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Concorso fotografico Finding Flaminio

Il progetto consiste nell’ideare un percorso tematico di visita del quartiere Flaminio, che conduca i cittadini partecipanti a conoscere le più importanti architetture moderne e contemporanee e i principali nodi individuati dal Movimento Amate l’Architettura sui quali invitare gli abitanti a riflettere sulle opportunità di miglioramento urbano.

La partecipazione avverrà sotto forma di concorso fotografico avente come tema il quartiere stesso, le sue emergenze e peculiarità architettoniche e i nodi urbani irrisolti.

Il concorso fotografico prevede di focalizzare l’attenzione dei partecipanti sulle peculiarità del quartiere Flaminio ed in particolare del Villaggio Olimpico e delle straordinarie opere di architettura che lo contraddistinguono. Intende inoltre far riflettere su alcuni ambiti di questo luogo che oggi sono dimenticati e lasciati in uno stato di abbandono. Lo strumento scelto è un percorso didattico, individuato da una mappa-guida, che condurrà i partecipanti attraverso questi ambienti critici ed in direzione dei sei punti cardine su cui si snoda questo viaggio nello spazio urbano e nell’architettura.
Ai partecipanti verrà fornita una planimetria del quartiere Flaminio, elaborata sul modello delle mappe turistiche, con un percorso di 6 tappe corrispondenti ad altrettanti monumenti (MAXXI, Auditorium, Ponte della Musica, Villaggio Olimpico, Palazzetto dello sport). Sulla planimetria verranno anche individuati i principali punti critici del quartiere.

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Apertura iscrizioni concorso fotografico: 12 Maggio 2010
Inaugurazione, distribuzione mappe e passeggiata del quartiere: 10 Giugno 2010
Chiusura concorso fotografico: 14 Luglio 2010

Al concorso possono partecipare tutti iscrivendosi e inviando entro il 14 luglio 2010 non più di 6 foto al sito:
www.amatelarchitettura.com/ff

Ai vincitori saranno previsti premi in buoni acquisto libri.
Saranno premiati:
- il miglior click scattato ad una delle sei architetture individuate;
- il miglior click scattato nelle aree critiche (in grigio sulla mappa);
- la miglior sequenza di tre/sei foto.
Venite comunque a visitare il sito e votate la vostra preferita.
È prevista una menzione speciale alla foto che risulterà maggiormente votata dal pubblico sul sito.

Appuntamento
il giorno 10 giugno 2010
alle 17.30
presso il foyer del Maxxi per la distribuzione delle planimetrie della zona e per fare una passeggiata insieme alla scoperta del quartiere Flaminio.
Ripercorreremo insieme le tappe del concorso Finding Flaminio.
Patrocinato da: Municipio II Comune di Roma

Con la partecipazione di:
Libreria del teatro Olimpico - Associazione Culturale Genti e Paesi - URBAN EXPERIENCE

Sponsorizzato da:
IDROGROSS - IDEAL STANDARD
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CuratorI: Giulio Pascali, Alessio Bonetti, Giulio Paolo Calcaprina, Maja Gavric

Per scaricare il bando, iscriversi al concorso e avere maggiori informazioni collegarsi al sito:
www.amatelarchitettura.com/ff

Meglio tardi che mai

Dopo ben 9 mesi !!! dalla sentenza della Cassazione n. 19292/2009,  finalmente l’Ordine degli Architetti di Roma, insieme agli altri Ordini della Regione Lazio, ha diramato una circolare a tutti gli Enti interessati in merito alle competenze professionali tra architetti, ingegneri e geometri, (leggi la circolare del 12 maggio 2010).

Ci siamo già occupati del tema in precedenti articoli (vedi link), abbiamo anche inviato una lettera ai Presidenti Nazionali di Architetti, Ingegneri e Geometri per chiedere l’apertura di un tavolo tecnico per la ridefinizione delle competenze professionali, nel mese di aprile si sono riuniti per la prima volta dopo molti anni, speriamo che si arrivi in tempi rapidi ad una soluzione condivisa da tutte le categorie interessate.

Per il momento ci auguriamo che venga rispettata la sentenza della Cassazione:

l’integrale progettazione, compresa quella edilizia e/o architettonica, e non solo il calcolo e la progettazione strutturale, di costruzioni anche modeste comportanti l’impiego del cemento armato, rientra nella competenze esclusiva dell’ingegnere e dell’architetto.

La circolare della Federazione degli Ordini Architetti PPC del Lazio è indirizzata alle seguenti  istituzioni:

Ai Sindaci dei Comuni della Regione Lazio - LORO SEDI
Ai Responsabili del Servizio Edilizia/Urbanistica dei Comuni Regione Lazio - LORO SEDI
Agli Uffici Decentrati del Genio Civile della Regione Lazio - LORO SEDI
Agli ATER della Regione Lazio - LORO SEDI
Alle Comunità Montane della Regione Lazio - LORO SEDI
Alle Aziende Sanitarie USL della Regione Lazio - LORO SEDI
Ai Consorzi Sviluppo Industriale della Regione Lazio - LORO SEDI
Ai Consorzi di Bonifica della Regione Lazio - LORO SEDI
Al Consiglio Nazionale Ingegneri - ROMA
Al Consiglio Nazionale Architetti - ROMA
Alla Federazione Regionale Ordini Ingegneri del Lazio - LATINA
A tutti gli Iscritti agli Ordini degli Architetti del Lazio - LORO SEDI

Vogliamo credere che prendano in considerazione la richiesta della Federazione, ma soprattutto ci auguriamo che i Consigli degli Ordini degli Architetti PPc del Lazio mantengano ciò che hanno scritto nella circolare, ovvero:

In difetto, questi Ordini Provinciali si vedranno costretti ad esperire, presso le sedi deputate, tutte le azioni necessarie non solo alla tutela dei valori della professione dell’architetto, ma anche a protezione dell’interesse pubblico, alla salvaguardia del profilo etico della professione e dei diritti del cittadino.


Stadio del tennis di Roma, il nulla che avanza

13 maggio 2010

Di fronte alla realizzazione del nuovo Stadio del tennis al Foro Italico, completato con grande orgoglio dal Coni ma totalmente privo della minima valenza progettuale e architettonica, lascia esterrefatti il totale silenzio da parte di tutti i protettori del patrimonio artistico e culturale, dei beni ambientali e paesaggistici, della bellezza in genere e del Foro Italico in particolare.

Il nulla che avanza evidentemente rassicura e tranquillizza.

Chissà come sarebbe andata se avessero realizzato il progetto previsto.

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Per approfondimenti

Striscia la notizia, Figline Valdarno ecoschifi ed “ecostronzi”

6 maggio 2010

Oggi, 5 maggio 2010, ho appena finito di ascoltare un servizio di Striscia la Notizia su un progetto di recupero urbano previsto a Figline Valdarno.

Si parla di un “Ecoschifo”, si fanno vedere cancelli chiusi, catenacci.

Si ripete più volte che lì, prima c’era una vecchia scuola elementare niente meno che della fine dell’800, inizi ‘900.

Si dice che l’opera doveva essere completata entro il 2008.

Si dice che “dopo grandi mangiate e bevute” l’opera sia stata appaltata con una “grandissima spesa, svariati milioni di euro!!!”.

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Solo che stavolta non si tratta di qualche abuso, di qualche cantiere interrotto, di cittadini inferociti per lo spreco di denaro pubblico, anni e anni di attesa per vedere le opere completate, ecc.

No!

Stavolta si tratta di Sgarbi, al quale, come è noto, non piacciono le architetture contemporanee, ed al quale evidentemente piace sfruttare la sua notorietà per pontificare e sparare a zero su qualunque cosa gli capiti sotto tiro e, anche quando mancano evidentemente le argomentazioni, fare la voce grossa pur di imporre verità inesistenti e lasciare intendere in maniera velata l’equazione modernità uguale abuso e mostruosità.

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Le argomentazioni in sintesi:

- Un edificio, in quanto intitolato ad un insigne educatore (Raffaello Lmbruschini) acquista di per se una intoccabilità, una “sacralità” che lo rendono appunto intoccabile e inviolabile; obbligatorio il recupero ad ogni costo.

- Il progetto non va’ perché utilizza, in parte, il cemento e perché la Toscana è la patria di Brunelleschi e dell’Alberti (vecchi modernizzatori dell’epoca), quindi è vietato realizzare qualsiasi cosa moderna, salvo che non si trovi in un deserto.

- La torre prevista dal progetto non và perché sorge in prossimità un’altra anonima torre (ottocentesca?) più bassa e più piccola della nuova; come sempre la contemporaneità non deve vedersi.

- Poiché il progetto è dell’architetto Casamonti, noto alle cronache per le tristi vicende giudiziarie della protezione Civile, si lascia intendere che quindi l’opera sia automaticamente priva di validità architettonica e il frutto deviato del capitalismo speculativo.

- Infine Sgarbi cita come modello di recupero urbano quello attuato nella piazza retrostante del quale ci è dato vedere solo una tristissima immagine di un interno chiesa e delle tristissime vetrine dove l’architetto (Giovanni Pratesi?) ha esposto alcuni non meglio precisati reperti (archeologici? affreschi? Boh?); Aah?! Questo si che significa recuperare la città……

L’articolo finisce con un generico “Vedremo l’evolversi tra un mese o quando sarà” lasciando intendere che la storia sarà lunga e che non ci sarà da aspettarsi granchè.

Peccato che:

- l’edificio demolito, essendo della fine dell’800 (primi del ‘900, boh?) sia un normalissimo edificio in stile, banale revival neoclassico come tanti sorti nello stesso periodo, probabilmente realizzato con struttura in cemento armato, e non abbia alcuna valenza e validità di tipo storico o culturale; se fosse stato così, dubitiamo che la sovrintendenza avrebbe permesso anche solo di annusare il fabbricato.

- Lo stesso dicasi per il contesto dove sorgerà il centro, onestamente non costellato di presenze storiche rilevanti.

- Il progetto del Centro Polifunzionale, dello Studio Archea, è del 2006, probabilmente sarà completato entro l’anno, un tempo record per la cantieristica e la burocrazia italiana!

- Il centro sarà di 3.000 mq e costerà circa 4 milioni, onestamente un costo più che dignitoso per un’opera di valenza pubblica che recupererà una vecchia area dismessa.

- Il cantiere è stato temporaneamente sequestrato dalla magistratura e dissequestrato il 7 aprile 2010 (un mese fa!!!) alla presenza di Striscia (che si guarda bene dal riferire la cosa).

- Teletruria ha mandato in onda il 29 aprile un servizio dal tono diverso nel quale si ribadisce che non vi è stata “nessuna violazione della normativa che regola i centri storici”;

Fenomenale la risposta del Sindaco: “CHI PARLA DI ECOMOSTRO È UN ECOSTRONZO!!!!

Sottoscrivo…

Casamonti non è noto per la sua simpatia, e ultimamente pare che la sua fama sia effettivamente più legata ai suoi casi giudiziari, che alle sue opere, le quali sono più che dignitose, sanno essere contemporanee e contemporaneamente sanno dialogare con i contesti storici e naturali in cui si inseriscono.

Non c’è che dire: STAVOLTA L’ABUSO L’HA FATO STRISCIA!!!!

Coppula Tisa

1 maggio 2010

“La gestione di una proprietà privata, finalizzata alla fruizione pubblica e gratuita, rappresenta simbolicamente il riscatto della proprietà demaniale come terreno ideale di un “fare” cittadinanza attiva e sentire la cosa pubblica in controtendenza  rispetto alla politica di privatizzazione e  cartolarizzazione del patrimonio pubblico dello Stato.”

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Molti architetti amano il cinema e i suoi registi.

Questa è la storia invece di un regista, pluripremiato, intervistato in televisione , che oltre a girare bellissimi documentari che illustrano come la multiculturalità sia un valore assoluto, decide di dedicarsi anima e corpo alla salvaguardia dell’ambiente.

Edoardo Winspeare, salentino doc, ha a cuore la questione dell’abusivismo edilizio della sua terra, e della tutela del territorio.

Ha quindi fondato una associazione Coppula Tisa, che tra le altre cose ha deciso di raccogliere fondi per acquistare un’immobile abusivo (condonato), demolirlo, farne un parco pubblico e restituirne lo spazio alla cittadinanza.

La parte più paradossale è quella che riguarda la richiesta dei permessi per consentire la demolizione.

“Con la procedura  di sanatoria il territorio ha subito una modifica  della destinazione d’uso e allora per distruggere ciò che la sopraintendenza ha contribuito  a sanare è necessario acquisire un altro parere ai sensi dell’art.1 della Legge Regionale N°8/95.

Ma per il rilascio da parte del nostro ufficio tecnico del permesso a demolire è necessario, quindi un nuovo parere della sopraintendenza che si esprimerà sull’impatto della demolizione dello stesso rudere originariamente costruito in violazione del vincolo paesaggistico”

Colgo l’occasione per segnalare che in questi giorni al cinema Aquila è in proiezione il documentario “Sotto il Celio Azzurro” diretto appunto da E. Winspeare.