Archivi per la categoria ‘Biblioteca d’emergenza’

Biblioteca di emergenza – Phaidon – Atlante mondiale dell’architettura del XX secolo – segnalazione di Marco Ferrario

7 Aprile 2020

In questi tempi di crisi, che coinvolge pesantemente molti colleghi architetti, e che ci costringe a rimanere chiusi in casa, non ci rimane che riscoprire le nostre biblioteche. Mandateci una foto dei libri che vi fa piacere segnalare, con le foto della copertina, due pagine interne, e un breve estratto del testo. Noi le rilanceremo qui sul nostro blog.

Phaidon, Atlante mondiale dell’architettura del XX secolo, ed. Electa 2013

 

 

 

L’Atlante mondiale dell’architettura del XX secolo analizza lo scambio globale di idee e forme architettoniche esplorandolo da diversi punti di vista”.

 

 

Biblioteca di emergenza – Rudolf Wittkower – Principi architettonici nell’Età dell’Umanesimo – segnalazione di Santina Maratela

6 Aprile 2020

In questi tempi di crisi, che coinvolge pesantemente molti colleghi architetti, e che ci costringe a rimanere chiusi in casa, non ci rimane che riscoprire le nostre biblioteche. Mandateci una foto dei libri che vi fa piacere segnalare, con le foto della copertina, due pagine interne, e un breve estratto del testo. Noi le rilanceremo qui sul nostro blog.

R. Wittkower, Principi architettonici nell’Età dell’Umanesimo, ed. Einaudi 1990

 

 

 

“Progettando le ville e i palazzi Palladio seguì alcune norme precise, dalle quali non si allontanò mai. Esigeva una sala posta sull’asse centrale dell’edificio, e un’assoluta simmetria tra gli ambienti minori ai suoi lati“. pag. 72

 

 

Biblioteca di emergenza – Le Corbusier – Quando le cattedrali erano bianche, Viaggio nel paese dei timidi – segnalazione di Alessandra Levo

5 Aprile 2020

In questi tempi di crisi, che coinvolge pesantemente molti colleghi architetti, e che ci costringe a rimanere chiusi in casa, non ci rimane che riscoprire le nostre biblioteche. Mandateci una foto dei libri che vi fa piacere segnalare, con le foto della copertina, due pagine interne, e un breve estratto del testo. Noi le rilanceremo qui sul nostro blog.

Le Corbusier, Quando le cattedrali erano bianche, Viaggio nel paese dei timidi, ed. C. Marinotti 2003

 

 

 

“Nella costruzione, tutto è contraddizione, ostilità, dispersione, divergenza di vedute, affermazione di scopi diversi, stasi. Lo paghiamo caro: costruire è un’impresa di lusso, tanto che la maggior parte delle persone abita delle tane“. pag. 260

 

 

Biblioteca di emergenza – Les visionnaires de l’architecture – segnalato da Patrick Bellenfant

4 Aprile 2020

In questi tempi di crisi, che coinvolgono pesantemente molti colleghi architetti, e che ci costringe a rimanere chiusi in casa, non ci rimane che riscoprire le nostre biblioteche. Mandateci una foto dei libri che vi fa piacere segnalare, con le foto della copertina, due pagine interne, e un breve estratto del testo. Noi le rilanceremo qui sul nostro blog.

Balladur, Friedman, Jonas, Maymont, Ragon, Schöffer, Les visionnaires de l’architecture, ed. Robert Laffont Éditeur, 1965

 

 

 

 

 

 

Biblioteca di emergenza – Maledetti Architetti

In questi tempi di crisi, che coinvolgono pesantemente molti colleghi architetti, e che ci costringe a rimanere chiusi in casa, non ci rimane che riscoprire le nostre biblioteche. Mandateci una foto dei libri che vi fa piacere segnalare, con le foto della copertina, due pagine interne, e un breve estratto del testo. Noi le rilanceremo qui sul nostro blog.

Tom Wolfe, Maledetti Architetti – Dal Bauhaus a casa nostra, ed. Tascabili Bompiani 1981 (VIII edizione, marzo 2001)

 

“Ogni qual volta Wright leggeva che Le Corbusier aveva completato un edificio, diceva ai suoi sodali: “Ora che ha finito un’opera, ci scriverà su quattro libri.” Le Corbusier compì un unico viaggio negli Stati Uniti; gli bastò per sviluppare una fobia verso l’America; e Wright sviluppò una fobia verso Le Corbusier. Rifiutò di vederlo. Non se la sentiva di stringergli la mano. Quanto a Gropius, Wright lo chiamò sempre “Herr Gropius”. Neanche a lui voleva stringer la mano.” (pagg. 50-51)

Biblioteca di emergenza – L’idea costruita – Segnalato da Paola Trentavizi

2 Aprile 2020

In questi tempi di crisi, che coinvolgono pesantemente molti colleghi architetti, e che ci costringe a rimanere chiusi in casa, non ci rimane che riscoprire le nostre biblioteche. Mandateci una foto dei libri che vi fa piacere segnalare, con le foto della copertina, due pagine interne, e un breve estratto del testo. Noi le rilanceremo qui sul nostro blog.

Alberto Campo Baeza, L’idea costruita, ed. Lettera ventidue 1996

 

 

“Architectura sine luce nulla architectura est.

La Luce è materia e materiale (della materialità della luce). Quando infine un architetto scopre che la luce è il tema centrale dell’architettura, in quel momento inizia a capire qualcosa, inizia ad essere un vero architetto.” pag. 21

 

 

Biblioteca di emergenza – Complessità e contraddizioni nell’architettura – Segnalato da Diego Morabito

1 Aprile 2020

In questi tempi di crisi, che coinvolgono pesantemente molti colleghi architetti, e che ci costringe a rimanere chiusi in casa, non ci rimane che riscoprire le nostre biblioteche. Mandateci una foto dei libri che vi fa piacere segnalare, con le foto della copertina, due pagine interne, e un breve estratto del testo. Noi le rilanceremo qui sul nostro blog.

Robert Venturi, Complessità e contraddizioni nell’architettura, ed. Dedalo 1980

 

“Gli architetti non possono più permettersi di lasciarsi intimorire dal moralismo puritano del linguaggio dell’Architettura Moderna Ortodossa. io amo gli elementi che sono ibridi piuttosto che puri, quelli di compromesso piuttosto che quelli puliti, contorti piuttosto che diritti, ambigui piuttosto che articolati, corrotti piuttosto che anonimi, noiosi quanto interessanti, convenzionali piuttosto che disegnati, accomodanti piuttosto che esclusivi, ridondanti piuttosto che semplici, tradizionali quanto innovatori, incoerenti ed equivoci piuttosto che chiari e diretti. Io son per il disordine pieno di vitalità più che per l’unità ovvia; accetto il non sequitur e proclamo la dualità.” pag. 16