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La ricostruzione in Abruzzo: la bozza del DL

Lo scorso 23 aprile 2009 il Consiglio dei Ministri ha varato la bozza di decreto legge per l’Abruzzo, pubblicata sul Sole 24 ore del 24 aprile, che riguarda gli interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici del 6 aprile 2009 e ulteriori interventi di protezione civile. 

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La bozza si articola in sei parti riguardanti gli “interventi immediati per il superamento dell’emergenza”, le “misure urgenti per la ricostruzione”, gli “interventi per lo sviluppo socio-economico delle zone terremotate”, le “misure per la prevenzione del rischio sismico”, le “disposizioni di carattere fiscale e di copertura finanziaria” e ulteriori disposizioni accessorie.

Argomenti di maggiore interesse per il nostro ambito disciplinare sono soprattutto gli interventi per l’emergenza, per la ricostruzione e quelli per la prevenzione del rischio sismico.

 La prima questione affrontata, tra gli interventi immediati per il superamento dell’emergenza, riguarda il problema degli alloggi (Capo I), attraverso la costruzione di nuovi “moduli abitativi” e il recupero del patrimonio edilizio esistente.

In particolare per i nuovi alloggi, il Commissario delegato dovrà provvedere alla progettazione e realizzazione di «moduli abitativi destinati ad una durevole utilizzazione, nonché delle connesse opere di urbanizzazione e servizi». Tali moduli abitativi dovranno garantire “elevati livelli di qualità, innovazione tecnologica orientata all’autosufficienza impiantistica, protezione dalle azioni sismiche anche mediante isolamento sismico per interi complessi abitativi, risparmio energetico e sostenibilità ambientale» (art.2). 

A tale scopo verrà definito un Piano degli interventi, che indicherà le aree in cui localizzarli anche in deroga alle previsioni urbanistiche vigenti, e che verrà approvato dal Commissario delegato  previo parere di una  apposita conferenza dei servizi.

Rimane ambiguo il significato di “moduli abitativi” di “durevole utilizzazione”, non essendo chiaro se si tratta di costruzioni temporanee o di edificazioni permanenti. Risulta oltretutto difficile comprendere come questi moduli possano rispondere ai caratteri prestazionali richiesti, soprattutto trattandosi di costruzioni temporanee e a basso costo.  

E’ da notare che la notifica ai proprietari del vincolo preordinato all’esproprio e i tempi per le osservazioni e opposizioni saranno ridotti a 10 giorni, e che sarà possibile rifarsi a procedure di esproprio di cui all’art. 43,  del dpr 327/2001 (“Utilizzazione senza titolo di un bene per scopi di interesse pubblico”).

Per quanto riguarda l’affidamento degli interventi, questo avverrà entro 30 giorni dall’entrata in vigore del decreto legge, con le modalità dell’art. 57 dlgs 163/2006 (“Procedura negoziata senza previa pubblicazione di un bando di gara”), compatibilmente con l’emergenza e la collaborazione delle associazioni di categoria di settore anche di ambito locale. 

Nonostante appaia giustamente condivisibile l’utilizzo di procedure straordinarie atte all’esproprio dei terreni necessari ai nuovi interventi, ci si augura la massima trasparenza nelle procedure di assegnazione della progettazione ed esecuzione dei lavori, anche alla luce delle indicazioni riguardo la prevenzione dalla infiltrazione della criminalità organizzata (art.16).

In generale il decreto promette numerose forme di contributi e finanziamenti agevolati (anche con la modalità del credito d’imposta) che verranno concessi per sostenere la ricostruzione e riparazione degli immobili destinati ad abitazione principale o per l’acquisto di nuove abitazioni sostitutive, ma anche per il recupero di immobili non destinati ad uso abitativo; ulteriori indennizzi saranno poi attribuiti alle attività produttive che hanno subito conseguenze economiche sfavorevoli, a quelle che hanno subito danni ai beni mobili e a tutte le strutture adibite ad attività sociali, ricreative, sportive e religiose che sono state danneggiate. 

La ricostruzione ed il ripristino della funzionalità degli edifici e dei servizi pubblici, oltre che attraverso il trasferimento di alcuni immobili di proprietà dello Stato, gestiti dall’agenzia del Demanio, alla regione Abruzzo e ai Comuni interessati dal sisma, verrà affrontata con la  predisposizione di un piano di interventi urgenti, da parte del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti con il  presidente della Regione Abruzzo, per il recupero degli stabili pubblici danneggiati (in particolare le strutture edilizie universitarie del Conservatorio di musica dell’Aquila,  le caserme, le proprietà ecclesiastiche civilmente riconosciute di interesse storico artistico).

La copertura finanziaria è ancora da definire.

Alcune risorse sono già disponibili per la ricostruzione delle infrastrutture viarie e ferroviarie (fondi Anas Spa e Rfi Spa), per gli  interventi in materia di edilizia scolastica (quota aggiuntiva da delibera Cipe), per gli arredi scolastici in modo da assicurare la ripresa delle attività didattiche (risorse del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) e per l’edilizia  sanitaria.

Tra le altre indicazioni del Capo I si trovano provvedimenti in favore delle famiglie, dei lavoratori e delle imprese. 

In particolare sono da segnalare gli interventi previsti per sostenere il recupero di adeguate condizioni di vita delle famiglie, per un ammontare massimo di 12.000.000 di euro a valere sulle risorse del Fondo per le politiche della famiglia, finalizzati alla costruzione e attivazione di servizi socio-educativi per la prima infanzia, di residenze per anziani, di residenze per nuclei monoparentali madre-bambino e la realizzazione di altri servizi da individuare.

Nel Capo II, tra le misure urgenti per la ricostruzione vengono esplicitati anche problemi  concreti quali lo stoccaggio, il trasporto e lo smaltimento dei materiali provenienti dalle demolizioni. Per assicurare la continuità delle attività di smaltimento di tali materiali, classificati come rifiuti urbani, ed evitare emergenze ambientali e igienico sanitarie del territorio interessato, la Regione Abruzzo individuerà nuovi siti di discarica, già citati nel decreto, nel rispetto della normativa comunitaria tecnica di settore.

Ulteriore aspetto rilevante del decreto, nel Capo IV, riguarda le misure per la prevenzione del rischio sismico. Il Dipartimento della Protezione civile dovrà avviare un “piano di verifiche speditive finalizzato alla realizzazione di interventi volti alla riduzione del rischio sismico di immobili strutture e infrastrutture prioritariamente nell’area dell’Appennino centrale contigue a quelle interessate”, in collaborazione con gli enti locali, autorizzando una spesa di 1,5 milioni di euro annui a decorrere dal 2009 (art. 11). 

E’ importante sottolineare che ai soggetti privati, obbligati ad effettuare gli interventi necessari per mettere in sicurezza gli immobili, in seguito alle verifiche effettuate, sarà concesso un credito di imposta pari al 55% delle spese sostenute,  utilizzabile in 5 quote costanti di pari importo e indicato nella relativa dichiarazione dei redditi.

L’ultimo articolo del decreto riguarda lo svolgimento del G8 all’Aquila, la cui copertura finanziaria è ancora in via di definizione. 

Almeno due sembrano gli aspetti da sottolineare in questo decreto: le caratteristiche prestazionali richieste alle nuove edificazioni e la promozione di una politica di prevenzione sismica. 

Richiedere edifici che rispondano ad  elevati livelli di qualità, che abbiano caratteristiche di alta tecnologia, risparmio energetico, sostenibilità ambientale, nonché, ovviamente, resistenza alle azioni del sisma, rispecchia principi oggi imprescindibili in una progettazione contemporanea e aperta al futuro. Proporre questi caratteri anche in una condizione di emergenza e necessità di assicurare al più presto un tetto agli sfollati, per quanto solo citato in linea indicativa, tuttavia fa ben sperare.  

In secondo luogo l’esplicita attenzione alle misure di prevenzione del rischio sismico, apre la strada ad una politica che da decenni viene promossa in alcune regioni italiane, come l’Emilia Romagna, l’Umbria e le Marche, e che in questa occasione è sostenuta da un finanziamento annuale a decorrere dal 2009. Il decreto non entra nel dettaglio dei metodi con cui queste valutazioni verranno svolte, e non da indicazioni riguardo ad una possibile riduzione della vulnerabilità urbana oltre che dei singoli edifici. Bisognerà aspettare che queste indicazioni diventino operative per poter commentare la loro utilità reale.

Il vero problema è la chiesa di Foligno di Fuksas ?

Vorrei chiedere a questi critici illuminati se hanno mai girato per il nostro paese e pensano realmente che il problema dell’Italia sia l’ultimo progetto di Fuksas, sono diventati tutti improvvisamente esperti di liturgia cattolica, stanno li a pontificare su forma, dimensione, materiali e quant’altro, ma le nostre periferie le hanno mai viste ?

Studio Fuksas - Chiesa San Giacomo - Foligno

Vedi il set di immagini su Flickr

Ogni giorno vengono approvati in Italia, dagli uffici competenti,  progetti firmati da geometri, (nella maggior parte dei casi contravvenendo alla legge), da ingegneri di ogni settore, (che normalmente non hanno alcuna preparazione per poter progettare), da periti edili, da agronomi e da architetti assoggettati all’impresa edile o al partito politico di turno che invadono il nostro paese di immondizia edile senza che ci sia dietro alcun progetto e di conseguenza senza architettura.

Ma allora il nostro problema è davvero quel 1% 0 2% di architettura che viene realizzata in Italia, come la chiesa di Fuksas ?

Proporrei in futuro di far progettare a Sgarbi, Salingaros o La Cecla così vivremo in un paese più bello e soprattutto più contemporaneo.

A proposito di Marsiglia

26 aprile 2009

“Per Sami Sadak, etnomusicologo e direttore artistico turco di Babel Med Music, Marsiglia è il palcoscenico ideale per ospitare un festival della musica mondiale. 

Da secoli Marsiglia è meta di immigrati che provengono da tutta la regione del Mediterraneo. Nessuno qui vive isolato. I cittadini non si considerano francesi, algerini o marocchini ma innanzitutto marsigliesi-.  In quattro anni dalla sua nascita, il Babel Med Music è diventato il forum europeo più importante della musica mondiale dopo il Womex (World Music Expo) di Siviglia, in Spagna” (PeaceReporter).

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 Marsiglia, la più antica città francese, fondata dai greci, con una delle migliori posizioni geografiche, grazie anche al suo clima, del mediterraneo, è la città dell’affascinante mistral, il forte vento che prende velocità nella valle del Rodano per poi sfociare nel golfo del Leone. Terra di commerci, d’immigrati, immigrazione dall’Italia, specialmente dalle vicine regioni del nord e dalla Campania, quando gli italiani erano emigranti; nella città, ancora oggi, si possono ascoltare parole italiane: nei ristoranti di Cassis e della costa, nei vecchi quartieri della città, nei nuovi cantieri che stanno nascendo in tutta la città, riqualificando cinque quartieri. 

Eric Castaldi (suo nonno operaio livornese esule dall’Italia tra le due guerre),  Rudy Ricciotti (nato ad Algeri da genitori Italiani) insieme a Massimiliamo Fuksas (EUROMED CENTER centro congressi, cinema, hotel, giardino, parcheggio) oltre all’architetto angloirachena Zaha Hadid (è stata inaugurata a Marsiglia la nuova sede della compagnia marittima francese CMA CGM) e il francese Jean Nouvel, stanno ristrutturando Marsiglia, contribuendo a toglierle l’aspetto più aspro e pericoloso. 

Marsiglia si propone come centro del Mediterraneo e proprio nel 2013 diverrà città della cultura, con tema il Mediterraneo, per la quale l’architetto Ricciotti sta realizzando l’edificio che dovrà ospitare il Museo delle Civiltà dell’Europa e del Mediterraneo (MUCEM): per quel che si può vedere dalle immagini, l’edificio sembra corrispondere a una ricerca di dialogo con l’intorno e con il paesaggio.

Luigi Prestinenza Puglisi in questo brano, da me estrapolato dai suoi interessanti scritti brevi, “sette ipotesi di lavoro”, esprime un concetto importante: “Occorre da un lato  riscoprire la banale verità che ciò che  si vede dalla finestra e’ più importante della forma della finestra stessa. Dall’altro comprendere che in una società contemporanea non tutte le relazioni che legano l’edifico al contesto sono visibili e materiali. Non e’ in discussione una componente scultorea dall’architettura, che potrà esserci o non esserci, ma un atteggiamento di apertura o di chiusura a ciò che ci circonda. “ 

L’architetto Rudy Ricciotti è progettista anche del nuovo palazzo del cinema di Venezia, (vincitore del concorso in gruppo con i 5+1AA) che si sta realizzando con molte difficoltà «Sono disposto a togliere la mia firma dal nuovo palazzo del cinema di Venezia, se il progetto iniziale non sarà rispettato». Parla a briglia sciolta l’architetto francese Rudy Ricciotti, preoccupato per il destino dell’edificio, (…)La seconda ragione è che il Lido di Venezia non è un mero luogo, basta guardare l’orizzonte metafisico dell’Adriatico: abbiamo sentito quanto è difficile farvi dell’architettura. Ma quando abbiamo concluso il nostro lavoro abbiamo scoperto, in un dipinto di Carlo Carrà, la riproduzione esatta del nostro progetto. Testata: Italia Oggi (….). Forse c’è un sistema un po’ differente nel realizzare le opere di architettura, vincitrici di concorsi, tra la Francia e l’Italia.

Da qualche anno Marsiglia, famosa fino al recente passato per la sua malavita, mostra una nuova vitalità, un lavoro di recupero iniziato nel 1995: nuove piazze, librerie, musei, atelier, locali notturni, ristoranti, bistrot, concerti, radio private, nuova linea del tram, viabilità etc.

E’ piacevole camminare a Marsiglia e sostare nelle belle piazze, disegnate dal tempo e dagli architetti.

Una buona architettura all’interno di uno dei più grandi progetti di riqualificazione urbanistica europea, sta facendo da volano, per il riscatto di una città intera, Marsiglia, ripetendo il lavoro ben svolto negli ultimi decenni a Barcellona e contribuendo a risolvere alcuni problemi sociali; oggi la città è migliore, molti francesi vi si sono trasferiti (più vicina alla capitale grazie al treno veloce TGV).

L’architettura non basta per migliorare l’ambiente, se si dimenticano le persone; se resta vuota o se si allontanano gli abitanti, in lontane periferie degradate quanto gli spazi originali. In questo modo si risolvono i problemi in parte, oppure semplicemente si spostano in nuovi non luoghi. Il tutto amplificato, con progressione  geometrica, sotto la grave crisi che il mondo sta attraversando. Il recupero ambientale delle città, attraverso importanti progetti di nuove costruzioni e restauri, dovrebbe andare di pari passo con una altrettanto buona architettura diffusa per i nuovi insediamenti e specialmente attraverso la ristrutturazione dell’edilizia non di qualità e in cattivo stato, con un ruolo fondamentale per l’edilizia sovvenzionata.  Le due questioni non sono alternative. 

Un esempio un po’ distorto di realtà urbana pare che sia la città di Johannesburg dove si vive o in quartieri lasciati a se stessi, oppure in ghetti dorati, protetti in qualche modo da fili spinati, senza permettere agli uni e agli altri di poter far vivere realmente e pacificamente i propri spazi e interagire. Un tema fondamentale dei nostri tempi, penso che sia, la soluzione di questa complessa realtà, attraverso un pensiero nuovo, al quale l’architettura potrebbe dare un contributo importante, pur non essendo il principale operatore. 

Il 2009 non è l’ottocento o il novecento, non c’è più il vecchio mondo, ma naturalmente fa fatica a nascere il nuovo. Occorre vedere attraverso le numerose immagini di superficie. La soluzione non è una, è necessaria trovarla tramite alcuni materiali di studio che potrebbero venire dall’interazione di più soggetti esistenti. 

Le soluzioni andrebbero adattate a una molteplice realtà, con una serie di problemi che dovrebbero essere sanati, ma anche con una miriade di opportunità che andrebbero colte e valorizzate.

“A differenza della letteratura medievale che tendeva a opere che esprimessero l’integrazione dello scibile umano in un ordine e una forma di stabile compattezza, come la Divina Commedia, dove convergono una multiforme ricchezza linguistica e l’applicazione d’un pensiero sistematico e unitario, i libri moderni che più amiamo nascono dal confluire e scontrarsi d’una molteplicità di metodi interpretativi, modi di pensare, stili d’espressione. Anche se il disegno generale è stato minuziosamente progettato, ciò che conta non è il suo chiudersi in una figura armoniosa, ma è la forza centrifuga che da esso si sprigiona, la pluralità dei linguaggi come garanzia d’una verità non parziale.” Molteplicità. Italo Calvino, Lezioni americane. Sei proposte per il prossimo millennio.

A proposito il prossimo Babel Med Music festival avverrà tra  il 26 - 28 Marzo 2009. 

(Dock des Suds).

Appello sede Esso alla Magliana

Al Sindaco del Comune di Roma

Le sottoponiamo con urgenza un appello in difesa dei valori dell’architettura

Chi arriva a Roma dal mare o dall’aeroporto subito incontra questo anomalo Edificio a Triangoli rovesciati.

SEDE ESSO ALLA MAGLIANA

Un Edificio unico e diverso da tutti gli altri, dal 1978 anno in cui è stato costruito riesce a cogliere l’attenzione di chi fugacemente percorre l’autostrada.Era questa la richiesta della multinazionale Esso, per la sua Sede Italiana, con la volontà di essere riconoscibile per chi entra nella capitale attraverso una “porta”, che tuttora possiede la più forte presenza architettonica con l’E.U.R. ed il Ponte di Morandi.

Progettato nel 1977 dall’arch. Julio Lafuente e dall’ing. Gaetano Rebecchini trasforma un problema statico in un punto di forza concentrando pali radice profondi 70 mt alla base dei tre ventagli fino a trovare solido terreno roccioso. Si permette il lusso di non sfruttare al massimo le superfici lasciando aperti scorci ed aggetti. Ricchissimo di accurati particolari come le scale di emergenza aggettanti e risegate o la facciata con un forte andamento orizzontale in elementi concavi di alluminio brunito.

Attualmente sono in corso lavori di ristrutturazione, da parte della società “Nova Fuente srl” che ha acquisito l’edificio, secondo un progetto che stravolgerebbe completamente le qualità ed il significato del fabbricato in nome di una male interpretata messa a norma.

E’ già visibile la sostituzione della pelle dell’edificio con una facciata continua di colore chiaro; è prevista la chiusura con vetri dei vuoti fra i tre corpi andando così oltretutto ad aumentarne la volumetria; è prevista la realizzazione di passerelle orizzontali a nascondere la struttura a raggiera e di frangisole ad inglobare gli aggetti laterali modificandone la sagoma.

Questo progetto contiene tutti gli elementi per snaturare il fabbricato.

Pretendiamo che la qualità architettonica venga a rispettata.

Si chiede pertanto che l’intervento di trasformazione venga al più presto sospeso e che questo Edificio, uno dei pochi Moderni inseriti nella Carta delle Qualità del PRG, venga salvaguardato nella forza delle sue forme e nella ricchezza dei suoi dettagli.

Si chiede agli iscritti di sottoscrivere la presente petizione
http://www.architettiroma.it/notizie/11191.aspx

Amedeo Schiattarella
Giorgio Muratore