Articoli marcati con tag ‘amate l’architettura’

Biblioteca di emergenza – Spazio, Tempo, Architettura – S. Giedion – segnalazione di Rosaria Musumeci

23 Marzo 2020

In questi tempi di crisi, che coinvolge pesantemente molti colleghi architetti, e che ci costringe a rimanere chiusi in casa, non ci rimane che riscoprire le nostre biblioteche. Mandateci una foto dei libri che vi fa piacere segnalare, con le foto della copertina, due pagine interne, e un breve estratto del testo. Noi le rilanceremo qui sul nostro blog.

S. Giedion, Spazio, Tempo, Architettura, ed. Hoepli 1989

 

 

“La costruzione di una città ideale, da chiamarsi “Sforzinda”, vi è progettata in tutti i dettagli, dal palazzo principesco e il duomo fino alle abitazioni dei mercanti ed artigiani ed alle carceri. Il suo tracciato è una regolare stella ottagona“. pag. 47

 

 

Biblioteca di emergenza – La metopa e il triglifo, Nove lezioni di architettura – Antonio Monestiroli – segnalazione di Danilo Filippi

23 Marzo 2020

In questi tempi di crisi, che coinvolge pesantemente molti colleghi architetti, e che ci costringe a rimanere chiusi in casa, non ci rimane che riscoprire le nostre biblioteche. Mandateci una foto dei libri che vi fa piacere segnalare, con le foto della copertina, due pagine interne, e un breve estratto del testo. Noi le rilanceremo qui sul nostro blog.

Antonio Monestiroli, La metopa e il triglifo, Nove lezioni di architettura, ed. Laterza 2002

 

 

“Il prato è ancora elemento primario del progetto del nuovo Politecnico a Milano (1990), impostato sugli stessi principi del progetto di Parigi. Nel caso del Politecnico si è voluto considerare l’Università come una parte di città soggetta alle regole della costruzione urbana. Anche qui il grande vuoto centrale determina tutto il sistema che si affaccia su di esso e che da esso viene letto nella sua unità e interezza“. pag. 146

 

 

Biblioteca d’emergenza – Wassily Kandinsky, Punto linea superficie – segnalazione di Marco Raffiotta

15 Marzo 2020

In questi tempi di crisi, che coinvolge pesantemente molti colleghi architetti, e che ci costringe a rimanere chiusi in casa, non ci rimane che riscoprire le nostre biblioteche. Mandateci una foto dei libri che vi fa piacere segnalare, con le foto della copertina, due pagine interne, e un breve estratto del testo. Noi le rilanceremo qui sul nostro blog.

Uno dei libri che tutti noi dovremmo leggere, fonte di ispirazione per tutti

 

Wassily Kandinsky, Punto linea superficie, Contributo all’analisi degli elementi pittorici, ed. Biblioteca Adelphi, 1968*

 

Anche le posizioni di rigida, breve immobilità possono essere concepite come punti” pag. 42

 

 

*prima edizione: Kandinsky, Point et ligne sur plan, ed. Gallimard, 1926.

Biblioteca d’emergenza – Murray, L’architettura del Rinascimento italiano – segnalazione di Romina Carniato

15 Marzo 2020

In questi tempi di crisi, che coinvolge pesantemente molti colleghi architetti, e che ci costringe a rimanere chiusi in casa, non ci rimane che riscoprire le nostre biblioteche. Mandateci una foto dei libri che vi fa piacere segnalare, con le foto della copertina, due pagine interne, e un breve estratto del testo. Noi le rilanceremo qui sul nostro blog.

Uno dei libri più interessanti sulla storia dell’architettura del rinascimento italiano, scritto da Peter Murray nel lontano 1963, è ancora oggi uno dei più validi testi sull’argomento.

 

Peter Murray, L’architettura del Rinascimento italiano, ed. Laterza, 9 edizione (16 gennaio 1998)*

 

 

 

È stato spesso ripetuto che Petrarca fu il primo uomo dei tempi moderni a scalare una montagna soltanto per godere la vista e sembra che Pio II sia stato il primo uomo moderno a spendere denaro per costruire un palazzo da cui si potesse contemplare il paesaggio“. Pag.85

 

 

 

*prima edizione: Peter Murray, The architecture of the Italian Renaissance, Batsford, London, 1963.

Biblioteca di emergenza – Carlo Ratti, Architettura Open Source. Verso una progettazione aperta

15 Marzo 2020

In questi tempi di crisi, che coinvolge pesantemente molti colleghi architetti, e che ci costringe a rimanere chiusi in casa, non ci rimane che riscoprire le nostre biblioteche. Mandateci una foto dei libri che vi fa piacere segnalare, con le foto della copertina, due pagine interne, e un breve estratto del testo. Noi le rilanceremo qui sul nostro blog.

Carlo Ratti, Architettura Open Source. Verso una progettazione aperta, ed. Einaudi 2014

 

 

“Il ruolo dell’architetto […] non è quello di concepire e costruire la forma, quanto piuttosto di osservare l’ambiente costruito tentando di comprendere il proprio ruolo in questo progredire inesorabile” pag. 25

 

 

Biblioteca di emergenza – Giuseppe Terragni. Trasformazioni Scomposizioni Critiche – Peter Eisenmann – segnalazione di Rita Reginella

15 Marzo 2020

In questi tempi di crisi, che coinvolge pesantemente molti colleghi architetti, e che ci costringe a rimanere chiusi in casa, non ci rimane che riscoprire le nostre biblioteche. Mandateci una foto dei libri che vi fa piacere segnalare, con le foto della copertina, due pagine interne, e un breve estratto del testo. Noi le rilanceremo qui sul nostro blog.

Peter Eisenmann, Giuseppe Terragni. Trasformazioni Scomposizioni Critiche, ed. Quodlibet, 2004

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“La stratificazione dello spazio (…) il trattamento della campata di ingresso come frontespizio, la disposizione asimmetrica delle scale e l’articolazione a torre degli angoli”

 

Biblioteca di emergenza – Le Forme della memoria – Sebastiano D’Urso – segnalazione di Salvatore Ponzo

15 Marzo 2020

In questi tempi di crisi, che coinvolge pesantemente molti colleghi architetti, e che ci costringe a rimanere chiusi in casa, non ci rimane che riscoprire le nostre biblioteche. Mandateci una foto dei libri che vi fa piacere segnalare, con le foto della copertina, due pagine interne, e un breve estratto del testo. Noi le rilanceremo qui sul nostro blog.

Sebastiano D’Urso, Le Forme della memoria. Artifici mnemotecnici nel progetto dello spazio pubblico, – Malcor D’ Edizioni

 

“L’architettura come la letteratura ha la possibilità, conferitagli dall’essere anche una forma di comunicazione, di evocare e rievocare, termini propri del riportare alla memoria chiamando fuori i nomi delle cose da far rivivere.”