Articoli marcati con tag ‘architetti’

Amate l’Architettura e Spazi Contemporanei

Si allega il comunicato stampa che descrive il protocollo d’intesa.

C o m u n i c a t o   s t a m p a

Roma - Catania  07.07.2009

Il Movimento per l’Architettura contemporanea “Amate l’Architettura” di Roma e l’Associazione Spazi Contemporanei di Catania

hanno stipulato un Protocollo di Intesa

per la promozione dell’Architettura contemporanea.

Le due Associazioni, nate dall’incontro di architetti motivati dalla passione per il proprio lavoro, che non accettano il degrado del nostro territorio, hanno già realizzato in pochi mesi diverse attività, sostenendo che l’Architettura debba essere espressione del nostro tempo.

Promuovono:

Il concorso di Architettura quale strumento decisionale piu’ opportuno per le scelte che le pubbliche amministrazioni ma anche le grandi realta’ del mondo dell’imprenditoria devono fare nel campo della gestione dell’ambiente, del paesaggio e del patrimonio artistico, architettonico e archeologico;

una “vera” legge per l’Architettura, in Francia esiste dal 1977;

il ripensamento della formazione Universitaria dell’Architetto;

la sensibilizzazione della politica e dei mass-media ad una qualità diffusa dell’Architettura;

la collaborazione con gli Organi pubblici preposti al controllo e alla tutela del territorio in un rapporto dialettico e costruttivo;

Le Associazioni hanno ciascuna un blog e una pagina su facebook:

wwww.amatelarchitettura.com      -      www.architetturacatania.blogspot.com

Amate l’architettura è rappresentata dall’arch. A.Marco Alcaro

Spazi Contemporanei  dall’arch. Giovanni D’Amico

Italiani “scontentoranei” ?

7 maggio 2009

Forse la definizione migliore del nostro sentire culturale, l’ha data Francesco Bonami coniando per noi italiani, incazzati, provinciali e brontoloni (architetti compresi) il termine: “Scontentoranei”

copertina

“Dopotutto non è brutto” (Mondadori) è un libro che ci invita a riflettere sugli atteggiamenti e i riflessi incondizionati che portano, sistematicamente, la cultura italiana a rifiutare e rigettare qualsiasi forma di innovazione ed internazionalizzazione che si presenta sul campo artistico ed art-chitettonico (che a noi sta oggettivamente più a cuore).

Finalmente qualcuno, senza troppi giri di parole, confortato dalla conoscenza puntuale degli avvenimenti culturalmente significativi, ci svela e ci ricorda impietosamente che: Aimè! L’Italia è una provincia del mondo! Come tale è provinciale e chiusa dentro le mura rassicuranti della propria casa, convinta che il mondo sia tutto li, mentre il mondo, quello contemporaneo, è altrove. La modernità l’innovazione, l’intelligenza sono altrove.

“L’Italia è un paese fondato sul bello si potrebbe (anzi si deve) dire. L’Italia è bella, lo dicono tutti, e gli italiani sono belli, lo sanno tutti. Ma la difesa ad oltranza del bello non sarà causa di tanto brutto che ci circonda?”

Questo purtroppo noi architetti lo sappiamo bene. Noi che siamo abituati a sopportare schiere di villette a schiera abusivamente e anonimamente schierate a deturpare il paesaggio italiano. Schiere di case anonime e geometricamente (nel senso del geometra) edificate; passivamente accettate dal luogo comune popolare ed intellettuale, in quanto non disturbanti e paesaggisticamente invisibili. Brutta o bella che sia l’importante è che la nuova costruzione non denunci in maniera troppo visibile la sua modernità, il suo essere semplicemente un prodotto dei nostri giorni; mentre l’antico è sentito come automaticamente bello e perciò acriticamente accettato.

Peggio ancora vediamo passare nella completa indifferenza tutto ciò che evita semplicemente di avere la benché minima valenza estetica o culturale.

L’architettura contemporanea è un paio di pantaloni da vestire; chi si sognerebbe oggi di andare vestito in calzamaglia, se non fosse per un ballo in maschera? Non preferiremmo tutti un buon paio di comodi jeans per il quale il vero problema deve essere individuare il modello e la taglia giuste?

Personalmente preferisco un’architettura che mi calzi a pennello.

Francesco Bonami @ Wikipedia - Rai.it - lafeltrinelli.it