Archivi per la categoria ‘Azioni’

Lettera al Sindaco di Roma Alemanno

Il nostro movimento “Amate L’Architettura”, in occasione del convegno “Roma 2010-2020, nuovi modelli di trasformazione urbana” svoltosi a Roma l’8 e il 9 aprile, ha consegnato al Sindaco di Roma e ha distribuito a tutti i partecipanti al Convegno, una lettera di protesta contro la decisione di non affidare l’incarico di progettazione del Concorso “Campidoglio 2″ al vincitore, decidendo di farsi “offrire” il progetto dall’impresa appaltatrice delle opere, che sarà selezionata secondo la procedure dell’appalto integrato.

Riteniamo che questo atto, benché consentito dalla attuale normativa sui lavori pubblici, sia estremamente lesivo della dignità della categoria dei progettisti che spendono parte del loro tempo prezioso nei concorsi di progettazione.

Inoltre, a fronte di questo modus operandi, l’idea di organizzare un convegno sui nuovi modelli di trasformazione urbana, appare per lo meno ipocrita.

Non è un problema di stile architettonico, né di opporre una corrente di pensiero rispetto ad un’altra, ma di difendere il valore dell’Architettura nel senso più alto contro l’idea che il progetto di Architettura venga trattato alla stregua di un optional, un gadget da farsi offrire in omaggio.

LETTERA APERTA AD ALEMANNO

Egregio Signor Sindaco del Comune di Roma

On. Gianni Alemanno

Piazza del Campidoglio

00186 Roma

sindaco@comune.roma.it

Il Movimento Amate L’Architettura desidera manifestarLe il proprio disappunto per la Sua intenzione di non voler procedere all’affidamento dell’incarico al vincitore del Concorso Internazionale di Progettazione denominato:”La Casa dei Cittadini Campidoglio 2”.

Riteniamo inoltre preoccupante il suo proposito di voler procedere all’esecuzione dell’intervento tramite appalto integrato, richiedendo alle imprese di “offrire” il progetto delle opere.

Non è nostro intento affrontare una battaglia di stile o di gusto architettonico ma è evidente che con questa scelta la Giunta Alemanno dimostra con i fatti di volere rinunciare ad essere attore coscienzioso e attivo nelle trasformazioni del territorio romano.

Riteniamo che la progettazione, costituisca il momento più importante nel processo di trasformazione del territorio e soprattutto che costituisca lo strumento indispensabile per il controllo e la guida di tale trasformazione da parte di un’Amministrazione che sia seriamente intenzionata a decidere e incidere sul futuro della propria città.

Da architetti riteniamo che la nostra categoria possa dare il proprio contributo positivo al miglioramento della qualità della vita delle città in cui viviamo e chiediamo di essere messi in condizioni di esprimere fino in fondo tutta la nostra professionalità, anche assumendoci pienamente la responsabilità sui risultati del nostro lavoro.

L’idea che la progettazione possa essere “Offerta” dalle imprese, dimostra oltre che scarsa attenzione al valore culturale delle tematiche architettoniche, anche la profonda ingenuità di chi si illude che un supposto risparmio iniziale non sarà puntualmente pagato in seguito dalla collettività per la mancanza di controllo sulle scelte di progetto.

Sarebbe stato sufficiente infatti esprimere con chiarezza e trasparenza le motivazioni che l’ hanno portata a non essere “molto convinto” del progetto vincitore, consentendo al progettista di riproporre nuove versioni sulla base delle osservazioni espresse, per dimostrare grande maturità e senso pratico, riuscendo, nell’intento di non dissipare le risorse spese fino a questo momento e contestualmente marcando il segno della discontinuità nella prassi consolidata dai nostri politici, di distruggere ogni cosa avviata dalle precedenti amministrazioni.

Appare quindi assolutamente scorretto oltreché ridicolo spendere risorse e denaro pubblico per organizzare Commissioni e convegni sui temi della trasformazione urbana quando all’atto pratico le occasioni concrete vengono disattese e soprattutto gestite in totale disprezzo del valore del progetto e del progettista.

La giunta Veltroni non ha certo brillato dal punto di vista del governo del territorio e i peggiori esempi sono derivati proprio dai casi in cui si è lasciato alle imprese e ai costruttori la possibilità di decidere liberamente sulle scelte di trasformazione, in totale assenza (forse) sia di una strategia generale che di un progetto, e il più delle volte eseguite sottotraccia senza una reale attenzione e coinvolgimento della cittadinanza.

Chiediamo quindi alla Giunta Alemanno un nuovo e lungimirante cambio di rotta, promuovendo da subito:

- L’affidamento dell’incarico di progettazione all’arch Cucinella, vincitore del concorso per il Campidoglio 2

- Il massiccio ritorno all’utilizzo dello strumento del concorso per tutte le iniziative previste dal Comune di Roma

- L’avvio di azioni a sostegno del progetto architettonico, attraverso la figura del progettista con l’obbligo di nomina di un architetto in ogni iniziativa di trasformazione urbana prevista all’interno del comune di Roma;

In sintesi, come connaturato da sempre nella storia di Roma, di restituire alla nostra città l’attitudine a FARE ARCHITETTURA!!!

AMATE L’ARCHITETTURA

Movimento per l’architettura contemporanea

Roma 06/04/2010

Leggi l’articolo del Riformista

Lettera al Corriere della Sera

L’insospettabile modernità del geometra (dai Romani a noi) è il titolo di un articolo a firma di Gian Paolo Prandstraller (Docente di Sociologia presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Alma Mater Studiorum di Bologna), pubblicato martedì 23 marzo sul Corriere della Sera (vedi link).

L’articolo, in particolar modo perché è firmato da un docente universitario ed è pubblicato su un giornale autorevole, dimostra la totale ignoranza in fatto di architettura che regna nel nostro paese, motivo per cui è nato il nostro Movimento amate l’architettura.

L’articolo è vittima del disorientamento che predomina in Italia sul tema delle competenze professionali. Innanzitutto si fa confusione tra tecnici laureati iscritti ad un Ordine professionale come ingegneri e architetti e tecnici diplomati iscritti ad un Collegio e non Ordine come erroneamente scritto nell’articolo.

L’affermazione più preoccupante è la seguente: “Questa competenza è coerente con la tipologia di certe costruzioni della provincia italiana, chiamate col termine convenzionale di villette; oppure di condomini che non implicano particolari calcoli di cemento armato”.

Per prima cosa bisogna chiarire che in Italia, secondo la normativa esistente ( R.D. n. 274 del 1929, art. 16 per approfondimenti si veda il link), ribadita dalla recente sentenza della Cassazione n. 19292/2009, i geometri non possono progettare edifici in cemento armato, le loro competenze in fatto di progettazione si limitano a piccoli manufatti che non pregiudichino l’incolumità delle persone.

La sentenza afferma in maniera chiara ed inequivocabile che non ci possono essere altre interpretazioni come spesso accade, che fanno riferimento ad altre normative come la L.n. 1086 del 1971 e la L. 64 del 1974.

La sentenza ha comportato negli ultimi mesi gravi problemi alla categoria dei geometri, che hanno cominciato ad avere, per la prima volta, qualche difficoltà nel continuare a contravvenire alla legge progettando qualsiasi tipo di edificio in tutta Italia.

Lo stato di difficoltà è dimostrato dal fatto che hanno pensato bene di presentare un Disegno di legge in Parlamento (DDL1865) che gli attribuisca competenze per progettare edifici anche di medie dimensioni, per occuparsi di restauro e di urbanistica (vedi link).

Non si può ridurre il tutto a una questione di competenze tecniche o di dimensioni, chi pensa che i geometri possano o debbano progettare i piccoli o minori edifici e gli architetti quelli grandi e importanti commette un gravissimo errore.

La chiesa di Roma S.Carlino alle Quattro Fontane di Borromini è un capolavoro dell’architettura, l’edificio è talmente piccolo che occupa lo spazio di uno solo die 4 pilastri che sostengono la Cupola di San Pietro, secondo le argomentazioni di Prandstraller la chiesa, date le modeste dimensioni, poteva essere progettata da un geometra.

Ciò che più colpisce e lascia tutti noi architetti sconcertati è il fatto che nessuno, anche un rispettabile docente universitario che scrive su un autorevole giornale, abbia la più pallida idea dell’importanza dell’architettura.

L’architettura è la disciplina che ha come scopo l’organizzazione dello spazio in cui vive l’essere umano.

Non si tratta di stabilire se il geometra abbia o meno le competenze tecniche per progettare un edificio, (ci sono molti geometri con decine di anni di esperienza che sono tecnicamente più preparati di un giovane architetto), ma il problema è capire se un geometra abbia le competenze progettuali per fare un progetto.

Progettare non significa soltanto tirare su due muri, mettere un tetto e saper far stare in piedi un edificio.

Per progettare bisogna conoscere: la storia, la storia dell’arte, la storia dell’architettura, la filosofia, la sociologia, la psicologia, la geografia, la biologia, la scienza delle costruzioni, la tecnica delle costruzioni, la normativa, la fisica tecnica, i materiali e molte altre cose.

Bisogna saper ascoltare il luogo, capire il contesto, interpretare le esigenze del committente, convincerlo della bontà del progetto, bisogna inoltre avere sensibilità, cultura e intelligenza.

Gli architetti “veri” hanno dentro una complessità che gli permette di inventare, di guardare al passato, di sperimentare, di imporre le proprie idee, di innovare, di stupire, di emozionare………………

Sono doti che pochissimi architetti hanno e non basta l’esperienza, figuriamoci se può averle un geometra.

L’Italia è stata rovinata dalle “villette” dei geometri dagli abusi edilizi e dallo strapotere dei costruttori legati a doppio filo alla politica, se non si capisce l’importanza della qualità architettonica non si capisce quale dovrebbe essere il ruolo dell’architetto nella società, anche nella nostra professione, come in tutte le altre, ci sono degli incapaci, ma se si fa confusione tra architetti ingegneri e geometri che dovrebbero avere ruoli ben distinti derivanti dalla loro formazione, si continuerà a distruggere l’Italia.

Il nostro paese è riconosciuto da tutto il mondo come il più bello perché è stato creato dagli architetti, lo stiamo riducendo il più arretrato in fatto di architettura.

Badate bene l’architettura di qualità non deve essere soltanto delle grandi opere ma deve essere diffusa su tutto il territorio, anche nella progettazione di una cuccia per un cane è importante il ruolo dell’architetto.

dal cucchiaio alla città Walter Gropius (1883-1969)

SCARICA LA LETTERA AL CORRIERE

Sospeso il DDL 1865. Accolta dai Presidenti Nazionali la proposta di “Spazi Contemporanei” e di “Amate l’Architettura” per un tavolo tecnico

Tratto da : architetturacatania.blogspot.com

Sicuramente la maggior parte dei lettori del blog conosce il Disegno di Legge 1865 presentato lo scorso novembre dalla Senatrice Architetto Simona Vicari (e sottoscritto tra gli altri dall’On. Salvatore Cuffaro).
Per chi non avesse invece seguito la vicenda riassumiamo in breve quanto accaduto nelle ultime settimane:
lo sconsiderato disegno di legge recante “disposizioni in materia di competenze professionali dei geometri, dei geometri laureati, dei periti industriali con specializzazione in edilizia e dei periti industriali laureati nelle classi di laurea L-7, L-17, L-21 e L-23” avrebbe esteso le competenze dei geometri alla progettazione architettonica e strutturale in modo a dir poco sconsiderato per edifici fino a 3 piani e 5000 metri cubi.

Ovviamente tra gli Architetti ed Ingegneri d’Italia è nata una rivolta (una volta tanto in modo deciso e fortemente corporativo):
- Il Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti Arch. Massimo Gallione, il 18 febbraio 2010 ha emanato un comunicato stampa con cui affermava, a nome di tutti gli iscritti una posizione “contraria a qualsiasi provvedimento di modifica e di ampliamento delle competenze professionali realizzato al di fuori di concertazioni e di tavoli tecnici che coinvolgano le professioni interessate e che abbiano l’obiettivo di analizzare in modo adeguato le competenze e le prerogative delle diverse categorie professionali e le conseguenze di tali provvedimenti.” - Su Facebook è nato un gruppo denominato “NO al DDL 1865…” che ad oggi ha quasi 7000 iscritti.
- Più di 100 giovani architetti ed ingegneri catanesi hanno sottoscritto una accorata lettera indirizzata ai Presidenti dei COnsigli Provinciali degli Architetti ed Ingegneri della Provincia di Catania chiedendo una forte iniziativa istituzionale contro il DDL.
- L’Associazione Spazi Contemporanei, insieme al Movimento Amate l’Architettura , per mano dei relativi rappresentanti Arch. Fabrizio Russo e Arch. Marco Alcaro, avevano avviato nelle scorse settimane due azioni:

- una petizione on-line che ad oggi ha raccolto più di 1500 firme per il ritiro del DDL 1865;

- una lettera aperta indirizzata ai Presidenti dei Consigli Nazionali degli Architetti e degli Ingegneri per invitarli ad avviare un tavolo tecnico al fine di scrivere una legge per il riordino e regolamentazione delle competenze professionali tra professionisti laureati nelle div erse discipline e tecnici non laureati.

Leggiamo oggi con piacere su lavoripubblici.it che è avvenuto l’atteso incontro a Palazzo Madama richiesto dai Presidenti delle Consulnte Nazionali degli Architetti ed Ingegneri d’Italia, alla presenza dei vertici nazionali di Geometri e Periti tecnici, al fine di far ritirare il Disegno di Legge che ad oggi risulterebbe quindi sospeso a seguito di una dichiarazione della stessa Senatrice Vicari. Durante l’incontro è stata proposta la costituzione di un tavolo tecnico fra le quattro categorie tecniche che si prefigga di affrontare in maniera organica e complessiva il tema delle competenze professionali nel settore della progettazione e delle prestazioni correlate. Secondo noi, una riforma delle professioni è esattamente ciò che c’è da fare e lo stesso invito avevamo rivolto al Presidente Arch. M. Gallione nella lettera aperta di cui sopra.

Riportiamo di seguito il testo per esteso della news pubblicata sul sito lavoripubblici.it in cui si segnala tra l’altro che la protesta siciliana è partita dalle azioni intraprese anche dalla nostra associazione Spazi Contemporanei:

“Dopo l’opposizione da parte del Consiglio Nazionale degli Architetti (leggi news), arriva un comunicato congiunto da parte dei rappresentanti dei Consigli Nazionali degli Architetti P.P.C. e degli Ingegneri che, riunitisi a Palazzo Madama alla presenza dei presidenti dei Consigli Nazionali dei Geometri, dei Periti industriali, hanno ribadito con fermezza la loro opposizione verso il Ddl 1865, che stravolgerebbe in modo del tutto arbitrario e senza fondamento giustificativo le vigenti competenze professionali.

Architetti e Ingegneri hanno puntato il dito contro il provvedimento, che non prenderebbe atto delle “delle competenze e delle prerogative delle diverse categorie professionali coinvolte, coerenti con gli specifici percorsi formativi, a garanzia della sicurezza dei cittadini, della qualità degli interventi in un territorio di grande complessità morfologica e di forte criticità fisica, e a tutela del paesaggio”.

Per tale motivo i rappresentanti di Architetti e Ingegneri hanno ritenuto utile proporre la costituzione di un tavolo fra le quattro categorie tecniche che si prefigga, in tempi rapidi, di affrontare in maniera organica e complessiva il tema delle competenze professionali nel settore della progettazione e delle prestazioni correlate, con l’obiettivo di produrre un documento condiviso.

Segnaliamo, inoltre, la protesta siciliana partita dall’Associazione Spazi contemporanei e il Movimento Amate l’Architettura che hanno presentato una petizione contro il Ddl 1865 ed inviato una lettera ai Presidenti dei Consigli Nazionali degli Architetti, degli Ingegneri e dei Geometri affinché si affronti una volta per tutte il tema della presentazione di una disegno di legge per la riforma/riordino delle professioni e per la qualità dell’Architettura.

testo di Ilenia Cicirello da Newsletter di Lavoripubblici.it

Lettera aperta di amate l’architettura e spazi contemporanei al CNA CNI CNG

18 febbraio 2010

Architetto Massimo Gallione
Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti PPC
Via di Santa Maria dell’Anima, 10 - 00186 Roma
Fax 06 6879520
info.cnappc@awn.it

Ingegnere Giovanni Rolando
Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri
Via IV Novembre, 114 - 00187 Roma
Fax 06 69767048
segreteria@cni-online.it

Geometra Fausto Savoldi
Presidente del Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati
Piazza Colonna, 361 - 00187 Roma
Fax 06 48912336
cng@cng.it

Oggetto: Competenze Professionali Architetti/Ingegneri e Geometri

La recente sentenza della Cassazione n. 19292/2009 ha riacceso il dibattito sulle competenze Professionali tra Architetti/Ingegneri e Geometri. I Consigli Nazionali, da voi diretti, hanno diramato delle circolari dai contenuti contrastanti che hanno alimentato e riaperto polemiche che vanno avanti da decenni.

In questo clima, non certo idilliaco, si inserisce il Disegno di Legge n. 1865 presentato dalla Senatrice Simona Vicari, (ironia della sorte un architetto), che allarga in maniera generosa e sicuramente superficiale le attuali competenze dei Geometri.

Noi crediamo che non sia questo il modo corretto di agire ma riteniamo ormai non più rinviabile il momento di porre fine a inutili polemiche e di mettere mano al riordino delle competenze professionali.

L’Italia è l’unico paese europeo dove esiste un conflitto tra figure professionali che dovrebbero avere un ruolo ben distinto in quanto provengono da un percorso formativo completamente diverso. Ogni manufatto edilizio, dal più semplice al più complesso, dovrebbe essere seguito da architetti, ingegneri e geometri agendo insieme con ruoli ben distinti, (basterebbe studiare l’etimologia delle parole architetto, ingegnere e geometra per comprenderne il ruolo).

Vi invitiamo pertanto a sedervi attorno ad un tavolo, con il massimo spirito di collaborazione, per discutere le problematiche delle competenze e per aggiornare Leggi che regolamentano la professione, (RD n.2537 del 1925 e RD n. 274 del 1929), vecchie, obsolete e non più rapportabili alla società odierna. Provate a immaginare quanto sia cambiata la società dal 1925 ad oggi.

Ci auguriamo che vogliate accogliere il nostro appello nell’interesse di tutti i quasi 500.000 professionisti italiani tra architetti, ingegneri e geometri, ma soprattutto nell’interesse di tutti i cittadini italiani perché il raggiungimento della qualità architettonica è un valore che appartiene alla collettività.

Roma / Catania 15-02-2010

SPAZI CONTEMPORANEI AMATE L’ARCHITETTURA

Architetto Fabrizio Russo Architetto Antonio Marco Alcaro

L’inarcassa ha modificato il proprio statuto, gli architetti ne sono a conoscenza?

Nel mese di luglio del 2008 il Comitato Nazionale dei Delegati inarcassa ha definitivamente approvato le modifiche allo statuto, finalizzate a garantire la stabilità dell’ente nel futuro. Fino ad oggi non ci sono state comunicazioni ufficiali da parte di inarcassa in merito a queste modifiche, nel numero 4/2008 della rivista dell’ente viene pubblicato il nuovo statuto e si informano gli iscritti che le modifiche statutarie dovrebbero entrare in vigore nel 2009, ma soltanto dopo l’approvazione dei Ministeri Vigilanti, da quel momento fino ad oggi siamo nell’oblio.

Ho fatto un rapido sondaggio tra i colleghi e ho notato che una novità così importante è conosciuta da meno del 50% degli iscritti, questo la dice lunga sullo stato della comunicazione fra l’ente e i propri iscritti.

Andiamo a conoscere le novità del testo statutario modificato:

  • l’art. 22 stabilisce la percentuale del contributo soggettivo, tale contributo viene innalzato in 4 anni dal 10% al 14,5% con un aumento quindi di quasi il 50% . Il contributo minimo relativo al contributo soggettivo, ovvero quello che bisogna comunque pagare indipendentemente da quanto si abbia fatturato, sta aumentando in 5 anni da 1200,00 a 1800,00 euro;
  • l’art. 23 stabilisce la percentuale del contributo integrativo, tale contributo passa dal 2% al 4% con un aumento del contributo minimo portato a 360,00 euro;
  • l’art. 25 stabilisce i criteri di calcolo della pensione di vecchiaia, il numero di anni a reddito più elevato per il calcolo della quota di pensione è aumentato fino a raggiungere i migliori 25 anni degli ultimi 30 redditi dichiarati, in origine era 10 su 15, è evidente guardando il diagramma dei redditi rapportato all’età che ne deriva un pesante abbassamento dell’ importo della pensione;
  • l’art. 26 stabilisce i criteri della pensione di anzianità, viene innalzato il tetto di età + anni di iscrizione a inarcassa che viene portato, con possibilità di ulteriore aumento, fino a 98 anni.

In definitiva con un colpo solo si aumenta del 50% l’importo dei contributi, del 50% l’importo minimo degli stessi, si allunga l’età e il periodo di iscrizione per andare in pensione e si diminuisce l’importo delle pensioni. Tutto ciò in un periodo di grave crisi economica che ha già messo in una situazione di grande difficoltà gran parte degli architetti.

In realtà non sappiamo quando entrerà in vigore la riforma perché l’inarcassa non comunica con i propri iscritti e sappiamo che oggi è possibile a costi zero, l’ente possiede le caselle e-mail di tutti.

Nell’ultimo numero della rivista inarcassa il Presidente Muratorio dice: “si tratta di poche, semplici ma fondamentali misure, che a partire dal 2010 renderanno più equa la ripartizione dell’onere previdenziale tra iscritti più giovani e iscritti meno giovani, portando ad esempio, dal 2% al 4% il contributo integrativo e innalzando gradualmente di 4,5 punti percentuali i contributi soggettivo”.

Allora mi viene un dubbio, dal mese di gennaio dovrò mettere l’aliquota del 4% in fattura?

Per fugare ogni incertezza chiamo inarcassa e chiedo spiegazioni, mi si risponde che per il momento non c’è alcun aumento, provo a controbattere dicendo che è stato scritto dal Presidente di inarcassa sull’ultimo numero della rivista, ma mi si risponde in tono stizzoso, (perché chi risponde al telefono che è pagato con i nostri soldi deve essere così maleducato?), che non so leggere.

Ora mi chiedo, non sarà che a causa delle elezioni alle porte per il rinnovo dei Delegati inarcassa l’ente sta aspettando il dopo voto per fare una comunicazione ufficiale a riguardo?

Per caso il Presidente che si ripresenta con la sua squadra ha paura di non essere riconfermato?

Non sono soltanto questi i problemi dell’inarcassa, provo a farvene conoscere alcuni.

Nel 2002 inarcassa bandiva un concorso nazionale ad inviti, (non si poteva fare un concorso aperto a tutti gli iscritti?), per la ristrutturazione di un edificio a Roma da adibire alla nuova sede degli uffici dell’ente. Passo ogni giorno davanti al cantiere assistendo ad uno spettacolo veramente triste, i lavori che dovevano concludersi il 5 giugno 2007 sono fermi da anni, c’è un contenzioso con l’impresa non si sa quanti soldi, (nostri), sono stati spesi, molto probabilmente non sarà più la nuova sede dell’inarcassa, non si sa quando si arriverà ad una soluzione. Si dice che il calzolaio ha sempre le scarpe rotte ma è paradossale che 145.000 tra architetti e ingegneri non riescono realizzarsi la propria sede.

Nel 2008 inarcassa ha perso in borsa 240 milioni di euro, (2.000,00 euro per ogni iscritto), ma era proprio inevitabile? Non sappiamo ancora i dati del 2009, ma nel frattempo il Comitato dei delegati ha deciso di mantenere la quota di investimento in fondi azionari pari al 21%, siamo sicuri che vogliamo affidare i nostri soldi alle borse mondiali?

Il Presidente Muratorio ha più volte sostenuto di voler aiutare i giovani, non molti mesi fa è intervenuta a Roma ad un congresso del Giarch, (Coordinamento nazionale dei giovani architetti italiani), dove ha ripetuto più volte che l’inarcassa vuole aiutare i giovani architetti, tutte belle parole ma non bastano ci vogliono i fatti. Per aiutare concretamente i giovani, perché non si comincia realizzando gare di progettazione riservate ai minori di 40 anni e magari a rotazione per l’affidamento degli incarichi nella gestione e manutenzione del patrimonio immobiliare dell’ente. Quasi nessuno conosce le modalità con cui oggi si affidano gli incarichi suddetti.

Perché non si affittano a canoni facilitati immobili di inarcassa per realizzare studi di giovani architetti, magari incentivando la formazione di team di almeno 10 professionisti ?

Sono tante le iniziative che si potrebbero intraprendere per dare un aiuto concreto ai giovani iscritti, non basta fare prestiti agevolati e dilazioni per i pagamenti dei contributi perché prima o poi i soldi bisogna restituirli.

Tutti noi conosciamo i tassi da strozzino e le penali assurde che l’inarcassa applica a chi non paga nei termini, sono proprio indispensabili?

Possibile che non si vuole instaurare un rapporto diverso con i propri iscritti?

Per tutte queste ragioni mi candido alle elezioni per il rinnovo dei delegati quinquennio 2010-2015.

A Roma si vota il 09-10-11 marzo 2010 presso il Notaio Fiumara – Piazza Orazio Marucchi, 5 – dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 16.30 alle 19.30 oppure tramite raccomandata.

E’ fondamentale andare a votare, Roma per 5 anni non ha avuto i propri delegati, se credi che sia necessario un cambiamento vai a votare.

ANTONIO ALCARO

Ho inviato una lettera aperta al Presidente uscente di inarcassa Architetto Paola Muratorio che si ricandida per un altro mandato.

LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DI INARCASSA

Gentile Architetto Paola Muratorio

Presidente INARCASSA

Via Salaria, 221

segreteria.presidenza@inarcassa.it

protocollo@pec.inarcassa.org

Oggetto: ELEZIONI PER IL RINNOVO DEI DELEGATI 2010-2015

Sono alle porte le elezioni per il rinnovo dei delegati inarcassa 2010-2015, noto con piacere che Lei si ripresenta, Le auguro di essere riconfermata.

Credo che ci sia qualche problema di comunicazione tra inarcassa e i propri iscritti, nell’ultimo numero della rivista dell’ente Lei scrive nell’editoriale:

si tratta di poche, semplici ma fondamentali misure, che a partire dal 2010 renderanno più equa la ripartizione dell’onere previdenziale tra iscritti più giovani e iscritti meno giovani, portando ad esempio, dal 2% al 4% il contributo integrativo e innalzando gradualmente di 4,5 punti percentuali i contributi soggettivo”.

La modifica dello statuto era stata comunicata, sempre nella rivista, nel numero 4/2008 doveva entrare in vigore nel 2009 ma si paventava uno slittamento al 2010, con l’anno nuovo mi è venuto un dubbio, dal mese di gennaio devo mettere l’aliquota del 4% in fattura?

Per fugare ogni incertezza chiamo inarcassa e chiedo spiegazioni, mi si risponde che per il momento non c’è alcun aumento, provo a controbattere dicendo che è stato scritto dal Presidente di inarcassa sull’ultimo numero della rivista, ma mi si risponde in tono stizzoso, (perché chi risponde al telefono, che è pagato con i nostri soldi, deve essere così maleducato?), che non so leggere.

Ora mi chiedo, non sarà che a causa delle elezioni alle porte l’ente sta aspettando il dopo voto per fare una comunicazione ufficiale a riguardo?

Il Comitato Direttivo ha paura di non essere riconfermato?

Probabilmente mi sbaglio è soltanto una coincidenza, ma sinceramente non capisco il perché non sia stata fatta una seria campagna d’informazione su una modifica così importante che ci riguarda, lo dico perché ho costatato che almeno la metà dei miei colleghi ne ignora i contenuti.

Le ricordo che oggi con la posta elettronica si può comunicare con gli iscritti senza spesa alcuna.

Credo che il problema della comunicazione riguardi anche altre problematiche di inarcassa.

Nel 2002 inarcassa bandiva un concorso nazionale ad inviti, (non si poteva fare un concorso aperto a tutti gli iscritti ?), per la ristrutturazione di un edificio a Roma da adibire alla nuova sede degli uffici dell’ente. Passo ogni giorno davanti al cantiere assistendo ad uno spettacolo veramente triste, i lavori che dovevano concludersi il 5 giugno 2007 sono fermi da anni, perché non s’informano gli iscritti su cosa sta accadendo?

L’inarcassa ha un notevole patrimonio immobiliare, quali sono le modalità con cui sono affidati gli incarichi ai professionisti per la manutenzione e la gestione degli edifici?

Un’informazione costante e puntuale su tutto ciò che avviene nell’ente e soprattutto su temi che toccano le nostre tasche, renderebbe più familiare e meno ostile il rapporto tra inarcassa e i propri iscritti.

Nel 2008 inarcassa ha perso in borsa 240 milioni di euro, (2.000,00 euro per ogni iscritto), ma era proprio inevitabile? Non sappiamo ancora i dati del 2009, ma nel frattempo il Comitato dei delegati ha deciso di mantenere la quota d’investimento in fondi azionari pari al 21%, siamo sicuri che vogliamo affidare i nostri soldi alle borse mondiali?

In un recente convegno a Roma del Giarch, (Coordinamento nazionale dei giovani architetti italiani), Lei ha più volte sostenuto di voler aiutare i giovani architetti, tutte belle parole ma non bastano ci vogliono i fatti. Per dare un contriibuto concreto ai giovani, perché non si comincia realizzando gare di progettazione riservate ai minori di 40 anni e magari a rotazione per l’affidamento degli incarichi nella gestione e manutenzione del patrimonio immobiliare dell’ente?

Perché non si affittano a canoni facilitati immobili di inarcassa per realizzare studi di giovani architetti, magari incentivando la formazione di team di almeno 10 professionisti?

Sono tante le iniziative che si potrebbero intraprendere per dare un aiuto concreto ai giovani iscritti, non basta fare prestiti agevolati e dilazioni per i pagamenti dei contributi perché prima o poi i soldi bisogna restituirli.

La riforma statutaria in arrivo entrerà in vigore in un momento storico di grave crisi, in definitiva con un colpo solo si aumenta del 50% l’importo dei contributi, del 50% l’importo minimo degli stessi, si allunga l’età e il periodo di iscrizione per andare in pensione e si diminuisce l’importo delle pensioni.

Si rischia di compromettere definitivamente una situazione, già difficilissima, in cui versano i nostri iscritti, siamo sicuri che non si può rimandare?

Le auguro un buon lavoro, se sarà riconfermata e spero di poter dare un mio contributo, sono candidato al collegio di Roma.

Antonio Marco Alcaro