pag.5 “B.2) USCITE IN CONTO CAPITALE” sono stati stanziati 50.000 euro, sarà mica il fondo per la futura fondazione? Altrimenti, in quale di capitolo di spesa compare la costituzione della “Fondazione” posta  all’ordine del giorno che si chiede agli iscritti di votare e nel cui bilancio di previsione, tale voce neppure compare?

_ alla pag.3, le SPESE PER IL PERSONALE ammontano alla straordinaria cifra di  euro 788.000,00 come è possibile, se l’Ordine ha solo 14 dipendenti? Vengono per caso pagati, con questi denari anche i dipendenti della srl “Acquario Romano”? Per la legge sulla trasparenza, vorremmo pubblicati in rete i nomi del personale e quanto questi percepiscano singolarmente.

Ordine degli architetti di milano non approvato bilancio consuntivo

Quando ho ricevuto la mail del nostro amico Giovanni Loi di Milano, credevo che fosse uno scherzo. In realtà è tutto vero a Milano non è stato approvato il bilancio consuntivo 2010 dell’Ordine degli Architetti.

E’ un risultato importantissimo che dimostra come gli iscritti, che si ritrovano ad essere in una condizione lavorativa sempre più drammatica, comincino a rendersi conto dell’inutilità degli Ordini professionali che non fanno quasi nulla dei loro compiti istituzionali ma che sono diventati dei circoli privati per gestire grosse quantità di denaro nell’interesse di pochi.

Si pensi che il fatturato dell’Ordine di Roma è di quasi 4 milioni di euro.

Oggi bisogna avere il coraggio di ripensare la funzione di un Ordine professionale che si rifà ad una Legge istitutiva che ha quasi 100 anni, provate a pensare come è cambiata la società in questi ultimi 100 anni e vi renderete conto che o si riparte da zero ripensando totalmente la funzione e i compiti di un Ordine professionale o bisogna chiuderli.

Vi riporto il post scritto da Giovanni Loi di anarchit pubblicato sul forum del Corriere.it e i relativi commenti:

Inviato da: Giovanni Loi il Lunedì, 02 Maggio 2011

Sin dal 1995 conduco una serissima battaglia sui bilanci dell’Ordine degli architetti di Milano.
I diversi Consigli che si sono succeduti hanno sempre aspramente censurato le mie considerazioni che attengono alle funzioni istituzionali di un Ordine professionale ed ai modi di finanziarlo, così come la legge prevede.
Posso assicurare che il Ministero della Giustizia, da me più volte chiamato in causa, ha ritenuto di non dover mai intervenire nel merito, consentendo, per più di 3 lustri, che si riproducesse una prassi che esula da quanto la legge prevede.
La norma che limita le spese di un Ordine come il nostro è sancita dal DdgL. n° 382 del 1944 che recita: “Art. 7 – Il Consiglio provvede alla amministrazione dei beni spettanti all’Ordine o Collegio e propone all’approvazione dell’assemblea il conto consuntivo ed il bilancio preventivo. Il Consiglio può, entro i limiti strettamente necessari a coprire le spese dell’Ordine o Collegio, stabilire una tassa annuale, una tassa per il rilascio dei certificati e dei pareri per la liquidazione degli onorari.
Ferma rimanendo l’efficacia delle norme che impongono contributi a favore di enti previdenziali di categoria, nessun pagamento, oltre a quelli previsti da questo decreto, può essere imposto o riscosso per l’esercizio della professione a carico degli iscritti nell’albo.”
Per giudicare la bocciatura odierna dei Bilanci dell’Ordine di Milano, che personalmente, a fini di giustizia e di interesse pubblico, auspicavo sin dal 1995, bisogna conoscere quali sono le reali funzioni attribuite per legge ad un Ordine, ovvero ad un Ente sostitutivo dello Stato che detiene poteri di magistratura disciplinare nei confronti dei propri iscritti, i quali, sempre per legge, sono obbligati ad essere tali qualora intendano esercitare la libera professione.
Ebbene queste limitatissime funzioni sono: la tenuta e aggiornamento dell’Albo; stabilire il contributo annuo per essere iscritti all’Ordine; dare pareri sulle controversie professionali e sulla liquidazione degli onorari; vigilare sulla tutela dell’esercizio professionale.
Si può spiegare perché la norma del 1944 imponeva questi limiti. Perché al di là di questi limiti si potrebbe imporre una tassa che agevola la costituzione di qualche cosa di molto diverso che somiglia al vecchio sindacato unico ad iscrizione obbligatoria che proprio la stessa legge del 1944 aveva abolito.

Inviato da: Avolpato il Venerdì, 29 Aprile 2011

Milanesi ieri ho assistito ad un evento a dir poco soncertante! Nella Milano dell’expo, delle grandi infrastrutture, dei cantieri in ogni dove, delle gru che modificano la skyline della cittò, la Milano dell’eccellenza nonchè culla del design….gli architetti si rivioltano al loro Ordine Proessionale!!!!bocciando il bilancio consuntivo dell’esercizio 2010, con una votazione veramente testa a testa come nei film di suspance:73 aveti diritto al voto, di cui 69 votanti….34 favorevoli, 34contrati, una scheda bianca….quindi non superata la solgia del 50%+1 votante necessaria all’approvazione di un bilancio che “Cuba” 2 milioni di euro….

alla fine della votazione gli animi si scaldano, si ipotizza una seconda votazione in quanto tale circostanza non è mai successa…ma chi come me ieri c’era sà già che il ministrero di Graziea e Giustizia commissionerà il ricco e nutrito ordine degli architetti dellsa MIlano dell’Expo….

Cosa succederà della nostra città????

Inviato da: jlondon il Venerdì, 29 Aprile 2011

ordini professionali quanto di più corporativo e inutile ci possa essere

Inviato da: SuperMario il Venerdì, 29 Aprile 2011

Solo 69 votanti?
Vuol dire che gli architetti di Milano pagano le quote professionali e tacciono, disinteressati a come vengono gestiti i loro soldi e le loro pensioni.
Si vede che ne hanno già troppi.

Inviato da: bstucc il Venerdì, 29 Aprile 2011

E poi? Il parere di un ordine professionale è forse vincolante?

Inviato da: Scatulin del Luster il Venerdì, 29 Aprile 2011

Anche io c’ero.Ho fatto da presidente di seggio. Ringrazio Volpato per la sua disamina dell’accaduto. E’stato emblematico.
Su 12000 iscritti eravamo solo in 73! ma non stupitevi, gli anni passati i numeri erano addirittura più bassi!
Orbene ho appena terminato la telefonata con la Presidente dell’Ordine, sul fatto che essendo presidente di seggio nominato dagli iscritti, dovessi redigere un particolare verbale e/o recarmi anche oggi in sede. Mi ha tranquillizzato dicendomi “ma tu non hai dormito la notte per il problema della non approvazione del bilancio?”.
Confesso verso quasi 200 euro annui di quota di iscrizione e mi rugherebbe un po’ far precettare il mio Ordine professionale che ricordo, come è emerso ieri sera, ha anche compito di magistratura e deve controllare che gli iscritti si comportino rispettando etica e deontologia professionale.
Per legge però (ricordo risalente al ventennio), come ridadito da me e da altri colleghi intervenuti nella dichiarazione di voto, l’ordine ha il solo obbligo di tenuta elenco iscritti e suo aggiornamento e di controllo del rispetto delle norme professionali deontologiche degli stessi.
Non è scritto da nessuna parte nel codice civile ne riportato in alcuna Legge attualmente vigente che si debba con la propria quota OBBLIGATORIA necessaria per poter esercitare la professione, pagare siti internet, serate culturali, riviste, bella sede, pubblicazioni, viaggi di rappresentanza.

No non è d’obbligo per alcun iscritto.
Quindi voglio poter scegliere di quali servizi avvalermi. Allo stato attuale qualsiasi collega se vuole può partecipare e fruire dei servizi messigli a disposizione altrimenti li paga comunque, con la sua quota annuale per tutti gli altri che ne fanno uso…
Il fatto che dopo il mio intervento sia arrivato uno scroscio di applausi dai colleghi faceva presagire che il bilancio a consuntivo non venisse approvato. Ricordo a tutti che, se è vero che 200 euro all’anno non fanno la differenza per molti colleghi “arrivati”, la fanno eccome per tutti i giovani Architetti milanesi neo iscritti all’ordine che vengono sfruttati dai colleghi arrivati per 800-1000 mese in partita iva e oltretutto sono proprio coloro che lavorano alacremente e rendono realizzabili le cose che poi vedete per la città, nelle belle presentazioni: cad, rendering 3D, nuove tecnocnologie, housing sociale, design, insomma il futuro!e quindi Evviva la doppia quota: minimum tax per tutti e quota aggiuntiva per tutti i servizi in più!

Saluti! Scatu

Inviato da: Alexx il Venerdì, 29 Aprile 2011

Se l’ordine degli architetti è come quello dei medici non serve, per fare il medico ci vuole la laurea, l’esame di stato per l’abilitazione e per alcune cose la specialità, l’iscrizione all’ordine non è richiesta per lavorare negli ospedali o alle asl, è una cosa privata e facoltativa, quindi anche le minaccie di essere espulsi dall’ordine lasciano il tempo che trovano.
non lo sapevate ? beh ora si !!
Alexx

Inviato da: viktor_66 il Venerdì, 29 Aprile 2011

Fosse successo all’ordine dei commercialisti sarebbe stato splendido!

Re: Ordine degli architetti di milano non approvato bilancio consuntivo

Inviato da: Spider il Lunedì, 02 Maggio 2011

Chissà che succederà all’Ordine Avvocati… ho visto un bilancio a pareggio da oltre 6 mln…