Articoli marcati con tag ‘architettura’

CALL 100 parole: “COSA FARÀ L’ARCHITETTO NEL POST-COVID?”- Riflessioni di Architettura Senza Frontiere Italia- Piemonte

14 Giugno 2020

Copertina: © Architettura Senza Frontiere Italia- Piemonte

L’architetto post-covid19 dovrà concentrarsi sulla bellezza dell’abitare.

La quarantena ha evidenziato la strettissima connessione tra spazio vissuto e qualità della vita.

Le persone in situazioni abitative precarie si sono rivelate le più vulnerabili. Un ambiente salubre, alla giusta temperatura ed areato può garantire una migliore salute fisica; un ambiente bello, luminoso, opportunamente organizzato e con spazi sufficienti per le persone ospitate e per le attività, garantisce una migliore salute psicologica.

È dovere dell’architetto interrogarsi ed agire affinché il diritto all’abitare la bellezza sia garantito a tutti.

 

Testo di: ASF Italia-Piemonte
Immagine suggerita da: ASF Italia- Piemonte
Editing: Giulia Gandin

 

CALL 100 parole: “COSA FARÀ L’ARCHITETTO NEL POST-COVID?”- Riflessioni di Italo Celiento

6 Giugno 2020

Copertina: Torino-Officine Grandi Riparazioni temporaneamente trasformate in reparto ospedaliero ©Giorgio Perottino/Getty Images

Sin da questa fase di ripresa, gli architetti dovranno rispondere ai nuovi quesiti posti dall’emergenza, come è stato per le epidemie della storia recente del colera e della tubercolosi, sfruttando quelle che erano capacità tecnologiche e contesto socio-politico delle diverse realtà.

Si dovranno saper leggere per tempo le nuove abitudini dell’uomo legate alle istanze della salute ed alle futuribili nuove emergenze, in maniera trasversale a tutte le aree della progettazione, dalla residenza ai luoghi di lavoro di istruzione, e del commercio.

Tutto senza tralasciare la tendenza di una sempre maggior fusione di spazio fisico e digitale, si parla tempo di “Phygital” pertanto la capacità di adattamento degli spazi fisici dovrà seguire quella delle tecnologie digitali che ne supportano la fruizione.

 

Testo di: Italo Celiento
Immagine suggerita da: Italo Celiento
Editing: Giulia Gandin

 

CALL 100 parole: “COSA FARÀ L’ARCHITETTO NEL POST-COVID?”- Riflessioni di Giorgio Mazzocchi

6 Giugno 2020

Cosa farà l’architetto post-covid? Quello che ha sempre fatto. Studierà il mondo in ogni sua sfaccettatura: ricercando in ogni materia l’aspetto più filantropico della scienza, della psicologia, della natura stessa.

Sarà l’uomo a cambiare opinione sullo spazio e sugli ambienti; all’architetto non resterà, come sempre, l’arduo compito di tradurre ciò che soggettivamente l’uomo desidera in ciò che oggettivamente è possibile costruire, aggiungendo, sottraendo e modificando le variabili dell’onnicomprensiva equazione della progettazione.

Nella volontà di alcuni uomini spauriti, forse, andrà a risiedere il desiderio di nuove barriere, nell’ottica di una maggiore sicurezza.

Il pensiero di altri, spero, verrà influenzato da quello che la natura sta cercando di dimostrarci da quando gliene abbiamo dato la possibilità: la necessità di riattribuirle il rispetto e gli spazi che da sempre le sono appartenuti e che da tempo le sono stati sottratti.

 

Testo di: Giorgio Mazzocchi
Immagine “The Arboreal Office” di Rob Gonsalves suggerita da: Giorgio Mazzocchi
Editing: Giulia Gandin

CALL 100 parole: “COSA FARÀ L’ARCHITETTO NEL POST-COVID?”

26 Maggio 2020

“L’avenir, tu n’as pas à le prévoir, mais à le permettre” (il futuro non devi prevederlo, ma permetterlo). Antoine de Saint-Exupery.

“COSA FARÀ L’ARCHITETTO NEL POST-COVID?”

Inviateci 100 e una immagine per descrivere come immaginate la vostra professione e l’architettura nel prossimo futuro.

 

L’attuale crisi legata alla pandemia del Covid è l’ultima delle crisi che stiamo vivendo e non sarà l’ultima, come ci dicono Zygmunt Bauman e Carlo Bordoni, quello che stiamo vivendo in questi ultimi decenni è uno stato di crisi perpetuo, che ci mostra la necessità di un cambiamento e di una trasformazione del nostro modo di vivere e relazionarci. La supermarket city, che ci ha lasciato la modernità e la postmodernità, deve trasformarsi e dar forma a una nuova città e architettura.

Cosa farà l’architetto post-pandemico?

Quale sarà l’architettura e la città del nostro “mondo nuovo”?

Immaginate l’architettura, raccontateci le vostre idee con 100 parole e un’immagine.

Le proposte dovranno essere inviate entro domenica 7 Giugno.

Selezioneremo le più interessanti e le pubblicheremo.

Regno Unito, architetti e architettura ai tempi del Covid-19 – UK, architects and architecture during Covid-19 pandemic

16 Maggio 2020

Un recente studio condotto dal RIBA, l’Istituto Reale degli Architetti Britannici, frutto di un sondaggio chiuso il 30 Marzo e pubblicato il 6 Aprile, ha rivelato che le misure necessarie a rallentare la diffusione del nuovo Coronavirus stanno avendo un rilevante impatto sulla professione di architetto anche nel Regno Unito. Da qualche giorno è partito anche il secondo sondaggio, quindi a breve avremo a disposizione una situazione aggiornata. Di seguito intanto una tabella con i risultati più interessanti del primo.

01 – TABELLA SONDAGGIO RIBA

Il Governo Inglese sta facendo molto per aiutare subito e meglio possibile i lavoratori e le aziende. Vediamo nel dettaglio cosa questo significa anche per gli architetti.

02 – TABELLA DEGLI AIUTI DEL GOVERNO INGLESE

Inoltre il RIBA è costantemente presente a supporto dei suoi iscritti – persone singole e studi professionali – con vari strumenti.

03 – TABELLA DEGLI AIUTI DEL RIBA

Un’altra forma singolare di “supporto” viene dalle agenzie di reclutamento che tramite LinkedIn, i rispettivi siti web e le newsletter elargiscono regolarmente consigli su smart working, salute mentale e persino video colloqui e rinnovo del CV ai tempi del Covid-19. Le offerte di lavoro infatti, seppure calate drasticamente, ci sono ancora e puntano ad assoldare soprattutto lavoratori a contratto e esperti del BIM.

Molti studi, come sopra detto hanno, messo in cassa integrazione i loro dipendenti e quindi hanno momentaneamente sospeso l’attività approfittando dell’occasione del CJRS offerta dal Governo per limitare le perdite, altri hanno ridotto gli orari di lavoro, altri ancora lo stipendio.

Tutti gli altri si stanno semplicemente attrezzando in vario modi per portare avanti il loro business:

  • grazie alla collaborazione tra RIBA e Governo quelli dotati di stampanti 3D si sono convertiti alla produzione di ventilatori e dispositivi di protezione personale, ossia mascherine e visiere (Es. HOK, HTA, Perkins and Will, Penoyre & Prasad, Grimshaw);
  • alcuni stanno partecipando alla conversione di edifici in ospedali (Es. BDP);
  • altri stanno mettendo a disposizione dei clienti strumenti per collaborare online (Es. E2 Architecture+Interiors).

04 – FOTO STRALCIO ARTICOLO RIVISTA RIBA SULLA PROGETTAZIONE DEGLI OSPEDALI DI EMERGENZA AI TEMPI DEL COVID-19

In generale sui social i dibattiti che gli architetti stanno portando avanti sono soprattutto correlati alla gestione dei team di lavoro a distanza.

Gli studi di architettura del Regno Unito fanno parte di un’industria molto consolidata e hanno alle spalle un istituto, il RIBA, che si fa promotore delle loro istanze. Questo è decisamente un vantaggio. Come pure il fatto che siano più avvezzi che in altre nazioni alla collaborazione on line, vuoi perché molti hanno progetti all’estero o perché hanno sedi in diverse città del Regno Unito o del Mondo. Tuttavia i cantieri si fanno dal vivo. “Va tutto bene e funziona bene su Zoom e Skype, possiamo lavorare da casa e sugli schermi ma la catena di approvvigionamento è più ampia e il personale dei cantieri ciò di cui dobbiamo preoccuparci “, ha detto a metà Marzo in un’intervista Ewen Miller, managing director di Calderpeel Architects. “Stiamo ancora cercando di capire quali saranno le implicazioni. L’industria delle costruzioni è ciclica e potremmo arrivare alla fine di un ciclo.”

*dati sul sondaggio da sito RIBA

 

A recent study conducted by RIBA, the Royal Institute of British Architects, summary of a survey closed on March 30 and published on April 6, revealed that the measures needed to slow the spread of the new Coronavirus are having a great impact on architects in the UK as well. The second survey started a few days ago, so we will shortly have an updated picture. Meanwhile, below is a table with the most interesting results of the first.

01 – RIBA SURVEY TABLE

UK government is doing a lot to help workers and companies immediately and as well as possible. Let’s see in detail what this means for architects.

02 – TABLE OF ECONOMIC AID ENGLISH GOVERNMENT

Furthermore, RIBA is constantly present to support members – single people and professional firms – with various tools.

03 – RIBA AID TABLE

Another “support” comes from the recruiting agencies that on LinkedIn, their websites and newsletters regularly give advice on remote working, mental health and even video interviews and CVs at the time of Covid-19. In fact, job offers, although dramatically dropped , are still there and aim to hire mainly contract workers and BIM experts.

As mentioned above many practices have put their employees into layoffs and therefore temporarily suspended their activities by taking advantage of the CJRS opportunity offered by the Government to limit losses. Others have reduced working hours or wages.
All the other practices still working are gearing up in various ways to carry on their business:
– thanks to the collaboration between RIBA and the Government, those equipped with 3D printers have converted to the production of fans and PPE (Personal Protective Eqipement), masks and visors – HOK, HTA, Perkins and Will, Penoyre & Prasad, Grimshaw;
– some are participating in the conversion of buildings into hospitals – BDP;
– others are making tools available to customers to collaborate online – Architecture + Interiors.

04 – EXCERPT FROM AN ARTICLE IN THE RIBA MAGAZINE ON THE DESIGN OF EMERGENCY HOSPITALS DURING COVID-19

Generally, discussions that are taking place on social media are mainly related to understanding how to manage remote work teams.

The UK architectural practices are part of a well-established industry and have behind them an institution, RIBA, promoting their requests. This is definitely an advantage. As well as the fact that they are more accustomed to online collaboration than in other countries, either because many have projects abroad or because they have offices in different cities in the UK or in the world. However, the construction sites go live. “It is all well and good working off Zoom and Skype, we can work from home and on screens, but it is the wider supply chain and site staff we have to worry about,” he said. “We are still trying to understand what the implications will be. The construction industry is cyclical and we may be reaching the end of a cycle.”

*survey data from RIBA website

Testo: ©Vita Cofano
Foto: ©Vita Cofano
Editing: Vita Cofano e Giulio Paolo Calcaprina

Biblioteca di emergenza – Phaidon – Atlante mondiale dell’architettura del XX secolo – segnalazione di Marco Ferrario

7 Aprile 2020

In questi tempi di crisi, che coinvolge pesantemente molti colleghi architetti, e che ci costringe a rimanere chiusi in casa, non ci rimane che riscoprire le nostre biblioteche. Mandateci una foto dei libri che vi fa piacere segnalare, con le foto della copertina, due pagine interne, e un breve estratto del testo. Noi le rilanceremo qui sul nostro blog.

Phaidon, Atlante mondiale dell’architettura del XX secolo, ed. Electa 2013

 

 

 

L’Atlante mondiale dell’architettura del XX secolo analizza lo scambio globale di idee e forme architettoniche esplorandolo da diversi punti di vista”.

 

 

Biblioteca di emergenza – Rudolf Wittkower – Principi architettonici nell’Età dell’Umanesimo – segnalazione di Santina Maratela

6 Aprile 2020

In questi tempi di crisi, che coinvolge pesantemente molti colleghi architetti, e che ci costringe a rimanere chiusi in casa, non ci rimane che riscoprire le nostre biblioteche. Mandateci una foto dei libri che vi fa piacere segnalare, con le foto della copertina, due pagine interne, e un breve estratto del testo. Noi le rilanceremo qui sul nostro blog.

R. Wittkower, Principi architettonici nell’Età dell’Umanesimo, ed. Einaudi 1990

 

 

 

“Progettando le ville e i palazzi Palladio seguì alcune norme precise, dalle quali non si allontanò mai. Esigeva una sala posta sull’asse centrale dell’edificio, e un’assoluta simmetria tra gli ambienti minori ai suoi lati“. pag. 72