Archivi per la categoria ‘Inarcassa’

Inarcassa – ora tocca a ciascuno di noi

16 Novembre 2014

Il 19 novembre 2014, alle ore 18.00 è la data ultima di presentazione delle candidature per le elezioni di delegati Inarcassa.

Link.

Da questa comunicazione di servizio occorre partire per capire perché non è più il tempo dell’ignavia.

Cari lettori, cari colleghi, cosa è successo negli ultimi 5 anni?

E’ stata varata una riforma “lacrime e sangue”, varata, con il compiacimento della dirigenza di Inarcassa, in un momento di grande crisi strutturale di questo paese e, in particolare, della nostra professione.

Quale è stato il risultato immediato di questa riforma?

Che ora si è costretti a pagare un minimo elevatissimo di contributo personale annuo (circa 3000 euro), qualsiasi sia il reddito (salvo la deroga ma state attenti alle trappole!). In compenso sono state inserite molte, molte barriere all’accesso ad una pensione degna per tutti coloro che hanno basso reddito.

Chi ci ha rimesso di più in questa riforma? Verrebbe da dire tutti, ma principalmente i giovani, che vivono nel precariato, che hanno bassi redditi e che quindi sono costretti a pagare un contributo fisso (come i più anziani) ma che hanno grosse probabilità che questo loro sacrificio non sia calcolato adeguatamente ai fini della pensione.

Contemporaneamente, l’unico lascito delle generazioni precedenti, il patrimonio immobiliare, è stato, con un colpo di mano, tolto alla gestione diretta della cassa e dato ad un fondo immobiliare, dove sono presenti alcuni tra i grandi speculatori italiani.
Il nostro patrimonio perciò non è più sotto il controllo degli iscritti (attraverso i loro delegati) e probabilmente non ci ritornerà più.

Di chi è la colpa: nostra.

Principalmente della nostra ignavia, che non ci fa lasciare il nostro comodo, misero (perché gli architetti sono poveri ormai), angolino ereditato dalla nostra famiglia.

Siamo responsabili perché non ci informiamo su quanto accadrà nel nostro futuro.

Siamo responsabili perché non troviamo il tempo per andare a votare un delegato Inarcassa presso il notaio dove è istituito il seggio o per non avere il tempo di inviare una raccomandata con il nostro voto.

E’ anche colpa nostra quando non ci informiamo e non ci mettiamo personalmente in gioco, chiedendo spiegazioni ai nostri delegati o nella circostanza delle elezioni, presentandoci come candidati delegati.

Alle passate elezioni realtà come le grandi città, Roma in particolare, hanno faticato terribilmente ad arrivare al quorum minimo per esprimere un delegato.

Perché – si intende – questo sistema elettorale favorisce le piccole realtà dove bastano poche telefonate a pochi iscritti per raggiungere il quorum necessario e al contrario sfavorisce i grandi centri urbani dove i professionisti fanno la fame vera.
Una rappresentanza di persone motivate, competenti, critiche, possibilmente giovani (ora la maggioranza dei delegati sono pensionati), sfavorirebbe il potere di questo “cerchio magico” di potere che si è creato all’interno della nostra cassa e che la sta portando all’autodistruzione, a cominciare dalla tanto decantata sostenibilità a 50 anni.

E’ arabo parlare della pensione? E’ noioso? Non mi interessa? Accadrà-fra-trent’anni-e-per-ora sono giovane-e-me-la-godo?

Fate. Lasciate spazio agli altri. L’Inarcassa è tale e quale al nostro paese, che sta affondando per colpa della nostra ignavia.

Auguri, caro colleghi, elettori di Inarcassa.

Se invece intendete fare qualcosa sappiate che:

  1. Potete candidarvi entro il 19/11/2014, via PEC, con i moduli scaricabili dal sito di Inarcassa, al seguente indirizzo: elezioni@pec.inarcassa.org
  2. Amate l’Architettura si adopererà per dare informazioni sui candidati alle elezioni e sui loro programmi. Perciò daremo spazio a tutti coloro che vogliano rendere noto ai nostri lettori il proprio programma elettorale, basta chiedercelo.
  3. A Roma, il 20 novembre 2014, presso la sede dell’Ordine degli Architetti di Roma, piazza Manfredo Fanti 47, si terrà un incontro congiunto dell’Ordine degli Ingegneri e dell’Ordine degli Architetti d’Italia, nel quale verranno trattati i temi di Inarcassa in vista delle prossime elezioni.

E’ ora di mandare a casa la Muratorio – firma anche tu

16 Febbraio 2014

Negli ultimi anni si sono moltiplicate le manifestazioni di insofferenza verso la presidente di Inarcassa Paola Muratorio.

L’accelerazione delle manifestazioni di insofferenza si è avuta da quando è stata varata la famigerata riforma Inarcassa del 2012, la peggiore e più iniqua riforma che si potesse concepire, nella quale i maggiori sforzi vengono chiesti ai contribuenti più deboli.

Da un sistema ad aliquota variabile in cui chi pagava di più versava di più siamo passati ad un’aliquota unica uguale per tutti. A questo si è aggiunto un aumento netto del 44% del contributo minimo che mette in ginocchio tutta la categoria e produce un ribaltamento di pressione contributiva per cui, chi contribuisce meno, ha una pressione in termini di percentuali molto più alta di chi contribuisce di più. Se per esempio si fattura un utile di 10’000 € , soglia molto spesso neanche raggiunta da molti professionisti, si versano comunque 2.275,00€ che si traduce in una pressione previdenziale di quasi il 23% 9 punti percentuale in più di chi fattura 100’000€ ….

La stessa riforma ha portato il contributo minimo da € 1.600 a €3.000 annui, anche in assenza di reddito.

Quando Inarcassa scrive sul suo sito:””Grazie ad un sistema innovativo e all’avanguardia raggiungiamo una sostenibilità strutturale, ossia un equilibrio permanente tra entrate contributive e uscite previdenziali, a garanzia di tutti gli iscritti, che va ben oltre i 50 anni richiesti dal Decreto ‘Salva Italia’.” Viene da chiedersi, ma non c’era il margine per fare una riforma più equa e sostenibile?

link al sito Inarcassa

E’ palese che la scelta politica di Inarcassa che ha guidato questa riforma è stata di scoraggiare i piccoli contribuenti invitandoli a cancellarsi. E proprio questo sta accadendo, silenziosamente, un mare di esodati privati del diritto al lavoro stanno cancellandosi da Inarcassa. E’ questa la soluzione per rimettere a posto il bilancio?

E ancora: perché non si è cercato di mettere a maggior frutto il patrimonio immobiliare che attualmente ha una resa ai limiti del ridicolo invece di fare operazioni finanziarie in borsa che hanno prodotto perdite per quasi 300 milioni di euro solo nel 2009?

(fonte sole 24ore: Link al sito del Sole 24Ore)

A queste considerazioni, che i lettori più attenti già conoscono, se ne stanno aggiungendo di nuove, legate alle tante, troppe, cariche che la Muratorio sta assumendo: ella infatti, oltre ad essere, come già detto, la presidente di Inarcassa (€150.000 annui al netto di rimborsi e spese di rappresentanza) da 15 anni (in Inarcassa è invece da soli 40 anni), dall’aprile 2013 è consigliere del gruppo ENEL (€ 50.000 lordi annui) dal 20 dicembre 2013 è anche presidente di Enel Gas nel CDA di Enel Green Power.

Queste cariche multiple che la Muratorio ha assunto hanno portato la sua gestione di Inarcassa ad un punto per il quale sorgono spontanee alcune domande:

  • se, leggendo la ripartizione del patrimonio Inarcassa, ci sono all’interno di esso diverse voci di azioni ENEL e la Muratorio fa parte di ENEL, non c’è conflitto di interessi? Come facciamo noi iscritti a sapere che ella fa gli interessi nostri anziché quelli di ENEL?
    Link al sito Inarcassa

  • se una delle principali affiliate di ENEL Green Power vende migliaia di certificazioni su Groupon a 34€, devastando così un mercato che è attualmente una risorsa per moltissimi piccoli professionisti, e la Muratorio ricopre una carica altissima in ENEL Green Power ma non utilizza il suo potere per influire su queste scelte, non c’è conflitto di interessi?

Tutto quanto abbiamo descritto è assolutamente legale, ma eticamente inaccettabile.

E’ per questo che noi, sentiamo il dovere di sostenere la raccolta di firme di richiesta di dimissioni di Paola Muratorio lanciata, meritoriamente, da Gianluigi D’Angelo, architetto di Pescara.

Link alla petizione

Esiti delle Elezioni per il rinnovo del Consiglio dell’Ordine

pubblichiamo i risultati delle Elezioni per il rinnovo del Consiglio dell’Ordine
quadriennio 2013-2017

Si sono concluse le votazioni per il rinnovo del Consiglio dell’Ordine degli Architetti P.P.C. di Roma e provincia per il quadriennio 2013-2017- Questo è l’esito della votazione.
– numero dei partecipanti alla terza votazione 3933
– numero dei voti validi 3905 – schede non valide 28

Sono risultati eletti al Consiglio dell’Ordine di Roma
11 architetti dei precedenti consiglieri uscenti. E’ un risultato reazionario, ma
Amate il Cambiamento si conferma la 3° lista più votata e porta a casa un buon risultato politico e di visilità ,sebbene non abbia propri candidati eletti nel  consiglio.
Vince per 11 a 4 la lista NEXT/ARCH

architetto ARTURO LIVIO SACCHI voti 1458
architetto ANDREA BRUSCHI voti 1340 (DIRITTO)
architetto PATRIZIA COLLETTA voti 1331
architetto ALFONSO GIANCOTTI voti 1328 (DIRITTO)
architetto ELIANA CANGELLI voti 1325
architetto ALESSANDRO RIDOLFI voti 1321
architetto PAOLA RICCIARDI voti 1313
architetto iunior LUISA MUTTI voti 1312
architetto VIRGINIA ROSSINI voti 1291
architetto GIOVANNI ASCARELLI voti 1281
architetto ORAZIO CAMPO voti 1275 (DIRITTO)
architetto FABRIZIO PISTOLESI voti 1274
architetto ALDO OLIVO voti 1272 (DIRITTO)
architetto DANIELA PROIETTI voti 1271
architetto GIORGIO M. TAMBURINI voti 1270

DIRITTO ALL’ARCHITETTURA
architetto MONICA ANGELA GRAZIA SCANU (NEXT) voti 1270
architetto LORETTA ALLEGRINI voti 1267
architetto SIMONE OMBUEN voti 1267 (NEXT)
architetto FRANCESCO OROFINO voti 1258
architetto MAURIZIO DE MARCHIS voti 1249
architetto ANTONIO LUIGI STELLA RICHTER voti 1249 (NEXT)
architetto VALERIO PALMIERI voti 1248
architetto LOREDANA CAVALIERI voti 1237
architetto PAOLINA LA FRANCA voti 1215
architetto ALESSANDRO CARDELLINI voti 1211
architetto iunior ANTONINO ARANCIO voti 1210
architetto GIANLUCA VALLE voti 1197
architetto CHRISTIAN ROCCHI voti 1174 (NEXT)
architetto ALESSANDRO PANCI voti 1151
architetto MARCO ROCCHI voti 1147

AMATE IL CAMBIAMENTO
architetto ELEONORA CARRANO voti 481
architetto MASSIMO CARDONE voti 428
architetto P. P.BALBO DI VINADIO voti 407
architetto CARLA CORRADO voti 398
architetto MARTINA GARATTONI voti 397
architetto FRANCO TEGOLINI voti 395
architetto ANDREA STIPA voti 392
architetto MARGHERITA SOLDO voti 381
architetto ROSA SINISI voti 374
architetto DANIELE GIORGI voti 363
architetto GIORGIO MIRABELLI voti 360
architetto ROSA CUPPONE voti 352
architetto SANDRO BERARDI voti 346
architetto M.G.SANTORO voti 346
architetto iunior C. M. SAVELLI voti 328

ARCHITETTURA IN ORDINE, ORDINE SPARSO, O.R.A.; ANONIMA ARCHITETTI e altri:
architetto ANDREA IACOVELLI voti 176
architetto ANTONIETTA GABRIELLA CRISTOFALO voti 175
architetto ROBERTO DI PAOLA voti 166
architetto GIORGIO PALA voti 163
architetto LAURA SCRIMIERI voti 161
architetto GIAMPIERO LILLI voti 159
architetto SERGIO ANZIVINO voti 143
architetto STEFANO MAVILIO voti 143
architetto MASSIMILIANO COCCIA voti 138
architetto PAOLA SALERA voti 132
architetto FRANCESCA BRUNETTI voti 130
architetto MASSIMO FAMIGLINI voti 129
architetto ANTONELLA CANDELORI voti 122
architetto ELENA CIOTTI voti 121
architetto VIERI BANDINELLI voti 118
architetto SIRO CINTI voti 94
architetto CRISTINA MORASCHINI voti 88
architetto PAOLO BARBATO voti 81
architetto ONORINA detta NORI GALLUCCI voti 78
architetto FABRIZIO DA COL voti 73
architetto LUCA LOZZI voti 72
architetto MAURIZIO ROSATI voti 72
architetto MICHELE NICOLA RUGGIERO voti 72
architetto MARCO DE CARO voti 71
architetto ALBERTO MANCINI voti 69
architetto VINCENZO DANIELE voti 68
architetto VALERIO CAMPI voti 64
architetto FABIO LA FERRARA voti 64
architetto MIRKO MERLETTI voti 43
architetto ANDREA VILLANI voti 42
architetto ARCANGELO DI CESARE voti 41
architetto ENRICO CALCARA voti 40
architetto GIANFRANCO VOLPICELLI voti 38
architetto SAVERIO SILLI voti 24
architetto CINZIA CROCE voti 22
architetto LAURA CALCAGNINI voti 18
architetto FRANCESCO CIANFRIGLIA voti 18
architetto iunior VALENTINA FERLIN voti 18
architetto ENRICO PUCCI voti 18
architetto MAURIZIO TROTTA voti 16
architetto MARIA PATRIZIA GUACCI voti 15
architetto TOMAS MANCIN voti 15
architetto VALERIA IORIO voti 13
architetto PATRIZIA BERARDI voti 12
architetto SERGIO BERNARDINI voti 12
architetto MAURO SCHIAVONE voti 11
architetto MASSIMO GUIDARELLI MATTIOLI voti 10
architetto DANIELE MARIA CELESTINO voti 9
architetto MAURO FILIPPI voti 8
architetto ROBERTO MORGANTE voti 8
architetto iunior CALOGERO LO CASTRO voti 7
architetto EMILIANO SANTORO voti 7
architetto iunior SIMONE FIORINI voti 6
architetto MASSIMILIANO MINARELLI voti 6
architetto MAURIZIO SIGARI voti 6
architetto GIORGIO DI ROBERTO voti 5
architetto FEDERICO ELISEO voti 3
architetto VINCENZO IANNARILLI voti 2
architetto ROBERTO DEL MONTE voti 0

Eleonora Carrano sulla Rappresentanza degli Architetti, perchè è urgente CAMBIARE

19 Settembre 2013

Le considerazioni di Eleonora Carrano, capolista di “Amate il Cambiamento”, sulla rappresentanza degli architetti, mettono in evidenza le reali responsabilita’ degli Ordini che nessun manifesto elettorale dell’ultima ora,  improntato a un demagogico trasformismo di facciata che invoca una trasparenza e un partecipazione mai consentite agli iscritti in questi anni di amministrazione dell’Ordine di Roma, potrà nascondere.  Riteniamo urgente una rigenerazione radicale dell’intero Consiglio, per poter cambiare davvero e avere  finalmente una rappresentanza disinteressata che si faccia portatrice delle reali necessità degli architetti.

Una delle cause dell’attuale debolezza della figura professionale dell’architetto risiede nell’ambiguità e nella crisi della sua rappresentanza. Si stenta a capire come sia possibile, nell’infinita gemmazione di organismi regionali – Cup, Consulte e Federazioni, Cna, Ordini provinciali e Fondazioni private, sigle sindacali, associazioni più o meno libere e organizzate – che le necessità e le emergenze di questa categoria rimangano pressoché inascoltate.

L’inesistenza di una adeguata rappresentanza si spiega con la clamorosa e paradossale contraddizione in termini, che vede il Cna e gli Ordini Provinciali (privi di potere sindacale) dialogare con i governi, ed incidere – con decisioni calate dall’alto – sulla vita professionale dell’architetto, senza che quest’ultimo sia neppure consultato e abbia diritto di parola.

Infatti, come noto, l’Ordine provinciale è un ente di diritto pubblico posto sotto la vigilanza del ministero della Giustizia. Esso svolge il ruolo di magistratura di terzo grado, avente il fine di garantire la qualità delle attività svolte dai professionisti, con il compito di tenere aggiornato l’albo e il codice deontologico, tutelando la professionalità della categoria. Il Cna invece, è un organismo istituito presso il Ministero della Giustizia con la Legge n. 1395/23, che non dovrebbe svolgere altro che funzioni di seconda magistratura con riferimento alla deontologia, e del quale non si capisce la ragione di esistere, neppure scorrendo il profilo informativo del sito ufficiale, dove si legge, come unico e incerto indizio, che “assume delle determinazioni al fine di fornire il proprio parere e la propria interpretazione in merito a provvedimenti e leggi concernenti l’esercizio della professione”.

Ricapitolando: gli Ordini provinciali , (ben 105 distribuiti su tutto il territorio nazionale) – che dopo il DPR 137/2012 possono tenere esclusivamente l’albo e organizzare la formazione continua, assieme al Cna organismo (ricordiamolo) con sole funzioni di seconda magistratura – dialogano (!) con i governi e decidono su questioni strategiche, quali l’eliminazione delle tariffe minime, la formazione obbligatoria continua, l’adesione al Codice degli appalti e sull’appalto integrato, il sistema delle gare di progettazione e la legge della qualità dell’architettura.

Non deve stupire allora, che esista un concreto e urgente problema della rappresentanza degli architetti in presenza di un tale sistema perverso, controverso e contrario ad ogni criterio di trasparenza: è conclamato che le difficoltà che si trovano ad affrontare oggi gli architetti siano originate proprio dal Cna e dagli Ordini provinciali; o meglio, dallo sconfinamento delle loro reali funzioni istituzionali, nel momento in cui dialogano con i governi, senza – dobbiamo supporre, considerati i i risultati – le dovute, necessarie competenze, capacità critiche, deleghe di rappresentanza. E senza nemmeno la capacità (o la volontà?) di rendicontare in modo trasparente quanto comunque determinato.

In questo limbo di pertinenze, gli architetti rimangono sospesi senza diritti, senza tutele e senza voce. Non possono e non sanno a chi rivolgersi: tartassati dalla recente e iniqua riforma Inarcassa, che non ha trovato opposizione reale tra chi, pur interloquendo in rappresentanza con i governi (senza essere sindacato), sta decidendo comunque della vita professionale di 150.000 architetti senza interpellarli.

Come se non bastasse, ad alimentare la confusione e ad aumentare le spese degli iscritti – oltre all’inutile e oneroso pachiderma Cna – ci hanno pensato i Consiglieri e Presidenti dei maggiori Ordini provinciali di turno, che, per assecondare le proprie ambizioni, (chi più, chi meno in buona fede) hanno dato corso, negli anni, ad una progressiva quanto inesorabile metamorfosi degli Ordini, che li ha portati a distanze siderali dalla loro vocazione originaria e dalle disposizioni. Come nella riproduzione agamica degli organismi unicellulari, gli Ordini hanno triplicato le loro spese distribuendo a piene mani deleghe, consulenze e funzioni: si sono dotati di società private, canali televisivi, librerie di architettura, case editrici e persino di associazioni ludiche e squadre di calcio; da ultimo, delle Fondazioni private, nell’insensata rincorsa alla Formazione obbligatoria a pagamento. Il tutto rigorosamente con le quote degli iscritti e contro ogni prescrizione di legge; risulta francamente difficile capire come tutto questo proliferare di discutibili iniziative possa aver giovato alla professione, visti gli esiti, di cui peraltro paghiamo le conseguenze.

Quanti ancora individuano nel potenziamento delle funzioni degli Ordini provinciali la soluzione del problema della rappresentanza degli architetti, non possono che arrendersi all’evidenza: essi sono l’incarnazione di un pasticciaccio tutto italiano che trasuda furbizia, provincialismo e corporativismo da ogni singola propaggine; sono l’espressione più fedele e radicata delle pastoie che frenano il sistema Italia.(…)

Eleonora Carrano

vai al post integrale: http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/16/chi-rappresenta-architetti/563946/

tre-punti-con-testo-_elezioni-ordine-roma-20131

Amate l’Architettura chiede le dimissioni del Presidente del CNAPPC Leopoldo Freyrie

1 Settembre 2013

Eleonora Carrano sul blog de “Il Fatto Quotidiano” mette in evidenza come, il presidente del CNAPPC Leopoldo Freyrie, non sia stato in grado di sedersi a un tavolo politico per trattare con il Governo nell’interesse degli architetti

Amate l’Architettura ha  aperto la  sottoscrizione

CHIEDIAMO LE DIMISSIONI DEL PRESIDENTE DEL CNAPPC

ti invitiamo a firmare e a diffondere

da Il Fatto Quotidiano (..) Con la recente riforma delle Professioni, le Istituzioni e il Governo hanno imposto di adeguarsi  alle regole europee, ma non hanno messo mano alla legislazione per le relative competenze, definendone gli ambiti di pertinenza. Architetti e ingegneri coartati alla competizione con geometri, agronomi, periti edili, privati del riferimento dei minimi tariffari da una liberalizzazione insensata (la Germania li ha mantenuti), piegati da un provvedimento che,  in piena crisi economica e con ridotte opportunità lavorative, obbliga alla formazione continua a proprie spese, all’assicurazione e, a breve, anche al pos negli studi.

(…) All’indomani dell’approvazione del Consiglio dei Ministri al dpr per la riforma delle Professioni, un entusiasta Leopoldo Freyrie, presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori si affrettava a dichiarare, parlando  a nome degli architetti tutti: “Il Dpr approvato dal Consiglio dei Ministri – se confermato – dà attuazione ad una Riforma sostanzialmente utile“. E mentre gli agrotecnici facevano ricorso al TAR contro la riforma, un arrendevole il Cnappc ribadiva: “Gli architetti italiani sono a fianco del governo contro l’iniziativa degli agrotecnici (…). Gli architetti italiani, infatti, considerano l’iniziativa sbagliata nella sostanza e nel metodo: nella sostanza perché il DPR di Riforma delle Professioni è un testo equilibrato ed utile, che ha tenuto conto delle realtà professionali italiane. Dichiarazioni che ovviamente non hanno trovato smentita tra gli Ordini provinciali.  E’ un vero peccato che il presidente Freyrie neppure abbia tentato una negoziazione; è un peccato che si sia fatto sfuggire l’opportunità politica che gli si presentava: quella di puntare i pugni sul tavolo. Per chiedere al governo che all’adeguamento delle regole europee rispondesse quello delle competenze professionali, definendo, una volta per tutte (pena un ostruzionismo dilatorio e  senza quartiere) quelle per la progettazione; e, portandoci – finalmente – in Europa.(..) Il presidente del Cnappc probabilmente non rappresenta  gli architetti, così come questi Ordini altro non rappresentano che se stessi.(..)Non c’è rivista di settore che quotidianamente non dia conto dello stato di prostrazione e frustrazione dei professionisti. I social network debordano di rabbia e tracimano indignazione; ma tutto rimane intrappolato in un ventre molle incapace di organizzarsi, anche solo per chiedere con forza, al proprio Ordine, le dimissioni anticipate dei vertici di chi non ha saputo valutare le reali forze e risorse dei professionisti che deve rappresentare. Qualcuno doveva pur cominciare…

Eleonora Carrano per  Il Fatto Quotidiano vai al testo integrale  “Professioni, le regole europee? Solo un balzello”

firma la petizione di Amate l’Architettura

foto21



Sospendere immediatamente l’aumento dei contributi minimi – una petizione

Sta girando in rete questo testo da inviare al ministro competente. Chi volesse aderire non deve fare altro che copiare il testo e inviarlo tramite PEC (o raccomandata).

“Al Sig. Onorevole Prof. Enrico Giovannini Ministro Lavoro e Politiche sociali

Via Veneto, 56 – 00187 Roma
Tel. 06 48161636-7
Fax 06 4821207
segreteriaministrogiovannini@lavoro.gov.it

E p.c. al Presidente del Consiglio dei Ministri Enrico Letta
E al Vice Presidente del Consiglio dei Ministri Angelino Alfano
Palazzo_Chigi @Palazzo_Chigi .it

OGGETTO:RICHIESTA URGENTE DI SOSPENSIONE DELL’AUMENTO DEI CONTRIBUTI MINIMI AD INARCASSA- CASSA PREVIDENZIALE ARCHITETTI E INGEGNERI
Gent.mo Sig. Onorevole Ministro Prof. Enrico Giovannini,
sono ormai mesi che cerchiamo di dialogare con il C.d.a. di Inarcassa ma visto che le nostre istanze non sono state fino ad ora ascoltate, nonostante una petizione firmata da oltre 3.500 professionisti “No all’aumento dei contributi minimi Inarcassa a 3000 euro”, ci troviamo nostro malgrado a rivolgerci a Lei per una questione di giustizia , buonsenso ed equità sociale.
Il problema è il seguente:la recente riforma previdenziale Inarcassa (Cassa Nazionale di Previdenza ed Assistenza per gli Ingegneri ed Architetti Liberi Professionisti) – approvata da parte del Ministero delle Politiche Sociali il 19 novembre 2012 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n°285 del 06 dicembre 2012 -modifica il sistema da retributivo a contributivo e, a partire dal 2013, prevede un aumento consistente della quota minima del contributo previdenziale da versare in due rate, entro il 31 luglio 2013 ed il 30 settembre 2013.
Tali contributi minimi l’anno scorso erano di €2.105,00
mentre quest’anno sono di € 2.910,00
ovvero € 805,00 euro in più,
ricordando che la quota è da versare obbligatoriamente anche a fatturato zero.
Inarcassa ha attuato le seguenti pseudo “agevolazioni”:
posticipare il pagamento della prima rata dal 30 giugno al 31 luglio
Rateizzazione straordinaria dei contributi minimi 2013 con pagamento in 36 mesi con un Tasso di interesse annuo del 4,5% (interesse che si commenta da sé).

Come altre categorie di lavoratori anche noi siamo colpiti duramente dalla crisi economica, abbiamo subito un calo notevole del lavoro e del fatturato, il settore delle costruzioni è in grave sofferenza ,il mercato immobiliare è fermo e ogni giorno in tutta Italia chiudono studi professionali, compresi i più affermati, e il problema colpisce tutti i professionisti a prescindere dall’età.
Siamo cittadini italiani che desiderano contribuire alla ricostruzione del nostro paese proprio per formazione e vocazione insita alla nostra professione intellettuale, ma non può esserci richiesto un sacrificio che, sommandosi agli altri che già stiamo sostenendo, diventa eccessivo e finisce per soffocare la nostra attività e la nostra stessa esistenza
CHIEDIAMO PERTANTO
DI SOSPENDERE IMMEDIATAMENTE TALE AUMENTO E RIPRISTINARE I MINIMI CONTRIBUTIVI DEL 2012 IN ATTESA DI UN MIGLIORAMENTO DEL CONTESTO ECONOMICO E LAVORATIVO
Roma …………….

Cordiali saluti
Architetto ………………..
n……….. O.A.P.P.C. della Provincia di …………….”

Inarcassa: ecco i delegati firmatari della Riforma e dell’aumento dei minimi

L’Ordine degli Ingegneri di Trento pubblica sul proprio sito la lettera inviata dai delegati Inarcassa ai Consigli degli Ordini degli Ingegneri e degli Architetti PPC d’Italia. Vale la pena leggere la comunicazione per almeno un paio di buoni motivi:

dopo mesi, gli ingegneri e gli architetti potranno conoscere i nomi di coloro che hanno firmato a favore della Riforma e degli aumenti dei minimi, potranno sapere se i delegati della propria provincia, che in teoria li rappresentano,hanno appoggiato o meno una Riforma definita da più parti, e persino da buona parte degli stessi delegati, iniqua . E’ bene ricordare che su 228 delegati nazionali, hanno votato in 195 e solo 105 di questi si sono espressi a favore della Riforma. Alla luce di questi numeri, è ancora più grave la diffida fatta pervenire dalla Muratorio ai delegati non allineati, che ritengono invece doveroso fare opposizione e controinformazione.

La comunicazione, per  la superficialità e  la sommarietà degli argomenti apposti a difesa della Riforma – che per contenuti nulla aggiunge a quanto già noto – rafforza  la generale convinzione che questa poteva contenere misure e provvedimenti meno gravosi e con maggiori tutele per gli architetti e gli ingegneri più giovani. A titolo di esempio, per quanto riguarda le simulazioni, i delegati firmatari affermano in modo incredibilmente vago che “Si tratta di una simulazione che si basa sui valori più affidabili ad oggi disponibili “ ma non viene specificato quale autorevole istituto (a parte la universale fonte ISTAT) abbia elaborato le simulazioni, quali i criteri e i parametri adottati. A futura memoria, si consiglia agli iscritti di fare una stampa della schermata delle simulazioni Inarcassa, qualora queste non risultassero veritiere, ci si potrà sempre riservare di ricorrere alle autorità competenti.

http://www.ordineingegneritn.it/fileadmin/documenti/informativa/INFORMATIVA_216/Lavoro_e_previdenza.pdf

MEL BROOKS HIGH ANXIETY