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Esiti delle Elezioni per il rinnovo del Consiglio dell’Ordine

pubblichiamo i risultati delle Elezioni per il rinnovo del Consiglio dell’Ordine
quadriennio 2013-2017

Si sono concluse le votazioni per il rinnovo del Consiglio dell’Ordine degli Architetti P.P.C. di Roma e provincia per il quadriennio 2013-2017- Questo è l’esito della votazione.
– numero dei partecipanti alla terza votazione 3933
– numero dei voti validi 3905 – schede non valide 28

Sono risultati eletti al Consiglio dell’Ordine di Roma
11 architetti dei precedenti consiglieri uscenti. E’ un risultato reazionario, ma
Amate il Cambiamento si conferma la 3° lista più votata e porta a casa un buon risultato politico e di visilità ,sebbene non abbia propri candidati eletti nel  consiglio.
Vince per 11 a 4 la lista NEXT/ARCH

architetto ARTURO LIVIO SACCHI voti 1458
architetto ANDREA BRUSCHI voti 1340 (DIRITTO)
architetto PATRIZIA COLLETTA voti 1331
architetto ALFONSO GIANCOTTI voti 1328 (DIRITTO)
architetto ELIANA CANGELLI voti 1325
architetto ALESSANDRO RIDOLFI voti 1321
architetto PAOLA RICCIARDI voti 1313
architetto iunior LUISA MUTTI voti 1312
architetto VIRGINIA ROSSINI voti 1291
architetto GIOVANNI ASCARELLI voti 1281
architetto ORAZIO CAMPO voti 1275 (DIRITTO)
architetto FABRIZIO PISTOLESI voti 1274
architetto ALDO OLIVO voti 1272 (DIRITTO)
architetto DANIELA PROIETTI voti 1271
architetto GIORGIO M. TAMBURINI voti 1270

DIRITTO ALL’ARCHITETTURA
architetto MONICA ANGELA GRAZIA SCANU (NEXT) voti 1270
architetto LORETTA ALLEGRINI voti 1267
architetto SIMONE OMBUEN voti 1267 (NEXT)
architetto FRANCESCO OROFINO voti 1258
architetto MAURIZIO DE MARCHIS voti 1249
architetto ANTONIO LUIGI STELLA RICHTER voti 1249 (NEXT)
architetto VALERIO PALMIERI voti 1248
architetto LOREDANA CAVALIERI voti 1237
architetto PAOLINA LA FRANCA voti 1215
architetto ALESSANDRO CARDELLINI voti 1211
architetto iunior ANTONINO ARANCIO voti 1210
architetto GIANLUCA VALLE voti 1197
architetto CHRISTIAN ROCCHI voti 1174 (NEXT)
architetto ALESSANDRO PANCI voti 1151
architetto MARCO ROCCHI voti 1147

AMATE IL CAMBIAMENTO
architetto ELEONORA CARRANO voti 481
architetto MASSIMO CARDONE voti 428
architetto P. P.BALBO DI VINADIO voti 407
architetto CARLA CORRADO voti 398
architetto MARTINA GARATTONI voti 397
architetto FRANCO TEGOLINI voti 395
architetto ANDREA STIPA voti 392
architetto MARGHERITA SOLDO voti 381
architetto ROSA SINISI voti 374
architetto DANIELE GIORGI voti 363
architetto GIORGIO MIRABELLI voti 360
architetto ROSA CUPPONE voti 352
architetto SANDRO BERARDI voti 346
architetto M.G.SANTORO voti 346
architetto iunior C. M. SAVELLI voti 328

ARCHITETTURA IN ORDINE, ORDINE SPARSO, O.R.A.; ANONIMA ARCHITETTI e altri:
architetto ANDREA IACOVELLI voti 176
architetto ANTONIETTA GABRIELLA CRISTOFALO voti 175
architetto ROBERTO DI PAOLA voti 166
architetto GIORGIO PALA voti 163
architetto LAURA SCRIMIERI voti 161
architetto GIAMPIERO LILLI voti 159
architetto SERGIO ANZIVINO voti 143
architetto STEFANO MAVILIO voti 143
architetto MASSIMILIANO COCCIA voti 138
architetto PAOLA SALERA voti 132
architetto FRANCESCA BRUNETTI voti 130
architetto MASSIMO FAMIGLINI voti 129
architetto ANTONELLA CANDELORI voti 122
architetto ELENA CIOTTI voti 121
architetto VIERI BANDINELLI voti 118
architetto SIRO CINTI voti 94
architetto CRISTINA MORASCHINI voti 88
architetto PAOLO BARBATO voti 81
architetto ONORINA detta NORI GALLUCCI voti 78
architetto FABRIZIO DA COL voti 73
architetto LUCA LOZZI voti 72
architetto MAURIZIO ROSATI voti 72
architetto MICHELE NICOLA RUGGIERO voti 72
architetto MARCO DE CARO voti 71
architetto ALBERTO MANCINI voti 69
architetto VINCENZO DANIELE voti 68
architetto VALERIO CAMPI voti 64
architetto FABIO LA FERRARA voti 64
architetto MIRKO MERLETTI voti 43
architetto ANDREA VILLANI voti 42
architetto ARCANGELO DI CESARE voti 41
architetto ENRICO CALCARA voti 40
architetto GIANFRANCO VOLPICELLI voti 38
architetto SAVERIO SILLI voti 24
architetto CINZIA CROCE voti 22
architetto LAURA CALCAGNINI voti 18
architetto FRANCESCO CIANFRIGLIA voti 18
architetto iunior VALENTINA FERLIN voti 18
architetto ENRICO PUCCI voti 18
architetto MAURIZIO TROTTA voti 16
architetto MARIA PATRIZIA GUACCI voti 15
architetto TOMAS MANCIN voti 15
architetto VALERIA IORIO voti 13
architetto PATRIZIA BERARDI voti 12
architetto SERGIO BERNARDINI voti 12
architetto MAURO SCHIAVONE voti 11
architetto MASSIMO GUIDARELLI MATTIOLI voti 10
architetto DANIELE MARIA CELESTINO voti 9
architetto MAURO FILIPPI voti 8
architetto ROBERTO MORGANTE voti 8
architetto iunior CALOGERO LO CASTRO voti 7
architetto EMILIANO SANTORO voti 7
architetto iunior SIMONE FIORINI voti 6
architetto MASSIMILIANO MINARELLI voti 6
architetto MAURIZIO SIGARI voti 6
architetto GIORGIO DI ROBERTO voti 5
architetto FEDERICO ELISEO voti 3
architetto VINCENZO IANNARILLI voti 2
architetto ROBERTO DEL MONTE voti 0

Eleonora Carrano sulla Rappresentanza degli Architetti, perchè è urgente CAMBIARE

19 Settembre 2013

Le considerazioni di Eleonora Carrano, capolista di “Amate il Cambiamento”, sulla rappresentanza degli architetti, mettono in evidenza le reali responsabilita’ degli Ordini che nessun manifesto elettorale dell’ultima ora,  improntato a un demagogico trasformismo di facciata che invoca una trasparenza e un partecipazione mai consentite agli iscritti in questi anni di amministrazione dell’Ordine di Roma, potrà nascondere.  Riteniamo urgente una rigenerazione radicale dell’intero Consiglio, per poter cambiare davvero e avere  finalmente una rappresentanza disinteressata che si faccia portatrice delle reali necessità degli architetti.

Una delle cause dell’attuale debolezza della figura professionale dell’architetto risiede nell’ambiguità e nella crisi della sua rappresentanza. Si stenta a capire come sia possibile, nell’infinita gemmazione di organismi regionali – Cup, Consulte e Federazioni, Cna, Ordini provinciali e Fondazioni private, sigle sindacali, associazioni più o meno libere e organizzate – che le necessità e le emergenze di questa categoria rimangano pressoché inascoltate.

L’inesistenza di una adeguata rappresentanza si spiega con la clamorosa e paradossale contraddizione in termini, che vede il Cna e gli Ordini Provinciali (privi di potere sindacale) dialogare con i governi, ed incidere – con decisioni calate dall’alto – sulla vita professionale dell’architetto, senza che quest’ultimo sia neppure consultato e abbia diritto di parola.

Infatti, come noto, l’Ordine provinciale è un ente di diritto pubblico posto sotto la vigilanza del ministero della Giustizia. Esso svolge il ruolo di magistratura di terzo grado, avente il fine di garantire la qualità delle attività svolte dai professionisti, con il compito di tenere aggiornato l’albo e il codice deontologico, tutelando la professionalità della categoria. Il Cna invece, è un organismo istituito presso il Ministero della Giustizia con la Legge n. 1395/23, che non dovrebbe svolgere altro che funzioni di seconda magistratura con riferimento alla deontologia, e del quale non si capisce la ragione di esistere, neppure scorrendo il profilo informativo del sito ufficiale, dove si legge, come unico e incerto indizio, che “assume delle determinazioni al fine di fornire il proprio parere e la propria interpretazione in merito a provvedimenti e leggi concernenti l’esercizio della professione”.

Ricapitolando: gli Ordini provinciali , (ben 105 distribuiti su tutto il territorio nazionale) – che dopo il DPR 137/2012 possono tenere esclusivamente l’albo e organizzare la formazione continua, assieme al Cna organismo (ricordiamolo) con sole funzioni di seconda magistratura – dialogano (!) con i governi e decidono su questioni strategiche, quali l’eliminazione delle tariffe minime, la formazione obbligatoria continua, l’adesione al Codice degli appalti e sull’appalto integrato, il sistema delle gare di progettazione e la legge della qualità dell’architettura.

Non deve stupire allora, che esista un concreto e urgente problema della rappresentanza degli architetti in presenza di un tale sistema perverso, controverso e contrario ad ogni criterio di trasparenza: è conclamato che le difficoltà che si trovano ad affrontare oggi gli architetti siano originate proprio dal Cna e dagli Ordini provinciali; o meglio, dallo sconfinamento delle loro reali funzioni istituzionali, nel momento in cui dialogano con i governi, senza – dobbiamo supporre, considerati i i risultati – le dovute, necessarie competenze, capacità critiche, deleghe di rappresentanza. E senza nemmeno la capacità (o la volontà?) di rendicontare in modo trasparente quanto comunque determinato.

In questo limbo di pertinenze, gli architetti rimangono sospesi senza diritti, senza tutele e senza voce. Non possono e non sanno a chi rivolgersi: tartassati dalla recente e iniqua riforma Inarcassa, che non ha trovato opposizione reale tra chi, pur interloquendo in rappresentanza con i governi (senza essere sindacato), sta decidendo comunque della vita professionale di 150.000 architetti senza interpellarli.

Come se non bastasse, ad alimentare la confusione e ad aumentare le spese degli iscritti – oltre all’inutile e oneroso pachiderma Cna – ci hanno pensato i Consiglieri e Presidenti dei maggiori Ordini provinciali di turno, che, per assecondare le proprie ambizioni, (chi più, chi meno in buona fede) hanno dato corso, negli anni, ad una progressiva quanto inesorabile metamorfosi degli Ordini, che li ha portati a distanze siderali dalla loro vocazione originaria e dalle disposizioni. Come nella riproduzione agamica degli organismi unicellulari, gli Ordini hanno triplicato le loro spese distribuendo a piene mani deleghe, consulenze e funzioni: si sono dotati di società private, canali televisivi, librerie di architettura, case editrici e persino di associazioni ludiche e squadre di calcio; da ultimo, delle Fondazioni private, nell’insensata rincorsa alla Formazione obbligatoria a pagamento. Il tutto rigorosamente con le quote degli iscritti e contro ogni prescrizione di legge; risulta francamente difficile capire come tutto questo proliferare di discutibili iniziative possa aver giovato alla professione, visti gli esiti, di cui peraltro paghiamo le conseguenze.

Quanti ancora individuano nel potenziamento delle funzioni degli Ordini provinciali la soluzione del problema della rappresentanza degli architetti, non possono che arrendersi all’evidenza: essi sono l’incarnazione di un pasticciaccio tutto italiano che trasuda furbizia, provincialismo e corporativismo da ogni singola propaggine; sono l’espressione più fedele e radicata delle pastoie che frenano il sistema Italia.(…)

Eleonora Carrano

vai al post integrale: http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/16/chi-rappresenta-architetti/563946/

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Amate l’Architettura chiede le dimissioni del Presidente del CNAPPC Leopoldo Freyrie

1 Settembre 2013

Eleonora Carrano sul blog de “Il Fatto Quotidiano” mette in evidenza come, il presidente del CNAPPC Leopoldo Freyrie, non sia stato in grado di sedersi a un tavolo politico per trattare con il Governo nell’interesse degli architetti

Amate l’Architettura ha  aperto la  sottoscrizione

CHIEDIAMO LE DIMISSIONI DEL PRESIDENTE DEL CNAPPC

ti invitiamo a firmare e a diffondere

da Il Fatto Quotidiano (..) Con la recente riforma delle Professioni, le Istituzioni e il Governo hanno imposto di adeguarsi  alle regole europee, ma non hanno messo mano alla legislazione per le relative competenze, definendone gli ambiti di pertinenza. Architetti e ingegneri coartati alla competizione con geometri, agronomi, periti edili, privati del riferimento dei minimi tariffari da una liberalizzazione insensata (la Germania li ha mantenuti), piegati da un provvedimento che,  in piena crisi economica e con ridotte opportunità lavorative, obbliga alla formazione continua a proprie spese, all’assicurazione e, a breve, anche al pos negli studi.

(…) All’indomani dell’approvazione del Consiglio dei Ministri al dpr per la riforma delle Professioni, un entusiasta Leopoldo Freyrie, presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori si affrettava a dichiarare, parlando  a nome degli architetti tutti: “Il Dpr approvato dal Consiglio dei Ministri – se confermato – dà attuazione ad una Riforma sostanzialmente utile“. E mentre gli agrotecnici facevano ricorso al TAR contro la riforma, un arrendevole il Cnappc ribadiva: “Gli architetti italiani sono a fianco del governo contro l’iniziativa degli agrotecnici (…). Gli architetti italiani, infatti, considerano l’iniziativa sbagliata nella sostanza e nel metodo: nella sostanza perché il DPR di Riforma delle Professioni è un testo equilibrato ed utile, che ha tenuto conto delle realtà professionali italiane. Dichiarazioni che ovviamente non hanno trovato smentita tra gli Ordini provinciali.  E’ un vero peccato che il presidente Freyrie neppure abbia tentato una negoziazione; è un peccato che si sia fatto sfuggire l’opportunità politica che gli si presentava: quella di puntare i pugni sul tavolo. Per chiedere al governo che all’adeguamento delle regole europee rispondesse quello delle competenze professionali, definendo, una volta per tutte (pena un ostruzionismo dilatorio e  senza quartiere) quelle per la progettazione; e, portandoci – finalmente – in Europa.(..) Il presidente del Cnappc probabilmente non rappresenta  gli architetti, così come questi Ordini altro non rappresentano che se stessi.(..)Non c’è rivista di settore che quotidianamente non dia conto dello stato di prostrazione e frustrazione dei professionisti. I social network debordano di rabbia e tracimano indignazione; ma tutto rimane intrappolato in un ventre molle incapace di organizzarsi, anche solo per chiedere con forza, al proprio Ordine, le dimissioni anticipate dei vertici di chi non ha saputo valutare le reali forze e risorse dei professionisti che deve rappresentare. Qualcuno doveva pur cominciare…

Eleonora Carrano per  Il Fatto Quotidiano vai al testo integrale  “Professioni, le regole europee? Solo un balzello”

firma la petizione di Amate l’Architettura

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Sospendere immediatamente l’aumento dei contributi minimi – una petizione

Sta girando in rete questo testo da inviare al ministro competente. Chi volesse aderire non deve fare altro che copiare il testo e inviarlo tramite PEC (o raccomandata).

“Al Sig. Onorevole Prof. Enrico Giovannini Ministro Lavoro e Politiche sociali

Via Veneto, 56 – 00187 Roma
Tel. 06 48161636-7
Fax 06 4821207
segreteriaministrogiovannini@lavoro.gov.it

E p.c. al Presidente del Consiglio dei Ministri Enrico Letta
E al Vice Presidente del Consiglio dei Ministri Angelino Alfano
Palazzo_Chigi @Palazzo_Chigi .it

OGGETTO:RICHIESTA URGENTE DI SOSPENSIONE DELL’AUMENTO DEI CONTRIBUTI MINIMI AD INARCASSA- CASSA PREVIDENZIALE ARCHITETTI E INGEGNERI
Gent.mo Sig. Onorevole Ministro Prof. Enrico Giovannini,
sono ormai mesi che cerchiamo di dialogare con il C.d.a. di Inarcassa ma visto che le nostre istanze non sono state fino ad ora ascoltate, nonostante una petizione firmata da oltre 3.500 professionisti “No all’aumento dei contributi minimi Inarcassa a 3000 euro”, ci troviamo nostro malgrado a rivolgerci a Lei per una questione di giustizia , buonsenso ed equità sociale.
Il problema è il seguente:la recente riforma previdenziale Inarcassa (Cassa Nazionale di Previdenza ed Assistenza per gli Ingegneri ed Architetti Liberi Professionisti) – approvata da parte del Ministero delle Politiche Sociali il 19 novembre 2012 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n°285 del 06 dicembre 2012 -modifica il sistema da retributivo a contributivo e, a partire dal 2013, prevede un aumento consistente della quota minima del contributo previdenziale da versare in due rate, entro il 31 luglio 2013 ed il 30 settembre 2013.
Tali contributi minimi l’anno scorso erano di €2.105,00
mentre quest’anno sono di € 2.910,00
ovvero € 805,00 euro in più,
ricordando che la quota è da versare obbligatoriamente anche a fatturato zero.
Inarcassa ha attuato le seguenti pseudo “agevolazioni”:
posticipare il pagamento della prima rata dal 30 giugno al 31 luglio
Rateizzazione straordinaria dei contributi minimi 2013 con pagamento in 36 mesi con un Tasso di interesse annuo del 4,5% (interesse che si commenta da sé).

Come altre categorie di lavoratori anche noi siamo colpiti duramente dalla crisi economica, abbiamo subito un calo notevole del lavoro e del fatturato, il settore delle costruzioni è in grave sofferenza ,il mercato immobiliare è fermo e ogni giorno in tutta Italia chiudono studi professionali, compresi i più affermati, e il problema colpisce tutti i professionisti a prescindere dall’età.
Siamo cittadini italiani che desiderano contribuire alla ricostruzione del nostro paese proprio per formazione e vocazione insita alla nostra professione intellettuale, ma non può esserci richiesto un sacrificio che, sommandosi agli altri che già stiamo sostenendo, diventa eccessivo e finisce per soffocare la nostra attività e la nostra stessa esistenza
CHIEDIAMO PERTANTO
DI SOSPENDERE IMMEDIATAMENTE TALE AUMENTO E RIPRISTINARE I MINIMI CONTRIBUTIVI DEL 2012 IN ATTESA DI UN MIGLIORAMENTO DEL CONTESTO ECONOMICO E LAVORATIVO
Roma …………….

Cordiali saluti
Architetto ………………..
n……….. O.A.P.P.C. della Provincia di …………….”

Inarcassa: ecco i delegati firmatari della Riforma e dell’aumento dei minimi

L’Ordine degli Ingegneri di Trento pubblica sul proprio sito la lettera inviata dai delegati Inarcassa ai Consigli degli Ordini degli Ingegneri e degli Architetti PPC d’Italia. Vale la pena leggere la comunicazione per almeno un paio di buoni motivi:

dopo mesi, gli ingegneri e gli architetti potranno conoscere i nomi di coloro che hanno firmato a favore della Riforma e degli aumenti dei minimi, potranno sapere se i delegati della propria provincia, che in teoria li rappresentano,hanno appoggiato o meno una Riforma definita da più parti, e persino da buona parte degli stessi delegati, iniqua . E’ bene ricordare che su 228 delegati nazionali, hanno votato in 195 e solo 105 di questi si sono espressi a favore della Riforma. Alla luce di questi numeri, è ancora più grave la diffida fatta pervenire dalla Muratorio ai delegati non allineati, che ritengono invece doveroso fare opposizione e controinformazione.

La comunicazione, per  la superficialità e  la sommarietà degli argomenti apposti a difesa della Riforma – che per contenuti nulla aggiunge a quanto già noto – rafforza  la generale convinzione che questa poteva contenere misure e provvedimenti meno gravosi e con maggiori tutele per gli architetti e gli ingegneri più giovani. A titolo di esempio, per quanto riguarda le simulazioni, i delegati firmatari affermano in modo incredibilmente vago che “Si tratta di una simulazione che si basa sui valori più affidabili ad oggi disponibili “ ma non viene specificato quale autorevole istituto (a parte la universale fonte ISTAT) abbia elaborato le simulazioni, quali i criteri e i parametri adottati. A futura memoria, si consiglia agli iscritti di fare una stampa della schermata delle simulazioni Inarcassa, qualora queste non risultassero veritiere, ci si potrà sempre riservare di ricorrere alle autorità competenti.

http://www.ordineingegneritn.it/fileadmin/documenti/informativa/INFORMATIVA_216/Lavoro_e_previdenza.pdf

MEL BROOKS HIGH ANXIETY

Il Fatto Quotidiano:la presidente Inarcassa nel cda di Enel Green Power. Lo sapevate?

tratto da Il Fatto Quotidiano . Vai all’articolo completo di Eleonora Carrano

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/30/la-presidente-inarcassa-nel-cda-di-enel-green-power-lo-sapevate/610922/

(..) la notizia ultima che interessa architetti e ingegneri è che il Presidente Inarcassa da oggi può contare anche su una remunerazione pari a 50.000€ annui lordi (piu’ il rimborso spese) di consigliere del Gruppo Enel, che si sommano a 150.000€ di compenso da Presidente (al netto dei rimborsi spese e delle spese di rappresentanza).Infatti, Paola Muratorio, lo scorso aprile è entrata a far parte del consiglio di amministrazione della società del Gruppo Enel, (..)

(…) Il motivo per cui Muratorio non abbia ritenuto di riferire sugli atti reputati opportuni per l’attuazione ed il raggiungimento dell’oggetto sociale che l’hanno portata all’interno del consiglio di amministrazione rimangono ancora avvolti nel mistero. E’ superfluo ricordare che gli iscritti hanno il diritto (e il dovere) di conoscere in quale modo viene investito il loro patrimonio. Diversamente, come potrebbero seguire e valutare l’operato del Consiglio e dei loro delegati, riconfermando o meno la fiducia accordatagli?

Inarcassa, una riforma non sostenibile

Teatro Comunale di Vicenza, I° Marzo 2013: “Enrico, ricordati che fuori dal Comitato dei Delegati tu sei nessuno!” con questa frase espressa verso di me dal Vice Presidente si avvia alla conclusione l’assemblea con gli Iscritti indetta da Inarcassa (Cassa di Previdenza degli Ingegneri ed Architetti) indetta per illustrare la riforma previdenziale appena varata.
Pertanto ti avverto sin d’ora, caro lettore, che le domande che mi sono posto non hanno nessun significato e peggio, le risposte che mi sono dato non hanno nessun valore. Preciso anche che le mie riflessioni non generano nessuna “aspettativa nei confronti di Inarcassa”.

Che la riforma riduca le pensioni è intuibile da tutti, ma io mi chiedo:quanto verrà ridotta la pensione?
La risposta è un drammatico taglio delle pensioni, allorquando la riforma sarà a regime, cioè per tutti coloro che si iscrivono dal I° gennaio 2013, di oltre il 50% rispetto alle attuali.

La riforma è sostenibile … per gli Iscritti?
In sintesi per un fondo pensione la sostenibilità si basa sulla capacità di gestire con efficienza il patrimonio versato dagli iscritti. Per gli iscritti la sostenibilità è invece un concetto più complesso perché si associa all’equità, alla dignità, in definitiva alla stabilità nel lungo periodo in termini sociali. Se gli iscritti pagano i contributi, li tengono vincolati per trent’anni e se li vedono restituire con un rendimento dell’1%, c’è il forte rischio che il sistema non sia più socialmente stabile nel lungo periodo. Infatti come reagiranno i giovani e i futuri iscritti,  quando si renderanno conto della pessima resa attribuita ai loro versamenti? Si chiederanno: perché mai mi devo iscrivere obbligatoriamente ad Inarcassa?

Ma a partire dal prossimo anno, non è l’1,5% il tasso minimo garantito con cui verranno capitalizzati i contributi versati e quindi restituiti come pensione?
E’ vero: l’1,5 % è il tasso minimo promesso. Però non tutti i contributi concorrono a generare la futura pensione. Il contributo soggettivo nella sua interezza sì, invece quello integrativo solo per una parte. In altri termini, al massimo il 77%  dei contributi raccolti, verrà impiegato per creare le future pensioni di tipo contributivo a ripartizione.

E la capacità gestionale dell’Ente?
Si azzera in partenza la ricerca di una gestione competitiva e meritocratica degli investimenti, l’unica premiante per le nostre pensioni. E visto che l’Europa non è una società  collettivistica chiusa, l’eventuale fuga dall’Italia, attraverso le società di ingegneria, dei migliori redditi dei Colleghi professionisti, causerà un ulteriore taglio delle pensioni, dovuta alla riduzione delle entrate contributive e quindi del patrimonio investibile.

E’ stato il ministro Elsa Fornero con l’imposizione della sostenibilità a 50 anni, ad obbligare Inarcassa a varare questa riforma “innovativa”?
La sostenibilità di un ente previdenziale non può mai essere misurata in anni. Ipotizziamo che un bilancio prospettico determini che  Inarcassa esaurisca ogni riserva patrimoniale fra 51 anni. A quella data,  permarrebbero ancora in vita almeno metà degli attuali iscritti o i loro superstiti. Che senso avrebbe, per questa moltitudine di professionisti, continuare a rimanere, oggi, associati? Il ministro ha imposto non tanto un nuovo sistema previdenziale bensì uno stress test, una verifica di robustezza. Gli stress test, come quando li hanno imposti alle banche, servono a prevenire i collassi del sistema. Gli stress test devono essere superabili, altrimenti anziché consolidare il sistema, ottengono l’effetto opposto di quello che intendevano prevenire e cioè il collasso del sistema: la corsa agli sportelli (per le banche) e il rifiuto a pagare i contributi (per gli Enti di previdenza).  Con la riforma del 2008, cioè appena quattro anni fa, Inarcassa aveva aumentato – più del 50% – gli oneri previdenziali. Lo stress test sarebbe stato facilmente superato riducendo qualche dissimmetria nelle prestazioni, ad esempio correlandole al progressivo aumento della longevità. Infatti la sopravvivenza, non solo dell’Iscritto ma dello stesso ente previdenziale privato di noi liberi professionisti,  non può prescindere  dall’adeguatezza dei ritorni pensionistici e dalla capacità di tenere sotto controllo il proprio debito.

Enrico Oriella – Ingegnere Delegato Inarcassa per la provincia di Vicenza.

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