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Lettera al Corriere della Sera

L’insospettabile modernità del geometra (dai Romani a noi) è il titolo di un articolo a firma di Gian Paolo Prandstraller (Docente di Sociologia presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Alma Mater Studiorum di Bologna), pubblicato martedì 23 marzo sul Corriere della Sera (vedi link).

L’articolo, in particolar modo perché è firmato da un docente universitario ed è pubblicato su un giornale autorevole, dimostra la totale ignoranza in fatto di architettura che regna nel nostro paese, motivo per cui è nato il nostro Movimento amate l’architettura.

L’articolo è vittima del disorientamento che predomina in Italia sul tema delle competenze professionali. Innanzitutto si fa confusione tra tecnici laureati iscritti ad un Ordine professionale come ingegneri e architetti e tecnici diplomati iscritti ad un Collegio e non Ordine come erroneamente scritto nell’articolo.

L’affermazione più preoccupante è la seguente: “Questa competenza è coerente con la tipologia di certe costruzioni della provincia italiana, chiamate col termine convenzionale di villette; oppure di condomini che non implicano particolari calcoli di cemento armato”.

Per prima cosa bisogna chiarire che in Italia, secondo la normativa esistente ( R.D. n. 274 del 1929, art. 16 per approfondimenti si veda il link), ribadita dalla recente sentenza della Cassazione n. 19292/2009, i geometri non possono progettare edifici in cemento armato, le loro competenze in fatto di progettazione si limitano a piccoli manufatti che non pregiudichino l’incolumità delle persone.

La sentenza afferma in maniera chiara ed inequivocabile che non ci possono essere altre interpretazioni come spesso accade, che fanno riferimento ad altre normative come la L.n. 1086 del 1971 e la L. 64 del 1974.

La sentenza ha comportato negli ultimi mesi gravi problemi alla categoria dei geometri, che hanno cominciato ad avere, per la prima volta, qualche difficoltà nel continuare a contravvenire alla legge progettando qualsiasi tipo di edificio in tutta Italia.

Lo stato di difficoltà è dimostrato dal fatto che hanno pensato bene di presentare un Disegno di legge in Parlamento (DDL1865) che gli attribuisca competenze per progettare edifici anche di medie dimensioni, per occuparsi di restauro e di urbanistica (vedi link).

Non si può ridurre il tutto a una questione di competenze tecniche o di dimensioni, chi pensa che i geometri possano o debbano progettare i piccoli o minori edifici e gli architetti quelli grandi e importanti commette un gravissimo errore.

La chiesa di Roma S.Carlino alle Quattro Fontane di Borromini è un capolavoro dell’architettura, l’edificio è talmente piccolo che occupa lo spazio di uno solo die 4 pilastri che sostengono la Cupola di San Pietro, secondo le argomentazioni di Prandstraller la chiesa, date le modeste dimensioni, poteva essere progettata da un geometra.

Ciò che più colpisce e lascia tutti noi architetti sconcertati è il fatto che nessuno, anche un rispettabile docente universitario che scrive su un autorevole giornale, abbia la più pallida idea dell’importanza dell’architettura.

L’architettura è la disciplina che ha come scopo l’organizzazione dello spazio in cui vive l’essere umano.

Non si tratta di stabilire se il geometra abbia o meno le competenze tecniche per progettare un edificio, (ci sono molti geometri con decine di anni di esperienza che sono tecnicamente più preparati di un giovane architetto), ma il problema è capire se un geometra abbia le competenze progettuali per fare un progetto.

Progettare non significa soltanto tirare su due muri, mettere un tetto e saper far stare in piedi un edificio.

Per progettare bisogna conoscere: la storia, la storia dell’arte, la storia dell’architettura, la filosofia, la sociologia, la psicologia, la geografia, la biologia, la scienza delle costruzioni, la tecnica delle costruzioni, la normativa, la fisica tecnica, i materiali e molte altre cose.

Bisogna saper ascoltare il luogo, capire il contesto, interpretare le esigenze del committente, convincerlo della bontà del progetto, bisogna inoltre avere sensibilità, cultura e intelligenza.

Gli architetti “veri” hanno dentro una complessità che gli permette di inventare, di guardare al passato, di sperimentare, di imporre le proprie idee, di innovare, di stupire, di emozionare………………

Sono doti che pochissimi architetti hanno e non basta l’esperienza, figuriamoci se può averle un geometra.

L’Italia è stata rovinata dalle “villette” dei geometri dagli abusi edilizi e dallo strapotere dei costruttori legati a doppio filo alla politica, se non si capisce l’importanza della qualità architettonica non si capisce quale dovrebbe essere il ruolo dell’architetto nella società, anche nella nostra professione, come in tutte le altre, ci sono degli incapaci, ma se si fa confusione tra architetti ingegneri e geometri che dovrebbero avere ruoli ben distinti derivanti dalla loro formazione, si continuerà a distruggere l’Italia.

Il nostro paese è riconosciuto da tutto il mondo come il più bello perché è stato creato dagli architetti, lo stiamo riducendo il più arretrato in fatto di architettura.

Badate bene l’architettura di qualità non deve essere soltanto delle grandi opere ma deve essere diffusa su tutto il territorio, anche nella progettazione di una cuccia per un cane è importante il ruolo dell’architetto.

dal cucchiaio alla città Walter Gropius (1883-1969)

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Sospeso il DDL 1865. Accolta dai Presidenti Nazionali la proposta di “Spazi Contemporanei” e di “Amate l’Architettura” per un tavolo tecnico

Tratto da : architetturacatania.blogspot.com

Sicuramente la maggior parte dei lettori del blog conosce il Disegno di Legge 1865 presentato lo scorso novembre dalla Senatrice Architetto Simona Vicari (e sottoscritto tra gli altri dall’On. Salvatore Cuffaro).
Per chi non avesse invece seguito la vicenda riassumiamo in breve quanto accaduto nelle ultime settimane:
lo sconsiderato disegno di legge recante “disposizioni in materia di competenze professionali dei geometri, dei geometri laureati, dei periti industriali con specializzazione in edilizia e dei periti industriali laureati nelle classi di laurea L-7, L-17, L-21 e L-23” avrebbe esteso le competenze dei geometri alla progettazione architettonica e strutturale in modo a dir poco sconsiderato per edifici fino a 3 piani e 5000 metri cubi.

Ovviamente tra gli Architetti ed Ingegneri d’Italia è nata una rivolta (una volta tanto in modo deciso e fortemente corporativo):
- Il Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti Arch. Massimo Gallione, il 18 febbraio 2010 ha emanato un comunicato stampa con cui affermava, a nome di tutti gli iscritti una posizione “contraria a qualsiasi provvedimento di modifica e di ampliamento delle competenze professionali realizzato al di fuori di concertazioni e di tavoli tecnici che coinvolgano le professioni interessate e che abbiano l’obiettivo di analizzare in modo adeguato le competenze e le prerogative delle diverse categorie professionali e le conseguenze di tali provvedimenti.” - Su Facebook è nato un gruppo denominato “NO al DDL 1865…” che ad oggi ha quasi 7000 iscritti.
- Più di 100 giovani architetti ed ingegneri catanesi hanno sottoscritto una accorata lettera indirizzata ai Presidenti dei COnsigli Provinciali degli Architetti ed Ingegneri della Provincia di Catania chiedendo una forte iniziativa istituzionale contro il DDL.
- L’Associazione Spazi Contemporanei, insieme al Movimento Amate l’Architettura , per mano dei relativi rappresentanti Arch. Fabrizio Russo e Arch. Marco Alcaro, avevano avviato nelle scorse settimane due azioni:

- una petizione on-line che ad oggi ha raccolto più di 1500 firme per il ritiro del DDL 1865;

- una lettera aperta indirizzata ai Presidenti dei Consigli Nazionali degli Architetti e degli Ingegneri per invitarli ad avviare un tavolo tecnico al fine di scrivere una legge per il riordino e regolamentazione delle competenze professionali tra professionisti laureati nelle div erse discipline e tecnici non laureati.

Leggiamo oggi con piacere su lavoripubblici.it che è avvenuto l’atteso incontro a Palazzo Madama richiesto dai Presidenti delle Consulnte Nazionali degli Architetti ed Ingegneri d’Italia, alla presenza dei vertici nazionali di Geometri e Periti tecnici, al fine di far ritirare il Disegno di Legge che ad oggi risulterebbe quindi sospeso a seguito di una dichiarazione della stessa Senatrice Vicari. Durante l’incontro è stata proposta la costituzione di un tavolo tecnico fra le quattro categorie tecniche che si prefigga di affrontare in maniera organica e complessiva il tema delle competenze professionali nel settore della progettazione e delle prestazioni correlate. Secondo noi, una riforma delle professioni è esattamente ciò che c’è da fare e lo stesso invito avevamo rivolto al Presidente Arch. M. Gallione nella lettera aperta di cui sopra.

Riportiamo di seguito il testo per esteso della news pubblicata sul sito lavoripubblici.it in cui si segnala tra l’altro che la protesta siciliana è partita dalle azioni intraprese anche dalla nostra associazione Spazi Contemporanei:

“Dopo l’opposizione da parte del Consiglio Nazionale degli Architetti (leggi news), arriva un comunicato congiunto da parte dei rappresentanti dei Consigli Nazionali degli Architetti P.P.C. e degli Ingegneri che, riunitisi a Palazzo Madama alla presenza dei presidenti dei Consigli Nazionali dei Geometri, dei Periti industriali, hanno ribadito con fermezza la loro opposizione verso il Ddl 1865, che stravolgerebbe in modo del tutto arbitrario e senza fondamento giustificativo le vigenti competenze professionali.

Architetti e Ingegneri hanno puntato il dito contro il provvedimento, che non prenderebbe atto delle “delle competenze e delle prerogative delle diverse categorie professionali coinvolte, coerenti con gli specifici percorsi formativi, a garanzia della sicurezza dei cittadini, della qualità degli interventi in un territorio di grande complessità morfologica e di forte criticità fisica, e a tutela del paesaggio”.

Per tale motivo i rappresentanti di Architetti e Ingegneri hanno ritenuto utile proporre la costituzione di un tavolo fra le quattro categorie tecniche che si prefigga, in tempi rapidi, di affrontare in maniera organica e complessiva il tema delle competenze professionali nel settore della progettazione e delle prestazioni correlate, con l’obiettivo di produrre un documento condiviso.

Segnaliamo, inoltre, la protesta siciliana partita dall’Associazione Spazi contemporanei e il Movimento Amate l’Architettura che hanno presentato una petizione contro il Ddl 1865 ed inviato una lettera ai Presidenti dei Consigli Nazionali degli Architetti, degli Ingegneri e dei Geometri affinché si affronti una volta per tutte il tema della presentazione di una disegno di legge per la riforma/riordino delle professioni e per la qualità dell’Architettura.

testo di Ilenia Cicirello da Newsletter di Lavoripubblici.it

Lettera aperta di amate l’architettura e spazi contemporanei al CNA CNI CNG

18 febbraio 2010

Architetto Massimo Gallione
Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti PPC
Via di Santa Maria dell’Anima, 10 - 00186 Roma
Fax 06 6879520
info.cnappc@awn.it

Ingegnere Giovanni Rolando
Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri
Via IV Novembre, 114 - 00187 Roma
Fax 06 69767048
segreteria@cni-online.it

Geometra Fausto Savoldi
Presidente del Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati
Piazza Colonna, 361 - 00187 Roma
Fax 06 48912336
cng@cng.it

Oggetto: Competenze Professionali Architetti/Ingegneri e Geometri

La recente sentenza della Cassazione n. 19292/2009 ha riacceso il dibattito sulle competenze Professionali tra Architetti/Ingegneri e Geometri. I Consigli Nazionali, da voi diretti, hanno diramato delle circolari dai contenuti contrastanti che hanno alimentato e riaperto polemiche che vanno avanti da decenni.

In questo clima, non certo idilliaco, si inserisce il Disegno di Legge n. 1865 presentato dalla Senatrice Simona Vicari, (ironia della sorte un architetto), che allarga in maniera generosa e sicuramente superficiale le attuali competenze dei Geometri.

Noi crediamo che non sia questo il modo corretto di agire ma riteniamo ormai non più rinviabile il momento di porre fine a inutili polemiche e di mettere mano al riordino delle competenze professionali.

L’Italia è l’unico paese europeo dove esiste un conflitto tra figure professionali che dovrebbero avere un ruolo ben distinto in quanto provengono da un percorso formativo completamente diverso. Ogni manufatto edilizio, dal più semplice al più complesso, dovrebbe essere seguito da architetti, ingegneri e geometri agendo insieme con ruoli ben distinti, (basterebbe studiare l’etimologia delle parole architetto, ingegnere e geometra per comprenderne il ruolo).

Vi invitiamo pertanto a sedervi attorno ad un tavolo, con il massimo spirito di collaborazione, per discutere le problematiche delle competenze e per aggiornare Leggi che regolamentano la professione, (RD n.2537 del 1925 e RD n. 274 del 1929), vecchie, obsolete e non più rapportabili alla società odierna. Provate a immaginare quanto sia cambiata la società dal 1925 ad oggi.

Ci auguriamo che vogliate accogliere il nostro appello nell’interesse di tutti i quasi 500.000 professionisti italiani tra architetti, ingegneri e geometri, ma soprattutto nell’interesse di tutti i cittadini italiani perché il raggiungimento della qualità architettonica è un valore che appartiene alla collettività.

Roma / Catania 15-02-2010

SPAZI CONTEMPORANEI AMATE L’ARCHITETTURA

Architetto Fabrizio Russo Architetto Antonio Marco Alcaro

L’inarcassa ha modificato il proprio statuto, gli architetti ne sono a conoscenza?

Nel mese di luglio del 2008 il Comitato Nazionale dei Delegati inarcassa ha definitivamente approvato le modifiche allo statuto, finalizzate a garantire la stabilità dell’ente nel futuro. Fino ad oggi non ci sono state comunicazioni ufficiali da parte di inarcassa in merito a queste modifiche, nel numero 4/2008 della rivista dell’ente viene pubblicato il nuovo statuto e si informano gli iscritti che le modifiche statutarie dovrebbero entrare in vigore nel 2009, ma soltanto dopo l’approvazione dei Ministeri Vigilanti, da quel momento fino ad oggi siamo nell’oblio.

Ho fatto un rapido sondaggio tra i colleghi e ho notato che una novità così importante è conosciuta da meno del 50% degli iscritti, questo la dice lunga sullo stato della comunicazione fra l’ente e i propri iscritti.

Andiamo a conoscere le novità del testo statutario modificato:

  • l’art. 22 stabilisce la percentuale del contributo soggettivo, tale contributo viene innalzato in 4 anni dal 10% al 14,5% con un aumento quindi di quasi il 50% . Il contributo minimo relativo al contributo soggettivo, ovvero quello che bisogna comunque pagare indipendentemente da quanto si abbia fatturato, sta aumentando in 5 anni da 1200,00 a 1800,00 euro;
  • l’art. 23 stabilisce la percentuale del contributo integrativo, tale contributo passa dal 2% al 4% con un aumento del contributo minimo portato a 360,00 euro;
  • l’art. 25 stabilisce i criteri di calcolo della pensione di vecchiaia, il numero di anni a reddito più elevato per il calcolo della quota di pensione è aumentato fino a raggiungere i migliori 25 anni degli ultimi 30 redditi dichiarati, in origine era 10 su 15, è evidente guardando il diagramma dei redditi rapportato all’età che ne deriva un pesante abbassamento dell’ importo della pensione;
  • l’art. 26 stabilisce i criteri della pensione di anzianità, viene innalzato il tetto di età + anni di iscrizione a inarcassa che viene portato, con possibilità di ulteriore aumento, fino a 98 anni.

In definitiva con un colpo solo si aumenta del 50% l’importo dei contributi, del 50% l’importo minimo degli stessi, si allunga l’età e il periodo di iscrizione per andare in pensione e si diminuisce l’importo delle pensioni. Tutto ciò in un periodo di grave crisi economica che ha già messo in una situazione di grande difficoltà gran parte degli architetti.

In realtà non sappiamo quando entrerà in vigore la riforma perché l’inarcassa non comunica con i propri iscritti e sappiamo che oggi è possibile a costi zero, l’ente possiede le caselle e-mail di tutti.

Nell’ultimo numero della rivista inarcassa il Presidente Muratorio dice: “si tratta di poche, semplici ma fondamentali misure, che a partire dal 2010 renderanno più equa la ripartizione dell’onere previdenziale tra iscritti più giovani e iscritti meno giovani, portando ad esempio, dal 2% al 4% il contributo integrativo e innalzando gradualmente di 4,5 punti percentuali i contributi soggettivo”.

Allora mi viene un dubbio, dal mese di gennaio dovrò mettere l’aliquota del 4% in fattura?

Per fugare ogni incertezza chiamo inarcassa e chiedo spiegazioni, mi si risponde che per il momento non c’è alcun aumento, provo a controbattere dicendo che è stato scritto dal Presidente di inarcassa sull’ultimo numero della rivista, ma mi si risponde in tono stizzoso, (perché chi risponde al telefono che è pagato con i nostri soldi deve essere così maleducato?), che non so leggere.

Ora mi chiedo, non sarà che a causa delle elezioni alle porte per il rinnovo dei Delegati inarcassa l’ente sta aspettando il dopo voto per fare una comunicazione ufficiale a riguardo?

Per caso il Presidente che si ripresenta con la sua squadra ha paura di non essere riconfermato?

Non sono soltanto questi i problemi dell’inarcassa, provo a farvene conoscere alcuni.

Nel 2002 inarcassa bandiva un concorso nazionale ad inviti, (non si poteva fare un concorso aperto a tutti gli iscritti?), per la ristrutturazione di un edificio a Roma da adibire alla nuova sede degli uffici dell’ente. Passo ogni giorno davanti al cantiere assistendo ad uno spettacolo veramente triste, i lavori che dovevano concludersi il 5 giugno 2007 sono fermi da anni, c’è un contenzioso con l’impresa non si sa quanti soldi, (nostri), sono stati spesi, molto probabilmente non sarà più la nuova sede dell’inarcassa, non si sa quando si arriverà ad una soluzione. Si dice che il calzolaio ha sempre le scarpe rotte ma è paradossale che 145.000 tra architetti e ingegneri non riescono realizzarsi la propria sede.

Nel 2008 inarcassa ha perso in borsa 240 milioni di euro, (2.000,00 euro per ogni iscritto), ma era proprio inevitabile? Non sappiamo ancora i dati del 2009, ma nel frattempo il Comitato dei delegati ha deciso di mantenere la quota di investimento in fondi azionari pari al 21%, siamo sicuri che vogliamo affidare i nostri soldi alle borse mondiali?

Il Presidente Muratorio ha più volte sostenuto di voler aiutare i giovani, non molti mesi fa è intervenuta a Roma ad un congresso del Giarch, (Coordinamento nazionale dei giovani architetti italiani), dove ha ripetuto più volte che l’inarcassa vuole aiutare i giovani architetti, tutte belle parole ma non bastano ci vogliono i fatti. Per aiutare concretamente i giovani, perché non si comincia realizzando gare di progettazione riservate ai minori di 40 anni e magari a rotazione per l’affidamento degli incarichi nella gestione e manutenzione del patrimonio immobiliare dell’ente. Quasi nessuno conosce le modalità con cui oggi si affidano gli incarichi suddetti.

Perché non si affittano a canoni facilitati immobili di inarcassa per realizzare studi di giovani architetti, magari incentivando la formazione di team di almeno 10 professionisti ?

Sono tante le iniziative che si potrebbero intraprendere per dare un aiuto concreto ai giovani iscritti, non basta fare prestiti agevolati e dilazioni per i pagamenti dei contributi perché prima o poi i soldi bisogna restituirli.

Tutti noi conosciamo i tassi da strozzino e le penali assurde che l’inarcassa applica a chi non paga nei termini, sono proprio indispensabili?

Possibile che non si vuole instaurare un rapporto diverso con i propri iscritti?

Per tutte queste ragioni mi candido alle elezioni per il rinnovo dei delegati quinquennio 2010-2015.

A Roma si vota il 09-10-11 marzo 2010 presso il Notaio Fiumara – Piazza Orazio Marucchi, 5 – dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 16.30 alle 19.30 oppure tramite raccomandata.

E’ fondamentale andare a votare, Roma per 5 anni non ha avuto i propri delegati, se credi che sia necessario un cambiamento vai a votare.

ANTONIO ALCARO

Ho inviato una lettera aperta al Presidente uscente di inarcassa Architetto Paola Muratorio che si ricandida per un altro mandato.

LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DI INARCASSA

Gentile Architetto Paola Muratorio

Presidente INARCASSA

Via Salaria, 221

segreteria.presidenza@inarcassa.it

protocollo@pec.inarcassa.org

Oggetto: ELEZIONI PER IL RINNOVO DEI DELEGATI 2010-2015

Sono alle porte le elezioni per il rinnovo dei delegati inarcassa 2010-2015, noto con piacere che Lei si ripresenta, Le auguro di essere riconfermata.

Credo che ci sia qualche problema di comunicazione tra inarcassa e i propri iscritti, nell’ultimo numero della rivista dell’ente Lei scrive nell’editoriale:

si tratta di poche, semplici ma fondamentali misure, che a partire dal 2010 renderanno più equa la ripartizione dell’onere previdenziale tra iscritti più giovani e iscritti meno giovani, portando ad esempio, dal 2% al 4% il contributo integrativo e innalzando gradualmente di 4,5 punti percentuali i contributi soggettivo”.

La modifica dello statuto era stata comunicata, sempre nella rivista, nel numero 4/2008 doveva entrare in vigore nel 2009 ma si paventava uno slittamento al 2010, con l’anno nuovo mi è venuto un dubbio, dal mese di gennaio devo mettere l’aliquota del 4% in fattura?

Per fugare ogni incertezza chiamo inarcassa e chiedo spiegazioni, mi si risponde che per il momento non c’è alcun aumento, provo a controbattere dicendo che è stato scritto dal Presidente di inarcassa sull’ultimo numero della rivista, ma mi si risponde in tono stizzoso, (perché chi risponde al telefono, che è pagato con i nostri soldi, deve essere così maleducato?), che non so leggere.

Ora mi chiedo, non sarà che a causa delle elezioni alle porte l’ente sta aspettando il dopo voto per fare una comunicazione ufficiale a riguardo?

Il Comitato Direttivo ha paura di non essere riconfermato?

Probabilmente mi sbaglio è soltanto una coincidenza, ma sinceramente non capisco il perché non sia stata fatta una seria campagna d’informazione su una modifica così importante che ci riguarda, lo dico perché ho costatato che almeno la metà dei miei colleghi ne ignora i contenuti.

Le ricordo che oggi con la posta elettronica si può comunicare con gli iscritti senza spesa alcuna.

Credo che il problema della comunicazione riguardi anche altre problematiche di inarcassa.

Nel 2002 inarcassa bandiva un concorso nazionale ad inviti, (non si poteva fare un concorso aperto a tutti gli iscritti ?), per la ristrutturazione di un edificio a Roma da adibire alla nuova sede degli uffici dell’ente. Passo ogni giorno davanti al cantiere assistendo ad uno spettacolo veramente triste, i lavori che dovevano concludersi il 5 giugno 2007 sono fermi da anni, perché non s’informano gli iscritti su cosa sta accadendo?

L’inarcassa ha un notevole patrimonio immobiliare, quali sono le modalità con cui sono affidati gli incarichi ai professionisti per la manutenzione e la gestione degli edifici?

Un’informazione costante e puntuale su tutto ciò che avviene nell’ente e soprattutto su temi che toccano le nostre tasche, renderebbe più familiare e meno ostile il rapporto tra inarcassa e i propri iscritti.

Nel 2008 inarcassa ha perso in borsa 240 milioni di euro, (2.000,00 euro per ogni iscritto), ma era proprio inevitabile? Non sappiamo ancora i dati del 2009, ma nel frattempo il Comitato dei delegati ha deciso di mantenere la quota d’investimento in fondi azionari pari al 21%, siamo sicuri che vogliamo affidare i nostri soldi alle borse mondiali?

In un recente convegno a Roma del Giarch, (Coordinamento nazionale dei giovani architetti italiani), Lei ha più volte sostenuto di voler aiutare i giovani architetti, tutte belle parole ma non bastano ci vogliono i fatti. Per dare un contriibuto concreto ai giovani, perché non si comincia realizzando gare di progettazione riservate ai minori di 40 anni e magari a rotazione per l’affidamento degli incarichi nella gestione e manutenzione del patrimonio immobiliare dell’ente?

Perché non si affittano a canoni facilitati immobili di inarcassa per realizzare studi di giovani architetti, magari incentivando la formazione di team di almeno 10 professionisti?

Sono tante le iniziative che si potrebbero intraprendere per dare un aiuto concreto ai giovani iscritti, non basta fare prestiti agevolati e dilazioni per i pagamenti dei contributi perché prima o poi i soldi bisogna restituirli.

La riforma statutaria in arrivo entrerà in vigore in un momento storico di grave crisi, in definitiva con un colpo solo si aumenta del 50% l’importo dei contributi, del 50% l’importo minimo degli stessi, si allunga l’età e il periodo di iscrizione per andare in pensione e si diminuisce l’importo delle pensioni.

Si rischia di compromettere definitivamente una situazione, già difficilissima, in cui versano i nostri iscritti, siamo sicuri che non si può rimandare?

Le auguro un buon lavoro, se sarà riconfermata e spero di poter dare un mio contributo, sono candidato al collegio di Roma.

Antonio Marco Alcaro

Bisogna riconoscerlo: i geometri sono più bravi di noi

Ero a conoscenza che i Geometri, a differenza degli Architetti, avevano forti “entrature” in Parlamento, ma che utilizzassero addirittura un architetto per distruggere definitivamente la nostra categoria è proprio il colmo. Bisogna riconoscerlo sono sicuramente più furbi di noi.

In data 07 gennaio 2010 il Consiglio Nazionale Geometri emana una circolare, (vedi link), ai Consigli provinciali, alla Cassa di Previdenza e ai Dirigenti di categoria per promuovere l’interessamento degli stessi a contattare i politici locali al fine di “sponsorizzare” il disegno di Legge  inoltre si sta attivando affinchè analoga iniziativa legislativa venga presa anche dai parlamentari di opposizione.

Gli unici che si muovono, come al solito, sono gli ingegneri, in data 20/01/2010 il Consiglio Nazionale degli Ingegneri emana una circolare, (vedi link), ai Consigli degli Ordini e alle Federazioni e Consulte degli Ordini in cui denunciano il tentativo di colpo di mano messo in atto dai Geometri e invitandoli a sensibilizzare senatori e parlamentari sulla gravità della situazione.

Il nostro Consiglio Nazionale reagisce prontamente ?

No,  per il momento non ci sono prese di posizione ufficiali.

Entriamo nel merito del disegno di Legge n. 1865: Disposizioni in materia di competenze professionali dei geometri, dei geometri laureati, dei periti industriali…..

Si presenta la legge facendo notare che i regolamenti professionali dei geometri sono vecchi più di 80 anni, non sono mai stati aggiornati e non rispondono più né allo sviluppo della tecnica né alle esigenze della società. Peccato che non si dica che la stessa cosa vale anche per gli architetti e gli ingegneri.

Si danno giustificazioni fantasiose affermando che: “il regolamento del 1929 fissa il limite di competenza dei geometri all’interno dell’incerto concetto di modesta costruzione forse giustificato dalla particolare fase di ricostruzione e di cresita economica che caratterizzò l’Italia di quel lontano periodo“.

Non vi sfiora il dubbio che il concetto di “modesta costruzione” sia rapportato alla “modesta formazione” di un geometra rispetto ad un architetto o ingegnere ?

L’art. 2  stabilisce la competenza dei Geometri nel progetto architettonico e strutturale, la direzione lavori e il collaudo statico di qualsiasi edificio ad esclusione di complessi di strutture organicamente e solidamente collegati svolgenti una funzione statica unitaria con cubatura superiore a 5000 mc.

Praticamente possono fare ciò che vogliono basta separare un edificio ogni 5000 mc. Non ci sono poi limitazioni nei lavori di risanamento conservativo, quindi mano libera anche sui restauri.

Come se non bastasse, l’art. 3  gli fornisce competenze anche in campo urbanistico. In pratica per loro diventa il paese dei balocchi, ma noi architetti abbiamo l’anello al naso?

Inutile dire che in tutto ciò, chi ha scritto la legge, (peccato che sia un’ architetto), non ha alcuna idea di cosa sia la qualità architettonica.

Andatevi a leggere il Disegno di Legge  (vedi link)

Leggete anche Spazi Contemporanei

Il Disegno di legge è firmato anche dai Senatori Battaglia, Carrara, Cuffaro e Palmizio.

Noi di amate l’architettura ci opponiamo fortemente al disegno di Legge 1865 proporremo con altre Associazioni, presenti in tutto il territorio nazionale, una raccolta di firme per fermare il percorso della legge in Parlamento.

firma la nostra petizione: vai al link

Ci sentiamo in dovere di scrivere una lettera al primo firmatario della legge ovvero all’architetto senatore Simona Vicari, fatelo anche voi:  vicari_s@posta.senato.it

Gentile Architetto Simona Vicari

Sentaore della Repubblica

vicari1

La questione delle competenze professionali in Italia tra Architetti ingegneri e Geometri è un problema che si trascina ormai da troppi anni.

La recente sentenza della Cassazione  n. 19292/2009 ha riacceso il dibattito e noi crediamo che sia arrivato il momento di porre fine a inutili polemiche e di mettere mano al riordino delle competenze professionali. L’Italia è l’unico paese europeo dove esiste un conflitto tra figure professionali che dovrebbero avere un ruolo ben distinto in quanto provengono da un percorso formativo completamente diverso.

Il Suo DDL 1865 non ci sembra affatto un buon modo di risolvere il problema, semmai di creare problematiche assai più complesse  di quelle attuali, La invitiamo pertanto a desistere da questa sua iniziativa ed a collaborare nella realizzazione di un disegno di legge che riordini le competenze di tutte le categorie professionali (architetti, ingegneri, geometri e periti edili).

Lei, come architetto,  non dovrebbe avere a cuore il tema della qualità architettonica ? perché è passata dalla parte dei geometri non si rende conto che i geometri non hanno le competenze per poter “progettare” ?

Saper progettare non significa conoscere la tecnica con cui si costruisce una casa ma è una cosa ben più complessa.

Perché dobbiamo continuare a distruggere un paese già devastato negli ultimi 50 anni ?

Sperando in un suo riscontro Le alleghiamo una frase del libro “amate l’architettura”di Gio Ponti,  da cui nasce il nostro Movimento:

Amate l’architettura perché siete italiani,
o perché siete in Italia.
L’Italia l’han fatta metà Iddio e metà gli Architetti.
Iddio ha fatto pianure, colli, acque e cieli.
Ma i profili di cupole facciate cuspidi e torri e case, di quei colli e di quei piani, contro quei cieli, le case sulle rive che fanno leggiadre le acque dei laghi e de fiumi e dei golfi in scenari famosi
son cose create dagli Architetti.
A Venezia poi, Dio ha fatto solo acque e cielo, e senza intenzioni, e gli Architetti han fatto tutto

(Gio Ponti, Amate l’Architettura, 1957)

a m a t e   l’ a r c h i t e t t u r a
Movimento per l’Architettura Contemporanea

Per chi volesse conoscere meglio la Senatrice, allego la sua scheda in senato:

Regione di elezione: Sicilia
Nata il 17 marzo 1967 a Palermo
Residente a Palermo
Professione: Architetto

Deputato Assemblea regionale siciliana

Elezione: 13 aprile 2008
Proclamazione: 25 aprile 2008
Convalida: 3 novembre 2009

Segretario della Presidenza del Senato

Membro Gruppo PdL

Membro della 10ª Commissione permanente (Industria, commercio, turismo)

Segretario della Commissione straordinaria per il controllo dei prezzi

Membro della Commissione parlamentare per le questioni regionali

Contatti  E-mail: vicari_s@posta.senato.it

Mandati

XVI Legislatura Senato

Incarichi e uffici ricoperti nella Legislatura

Segretario provvisorio della Presidenza del Senato dal 29 aprile 2008 al 29 aprile 2008
Segretario della Presidenza del Senato dal 22 dicembre 2009

Gruppo Il Popolo della Libertà:
Membro dal 6 maggio 2008

8ª Commissione permanente (Lavori pubblici, comunicazioni):
Membro dal 22 maggio 2008 al 22 maggio 2008
10ª Commissione permanente (Industria, commercio, turismo):
Membro dal 22 maggio 2008
Commissione straordinaria per il controllo dei prezzi:
Membro dal 5 dicembre 2008 al 17 dicembre 2008
Segretario dal 18 dicembre 2008

Commissione parlamentare per le questioni regionali:
Membro dal 17 giugno 2008
Commissione parlamentare per l’infanzia:
Membro dal 4 giugno 2008 al 17 giugno 2008