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Perché le case crollano? Usereste un’auto d’epoca per fare la spesa?

2 febbraio 2016

Al di la delle questioni giuridiche e delle responsabilità legali, su cui si esprimerà la magistratura, il crollo del Flaminio è significativo perché mette in evidenza un modo di affrontare le ristrutturazioni, che se non è indicativo di schizofrenia, denota certamente la presenza di un delirio di onnipotenza, a tutti i livelli.

È evidente che alla base della catastrofe ci sia stata l’incapacità di accettare il fatto che ci sono dei limiti all’utilizzo di un fabbricato che sono imposti dalle leggi della fisica, ma soprattutto dalla obsolescenza degli immobili.

Facciamo un esempio.

Tutti amiamo le auto d’epoca. Qui di seguito potete vedere un bellissimo esemplare di Isotta Fraschini Tipo 8A.

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isotta-fraschini_8a-roadster_front-view, Di Luc106 - Opera propria, Pubblico dominio

Questa magnifica e lussuosa macchina è stata prodotta negli anni ’20.

Ora se ti sei comprato una Isotta Fraschini, dopo non puoi pretendere di utilizzarla come se fosse una Ferrari 488 GTB, ancora meno puoi pensare di usarla come un’utilitaria o un furgone da trasporto. Hai comprato un’auto d’epoca, devi accettare che circoli solo in determinate condizioni, che non possa raggiungere le velocità che desideri; magari puoi pensare di utilizzarla per un matrimonio ma non puoi pensare di andarci a fare la spesa tutti i giorni, di sicuro non la useresti per il trasporto dei mobili di casa.

Per intenderci questa è la foto di un furgone per il trasporto di frutta e verdura nel mercato di Jakarta.

Jacarta - foto di Giulio Pascali

Jakarta - foto di Giulio Pascali

Beh, capisco, non tutti aspirano ad avere un furgone. Molti ne possono fare a meno. E’ difficile però trovare uno che non desideri avere una ferrari. Questa è una 488 GTB. Tra una Ferrari e una Isotta Fraschini c’è una bella differenza; entrambe sono magnifiche automobili ma difficilmente ti compreresti una IS8a se la tua aspirazione è quella di andare da zero a cento in 5 secondi.

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Insomma se vuoi avere le prestazioni di una Ferrari ti compri una Ferrari, o no? E se non puoi permettertelo che fai? Modifichi il motore? Magari si, ma poi devi sapere che la carrozzeria resterà la stessa, l’aerodinamica, la meccanica non saranno idonee a sopportare un motore potenziato. Se superi i limiti, oltre a rischiare una denuncia per violazione del codice stradale è evidente che ti devi aspettare anche che la tua automobile non regga.

Così è avvenuto al Flaminio.

Evidentemente i due proprietari si sono comprati una casa d’epoca, ma avevano in testa i cinque punti di Le Corbusier; uno desiderava il tetto giardino, l’altro la pianta libera. Purtroppo si sono ritrovati un vecchio e pesante edificio residenziale degli anni ’30, fatto di muri portanti, ambienti piccoli e asfittici, finestre con aperture limitate, e tetti piastrellati: che noia!

Dopotutto li capisco, è opinione comune che le abitazioni di una volta siano quelle costruite meglio. Si dice in giro che le case di una volta siano migliori, più solide, più belle. D’altronde basta guardarle, tutto nella loro architettura esprime solidità: l’attacco a terra, il rapporto tra i pieni e i vuoti, la massa e il volume del fabbricato, il rigore tipologico, tutto contribuisce a dare un senso di sicurezza e durevolezza. Chi si sarebbe potuto immaginare che il palazzo non avrebbe retto a quattro vasi e un paio di pareti in meno.

Purtroppo la realtà non è sempre come ce la immaginiamo; si scopre che all’epoca eravamo in regime autarchico, quindi i materiali erano più scadenti, il cemento armato non era così diffuso, le strutture erano ancora in muratura portante, i solai tendevano ad imbarcarsi appoggiandosi anche sulle pareti non strutturali, dopo un po’ (come dovrebbe essere noto a chiunque abbia fatto l’esame di Statica 1 all’università) anche i tramezzi diventavano collaboranti. Si scopre anche che neppure ai bei tempi i costruttori brillavano per onestà; magari iniziavano i lavori per fare un edificio di sei piani, ma alla fine ti tiravano fuori un paio di piani in più.

Inoltre le case non sono come le auto, che le sposti come ti pare e le metti in garage quando non servono; le case sono immobili, appunto, dove le prendi, li rimangono. Se vuoi la casa in centro ti tocca prenderti quella che c’è; e ti tocca pure pagarla un sacco di soldi. È un problema di mercato, più ti avvicini al centro e più le case valgono; anche quando sono costruite male.

Se sei ricco è naturale che la casa te la compri dove costa di più: è una questione di status symbol. Ma se hai speso un sacco di soldi per comprarti casa, dopo come fai ad accettare che la casa non sia come più ti piace?

È per questo che in America in centro costruiscono i grattacieli. In America poi se una casa è vecchia, dopo un po’ la buttano giù e la ricostruiscono nuova, soprattutto se sei vicino al centro; così quando rivendi l’immobile, che costerà una fortuna, sei anche sicuro di vendere un prodotto che si avvicina alle esigenze di chi lo utilizzerà.

Per fortuna non siamo in America; a noi ci piacciono le cose antiche; anche quando non hanno alcun particolare valore estetico o storico; basta che abbiano passato la quarantina che già ci basta. D’altronde da noi esistono i centri storici, siamo circondati dalla storia, siamo abituati all’antichità; quindi un po’ la ricerchiamo, ci consola.

Non c’è nulla di male; siamo la vecchia Europa. I valori storici sono parte del nostro essere ed è giusto attribuire un valore anche agli aspetti culturali ed emotivi della città. Fino agli anni ’40 abbiamo allegramente sventrato e allargato i centri storici, ma oggi abbiamo capito che non era il caso, che bisognava smettere di demolire le cose antiche. Presi dallo slancio ci siamo abituati a conservare tutto, ma proprio tutto.

Solo che ogni tanto qualcuno si annoia e decide che si, le case antiche sono belle eh, ma vuoi mettere un’open space o un tetto giardino?

Purtroppo ogni tanto qualcuno si dimentica che bisogna anche avere la consapevolezza dei limiti, e dei costi, che comporta mantenere i valori affettivi.

Se le esigenze di utilizzo di un immobile sono tali da consigliarne la sostituzione, allora sarebbe bene prendere seriamente in considerazione la cosa, piuttosto che rischiare che un utilizzo improprio ne provochi la rottura o il crollo.

Nel suo saggio breve “Il Medium è il Massaggio” McLuhan sostiene che l’alienazione contemporanea sia in larga parte dovuta dall’ansia di voler utilizzare i nuovi strumenti con le stesse metodologie dei vecchi. Per capirci, ostinarsi a fare le orecchie sullo spigolo dell’iPad per segnarsi la pagina, insistere a ferrare le ruote della propria auto sono tutte azioni che ci possono creare un certo grado di alienazione.

In questo caso abbiamo invertito i termini; abbiamo pensato di poter chiedere ai vecchi strumenti delle prestazioni e delle funzionalità ottenibili solo con i nuovi mezzi. Gli effetti di questa incongruenza a volte emergono in maniera curiosa.

Prima che la curiosità dilaghi, e prima di puntare il dito sui singoli responsabili di questo crollo, sarebbe auspicabile che chi ha ruolo di governo di questa città cominci a prendere seriamente in considerazione l’ipotesi di avviare una vasta e sistematica revisione del patrimonio edilizio esistente; soprattutto quello costruito nei due dopoguerra che come sappiamo non brilla né per qualità estetica né per quella costruttiva.

Qualche anno fa ci hanno già provato ed è finita malamente, vediamo di ritentare, magari con qualcosa di più semplice ed efficace.