Archivi per la categoria ‘Senza categoria’

Architettura come scuola guida

16 maggio 2017

Dico che quando l’anima mal nata
li vien dinanzi, tutta si confessa;
e quel conoscitor de le peccata
vede qual loco d’inferno è da essa;
cignesi con la coda tante volte
quantunque gradi vuol che giù sia messa.

(inferno canto V)

Il testo che segue è la riproposizione di un dialogo avvenuto tra me e Guido Incerti in rete, con pochissime correzioni mirate a rendere il testo più leggibile. Ne è venuto fuori un discorso un po’ estemporaneo sulla funzione dell’architetto (tra scuola guida e pene dell’inferno). La domanda era sempre la stessa:

A cosa serve l’Architettura?

siamo finiti a parlare della funzione dell’Architetto, che poi è la stessa cosa da un diverso punto di vista. Giriamo sempre intorno alla stessa cosa.

– Ciao Guido, ho letto il tuo post su FB: “Un giorno, qualcuno capirà che molti di quelli che oggi declamiamo come architetti, archistar, in realtà erano ben altro. Non avendo avuto il tempo, reale, per fare il mestiere dell’architetto.” Colgo quindi lo spunto per chiederti se ti va di rispondere a una domanda che sto facendo ai miei contatti in rete che ha a che fare con il mestiere dell’architetto: a cose serve l’Architettura? Immagina di doverlo spiegare ad un committente per convincerlo che vale la pena pagarti per questo. Spiegalo in Max 30 parole più una immagine o una foto.

Fare l’architetto è fare conoscere alle persone una dimensione nuova, usando lo “spazio”. Una dimensione e un valore di cui non afferrano pienamente l’esistenza. In termini semplici la coppia di un 8 cilindri rispetto ad un 4. Si apre un mondo. Valore anche economico intendo. Di spesa e guadagno.

– Uhm ok. Spiegami meglio. Possiamo rigirare la cosa dicendo che l’Architettura serve come processo di conoscenza? Ma come lo intendi, più simile ad una ricerca scientifica, una esplorazione geografica oppure un processo di scrittura.
Inoltre mi incuriosisce l’espressione “di cui non afferrano pienamente”.
Si intuisce lo scoramento dell’architetto di fronte alla beata ignoranza del committente. C’è poco da fare, gli architetti, quelli bravi, sono una élite, sono i sacerdoti dello svelamento di questa dimensione…. credo….??

– No, non è scoramento. È la semplice verità. Un committente generalmente non può conoscere la tecnica necessaria per progettare architettonicamente. Poi c’è logicamente la dimensione dell’architetto stesso che spesso non è solo tecnica ma anche sensibile. Non comprende bene la cosa. Perché è difficile. Legata a sensazioni che scopri solo una volta a bordo.
Ma mentre tu (l’Architetto ndr) hai idea chiaramente di quello che sarà – perché sei padrone più o meno di quella tecnica – lui no.
Vale per la musica, la cucina, andare in moto.
Guidare non è pilotare.
E lo comprendi solo se ti applichi.
Ad un committente devi insegnare alcune basi di pilotaggio. Quando di base guida.
Gli architetti, quelli bravi spesso hanno bravi committenti (anche se non lo dicono).

– Mi viene in mente una figura dantesca. Minosse che all’ingresso dell’inferno assegna i gironi ai dannati. Loro sanno già di avere peccato, sono all’inferno, ma tocca a lui svelare, far conoscere l’esatto destino.

– Più spesso hanno l’abilità di fare business attraverso il loro lavoro. E non lo dicono ugualmente. Tutto qui.
Nei confronti dei committenti tu stai già facendo ragionamenti troppo avanti. Io non direi mai una cosa così al committente.

– In effetti non credo che al committente gli si possano prospettare le pene dell’inferno. Meglio la scuola guida.

– Mah. Dipende. A volte invece è giusto prospettarle.
Quando vai a scuola guida mica ti dicono che potrai anche schiantarti. Anche se lo sai.
La dimensione passionale dell’architettura è dell’architetto, quasi mai del committente.

– Qui però introduci un altro tema, la partecipazione. Da una parte spesso, il committente é convinto di saper pilotare, dall’altra se vuole andare a sbattere intenzionalmente, cosa fai?

– Prendi il volante e sterzi! Logico che c’è partecipazione, ma fare architettura è spesso un processo violento.
Nei suoi e nei tuoi confronti.
Ci si trova e magari si ha sintonia; ma la violenza c’è sempre, ed è quasi necessaria.
Puó essere soft o strong ma c’è. Da ambo le parti.
A volte con il medesimo committente ho fatto cene super easy con la matita in mano, altre abbiamo urlato come dei pazzi in faccia l’uno all’altro. Ma deve sempre essere chiaro l’obiettivo finale.
A volte vinci a volte perdi.
E li serve la dialettica.
Ma senza mostrare la superiorità.
Nella dialettica.
Sei come l’istruttore di scuola guida.
Comunque è sempre una dimensione di svelamento.

– Ecco, mi piace questa immagine maieutica, però siamo finiti a parlare dell’architetto, non dell’architettura.
In finale, a cosa serve questo svelamento? Ci fa stare meglio? Ci rende felici? Ci dà potere? Ricchezza?

– Mixxa insieme le ultime cose e hai la risposta. L’Architettura è una pura mediazione di tutte queste cose. A volte puoi avere un po’ più di una e meno dell’altra e viceversa. Ma alla fine la dimensione totale è questa con l’aggiunta di una dose di “percezione” o “propriocezione” legata al puro spazio che è inspiegabile al committente. Anche perché non è quantificabile.
Metti anche una buona dose di funzionalità.
La differenza con l’edilizia è che questa offre molte meno soluzioni per arrivare a questo risultato. La base è la stessa ma meno “ricca” di significati e soluzioni. Specie dei primi. Ma anche dei secondi.
Poi ci scordiamo la bravura nel contenere dentro anche tutte le norme. Che sono parte integrante del processo.
E dell’architettura. Le sue regole (oltre a quelle dei trattati).

– Ok, per le trenta parole uso il testo iniziale, sono 40, l’immagine la scelgo io……

Billa_11

PS – In realtà avevo scelto un’altra cosa, poi Guido mi ha chiesto di mettere Pinocchio: “Pinocchio è il risultato di tutto. E allo stesso tempo racconta le bugie. Realtà e immagine allo stesso tempo. Poi ha anche la fata turchina… Qualcuno che ogni tanto ti da una mano…”  Gli ho proposto alcune immagini tratte dal Pinocchio di Enzo D’Alò con le illustrazioni di Lorenzo Matotti.

L’Architettura serve a migliorare l’uomo e l’ambiente?

12 maggio 2017

La sintesi è poesia e viceversa.

(Luigi Pintor)

Vita Cofano è un architetto che collabora con Amate l’Architettura con il progetto “Un’Architettura di Roma in Una Parola a Settimana“. Come dice lei stessa “Il progetto ha lo scopo innanzitutto egoistico di spronarmi a uscire in maniera costante per Roma a conoscere nuove architetture o approfondire quelle già viste. (…) La parola, infine, che appongo “in filigrana” sull’immagine, è davvero la prima che mi è venuta in mente sul luogo mentre ho scattato. (…)”.

Ho ritenuto giusto chiedere anche a lei un parere sull’utilità dell’Architettura.

Questa è la sua definizione.

A cosa serve l’Architettura?

“A realizzare qualcosa che contribuisca a migliorare l’uomo e l’ambiente in cui vive rispettando il passato ma attingendo al futuro.”

Ho provato a chiedere un approfondimento perchè mi incuriosiva sia l’idea di miglioramento (la cuola di Brunelleschi ci rende migliori?) e sia l’idea di futuro come luogo da cui “attingere”, ma Vita evidentemente è una persona di poche parole o forse tante parole in più non sono proprio necessarie, forse aveva altro da fare (che non rispondere a un noioso stalker come me) forse ancora la risposta più esuriente alla mia domanda la si può trovare nelle sue foto.

Questa invece è la foto che ha scelto per esempificare la sua definizione.

d074e7a7256685fed4bf75579dbb7e49b69bee49

Caro Committente. Lettera a un ipotetico destinatario del lavoro di un Architetto

8 maggio 2017

Chiunque distrugge, disperde, deteriora o rende, in tutto o in parte, inservibili cose mobili o immobili altrui con violenza alla persona o con minaccia ovvero in occasione di manifestazioni che si svolgono in luogo pubblico o aperto al pubblico o del delitto previsto dall’articolo 331, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni. Articolo 635 del Codice Penale. Danneggiamento

Quella che segue è la risposta che ho ricevuto da Emmanuele Jonathan Pilia alla domanda che sto facendo ad alcuni selezionatissimi colleghi (in sostanza quelli che si prestano alla cosa): “a cosa serve l’Architetura? immagina di dirlo in 30 parole al tuo committente”. La domanda è oziosa, quindi ozio per ozio ho deciso che potevo provare a coinvolgere anche qualcuno che normalmente non pratica la professione, come Emmanuele che, come ci tiene a chiarire, non pratica l’Architettura in quanto è un Editore. Un Editore di Architettura però.

Secondo me è stato un po’ indisciplinato; che ci volete fare.

auto-rigata-cosa-fare-per-il-rimborso-assicurativo-450x270

“Caro committente,
la ringrazio per la sua missiva in cui mi pone questa domanda così semplice, eppure così difficile da sviluppare. In un primo momento ho pensato, tra me e me “strano che lo chieda proprio a me, che dall’architettura “vera”, quella di cantieri e calcestruzzo” me ne sono allontanato… Ma poi, è spuntata come un timido fiore sull’asfalto, la risposta che io mi sono sempre inconsciamente dato. Sì, perché proprio io che l’architettura non la faccio, ma la pubblico, ho sempre vissuto nella granitica certezza che l’architettura è la più potente espressione culturale. Certo, lei ha bisogno solo di una sistematina ai servizi e di rimettere a posto il tetto, ma ci pensi bene: quei sanitari sarebbero stati gli stessi se ora stessimo parlando fiammingo, oppure inglese, o ancora norvegese? Probabilmente no, ed anche di questa differenza dovremmo riflettere. Che il suo tetto non sia di legno non è un caso: nei millenni abbiamo lentamente scelto verso le soluzioni che ora la riparano dal freddo (e tra un poco, anche dalla pioggia), e che il suo bagno sia rivestito in gres scuro, e non in maioliche colorate, dipende dalla sua lontananza dal meridione, che invece dei colori ha fatto arte. Pensi se lei provenisse da Vietri: la sua cucina non avrebbe un angolo cottura scavato in un elegante muro color antracite, ma sarebbe invaso di ocra, smeraldo, rubino e lapislazzuli.
Quindi, mio caro committente, anche se ciò che toccherà, ciò per cui alla fine della fiera paga, è la materia che potrà toccare, ciò che lei avrà, sarà il retaggio di millenni avuti su quel piccolo pezzo di terra che circonda la sua casa.
Chiudo questa mia con i miei migliori saluti, ricordandole che è pur vero che non vedrò mai i soldi della sua parcella, ma è altresì vero che lei non ha un garage, e conosco la sua targa.
Cordiali saluti,

L’Editore (di Architettura)
Emmanuele Jonathan Pilia”

PS. Ci tengo a precisare che per la scrittura dell’articolo nessuna auto, o committente moroso, sono stati maltrattati. L’immagine dell’auto rigata, utilizzata per illustrare la metodologia creativa di EJP, l’ho presa da qui.

Dov’è l’Architettura, ma soprattutto, a cosa serve?

5 maggio 2017

Quando si cominciano a nominare bene le cose si diminuisce il disordine e la sofferenza che c’è nel mondo.

(A. Camus)

Stefano Nicita è un Architetto ideatore e fondatore di un blog molto interessante dal nome emblematico: dov’è l’architettura italiana?

Con un titolo così non potevo non chiedere anche a lui di rispondere alla mia domanda fondamentale: a cosa serve l’Architettura?

Tanto più che Stefano, tra le tante qualità, ha anche il merito di essere un assiduo frequentatore del nostro gruppo su Linkedin (ebbene si, abbiamo anche un gruppo su Linkedin, e una pagina).

Ma la cosa che trovo più interessante di Nicita, che è il motivo per cui avevo inserito il suo nome nella lista dei miei possibili candidati, prima che lui proponesse spontaneamente la sua risposta, è il suo modo di raccontare l’architettura: semplice ed efficace, tendente al didattico.

Di una didatticità che fa pensare a un maestro di paese, di quelli che non ti dicono mai “guarda quell’albero”, ma ti sanno citare direttamente il nome: “guarda quel Faggio” o “quel Nocciolo”, “guarda l’infiorescenza a pannocchia di quel fiore di Lillà”, e con questo semplice nominare le cose, insegnartele.

Una esplorazione che non disdegna la forza oggettiva dei numeri o la rilettura dei testi. Senza contare questo articolo dedicato al Genius Loci che sembra fatto apposta per la mia ricerca, sia come metodo (una riorganizzazione di suggestioni e stimoli precedentemente raccolte sui social) sia per il tema in sé, che tratta della funzione dell’Architettura su un piano metafunzionale.

Quindi eccovi le vostre parole (31).

L’architettura serve a organizzare e disegnare gli spazi di vita delle persone per renderli dei veri luoghi esistenziali, allo stesso tempo significativi e consueti, protettivi e stimolanti, esclusivi e accoglienti.

"Ti allego anche una foto recente scattata da me a Piazza di Spagna da un punto di vista forse un po' insolito e poco canonico, ma fondamentale per capire precisamente il senso di luogo creato grazie all'architettura a cui mi riferisco nella definizione."

“Ti allego anche una foto recente scattata da me a Piazza di Spagna da un punto di vista forse un po’ insolito e poco canonico, ma fondamentale per capire precisamente il senso di luogo creato grazie all’architettura a cui mi riferisco nella definizione.”

 

Open House Roma 2017 – Insieme per il Trullo

Amate l’Architettura da sempre interessata e vicina alla divulgazione delle peculiarità nascoste all’interno delle periferie, ha deciso, in occasione di Open House 2017, di occuparsi di uno dei quartieri che negli ultimi anni si è distinto per la forte partecipazione degli abitanti e che ha dato origine ad una riqualificazione intesa come decoro urbano, il Trullo.

la finalità è quella di “aprire il quartiere” a tutti i cittadini di Roma e a far conoscere loro la qualità del modello di autoproduzione che ha prodotto risultati ottimi in risposta alla marginalità e al disagio sociale che spesso caratterizzano le periferie. In tal senso sono state scelte varie tematiche per dare una veduta ampia e differente delle realtà che sono inserite nel contesto del quartiere.

Sono stati creati a questo scopo 5 eventi collegati idealmente tra loro, che possano dare una panoramica articolata del movimento culturale in atto. Ve li presentiamo:


Saint- Gobain PPC Spa, Divisione Weber, In collaborazione con S.A.S. EDIL S.R.L., Via Ostiense, 1707, Roma sono sponsor dei 5 eventi “Insieme per il Trullo” organizzati da Amate l’Architettura


 

EVENTO 1) PASSEGGIATA METROROMANTICA

Passeggiata MetroromanticaIn questo evento, la passeggiata metroromantica, incontreremo le opere dei pittori e dei poeti anonimi realizzate nella ex borgata dall’aspetto militare, per i quali i muri sono concepiti come un immenso foglio bianco su cui dipingere scenari di storie locali e scrivere luoghi della mente. A seguito di questo primo intervento, famosi street artist si sono inseriti nel contesto dando luogo a murales di elevata qualità.

Link alla pagina Open House 2017 della passeggiata Metroromantica:

 

EVENTO 2) AREA PANORAMICA COLLINA DI MONTE CUCCO.

MontecuccoIn questo evento sarà possibile effettuare un escursione alla collina di Montecucco: un’area panoramica con vista sui quartieri a sud della Capitale, denominata anche collina dei diamanti, contenente le rovine di villa Kock e della Torre Righetti, che fu trasformata in set durante le riprese di Uccellacci e Uccellini di Pasolini. E’ consigliato l’uso di scarpe con la suola a carrarmato. La visita è sconsigliata alle persone con difficoltà motorie.

Link alla pagina Open House 2017 dell’Area panoramica collina di Monte Cucco

 

EVENTO 3) DIETRO LE QUINTE DEL TEATRO S. RAFFAELE

S.Raffaele

In questo evento scopriremo il Teatro S. Raffaele, un esempio notevolissimo di riqualificazione culturale delle periferie, che ha acquisito una rinomanza ed un pubblico esteso a tutto il Lazio, specializzandosi nelle produzioni di musical per bambini tratti da riduzioni di grandi classici. Parleremo delle sceneggiature, delle coreografie, dei costumi e, soprattutto, della scenotecnica all’avanguardia installata negli anni recenti.

Link alla pagina Open House 2017 di Dietro le quinte del Teatro S.Raffaele

EVENTO 4) MOSTRA DI PROGETTI SUL TRULLO E PROIEZIONE DI DOCUMENTARI SULLE OPERE DI STREET ART AL TRULLO
mostra e video

A completamento degli altri eventi organizzati, saranno messi in mostra progetti di riqualificazione urbana del Laboratorio di Progettazione Architettonica 1 del prof. De Matteis dell’Università La Sapienza di Roma e, contestualmente, sarà proiettato un documentario a cura dei Pittori Anonimi che racconta la trasformazione del Trullo in una esposizione permanente di Arte e Poesia di Strada.

Link alla pagina Open House 2017 della mostra di progetti e proiezione di documentari

EVENTO 5) INCONTRO/DIBATTITO: PRESENTE E FUTURO DEL QUARTIERE

dibattito

Metteremo in questo incontro/evento a confronto l’esperienza, la vita e le idee di tutti coloro che, in modi diversi, hanno cambiato o possono contribuire a trasformare il quartiere, parlando di arte di strada, di progetti di architettura, di politiche di riqualificazione delle periferie, incontrando i Pittori e Poeti Anonimi, i rappresentanti delle istituzioni, le associazioni dei cittadini, gli studenti dell’Università.

Link alla pagina Open House 2017 dell’incontro/dibattito: “presente e futuro del quartiere”

 

PER QUALSIASI INFORMAZIONE SCRIVETE A: info@amatelarchitettura.com

NB – A seguito della pubblicazione del programma su tutti i nostri canali e sul sito di Open House, siamo venuti a conoscenza dell’esistenza di un associazione che opera preso il quartiere del Trullo dal nome “Insieme per il Trullo“. Riteniamo opportuno chiarire che, nonostante l’omonimia, la nostra iniziativa è stata ideata e sviluppata in totale autonomia e indipendenza rispetto a questa associazione. Se l’associazione Insieme per il Trullo vorrà partecipare ai nostri eventi  portando le sue esperienze come la LibroTrulloTeca presso la ex fabbrica Rectaflex saranno nostri graditi ospiti.

Un’Architettura di Roma in Una Parola a Settimana

20 marzo 2017

Il progetto ha lo scopo innanzitutto egoistico di spronarmi a uscire in maniera costante per Roma a conoscere nuove architetture o approfondire quelle già viste. La macchina fotografica è lo strumento per “congelare” quello che vedo osservando le architetture. Quando scatto uso il punto di vista, l’inquadratura, la tecnica che più penso possa rappresentare quel volume (o porzione di città). Anche in fase di postproduzione con i programmi di fotoritocco mi concentro su questo. La parola, infine, che appongo “in filigrana” sull’immagine, è davvero la prima che mi è venuta in mente sul luogo mentre ho scattato. Va da sé che lo scopo successivo, ma non secondario, è la comunicazione e la diffusione degli scatti così predisposti, per avvicinare i non addetti al settore dell’architettura e per un’occasione di riflessione con i colleghi architetti. Direi che, se dovesse esserci un preambolo al titolo del progetto, questo sarebbe proprio: “amate l’architettura!”.

 

 

FOTO 19 – Agenzia Spaziale Italiana

19_605

E finalmente io ti domando, oh uomo sciocco: Comprendi tu con l’immaginazione quella grandezza dell’universo, la quale tu giudichi poi essere troppo vasta?
(Galileo Galilei)

 

 

FOTO 18 – Chiostro Lateranense

18_605

Dolci colonne, dai
Capelli fasciati di luce,
Ornati d’uccelli veri
Che camminano intorno,

Dolci colonne, o
L’orchestra dei fusi!
Ognuno immola il
Silenzio all’unisono.
(Paul Valéry)

 

 

FOTO 17 – Villa Gordiani

17_605

Roma caput mundi regit orbis frena rotundi
(Federico Barbarossa)

 

 

FOTO 16 – Istituto per la Cultura Giapponese

16

Una grossa lucciola
in vibrante tremolio
s’allontana – penetrante
(Issa)

 

 

FOTO 15 – La Casa del Girasole

Il termine “sostanza” designa sia la materia (che è potenza), sia la forma (che è atto perfetto), sia il composto dell’una e dell’altra.(Aristotele)

 

 

FOTO 14 – Battistero Lateranense

17799267_10208193517987344_7151171907614350867_n

In principio Dio creò il cielo e la terra. Ora la terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque.
(Bibbia – Genesi)

 

 

FOTO 13 – Basilica di S.Agostino

17554173_10208099237750397_8623571877906802989_n

E così acconcio se n’andò nella piazza nuova di Santa Maria Novella. E cominciò a saltabellare e a fare un nabissare grandissimo su per la piazza, e a sufolare e ad urlare e a stridere a guisa che se imperversato fosse.
(Giovanni Boccaccio)

 

 

FOTO 12 – Villino Ximenes

12

Qui delle divertite passioni
per miracolo tace la guerra,
qui tocca anche a noi poveri la nostra parte di ricchezza
ed è l’odore dei limoni.
(Eugenio Montale)

 

 

FOTO 11 – Nuova Fiera di Roma

11

Fà delle due braccia
due ali d’angelo
e porta anche a me un pò di pace
e il giocattolo del sogno.
(Alda Merini)

 

 

FOTO 10 –Tempietto di San Pietro in Montorio

10
Potrei vivere nel guscio di una noce, e sentirmi re dello spazio infinito.
(William Shakespeare)

 

 

FOTO 9 – Basilica di S. Maria in Cosmedin

09

Tu che inclinasti i cieli nell’ineffabile tua incarnazione;
io bacerò i tuoi piedi incontaminati
e di nuovo li detergerò con i capelli del mio capo
(Cassia)

 

 

FOTO 8 – Casa dell’Architettura (ex Acquario Romano)

08

L’arte del decorare consiste nel fare nelle case altrui quello che non si sognerebbe mai di fare nella propria. (Le Corbusier)

 

 

FOTO 7 – Casina delle Civette

07
Ogni volta che qualcuno dice “Io non credo nelle fate” da qualche parte c’è una fata che cade morta. (Peter Pan)

 

 

FOTO 6 – Complesso Edilizio Città del Sole
06bis
Il ritmo è qualcosa che si ha o non si ha, ma quando lo avrete, avrete tutto. (Elvis Presley)

 

 

FOTO 5 – Terme Diocleziane e Chiesa di S. Maria degli Angeli

05
Roma… è una somma di almeno sette città con anime diverse. (Gigi Proietti)

 

 

FOTO 4 – Autorimessa e Mercato Metronio

04
Tutte queste costruzioni devono avere requisiti di solidità, utilità e bellezza. (Vitruvio)

 

 

FOTO 3 – Grande Moschea di Roma

03

Egli vede nel deserto desolato il più amico degli amici, e cammina per la sua via, là dove cammina sul suo capo la Madre degli astri risplendenti a grappoli per il cielo. (Abu I-Faraj al-Isfahani)

 

 

FOTO 2 – Via Bernardo Celentano

PITTORESCO

Giorno di primavera: si perde lo sguardo in un giardino largo tre piedi. (Masaoka Shiki)

 

 

FOTO 1 – S’Andrea al Quirinale

ELLISSE

Quello che mi attira è la linea curva, libera e sensuale. La linea curva che ritrovo nelle montagne del mio paese, nel corso sinuoso dei suoi fiumi, nelle nuvole del cielo, nel corpo della donna amata. L’universo intero è fatto di curve. (Oscar Niemeyer)

 

 

 

Playchef® – i vincitori del concorso.

Playchef® design#contest è stato per Amate l’Architettura una scommessa vinta. Volevamo dimostrare che con una procedura trasparente, quale quella adottata in questo concorso, è possibile selezionare i lavori migliori, che i concorsi, condotti secondo criteri di trasparenza ed equità, funzionano.

La qualità dei progetti premiati e menzionati ci ha ripagato del grande sforzo profuso, sia in fase di ideazione del concorso che di gestione.

Come ha dichiarato in una riunione il presidente della giuria Francesco Subioli: “il design non è più una prerogativa solamente del nord, si sta spostando al sud”.

Ebbene quella del presidente è stata una intuizione profetica: nonostante i vincoli stretti imposti dal concorso (ambito dei complementi per la tavola, ambito della cultura gastronomica campana, ambito delle tecnologie realizzative messe a disposizione), i progetti pervenuti sono stati tanti.

Tra questi, abbiamo premiato quelli più interessanti, più innovativi e più realizzabili.

 

Premesso tutto questo, abbiamo il piacere di pubblicare i vincitori del concorso Playchef®:

1° Premio a: SENNO’DESISTI, di Alfonso Angelone, con una media di 80,2 punti su 100, con la seguente motivazione della giuria:”per la maggior aderenza alle linee del bando di concorso, innovazione sulla modalità di consumo di uno dei prodotti di eccellenza del territorio, design accurato e funzionale, utilizzo coerenti dei materiali e delle tecnologie di produzione”.

Sennòdesisti

2° Premio a: VESUVIO di mmcs architecture, capogruppo Maurizio Liccardo, con una media di 75,2 punti su 100, con la seguente motivazione della giuria: “per la contemporaneità e la bellezza delle forme, la citazione della morfologia di una delle icone più forti del territorio, la coerenza nell’uso dei materiali, l’innovazione funzionale suggerita dall’operatività dello chef”.

Vesuvio

3° Premio a: APERIELLO di Simone Sansone, con una media di 74,7 punti su 100, con la seguente motivazione della giuria: “per l’intuizione innovativa nella modalità di fruizione di un cibo tipicamente mediterraneo, la funzionalità minimalista dell’oggetto, la semplicità ed economicità di realizzazione”.

Aperiello

 

Oltre ai 3 premi assegnati, la giuria ha ritenuto di dovere assegnare altre due menzioni di merito ad altri due progetti di grande qualità che non potevano aspirare a competere per i primi 3 posti a causa di alcune lacune nei requisiti richiesti dal bando.

Menzione di Merito a: SCARPETTA di Claudio Persico, con una media di 74,6 punti su 100, con la seguente motivazione della giuria: “per la capacità di formalizzare un’abitudine quotidiana fortemente radicata nelle tradizioni locali”.

Scarpetta

Menzione di Merito a: KUMBH, di Orsola Iannone, con una media di 70,4 punti su 100, con la seguente motivazione della giuria: “per l’originalità della forma, il riferimento simbolico e l’innovazione nella disposizione dei complementi per la tavola”.

Kumbh

Qui la griglia completa di valutazione dei progetti.