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	<title>Amate l'Architettura</title>
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	<description>movimento per l'architettura contemporanea</description>
	<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 20:09:04 +0000</pubDate>
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		<title>La verità sulle Liberalizzazioni</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 14:46:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Fedi</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Articoli]]></category>

		<category><![CDATA[codici deontologici]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblichiamo volentieri un'articolo della nostra amica e collega Elena Fedi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è molta confusione su questo tema, tutti si appassionano a questo argomento perché pensano che le liberalizzazioni porteranno a maggior concorrenza ed a risparmi per gli utenti.</p>
<p>Così si finisce di pensare che liberalizzare le licenze dei taxi sia la stessa cosa che abolire gli ordini professionali o, addirittura, gli esami di stato !  MA STIAMO SCHERZANDO ?</p>
<p>Facciamo un esempio concreto : ipotizziamo che siate accusati di un reato ( magari non commesso ) che potrebbe portarvi in galera per anni, rovinandovi la vita. Voi, potendo pagare un Vs legale, accettereste un avvocato d&#8217;ufficio, magari un giovane di scarsa esperienza o semplicemente uno che, poiché è pagato poco, si impegni scarsamente e vi faccia condannare ? Oppure cerchereste il migliore che conoscete ??</p>
<p>Facciamo un altro esempio concreto: con molti sacrifici avete messo da parte le risorse per costruirvi una casa, cosa fate ?  Vi affidate ad un professionista che vi chiede un prezzo basso, ma poi vi presenta un&#8217;unica soluzione progettuale, che magari non vi piace, non corrisponde alle vs aspettative, oppure ad uno che, più serio, vi presenta più ipotesi, facendovi scegliere quella che più vi aggrada ?</p>
<p>E se a quello stesso progettista fate seguire anche la direzione dei lavori, vi accontentate se quello viene in cantiere non più di una volta al mese ? Oppure apprezzate di più se quello in cantiere ci viene ogni volta che serve ? ogni volta che l&#8217;appaltatore ha bisogno di direttive ed indicazioni ?</p>
<p>Ecco qui sta il nocciolo del problema !</p>
<p>Le tariffe degli ingegneri ed architetti sono state già liberalizzate dal 2006, dopo il decreto Bersani; i prezzi delle prestazioni sono effettivamente crollati, ma siamo proprio sicuri che questo abbia prodotto vantaggi per i committenti ? Chi può garantire che i calcoli strutturali eseguiti da quell&#8217;ingegnere che li ha fatti per poche centinaia di euro siano esatti ? che quella costruzione potrà resistere ad un sisma ?  Oppure, siete sicuri che quella certificazione energetica che vi è stata fornita per 50 € sia davvero corretta ?</p>
<p>Magari chi ve l&#8217;ha fatta neanche ha visionato il vs. immobile !</p>
<p>E quel professionista che offre all&#8217;Ente pubblico una prestazione gratuita, siamo sicuri che poi, per rifarsi, non accetterà prebende varie dall&#8217;Impresa che poi si aggiudicherà l&#8217;esecuzione dei lavori ? Sarà lui a firmare gli stati di avanzamento dei lavori, a certificare la buona esecuzione delle opere, a contabilizzarle !</p>
<p>E se neppure gli ordini professionali esisteranno più, chi potrà sanzionare il comportamento scorretto di quel tipo di tecnico ?</p>
<p>La magistratura ordinaria ???   Ma non fatemi ridere ! Forse non si sa che fra i compiti degli Ordini professionali vi è proprio la tutela della collettività nei confronti del comportamento deontologicamente scorretto di qualche iscritto . Infatti gli Ordini sono emanazione del Ministero di Grazia e Giustizia.</p>
<p>Che poi esercitino in toto questo compito è un altro discorso, dipende dal singolo ordine professionale e dalla buona volontà degli eletti .</p>
<p>Si crede poi, nel sentire comune, che liberalizzare l&#8217;accesso alle professioni ( ancora di più ? - noi architetti siamo 150.000 in Italia ) possa garantire maggiori opportunità ai giovani.</p>
<p>Niente di più falso &#8230;</p>
<p>Dopo il crollo dei prezzi dei servizi di architettura ed ingegneria, ai giovani neolaureati si sono solo offerti stage e tirocini a cifre mensili più basse . Nessuna tutela, nessuna prospettiva di assunzione, solo promesse !  Mi arrivano spesso via posta ordinaria o via mail curriculum di giovani laureati brillanti, con competenze interessanti e&#8230;.con esperienze lavorative deprimenti: commesse, baristi, addetti a call center, promotore di telefonia, etc.  Raramente qualcuno ha fatto per un paio di mesi qui ed un altro là il disegnatore CAD.</p>
<p>E, nel contempo, gli studi più grossi, quelli che quei giovani stagisti han sfruttato di più, hanno continuato ad acquisire, sempre di più, tutti gli incarichi professionali succulenti sulla piazza: sono quelli prescelti dagli Enti pubblici che usano la licitazione privata in maniera imbarazzante , evitando accuratamente bandi di selezione o concorsi  di progettazione. E , siccome sono i preferiti dai Comuni, vengono anche incaricati dalle grosse imprese di costruzione.</p>
<p>Loro sempre più ricchi e gli altri, quelli che non sfruttano gli stagisti, che lavorano magari con uno o due collaboratori con cui dividono gli utili, gli altri &#8230;.sempre più poveri .</p>
<p>ECCO QUESTA, per ORA, è STATA la LIBERALIZZAZIONE che ABBIAMO VISTO !</p>
<p>Non a caso la maggiore tifosa delle liberalizzazioni dei servizi professionali è Emma Marcegaglia ! RIFLETTETE, gente ed INFORMATEVI.</p>
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		<title>Andare&#8230;camminare&#8230;lavorare</title>
		<link>http://www.amatelarchitettura.com/2012/01/andarecamminarelavorare/</link>
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		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 13:45:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amate l'Architettura</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Articoli]]></category>

		<category><![CDATA[flessibilità]]></category>

		<category><![CDATA[ivaseipartita]]></category>

		<category><![CDATA[lavoro atipico]]></category>

		<category><![CDATA[mercatino]]></category>

		<category><![CDATA[partita iva]]></category>

		<category><![CDATA[precarietà]]></category>

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		<description><![CDATA[A causa della neve l'iniziativa è stata spostata a Domenica 4 marzo ore 12.00 - Presso il mercatino inov(attivo) di piazza Carlo Forlanini a Monteverde - Roma, si svolgerà un'iniziativa di ivaseipartita e amate l'architettura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>A CAUSA DELLA NEVE L&#8217;INIZIATIVA E&#8217; STATA SPOSTATA ALLA PRIMA DOMENICA DI MARZO.</strong></p>
<p>Domenica <strong>4 marzo ore 12.00</strong> presso il mercatino inov(attivo) di piazza <strong>Carlo Forlanini</strong> a Monteverde - Roma, si svolgerà un&#8217;iniziativa di ivaseipartita e amate l&#8217;architettura, un dibattito sul tema del lavoro atipico.</p>
<p><strong>Precarietà e flessibilità</strong> sono temi fondamentali nel dibattito contemporaneo che interessano il nostro vivere sociale ed individuale. Due paradigmi della condizione attuale, in cui l’incertezza e il disorientamento portano troppo spesso a dare per acquisite delle scelte non condivise e di cui ci sentiamo spettatori passivi. <strong>Il lavoro, i rapporti sociali, gli spazi delle nostre città ci appaiono come elementi estranei e incoerenti in cui fatichiamo a riconoscerci.</strong></p>
<p><strong>Negli ultimi venti anni il mondo del lavoro è stato completamente stravolto</strong>: il lavoro non è più inteso in modo statico e univoco, ma piuttosto come un percorso che dovrebbe accompagnare l’evolversi della nostra formazione, dei nostri interessi, della nostra vita.</p>
<p>Purtroppo questa idea della flessibilità, nel nostro paese, è diventata precarietà persistente; <strong>contratti a chiamata, contratti a progetto, finti stage, finte partite iva e lavoro in nero</strong>, sono le forme più ricorrenti usate ed abusate, che nascondono solamente uno svilimento del ruolo sociale dell’individuo.</p>
<p><strong>Una riforma del lavoro</strong>, tema di estrema attualità ed urgenza, deve necessariamente ristabilire l’equilibrio tra le parti e contrastare qualsiasi forma di illecito per garantire un futuro a tutti.</p>
<p><strong>Venite a trovarci per portare la vostra testimonianza, prendere informazioni sul mondo del lavoro atipico e sulle nostre attività.</strong></p>
<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-1447" title="05-febbraio2012" src="http://www.amatelarchitettura.com/wp-content/uploads/2012/01/05-febbraio2012.jpg" alt="05-febbraio2012" width="605" height="313" /></strong></p>
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		<title>Maniscalchi</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 17:52:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Qfwfq</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[maniscalchi]]></category>

		<category><![CDATA[professione]]></category>

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		<description><![CDATA[<em><img class="alignleft size-full wp-image-1439" src="http://www.amatelarchitettura.com/wp-content/uploads/2012/01/maniscalco.jpg" alt="maniscalco" width="190" height="265" />"Fino all’inizio del novecento c’erano le carrozze con i cavalli. Poi  sono arrivate le automobili e le carrozze sono scomparse. Oggi le  macchine inquinano e il traffico cittadino è un problema, ma nessuno si  sognerebbe di tornare alle carrozze con i cavalli."</em>

<a href="http://www.internazionale.it/opinioni/giovanni-de-mauro/2012/01/26/cavalli/">Questo articolo</a> di Giovanni De Mauro, sembra una perfetta metafora di come a mio parere dovrebbe essere affrontata la battaglia in difesa della professione che sta sorgendo. [...]
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignleft size-full wp-image-1439" src="http://www.amatelarchitettura.com/wp-content/uploads/2012/01/maniscalco.jpg" alt="maniscalco" width="190" height="265" />&#8220;Fino all’inizio del novecento c’erano le carrozze con i cavalli. Poi  sono arrivate le automobili e le carrozze sono scomparse. Oggi le  macchine inquinano e il traffico cittadino è un problema, ma nessuno si  sognerebbe di tornare alle carrozze con i cavalli.&#8221;</em></p>
<p><a href="http://www.internazionale.it/opinioni/giovanni-de-mauro/2012/01/26/cavalli/">Questo articolo</a> di Giovanni De Mauro, sembra una perfetta metafora di come a mio parere dovrebbe essere affrontata la battaglia in difesa della professione che sta sorgendo.</p>
<p>Con il lancio dell&#8217;Assemblea dei <a href="http://www.amatelarchitettura.com/2012/01/mercoledi-8-febbraio-2012-si-parte-con-150k-architetti/">150k Architetti</a> abbiamo voluto mettere sul tavolo della discusisone una serie di <a href="http://thinktag.it/it/resources/temi-e-sottotemi">problemi</a> che, a detta dei più, impediscono il regolare svolgimento dell&#8217;attività professionale. Quello che però mi pare manchi profondamente in questa discussione è una seria riflessione sulle  contesto sociale in cui si richiede che questa professione debba esercitarsi. Quello che mi pare nessuno (o pochi) si chieda è se la figura dell&#8217;Architetto, nella forma e nel ruolo con cui siamo abituati a conoscerlo da secoli, abbia ancora senso di esistere o se non sia in realtà necessario ripensare completamente sia le modalità operative (il modo in cui si progetta) e sia la sua collocazione all&#8217;interno dei processi di trasformazione urbana (non più soggetto autonomo ma componente paritario di un sistema di interessi ed esigenze).</p>
<p>L&#8217;assunto di fondo su cui tutti noi conveniamo è che la nostra società, il nostro sitema di gestione delle trasformazioni urbane, non appaiono in grado di garantire lo sviluppo economico e culturale del territorio secondo livelli di qualità adeguati alle necessità della società stessa.</p>
<p>Per molti di noi (architetti) la figura cardine in grado di fornire risposte a questo bisogno di qualità urbana è l&#8217;Architetto che con la sua capacità progettuale e il suo senso critico, se messo in condizioni di operare (progettare) senza le storture di mercato che tutti lamentiamo (concorrenza con altri professionisti, monopolio delle imprese, assenza di concorsi aperti, monopolio culturale, ecc.), sarebbe in grado di attivare un automatico miglioramento della qualità urbana.</p>
<p>Si tratta di un assunto che non è dimostrabile in senso assoluto e che tradisce una visione ottocentesca della professione; l&#8217;architetto inteso come demiurgo salvifico della società che nel suo splendido isolamento è portatore di soluzioni a problemi che probabilmente solo lui è in grado di vedere.</p>
<p>Ora il problema di fondo è che questa società non sembra intenzionata a farsi salvare dall&#8217;Architetto né sembra vedere i problemi nella stessa ottica con cui li vede l&#8217;Architetto; anzi, una certa parte di questa società sembra vedere nell&#8217;Architetto proprio una parte del problema. Questa ultima opinione è condivisa anche da molti architetti che ovviamente si ritengono &#8220;diversamente Architetti&#8221;, inventando con ciò una nuova forma di disabilità.</p>
<p>Il problema così come viene posto è un po&#8217; come voler decidere se viene prima l&#8217;uovo o la gallina. Se la società non ci fa lavorare come facciamo a dimostrare che siamo utili alla società? ma se prima non dimostriamo che siamo utili alla società come fa la società a decidere di farci lavorare? (aiuto! chiamate un geometra!)</p>
<p>Chiedo l&#8217;aiuto da casa e rilancio l&#8217;articolo di De Mauro. Secondo capoverso.</p>
<p><em>&#8220;Per tutto il novecento la Kodak è stata sinonimo di macchine  fotografiche e pellicole. Poi sono arrivati gli apparecchi digitali e  gli smartphone. La Kodak non ha saputo adattarsi, anche se aveva una  storia e un marchio che le avrebbero consentito di farlo. E la scorsa  settimana ha chiuso. Oggi nessuno accetterebbe una legge che proibisse  le macchine fotografiche digitali per salvare la Kodak e l’industria  degli apparecchi analogici. Prima c’erano i giornali nelle edicole, i  film nelle sale cinematografiche, gli album nei negozi di dischi, i  libri in libreria.&#8221;</em></p>
<p>In tutto questo, nonostante la produzione di macchine fotografiche sia cambiata (e sia cambiato anche il modo con cui le foto vengono prodotte e condivise) non è venuta meno l&#8217;importanza e la bellezza della Fotografia.</p>
<p>Nonostante per strada non ci siano più cavalli, la gente ha sempre bisogno di mezzi di trasporto; se al cavallo si è sostituita l&#8217;automobile, al maniscalco si è sostituito il carrozziere, ma è rimasta la necessità di qualcuno in grado di &#8220;riparare&#8221; il mezzo.</p>
<p>Parafrasando; se l&#8217;evoluzione culturale e i conseguenti miglioramenti tecnologici stanno modificando le modalità con cui la società si avvicina ai temi dell&#8217;architettura, quello che è in discussione non è l&#8217;Architetura in sé, quanto le modalità con cui la sua trasformazione viene gestita.</p>
<p>Purtroppo tra i tanti contributi che vedo emergere per l&#8217;assemblea molti sembrano andare acriticamente verso una banale semplicistica riaffermazione di vecchi schemi professionali illudendosi che la semplice imposizione legale della figura del professionista basti a garantire il lavoro agli architetti.</p>
<p>L&#8217;obbiettivo finale non è il professionista, e nemmeno la professione; l&#8217;obbiettivo finale è l&#8217;Architettura!</p>
<p>Concludo quindi esortando l&#8217;architetto &#8220;maniscalco&#8221; a interrogarsi se sia più utile combattere per il mantenimento forzoso delle vecchie care botteghe  (magari con una bella legge ad hoc) o se non sia invece più proficuo ragionare su come trasformarsi rapidamente in architetto &#8220;carrozziere&#8221;.</p>
<p>NB - foto tratta da http://gabriele-racconta.blogspot.com/2010/07/la-centelena.html</p>
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		<title>Un Concorso di Architettura visto dalla parte delle Istituzioni</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 22:04:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio Paolo Calcaprina</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Il Comune di Terni ha bandito un concorso in due gradi, di un certo rilievo, per la progettazione di un “percorso pedonale sopraelevato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Comune di Terni ha bandito un concorso in due gradi, di un certo rilievo, per la progettazione di un “percorso pedonale sopraelevato tra piazza Dante ed il futuro sistema di attestamento di via Proietti Divi integrato alla stazione ferroviaria di Terni.</p>
<p>Dall’analisi del bando di concorso emergono spunti di riflessione molto interessanti, su cui vorrei porre l’attenzione, da cogliere in prospettiva della prossima <strong><a href="http://www.amatelarchitettura.com/2012/01/mercoledi-8-febbraio-2012-si-parte-con-150k-architetti/">Assemblea Generale dell’ 8 febbraio 2012</a></strong>, organizzata dalla RETE <strong>150K</strong> ( <a href="http://thinktag.it/it/groups/rete-150k ">vedi link</a> ).</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1433" title="schermata-2012-01-20-a-115935" src="http://www.amatelarchitettura.com/wp-content/uploads/2012/01/schermata-2012-01-20-a-115935.jpg" alt="schermata-2012-01-20-a-115935" width="605" height="531" /><br />
Di primo impatto, dal mio punto di vista, vedo che c’è un tema urbano importante, una nuova “porta” per Terni e che questo tema è affidato sì in due fasi, la prima della quale è più libera si basa su proposte di idee progettuali sulla base delle quali ci sarà l’ammissione al secondo grado, che prevede un progetto preliminare, per 10 concorrenti. Al vincitore tra questi, verrà affidato il progetto definitivo.<br />
Il materiale da presentare al primo grado di concorso non è eccessivo: una relazione di 10 pagine e una tavola formato A0.<br />
Tuttavia la sorpresa arriva al momento del vaglio dei requisiti professionali richiesti: i professionisti, le società di ingegneria e i raggruppamenti devono avere dei requisiti economico finanziari di tutto rispetto: un fatturato globale negli ultimi cinque anni di 415.000 euro e, soprattutto, l’avvenuto espletamento di servizi di progettazione nelle classi IXb (costruzioni in acciaio in particolare ponti) e la IIIa (impiantistica) negli ultimi dieci anni, con parametri minimi riferiti all’importo dei lavori (4.800.000 euro e 1.1200.000 circa).</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1434" title="schermata-2012-01-20-a-121040" src="http://www.amatelarchitettura.com/wp-content/uploads/2012/01/schermata-2012-01-20-a-121040.jpg" alt="schermata-2012-01-20-a-121040" width="605" height="503" /><br />
Questo si configura come un filtro di ingresso molto selettivo.<br />
Perciò ho telefonato al Responsabile del Procedimento, l&#8217;Arch. <strong>Roberto Meloni</strong> della Direzione Urbanistica, nonché Responsabile del PIT (Progetto integrato Territoriale) al cui interno è ricompreso l&#8217;intervento.<span><br />
</span>l’Arch. Meloni ha fatto luce sulle mie perplessità rispondendomi con argomenti solidi:<span><br />
</span><span>”</span>avremmo voluto fare un concorso di idee per questa progettazione, difatti nel mio computer ho due cartelle distinte: il concorso di idee e il concorso di progettazione in due fasi. La fase attuativa del PIT, che gestisce fondi comunitari Por-Fesr 2007-13, è stata avviata all&#8217;inizio del mese di dicembre 2011, con la sigla da parte della Regione della prevista Convenzione con il Comune di Terni. I vincoli posti dalle regole comunitarie per le quali l&#8217;intervento deve essere realizzato entro giugno 2015, pena la revoca dei finanziamenti, ha obbligato l&#8217;Amministrazione a rivedere l&#8217;ipotesi iniziale del concorso di idee, pensato per essere attivato almeno 6 mesi prima rispetto al concorso di progetttazione, il cui bando è stato pubblicato il 15 dicembre 2011.</p>
<p>Per organizzare il concorso abbiamo dovuto fare una corsa e ugualmente si dovrà correre per realizzare l’opera, avendo un cronoprogramma che lascerà ai lavori solamente due anni, tempo strettissimo per la tipologia dell&#8217;intervento e per la complessità del cantiere, da realizzare nell&#8217;ambito di uno scalo ferroviario in esercizio. Stando così le cose, la scelta a monte di progettisti che avessero una comprovata esperienza in questo specifico settore e che ci potessero assicurare di avere il necessario know how per procedere nei tempi e non farci perdere il finanziamento, è stata obbligata.”<br />
” Per noi sarebbe stato più semplice, dato che l’incarico è sotto i 100.000 euro, chiamare con procedura negoziata (senza ricorrere ad un bando) un grande nome con esperienza nello specifico, ma noi crediamo che sarebbe stata una soluzione qualitativamente inferiore a quello che produrrà un concorso.”<br />
Perciò, ho chiesto io, alla fine l’avere messo in piedi un concorso (anche se con questi stretti paletti di ingresso) è in realtà una scelta motivata soprattutto dalla vostra buona volontà?<br />
Meloni ha risposto: “C’è una legge della Regione Umbria che dice chiaramente che le opere pubbliche devono essere realizzate con criteri qualitativi, ma non è vincolante, lo abbiamo fatto soprattutto per una volontà della nostra amministrazione, con tutto il carico di lavoro che ne ha conseguito”.<br />
Con queste affermazioni ho superato una iniziale perplessità sul bando e ho cominciato ad intraprendere una più ampia riflessione sul meccanismo dei concorsi, della quale riporto solo due spunti tematici per una riflessione successiva più approfondita:</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1435" title="schermata-2012-01-20-a-121518" src="http://www.amatelarchitettura.com/wp-content/uploads/2012/01/schermata-2012-01-20-a-121518.jpg" alt="schermata-2012-01-20-a-121518" width="605" height="335" /></p>
<p>Attualmente non c’è nessuna legge che costringa un’amministrazione pubblica a perseguire la qualità nelle opere e nei servizi di progettazione.</p>
<p>La soglia dei 100.000 è così alta che perfino un progetto così significativo (mi verrebbe da dire anche simbolico) per la città di Terni potrebbe essere redatto senza un concorso, cioè senza privilegiare la qualità del progetto in luogo della chiara fama del progettista.</p>
<p>La considerazione finale, che racchiude le precedenti, è che diviene urgente l’approvazione di una legge sull’architettura (noi di Amate l’Architettura abbiamo lavorato sulla bozza del Sole 24 Ore ( <a href="http://www.amatelarchitettura.com/2011/05/finalmente-una-vera-legge-per-larchitettura/">vedi link</a> ), che possa però incidere sui meccanismi che muovono le istituzioni, come per esempio il codice dei contratti pubblici.<br />
Nel frattempo, ho invitato l’arch. Meloni a venire all’assemblea della <a href="http://www.amatelarchitettura.com/2012/01/mercoledi-8-febbraio-2012-si-parte-con-150k-architetti/">RETE 150K</a> per parlarci un poco della difficoltà del fare buona architettura, vista dall’interno delle istituzioni.</p>
<div></div>
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		<title>Entrare Fuori e CorvialeUrbanLab - due passeggiate nell&#8217;architettura</title>
		<link>http://www.amatelarchitettura.com/2012/01/entrare-fuori-e-corvialeurbanlab-due-passeggiate-nellarchitettura/</link>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 21:49:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Qfwfq</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Segnalo due iniziative di Urban Experience che utilizzeranno come sfondo delle azioni due ambienti architettonici romani.
A Santa Maria della Pietà e dentro il Museo della Mente (allestito da Studio Azurro) perEntrare Fuori  e a Corviale per il per un Walk Show in occasione del  CorvialeUrbanLAB [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Segnalo due iniziative di <a href="http://www.urbanexperience.it">Urban Experience</a> che utilizzeranno come sfondo delle azioni due ambienti architettonici romani.</div>
<div>A Santa Maria della Pietà e dentro il Museo della Mente (allestito da Studio Azurro) per <a href="http://www.urbanexperience.it/entrarefuori-scrivere-storie-nelle-geografie-azioni-di-urban-experience-per-il-rapporto-tra-memoriaretiterritorio/">Entrare Fuori</a> e a Corviale per il per un <a href="http://www.urbanexperience.it/eventi/event/corviale-urban-lab-2011/">Walk Show</a> in occasione del  CorvialeUrbanLAB.</div>
<div></div>
<div><strong>1. Entrare Fuori</strong> nasce dall&#8217;affermazione di un paziente psichiatrico, è diventato il motto del Museo della Mente ed oggi viene rilanciato in un progetto di cultura dell&#8217;innovazione, per riflettere sul paradosso di chi, internato in un manicomio, si misurava con il mondo esterno. Fuori c&#8217;era un mondo in cui integrarsi: si entrava in una società che si evolveva includendo.<br />
Le azioni di Urban Experience nel parco del Santa Maria della Pietà, l’ex-manicomio di Roma, permetteranno di entrare nella memoria di quel mondo separato, emblema dell&#8217;alterità e dell&#8217;evoluzione di una società che può interpretare le differenze come risorsa.<br />
Questi percorsi saranno caratterizzati dal performing media: walk show, passeggiate radioguidate per valorizzare  il territorio attraverso i nuovi media, esplorando uno spazio pubblico  utilizzando smartphone, un gioco radiofonico in cui si tratterà della memoria del  Santa Maria della Pietà, del suo genius loci. Non si farà spettacolo ma emergerà lo spettacolo della città, creando le condizioni percettive per rilevare le qualità dei luoghi.</div>
<div>Per gli estimatori di Studio Azzurro sarà un&#8217;occasione per visitare il <a href="http://www.museodellamente.it/">Museo della Mente.</a></div>
<div>Il 19 gennaio alle 17,30 è previsto un Talk-Lab su Performing Media per la cultura dell’innovazione, un seminario di studio con applicazioni di visual thinking per esplicitare le nuove potenzialità della creatività connettiva.</div>
<div>Per la partecipazione (gratuita) ai walk show (18, 19 e 20 gennaio ore 16:00) è vivamente consigliata laprenotazione sul social network a <a href="http://www.urbanexperience.it/eventi/event/entrarefuori-scrivere-storie-nelle-geografie/#prenotarsi">questo link</a> .</div>
<div></div>
<div><strong>2.</strong> A Roma, a Corviale, il 20 gennaio, a mezzanotte, torna il <strong>WALK  SHOW   per il  CorvialeUrbanLAB</strong>. Dopo <a href="http://www.urbanexperience.it/walk-show-nel-serpentone/">l‘intervento del dicembre scorso</a>,  svolto di mattina, per coinvolgere i bambini delle scuole elementari, si  ripropone, questa volta a mezzanotte (!) il  <a href="http://www.urbanexperience.it/eventi/event/corviale-urban-lab-2011/">“Walk show nel Serpentone”</a> a cura di Urban Experience nell’ambito dei MArteAwards. Si tratta di  una passeggiata radioguidata (si parte dal Mitreo, Via M.Mazzacurati 61  alle ore 24)  basata su soluzioni whisper radio all’interno di uno dei  condomini più lunghi d’Europa: il cosiddetto “serpentone” di Corviale.  Il percorso radioguidato avrà come voci guida alcuni conduttori di Urban  Experience, esperti di storia dell’arte di Workinproject, architetti e  rappresentanti delle associazioni e delle comunità del quartiere. Lungo  l’itinerario saranno utilizzati dei mobtag, codici digitali che  permetteranno agli smart phone di linkare a dei  video che hanno documentato un particolare percorso emozionale<var></var>.  Tra i repertori video in streaming, da ascoltare in cuffia mentre si  esplora il Serpentone, sono previsti anche le documentazioni  dell’attività educativa svolta da Workinproject per CorvialeUrbanLab,  con i bambini del quartiere, attraverso il restyling ludico-creativo  delle architetture di Corviale.</div>
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		<title>Mercoledì 8 febbraio 2012: si parte con 150K ARCHITETTI</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 17:46:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amate l'Architettura</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Azioni]]></category>

		<category><![CDATA[150K ARCHITETTI]]></category>

		<category><![CDATA[codice appalti]]></category>

		<category><![CDATA[competenze professionali]]></category>

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		<category><![CDATA[ordine degli architetti]]></category>

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		<description><![CDATA[Si parte con 150K ARCHITETTI !!!!!   Invitiamo tutti a partecipare, intervenendo all'Assemblea o inviando il proprio contributo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si parte con <strong>150K ARCHITETTI</strong> !!!!!</p>
<p>Invitiamo tutti a partecipare, intervenendo all&#8217;Assemblea o inviando il proprio contributo via mail a <strong>info@amatelarchitettura.com</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>C O M U N I C A T O    S T A M P A</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><br />
</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Il Movimento “Amate l’Architettura&#8221; promuove l’Assemblea aperta</strong></p>
<p style="text-align: center;"><span><strong>“</strong></span>150K ARCHITETTI<span><strong>”</strong></span></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Mercoledì 8 febbraio 2012  alle ore 17.00 </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Sala Convegni della Città dell’Altra Economia </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Largo Dino Frisullo, Campo Boario (ex Mattatoio) - Roma</strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p>Per il recupero della <strong>dignità della professione dell’architetto</strong>, per l’<strong>accesso</strong> e la <strong>tutela</strong> dei <strong>giovani</strong> nel mondo della professione, per <strong>incarichi pubblici</strong> all’insegna della <strong>trasparenza</strong>, per una <strong>Legge </strong>sull’<strong>Architettura</strong>, per una <strong>Cassa</strong> previdenziale <strong>equa</strong>.</p>
<p>Il Movimento invita alla  <strong>mobilitazione</strong>: Professionisti, Associazioni, Enti e Istituzioni, per invertire una <strong>tendenza</strong> in atto che vede il <strong>declino dell&#8217;architetto</strong> e di tanti altri liberi professionisti che, nel processo di trasformazione del territorio, sono<span> </span><strong>indispensabili</strong> per una maggiore <strong>qualità dell’architettura</strong> nel nostro paese.</p>
<p>L&#8217;Assemblea sarà il punto di partenza per altre iniziative che dovranno rispondere con forza alla totale <strong>assenza della politica</strong> che ha portato alla <strong>deriva</strong> e ha emarginato la figura dell’architetto, relegandolo al ruolo di mero strumento operativo dei propri interessi e della speculazione.</p>
<p>L&#8217;Assemblea punterà ad <strong>obiettivi definiti, chiari, e raggiungibili </strong>quali:</p>
<ul>
<li>presentare <strong>proposte concrete</strong> e di <strong>riforma</strong> su: Liberalizzazioni, Ordini professionali, Legge per l’Architettura, Codice dei contratti, Formazione universitaria, Competenze professionali, Procedure dei concorsi;</li>
</ul>
<ul>
<li>creare una <strong>rete di Professionisti</strong> e Associazioni che, nel manifestare il proprio   disagio, possa disporre di un ampio e determinato <strong>potere contrattuale</strong> in grado di incidere sulle scelte dei nostri  <strong>organi di rappresentanza</strong> e del <strong>mondo politico</strong>.</li>
</ul>
<p>Questo incontro vuole essere un deciso tentativo di riportare all&#8217;ordine del giorno il dibattito sulla <strong>crisi</strong> della nostra <strong>Professione</strong> e sull’<strong>Architettura</strong>, per affrontare, in questo momento storico, il <strong>cambiamento</strong> in atto nel mondo del lavoro e per rispondere alla domanda di <strong>rinnovamento</strong> che investe l&#8217;intera società Italiana.</p>
<p>Parteciperanno i rappresentanti di: Ordini professionali, Consigli Nazionali, Università, Sindacati, Associazioni di categoria e singoli Professionisti.</p>
<p><a href="http://www.amatelarchitettura.com/wp-content/uploads/2012/01/comunicato-stampa-150k.pdf">scarica il comunicato stampa</a></p>
<p style="text-align: center;"><strong>MANIFESTO 150K ARCHITETTI</strong></p>
<p><strong>Per porre l’attenzione sull’insostenibile condizione professionale degli architetti in Italia, e promuovere una mobilitazione allargata a tutti i professionisti convinti del bisogno di una maggiore qualità architettonica nel processo di trasformazione del territorio</strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong>il Movimento “Amate l’Architettura” ha formulato</strong></p>
<p><strong>10 Domande per “CAMBIARE”</strong></p>
<p><strong></strong><span><strong>1)<span> </span></strong></span><span><strong>PERCHE’ </strong>solo in Italia è diventato impossibile esercitare dignitosamente la professione dell&#8217;architetto e dell’Ingegnere nel rispetto di quanto stabilito dagli artt. 4 e 36 della nostra Costituzione?</span><span> </span>(Art. 4 - La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Art. 36 -. Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un&#8217;esistenza libera e dignitosa.).</p>
<p><span><strong>2)<span> </span></strong></span><strong>PERCHE’</strong> solo in Italia si è raggiunto il numero incredibile di circa 150.000 architetti, pari a quasi un terzo di tutti gli architetti europei?</p>
<p><span><strong>3)<span> </span></strong></span><strong>PERCHE’</strong> solo in Italia ci sono figure professionali che, nonostante l’esistenza di leggi e sentenze che definiscono le loro competenze, continuano a svolgere impunemente attività riservate solo all’architetto e all’ingegnere?</p>
<p><span><strong>4)<span> </span></strong></span><strong>PERCHE’</strong> si permette ai Professori universitari a tempo pieno e addirittura ad interi Dipartimenti delle Università italiane di esercitare anche la libera professione, contravvenendo alle leggi vigenti?</p>
<p><span><strong>5)<span> </span></strong></span><strong>PERCHE’ </strong>si è voluta creare ed immettere su un mercato del lavoro già saturo e caotico, la figura del Laureato Junior senza definirne precise competenze e professionalità?</p>
<p><span><strong>6)<span> </span></strong></span><strong>PERCHE’</strong> si accetta che neolaureati e giovani professionisti “a Partita IVA” lavorino negli studi professionali in condizione di dipendenza senza alcuna tutela?</p>
<p><span><strong>7)<span> </span></strong></span><strong>PERCHE’</strong> la nostra cassa previdenziale (Inarcassa) non trova un modo per sostenere quei tanti professionisti che, senza reddito per mancanza di lavoro, sono comunque obbligati a versare un pesante contributo pensionistico?</p>
<p><span><strong> <img src='http://www.amatelarchitettura.com/wp-includes/images/smilies/icon_cool.gif' alt='8)' class='wp-smiley' /> <span> </span></strong></span><strong>PERCHE’ </strong>solo in Italia il pagamento delle parcelle professionali non viene tutelato legandolo direttamente ai tempi reali del processo progettuale e della realizzazione delle opere?</p>
<p><span><strong>9)<span> </span></strong></span><strong>PERCHE’ </strong>solo in Italia gli incarichi, soprattutto per le opere pubbliche, sono assegnati al massimo ribasso, ledendo la dignità professionale e contribuendo a ridurre la qualità del Progetto, dell’ Architettura e dei Servizi affidati?</p>
<p><span><strong>10)<span> </span></strong></span><strong>PERCHE’ </strong>gli Ordini professionali, il CNA, il CNI e i Sindacati, oltre alle inutili esternazioni di facciata a mezzo stampa, nulla di concreto hanno mai conseguito in termini di tutela della dignità, della professionalità e del diritto al lavoro dei loro iscritti e quindi oggi qual è il loro ruolo e la loro funzione?</p>
<p><!--[if gte mso 9]><xml> <o:DocumentProperties> <o:Template>Normal</o:Template> <o:Revision>0</o:Revision> <o:TotalTime>0</o:TotalTime> <o:Pages>1</o:Pages> <o:Words>789</o:Words> <o:Characters>4501</o:Characters> <o:Lines>37</o:Lines> <o:Paragraphs>9</o:Paragraphs> <o:CharactersWithSpaces>5527</o:CharactersWithSpaces> <o:Version>11.518</o:Version> </o:DocumentProperties> <o:OfficeDocumentSettings> <o:AllowPNG /> </o:OfficeDocumentSettings> </xml><![endif]--><!--[if gte mso 9]><xml> <w:WordDocument> <w:Zoom>0</w:Zoom> <w:DoNotShowRevisions /> <w:DoNotPrintRevisions /> <w:HyphenationZone>14</w:HyphenationZone> <w:DisplayHorizontalDrawingGridEvery>0</w:DisplayHorizontalDrawingGridEvery> <w:DisplayVerticalDrawingGridEvery>0</w:DisplayVerticalDrawingGridEvery> <w:UseMarginsForDrawingGridOrigin /> </w:WordDocument> </xml><![endif]--> <!--StartFragment--></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: left;"><a href="http://www.amatelarchitettura.com/wp-content/uploads/2012/01/manifesto-150k.pdf">scarica il manifesto</a></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: left;">
<p style="text-align: center;"><strong>S C H E D A   I N F O R M A T I V A</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>150K ARCHITETTI</strong></p>
<p><strong>Il Movimento invita alla mobilitazione Professionisti, Associazioni, Enti e Istituzioni, per invertire una tendenza in atto che vede il declino dell’architetto e di tanti altri liberi professionisti che, nel processo di trasformazione del territorio, sono indispensabili per una maggiore qualità dell’architettura nel nostro paese.</strong></p>
<p><strong>OBIETTIVI</strong></p>
<p>- Presentare proposte concrete e di riforma su Liberalizzazioni, Ordini professionali, Legge per l’Architettura, Codice dei contratti, Formazione universitaria, Competenze professionali, Procedure dei concorsi;</p>
<p>- Creare una rete di Professionisti ed Associazioni che nel manifestare il proprio disagio possa disporre di un ampio e determinato potere contrattuale per incidere sulle scelte dei nostri organi di rappresentanza e del mondo politico;</p>
<p><strong>DESCRIZIONE DELL’INIZIATIVA</strong></p>
<p>L’iniziativa si incentra su tre distinte azioni organizzate in due fasi:</p>
<p>FASE RICOGNITIVA</p>
<p>1) Creazione di una <strong>piattaforma telematica</strong> nella quale si possano raccogliere idee, suggerimenti, domande, denunce sull’attuale situazione dell’architettura e degli architetti in Italia.</p>
<p>2) Organizzazione di una <strong>Assemblea aperta</strong> a tutti coloro che hanno a cuore il problema, per Mercoledì <strong>8 febbraio 2012</strong></p>
<p>FASE PROPOSITIVA</p>
<p>3) Dare vita, di seguito all’Assemblea, a <strong>gruppi di lavoro</strong> con riflessioni e proposte sui temi emersi nella fase ricognitiva.</p>
<p>La <strong>piattaforma telematica</strong> utilizzerà la tecnologia <strong>ThinkTag</strong> e sarà aperta a tutti. Per accedere sarà necessario creare un account. La piattaforma è concepita come un luogo di incontro e di discussione tra tutti coloro che vogliono sostenere la rete 150K architetti.</p>
<p>Su di essa saranno ospitati:</p>
<p>- tutti gli interventi di coloro che vorranno parlare all’<strong>Assemblea</strong>;</p>
<p>- tutte le domande e le questioni poste dai partecipanti all’iniziativa;</p>
<p>- i gruppi di lavoro che, per questioni organizzative, saranno divisi (per ora) tra le seguenti 5 aree tematiche:</p>
<p><strong>A). Riforma degli Ordini professionali:</strong></p>
<p>Ragionare, nell’ambito delle liberalizzazioni annunciate, su proposte relative al mantenimento o all’abolizione dell’Ordine degli architetti, focalizzando le attuali inefficienze.</p>
<p><strong>B). Incarichi professionali nelle opere pubbliche:</strong></p>
<p>Analisi del sistema concorsuale, del sistema degli appalti dei servizi e delle opere pubbliche, che oggi non privilegiano la qualità dell’architettura;</p>
<p>Proposta di legge sull’architettura partendo da quella presentata dal Sole 24Ore - Progetti e Concorsi.</p>
<p><strong>C). Sistema di formazione degli architetti:</strong></p>
<p>Analisi per l’adeguamento del sapere e per la formazione dei giovani alle richieste del mercato e della professione e definizione delle competenze tra i tecnici italiani.</p>
<p><strong>D. Tutela dei neolaureati e dei giovani architetti:</strong></p>
<p>Dall’ingresso al lavoro al praticantato per soffermarsi, soprattutto, sulla mancanza di tutele per i giovani dipendenti.</p>
<p><strong>E. Nuove modalità nella gestione del territorio:</strong></p>
<p>Tema apparentemente slegato rispetto a quello della professione, ma nella realtà la pianificazione urbanistica e l’architettura sono oggi categorie marginali, se non assenti, nelle dinamiche di trasformazione del territorio, con le conseguenze che tutti possiamo vedere, e di cui purtroppo pochi si rendono conto;</p>
<p>Potranno, naturalmente, essere aggiunte nuove aree tematiche di discussione, non comprese nelle 5 tematiche espresse.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>RETE 150K ARCHITETTI</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>FINALITA’ DELL’INIZIATIVA E MODALITA’ OPERATIVE</strong></p>
<p>L’<strong>Assemblea</strong> aperta, prevista nella <strong>Sala Convegni della Città dell’Altra Economia a Testaccio a Roma, Campo Boario, mercoledì 8 febbraio 2012 alle ore 17.00</strong>, avrà una durata di circa 3 ore e verrà organizzata con un criterio “orizzontale”.</p>
<p>Qualsiasi persona potrà iscriversi a parlare avendo a disposizione il medesimo tempo di intervento, che sarà calibrato in funzione del numero delle prenotazioni. In tutti i casi dovranno essere necessariamente interventi concisi e compresi nell’ambito dei 5/10 minuti. Gli interventi potranno essere su qualsiasi argomento e saranno inseriti nell’ambito dell’area tematica più attinente.</p>
<p>Sarà richiesto di inviare gli interventi ai moderatori del sito web in modo che possano essere inseriti in una sezione consultabile da tutti. Non sarà operata alcun tipo di censura sugli interventi e saranno molto graditi anche interventi di orientamento differente che possano dar modo di sviluppare un dibattito sull’argomento.</p>
<p>Qualora, per ragioni logistiche, qualcuno dovesse essere impossibilitato a presenziare fisicamente all’Assemblea aperta, potrà inviare un video di durata non superiore al consentito o, nel caso più restrittivo, un documento scritto che sarà letto durante i lavori dell’Assemblea o semplicemente sarà inserito nel sito web. I documenti pervenuti e gli interventi effettuati saranno riuniti in un primo dossier che sarà fornito sia a tutti i mezzi di comunicazione che alle Istituzioni.</p>
<p>L’<strong>Assemblea</strong> sancirà la nascita di <strong>gruppi di lavoro</strong>, di carattere volontario, che lavoreranno prioritariamente su pagine predisposte sul web, sulle aree tematiche individuate ed eventualmente su altre sollecitate dagli intervenuti che, in un tempo definito dovranno analizzare i temi individuati e, preferibilmente, produrre proposte condivise.</p>
<p>Al termine dei lavori saranno valutate tutte le opportunità di pubblicazione del materiale e di circolazione nelle sedi già citate.</p>
<p>Per qualsiasi informazione scrivere a: <strong>info@amatelarchitettura.com</strong></p>
<p class="MsoNormal" align="center">
<p class="MsoNormal" align="center">
<p class="MsoNormal" align="center"><strong><br />
</strong></p>
<p><!--EndFragment--></p>
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		<title>Facciamo sentire la nostra voce</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 15:27:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Marco Alcaro</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Articoli]]></category>

		<category><![CDATA[architettura]]></category>

		<category><![CDATA[cittadini]]></category>

		<category><![CDATA[diritto all'architettura]]></category>

		<category><![CDATA[ordine architetti roma]]></category>

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		<description><![CDATA[E' arrivato il momento di far capire ai cittadini che non siamo una casta, ma che siamo una categoria che dovrebbe avere un ruolo importantissimo nella società [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; arrivato il momento di far capire ai cittadini che non siamo una casta, ma che siamo una categoria che dovrebbe avere un ruolo importantissimo nella società.</p>
<p><strong>Non possiamo più assistere inermi</strong> ad un attacco senza precedenti che viene fatto ogni giorno alle professioni che vengono messe tutte nello stesso calderone senza capire le differenze che esistono e senza avere alcuna cognizione di causa della realtà e dei problemi che ci sono.</p>
<p>I &#8220;tassinari&#8221; sono una categoria di lavoratori che, sia numericamente che per importanza sociale e culturale, dovrebbero essere distanti anni luce dalla nostra categoria di architetti che è una professione &#8220;<strong>intellettuale</strong>&#8221; fondamentale per la <strong>sicurezza dei cittadini</strong> e per la <strong>qualità</strong> degli <strong>spazi </strong>e degli <strong>ambienti</strong> in cui viviamo.</p>
<p>Eppure tutti i giornali e i telegiornali aprono in prima pagina e con grande evidenza alla minaccia di sciopero dei tassisti, mentre <strong>a noi architetti non ci si fila nessuno</strong> e siamo costretti a comprarci una pagina intera del maggior quotidiano nazionale per far sentire la nostra voce come ha fatto l&#8217;Ordine degli Architetti PPC di Roma con <a href="http://www.architettiroma.it/dirittoallarchitettura/">questo appello</a> (allegato in fondo).</p>
<p>Non si può non condividere e non <a href="http://www.architettiroma.it/dirittoallarchitettura/">sottoscrivere</a> il manifesto del Consiglio dell&#8217;Ordine degli Architetti di Roma, del resto noi di Amate l&#8217;Architettura sono 3 anni che diffondiamo lo stesso messaggio e ci battiamo per gli stessi principi, a partire dal nostro <strong><a href="http://www.amatelarchitettura.com/2009/02/manifesto/">Manifesto</a></strong> sottoscritto da quasi mille colleghi e riteniamo che gli Ordini e il Consiglio Nazionale debbano, in questa fase di incertezza sul futuro e di profonda trasformazione degli Ordini, organizzare delle <strong>Assemblee aperte </strong>con gli iscritti per costruire <strong>insieme il nostro futuro.</strong></p>
<p>Noi di amate l&#8217;architettura stiamo cercando di muoverci in concreto e a tal fine abbiamo organizzato <strong>150K ARCHITETTI,</strong> un Assemblea aperta a tutti, (<a href="http://www.amatelarchitettura.com/wp-content/uploads/2012/01/comunicato-stampa-150k.pdf">scarica il comunicato stampa</a>), che si svolgerà <strong>mercoledì 8 febbraio</strong> 2012 alle ore 17.00 alla Sala Convegni della Città dell&#8217;Altra Economia (largo Dino Frisullo Campo Boario ex-mattatoio Roma) dove chiediamo la partecipazione a tutti per <span>creare una <strong>rete di Professionisti</strong></span><span> e Associazioni che, nel manifestare il proprio<span> </span>disagio, possa disporre di un ampio e determinato <strong>potere contrattuale</strong></span><span> in grado di incidere sulle scelte dei nostri<span> </span><strong>organi di rappresentanza</strong></span><span> e del <strong>mondo politico</strong></span><span>.</span></p>
<p><span>Il nostro problema è farci ascoltare e per fare ciò <strong>bisogna essere uniti tutti</strong>, associazioni, ordini, colleghi, sindacati&#8230; per il<strong> bene di tutti i cittadini</strong>.</span></p>
<p><!--[if gte mso 9]><xml> <o:DocumentProperties> <o:Template>Normal</o:Template> <o:Revision>0</o:Revision> <o:TotalTime>0</o:TotalTime> <o:Pages>1</o:Pages> <o:Words>35</o:Words> <o:Characters>203</o:Characters> <o:Lines>1</o:Lines> <o:Paragraphs>1</o:Paragraphs> <o:CharactersWithSpaces>249</o:CharactersWithSpaces> <o:Version>11.518</o:Version> </o:DocumentProperties> <o:OfficeDocumentSettings> <o:AllowPNG /> </o:OfficeDocumentSettings> </xml><![endif]--><!--[if gte mso 9]><xml> <w:WordDocument> <w:Zoom>0</w:Zoom> <w:DoNotShowRevisions /> <w:DoNotPrintRevisions /> <w:HyphenationZone>14</w:HyphenationZone> <w:DisplayHorizontalDrawingGridEvery>0</w:DisplayHorizontalDrawingGridEvery> <w:DisplayVerticalDrawingGridEvery>0</w:DisplayVerticalDrawingGridEvery> <w:UseMarginsForDrawingGridOrigin /> </w:WordDocument> </xml><![endif]--> <!--StartFragment--> <!--EndFragment--><img class="alignnone size-full wp-image-1414" title="oar_corriere" src="http://www.amatelarchitettura.com/wp-content/uploads/2012/01/oar_corriere.jpg" alt="oar_corriere" width="605" height="843" /></p>
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		</item>
		<item>
		<title>A cosa serve l’Ordine degli Architetti PPC ?</title>
		<link>http://www.amatelarchitettura.com/2012/01/a-cosa-serve-l%e2%80%99ordine-degli-architetti-ppc/</link>
		<comments>http://www.amatelarchitettura.com/2012/01/a-cosa-serve-l%e2%80%99ordine-degli-architetti-ppc/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 13:07:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Milone</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Articoli]]></category>

		<category><![CDATA[codici deontologici]]></category>

		<category><![CDATA[Consiglio Nazionale Architetti]]></category>

		<category><![CDATA[Monti]]></category>

		<category><![CDATA[ordine]]></category>

		<category><![CDATA[parcelle]]></category>

		<category><![CDATA[professione]]></category>

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		<description><![CDATA[Il tema della riforma e della necessità degli ordini professionali in Italia, è di grande attualità in questi giorni, proponiamo il contributo di Enrico Milone pubblicato su Il Giornale dell’Architettura nel n°101 gennaio 2012 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il tema della riforma degli ordini professionali e la loro necessità o meno, è di grande attualità in questi giorni, proponiamo il contributo di Enrico Milone pubblicato su Il Giornale dell’Architettura nel n°101 gennaio 2012.</p>
<p>Nella convulsa attività legislativa provocata dalla crisi finanziaria di questa estate, due leggi hanno messo in discussione il destino degli Ordini professionali.</p>
<p>1.<span> </span>La legge 111 del 15.7.2011 (GU 16.7.2011 n.  ), manovra di ferragosto, tratta della riforma degli Ordini con l’art.29 comma 1 bis che qui trascrivo: “Al  fine  di  incrementare  il   tasso   di   crescita dell&#8217;economia  nazionale,  ferme  restando  le   categorie   di   cui all&#8217;articolo 33, quinto comma,  della  Costituzione,  sentita  l&#8217;Alta Commissione di cui al comma 2, il Governo formulera&#8217;  alle  categorie interessate proposte di riforma in materia  di  liberalizzazione  dei servizi e delle attivita&#8217; economiche; trascorso il  termine  di  otto mesi dalla data di entrata in vigore della legge di  conversione  del presente decreto, cio&#8217;  che  non  sara&#8217;  espressamente  regolamentato sara&#8217; libero.” Il testo è ambiguo. Sembra che gli Ordini che hanno l’esame di abilitazione professionale ne siano esclusi. Ma non è sicuro ed in ogni caso la norma crea una situazione che invita a fare ragionamenti ad ampio spettro per tutte le professioni intellettuali.</p>
<p>2.<span> </span>La manovra bis, decreto-legge 13.8.2011 n.138, da convertire in legge entro il 13.10.2011, all’art.3 comma 5, stabilisce che entro un anno dovranno essere modificati gli ordinamenti delle professioni, per introdurre gli obblighi di: aggiornamento professionale continuo, tirocinio, assicurazione. I minimi di tariffa devono essere derogabili e l’attività disciplinare deve essere gestita da nuovi organi, preclusa ai consiglieri degli Ordini e del consiglio nazionale.</p>
<p>La proposta di ridimensionare o eliminare gli Ordini professionali è ricorrente, proviamo perciò a valutare se gli Ordini davvero siano necessari e se la loro eliminazione comporterebbe danni alla attività professionale degli architetti.</p>
<p>Prima del 1923/25 non c’erano gli Ordini degli architetti e degli ingegneri. L’Ordine degli architetti è stato istituito, con legge del 1923 e Regolamento del 1925, al fine di tutelare i consumatori che chiedono servizi professionali. L’Ordine dovrebbe tutelare prioritariamente gli interessi  dei consumatori e la correttezza dell’esercizio professionale. Inclusa la qualità della prestazione richiesta dal cliente. L’Ordine può tutelare anche la condizione di lavoro del professionista, astenendosi però da fare attività sindacale.  Infatti l’iscrizione all’Ordine è obbligatoria mentre l’iscrizione ai sindacati è libera. Pertanto l’Ordine non può firmare un contratto di lavoro né proclamare agitazioni sindacali o scioperi.</p>
<p>In base alla legge istitutiva l’Ordine ha pochi compiti:</p>
<p>1-<span> </span>iscrizione all’albo e gestione dell’albo;</p>
<p>2-<span> </span>deontologia, controllo della disciplina degli iscritti:</p>
<p>3-<span> </span>reprimere l’uso abusivo del titolo di architetto e l’esercizio abusivo della professione</p>
<p>4-<span> </span>dare pareri sulle parcelle e sulle controversie professionali.</p>
<p>L’<strong>iscrizione all’Albo</strong> è un automatismo. L’Ordine non ha altro compito che verificare che il richiedente ha  superato l’esame di abilitazione.</p>
<p>I <strong>pareri sulle parcelle </strong>sono molto diminuiti da quando è stata abrogata la legge che, nel caso di lavori pubblici, subordinava il pagamento della parcella al visto dell’Ordine.  In ogni caso anche la gestione di questa attività è spesso fatta in modo improprio. Tanto che spesso, quando c’è da fare scelte discrezionali, l’Ordine favorisce il proprio iscritto a danno del committente pubblico o privato.</p>
<p><strong>Deontologia</strong>. La disciplina è il compito più importante. L’Ordine può condannare un iscritto scorretto sospendendolo dalla attività professionale. Il rispetto della correttezza professionale costituisce una garanzia per il cittadino utente dei servizi professionali.  Oggi l’Ordine dovrebbe  controllare la correttezza del professionista. Ma lo fa effettivamente? Certamente no. Con la scusa della mancanza di denunce, gli Ordini hanno in genere ignorato le scorrettezza professionali commesse dai professionisti coinvolti in casi di corruzione per appalti pubblici, resi a tutti noti dalla  stampa. Incarichi professionali, progetti e collaudi, ricevuti da funzionari pubblici e docenti a tempo pieno, in condizione di incompatibilità e  privi di autorizzazione. Il controllo degli Ordini è latitante anche per le scorrettezze fatte dagli iscritti nella gestione dei permessi edilizi e nella proliferazione dell’abusivismo. Gli Ordini in genere non informano gli iscritti sulla quantità e l’oggetto dei procedimenti disciplinari attivati, né risulta che il Consiglio Nazionale o il Ministero li incitino a dare notizie. Appare evidente che gli Ordini abbiano molta ritrosia nell’aprire procedimenti disciplinari nei confronti dei propri iscritti. Per farsi un’idea basti considerare che i ricorsi al CNAPPC contro le sentenze degli Ordini sono all’incirca 20 all’anno (il dato non è ufficiale). E dato che quasi tutti i professionisti che vengono condannati dall’Ordine fanno ricorso al CNAPPC, si può immaginare quanto sia irrisorio il numero dei procedimenti attivati e delle condanne inflitte dagli oltre 100 Ordini degli Architetti per un totale di oltre 140.000 iscritti.</p>
<p>Tra le scorrettezze che sono tollerate, è consentito che un architetto componente di una commissione consultiva (commissione edilizia) comunale possa presentare progetti nello stesso comune. E’ anche tollerato che un componente del consiglio dell’Ordine o del CNAPPC possa partecipare ad un concorso o gara per la quale il consiglio stesso ha approvato il bando e/o ha nominato un membro della commissione giudicatrice.</p>
<p>La carenza di attività deontologica degli Ordini è grave perché, trattandosi del compito principale dell’Ordine, l’inadempienza costituisce il motivo principale che giustifica l’ipotesi di eliminare l’istituzione.</p>
<p><strong>Ipotesi di eliminazione dell’Ordine e del CNAPPC</strong></p>
<p>Gli architetti possono fare a meno dell’Ordine, ma non possono fare a meno dell’abilitazione all’esercizio della professione.</p>
<p>La professione di architetto esisterebbe anche senza l’Ordine, perché in caso di mancanza dell’Ordine comunque resterebbe l’abilitazione all’esercizio della professione di architetto e di ingegnere. L’abilitazione è nell’art.33 della Costituzione e la sua eliminazione potrebbe richiedere una modifica dell’articolo, cosa molto difficile, vista la complessità della procedura di modifica della Carta Costituzionale.</p>
<p>In mancanza di Ordini, occorrerebbe (come in Gran Bretagna) istituire un Registro Nazionale delle persone che ottengono l’abilitazione all’esercizio della professione di architetto. Presso il Ministero della Giustizia, gestito dal Ministero. In tal modo ogni cittadino o ente può consultare il registro e verificare che una persona è abilitata a fare l’architetto. Lo stesso Registro potrebbe svolgere i procedimenti disciplinari su denuncia di enti o privati,  mediante una commissione nominata dal Ministero, composta anche di membri in rappresentanza della professione.</p>
<p>Al limite il sistema funzionerebbe anche senza il Registro Nazionale, visto che un ente o un cittadino può sempre chiedere all’architetto al quale commette un incarico di mostrare il certificato di conseguita abilitazione alla professione.</p>
<p>Volendo ancora più semplificare, il sistema potrebbe, forse, funzionare anche senza l’abilitazione all’esercizio della professione, qualora si conferisse valore abilitante alla laurea magistrale M4 architettura e ingegneria edile con riconoscimento CEE. In tale caso l’art.33 Costituzione dovrebbe essere interpretato nel senso che il superamento dell’esame di laurea da parte di una Università Statale risponde al dettato dell’art.33.</p>
<p><strong>La spinta europea</strong></p>
<p>Il Rapporto Monti/CE, del 2004,  ha dimostrato che l’Italia è il paese che ha imposto più vincoli alle professioni libere. Obbligo di iscrizione all’Ordine, obbligo di abilitazione all’esercizio, esercizio abusivo sanzionato penalmente, campi di attività esclusivi. In nessun paese la tariffa architetti è approvata per legge nazionale.</p>
<p><strong>Vantaggi e svantaggi della eliminazione dell’Ordine</strong></p>
<p>Di fatto l’Ordine oggi costituisce l’unico riferimento per gli architetti che rappresenta sia a livello nazionale che a livello di regioni, province e comuni. Non c’è dubbio che attraverso gli anni i consigli degli Ordini hanno saputo istituire validi rapporti con gli imprenditori e con gli enti locali. Ciò costituisce un indubbio aspetto positivo che ha consentito una crescita dell’apprezzamento della nostra professione presso l’opinione pubblica. Spesso l’Ordine viene consultato su problemi della città insieme alle rappresentanze dei costruttori, degli artigiani e dei sindacati dei lavoratori edili.</p>
<p>Inoltre l’Ordine svolge una funzione positiva quando organizza attività pubbliche per valorizzare l’architettura e un corretto assetto del territorio. Ma tali attività sono svolte anche da altri organismi come l’Università, l’INU, l’INARCH, Italia Nostra.</p>
<p>Sono utili anche le attività di aggiornamento professionale degli iscritti. Ma tali attività sono in realtà svolte anche dai sindacati dei lavoratori, dei professionisti ecc. oltre che dalle facoltà di architettura e di ingegneria, dalle Regioni e da altre istituzioni.</p>
<p>Tuttavia l’Ordine degli architetti sta perdendo la sua identità. Oggi è purtroppo diventato l’Ordine di sei diverse professioni: Architetti, Pianificatori, Paesaggisti, Conservatori, Pianificatori iunior e Architetti iunior. Un guazzabuglio di professioni accettato dal passato CNAPPC nel 2001,  con l’illusione che il Consiglio Nazionale e gli Ordini sarebbero diventati più potenti raggruppando molte professioni al proprio interno. Illusione condivisa dagli Ordini provinciali. L’Ordine di sei professioni sacrificava gli interessi degli architetti all’interesse della struttura che li rappresenta, gli Ordini e il CNA. A distanza di 10 anni dal 2001 verifichiamo che l’architetto sta perdendo la propria identità. La confusione delle competenze tra architetti quinquennali e architetti iunior sta crescendo; nonostante ciò, non ho notizia di interventi efficaci degli Ordini per il rispetto dei limiti di competenza. L’inserimento dei pianificatori prima o poi proporrà un contenzioso giuridico sulla competenza dell’architetto nel campo dell’urbanistica, visto che questa non è compresa nell’edilizia civile di cui all’art.52 RD 2537/1925. E non sappiamo cosa potrà  venire fuori da future sentenze della magistratura sulle competenze professionali dei conservatori, in danno della riserva di legge spettante agli architetti nel campo dei beni culturali.</p>
<p><strong>E’ sbagliato identificare le professione con l’Ordine</strong>. Se mancasse l’Ordine, l’attività professionale di un architetto non cambierebbe in maniera significativa. La progettazione, la direzione lavori, il collaudo, la sicurezza dei cantieri ecc. resterebbero di spettanza degli architetti e degli ingegneri laureati e abilitati. I campi di attività definiti per legge resterebbero tali. L’iscrizione alla Cassa di previdenza sarebbe aperta agli architetti e ingegneri abilitati e in possesso di partita Iva. Certamente sarebbe necessario per gli architetti fare riferimento a proprie associazioni per fare sentire la propria voce, per essere rappresentati. Potrebbero finalmente crescere i Sindacati dei liberi professionisti e dei professionisti dipendenti, costretti oggi a una vita grama proprio dalla concorrenza che fanno gli Ordini tutelando “impropriamente” gli iscritti. Mentre nelle attività culturali potrebbe crescere il ruolo dell’Inarch. Potrebbero nascere o rafforzarsi una o più libera associazione culturale di architetti.</p>
<p><strong>Enrico Milone</strong></p>
<p>29.8.2011</p>
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		<title>L&#8217;anno che verrà &#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Jan 2012 21:37:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Marco Alcaro</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[E' iniziato il 2012, auguro un buon anno a tutti, ma non sarà un anno facile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; iniziato 2012, auguro un buon anno a tutti, ma non sarà un anno facile.</p>
<p>Ci attende un anno importante per noi Architetti e liberi professionisti, il 2012 sarà l&#8217;anno in cui si dovranno riformare gli Ordini professionali, (entro agosto 2012 come previsto nel decreto Monti e nelle manovre precedenti), se non lo si farà gli Ordini professionali potranno essere <strong>cancellati </strong>!!</p>
<p>Vi ricordo che la legge che istituisce e regolamenta le professioni di ingegnere e architetto, ha quasi un secolo (<a href="http://ordinearchitetti.mi.it/files/2007-07-25-13-17-37-RD%202537.pdf"><span>R.D. 23 ottobre 1925, n. 2537</span></a>) e credo che sia arrivato il momento di riscrivere una norma che è stata fatta quando in Italia <strong>c&#8217;era ancora il Re</strong>.</p>
<p>Dobbiamo riformarci se non vogliamo scomparire.</p>
<p>Mi auguro che il CNA si attivi rapidamente per la riforma degli Ordini, che coinvolga il più possibile gli Ordini provinciali e la base degli iscritti, organizzando delle Assemblee aperte a tutti e che si faccia una riforma radicale e duratura come ne abbiamo bisogno.</p>
<p>Il 2012 sarà anche l&#8217;anno in cui la nostra cassa professionale di previdenza Inarcassa, dovrà rispondere, insieme alle casse private delle altre professioni, all&#8217;attacco sferrato dal Ministro Fornero e reso esecutivo dall&#8217;art. 24 comma 24 del Decreto Monti che impone un ultimatum difficilmente realizzabile.</p>
<p>La volontà è di assorbire tutte le casse private nell&#8217;Inps appropriandosi del nostro patrimonio, che in totale con tutte le altre professioni, ammonta a circa 50 miliardi di euro.</p>
<p>Essere inglobati nell&#8217;Inps significa dover aumentare ancora il nostro contributo soggettivo fino a dei livelli che nessun professionista può sopportare con il risultato di far scomparire le libere professioni.</p>
<p>Del resto i &#8220;poteri forti&#8221; in Italia e non solo, in questi ultimi anni, hanno lavorato utilizzando molto i mass media e il governo per far credere alla popolazione che gli ordini professionali non servono, che le tariffe sono un ostacolo allo sviluppo  e che i professionisti sono una casta che va abbattuta.</p>
<p>Noi sicuramente gli abbiamo dato una mano con Ordini professionali, Sindacati, Universiità e Consigli Nazionali gestiti per favorire il proprio orticello e non per fare il bene dei cittadini e degli iscritti, ma questo, purtroppo, è un problema che riveste la maggior parte delle persone che in Italia occupano incarichi istituzionali o politici.</p>
<p>Nel 2012 dobbiamo impegnarci per far capire ai cittadini l&#8217;importanza delle professioni intellettuali che non possono essere regolamentate come una qualsiasi attività commerciale o imprenditoriale.</p>
<p>La professione di Architetto e Ingegnere libero professionista è stata fondamentale nella crescita di un paese contadino come l&#8217;Italia che, dopo la sua unificazione nel 1861, è diventata una delle maggiori potenze mondiali.</p>
<p>Negli ultimi anni la corruzione, l&#8217;illegalità diffusa, la criminalità organizzata, l&#8217;evasione fiscale, la disonestà, l&#8217;ignoranza e l&#8217;incompetenza dei nostri politici e amministratori pubblici  ha portato il nostro paese ad un passo dal baratro e non è certo facendo fuori i liberi professionisti, trasformandoli in dipendenti di grosse società di capitali, che si aiuta l&#8217;Italia a risalire la china.</p>
<p>Dobbiamo sicuramente riformarci, a partire dagli Ordini, dalla formazione, dalle competenze, dall&#8217;organizzazione, (non possiamo pensare di competere con l&#8217;estero con una media di addetti professionali per studio di 1,2 persone - dati Cresme), e non da ultimo dalla disciplina e dalla deontologia professionale, ma non possiamo rinunciare alla nostra indipendenza.</p>
<p>Come farà ad operare in maniera corretta e irreprensibile un ingegnere o un architetto che si trova a progettare o a svolgere il ruolo di direttore dei lavori di un&#8217;opera pubblica, <strong>quando non può più rispondere soltanto alla propria coscienza ma anche al suo padrone</strong>?</p>
<p>Cercheremo di far capire alla gente che le liberalizzazioni non hanno nulla a che vedere con le professioni intellettuali, che devono essere regolamentate per poter dare la possibilità a tutti di accedervi, (come del resto già avviene per gli architetti e gli ingegneri), ma devono mantenere la propria autonomia sotto il controllo di Ordini professionali rigorosi, inflessibili, efficienti e aggiornati con i tempi, che facciano rispettare le norme che li governano senza dimenticare l&#8217;art. 2 della <a href="http://www.cnpi.it/file/file/Normativa/LEGGE_25_aprile_1938_n_897.pdf"><span><strong>LEGGE 25 aprile 1938, n. 897</strong></span></a><strong> : </strong> &#8220;<strong><em>Coloro che non siano di specchiata condotta morale e politica non possono essere iscritti negli albi professionali, e se iscritti, debbono essere cancellati,..</em></strong>&#8221;</p>
<p>(Basterebbe l&#8217;applicazione di questa norma per risolvere il problema dell&#8217;enorme numero di architetti in Italia).</p>
<p>Noi di <strong>amate l&#8217;architettura</strong> ci impegneremo nel 2012 per invertire la tendenza che porta al declino della professione dell&#8217;architetto e dei liberi professionisti, indispensabili per la qualità dell&#8217;architettura nel processo di trasformazione del territorio, promuovendo una mobilitazione tra i professionisti, le Associazioni, gli Enti e le Istituzioni nel campo dell&#8217;architettura, si comincia il 3 febbraio 2012 con <a href="http://www.amatelarchitettura.com/2011/12/150k-architetti/"><span><strong>150K ARCHITETTI</strong></span></a>.</p>
<p>Chiediamo a tutti di partecipare e di rimboccarsi le maniche non è più il tempo di assistere inermi alla nostra distruzione.</p>
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		<item>
		<title>Un anno di amate l&#8217;architettura</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Dec 2011 18:39:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amate l'Architettura</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Il 2011 è finito, anno nefasto per la professione, noi di amate l'architettura ci siamo impegnati per denunciare casi di clamorose illegalità e mancanze di intervento da parte delle Istituzioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 2011 è finito, anno nefasto per la professione, noi di amate l&#8217;architettura ci siamo impegnati per denunciare casi di clamorose illegalità e mancanze di intervento da parte delle Istituzioni, l&#8217;architettura e gli Architetti sono diventati sempre più inutili socialmente.</p>
<p>Ci impegneremo nel 2012 per invertire la tendenza che porta al declino della professione dell&#8217;architetto e dei liberi professionisti, indispensabili per la qualità dell&#8217;architettura nel processo di trasformazione del territorio, promuovendo una mobilitazione tra i professionisti, le Associazioni, gli Enti e le Istituzioni nel campo dell&#8217;architettura, si comincia il 3 febbraio 2012 con <a href="http://www.amatelarchitettura.com/2011/12/150k-architetti/"><span><strong>150K ARCHITETTI</strong></span></a>.</p>
<div>UN ANNO DI AMATE L&#8217;ARCHITETTURA:</div>
<ul>
<li>nel mese di gennaio abbiamo segnalato l&#8217;illegalità diffusa nell&#8217;<a href="http://www.amatelarchitettura.com/2011/01/universita-e-incarichi-diretti-a-gogo/">assegnazione degli incarichi pubblici</a> in Italia, lamentando la latitanza dell&#8217;Ordine degli Architetti e del Consiglio Nazionale;</li>
<li>nel mese di gennaio abbiamo <a href="http://www.amatelarchitettura.com/2011/01/a-proposito-della-proposta-di-demolizione-di-tor-bella-monaca/">segnalato i paradossi del progetto di Alemanno</a> di demolire Tor Bella Monaca di cui non si parla più;</li>
<li>nel mese di febbraio abbiamo <a href="http://www.amatelarchitettura.com/2011/02/vergogna-non-piu-due-ma-tre-mandati-peri-i-consiglieri-dellordine/">denunciato la vergogna del decreto milleproroghe</a> che ha portato a tre, il limite dei mandati per i Consiglieri dell&#8217;Ordine, limite recentemente emanato (prima non esisteva), permettendo a coloro che siedono sulla stessa poltrona da 15 anni e più di ripresentarsi alle prossime elezioni e successivamente abbiamo <a href="http://www.amatelarchitettura.com/2011/03/milleproroghe-nessuno-lo-vuole-tutti-lo-usano/">evidenziato le incongruenze</a>, tra le dichiarazioni in merito, del Presidente Schiattarella;</li>
<li>nel mese di febbraio abbiamo denunciato il <a href="http://www.amatelarchitettura.com/2011/02/via-giulia-e-i-7-samurai/">caso di via Giulia</a> inviando una <a href="http://www.amatelarchitettura.com/wp-content/uploads/2011/02/lettera-aperta-su-via-giulia.pdf">lettera al Sindaco Alemanno</a> e al <a href="http://www.amatelarchitettura.com/wp-content/uploads/2011/04/lettera-via-giulia.pdf">Consiglio dell&#8217;Ordine</a>, con il risultato che non si è dato seguito all&#8217;iniziativa e il Sindaco ha annunciato un concorso aperto a tutti;</li>
<li>nel mese di marzo abbiamo <a href="http://www.amatelarchitettura.com/2011/03/si-deve-cambiare/">denunciato alcune incongruenze</a> del bilancio dell&#8217;Ordine segnalando alcune questioni relative alla casa Editrice Prospettive Edizioni, i primi effetti sono stati una riduzione dei costi di alcune voci e l&#8217;approvazione di un regolamento interno per gli incarichi dell&#8217;Ordine;</li>
<li>nel mese di marzo abbiamo <a href="http://www.amatelarchitettura.com/2011/03/leopoldo-freryie-e-il-nuovo-presidente-degli-architetti-italiani/">segnalato alcune incongruenze</a> nelle prime dichiarazioni pubbliche del neo Presidente del CNA Leopoldo Freryie;</li>
<li>nel mese di aprile abbiamo segnalato il <a href="http://www.groupon.it/deals/roma/architetto-daniela-fastoso/329969?nlp&amp;CID=IT_CRM_76_0_0_0&amp;utm_source=Deal_general_newsletter&amp;utm_medium=All_Cities&amp;utm_content=Initial_Version&amp;utm_campaign=Varies">caso dell&#8217;architetto Fastoso</a> dove <a href="http://ordine.architettiroma.it/notizie/13348.aspx">l&#8217;Ordine è prontamente intervenuto</a> a differenza di via Giulia, dove non ci risulta alcuna presa di posizione nei confronti dei docenti universitari come segnalato <a href="http://www.amatelarchitettura.com/wp-content/uploads/2011/06/progettazione-on-line-progetti-e-concorsi-18_2011-2.jpg">da Progetti e Concorsi</a>;</li>
<li>nel mese di maggio abbiamo appoggiato l&#8217;iniziativa di Progetti e Concorsi in merito alla Legge per l&#8217;Architettura <a href="http://www.amatelarchitettura.com/2011/05/finalmente-una-vera-legge-per-larchitettura/">inviando alcuni nostri suggerimenti</a>;</li>
<li>nel mese di maggio abbiamo segnalato la nascita di un nuovo <a href="http://www.amatelarchitettura.com/2011/05/iva-sei-partita/">blog e Associazione ivaseipartita</a> che si occupa del problema delle finte partite iva in Italia;</li>
<li>nel mese di maggio abbiamo <a href="http://www.amatelarchitettura.com/2011/06/un-geometra-presidente-di-giuria-in-un-concorso-di-architettura/">segnalato il caso della Presidenza della giuria</a> di un concorso di architettura svolta da un geometra;</li>
<li>nel mese di maggio abbiamo inviato <a href="http://www.amatelarchitettura.com/wp-content/uploads/2011/06/lettera-aperta-2-cna-cni-cng.pdf">una lettera al presidente Nazionale dei Geometri</a> per rispondere alle sue gravi affermazioni fatte in una sua comunicazione ai Collegi provinciali, la lettera è stata una delle tante azioni nei confronti del CNA, CNI e CNG per indurli ad occuparsi del problema delle competenze professionali, recentemente si sono impegnati ad aprire un tavolo di concertazione aspettiamo i fatti;</li>
<li>nel mese di giugno abbiamo organizzato un <a href="http://www.amatelarchitettura.com/2011/06/saluto-dellestate-al-ponte-della-musica/">evento sul ponte della Musica</a> di Roma per salutare una nuova architettura della città di Roma, fenomeno sempre meno frequente da quando c&#8217;è Alemanno;</li>
<li>nel mese di luglio abbiamo<a href="http://www.amatelarchitettura.com/2011/07/lordine-afferma-che-le-universita-non-possono-progettare-e-alemanno-presenta-un-opera-da-100-milioni-di-euro-progettata-dalluniversita/"> denunciato il caso di Pietralata </a>dove l&#8217;Università ha incaricato due Dipartimenti della facoltà di Architettura di Roma di progettare un&#8217;opera da 100 milioni di euro contro ogni normativa, il rettore ha risposto ad una nostra lettera a cui daremo seguito con un&#8217;altra comunicazione per andare in fondo alla questione a differenza dell&#8217;Ordine che si è comportato da Ponzio Pilato;</li>
<li>nel mese di ottobre abbiamo <a href="http://www.amatelarchitettura.com/2011/10/piazza-san-silvestro-un-altro-incarico-illegittimo-del-sindaco-alemanno/">denunciato il caso di Piazza san Silvestro</a> a Roma dove il Sindaco Alemanno ha dato un incarico illegittimo a Portoghesi, nessuno si è preoccupato più di tanto, approfondiremo la questione con l&#8217;Autorità di Vigilanza;</li>
<li>nel mese di novembre abbiamo <a href="http://www.amatelarchitettura.com/2011/11/esiste-ancora-la-deontologia-professionale/">segnalato il caso dell&#8217;Architetto Zampolini</a>, esprimendo le nostre perplessità sulla latitanza degli ordini in merito alla deontologia professionale, è nato un polverone sui quotidiani nazionali;</li>
<li>nel mese di dicembre abbiamo segnalato il caso del Comune di Manziana che ha bandito una <a href="http://www.amatelarchitettura.com/2011/12/comune-di-manziana-incarico-gratuito/">gara per un incarico gratuito</a>, il Comune ha ritirato il bando;</li>
<li>nel mese di dicembre abbiamo <a href="http://www.amatelarchitettura.com/2011/12/se-anche-un-ex-presidente-delloice-fa-l80-di-ribasso/">segnalato il caso di ex presidente dell&#8217;OICE</a> che ha vinto una gara con l&#8217;80% di ribasso quando in precedenza aveva condannato nettamente i professionisti che facevano questi ribassi;</li>
</ul>
<p>Continueremo nel 2012 ha compiere le nostre azioni per il bene della collettività e per la qualità dell&#8217;architettura che è un valore culturale che appartiene a tutti.</p>
<p>Non sempre le nostre azioni hanno avuto un risultato concreto, ma i rappresentanti di Istituzioni, Ordini, Università e Consigli Nazionali d&#8217;ora in poi sanno di essere osservati e controllati in quello che fanno, ma soprattutto in quello che non fanno.</p>
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