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500 eventi e un mese di architettura a Londra, un festival che diverte e fa riflettere!

13 settembre 2018

Anche quest’anno si è svolto a Londra, per tutto Giugno, il Festival Dell’architettura (FDA) https://www.londonfestivalofarchitecture.org/ , arrivato alla sua 11a edizione.

Oltre 500 eventi si sono svolti per tutta la città, la maggioranza di essi gratuiti e aventi per tema l’identità http://designstudioarchitects.co.uk/what-is-architectural-identity-part-i/.

Il maggiore festival di architettura annuale del mondo ha  avuto circa 500 mila partecipanti che si sono divisi tra mostre e installazioni, conferenze e dibattiti, studi aperti, tour, attività familiari, proiezioni di film, spettacoli per studenti e serate di architettura sull’importanza dell’architettura e del design a Londra oggi.

L’architettura  https://www.archdaily.com/773971/architecture-is-121-definitions-of-architecture “è  l’arte e la scienza di assicurarsi che le nostre città e edifici in realtà si adattino al modo in cui vogliamo vivere le nostre vite”. Si dice che una buona pianificazione e architettura dovrebbero permettere alle persone di prosperare, di imprimere il proprio carattere nel loro vicinato. Non dovrebbe controllare, definire o imporre determinati stili di vita.

Dopo aver navigato adeguatamente sul sito e studiato le tante opzioni a disposizione, ho cercato di visitare eventi di diverse tipologie, in modo da avere un’idea d’assieme del festival. Di seguito ho cercato di fornirne una dettagliata descrizione al fine di divulgare una manifestazione che, per quanto possa sembrare ludica e di nicchia, è un momento culturale importante per la comprensione delle tendenze in architettura e dei vincoli sociali, storici, politici che sono alla sua base.

  • Informazioni Storiche

Fondazione:

Peter Murray https://www.petermurraylondon.com/about.html

 

Frequenza:

Nato nel 2004 come biennale, visto l’enorme successo, il festival ha dal 2012 una frequenza annuale

 

Temi:

  • 2004 – Gentrificazione e Rigenerazione https://www.che-fare.com/percorso/rigenerazione-urbana/
  • 2006 – Cambiamento (transitorietà e coerenza, paesaggio rurale e urbano)
  • 2008 – FRESCO (pensieri freschi, idee fresche, talento fresco, collaborazioni e culture fresche come possibilità future)
  • 2010 – La Citta’ Accogliente (esplorare tre aree chiave di Londra)
  • 2012 – La Citta’ Giocosa (come i Giochi Olimpici stavano cambiando la città) https://www.dezeen.com/tag/london-2012-olympic-architecture/
  • 2013 – Un Tempo Per L’architettura (focalizzarsi sull’intera città)
  • 2014 – Capitale (esplorare i punti di riferimento dell’architettura storica e moderna della città)
  • 2015 – Work In Progress (uno sguardo al futuro di una città in costante stato di cambiamento e rigenerazione)
  • 2016 – Comunita’ (in concomitanza col referendum sulla Brexit)
  • 2017 – Memoria (di persone, edifici, luoghi e esperienze)
  • 2018 – Identità

 

  • Informazioni Utili

Posizione:

L’ubicazione del festival è “trasversale alla città” e riguarda soprattutto le zone centrali ma anche le periferie.

Media Partner Ufficiali:

The Architects’ Journal, Dezeen

 

  • Organizzazione

Il festival è suddiviso in tre categorie principali:

  • Punti salienti
  • Nucleo
  • Frangia

 

I 6 architetti finalisti del concorso di design per migliorare un triangolo pedonale fuori dalla stazione di London Bridge spiegano le loro idee di progetto. Lo scopo del concorso di design è quello di migliorare esteticamente lo spazio fuori dalla London Bridge Station e anche migliorare il wayfinding in quest’area in cui può essere difficile muoversi. Lo scopo dell’evento è di ascoltare ciò che la comunità locale pensa dei progetti e  ciò che pensa sia importante migliorare nel panorama stradale.

  • Passeggiate e tour

Il Festival dell’architettura di Londra del 2018  è stata un’occasione per sottolineare la sua storia frammentata, fatta da  gruppi culturali distinti, ma con un’identità collettiva (di persone, edifici, luoghi ed esperienze). La sua storia è viva ovunque: dal muro romano della City ai vecchi toponimi e al modello di strada medievale ,sempre della City, alle influenze di secoli di immigrazione e multiculturalità. Il risultato è una bellissima e peculiare fusione. Questo potrebbe essere un monito ed un esempio per l’Italia dove l’identità storica e culturale del passato è molto forte e coerente ma dove non si può dire lo stesso del presente. Con l’aiuto degli architetti si potrebbe pensare di facilitare l’integrazione dei nuovi gruppi di emigrati la cui presenza è ormai ineludibile consolidata.

 

Photo: Vita Cofano
Editing: Daniela Maruotti

Design per le strade di Clerkenwell a Londra, una tre giorni internazionale da imitare!

4 giugno 2018

Alcuni giorni fa, 22-24 Maggio, si è svolta a Londra la 9a edizione della Clerkenwell Design Week https://www.clerkenwelldesignweek.com/.

Coloro che si sono registrati hanno potuto accedere gratuitamente ad uno tra i più chiacchierati ed attesi eventi annuali di design del mondo. E questo perché non ci si trovano “soltanto” le più innovative soluzioni di designhttps://www.dezeen.com/design/ ma si può assistere anche a incontri con prestigiosi relatori e installazioni appositamente realizzate.

Il design – https://it.wikipedia.org/wiki/Disegno_industriale, lungi dall’essere un settore di nicchia e/o per addetti ai lavori, è vita quotidiana. Ogni momento usiamo oggetti che costituiscono l’arredo della nostra casa o del luogo di lavoro. La loro usabilità ed il loro aspetto, sebbene a volte inconsciamente, condiziona le 24 ore di ogni nostra giornata. Per questo il design è un argomento vivo e di interesse per tutti.

Ho fatto un giro per la CDW ascoltando le testimonianze di alcuni venditori, uno in particolare veniva da New York, e “provando” alcune delle installazioni. Di seguito ho cercato di fornire una dettagliata descrizione del festival, con l’aiuto della guida e della mappa che vengono rilasciate a tutti i visitatori. Lo scopo è la divulgazione di una realtà che, per quanto apparentemente possa sembrare semplice, è un indotto di cultura e di economia che potremmo replicare in qualche modo efficacemente in Italia.

  • Informazioni Storiche

Posizione: La scelta di Clerkenwell – https://www.foxtons.co.uk/local-life/clerkenwell/ è dovuta al fatto che in quest’area del quartiere di Islington, a Nord di Londra, pare ci sia la più grande concentrazione di aziende e architetti per miglio quadrato rispetto a qualsiasi altra parte del pianeta, rendendo questo posto uno dei più importanti centri di design al mondo. In passato Clerkenwell è stata associata al movimento Arts and Crafts e nei secoli XVIII e XIX è stata colonizzata da lavoratori immigrati che hanno creato i loro laboratori. Una colonizzazione parallela dell’area da parte dei creativi ha avuto luogo negli anni ’90.

  • Informazioni Utili

Categorie Di Prodotti:

  • mobili

mobili da interni, cucine e bagni, mobili da esterni, arredo contract, arredi d’ufficio, acustica

  • illuminazioni
  • superfici

piastrelle, parquet, moquette

  • accessori

oggettistica, piante e muri verdi

Segnaletica Del Festival: totem (verticale) e strisce continue (orizzontale) di colore fucsia – http://www.archiexpo.it/cat/edifici-pubblici/altri-elementi-segnaletici-AK-345.html

Eventi Correlati: convenzioni con 25 caffè, bar e ristoranti, promozione di prodotti, apertura ai visitatori di agenzie di branding, studi di architettura e di artigiani

  • I Numeri

Estensione: 6,5 kmq

Spazi A Disposizione: circa 100

Eventi: più di 300

Marchi Espositori: più di 300

Visitatori: oltre 30.000

 

  • Cosa Aspettarsi (Esempi)

le sette principali sono state: Campi di Design (Spa Fields); Piattaforma (Casa di Detenzione); Progetto (Giardino della Chiesa di St James –https://www.islington.gov.uk/~/media/sharepoint-lists/public-records/leisureandculture/information/adviceandinformation/20172018/20170717stjamesgardensenhancementsfeasibilitystudy.pdf; Elementi (Piazza di St John – http://www.british-history.ac.uk/survey-london/vol46/pp115-141); Collezione Britannica (Cripta sul verde); Dettaglio (L’Ordine di San Giovanni) e Luce (tessuto notturno)

  • Conversazioni

Il principale festival indipendente del design del Regno Unito è fondamentalmente una mostra dei principali marchi di mobili, illuminazione e superfici di tutto il mondo, oltre che locali. Si potrebbe pensare in Italia, universalmente riconosciuta come patria del buon design, di creare eventi gemelli ugualmente gratuiti che, come già accade per il Fuorisalone del Mobile a Milano e da quest’anno a Forlì, portino il design in città, tra la gente, tra le attività commerciali delle strade e viuzze. Realtà come il distretto della Sedia (Friuli Venezia Giulia) e quello del Mobile imbottito (Puglia e Basilicata) ad esempio dovrebbero dare visibilità e voce ai professionisti del design, promuovere le aziende del settore, collaborare con le scuole, creare sinergie e contaminazioni. Solo così anche queste realtà di design potranno essere “realizzate” al 100%, potenziando il loro nome ma anche quello di chi li circonda e li ospita.

 

Foto: Vita Cofano

Editing: Daniela Maruotti

Conoscere e Amare l’Architettura Contemporanea – Bibliothèque Nationale de France di Dominique Perrault

27 febbraio 2018

“Minimalismo non significa rinuncia ma scegliere la cosa a cui dare importanza”.

Tendenza nata negli anni sessanta, porta un radicale cambiamento del clima artistico attraverso un processo di sintesi della realtà, dell’impersonalità, della semplificazione alle geometrie elementari. In campo architettonico, tra i maggiori interpreti del minimalismo su grande scala si distingue Dominique Perrault (1953, Clermont-Ferrand). In particolare, la Bibliothèque Nationale de France (frutto di concorso vinto nel 1989 su 244 progetti – realizzazione 1992-1995) è uno straordinario esempio di architettura contemporanea di tale orientamento.


Il design si esprime in 4 torri angolari di 24 piani che evocano la forma di libri aperti. I semplici materiali impiegati conferiscono una particolare tonalità cromatica all’edificio: legno (doussié), acciaio (inossidabile) e calcestruzzo (a vista). Anche gli impianti tecnologici sono lasciati a vista mentre l’acciaio utilizzato a maglie differenti (pare ricavate da materiali dismessi di una azienda aerospaziale) è tessuto in pannelli da utilizzare come rivestimenti per pareti, soffitti, partizioni e rivestimenti esterni.


La biblioteca, ultima delle grandi opere volute da François Mitterrand, ospita gli archivi storici e letterari dell’intera nazione ed è per questo considerata il “deposito dell’anima francese”. Essa, inoltre, può ospitare fino a 1.600 lettori, i quali possono godere della eccezionale tranquillità, con vista sulla corte-giardino interno, lontano dai rumori urbani di Parigi: “Abbiamo costruito un pezzo di foresta nel cuore della Biblioteca Nazionale. L’abbiamo costruita come si costruisce un edificio, con gru, con scavi, … abbiamo impiantato un pezzo di natura selvaggia in città” (Conferenza “Underground”, Maxxi, Roma, 22 marzo 2012.)

Foto: Santo Marra

Editing: Daniela Maruotti

 

 

Conoscere e Amare l’Architettura Contemporanea – L’Oculus di Santiago Calatrava 

24 febbraio 2018

image © hufton + crow

Si può amare un’architettura anche quando è controversa la sua storia?
In foto: World Trade Center Transportation Hub, conosciuto come Oculus (2004-2016) – Santiago Calatrava.
La struttura avrebbe dovuto aprire nel 2015. I lavori sono durati quasi 12 anni e sono costati – ironia del nome – un occhio della testa, 3,9 miliardi di dollari, il doppio rispetto alle stime iniziali.
Costruito dove si trovava il centro commerciale distrutto dagli attentati dell’11 settembre, sostituisce il sistema ferroviario originale, noto come “Port Authority Trans-Hudson” (PATH). Questi ha riaperto, seppure in maniera ancora parziale, il 4 marzo 2016, ponendosi quale piattaforma logistica dei trasporti rispetto al complesso cittadino del “World Trade Center”.
Il progetto è composto da una struttura con due grandi ali di acciaio alta circa 50 metri da terra e con una parte interrata. All’opera sono tributati gli onori previsti dalla sua missione simbolica, “una dimensione spirituale come una cattedrale”, officiante della riqualificazione dello spazio pubblico dilaniato dal terribile ricordo dei fatti di inizio millennio. Causa dei ritardi – riportano alcune note – infiltrazioni d’acqua nel cantiere vicino e una serie di problemi dovuti alla complessità del progetto: si è reso necessario incrementare il numero delle costolature metalliche, a scapito della leggerezza, guadagnando una maggiore presenza strutturale.

La foto è tratta da un progetto fotografico ottobre 2016 del premiato studio Hufton+Crow che si dedica all’architettura contemporanea

http://www.huftonandcrow.com/projects/gallery/oculus-world-trade-centre-transportation-hub/

 

Editing: Daniela Maruotti

Dall’Expo 2017 di Astana, in Kazakistan, a Samarcanda, sulla via della seta, in Uzbekistan

 

Dopo la felice esperienza del 2015 con la “visita”dell’EXPÓ di Milano e quella della “Moschea e Centro Islamico” di Roma, il movimento “amate l’architettura” e l’Associazione Culturale “Stella Errante” continuano la loro collaborazione con un “Nuovo Programma” di visite, viaggi ed eventi, volto ad accostare sempre di più gli aspetti culturali legati, da una parte alla dimensione naturale ed ambientale dei luoghi e dall’altra alla loro storia ed alla conseguente evoluzione urbanistica, artistica ed architettonica. Da questa premessa è nato il viaggio che “Stella Errante” ed “amate l’architettura” propongono oggi in occasione dell’Expò 2017 di Astana in Kazakistan con una estensione che comprende anche l’arrivo a Samarcanda in Uzbekistan “sulla via della seta”. Un viaggio per scoprire quanto sia veramente possibile e al tempo stesso affascinante la coesistenza della modernità con la sua Storia.

Che cosa è oggi la città per noi? Penso d’aver scritto qualcosa come un ultimo poema d’amore alle città nel momento in cui diventa sempre più difficile viverle come città. Forse stiamo avvicinandoci a un momento di crisi della vita urbana e le “città invisibili” sono un sogno che nasce dal cuore delle città invivibili”. LE CITTÁ INVISIBILI – Italo Calvino, 1972.

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Dall’Expò “2017” di Astana in Kazakistan

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Samarcanda sulla Via della Seta in Uzbekistan

dal 21 al 30 luglio 2017

Da Astana a Samarcanda a Bukhara lungo il tratto centrale della Via della Seta, dove la civiltà mongola, con quella araba, ha creato delle meravigliose Città con architetture da “Mille e una notte” che oggi convivono con quelle moderne ed avveniristiche della capitale kazaka.

venerdì 21.7.17 ROMA – ASTANA (aereo)

Partenza alle ore 12.40 del volo Belavia-Belarusian Airlines per Minsk. Arrivo alle ore 16.35 e coincidenza per Astana alle ore 20.15 con il volo Belavia-Belarusian Airlines.

sabato 22.7.17 ASTANA

Visita della città di Astana passando dai palazzi del potere, ai landmarks della città, dalle nuove architetture pubbliche di Kurokawa, Foster, Nicoletti, Desideri a quelle più tradizionali come le moschee. Una città moderna, ricca di capolavori architettonici, strutture futuristiche e grattacieli, sorta come dal nulla nel bel mezzo della steppa.

Una città in continua espansione: cemento, vetro e acciaio, ma non mancano spazi verdi alberati e giardini.

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domenica 23.7.17 ASTANA

Visita dell’EXPO: “Future Energy”

Dopo Milano 2015, nel 2017 il Kazakistan ospita l’Esposizione Internazionale con l’obiettivo di portare l’attenzione mondiale sul tema dello “sviluppo sostenibile”. Astana ha optato per una soluzione che rimanda all’idea di una grande fiera con mega-padiglioni, entro i quali ogni paese dovrà costruire il proprio quartier generale. L’Italia partecipa con l’allestimento di un padiglione espositivo a cura dello Studio Abdr, insieme a quelli di Regno Unito, Lituania, Ungheria e Finlandia, in un’area di 1.000 mq, per un’altezza di 10 metri. «Abbiamo ipotizzato uno spazio ibrido – ha spiegato l’arch. Paolo Desideri. Tre grandi volumi ovoidali connessi da due percorsi che salgono a un livello intermedio e sulla copertura, per poi scendere e consentire la visita interna». Massima semplicità costruttiva con strutture di tubi innocenti, pannelli in legno e un ampio uso di cartongesso: l’architettura farà da supporto alla narrazione attraverso un sistema di 70 proiettori che trasformeranno pareti interne ed esterne in grandi schermi comunicativi. Piazza Italia sarà uno spazio multifunzionale e la sua superficie di quasi 300 mq potrà accogliere una molteplicità di eventi. A seconda delle necessità, lo spazio potrà anche trasformarsi, utilizzando le immagini proiettate sulle pareti e sul pavimento di una piazza italiana (Piazza del Campo a Siena o Piazza Navona a Roma). La facciata del padiglione verso il percorso visitatori verrà attrezzata con un led wall che presenterà le tre principali fonti energetiche del futuro: energia idro-elettrica (verde), energia eolica (bianco) ed energia solare (rosso).

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lunedì 24.7.17 ASTANA

Seconda visita all’EXPO per chi lo desidera o può essere libero per approfondire la conoscenza della città

In alternativa partenza per Alzhir

Durante l’epoca stalinista, il Kazakistan ha ospitato 11 campi di lavoro (Gulag) dove furono internate centinaia di migliaia di persone e le loro famiglie. Nella periferia di Astana sorgeva il campo di lavoro Alzhir “per le donne dei traditori della Patria”. Aperto agli inizi del 1938 il numero dei detenuti superava i 18.000, nel 2007 presso l’ex sede del Campo è stato aperto il “Museo e memoriale delle vittime della repressione politica e totalitarismo”.

martedì 25.7.17 PARTENZA PER ROMA (aereo)

Partenza, alle ore 4.15, del volo Belavia-Belarusian Airlines per Minsk. Arrivo alle ore 5.35 e coincidenza per Roma alle ore 9.45. Arrivo all’aeroporto di Fiumicino alle ore 11.40 e fine del viaggio.

estensione facoltativa

lunedì 24.7.17 ASTANA – TASHKENT

Come descrizione precedente

Trasferimento in aeroporto e partenza, alle ore 16.45, del volo Uzbekistan Airways per Tashkent.

martedì 25.7.17 TASHKENT

Visita della città e giro in metropolitana

Tashkent, capitale dell’Uzbekistan e maggiore centro economico e culturale della repubblica uzbeka, fu fondata dagli Arabi nel 750 e nel 1219 fu distrutta da Gengis Khan per poi essere ricostruita alcuni anni dopo. Poco rimane del suo passato a causa di un terremoto che la distrusse nel 1966 e soprattutto dalla realizzazione, in epoca sovietica, di un piano urbanistico elaborato fin dal 1916. La Tashkent odierna ha la fisionomia tipica di una città dell’Europa orientale, con monumentali edifici amministrativi, immensi parchi ed enormi condomini-dormitori. La metropolitana è una vera e propria opera d’arte sotterranea, costruita negli anni settanta e progettata dai principali artisti e architetti uzbeki.

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mercoledì 26.7.17 TASHKENT – SAMARCANDA

Partenza con il treno Afrosiab per Samarcanda, visita della città e dell’Osservatorio Ulug Bek (1420).

Samarcanda è una città magica, misteriosa e bellissima, dichiarata nel 2001 Patrimonio dell’UNESCO. Mosaici e lapislazzuli per un’arte islamica che evoca ambienti e atmosfere da grandi viaggi e grandi avventure ti dona quel senso di “doverci” arrivare ….come vuole la leggenda.

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giovedì 27.7.17 SAMARCANDA – SHAKHRISABZ – BUKHARA

Visita alla cartiera “Konighil”

Qui si produce ancora oggi la famosa Carta di Samarcanda secondo le antiche ricette e gli antichi meccanismi di produzione che sono guidati da una ruota ad acqua del fiume Siab.

Nella tarda mattinata partenza per Shakhrisabz, la “città verde”, situata a 90 chilometri a sud di Samarcanda.

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Venne costruita secondo un modello tipico dell’Alto Medio Evo con una struttura centrale simile a quelle di Samarcanda e Bukhara ed ha continuato a svilupparsi durante il IX e X secolo nonostante i continui conflitti tra le dinastie samanidi e i turchi. È la città natale di Tamerlano e una volta, la sua fama oscurava addirittura quella di Samarcanda. Egli vi fece infatti costruire il Palazzo Ak-Saray (1379-1404) “il palazzo bianco” di cui sbalordiscono la grandezza e la magnificenza. Lo stesso vale per il Doru Tilavat (seggio del potere e della forza), mentre tra le altre attrattive ci sono le tombe degli antenati di Tamerlano e la gigantesca moschea di Kok-Gumbaz (1435) utilizzata come moschea per la preghiera del venerdì.

Proseguimento per Bukhara.

venerdì 28.7.17 BUKHARA

Visita della città, ad un laboratorio di tappeti ed alla Boutique delle marionette

Con più di 2000 anni di storia, questo piccolo gioiello medievale sulla Via della Seta, inserita nei Patrimoni UNESCO dal 1993, è la città delle mille madrase, famosa per i suoi tappeti e custodisce la costruzione più antica che è la fortezza dell’Ark, il nucleo attorno al quale si è sviluppata la città e la stupenda piazza che prende il nome di Registan.

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sabato 29.7.17 BUKHARA – TASHKENT – PARTENZA PER L’ITALIA

Visita alla Necropoli Chor-Bakr che un tempo serviva come residenza di famiglia dei leader spirituali dell’Ordine “Naqshbandi” e al Palazzo Sitorai Mokhi-Khosa, il cui nome significa “giardino delle stelle e della luna”.

Trasferimento alla stazione ferroviaria per la partenza del treno Afrosiab per Tashkent e trasferimento in aeroporto.

domenica 30.7.17 PARTENZA PER ROMA (aereo)

Partenza, alle ore 02.40, del volo Turkish Airlines per Istanbul. Arrivo alle ore 5.45 e coincidenza per Roma alle ore 8.00 con il volo Turkish Airlines. Arrivo all’aeroporto di Fiumicino alle ore 9.45 e fine del viaggio.

Gli aspetti legati all’architettura sono curati dagli architetti Giorgio Mirabelli e Lucilla Brignola

del movimento “amate l’architettura” – Roma – www.amatelarchitettura.com

per informazioni e prenotazioni

STELLA ERRANTE – Via dei Granatieri, 30 – 00143 ROMA

Tel. 06 64220540 – Cell. 393 2868172comunica@stellaerrante.itwww.stellaerrante.it

#MERCATIERRANTI

29 settembre 2015

In occasione della conferenza “Portare con se la biodiversità: piante e popoli che si muovono” che si terrà il 7 ottobre 2015 presso il Padiglione dell’Unione Europea di EXPO 2015, Amate L’Architettura collaborerà con il CNR Expo Lab nella gestione del live tweeting #MercatiErranti.

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Amate l’Architettura dedicherà i suoi contributi per evidenziare come i mercati agroalimentari contribuiscano a “NUTRIRE” le città oltre che da un punto di vista fisico anche da quello prettamente culturale, in quanto luoghi di aggregazione sociale e di incontro.
Partendo dal titolo, “NUTRIRE” preso in prestito da quello dell’EXPO, già rilanciato in occasione della nostra ultima azione con Carte in Regola, cercheremo di fornire una serie di spunti estremamente concreti ma al tempo stesso fortemente “visionari” di come i mercati agroalimentari contribuiscano ad estendere il significato del verbo “NUTRIRE”, che in un’accezione più ampia include la “nutrizione culturale e sociale”, con le quali le attività commerciali devono assolutamente integrarsi e convivere, se vogliamo salvare la funzione importante del mercato rionale e/o cosiddetto di “quartiere”.
E questo deve avvenire attraverso le trasformazioni sia fisiche (quindi architettoniche ed urbanistiche), che di ampliamento e di coinvolgimento di altre attività (ludiche, sociali, culturali, artigianali), affinché i mercati agroalimentari italiani possano continuare ad essere luoghi di preservazione e diffusione nel tempo delle culture e delle abitudini alimentari”.
Al fine di rappresentare casi in cui questa funzione complessiva del “mercato” inteso come luogo di acquisizione di beni ma anche di interscambio tra culture differenti, assolutamente in sintonia con il tema del convegno “su popoli e piante che si muovono”, si è pensato a tre luoghi che possiamo definire “storici” della città di Roma da dove inviare i nostri contributi. Tre Mercati che, pur con caratteristiche diverse, con un diverso sviluppo nel corso delle loro storia e con le ovvie differenze tipiche di altre localizzazioni geografiche, hanno tutti i requisiti per rappresentare e soprattutto testimoniare in modo paradigmatico la validità della tesi qui sopra sostenuta.
I mercati scelti sono a Roma e sono il Nuovo mercato Esquilino – Ex-Piazza Vittorio, il Mercato Metronio e quello di Campo dei fiori.

Nuovo mercato Esquilino – Ex-Piazza Vittorio (Via Principe Amedeo, 184)
Questa realtà nasceva con una localizzazione all’aperto (al centro della piazza) come complemento di un quartiere che era nato come luogo di elezione della burocrazia post unitaria. Di ciò ne è testimonianza evidente la tipologia di architettura prescelta mutuata, quasi pedissequamente, da quella tipica della città di Torino e di molte realtà ad essa riconducibili.  Pur con tutte le limitazioni insiste nei “parallelismi” tra epoche storiche differenti si potrebbe sostenere che come, alle sue origini il quartiere ha ospitato una comunità non propriamente autoctona anche ora, a seguito della massiccia immissione di più comunità provenienti da numerosi paesi extraeuropei il mercato Esquilino può essere considerato, tutt’ora l’emblema dell’interscambio culturale attuato attraverso l’esigenza di reperimento di merci di ogni tipo per il soddisfacimento delle quotidiane esigenze.
Dal 2001 il mercato sia ortofrutticolo che di abbigliamento occupa l’area della ex caserma Sani.
Interviste e foto

Mercato Metronio (Via Magna Grecia, 1956 -1957)
E’ forse l’unico mercato che ha il valore aggiunto di essere stato progettato negli anni 50 dall’Ing.  Ric-cardo Morandi con la finalità di dotare la zona di S. Giovanni di luoghi di aggregazione e di parcheggi. Attualmente la struttura è ancora in uso, sarebbe necessaria una completa riorganizzazione degli spazi, sia al piano terra che a livello ballatoio, anche con l’inserimento di altre realtà per poter ottimizzare la struttura che risulta sottoutilizzata.
Interviste e foto

Mercato di “Campo dei fiori”
Questa realtà, ha subito, soprattutto ad opera delle rappresentazioni cinematografiche e della letteratura, un processo di “mitizzazione” che ha contribuito ad evidenziarla come luogo tipico del “sentire romano”. Si potrebbe quasi sostenere che essa debba, rappresentare pur con le doverose differenze, uno dei tanti monumenti la cui visita sia obbligatoria per chiunque voglia conoscere veramente lo spirito della città. Questa caratteristica, nella quale prevalgono però, le ragioni del “mito” impedisce una visione oggettiva di questa realtà che appare, invece assolutamente allineata agli stilemi ormai comuni che prevedono una caotica commistione di realtà commerciali non propriamente orientate al soddisfacimento dei bisogni quotidiani del quartiere bensì agli onnivori desiderata della clientela turistica per la quale l’unico argomento è, tranne rare eccezioni, che l’oggetto acquistato provenga dal luogo in questione.

A questo link è possibile scaricare il programma.

Seguiteci e rilanciate i vostri contenuti utilizzando l’hashtag #mercatierranti.

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THE SHARD: sei lezioni per uno sviluppo intelligente della città.

Tutti coloro che vanno a Londra regolarmente, hanno modo di constatare come la metropoli sia continuamente soggetta ad importanti cambiamenti.

Canary Wharf tra ’80 e ’90, il Millennium Dome (ora “The O2”) del 2000, i grattacieli della City già entrati nel lessico comune con nomignoli come the Gherkin (Foster), Walkie Talkie (Vinoly) e Cheesegrater (Rogers Stirk Harbour), realizzati a cavallo tra gli anni 2000 e 2010, hanno cambiato continuamente lo skyline della città.

Pur segnando le dovute differenze tra Londra e le città italiane, ci si chiede come mai la capitale del Regno Unito riesca ad essere così vitale anche nei periodi di crisi, come quello tutt’ora in corso.

The Shard di Renzo Piano, l’ultima e la più importante di queste realizzazioni ci offre diverse risposte significative a questa domanda, specie se si osserva tutto il processo di gestazione di questa importantissima opera.

E’ lo stesso Irvin Sellar, fondatore della Sellar Property Group, società immobiliare promotore del progetto The Shard, a svelarci in un’intervista, le dinamiche che hanno portato a questo risultato eccezionale: “Abbiamo investito nell’acquisto di Southwark Towers, un complesso di edifici risalente agli anni ’70, una location ottima ma utilizzata male. Il governo aveva pubblicato un libro bianco che promuoveva l’idea dello sviluppo nei nodi della mobilità cittadina. La stazione di London Bridge era a pochi passi, affiancata da stazione ferroviaria, linee della metropolitana e linee degli autobus. Abbiamo collaborato con Railtrack (poi Network Rail – nda) e anche loro hanno riconosciuto il potenziale di combinare un progetto di sviluppo con sostanziali lavori di ammodernamento della stazione.”

Dunque si parte dalle indicazioni di sviluppo elaborate dalla Pubblica Amministrazione e in particolar modo da quelle legate alla mobilità. Una prima lezione importante!

Per ottenere il permesso a costruire del 2003 hanno dovuto confrontarsi con la Commissione per l’Architettura e l’Ambiente Costruito (CABE, è un ente di consulenza governativo), l’English Heritage e l’Historic Royal Palaces, La comunità di Southwark e il Mayor of London. Tra questi interlocutori solo gli ultimi due hanno si sono espressi favorevolmente fin dall’inizio.
E’ la seconda lezione: ci si confronta con tutti i soggetti pubblici interessati senza che nessuno abbia potere di veto. Inoltre una lezione nella lezione (la terza): per una operazione di questa portata gli interlocutori sono anche di livello nazionale.

Qual è il punto di forza nell’idea di progetto di Renzo Piano? Rendere The Shard una “città verticale”, un edificio aperto al pubblico, una anomalia nel panorama londinese. Non un’operazione immobiliare classica ma la creazione di un nuovo spazio pubblico: quarta lezione.

Quest’ultimo, dicevamo, è il punto nevralgico della riqualificazione di tutta l’area del Southwark: i costruttori hannoristrutturato la stazione London Bridge e la vicina stazione degli autobus. The Shard è un tassello del del progetto di sviluppo generale del London Bridge Quarter che sta dando vita ad un nuovo distretto della South Bank. Assieme a The Place (il fratello, in un certo senso) formano un nuovo hub sociale e commerciale.

Si trasforma e si riqualifica il territorio negli anni 2000, non si divorano gli spazi liberi. Questa è la quinta lezione che traiamo da questa operazione.

Infine l’ultima lezione, la sesta, la più importante: il promotore è locale ma il capitale è straniero. Infatti l’opera è stata possibile grazie agli investimenti della Qatar National Bank e la Qatar Central Bank.

Dunque a Londra, in questo caso, il capitale straniero non viene a “depredare” i gioielli edilizi presenti, ma contribuisce a riqualificare un ampio settore della capitale pur creando redditività per gli investitori. E’ chiaro che l’altezza in questo edificio ha creato un notevole plus valore, ma sarebbe errato attribuire solo ad essa la capacità rigeneratrice di questo intervento edilizio. Qualsiasi valore aggiunto di un intervento edilizio può essere commisurato ai limiti imposti dall’autorità pubblica e alla previsione di un guadagno adeguato, ma non sproporzionato.

Pur segnando la notevolissima differenza tra il mercato londinese, capace di attrarre investimenti su scala mondiale e quello romano,  più localizzato (perciò scarsamente confrontabili), conviene soffermarsi sui presupposti, pochi e ragionevoli, che attraggono virtuosamente gli investitori esteri.

Innanzitutto ci deve essere certezza di Diritto e giudiziaria. L’offesa al capitale è un reato grave nel Regno Unito ed è punito severamente in tempi rapidi. Per questo Londra è la capitale della finanza occidentale. L’abolizione del reato di falso in bilancio, per esemplificare, sarebbe un’eresia in U.K. A questo aspetto va aggiunta la necessaria certezza normativa per intraprendere operazioni di così ampio respiro. Agli Inglesi modificare il Codice degli Appalti 150 volte in due anni farebbe ridere ben più di una barzelletta.

Certo, la proprietà edilizia in Inghilterra ha caratteristiche diverse da quella italiana eppure il problema non è questo ma risiede nel fatto che le norme del costruire devono essere poche e chiare. Le amministrazioni devono essere al servizio di chi vuole legalmente creare ricchezza e non contro. La (buona) Architettura e la Pianificazione sono, devono, essere il blocco di partenza di qualsiasi sviluppo urbano e devono intercettare le esigenze della popolazione.

The Shard di Renzo Piano è la nuova icona di Londra. E’ un fatto incontrovertibile che ci rende allo stesso tempo orgogliosi di appartenere allo stesso paese del progettista ma ci impone anche alcune domande su come conduciamo queste operazioni immobiliari a casa nostra.

Noi crediamo che le foto che pubblichiamo a corredo di questo articolo possano parlare da sole e che il confronto tra due operazioni simili (The Shard a Londra e Euroma 2 a Roma,  con le sue due torri: Eurosky, progettata da Franco Purini e Europarco, progettata dallo studio Transit) sia impietoso. Ai lettori l’ultima parola.

The Shard, nuovo riferimento visivo londinese

The Shard, nuovo riferimento visivo londinese

Le torri dell'EUR (sull'orizzonte, a destra del timpano della chiesa al centro della foto), nuova presenza, visibile anche al centro di Roma.

Le torri dell'EUR (sull'orizzonte, a destra del timpano della chiesa al centro della foto), nuova presenza, visibile anche al centro di Roma (foto:http://www.tesoridiroma.net).

The Shard

The Shard

Il complesso Eurosky Tower e Torre all'EUR

Il complesso Eurosky Tower (a destra) e Torre Europarco (a sinistra) al Torrino, adiacente all'EUR

la forma "a scheggia", resa dalle vetrate ventilate di The Shard.

la forma "a scheggia", resa dalle vetrate ventilate di The Shard.

Eurosky Tower ricorda, secondo il progettista Franco Purini, le torri medioevali presenti a Roma

Eurosky Tower ricorda, secondo il progettista Franco Purini, le torri medioevali presenti a Roma

L'inserimento di The Shard all'interno del quartiere di Southwark

L'inserimento di The Shard all'interno del quartiere di Southwark

Il nuovo ambiente urbano generato dalle Torri Eurosky e

Il nuovo ambiente urbano generato dalle Torri Eurosky e Europarco

La nuova sistemazione della stazione London Bridge, ai piedi di The Shard

La nuova sistemazione della stazione London Bridge, ai piedi di The Shard

Il nuovo centro commerciale Euroma 2, ai piedi delle Torri Eurosky e

Il nuovo centro commerciale Euroma 2, ai piedi delle Torri Eurosky e Europarco