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Entrare Fuori e CorvialeUrbanLab - due passeggiate nell’architettura

17 gennaio 2012
Segnalo due iniziative di Urban Experience che utilizzeranno come sfondo delle azioni due ambienti architettonici romani.
A Santa Maria della Pietà e dentro il Museo della Mente (allestito da Studio Azurro) per Entrare Fuori e a Corviale per il per un Walk Show in occasione del  CorvialeUrbanLAB.
1. Entrare Fuori nasce dall’affermazione di un paziente psichiatrico, è diventato il motto del Museo della Mente ed oggi viene rilanciato in un progetto di cultura dell’innovazione, per riflettere sul paradosso di chi, internato in un manicomio, si misurava con il mondo esterno. Fuori c’era un mondo in cui integrarsi: si entrava in una società che si evolveva includendo.
Le azioni di Urban Experience nel parco del Santa Maria della Pietà, l’ex-manicomio di Roma, permetteranno di entrare nella memoria di quel mondo separato, emblema dell’alterità e dell’evoluzione di una società che può interpretare le differenze come risorsa.
Questi percorsi saranno caratterizzati dal performing media: walk show, passeggiate radioguidate per valorizzare il territorio attraverso i nuovi media, esplorando uno spazio pubblico utilizzando smartphone, un gioco radiofonico in cui si tratterà della memoria del Santa Maria della Pietà, del suo genius loci. Non si farà spettacolo ma emergerà lo spettacolo della città, creando le condizioni percettive per rilevare le qualità dei luoghi.
Per gli estimatori di Studio Azzurro sarà un’occasione per visitare il Museo della Mente.
Il 19 gennaio alle 17,30 è previsto un Talk-Lab su Performing Media per la cultura dell’innovazione, un seminario di studio con applicazioni di visual thinking per esplicitare le nuove potenzialità della creatività connettiva.
Per la partecipazione (gratuita) ai walk show (18, 19 e 20 gennaio ore 16:00) è vivamente consigliata laprenotazione sul social network a questo link .
2. A Roma, a Corviale, il 20 gennaio, a mezzanotte, torna il WALK SHOW   per il  CorvialeUrbanLAB. Dopo l‘intervento del dicembre scorso, svolto di mattina, per coinvolgere i bambini delle scuole elementari, si ripropone, questa volta a mezzanotte (!) il  “Walk show nel Serpentone” a cura di Urban Experience nell’ambito dei MArteAwards. Si tratta di una passeggiata radioguidata (si parte dal Mitreo, Via M.Mazzacurati 61 alle ore 24)  basata su soluzioni whisper radio all’interno di uno dei condomini più lunghi d’Europa: il cosiddetto “serpentone” di Corviale. Il percorso radioguidato avrà come voci guida alcuni conduttori di Urban Experience, esperti di storia dell’arte di Workinproject, architetti e rappresentanti delle associazioni e delle comunità del quartiere. Lungo l’itinerario saranno utilizzati dei mobtag, codici digitali che permetteranno agli smart phone di linkare a dei video che hanno documentato un particolare percorso emozionale. Tra i repertori video in streaming, da ascoltare in cuffia mentre si esplora il Serpentone, sono previsti anche le documentazioni dell’attività educativa svolta da Workinproject per CorvialeUrbanLab, con i bambini del quartiere, attraverso il restyling ludico-creativo delle architetture di Corviale.

Facciamo sentire la nostra voce

E’ arrivato il momento di far capire ai cittadini che non siamo una casta, ma che siamo una categoria che dovrebbe avere un ruolo importantissimo nella società.

Non possiamo più assistere inermi ad un attacco senza precedenti che viene fatto ogni giorno alle professioni che vengono messe tutte nello stesso calderone senza capire le differenze che esistono e senza avere alcuna cognizione di causa della realtà e dei problemi che ci sono.

I “tassinari” sono una categoria di lavoratori che, sia numericamente che per importanza sociale e culturale, dovrebbero essere distanti anni luce dalla nostra categoria di architetti che è una professione “intellettuale” fondamentale per la sicurezza dei cittadini e per la qualità degli spazi e degli ambienti in cui viviamo.

Eppure tutti i giornali e i telegiornali aprono in prima pagina e con grande evidenza alla minaccia di sciopero dei tassisti, mentre a noi architetti non ci si fila nessuno e siamo costretti a comprarci una pagina intera del maggior quotidiano nazionale per far sentire la nostra voce come ha fatto l’Ordine degli Architetti PPC di Roma con questo appello (allegato in fondo).

Non si può non condividere e non sottoscrivere il manifesto del Consiglio dell’Ordine degli Architetti di Roma, del resto noi di Amate l’Architettura sono 3 anni che diffondiamo lo stesso messaggio e ci battiamo per gli stessi principi, a partire dal nostro Manifesto sottoscritto da quasi mille colleghi e riteniamo che gli Ordini e il Consiglio Nazionale debbano, in questa fase di incertezza sul futuro e di profonda trasformazione degli Ordini, organizzare delle Assemblee aperte con gli iscritti per costruire insieme il nostro futuro.

Noi di amate l’architettura stiamo cercando di muoverci in concreto e a tal fine abbiamo organizzato 150K ARCHITETTI, un Assemblea aperta a tutti, (scarica il comunicato stampa), che si svolgerà mercoledì 8 febbraio 2012 alle ore 17.00 alla Sala Convegni della Città dell’Altra Economia (largo Dino Frisullo Campo Boario ex-mattatoio Roma) dove chiediamo la partecipazione a tutti per creare una rete di Professionisti e Associazioni che, nel manifestare il proprio disagio, possa disporre di un ampio e determinato potere contrattuale in grado di incidere sulle scelte dei nostri organi di rappresentanza e del mondo politico.

Il nostro problema è farci ascoltare e per fare ciò bisogna essere uniti tutti, associazioni, ordini, colleghi, sindacati… per il bene di tutti i cittadini.

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A cosa serve l’Ordine degli Architetti PPC ?

11 gennaio 2012

Il tema della riforma degli ordini professionali e la loro necessità o meno, è di grande attualità in questi giorni, proponiamo il contributo di Enrico Milone pubblicato su Il Giornale dell’Architettura nel n°101 gennaio 2012.

Nella convulsa attività legislativa provocata dalla crisi finanziaria di questa estate, due leggi hanno messo in discussione il destino degli Ordini professionali.

1. La legge 111 del 15.7.2011 (GU 16.7.2011 n.  ), manovra di ferragosto, tratta della riforma degli Ordini con l’art.29 comma 1 bis che qui trascrivo: “Al  fine  di  incrementare  il   tasso   di   crescita dell’economia  nazionale,  ferme  restando  le   categorie   di   cui all’articolo 33, quinto comma,  della  Costituzione,  sentita  l’Alta Commissione di cui al comma 2, il Governo formulera’  alle  categorie interessate proposte di riforma in materia  di  liberalizzazione  dei servizi e delle attivita’ economiche; trascorso il  termine  di  otto mesi dalla data di entrata in vigore della legge di  conversione  del presente decreto, cio’  che  non  sara’  espressamente  regolamentato sara’ libero.” Il testo è ambiguo. Sembra che gli Ordini che hanno l’esame di abilitazione professionale ne siano esclusi. Ma non è sicuro ed in ogni caso la norma crea una situazione che invita a fare ragionamenti ad ampio spettro per tutte le professioni intellettuali.

2. La manovra bis, decreto-legge 13.8.2011 n.138, da convertire in legge entro il 13.10.2011, all’art.3 comma 5, stabilisce che entro un anno dovranno essere modificati gli ordinamenti delle professioni, per introdurre gli obblighi di: aggiornamento professionale continuo, tirocinio, assicurazione. I minimi di tariffa devono essere derogabili e l’attività disciplinare deve essere gestita da nuovi organi, preclusa ai consiglieri degli Ordini e del consiglio nazionale.

La proposta di ridimensionare o eliminare gli Ordini professionali è ricorrente, proviamo perciò a valutare se gli Ordini davvero siano necessari e se la loro eliminazione comporterebbe danni alla attività professionale degli architetti.

Prima del 1923/25 non c’erano gli Ordini degli architetti e degli ingegneri. L’Ordine degli architetti è stato istituito, con legge del 1923 e Regolamento del 1925, al fine di tutelare i consumatori che chiedono servizi professionali. L’Ordine dovrebbe tutelare prioritariamente gli interessi  dei consumatori e la correttezza dell’esercizio professionale. Inclusa la qualità della prestazione richiesta dal cliente. L’Ordine può tutelare anche la condizione di lavoro del professionista, astenendosi però da fare attività sindacale.  Infatti l’iscrizione all’Ordine è obbligatoria mentre l’iscrizione ai sindacati è libera. Pertanto l’Ordine non può firmare un contratto di lavoro né proclamare agitazioni sindacali o scioperi.

In base alla legge istitutiva l’Ordine ha pochi compiti:

1- iscrizione all’albo e gestione dell’albo;

2- deontologia, controllo della disciplina degli iscritti:

3- reprimere l’uso abusivo del titolo di architetto e l’esercizio abusivo della professione

4- dare pareri sulle parcelle e sulle controversie professionali.

L’iscrizione all’Albo è un automatismo. L’Ordine non ha altro compito che verificare che il richiedente ha  superato l’esame di abilitazione.

I pareri sulle parcelle sono molto diminuiti da quando è stata abrogata la legge che, nel caso di lavori pubblici, subordinava il pagamento della parcella al visto dell’Ordine.  In ogni caso anche la gestione di questa attività è spesso fatta in modo improprio. Tanto che spesso, quando c’è da fare scelte discrezionali, l’Ordine favorisce il proprio iscritto a danno del committente pubblico o privato.

Deontologia. La disciplina è il compito più importante. L’Ordine può condannare un iscritto scorretto sospendendolo dalla attività professionale. Il rispetto della correttezza professionale costituisce una garanzia per il cittadino utente dei servizi professionali.  Oggi l’Ordine dovrebbe  controllare la correttezza del professionista. Ma lo fa effettivamente? Certamente no. Con la scusa della mancanza di denunce, gli Ordini hanno in genere ignorato le scorrettezza professionali commesse dai professionisti coinvolti in casi di corruzione per appalti pubblici, resi a tutti noti dalla  stampa. Incarichi professionali, progetti e collaudi, ricevuti da funzionari pubblici e docenti a tempo pieno, in condizione di incompatibilità e  privi di autorizzazione. Il controllo degli Ordini è latitante anche per le scorrettezze fatte dagli iscritti nella gestione dei permessi edilizi e nella proliferazione dell’abusivismo. Gli Ordini in genere non informano gli iscritti sulla quantità e l’oggetto dei procedimenti disciplinari attivati, né risulta che il Consiglio Nazionale o il Ministero li incitino a dare notizie. Appare evidente che gli Ordini abbiano molta ritrosia nell’aprire procedimenti disciplinari nei confronti dei propri iscritti. Per farsi un’idea basti considerare che i ricorsi al CNAPPC contro le sentenze degli Ordini sono all’incirca 20 all’anno (il dato non è ufficiale). E dato che quasi tutti i professionisti che vengono condannati dall’Ordine fanno ricorso al CNAPPC, si può immaginare quanto sia irrisorio il numero dei procedimenti attivati e delle condanne inflitte dagli oltre 100 Ordini degli Architetti per un totale di oltre 140.000 iscritti.

Tra le scorrettezze che sono tollerate, è consentito che un architetto componente di una commissione consultiva (commissione edilizia) comunale possa presentare progetti nello stesso comune. E’ anche tollerato che un componente del consiglio dell’Ordine o del CNAPPC possa partecipare ad un concorso o gara per la quale il consiglio stesso ha approvato il bando e/o ha nominato un membro della commissione giudicatrice.

La carenza di attività deontologica degli Ordini è grave perché, trattandosi del compito principale dell’Ordine, l’inadempienza costituisce il motivo principale che giustifica l’ipotesi di eliminare l’istituzione.

Ipotesi di eliminazione dell’Ordine e del CNAPPC

Gli architetti possono fare a meno dell’Ordine, ma non possono fare a meno dell’abilitazione all’esercizio della professione.

La professione di architetto esisterebbe anche senza l’Ordine, perché in caso di mancanza dell’Ordine comunque resterebbe l’abilitazione all’esercizio della professione di architetto e di ingegnere. L’abilitazione è nell’art.33 della Costituzione e la sua eliminazione potrebbe richiedere una modifica dell’articolo, cosa molto difficile, vista la complessità della procedura di modifica della Carta Costituzionale.

In mancanza di Ordini, occorrerebbe (come in Gran Bretagna) istituire un Registro Nazionale delle persone che ottengono l’abilitazione all’esercizio della professione di architetto. Presso il Ministero della Giustizia, gestito dal Ministero. In tal modo ogni cittadino o ente può consultare il registro e verificare che una persona è abilitata a fare l’architetto. Lo stesso Registro potrebbe svolgere i procedimenti disciplinari su denuncia di enti o privati,  mediante una commissione nominata dal Ministero, composta anche di membri in rappresentanza della professione.

Al limite il sistema funzionerebbe anche senza il Registro Nazionale, visto che un ente o un cittadino può sempre chiedere all’architetto al quale commette un incarico di mostrare il certificato di conseguita abilitazione alla professione.

Volendo ancora più semplificare, il sistema potrebbe, forse, funzionare anche senza l’abilitazione all’esercizio della professione, qualora si conferisse valore abilitante alla laurea magistrale M4 architettura e ingegneria edile con riconoscimento CEE. In tale caso l’art.33 Costituzione dovrebbe essere interpretato nel senso che il superamento dell’esame di laurea da parte di una Università Statale risponde al dettato dell’art.33.

La spinta europea

Il Rapporto Monti/CE, del 2004,  ha dimostrato che l’Italia è il paese che ha imposto più vincoli alle professioni libere. Obbligo di iscrizione all’Ordine, obbligo di abilitazione all’esercizio, esercizio abusivo sanzionato penalmente, campi di attività esclusivi. In nessun paese la tariffa architetti è approvata per legge nazionale.

Vantaggi e svantaggi della eliminazione dell’Ordine

Di fatto l’Ordine oggi costituisce l’unico riferimento per gli architetti che rappresenta sia a livello nazionale che a livello di regioni, province e comuni. Non c’è dubbio che attraverso gli anni i consigli degli Ordini hanno saputo istituire validi rapporti con gli imprenditori e con gli enti locali. Ciò costituisce un indubbio aspetto positivo che ha consentito una crescita dell’apprezzamento della nostra professione presso l’opinione pubblica. Spesso l’Ordine viene consultato su problemi della città insieme alle rappresentanze dei costruttori, degli artigiani e dei sindacati dei lavoratori edili.

Inoltre l’Ordine svolge una funzione positiva quando organizza attività pubbliche per valorizzare l’architettura e un corretto assetto del territorio. Ma tali attività sono svolte anche da altri organismi come l’Università, l’INU, l’INARCH, Italia Nostra.

Sono utili anche le attività di aggiornamento professionale degli iscritti. Ma tali attività sono in realtà svolte anche dai sindacati dei lavoratori, dei professionisti ecc. oltre che dalle facoltà di architettura e di ingegneria, dalle Regioni e da altre istituzioni.

Tuttavia l’Ordine degli architetti sta perdendo la sua identità. Oggi è purtroppo diventato l’Ordine di sei diverse professioni: Architetti, Pianificatori, Paesaggisti, Conservatori, Pianificatori iunior e Architetti iunior. Un guazzabuglio di professioni accettato dal passato CNAPPC nel 2001,  con l’illusione che il Consiglio Nazionale e gli Ordini sarebbero diventati più potenti raggruppando molte professioni al proprio interno. Illusione condivisa dagli Ordini provinciali. L’Ordine di sei professioni sacrificava gli interessi degli architetti all’interesse della struttura che li rappresenta, gli Ordini e il CNA. A distanza di 10 anni dal 2001 verifichiamo che l’architetto sta perdendo la propria identità. La confusione delle competenze tra architetti quinquennali e architetti iunior sta crescendo; nonostante ciò, non ho notizia di interventi efficaci degli Ordini per il rispetto dei limiti di competenza. L’inserimento dei pianificatori prima o poi proporrà un contenzioso giuridico sulla competenza dell’architetto nel campo dell’urbanistica, visto che questa non è compresa nell’edilizia civile di cui all’art.52 RD 2537/1925. E non sappiamo cosa potrà  venire fuori da future sentenze della magistratura sulle competenze professionali dei conservatori, in danno della riserva di legge spettante agli architetti nel campo dei beni culturali.

E’ sbagliato identificare le professione con l’Ordine. Se mancasse l’Ordine, l’attività professionale di un architetto non cambierebbe in maniera significativa. La progettazione, la direzione lavori, il collaudo, la sicurezza dei cantieri ecc. resterebbero di spettanza degli architetti e degli ingegneri laureati e abilitati. I campi di attività definiti per legge resterebbero tali. L’iscrizione alla Cassa di previdenza sarebbe aperta agli architetti e ingegneri abilitati e in possesso di partita Iva. Certamente sarebbe necessario per gli architetti fare riferimento a proprie associazioni per fare sentire la propria voce, per essere rappresentati. Potrebbero finalmente crescere i Sindacati dei liberi professionisti e dei professionisti dipendenti, costretti oggi a una vita grama proprio dalla concorrenza che fanno gli Ordini tutelando “impropriamente” gli iscritti. Mentre nelle attività culturali potrebbe crescere il ruolo dell’Inarch. Potrebbero nascere o rafforzarsi una o più libera associazione culturale di architetti.

Enrico Milone

29.8.2011

L’anno che verrà …

E’ iniziato 2012, auguro un buon anno a tutti, ma non sarà un anno facile.

Ci attende un anno importante per noi Architetti e liberi professionisti, il 2012 sarà l’anno in cui si dovranno riformare gli Ordini professionali, (entro agosto 2012 come previsto nel decreto Monti e nelle manovre precedenti), se non lo si farà gli Ordini professionali potranno essere cancellati !!

Vi ricordo che la legge che istituisce e regolamenta le professioni di ingegnere e architetto, ha quasi un secolo (R.D. 23 ottobre 1925, n. 2537) e credo che sia arrivato il momento di riscrivere una norma che è stata fatta quando in Italia c’era ancora il Re.

Dobbiamo riformarci se non vogliamo scomparire.

Mi auguro che il CNA si attivi rapidamente per la riforma degli Ordini, che coinvolga il più possibile gli Ordini provinciali e la base degli iscritti, organizzando delle Assemblee aperte a tutti e che si faccia una riforma radicale e duratura come ne abbiamo bisogno.

Il 2012 sarà anche l’anno in cui la nostra cassa professionale di previdenza Inarcassa, dovrà rispondere, insieme alle casse private delle altre professioni, all’attacco sferrato dal Ministro Fornero e reso esecutivo dall’art. 24 comma 24 del Decreto Monti che impone un ultimatum difficilmente realizzabile.

La volontà è di assorbire tutte le casse private nell’Inps appropriandosi del nostro patrimonio, che in totale con tutte le altre professioni, ammonta a circa 50 miliardi di euro.

Essere inglobati nell’Inps significa dover aumentare ancora il nostro contributo soggettivo fino a dei livelli che nessun professionista può sopportare con il risultato di far scomparire le libere professioni.

Del resto i “poteri forti” in Italia e non solo, in questi ultimi anni, hanno lavorato utilizzando molto i mass media e il governo per far credere alla popolazione che gli ordini professionali non servono, che le tariffe sono un ostacolo allo sviluppo  e che i professionisti sono una casta che va abbattuta.

Noi sicuramente gli abbiamo dato una mano con Ordini professionali, Sindacati, Universiità e Consigli Nazionali gestiti per favorire il proprio orticello e non per fare il bene dei cittadini e degli iscritti, ma questo, purtroppo, è un problema che riveste la maggior parte delle persone che in Italia occupano incarichi istituzionali o politici.

Nel 2012 dobbiamo impegnarci per far capire ai cittadini l’importanza delle professioni intellettuali che non possono essere regolamentate come una qualsiasi attività commerciale o imprenditoriale.

La professione di Architetto e Ingegnere libero professionista è stata fondamentale nella crescita di un paese contadino come l’Italia che, dopo la sua unificazione nel 1861, è diventata una delle maggiori potenze mondiali.

Negli ultimi anni la corruzione, l’illegalità diffusa, la criminalità organizzata, l’evasione fiscale, la disonestà, l’ignoranza e l’incompetenza dei nostri politici e amministratori pubblici  ha portato il nostro paese ad un passo dal baratro e non è certo facendo fuori i liberi professionisti, trasformandoli in dipendenti di grosse società di capitali, che si aiuta l’Italia a risalire la china.

Dobbiamo sicuramente riformarci, a partire dagli Ordini, dalla formazione, dalle competenze, dall’organizzazione, (non possiamo pensare di competere con l’estero con una media di addetti professionali per studio di 1,2 persone - dati Cresme), e non da ultimo dalla disciplina e dalla deontologia professionale, ma non possiamo rinunciare alla nostra indipendenza.

Come farà ad operare in maniera corretta e irreprensibile un ingegnere o un architetto che si trova a progettare o a svolgere il ruolo di direttore dei lavori di un’opera pubblica, quando non può più rispondere soltanto alla propria coscienza ma anche al suo padrone?

Cercheremo di far capire alla gente che le liberalizzazioni non hanno nulla a che vedere con le professioni intellettuali, che devono essere regolamentate per poter dare la possibilità a tutti di accedervi, (come del resto già avviene per gli architetti e gli ingegneri), ma devono mantenere la propria autonomia sotto il controllo di Ordini professionali rigorosi, inflessibili, efficienti e aggiornati con i tempi, che facciano rispettare le norme che li governano senza dimenticare l’art. 2 della LEGGE 25 aprile 1938, n. 897 : Coloro che non siano di specchiata condotta morale e politica non possono essere iscritti negli albi professionali, e se iscritti, debbono essere cancellati,..

(Basterebbe l’applicazione di questa norma per risolvere il problema dell’enorme numero di architetti in Italia).

Noi di amate l’architettura ci impegneremo nel 2012 per invertire la tendenza che porta al declino della professione dell’architetto e dei liberi professionisti, indispensabili per la qualità dell’architettura nel processo di trasformazione del territorio, promuovendo una mobilitazione tra i professionisti, le Associazioni, gli Enti e le Istituzioni nel campo dell’architettura, si comincia il 3 febbraio 2012 con 150K ARCHITETTI.

Chiediamo a tutti di partecipare e di rimboccarsi le maniche non è più il tempo di assistere inermi alla nostra distruzione.

Un anno di amate l’architettura

31 dicembre 2011

Il 2011 è finito, anno nefasto per la professione, noi di amate l’architettura ci siamo impegnati per denunciare casi di clamorose illegalità e mancanze di intervento da parte delle Istituzioni, l’architettura e gli Architetti sono diventati sempre più inutili socialmente.

Ci impegneremo nel 2012 per invertire la tendenza che porta al declino della professione dell’architetto e dei liberi professionisti, indispensabili per la qualità dell’architettura nel processo di trasformazione del territorio, promuovendo una mobilitazione tra i professionisti, le Associazioni, gli Enti e le Istituzioni nel campo dell’architettura, si comincia il 3 febbraio 2012 con 150K ARCHITETTI.

UN ANNO DI AMATE L’ARCHITETTURA:
  • nel mese di gennaio abbiamo segnalato l’illegalità diffusa nell’assegnazione degli incarichi pubblici in Italia, lamentando la latitanza dell’Ordine degli Architetti e del Consiglio Nazionale;
  • nel mese di gennaio abbiamo segnalato i paradossi del progetto di Alemanno di demolire Tor Bella Monaca di cui non si parla più;
  • nel mese di febbraio abbiamo denunciato la vergogna del decreto milleproroghe che ha portato a tre, il limite dei mandati per i Consiglieri dell’Ordine, limite recentemente emanato (prima non esisteva), permettendo a coloro che siedono sulla stessa poltrona da 15 anni e più di ripresentarsi alle prossime elezioni e successivamente abbiamo evidenziato le incongruenze, tra le dichiarazioni in merito, del Presidente Schiattarella;
  • nel mese di febbraio abbiamo denunciato il caso di via Giulia inviando una lettera al Sindaco Alemanno e al Consiglio dell’Ordine, con il risultato che non si è dato seguito all’iniziativa e il Sindaco ha annunciato un concorso aperto a tutti;
  • nel mese di marzo abbiamo denunciato alcune incongruenze del bilancio dell’Ordine segnalando alcune questioni relative alla casa Editrice Prospettive Edizioni, i primi effetti sono stati una riduzione dei costi di alcune voci e l’approvazione di un regolamento interno per gli incarichi dell’Ordine;
  • nel mese di marzo abbiamo segnalato alcune incongruenze nelle prime dichiarazioni pubbliche del neo Presidente del CNA Leopoldo Freryie;
  • nel mese di aprile abbiamo segnalato il caso dell’architetto Fastoso dove l’Ordine è prontamente intervenuto a differenza di via Giulia, dove non ci risulta alcuna presa di posizione nei confronti dei docenti universitari come segnalato da Progetti e Concorsi;
  • nel mese di maggio abbiamo appoggiato l’iniziativa di Progetti e Concorsi in merito alla Legge per l’Architettura inviando alcuni nostri suggerimenti;
  • nel mese di maggio abbiamo segnalato la nascita di un nuovo blog e Associazione ivaseipartita che si occupa del problema delle finte partite iva in Italia;
  • nel mese di maggio abbiamo segnalato il caso della Presidenza della giuria di un concorso di architettura svolta da un geometra;
  • nel mese di maggio abbiamo inviato una lettera al presidente Nazionale dei Geometri per rispondere alle sue gravi affermazioni fatte in una sua comunicazione ai Collegi provinciali, la lettera è stata una delle tante azioni nei confronti del CNA, CNI e CNG per indurli ad occuparsi del problema delle competenze professionali, recentemente si sono impegnati ad aprire un tavolo di concertazione aspettiamo i fatti;
  • nel mese di giugno abbiamo organizzato un evento sul ponte della Musica di Roma per salutare una nuova architettura della città di Roma, fenomeno sempre meno frequente da quando c’è Alemanno;
  • nel mese di luglio abbiamo denunciato il caso di Pietralata dove l’Università ha incaricato due Dipartimenti della facoltà di Architettura di Roma di progettare un’opera da 100 milioni di euro contro ogni normativa, il rettore ha risposto ad una nostra lettera a cui daremo seguito con un’altra comunicazione per andare in fondo alla questione a differenza dell’Ordine che si è comportato da Ponzio Pilato;
  • nel mese di ottobre abbiamo denunciato il caso di Piazza san Silvestro a Roma dove il Sindaco Alemanno ha dato un incarico illegittimo a Portoghesi, nessuno si è preoccupato più di tanto, approfondiremo la questione con l’Autorità di Vigilanza;
  • nel mese di novembre abbiamo segnalato il caso dell’Architetto Zampolini, esprimendo le nostre perplessità sulla latitanza degli ordini in merito alla deontologia professionale, è nato un polverone sui quotidiani nazionali;
  • nel mese di dicembre abbiamo segnalato il caso del Comune di Manziana che ha bandito una gara per un incarico gratuito, il Comune ha ritirato il bando;
  • nel mese di dicembre abbiamo segnalato il caso di ex presidente dell’OICE che ha vinto una gara con l’80% di ribasso quando in precedenza aveva condannato nettamente i professionisti che facevano questi ribassi;

Continueremo nel 2012 ha compiere le nostre azioni per il bene della collettività e per la qualità dell’architettura che è un valore culturale che appartiene a tutti.

Non sempre le nostre azioni hanno avuto un risultato concreto, ma i rappresentanti di Istituzioni, Ordini, Università e Consigli Nazionali d’ora in poi sanno di essere osservati e controllati in quello che fanno, ma soprattutto in quello che non fanno.