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Paesaggio e Architettura

20 aprile 2009

In questi ultimi giorni il Comune di Roma per mano di motoseghe ruggenti sta mutilando le piante dei viali della città.

Cadono inermi a terra rami carichi di fiori in vie come quella di Cola di Rienzo.

Appassiscono aggrappate ai loro fronde le foglie di Via Nomentana, Guido Reni ecc..

Inutile elencare il dilagare delle amputazioni nel periodo vegetativo più entusiasmante della Natura.

Simbolico che venga troncata la vita proprio quando rinasce e che venga negato ai cittadini il godimento di una cosa BELLA.

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Le piante si potano nel periodo di riposo vegetativo. In inverno!

E poi si spreca cellulosa per vantarsi di tali nefandezze, tappezzando la città di manifesti funebri.

Vi prego di sottoscrivere queste mie parole per impedire che si continuino e si ripetano tali azioni brutali

Grazie.

1. Alessio Bonetti Architetto

Appello sede Esso alla Magliana

Al Sindaco del Comune di Roma

Le sottoponiamo con urgenza un appello in difesa dei valori dell’architettura

Chi arriva a Roma dal mare o dall’aeroporto subito incontra questo anomalo Edificio a Triangoli rovesciati.

SEDE ESSO ALLA MAGLIANA

Un Edificio unico e diverso da tutti gli altri, dal 1978 anno in cui è stato costruito riesce a cogliere l’attenzione di chi fugacemente percorre l’autostrada.Era questa la richiesta della multinazionale Esso, per la sua Sede Italiana, con la volontà di essere riconoscibile per chi entra nella capitale attraverso una “porta”, che tuttora possiede la più forte presenza architettonica con l’E.U.R. ed il Ponte di Morandi.

Progettato nel 1977 dall’arch. Julio Lafuente e dall’ing. Gaetano Rebecchini trasforma un problema statico in un punto di forza concentrando pali radice profondi 70 mt alla base dei tre ventagli fino a trovare solido terreno roccioso. Si permette il lusso di non sfruttare al massimo le superfici lasciando aperti scorci ed aggetti. Ricchissimo di accurati particolari come le scale di emergenza aggettanti e risegate o la facciata con un forte andamento orizzontale in elementi concavi di alluminio brunito.

Attualmente sono in corso lavori di ristrutturazione, da parte della società “Nova Fuente srl” che ha acquisito l’edificio, secondo un progetto che stravolgerebbe completamente le qualità ed il significato del fabbricato in nome di una male interpretata messa a norma.

E’ già visibile la sostituzione della pelle dell’edificio con una facciata continua di colore chiaro; è prevista la chiusura con vetri dei vuoti fra i tre corpi andando così oltretutto ad aumentarne la volumetria; è prevista la realizzazione di passerelle orizzontali a nascondere la struttura a raggiera e di frangisole ad inglobare gli aggetti laterali modificandone la sagoma.

Questo progetto contiene tutti gli elementi per snaturare il fabbricato.

Pretendiamo che la qualità architettonica venga a rispettata.

Si chiede pertanto che l’intervento di trasformazione venga al più presto sospeso e che questo Edificio, uno dei pochi Moderni inseriti nella Carta delle Qualità del PRG, venga salvaguardato nella forza delle sue forme e nella ricchezza dei suoi dettagli.

Si chiede agli iscritti di sottoscrivere la presente petizione
http://www.architettiroma.it/notizie/11191.aspx

Amedeo Schiattarella
Giorgio Muratore

L’Ordine degli Architetti di Roma ha risposto alla nostra lettera ai Presidenti

Amate l’Architettura

Al Presidente
Architetto Antonio Marco Alcaro

Caro Marco,

ho letto con grande interesse la lettera che mi hai inviato ed ho apprezzato i contenuti del Manifesto del nuovo Movimento per l’Architettura Contemporaneaamate l’architettura”.

Condivido sostanzialmente la tua analisi sullo stato dell’architettura e della professione dell’Architetto in Italia oggi.

Alla tua domanda su “cosa fanno gli Ordini Professionali”  posso risponderti ricordando sinteticamente alcune delle azioni e delle tante battaglie dell’Ordine degli Architetti di Roma.

In questi anni ha spesso preso posizioni diverse dal nostro Consiglio Nazionale, pagando anche un prezzo per tale scelta. A Roma l’Ordine è impegnato prima di tutto in azioni di promozione dell’Architettura di Qualità perché riteniamo che sia un diritto dei cittadini poter vivere in contesti fisici che migliorino la qualità della vita.

Per l’Architettura, quindi, prima che per gli Architetti perché è sempre bene ricordare che gli Ordini Professionali non sono una struttura sindacale impegnata in rivendicazioni corporative ma sono un Ente Pubblico garante, con la comunità, della qualità del lavoro dei suoi iscritti. Sarebbe incredibile considerare un Ordine alle stregua di un Sindacato. Una forza sociale per la quale esiste l’obbligo di iscrizione esiste ed è esistita solo nei regimi totalitari.

A parte questa precisazione l’Ordine di Roma ha prima di tutto compiuto un’azione intensa per cambiare le regole. Sono infatti le regole, le normative, le leggi che regolano oggi in Italia i processi di trasformazione del territorio che spesso impediscono l’affermarsi dell’Architettura Contemporanea. Basti pensare al settore delle opere pubbliche ed alle storture procedurali del Codice degli Appalti.

Abbiamo chiesto per questo in modo ossessivo di cambiare il Codice, abbiamo contribuito a redigere nella scorsa legislatura il Disegno di Legge Zanda che ha proposto regole nuove per la progettazione, dalla tutela del progetto come opera di ingegno e processo unitario alla promozione vera (e non solo proclamata) dei Concorsi di Architettura, dal riconoscimento del diritto d’autore alla separazione di ruoli tra progettisti e imprese.

Abbiamo considerato Disegno di legge Bondi sulla qualità dell’architettura insufficiente e inefficace, incapace di incidere realmente sui processi che governano l’attività edilizia in Italia.

Abbiamo presentato emendamenti specifici a questo testo in modo da incidere profondamente sulle regole della progettazione a partire, ancora una volta, dalle opere pubbliche.

Abbiamo chiesto al Sindaco di Roma, al Presidente della Provincia ed al Presidente della Regione Lazio di aprire un tavolo per definire in modo certo ed inequivocabile quali sono le opere pubbliche per le quali è obbligatorio ricorrere ai concorsi di progettazione proponendo di porre fine all’assurda pratica delle gare in cui si valuta solo il fatturato, il numero di dipendenti di uno studio e lo sconto sulla parcella.

Abbiamo scritto al presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, Antonio Catricalà, chiedendo di ridiscutere regole e strumenti per la determinazione di un giusto compenso per gli architetti e per l’individuazione delle offerte anomale nella progettazione, predeterminando tabelle di sconti lecite ed  adeguate al tipo di prestazione richiesta.

Lo abbiamo fatto nella convinzione che il confronto competitivo, soprattutto in un settore come quello della progettazione, debba essere garantito prima di tutto sul piano della qualità e che oggi, nella progettazione di opere pubbliche, si assiste a distorsioni inaccettabili nella valutazione di giusti compensi da parte delle Pubbliche Amministrazioni.

Abbiamo avviato un’attività intensa per favorire i processi di internazionalizzazione degli architetti italiani, siglando accordi con Ordini degli Architetti, con istituzioni pubbliche ecc. europee ed extra europee per favorire l’inserimento di professionisti italiani anche in altri mercati.

Abbiamo ancora, e non è assolutamente un aspetto da trascurare, proseguito un’attività culturale di promozione dell’architettura contemporanea attraverso mostre, convegni, dibattiti. Lo abbiamo fatto nella convinzione che proprio sul piano culturale ci sia un lavoro  importante da fare per far capire l’importanza dell’architettura contemporanea e ridare dignità al ruolo dell’architetto.

Potrei proseguire a lungo con l’elenco ma mi fermo qui. Il lavoro da fare è ancora estremamente ampio ma abbiamo l’energia, la convinzione e l’entusiasmo per continuare sulla strada intrapresa.

L’Ordine degli Architetti di Roma – per rispondere alla tua domanda – ha fatto, fa e farà perchè tutti coloro che ci lavorano, come Giò Ponti, amano l’Architettura.

Il Presidente
Architetto Amedeo Schiattarella