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L’Ordine degli Architetti di Roma ha risposto alla nostra lettera ai Presidenti

Amate l’Architettura

Al Presidente
Architetto Antonio Marco Alcaro

Caro Marco,

ho letto con grande interesse la lettera che mi hai inviato ed ho apprezzato i contenuti del Manifesto del nuovo Movimento per l’Architettura Contemporaneaamate l’architettura”.

Condivido sostanzialmente la tua analisi sullo stato dell’architettura e della professione dell’Architetto in Italia oggi.

Alla tua domanda su “cosa fanno gli Ordini Professionali”  posso risponderti ricordando sinteticamente alcune delle azioni e delle tante battaglie dell’Ordine degli Architetti di Roma.

In questi anni ha spesso preso posizioni diverse dal nostro Consiglio Nazionale, pagando anche un prezzo per tale scelta. A Roma l’Ordine è impegnato prima di tutto in azioni di promozione dell’Architettura di Qualità perché riteniamo che sia un diritto dei cittadini poter vivere in contesti fisici che migliorino la qualità della vita.

Per l’Architettura, quindi, prima che per gli Architetti perché è sempre bene ricordare che gli Ordini Professionali non sono una struttura sindacale impegnata in rivendicazioni corporative ma sono un Ente Pubblico garante, con la comunità, della qualità del lavoro dei suoi iscritti. Sarebbe incredibile considerare un Ordine alle stregua di un Sindacato. Una forza sociale per la quale esiste l’obbligo di iscrizione esiste ed è esistita solo nei regimi totalitari.

A parte questa precisazione l’Ordine di Roma ha prima di tutto compiuto un’azione intensa per cambiare le regole. Sono infatti le regole, le normative, le leggi che regolano oggi in Italia i processi di trasformazione del territorio che spesso impediscono l’affermarsi dell’Architettura Contemporanea. Basti pensare al settore delle opere pubbliche ed alle storture procedurali del Codice degli Appalti.

Abbiamo chiesto per questo in modo ossessivo di cambiare il Codice, abbiamo contribuito a redigere nella scorsa legislatura il Disegno di Legge Zanda che ha proposto regole nuove per la progettazione, dalla tutela del progetto come opera di ingegno e processo unitario alla promozione vera (e non solo proclamata) dei Concorsi di Architettura, dal riconoscimento del diritto d’autore alla separazione di ruoli tra progettisti e imprese.

Abbiamo considerato Disegno di legge Bondi sulla qualità dell’architettura insufficiente e inefficace, incapace di incidere realmente sui processi che governano l’attività edilizia in Italia.

Abbiamo presentato emendamenti specifici a questo testo in modo da incidere profondamente sulle regole della progettazione a partire, ancora una volta, dalle opere pubbliche.

Abbiamo chiesto al Sindaco di Roma, al Presidente della Provincia ed al Presidente della Regione Lazio di aprire un tavolo per definire in modo certo ed inequivocabile quali sono le opere pubbliche per le quali è obbligatorio ricorrere ai concorsi di progettazione proponendo di porre fine all’assurda pratica delle gare in cui si valuta solo il fatturato, il numero di dipendenti di uno studio e lo sconto sulla parcella.

Abbiamo scritto al presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, Antonio Catricalà, chiedendo di ridiscutere regole e strumenti per la determinazione di un giusto compenso per gli architetti e per l’individuazione delle offerte anomale nella progettazione, predeterminando tabelle di sconti lecite ed  adeguate al tipo di prestazione richiesta.

Lo abbiamo fatto nella convinzione che il confronto competitivo, soprattutto in un settore come quello della progettazione, debba essere garantito prima di tutto sul piano della qualità e che oggi, nella progettazione di opere pubbliche, si assiste a distorsioni inaccettabili nella valutazione di giusti compensi da parte delle Pubbliche Amministrazioni.

Abbiamo avviato un’attività intensa per favorire i processi di internazionalizzazione degli architetti italiani, siglando accordi con Ordini degli Architetti, con istituzioni pubbliche ecc. europee ed extra europee per favorire l’inserimento di professionisti italiani anche in altri mercati.

Abbiamo ancora, e non è assolutamente un aspetto da trascurare, proseguito un’attività culturale di promozione dell’architettura contemporanea attraverso mostre, convegni, dibattiti. Lo abbiamo fatto nella convinzione che proprio sul piano culturale ci sia un lavoro  importante da fare per far capire l’importanza dell’architettura contemporanea e ridare dignità al ruolo dell’architetto.

Potrei proseguire a lungo con l’elenco ma mi fermo qui. Il lavoro da fare è ancora estremamente ampio ma abbiamo l’energia, la convinzione e l’entusiasmo per continuare sulla strada intrapresa.

L’Ordine degli Architetti di Roma – per rispondere alla tua domanda – ha fatto, fa e farà perchè tutti coloro che ci lavorano, come Giò Ponti, amano l’Architettura.

Il Presidente
Architetto Amedeo Schiattarella

Lettera aperta ai presidenti degli Ordini degli Architetti

A tutti i Presidenti
degli Ordini degli Architetti di Italia

e p.c. al Presidente
del Consiglio Nazionale degli Architetti
Raffaele Sirica

Cari Presidenti

negli ultimi tempi, nel nostro paese, lo sport preferito dai mass media nazionali è quello di attaccare indiscriminatamente gli architetti. Ogni opera di Architettura contemporanea, (dalla nuova sede Bocconi di Milano, al ponte di Calatrava sul Canal Grande a Venezia, dalle torri di Piano e Fuksas a Torino, all’Ara Pacis di Meier a Roma, etc…..), viene vista come una calamità che distrugge il nostro territorio, Celentano ha definito in televisione, in prima serata, gli architetti: “la più grande sciagura”.

Ci sono anche libri quali: “Contro l’Architettura” di Franco La Cecla, Bollati Boringhieri editore, (presentato al Tg 1 della domenica davanti a 6 milioni di telespettatori), che teorizzano che l’Architettura abbia esaurito la sua funzione. Gli architetti vengono descritti come: “artisti che si occupano di abbellimento formale, di decoro di cose carine, che svolgono il loro lavoro con incompetenza, superficialità ed esibizionismo”, si arriva alla conclusione che l’Architettura è socialmente inutile e addirittura estremamente dannosa.

Tutto ciò ha portato a creare nell’opinione pubblica un sentimento di avversione per qualsiasi opera di Architettura contemporanea, con la convinzione diffusa che oggi gli architetti non sono più validi come quelli di un tempo. Questo giudizio distorto porta a credere che le nostre città italiane, (Roma su tutte), devono rimanere così come sono, non devono essere “macchiate” dalla contemporaneità, al massimo, se si deve costruire, lo si deve fare in “stile” per non disturbare il contesto, il “nuovo” non si deve vedere.

Ovunque si parli di Architettura, lo si fa senza alcuna cognizione di causa, in assenza di contraddittorio e con un sentimento di avversione nei confronti degli architetti del tutto ingiustificato, in quanto riteniamo necessario e urgente ribattere e spiegare che tutto ciò che viene realizzato in Italia, soltanto per il 10%/15% è opera degli architetti, il resto lo fanno: i costruttori, le società di ingegneria, i geometri, gli ingegneri, (anche quelli appartenenti ai rami: idraulico, geotecnico, dei trasporti, strutturale….), e gli abusivi.

Questo continuo attacco all’Architettura contemporanea ha fatto dimenticare, nella coscienza comune, il ruolo dell’architetto nella società.

In tutto ciò, cosa fanno i nostri Ordini professionali?

Se un giorno, in televisione, qualcuno si azzardasse ad insultare categorie quali: farmacisti, notai, avvocati, magistrati, tassisti, piloti, spazzini, panettieri, bidelli etc., il giorno dopo i relativi organi di rappresentanza si solleverebbero con gran forza per tutelare la propria immagine, i giornali alzerebbero un polverone e probabilmente se ne occuperebbero Porta a Porta o Anno Zero.

I Presidenti degli Ordini degli Architetti sono rassegnati alla scomparsa della nostra professione?

Cosa fa in concreto il nostro Presidente Nazionale in difesa dell’Architettura?

Ha preso coscienza che la professione di architetto non ha più alcun ruolo nella società?

Può essere sufficiente una legge per l’Architettura fatta solo di buone intenzioni, che non modifica di una virgola le attuali normative italiane e che non cambierà in alcun modo la situazione attuale degli architetti e dell’Architettura in Italia?

Chiediamo delle risposte e ci auguriamo che i Presidenti degli Ordini accolgano questo nostro appello e dimostrino di ricoprire la carica per tutelare e promuovere la nostra categoria professionale.

Sappiate che il nostro Movimento si adopera per l’affermazione dell’Architettura contemporanea con ogni mezzo, contro la immutabile concezione arretrata e passatista che connota la nostra società e che ha decretato la mummificazione delle nostre città negando di fatto il naturale svolgersi della continuità storica.

Un primo passo potrebbe essere quello di acquistare una pagina su un quotidiano nazionale e fare un appello in difesa dell’Architettura, appello che potrebbe essere concluso da una frase emblematica di Giò Ponti:

“Amate l’architettura perché siete italiani,
o perché siete in Italia.
L’Italia l’han fatta metà Iddio e metà gli Architetti.
Iddio ha fatto pianure, colli, acque e cieli.
Ma i profili di cupole facciate cuspidi e torri e case, di quei colli e di quei piani, contro quei cieli, le case sulle rive che fanno leggiadre le acque dei laghi e de fiumi e dei golfi in scenari famosi
son cose create dagli Architetti.
A Venezia poi, Dio ha fatto solo acque e cielo, e senza intenzioni, e gli Architetti han fatto tutto”

(G.P., Amate l’Architettura, 1957)

a m a t e l’ a r c h i t e t t u r a
Movimento per l’Architettura Contemporanea

Roma 10 dicembre 2008

Lo statuto

M O V I M E N T O
per l’architettura contemporanea:

“Amate l’Architettura”

S T A T U T O

Articolo 1 - Denominazione e sede

E’ costituita, ai sensi degli articoli 36 e seguenti del Codice Civile, l’Associazione “amate l’architettura” Movimento per l’Architettura Contemporanea, (di seguito denominato Movimento), con sede in Via in Selci, 47   00184  Roma. Organizzazione non lucrativa di utilità sociale (ONLUS).

Il Movimento è apartitico e apolitico e si riconosce nel simbolo grafico sopra riportato, che si intende di sua esclusiva proprietà.

Articolo 2 - Finalità

Il Movimento, premesso che: l’Architettura è un’espressione della cultura e della storia che incide sulla qualità della vita e che la qualità delle costruzioni, l’inserimento nell’ambiente circostante, il rispetto del paesaggio urbano e naturale, sono di interesse pubblico e fanno parte della vita quotidiana dei cittadini e costituiscono il patrimonio di domani, si impegna a promuovere e sostenere l’Architettura contemporanea, nelle proprie politiche, azioni e programmi.
Ha come finalità:
la valorizzazione del ruolo dell’Architetto nella società;
la promozione di una legge per l’Architettura;
la ridefinizione delle competenze tra Architetti, Ingegneri, Geometri e periti tecnici;
il ripensamento della formazione Universitaria dell’Architetto;
la sensibilizzazione della politica ad un qualità diffusa dell’Architettura;
la sensibilizzazione dei costruttori al valore dell’Architettura e al rispetto del progetto;
la promozione attraverso i mass-media della comunicazione dell’Architettura;
la tutela del progetto come opera dell’ingegno, dall’ideazione alla realizzazione;
la valorizzazione delle opere di Architettura moderna e contemporanea.

Il Movimento, potrà compiere, in modo non prevalente ed al solo fine di conseguire l’oggetto sociale, tutte le operazioni commerciali, finanziarie, mobiliari ed immobiliari necessarie od utili per il conseguimento dell’oggetto sociale.
Potrà, inoltre, sempre in modo non prevalente ed al solo fine di conseguire l’oggetto sociale, assumere interessenze quote e partecipazioni anche azionarie in altre società aventi oggetto analogo od affine al proprio.
Il tutto nel rispetto della L. n. 1 del 1991 e del D. Lg. n. 385 del 1993 o successive variazioni.

Il Movimento promuove collaborazioni e contributi da parte di Istituzioni, Università, Ordini Professionali, Enti Pubblici e privati e pone in essere convenzioni ed azioni coordinatrici con altre Associazioni, Enti o privati, che abbiano obiettivi, anche parziali, coerenti con quelli del Movimento.
Il Movimento ha la piena autonomia nonché la responsabilità patrimoniale, finanziaria e gestionale delle attività da essa esercitate, realizza le proprie iniziative con la partecipazione prioritaria dei propri soci, o con l’intervento di terzi, ed utilizza i proventi dell’attività del Movimento stesso o di quella dei soci nelle attività svolte nell’ambito degli scopi sociali.
Le prestazioni di soci o di terzi possono essere renumerate con equità.

Il Movimento non ha fini di lucro e non può avere vincoli diretti con movimenti politici. Può nondimeno aderire ad eventi ed organizzazioni con finalità analoghe o comunque armoniche con i propri scopi sociali.

Articolo 3 - Durata

La durata del Movimento è a tempo indeterminato. Soltanto l’Assemblea straordinaria, appositamente convocata su proposta del Consiglio Direttivo e con il voto favorevole di almeno due terzi dei soci presenti o rappresentati, può deliberarne lo scioglimento.

Articolo 4 - Soci

I soci del Movimento si distinguono in :

  1. Soci fondatori
  2. Soci effettivi
  3. Soci ordinari
  4. Soci onorari
  5. Soci sostenitori

Sono Soci fondatori coloro che hanno partecipato alla costituzione del Movimento; sono Soci effettivi coloro ai quali, per il contributo organizzativo o culturale dato, il Consiglio Direttivo attribuisca tale qualifica, rimangono in carica per tre anni.

Sono Soci ordinari tutti coloro che abbiano i requisiti di cui al successivo articolo 5.

Sono Soci onorari le persone fisiche invitate a far parte del Movimento da parte del Consiglio Direttivo per i loro particolari meriti professionali o scientifici.

Sono Soci sostenitori persone, Enti, Istituti, Società, Associazioni tecniche e scientifiche che, in sintonia con le finalità di cui all’articolo 2 abbiano giovato al Movimento corrispondendo la relativa quota associativa o attraverso la propria attività o con donazioni.

Articolo 5 - Ammissione dei Soci

L’ammissione di un nuovo socio è deliberata insindacabilmente dal Consiglio Direttivo. L’adesione al Movimento comporta la piena accettazione di tutti gli articoli del presente statuto sociale.

La qualità di socio si perde per esclusione, per recesso, ovvero per mancato versamento della quota annuale entro la  data stabilita.

L’esclusione è deliberata dal Consiglio Direttivo nei confronti del socio che danneggi materialmente e moralmente il Movimento

Il recesso è consentito a qualsiasi socio ed in qualsiasi momento.

Articolo 6 - Diritti dei soci

Tutti i soci hanno diritto a partecipare alle attività sociali del Movimento.

Ciascun socio è tenuto a versare annualmente una quota associativa nella misura fissata dal Consiglio Direttivo.

Articolo 7 - Patrimonio sociale e mezzi finanziari

Il Movimento trae i mezzi per finanziare la propria attività:

  1. dalle quote associative versate annualmente dagli associati;
  2. da donazioni, elargizioni, lasciti e contributi di persone, società, enti pubblici e privati nazionali e internazionali;
  3. dai proventi di iniziative attuate o promosse dal Movimento.

In caso di scioglimento del Movimento per qualunque causa il patrimonio dovrà essere devoluto ad altra Associazione con finalità analoghe o a fini di pubblica utilità, sentiti gli Organi di controllo competenti per legge e salvo diverse destinazioni imposte dalle vigenti normative.

Articolo 8 - Organi deliberativi ed esecutivi

Sono organi del Movimento:

  1. L’Assemblea dei Soci
  2. Il Consiglio Direttivo
  3. Il Presidente
  4. Il Segretario
  5. Il Tesoriere

Articolo 9 - Assemblea dei soci

L’Assemblea è costituita da tutti i soci del Movimento in regola con le quote associative anche per l’anno in cui si svolge l’Assemblea: questa deve riunirsi in via ordinaria almeno una volta l’anno e, in via straordinaria, ogni qualvolta questioni di particolare importanza lo richiedano.La convocazione è disposta dal Consiglio Direttivo di propria iniziativa o su richiesta scritta o motivata da parte di almeno un decimo dei membri effettivi.

Sono di competenza dell’Assemblea ordinaria:

  1. l’approvazione del bilancio preventivo e del programma di attività;
  2. l’approvazione del bilancio consuntivo, la destinazione dell’avanzo di gestione o la delibera per la copertura di eventuali disavanzi di gestione;
  3. la delibera su ogni altro argomento posto all’ordine del giorno.

L’Assemblea ordinaria si riunisce almeno una volta l’anno: entro il mese di aprile per l’approvazione del Bilancio consuntivo dell’anno precedente e per la destinazione degli avanzi di gestione o per deliberare in ordine alla copertura di eventuali disavanzi.

Sono di competenza dell’Assemblea straordinaria:

  1. le modifiche allo  Statuto;
  2. lo scioglimento del Movimento.

L’Assemblea è convocata dal Consiglio Direttivo mediante avviso cartaceo o elettronico da inviare ai soci e da pubblicare nell’albo della sede del Movimento almeno 10 giorni prima di quello fissato per l’adunanza.

Articolo10 - Validità dell’Assemblea

L’Assemblea ordinaria è valida, qualunque sia l’oggetto da trattare:

  1. in prima convocazione quando sia presente (fisicamente o per delega) la maggioranza dei soci: effettivi, ordinari, onorari e sostenitori.
  2. in seconda convocazione qualunque sia il numero dei soci presenti o rappresentati.

Per la validità delle deliberazioni è necessaria la maggioranza assoluta dei voti dei soci presenti o rappresentati. Ciascun socio ha il diritto ad esprimere, oltre al voto direttamente spettantegli, quello degli altri soci che egli rappresenti per delega risultante da atto scritto, mai comunque in numero superiore a 3 (tre).

Articolo 11 - Consiglio Direttivo

Il Movimento è amministrato da un Consiglio Direttivo costituito da un minimo di 5 (cinque) ad un massimo di 15 (quindici) eletti dall’Assemblea ordinaria.

I consiglieri debbono essere scelti tra i soci effettivi.

Nella sua prima adunanza il Consiglio Direttivo nomina al suo interno il Presidente, il Segretario e Tesoriere.

I membri del Consiglio Direttivo, compreso il Presidente, durano in carica per 4 (quattro) anni, il Consigliere che manchi senza giustificato motivo a tre adunanze consecutive s’intende decaduto dalla carica.

I membri del Consiglio Direttivo che cessino anticipatamente il loro mandato possono essere sostituiti per cooptazione.

Articolo 12 - Convocazione del Consiglio Direttivo

Il Consiglio Direttivo viene convocato dal Presidente almeno una volta ogni mese o dietro richiesta scritta e motivata di almeno 3 (tre) consiglieri.

Per ogni seduta, viene redatto un verbale nell’apposito libro firmato dal Presidente e dal Segretario.

La convocazione viene fatta mediante avviso cartaceo o elettronico (e-mail) almeno 7 giorni prima di quello fissato per l’adunanza. Le riunioni sono valide se sono presenti la metà più uno dei componenti e le delibere sono prese a maggioranza semplice dei presenti, in caso di parità prevale il voto del Presidente.

Articolo 13 - Attribuzioni al Consiglio Direttivo

Al Consiglio Direttivo spetta:

  1. la stesura e l’attuazione del programma del Movimento;
  2. la nomina dei Soci effettivi;
  3. la gestione Movimento;
  4. la delibera di regolamenti e istruzioni per il funzionamento del Movimento;
  5. la delibera sull’ammissibilità dei soci;
  6. la convocazione dell’Assemblea;
  7. la determinazione del valore delle quote associative da portare in approvazione dell’Assemblea;
  8. la predisposizione dello schema del bilancio preventivo e del programma delle attività da portare in approvazione dell’assemblea;
  9. la predisposizione dello schema del bilancio consuntivo e della relazione di accompagnamento da portare in approvazione dell’Assemblea.
  10. l’accettazione di lasciti e donazioni, nei modi previsti dall’art. 17 del c.c;
  11. la assunzione del personale necessario al funzionamento del Movimento.

Articolo14 - Presidente 

Il Presidente Movimento viene eletto dal Consiglio Direttivo.

Il Presidente rappresenta legalmente il Movimento nei confronti di terzi ed in giudizio, ha la firma sociale, convoca il Consiglio Direttivo, cura l’esecuzione dei deliberati dell’Assemblea e del Consiglio, nei casi di estrema urgenza esercita i poteri di Consiglio, salvo ratifica alla prima adunanza consigliare. Il Presidente dura in carica quattro anni, viene nominato dal Consiglio Direttivo tra i Consiglieri e può essere riconfermato.

Articolo 15 – Segretario

Il Segretario assume tutte le cariche  del Presidente in caso di sua assenza, interviene a tutte le adunanze, redige i verbali delle sedute, cura l’esecuzione delle delibere dell’Assemblea, segue l’attività dell’Associazione dura in carica quattro anni, viene nominato dal Consiglio Direttivo, può essere riconfermato.

Articolo 16 –Tesoriere

Interviene a tutte le adunanze, provvede alla ordinaria amministrazione, esegue i pagamenti e verifica la riscossione delle quote sociali, redige il bilancio preventivo e consuntivo, dura in carica quattro anni, viene nominato dal Consiglio Direttivo, può essere riconfermato.

Articolo 17 - Commissioni tecniche

Potranno essere istituite, su iniziativa e dietro delibera del Consiglio Direttivo, delle Commissioni Tecniche che operano temporaneamente, fino all’esaurimento dello specifico mandato loro asegnato, con funzioni rivolte a particolari aspetti e problematiche di interesse del Movimento.

Le Commissioni Tecniche, presiedute da un Consigliere delegato dal Consiglio Direttivo, potranno essere composte da tutti i soci nonché da membri esterni chiamati a parteciparvi.

Articolo 18 – Modifiche

Eventuali proposte di modifiche del presente statuto, debbono essere presentate per iscritto, per essere sottoposte all’Assemblea, almeno trenta giorni prima della richiesta di convocazione della seduta e da non meno della metà dei soci aventi diritto al voto.

Articolo 19 - Rinvio

Per quanto non previsto dal presente statuto si fa riferimento alle norme del Codice Civile e a quelle delle altre leggi vigenti in materia.

Roma 03-02-2009

Chi siamo

Nel tempo il valore culturale dell’Architettura si è definitivamente dissolto nell’immaginario collettivo con la conseguente, inconsapevole, distruzione delle nostre città, dovuta alla scomparsa dell’Architettura dagli spazi in cui viviamo. Il ruolo dell’architetto nella società è divenuto marginale e il suo contributo non è più ritenuto fondamentale.

Parte della responsabilità è proprio di noi architetti che abbiamo una forte individualità e una difficoltà nel condividere le identità in un percorso comune.
Ne consegue una maggiore vulnerabilità a vantaggio delle altre categorie ed una minore competività sul mercato del lavoro.
Per ribaltare questa realtà, crediamo che sia necessario unire le forze. E’ con questo spirito che abbiamo deciso di fondare un Movimento per la difesa dell’Architettura contemporanea.

Ci proponiamo:

  1. la divulgazione del valore dell’Architettura contemporanea nella società;
  2. la promozione di una legge per l’Architettura;
  3. la sensibilizzazione della politica, dei mass-media e dei costruttori al valore dell’Architettura e al rispetto del progetto;
  4. la valorizzazione del ruolo dell’Architetto nella società e la tutela del progetto come opera dell’ingegno;
  5. la ridefinizione delle competenze tra Architetti, Ingegneri, Geometri e periti tecnici;
  6. il ripensamento della formazione Universitaria dell’Architetto;

Il Movimento non vuole essere un’ennesima Associazione di architetti che si perde nei dibattiti, nelle conferenze, nelle mostre, frequentate sempre e soltanto da noi architetti, ma vuole compiere azioni concrete che possano modificare l’attuale situazione in cui versa l’Architettura in Italia.

Abbiamo svolto, fino ad oggi, numerose azioni, rivolgendoci agli Ordini professionali, alle Università, ai Costruttori, ai Giornali, alle Amministrazioni, ai Politici e alle Istituzioni, riteniamo inoltre fondamentale coinvolgere la popolazione per far tornare la gente ad “amare l’architettura”.

E’ attivo un  gruppo su facebook, amate l’architettura, se vuoi collaborare al movimento scrivendo articoli sul blog, partecipando, inviando proposte, suggerimenti, contattataci: info@amatelarchitettura.com.

Abbiamo redatto un manifesto, sottoscritto da centinaia di persone, se condividi il nostro spirito e le nostre idee sottoscrivi il manifesto