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co/A - una proposta di concorso innovativa

23 dicembre 2011

aulettaIn un mio precedente post ho provato a delineare i principi di base che, a mio parere dovrebbero fondare la gestione dei concorsi di progettazione. Il tema dei concorsi pubblici e della loro regolamentazione è uno di quei temi caldi che animano la discussione sul miglioramento della qualità delle nostre città e noi intendiamo discuterne durante l’assemblea dei 150K.
La mia proposta mirava alla definizione di un processo che garantisse la qualità della scelta, la responsabilizzazione dei soggetti conivolti nel processo di ideazione (progettisti e amministrazioni in primis) e il coinvolgimento partecipativo e “connettivo” di tutti gli stakeholders del processo di trasformazione urbana.
L’approccio del post, come di molti altri validissimi che si incontrano nella rete, aveva come sottintesa una naturale diffidenza verso la capacità del genere umano ad autoregolarsi e, conseguentemente la attribuzione alla norma di una sorta di potere taumaturgico nella risoluzione dei problemi.
Si tratta di un riflesso ideologico difficile da spezzare: alla identificazione di un problema, alla individuazione di una possibile soluzione, si agisce pensando ad una legge.
Ma prima della legge, se si vuole incidere seriamente su un problema, occorre lavorare sulle consuetudini. Se si vuole dimostrare che una idea, un principio sono migliori di altri (a tal punto da meritarne l’istituzionalizzaizone normativa) occorre dimostrarne sul campo la validità e magari, senza necessariamente aspettare una nuova legge lavorare con quello che si ha.
Aggiungo che per le amministrazioni pubbliche che hanno la reale volontà di risolvere i problemi della trasformazione del territorio in maniera non burocratica e soprattutto non populista, non è necessario attende alcuna nuova norma, potendo già ora autoregolamentarsi.
E’ fondamentale quindi prima di tutto lavorare direttamente sulle amministrazioni pubbliche, agendo sulla loro sensibilità e sulla loro reale volontà di gestire positivamente il territorio. Se ci sono delle buone pratiche è doveroso segnalarle e promuoverle.

Ritengo quindi doveroso segnalare il concorso di idee che ha lanciato il comune di Auletta per la valorizzazione del Parco a ruderi sorto dalla riqualificazione del centro storico (distrutto dal terremoto del 1980) che approfondisce in maniera innovativa diversi aspetti del concorso di idee.
Il bando si caratterizza per la definizione chiara dei requisiti da parte del Comune, che ha coinvolto in questo progetto l’associazione RENA (Rete per l’Eccellenza Nazionale), e per  il programma coraggioso che si propone di ricercare soluzioni innovative a problemi e obbiettivi complessi; soprattutto si nota la ricerca di metodologie innovative proprio nelle metodologie procedurali di selezione dei progetti vincitori.
Ad un tema è importante quale quello della memoria collettiva di un dramma storico si cerca di fornire risposte in maniera “connettiva”.
Altamente innovativa, sia sotto il profilo organizzativo che metodologico, la previsione di un meccanismo partecipativo rivolto non tanto ai cittadini (che comunque vengono coinvolti trasparentemente in ogni fase del progetto) quanto alla categoria dei progettisti che vengono spinti a condividere contenuti e proposte secondo modalità Creative Commons.
Si ribalta di fatto il tradizionale concetto di partecipazione, restituendo contemporaneamente dignità e responsabilità alla categoria di progettisti i quali sono chiamati a operare in maniera multidisciplinare e soprattutto aperta.
Notevoli anche la cura della grafica e della comunicazione (si nota come gli organizzatori stessi abbiano ricorso agli stessi processi produttivi che richiedono ai progettisti) dalla quale si intuisce lo sforzo per sfruttare ogni possibilità offerta dal web 2.0 finalizzato alla selezione del miglior progetto possibile.
Gli aspetti di regolarità burocratica e funzionale sono in secondo piano. Non è importante che sia rispettata una procedura, è importante che quella procedura consenta di selezionare la miglior soluzione possibile; smbra banale ma evidentemente non lo è.
Il percorso delineato prevede una prima fase più tradizionalmente concorsuale, una seconda, caratterizzata da un workshop durante il quale si svilupperanno le migliori idee selezionate e una finale nella quale i vincitori affineranno le idee per produrre gli elaborai destinati alla gara d’appalto; il tutto sempre e costantemente ricorrendo a procedure aperte, visibili e condivisibili dall’esterno.

Ci auguriamo quindi il pieno successo dell’iniziativa, e soprattutto siamo curiosi di vederne i risultati concreti, nella speranza che questa esperienza stimoli anche altre amministrazioni a modificare almeno in parte le remore e le ritrosie che permangono nell’utilizzo di strumenti concorsuali aperti e partecipativi.

co/A è coordinata da RENA, su incarico della Fondazione MIdA, dall’Osservatorio sul Doposisma e del Comune di Auletta. Con la consulenza tecnica del gruppo SNARK, RENA ha lavorato alla definizione e diffusione del bando di idee.
Il concorso resterà aperto fino al 30 gennaio 2012.

Se anche un ex Presidente dell’OICE fa l’80% di ribasso…

17 dicembre 2011

Ormai succede proprio di tutto, dopo la gara gratuita di Manziana, un’altra tragicomica vicenda, figlia del decreto Bersani&Co, segnalata dal sito lavoripubblici.it in un interessante articolo di Paolo Oreto.

La Cassa Nazionale di Previdenza dei Ragionieri e Periti Commerciali, bandisce una gara, naturalmente al massimo ribasso, per l’affidamento di servizi in merito alla certificazione della regolarità catastale del patrimonio immobiliare dell’Ente.

L’importo a base d’asta è di 514.850,00 euro, la gara viene aggiudicata alla società di ingegneria Lenzi Consultant srl che ha fatto un ribasso dell’80% offrendo per l’incarico 100.050,80 euro, la società è iscritta all’OICE.

L’OICE è l’Associazione di categoria, aderente a Confindustria, che rappresenta le organizzazioni italiane di ingegneria, architettura e consulenza tecnico-economica, l’Associazione ha sempre condannato il sistema del massimo ribasso, colpevolizzando sia chi fa la gara, sia chi partecipa facendo ribassi enormi, come si può vedere dall’intervista rilasciata dal suo ex Presidente l’architetto Braccio Oddi Baglioni.

Ora voi vi chiederete di chi è la Lenzi Consultant srl ?

Socio e amministratore unico è colui che il 30 novembre 2009 affermava, in merito alla dignità professionale di chi partecipa con ribassi eccessivi: “il meccanismo di aggiudicazione al prezzo più basso porta a premiare i concorrenti che, pur sapendo di non poter realizzare la prestazione in conformità alla normativa vigente nel rispetto dei costi industriali, decidono di acquisire comunque l’incarico, riservandosi, dopo la sottoscrizione del contratto, di ridiscutere le condizioni e di impugnare ogni punto appellabile con lo scopo di ridefinire il corrispettivo. L’alternativa è la produzione di progetti di scarsa qualità tecnica ed architettonica, incompleti e comunque non conformi alla normativa“.

Si è proprio lui!!! l’arch. Braccio Oddi Baglioni, socio ed amministratore unico della Lenzi Consultant s.r.l., sarebbe facile dire: si predica bene e si razzola male, ma purtroppo, in Italia, siamo abituati a vedere politici, rappresentanti di Istituzioni, di Enti e figure rappresentative a fare il contrario di quello che dicono.

Il vero problema è: se uno come Oddi Baglioni, con una società che nasce addirittura nel 1800, è costretto a fare un ribasso dell’80% per aggiudicarsi una gara, vuol dire che siamo messi proprio male, male, male!!!!

E chi ci rimette sono proprio i giovani, al contrario di quello che si proponeva Bersani, perché una società che fa un lavoro di 500.000 euro con 100.000 euro, la prima cosa che taglia è il compenso dei propri collaboratori, che in taluni casi sono costretti ad assumersi anche delle responsabilità.

Insomma un fallimento totale di una legge che si proponeva di dare spazio ai giovani eliminando il monopolio dei soliti noti e che invece ha prodotto la continuità dei soliti noti, che però devono fare forti ribassi, squalificando la professione e eliminando definitivamente qualsiasi possibilità per un giovane di lavorare.

Oggi il web, a differenza del passato dove tutto rimaneva nascosto, può fare girare le informazioni, come quella che abbiamo appena denunciato, e girando le informazioni forse qualcosa può cambiare, dipende anche da noi.

Aspettiamo eventuali repliche da parte dell’architetto Braccio Oddi Baglioni.

Le Università fanno lavorare l’Architetto della cricca

11 dicembre 2011

Doveva pensarci Gian Antonio Stella, sul Corriere della Sera, a informarci sull’autore del progetto della nuova sede dell’Università di Tor Vergata.

Infatti martedì 7 dicembre 2011, a pagina 56 del Corriere della Sera, appare un interessante articolo dal titolo: “L’ amico della «cricca» nella nuova Tor Vergata - Due progetti milionari affidati dall’Università all’architetto Angelo Zampolini“, nel testo si fa riferimento a un progetto da 98 milioni di euro affidato proprio all’Architetto Zampolini, già famoso per le note vicende della casa di Scajola e della cricca legata al costruttore Anemone, Balducci e compagni, di cui si è parlato recentemente in un articolo del Fatto Quotidiano.

La cosa che ha fatto sorgere sospetti è stata la mancanza di cartello presso il cantiere, probabilmente l’Università si vergogna di far conoscere il nome del progettista.

Oltre alla nuova sede del Rettorato, lo stesso architetto firma anche il «preliminare» (altri 86 milioni e 500 mila euro) della nuova facoltà di Giurisprudenza, vi ricordo che a maggio del 2011 fa ha patteggiato una condanna a 11 mesi di carcere.

Questo episodio la dice lunga su come si gestiscono gli incarichi pubblici in Italia, l’Università si difende dicendo che l’incarico è stato dato dalla concessionaria, (società del gruppo Caltagirone), ma Tor Vergata è o non è una Università pubblica?

Vi sembra normale che l’Università, che dovrebbe essere di esempio agli altri Enti pubblici, possa dare incarichi da 100 milioni di euro in questa maniera?

Senza fare un concorso internazionale aperto a tutti, senza preoccuparsi della qualità dell’opera, della trasparenza, del rigore, della deontologia……

Possiamo andare avanti in questa maniera in Italia dove oramai, giovani e meno giovani, di grande capacità, qualità professionale e creatività sono completamente e definitivamente tagliati fuori da ogni incarico pubblico?

Per quanto tempo le Università possono continuare a comportarsi in questa maniera vergognosa?

Del resto La Sapienza non è da meno, recentemente abbiamo segnalato un caso in cui il Rettore della Sapienza ha incaricato due Dipartimenti di progettare un’opera da 100 milioni di euro, in contrasto evidente con tutte le norme e le sentenze in merito.

Abbiamo chiesto chiarimenti al Rettore, che fino ad oggi, non ha risposto, ma non ci fermeremo interverremo in tutte le sedi opportune per far valere i nostri diritti.

L’Ordine degli Architetti di Roma, in tutte queste vicende, non ci fa una bellissima figura, Gian Antonio Stella conclude il suo articolo in questa maniera: “come mai, dopo quello che è emerso dalle inchieste, dopo le ammissioni negli interrogatori e perfino dopo il patteggiamento della condanna, l’Ordine degli architetti non è intervenuto nei confronti del suo assai disinvolto iscritto?………………Come mai è intervenuto invece con rapidità supersonica per bacchettare Daniela Fastoso, una giovane architetto colpevole di avere offerto sul sito «Groupon» consulenze di arredamento a una tariffa troppo bassa? «La velocità del Web impone di intervenire con rapidità», ha risposto un paio di settimane fa al Fatto il presidente dell’Ordine romano Amedeo Schiattarella. L’immagine degli architetti è danneggiata di più da un iscritto che «viola» la concorrenza offrendosi per tariffe più basse o da un altro che porta assegni circolari per conto dei faccendieri?

E’ ora di cambiare, in un periodo drammatico per gli architetti italiani, non si può più tollerare questo malcostume imperante, questa società in cui vanno avanti i furbi e i delinquenti incompetenti a scapito delle persone oneste e capaci.

Anche gli Ordini devono fare la propria parte, devono combattere per invertire la rotta, altrimenti daranno ragione a coloro che vogliono farli chiudere.

150K ARCHITETTI

Per porre l’attenzione sulla insostenibile condizione professionale degli architetti in Italia, e promuovere una mobilitazione allargata a tutti i professionisti convinti del bisogno di una maggiore qualità architettonica nel processo di trasformazione del territorio,

il Movimento “Amate l’Architettura”ha formulato

10 Domande per “CAMBIARE”

1) PERCHE’ solo in Italia è diventato impossibile esercitare dignitosamente la professione dell’architetto nel rispetto di quanto stabilito dagli artt. 4 e 36 della nostra Costituzione?

2) PERCHE’ solo in Italia si è raggiunto il numero incredibile di circa 150.000 architetti, pari a quasi un terzo di tutti gli architetti europei?

3) PERCHE’ solo in Italia ci sono figure professionali che, nonostante l’esistenza di leggi e sentenze che definiscono le loro competenze, continuano a svolgere impunemente attività riservate solo all’architetto e all’ingegnere?

4) PERCHE’ si permette ai Professori universitari a tempo pieno e addirittura ad interi Dipartimenti delle università italiane di esercitare attività riservate alla libera professione, contravvenendo alle leggi vigenti?

5) PERCHE’ si è voluta creare ed immettere su un mercato del lavoro già saturo e caotico, la figura dell’Architetto Iunior senza definirne precise competenze e professionalità?

6) PERCHE’ si accetta che neolaureati e giovani architetti “a partita IVA” lavorino negli studi professionali in condizioni di dipendenza senza alcuna tutela.

7) PERCHE’ la nostra cassa previdenziale (Inarcassa) non trova un modo per sostenere quei tanti professionisti che, senza reddito per mancanza di lavoro, sono comunque obbligati a versare un pesante contributo pensionistico?

8) PERCHE’ solo in Italia il pagamento delle parcelle professionali degli architetti non ha alcuna tutela?

9) PERCHE’ solo in Italia gli incarichi professionali, soprattutto per le opere pubbliche, sono assegnati al massimo ribasso, ledendo la dignità professionale e contribuendo a ridurre la qualità del Progetto, dell’Architettura e dei Servizi affidati?

10) PERCHE’ gli Ordini professionali, il CNA e i Sindacati, oltre alle esternazioni di facciata a mezzo stampa, nulla di concreto hanno mai conseguito in termini di tutela della dignità, della professionalità e del diritto al lavoro degli architetti e quindi oggi qual è il loro ruolo e la loro funzione?

A queste domande vorremmo aggiungere tutte quelle che i colleghi interessati vorranno formulare.

A queste domande vogliamo trovare delle risposte per uscire da una situazione che non possiamo più accettare, promuovendo un’assemblea, aperta a tutti, che intendiamo organizzare all’inizio del 2012.

Sono anni che gli architetti avvertono il disagio crescente per le condizioni di lavoro in cui operano.

L’aggravarsi delle condizioni economiche, sociali e culturali del paese ha fatto precipitare la professione d’architetto in una crisi senza precedenti.

AVVERTIAMO L’URGENZA DI AGIRE.

Non possiamo nascondere inoltre, le responsabilità di una intera classe politica che, negli ultimi 15-20 anni, ha agito in direzione opposta al conseguimento della qualità nell’architettura.

Abbiamo l’intenzione di creare una rete di architetti, che esprima con chiarezza il proprio disagio, per costruire un’agenda sui temi della professione e della trasformazione del territorio, da imporre sia ai nostri organi di rappresentanza che al mondo politico e governativo.

C’è bisogno del contributo di tutte le realtà associative e culturali che la nostra professione esprime.

LA NOSTRA INIZIATIVA.

Proponiamo una giornata di incontro aperto a tutti gli architetti che hanno idee da proporre e che hanno intenzione di confrontarsi e mettersi in gioco insieme ad altri professionisti.

Partiremo dalle 10 domande che noi di Amate L’Architettura abbiamo formulato come spunto di discussione iniziale.

Accoglieremo tutte le ulteriori domande che i partecipanti riterranno opportuno aggiungere.

Chiederemo a tutti i partecipanti alla giornata di fornire le loro proposte.

Comune di Manziana: incarico “gratuito”

Era facilmente prevedibile che sarebbe andata a finire così, tutto è iniziato il 04 luglio 2006 con il famigerato decreto Bersani (DL n. 223 /2006) , che si prefiggeva di tutelare i consumatori, promuovere la concorrenza, snellire le pratiche burocratiche, poi sono arrivate le manovre estive, la crisi economica, il pressing dei poteri forti (banche, confindustria, massoneria, speculatori), la campagna di aggressione agli ordini e ai professionisti da parte dei mass media e il gioco è fatto.

Si comincia con incarichi con il 60%/70% di ribasso e poi si arriva all’incarico gratuito, Bersani & Co possono ritenersi soddisfatti sono riusciti a promuovere a tal punto la concorrenza che il consumatore può rivolgersi tranquillamente al professionista in maniera gratuita, peccato che non ci sono riusciti con le compagnie telefoniche, le banche, le assicurazioni, le compagnie energetiche, le compagnie petrolifere e via scorrendo.

Mi sarebbe tanto piaciuto avere un contratto telefonico a canone gratuito, in realtà l’unica categoria colpita è stata quella dei professionisti perché gran parte delle disposizioni “sacrosante” nei confronti delle banche, assicurazioni etc sono state aggirate come avviene sempre in Italia.

Non credete che un Comune possa fare un bando per un incarico gratuito?

Purtroppo è tutto vero, se non ci credete scaricate il bando.

COMUNE DI MANZIANA -Provincia di Roma- AREA LAVORI PUBBLICI

largo G. Fara, l - 00066 Manziana (Roma)

Prot. n. 26054 del 16/11/2011

INDAGINE DI MERCATO

OGGETTO: indagine di mercato per individuare il/i tecnico/i a cui affidare direttamente

INCARICO GRATUITO

di verifica della progettazione esecutiva, prot.24826 del 28/10/2011, dei lavori di consolidamento statico plesso scolastico di via Pisa’.

“I professionisti verranno scelti dal Responsabile del Procedimento, a suo insindacabile giudizio, tenendo conto del principio di rotazione, parità di trattamento, non discriminazione proporzionalità e trasparenza”

L’INCARICO È GRATUITO

Il Responsabile dell’ Area LL.PP.

ing. Piera Bocci

Bisogna anche avere dei requisiti minimi per partecipare, ma non preoccupatevi è garantita la rotazione.

Ci congratuliamo con l’Ordine degli Architetti di Roma e provincia che è prontamente intervenuto inviando una diffida il 25 novembre in cui si fa notare la palese violazione sia del D.Lgs. 163/2006 Codice dei Contratti Pubblici, sia dall’art.2233 del Codice Civile, sia dalle norme di deontologia professionale .

La diffida dell’Ordine a cui si sono aggiunte quella del sindacato Inarsind e di altri ha avuto un effetto immediato, in quanto il responsabile dei LLPP del Comune Ing. Piera Bocci ha annullato la procedura di bando con nota prot. 27354 del 30 novembre facendo sostanzialmente marcia indietro sull’iniziativa.

Questo ci dimostra che quando l’Ordine interviene con forza e con tempestività si riesce, in soli 5 giorni, ad annullare procedure che rischiano di alimentare un sistema a catena che ci porta alla distruzione del ruolo del professionista.

Non riusciamo a capire, allora, perché nel caso di via giulia (da noi segnalato quasi un anno fa) e di piazza San Silvestro a Roma (segnalato nel mese di ottobre), l’Ordine non sia intervenuto, nonostante le nostre sollecitazioni.

Si tratta in entrambi i casi di incarico gratuito.

Il mancato rispetto sia del D.Lgs. 163/2006 Codice dei Contratti Pubblici, sia dall’art.2233 del Codice Civile, sia dalle norme di deontologia professionale come vale nel Comune di Manziana dovrebbe valere anche nel Comune di Roma, o no?

Si è detto che, nel caso di via giulia, non si è trattato di un incarico ma di una consultazione.

In verità i professionisti incaricati hanno fatto un progetto con l’impiego di risorse e mezzi, sono stati fatti rendering di buona qualità, plastici, elaborati complessi, hanno lavorato i collaboratori, non credo gratis, è stata fatta una mostra, quindi non si capisce perché non dovrebbe essere considerato un incarico.

Nel caso di Portoghesi, la piazza la stanno realizzando, ci sono tanto di fotografie del sindaco con il maestro che presentano il progetto, il progetto di Portoghesi è completamente diverso da quello fatto inizialmente dai tecnici dell’Ufficio Progetti Città Storica, non si può negare che è stato un incarico e non si può negare nemmeno che sia stato un incarico gratuito.

Se vogliamo cambiare le cose dobbiamo imparare a smettere di essere forti con i deboli e deboli con i forti.

COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA

Art. 3.

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.