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Inarcassa: Una bella vittoria.

Dunque Marco Lombardini ce l’ha fatta ed è stato eletto delegato Inarcassa per la provincia di Roma.

Dunque anche noi in quota parte ce l’abbiamo fatta con lui, perché abbiamo fatto nostra la sua candidatura.

La sua è una storia esemplare che ha un valore per tutto il territorio nazionale.

Roma è l’arena più dura di tutta l’Italia: 40 candidati architetti, molto agguerriti, per 4 posti disponibili con un quorum minimo da raggiungere di 1800 voti circa.

Talvolta, negli anni passati, quando c’era un Consiglio dell’Ordine di Roma disinteressato ai problemi di Inarcassa, non si è arrivati al quorum. Come è capitato quest’anno a Milano.

Non è stato semplice ed è stata una vittoria sul filo di lana: eravamo partiti in svantaggio, durante lo spoglio delle schede alcuni candidati sfoderavano, ogni tanto, gruppi compatti di voti (le raccomandate spedite agli iscritti, precompilate, raccolte e spedite) eppure proprio alla fine, un voto per volta, Lombardini ha recuperato lo svantaggio, superando, seppure di pochi voti, gli altri non eletti.

Assieme a lui si sono riconfermati due delegati uscenti: Antonio Marco Alcaro, direttore di Acquario Romano srl, tesoriere Cesarch, tesoriere ALOA, nostro ex presidente ed ex socio di Amate l’Architettura; Gianluca Valle, socio del noto studio. Inoltre è stato eletto Flavio Mangione, architetto e dottore di ricerca, ex professore aggregato alla Sapienza, molto legato all’Ordine di Roma in quanto componente del Comitato Tecnico-Scientifico e curatore di alcuni corsi di formazione presso l’O.A.R.
La seconda buona notizia è che, a livello nazionale, molti “muratoriani” di ferro sono stati spazzati via e sono entrati molti nuovi delegati.
Richiesta di rinnovamento generale, dunque, che speriamo che si concretizzi in una rimozione sistematica del gruppo di potere che tiene in pugno Inarcassa da oltre 15 anni e in un profondo, radicale, cambiamento della riforma e della Cassa: a favore degli iscritti e non contro di essi.
Già dalle preferenze prese (Alcaro 359 voti, Valle, 283, Mangione 279, Lombardini 182) si può notare come “il nostro” si configuri come un outsider rispetto agli altri candidati, ben più strutturati e addentrati nelle dinamiche romane.

Una considerazione particolare va rivolta anche verso tutti quei candidati, quei gruppi e quelle associazioni che hanno partecipato ad un tavolo per un programma condiviso (iniziativa promossa dall’Ordine) che, alla fine, non hanno saputo resistere a lanciare proprie candidature senza tentare seriamente di convergere su un candidato unico. Noi di Amate l’Architettura abbiamo fatto un passo indietro, come abbiamo scritto 4 mesi fa e abbiamo fatto fronte comune, altri no.
Ebbene ci rivolgiamo a costoro: se vogliamo tentare di cambiare qualcosa, non è più tempo di particolarismi. Chiediamo perciò a tutti i delegati eletti, ma anche ai candidati non eletti di superare divisioni prive di senso e sostenere, dall’interno e dall’esterno, un’azione comune.
Dunque questa non è la fine di un percorso ma di un inizio. Non è una delega in bianco ma chiederemo costantemente conto dell’operato di Marco Lombardini e ve ne informeremo.

Riteniamo che questo delegato debba essere un’espressione corale di chi vuole riformare la cassa “dal basso” e renderla più sostenibile per tutti, particolarmente per i giovani. Per questo chiediamo anche la attiva partecipazione dei nostri lettori con le loro segnalazioni ed osservazioni. Noi ci faremo portavoce delle loro istanze.

Riportiamo ( e ringraziamo) in calce una dichiarazione che ci ha spedito Marco Lombardini immediatamente dopo la sua elezione a candidato:
“ringrazio Amate l’Architettura per il sostegno datomi e per aver creduto in questa candidatura tanto da ritirarsi dalla campagna elettorale. Il successo, tengo a sottolinearlo, non è personale, ma solo il risultato di un lavoro corale portato avanti in questi anni dai fondatori di Inarcassa Insostenibile con quelle persone attente e capaci che ci si sono affiancate lungo il percorso e con cui è stato facile trovare delle intese e dei rapporti che chiaramente non si esauriscono qui. Questo è solo l’inizio. Ora ci aspetta il compito più difficile. Aggregare le forze dentro il Cnd per iniziare quel percorso di riforma che possa portare Inarcassa nuovamente vicina agli iscritti e che possa ridare alla parola sostenibilità non solo un contenuto finanziario ma anche e soprattutto sociale. Naturalmente io come gli altri candidati di Inarcassa Insostenibile eletti ci adopereremo per arrivare a questo risultato, speriamo sempre più con la partecipazione degli iscritti. Un saluto. Marco Lombardini”